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giovedì 7 marzo 2013

Keshe: le iniziative di pace e il libro della vita

di Ettore Guarnaccia
La Keshe Foundation ha recentemente lanciato due nuove iniziative di pace per invitare ognuno di noi a negare il proprio consenso a guerre, conflitti, armi, violenze, intolleranze e ad abbracciare finalmente la pace, insieme ad un importante monito: tutto ciò che facciamo, diciamo, sentiamo, pensiamo e desideriamo viene da sempre puntualmente ed inevitabilmente registrato in una memoria eterea olografica che verrà un giorno rivelata all'umanità.
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Il trattato e la conferenza mondiale di pace
Il 21 gennaio scorso l'ingegnere nucleare iraniano Mehran Tavakoli Keshe, fondatore e direttore della Keshe Foundation, ha lanciato due iniziative degne di nota: la firma di un trattato di pace mondiale e l'organizzazione di una conferenza mondiale di pace da tenersi il 21 marzo 2013. Entrambe le iniziative fanno parte di un percorso di pace che dovrebbe concludersi il 21 aprile 2013.
Il trattato prevede che il soggetto firmatario, in qualità di cittadino del pianeta Terra, accetti...

"...di deporre tutti gli strumenti di aggressione e di guerra, di pensare di non essere mai più coinvolto o di incitare alla guerra o sviluppare o utilizzare strumenti di guerra su questo pianeta o nello spazio..."

...dichiarando di essere d'accordo e giurando con il corpo e l'anima a vario titolo, ovvero come individuo, consiglio, città, religione o nazione, in presenza di un testimone assistente co-firmatario.
Il trattato rappresenta un impegno solenne e un preciso intento dell'individuo a rifiutare la guerra e qualsiasi altro tipo di conflitto in qualsiasi forma. Un'azione estremamente semplice ma che potrebbe innescare un vero cambiamento, poiché è ormai assodato che l'uomo è in grado di indirizzare il proprio futuro attraverso l'intento e il desiderio.
trattato qui 

