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martedì 29 maggio 2012

Carlos Castaneda "Il Dialogo Interiore"


CARLOS CASTANEDA: «Per anni ho cercato veramente di vivere secondo i tuoi insegnamenti» dissi. «Evidentemente non l'ho fatto bene. Come posso fare meglio ora?»
DON JUAN: «Tu pensi e parli troppo. Devi smettere di parlare a te stesso.»
CARLOS CASTANEDA: «Cosa intendi dire?»
DON JUAN: «Parli troppo con te stesso. Non sei l'unico a farlo, tutti noi lo facciamo, portiamo avanti un discorso interiore. Pensaci. Quando sei da solo, cosa fai?»
CARLOS CASTANEDA: «Mi parlo.»
DON JUAN: «Di che cosa ti parli?»
CARLOS CASTANEDA: «Non lo so; di qualsiasi cosa, presumo.»
DON JUAN: «Te lo dirò io di cosa parliamo con noi stessi. Parliamo del nostro mondo, ed è proprio grazie a questo nostro dialogo interiore che lo preserviamo.»
CARLOS CASTANEDA: «Come facciamo?»
DON JUAN: «Ogni qualvolta parliamo di noi e del nostro mondo, il mondo rimane sempre come dovrebbe essere. Con questo nostro dialogo lo rinnoviamo, gli infondiamo vita, lo puntelliamo. Non solo: è mentre parliamo a noi stessi che scegliamo le nostre strade. Ripetiamo quindi le stesse scelte fino al giorno della morte, perché fino a quel giorno continuiamo a ripeterci le stesse cose. Un Guerriero è consapevole di questo atteggiamento e si sforza di fermare il suo dialogo interiore. Questa è l'ultima cosa che devi sapere se vuoi vivere come un Guerriero.»
CARLOS CASTANEDA: «Come posso smettere di parlare con me stesso?»
DON JUAN: «Innanzitutto devi usare le orecchie per togliere agli occhi una minima parte del loro fardello. Dal momento in cui siamo nati usiamo i nostri occhi per giudicare il mondo. Parliamo agli altri e a noi stessi principalmente di ciò che vediamo. Un Guerriero ne è consapevole e ascolta il mondo; ascolta i suoni del mondo.»
Misi via i miei appunti. Don Juan affermò ridendo che non intendeva spingermi a forzare il risultato, perché i suoni del mondo dovevano essere ascoltati in modo armonico e con grande pazienza.
DON JUAN: «Un Guerriero è consapevole che il mondo cambierà non appena smetterà di parlare con se stesso,» disse «e deve essere preparato a quel colpo formidabile.»
CARLOS CASTANEDA: «Cosa intendi dire, don Juan?»
DON JUAN: «Il mondo è questo e quello o è così e così solo perché ci diciamo che è nel modo in cui è. Se smettessimo di dire a noi stessi che il mondo è così e così, il mondo cesserebbe di essere così e così. In questo momento non penso che tu sia pronto per un colpo così importante, perciò devi iniziare lentamente a disfare il mondo. »
CARLOS CASTANEDA: «Veramente non ti capisco.»
DON JUAN: «Il tuo problema è che confondi il mondo con ciò che le persone fanno, e anche in questo non sei il solo: tutti noi ci sbagliamo. Le azioni che le persone compiono sono scudi contro le forze circostanti; ciò che facciamo in quanto individui ci conforta e ci fa sentire al sicuro; ciò che la gente fa è veramente molto importante, ma solo come scudo. Non impariamo mai che le cose che facciamo in quanto persone sono solo scudi e permettiamo che dominino e scuotano la nostra vita. In effetti, potrei affermare che per l'umanità quello che fa la gente è più grande e importante del mondo stesso.»
CARLOS CASTANEDA: «Cosa chiami mondo?»
DON JUAN: «Il mondo è tutto ciò che qui è racchiuso.» disse, e calpestò il suolo. «Vita, morte, persone, gli alleati e tutto quello che ci circonda. Il mondo è incomprensibile. Non lo capiremo mai e non penetreremo mai i suoi segreti. Dobbiamo di conseguenza prenderlo per quello che è: un mistero insondabile! Ma l'uomo comune non fa questo: il mondo non è mai un mistero per lui, e quando arriva alla vecchiaia è convinto che non ci sia più nulla per cui valga la pena di vivere. Un vecchio non ha esaurito il mondo, ha esaurito solo ciò che la gente fa, ma nella sua stupida confusione crede che il mondo non abbia più misteri per lui. Che prezzo infelice dobbiamo pagare per i nostri scudi! Un Guerriero è consapevole di questa confusione e impara a trattare le cose in modo appropriato. In nessuna circostanza ciò che gli esseri umani fanno può essere più importante del mondo. Un Guerriero, quindi, considera il mondo un mistero infinito e le azioni degli uomini un'infinita follia.»

 tratto da Libro "Una Realtà Separata"

Fonte: http://www.carloscastaneda.it/Libri-Castaneda/Citazioni-Una-realta-separata/1-Dialogo-Interiore.htm
Alkemica.net | Carlos Castaneda "Il Dialogo Interiore" - Il Blog di Alkemica 


lunedì 30 aprile 2012

Castaneda, Don Juan, i desideri

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Per il guerriero di don Juan le battaglie sono tante, anzi, non finiscono mai. Una di queste è la "riduzione dei desideri": 

"E' il volere che ci rende infelici. Eppure, se imparassimo a ridurre a nulla i nostri desideri, la più piccola cosa che otterremmo sarebbe un vero regalo". 
Ancora una volta si combatte contro l'ego, perché solo la persona, la maschera è convinta di avere continuità nel tempo.

L'apparato egoico crea traiettorie temporali inesistenti: al fine di alimentare l'illusione della propria esistenza e continuità, ecco quindi che con l'immaginazione crea un futuro che lo vede protagonista e cerca in tutti i modi di realizzarlo. E siccome l'immaginazione così usata è una serva fedele di Maya, riesce a creare l'illusione, la magia: un futuro pensato diventa un futuro incarnato in un falso presente. Sì, falso, perché quello vero, spontaneo, fresco, libero da zavorre, da possesso, da maschere, viene perso irrimediabilmente. Il desiderio crea una fuga in avanti che da un lato ingrassa il personaggio e dall'altro mortifica l'attore.
E' il personaggio che desidera, non l'attore, che rimane sempre ben consapevole delle sue illimitate possibilità di calarsi in tutti i personaggi immaginabili. Ma a questo punto sorge spontanea la domanda: chi è l'attore? Esso è l'uomo totale, l'uomo di conoscenza, il tolteco, come lo chiama don Juan. Tolteco è chi è impeccabile e senza macchia, chi conosce il suo doppio, chi conosce l'arte del sognare, chi sa vedere, chi conosce la vera essenza dell'uomo: l'uovo di luce che lo avvolge, chi conosce la sua parte destra e la sua parte sinistra: il Tonal e il Nagual, chi riesce a trasformare la consapevolezza in fuoco dal profondo, chi conosce le emanazioni dell' aquila, ecc. A volte, per il suo pittoresco vocabolario don Juan ci ricorda Paracelso, il medico alchimista che si prendeva gioco dei dotti ignoranti medici del suo tempo, riuscendo a guarire grazie ad una saggezza profonda e strana. Quello stesso Paracelso a cui Carl Gustav Jung ha dedicato alcuni saggi nella sua opera.
Don Juan sembra possedere davvero la saggezza di cui parla, e secondo noi ha regalato a Carlos Castaneda alcune perle di essa. Un mondo fatto di campi di energia anziché di oggetti, ci stuzzica...
Questo breve saggio non consente certo di fare uno studio approfondito di tutto quanto ha detto don Juan, pertanto rimandiamo l'interessato alle opere di Castaneda se volesse saperne di più.
Qui ci limitiamo all'essenziale.

Testi di Castaneda:
  • - A scuola dallo stregone
  • - Una realtà separata
  • - Viaggio a Ixitlan
  • - L'isola del Tonal
  • - Il secondo anello del potere
  • - Il dono dell'aquila
  • - Il fuoco dal profondo
  • - Il potere del silenzio
  • - L'arte di sognare.
  • - Victor Sanchez - Gli insegnamenti di don Carlos
  • - Interviste a Carlos Castaneda - Stampa alternativa
  • - Lo sciamanismo e le tecniche dell'estasi




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