Quando un individuo libero e sovrano, di fronte all'universo, decide intimamente ed esplicitamente di negare il consenso al proprio governo, in virtù delle leggi universali di consenso e libero arbitrio, allora il governo (e chi per esso) non potrà più ricorrere al subdolo meccanismo di avvertimento e silenzio-assenso grazie al quale sono state perpetrate da lungo tempo le azioni più bieche e criminali a danno dei propri cittadini e dell'umanità.
Ma il trattato di pace proposto dall'ingegner Keshe è indirizzato anche (e soprattutto) ai leader mondiali in carica o di prossima elezione, fra i quali egli cita espressamente il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, il presidente americano Barack Obama, Papa Benedetto XVI (l'iniziativa è precedente alle dimissioni di Ratzinger, n.d.H.), il reali di Belgio e Olanda, l'imperatore del Giappone, il presidente e il primo ministro di Israele. Sul forum della fondazione, Keshe si domanda "chi sarà il primo leader mondiale a firmare il trattato di pace?" e, su sua sollecitazione, sono già diversi i volontari che si sono attivati per sottoporre il trattato di pace ai propri leader, in una mobilitazione pacifica che accomuna tutto il pianeta.
La conferenza mondiale di pace prevista per il prossimo 21 marzo, infatti, ha proprio l'obiettivo dichiarato di invitare tutti i leader mondiali a sottoscrivere il trattato di pace, abbandonando ufficialmente l'idea della guerra in tutte le sue forme. Di fatto, qualora il trattato venisse effettivamente sottoscritto da tutti i leader del mondo, da quel momento il concetto di nazione perderebbe di senso e l'umanità diventerebbe finalmente una vera e unica cittadinanza planetaria. Il successivo e ultimo appuntamento è per il 21 aprile, anniversario della prima conferenza internazionale degli ambasciatori di pace tenutasi lo scorso anno presso la Keshe Foundation, data entro la quale tutti i cittadini del mondo sono invitati a sottoscrivere il trattato stesso come individui e in un'ottica di cooperazione reciproca.
I messaggeri di Dio e la strada per la pace
In una delle sue più recenti dichiarazioni rese pubblicamente sul forum della fondazione, l'ingegner Keshe parla dei tanti scienziati che sono stati messi a tacere, derisi, infamati, banditi, esiliati, imprigionati, feriti, torturati e anche uccisi, a causa del loro lavoro e del loro contributo al progresso della scienza per l'umanità, ad opera di governanti, capi religiosi e organizzazioni di vario tipo. Un insieme di atti efferati commessi dai leader e dai relativi scagnozzi senza scrupoli per salvaguardare il proprio potere politico ed economico.
Secondo Keshe, il vero scienziato apparirebbe agli occhi di Dio alla stessa stregua dei profeti religiosi, in quanto entrambi sarebbero messaggeri di Dio con la missione comune di far progredire il corpo fisico e l'anima dell'uomo su questo pianeta e nell'universo. Un paragone piuttosto audace, ma che egli avvalora con la convinzione che entrambi i campi, scienza e spiritualità, dovranno essere in equilibrio in un solo corpo e una sola anima secondo le leggi universali della convivenza, quando in futuro la razza umana entrerà finalmente a far parte della comunità universale e potrà godere dell'armonia e della bellezza delle creazioni nell'universo.
Keshe prevede un futuro nefasto per coloro che hanno ostacolato il progresso della vera scienza e per quelli che hanno perpetrato azioni criminali per loro conto obbedendo agli ordini, ovvero un destino di esilio di esilio delle loro anime negli angoli più bassi e remoti dell'universo, dove esse risiederanno per l'eternità in una sorta di nemesi universale. La medesima sorte toccherebbe alla loro prole e ai beneficiari materiali delle loro azioni criminali.
Una magra consolazione per le anime dei vari Nikola Tesla, Karl Von Reichenbach, Prosper-René Blondlot, Wilhelm Reich e il nostro Pier Luigi Ighina, giusto per citare alcuni dei più famosi scienziati e ricercatori che hanno cercato di dare un contributo evolutivo molto importante all'umanità ma sono rimasti vittime del sistema criminale di potere.
L'ingegner Keshe ribadisce poi che l'evoluzione scientifica e tecnologica, passando necessariamente per la piena comprensione della tecnologia MAGRAVS, risolverà i problemi più urgenti del pianeta e aprirà le porte ai viaggi spaziali per l'intera umanità, annullando i confini territoriali e rendendo di fatto inutile l'industria bellica e la difesa militare. Keshe suggerisce quindi di convertire l'industria bellica in industria spaziale poiché nello spazio non c'è bisogno di difesa e chiarisce ancora una volta che, secondo le leggi universali, non è consentito viaggiare nello spazio e nell'universo se non si è degni di farlo.
In pratica, un'analoga conversione deve avvenire nell'animo umano, trasformando l'odio e l'intolleranza, che hanno forgiato e deviato la mente umana, in sentimenti di amore e fratellanza, abbandonando per sempre il litigio, il conflitto, la brama di potere e ricchezza, l'avidità e la paura.
Secondo Keshe oggi l'uomo non è ancora pronto ad entrare nella comunità universale perché non ha minimamente compreso il segreto della propria creazione e crede ancora di essere la più perfetta creazione dell'universo, senza l'umiltà necessaria a riconoscere che, a causa della propria indole avida, violenta ed egocentrica, in realtà non è altro che un essere selvaggio, arretrato e da evitare assolutamente. Infatti, come gli uomini integri e saggi evitano di frequentare i violenti e gli arroganti, o come gli uomini miti e assennati evitano litigi, risse e altri comportamenti inaccettabili, così le altre civiltà che appartengono alla comunità universale si tengono alla larga dal genere umano e non vogliono averci niente a che fare.
Un comportamento che risulta assolutamente comprensibile per civiltà spiritualmente evolute che hanno messo in primo piano l'amore, la fratellanza e il bene comune, abbandonando l'odio e la guerra, oltre a costituire una motivazione plausibile della reticenza di queste a manifestarsi apertamente e ad interagire con la nostra razza. Questo sarà uno dei motivi per cui i leader mondiali, che ci hanno volutamente mantenuto nell'ignoranza e hanno promosso sentimenti di odio, paura ed intolleranza, dovranno un giorno vergognarsi e saranno considerati come traditori dell'intera umanità.
Secondo Keshe, l'umanità potrà scardinare questa situazione e giungere alla pace solo attraverso un...
"...rapido e totale accordo fra tutti i cittadini, le nazioni, le credenze, le religioni, tutto in una sola volta, perché procedendo per gradi non ci riuscirà mai."
Il libro della vita
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Keshe ci lancia infine un importante avvertimento e, per farlo, cita la memoria olografica degli eventi e come questa vanifichi gli sforzi che i leader mondiali e gli altri uomini di potere malvagi compiono in gran segreto, nella convinzione che le loro azioni efferate e criminali non lascino traccia. Invece, le ingiustizie e i soprusi commessi verso l'umanità, i conflitti e le guerre innescati in nome della ricchezza terrena, l'uso delle armi per la distruzione della vita e del pianeta, i furti e gli inganni, tutto viene immancabilmente e puntualmente registrato in un registro etereo chiamato Archivio Akashico.
Un registro di cui si trova menzione in diversi testi arcaici come l'Antico e il Nuovo Testamento, ma anche nei miti, nel folklore e in molte culture come quella semitica, araba, assiro-babilonese, fenicia e ebraica. Esso conterrebbe la memoria degli eventi relativi a ciascun individuo (inteso come anima o entità) vissuto sulla Terra fin dalla creazione e non solo azioni e parole, ma addirittura sentimenti, pensieri e intenzioni di ognuno di noi.
In base alle rivelazioni di coloro che vi hanno potuto e saputo accedere, fra i quali vi sarebbero Madame Helena Petrovna Blavatsky, Rudolf Steiner e (soprattutto) Edgar Cayce, l'archivio contiene ogni simbolo archetipico o racconto mitologico, connette gli uni agli altri, ispira i sogni e le invenzioni, provoca attrazione e repulsione fra gli individui, modella e foggia la consapevolezza umana, guida, educa e trasforma un individuo per farlo evolvere. Esso non sarebbe un registro statico, come si potrebbe supporre, ma un archivio interattivo con una grandissima influenza sulla nostra vita di ogni giorno e sulle nostre relazioni, i nostri sentimenti, le credenze e le potenziali realtà che siamo in grado di generare.
In esso sarebbe possibile consultare qualsiasi evento presente e passato in forma concreta, nel suo carattere eterno, come se si stesse svolgendo in tempo reale sotto gli occhi dell'iniziato che vi ha accesso, al di sopra dei concetti materiali di tempo e spazio propri della nostra dimensione terrena. Esso è in grado di illustrare all'individuo la strada ideale da percorrere, la maniera migliore di utilizzare il tempo a disposizione sulla Terra e, infine, l'espressione delle opportunità per cui l'anima ha scelto di entrare nella nostra dimensione materiale prima dell'incarnazione.
Infine, l'archivio sarebbe il giudice e la giuria imparziali in grado di individuare coloro che saranno degni di salvezza, probabilmente in ottica di ascensione a dimensioni più elevate o di ritorno alla sorgente creatrice, quando il suo contenuto verrà un giorno rivelato a tutte le anime. Come un libro che contiene e illustra la nostra intera esistenza, un Libro della Vita, appunto.
La scelta interiore e gli strumenti che abbiamo da sempre
Le iniziative promosse da M.T. Keshe e dalla sua fondazione sono indubbiamente lodevoli e, grazie alla notorietà acquisita dall'ingegnere nucleare iraniano in tutto il mondo e al supporto della libera informazione del web (non dei media ufficiali), potrebbero realisticamente portare risultati eclatanti e di una certa rilevanza.
A volte l'opera del cuore cambia il destino dell'uomo e i più grandi ed improvvisi cambiamenti vengono spesso innescati da una piccola scintilla che si accende nell'animo umano. E se la scintilla che porterà alla pace planetaria fosse proprio questo trattato? Da sempre l'uomo desidera di vivere in felicità, serenità e pace ma ha da tempo dimenticato la giusta strada per soddisfare il proprio desiderio, eppure essa è di una semplicità estrema: non esiste felicità per l'uomo che non passi per la felicità altrui, cioè per essere felici dobbiamo dapprima adoperarci per rendere felice il nostro prossimo. Solo così sarà possibile giungere alla pace, quella vera e duratura, quella che nasce innanzitutto nell'intimità dell'anima per poi uscire a contagiare e pervadere la realtà che ci circonda.
Se l'impegno contenuto nel trattato risuona con il vostro intimo sentire, allora stampatelo e firmatelo 
http://www.scribd.com/doc/121802451/World-Peace-Treaty-Trattato-di-Pace-Mondiale,
a patto che la vera firma avvenga dapprima dentro di voi, come scelta di vita da applicare con convinzione e amore in ogni giorno a venire. In questo senso, a mio personale avviso, la sottoscrizione di un trattato di pace assume un valore relativo, perché il vero cambiamento, l'intimo giuramento e l'impegno personale a favore della pace devono avvenire dentro di noi e permeare indissolubilmente qualsiasi nostra azione quotidiana, anche la più insignificante.
Dobbiamo impegnarci affinché quella scintilla, in qualsiasi forma, scocchi e accenda una volta per tutte dentro di noi l'amore universale di cui abbiamo tutti terribilmente bisogno, quell'amore che cancella le diversità, annulla le distanze e ci rende finalmente degni di appartenere alla comunità universale.
Se oggi avessimo accesso al nostro capitolo personale del Libro della Vita e fossimo in grado di leggerne le righe, potremmo dirci soddisfatti e orgogliosi delle nostre azioni, delle nostre parole, dei nostri sentimenti, dei pensieri e delle intenzioni che ci contraddistinguono e ci animano? Potremmo ritenerci degni di appartenere alla quella comunità universale che ci osserva a distanza e ci evita come la peggiore delle minacce? Potremmo affermare di aver compreso gli obiettivi della nostra esistenza terrena, di aver compiuto quanto necessario per conseguirli e per completare il nostro percorso di evoluzione spirituale?
Non credo sia così fondamentale accedere all'archivio etereo per rispondere a queste domande, né per comprendere quale sia la strada migliore da intraprendere per scrivere le righe che ancora mancano al nostro capitolo, perché abbiamo già a disposizione tutti gli strumenti che ci servono.
Abbiamo un diario personale che ha registrato e registra tutte le nostre azioni, le parole, i pensieri, i sentimenti e gli intenti: è la nostra coscienza ed è assolutamente in grado di mostrarci se possiamo ritenerci degni di far parte della comunità universale e se abbiamo veramente perseguito gli obiettivi della nostra esistenza terrena.
Poi abbiamo uno strumento preziosissimo che, se interrogato ed ascoltato con semplicità, umiltà ed altruismo, è perfettamente in grado di indicarci qual è la strada ideale da percorrere in futuro, nel tempo che ancora ci resta: il nostro cuore.

trattato di pace in italiano
http://www.iconicon.it/blog/2013/01/ho-firmato-il-trattato-di-pace-mondiale/
Fonte: Hearthaware blog
http://hearthaware.wordpress.com/2013/03/07/keshe-le-iniziative-di-pace-e-il-libro-della-vita/comment-page-1/#comment-6724



giovedì 14 aprile 2011

Pensiero Intuizione Proposito Evoluzione

Riportiamo questo articolo perché apprezziamo e ne condividiamo i contenuti, l'intento e l'obiettivo. Pensiamo sia utile diffonderlo. Con l'occasione ringraziamo chi l'ha scritto.

Fonte: http://www.lamentemente.com/2011/04/14/pensiero-e-intuizione-superiore

Pensiero e Intuizione Superiore

I Pensatori illuminati di ogni tempo sono vigili alle intuizioni superiori; riproducendo le idee nella materia, ne riportano fedelmente la visione e attuano ciò che hanno colto mediante la costruzione di forme-pensiero chiare e ben strutturate che potranno esercitare un forte influsso sulle mentipronte a rispondere”. Ogni pensiero sufficientemente definito è una vibrazione del corpo mentale e, come ogni altra vibrazione, tende a riprodursi nella realtà circostante, comunicandosi a materia mentale di simile densità; così, come i pensieri bassi, di egoismo dell’uomo medio creano vibrazioni simili in altre menti sintonizzate con quel tipo di materia mentale, i pensieri degli idealisti, dei filantropi, dei grandi riformatori sociali e religiosi, degli utopisti, e, più in generale, di coloro cui sta a cuore il Benessere dell’umanità creano forme-pensiero chiare ed armoniche, che si irradiano e risuonano in altre menti concentrate su simili ideali elevati. Il potere del pensiero direzionato e coerente di un gruppo di individui sintonizzati determina effetti molto superiori alla somma dei pensieri dei singoli individui, così come il fascio di luce coerente del laser è di gran lunga più efficace di fasci di luce non coerenti. Le caratteristiche essenziali di questi Nuovi Ideatori e Comunicatori sono l’apertura di coscienza, la dedizione al bene comune, la capacità di intuire il Piano, la mancanza di egoismo e separatività:

Una sola persona altruistica, non critica, consacrata, può spingere un gruppo ad un lavoro che avrà successo.
(A. Bailey).

Essi sono sempre e senza esitazioni per la Pace, poiché sanno che, karmicamente, la Buona Volontà e l’Armonia, al contrario della guerra, danno buoni frutti. Nella dimensione del tempo, la guerra è sempre collegata al rancore del passato, mentre la Pace è il Perdono (“dono per-fetto”) del presente, vivo e palpitante, proiettato nel futuro. I nuovi idealisti sanno che guerra e pace nascono nell’interno, e che gli effetti di annebbiata distruttività o di gioiosa operatività si preparano nel cuore degli uomini:

Che cos’è la pace? Per la maggior parte delle persone, questa parola evoca la possibilità di vivere tranquillamente, al riparo da ogni aggressione. In realtà, però, la pace è ben altro: è il lavoro più intenso che possa essere realizzato nel mondo da chi abbia imparato che la pace è prima di tutto uno stato interiore. Tale stato è il risultato di una vittoria riportata con un’aspra lotta su tutti i conflitti psichici che ci sconvolgono.
(O. M. Aïvanhov, Pensieri quotidiani).

“La pace non è l'assenza di guerra: è una virtù, uno stato d’animo, una disposizione alla benevolenza e alla giustizia”
(Baruch Spinoza)

Siamo tutti noi, pertanto, con le nostre vibrazioni più o meno armoniose a formare il clima emotivo in cui si svolge la vita sul Pianeta. Solo una decisa frattura con il passato di sospetto e di ostilità, che ha segnato il cammino di “dolore evitabile” dell’umanità, può determinare un futuro orientato all’Amore, in cui paura, ignoranza ed egoismo siano considerati relitti emotivi del passato e la coscienza dell’umanità possa elevarsi fino a vivere e respirare quotidianamente la fratellanza:

Penso che abbiamo perso quella qualità, la qualità della compassione… Quel che è importante, mi sembra, è che quando vedi l’intera struttura della violenza e della brutalità umana che si esprime, in definitiva, nella guerra, se vedi ciò nella sua totalità, allora, nell’atto effettivo del vedere, farai la cosa giusta.
(Krishnamurti).

Appare sempre più evidente che l’evoluzione dell’umanità accelera sempre più; essa è ora giunta ad un punto tale che dovrà mutare profondamente i comportamenti e il modo di relazionarsi, sia in senso orizzontale, tra individui e nazioni, sia in senso verticale, con il mondo dello spirito. Tali cambiamenti, per essere duraturi e significativi, dovranno essere sempre fortemente voluti e realizzati dagli individui e non imposti dall’esterno. Da mutare sono alcune manifestazioni inferiori: ancora evidenti e tenaci sono l’atteggiamento egoistico dell’umanità e la mancanza della vera intelligenza, attenta all’evoluzione dell’uomo e del Pianeta, compassionevole e lungimirante. Il “silenzio dell’io”, consapevole di appartenere al Tutto, creerà la possibilità del cambiamento; per tale raggiungimento è necessario lavorare su se stessi in modo individuale e all’interno di gruppi e comunità: “l’intelligenza emotiva” e l’Intuizione spirituale caratterizzeranno le prossime età della Terra, che, ripudiando ogni identificazione con gruppi specificamente connotati religiosamente e politicamente, si ispireranno allo spirito di cooperazione e di fratellanza:

Tu devi vivere e respirare nel tutto, come tutto ciò che percepisci respira in te; sentire che sei in tutte le cose e che tutte le cose risiedono nel Sé; accordare il tuo cuore e la tua mente con la grande mente e il cuore del genere umano.
(H. P. Blavatsky, La Voce del Silenzio).

E’ necessario che si crei un’armoniosa comunità di ricercatori di saggezza, che rispondano in modo lungimirante ed efficace ai bisogni del mondo; la Saggezza che riceve Intuizione dall’alto è la terapia per ogni forma di sofferenza, individuale e nazionale, ed è un dinamico potere che trasforma. Nella società in cui viviamo sembrano non essere riconosciute come valori fondanti l’integrità, la rettitudine, la gentilezza, la compassione, la generosità, la semplicità di cuore e di vita, la sensibilità del sentimento e dell’intuito, che costituiscono le basi dell’etica. Il consumismo, la concezione della produttività come valore in sé, la corsa al profitto a tutti i costi e l’indifferenza alle virtù sono mostri diffusi, dai quali si generano avidità, vuoto, egoismo e cinismo che rendono spesso la nostra epoca vile, crudele, violenta e corrotta.

I “segni dei tempi
Il cambiamento è inevitabile, e si può leggere nei “segni dei tempi”: individui e gruppi appaiono sempre più connotati dalla tendenza alla condivisione e all’unità, a tutti i livelli; numerosi individui risvegliati hanno allineato i tre corpi (fisico, emotivo e mentale) e agiscono come unità integrate. Il successivo passaggio sarà il contatto costante con l’anima e la concretizzazione sulla terra dei suoi impulsi. Quando la mente, le emozioni ed il cervello sono allineati, infatti, si possono sviluppare i loro più alti corrispettivi: Saggezza, Amore e Proposito. L’intelligenza dell’umanità dovrà essere rispondente a valori elevati se non vuol correre il rischio che le conoscenze più avanzate siano usate dalle forze del male per fini di sopraffazione e di potere.
E’ necessario pertanto vigilare affinché ciò non accada e affinché, risvegliando “il cuore dell’amore” che dà accesso all’Intuizione, possano prevalere le forze della Luce:

Quello che non otterremo mai con discussione, controversie, ragionamenti intellettuali, arriverà quando “il cuore dell’amore” che è dentro di noi si sarà risvegliato.
(H. P. Blavatsky).

Nell’età dei Pesci, che l’umanità si sta lasciando alle spalle, hanno prevalso alcune idee, che appaiono ormai cristallizzate o, comunque, non più idonee all’attuale sviluppo:

  • l’idea di autorità, con il conseguente paternalismo educativo, sociale e religioso, sostituita oggi sempre più dalla ricerca dell’autorevolezza illuminata e dal senso del gruppo;
  • il valore collegato al sacrificio subito, vittimistico e rinunciatario, e alla sofferenza, che sono stati enfatizzati come mezzi primari per l’evoluzione. Affermava l’iniziato Paolo: “Virtus in infirmitate perficitur: La virtù si perfeziona nella debolezza”. Oggi l’accento si pone sulla necessaria qualità del distacco dalla forma e sul vero sacri-ficio, “atto sacro” scelto liberamente e gioiosamente per il bene del gruppo;
  • l’importanza della soddisfazione del desiderio, per cui si è assistito alla nascita di falsi bisogni, sollecitati anche dalla pubblicità, allo sperpero di denaro e alla diffusione di beni superflui. Questa situazione è durata a lungo poiché, probabilmente, le Forze evolutive -- dimostrando che il possesso di beni non porta vera gioia, ma anzi induce senso di sazietà -- intendevano “spiritualizzare” opinioni e tendenze. Oggi, infatti, si diffondono stili di vita improntati alla sobrietà e alla condivisione.

Nella nascente età dell’Acquario emerge una nuova umanità, caratterizzata da una nuova e più ampia consapevolezza, per la quale si avvertirà sempre più il senso di fratellanza e si svilupperanno le doti intuitive. L’Intuizione sarà infatti la caratteristica dell’ “uomo nuovo”; essa costituisce il principio di unità in noi, da quale possiamo percepire il reale e l’“oltre il reale” al di là delle nostre ordinarie possibilità di comprensione. Essa, a differenza della ragione, può attraversare e vedere con chiarezza immediata, la forma essenziale che è oltre la consueta differenziazione di soggetto-oggetto:

Essa… può percepire l’infinito in ogni cosa e in quel momento di scoperta fare entrare un’altra mente oltre la mente del nostro ego personale.
(J. Lane, Il linguaggio dell’anima, rip. in Terra, Anima e Società, vol. II).

La mente umana svolge una fondamentale funzione di discriminazione e di analisi; ma quando domina la vita crea squilibri, erigendo un muro di rigida e razionalizzante sicurezza con la propria presunta definitiva autorità: essa finge di essere il , depositaria di Conoscenza e di Potere. E’ spesso, invece, nella fiducia, nell’apertura di cuore e nell’abbandono all’anima che fiorisce l’Intuizione. I nuovi gruppi umani aperti all’Intuizione si riconosceranno da:

  • la “sensibilità attiva” che determina il senso di urgenza riguardo alla soluzione della sofferenza del Pianeta;
  • il conseguente impegno per una globalizzazione equa e umana;
  • lo sforzo verso una soluzione dei conflitti in cui non vi siano né vincitori né vinti;
  • l’ampia e generosa capacità di amare;
  • la capacità di riconoscere il divino in ciascuno.

Gli individui sulla via del risveglio lavoreranno per sviluppare le doti intuitive e per trasmutare -- con un proposito di gruppo saggio e amorevole -- le idee superiori affioranti alla soglia dell’Intuizione in progetti e attività concrete, concepite superando ogni identità egoica:

La spiritualità ci libera da questa mente, dal piccolo io, dall’identità egoica. Attraverso la spiritualità siamo in grado di aprire le porte della mente universale e al cuore immenso dove la condivisione, la cura e la compassione sono realtà vere. La vita esiste solo attraverso il dono di altre vite: tutta la vita è interdipendente. L’esistenza è una rete di relazioni intricata e interconnessa. Condividiamo il respiro della vita e in questo modo siamo connessi.
(S. Kumar, La necessità di una spiritualità pratica, rip. in Terra, Anima e Società, vol. I).

Essi sentiranno con sempre maggior chiarezza che i “giorni dell’impegno” sono giorni positivi, perché in essi la vita scopre il suo lato benedetto, pur potendo apparire “giorni severi” perché è in queste occasioni che si cambiano le abitudini condizionate dalle cristallizzazioni mentali. La sfida sembra essere diventata “Walk your talk”, che potrebbe essere tradotto come “Viviamo ciò che sappiamo”; ciò implica il vivere attraverso l’Arte e l’essere creativi nell’agire, attingendo ispirazione agli ideali più alti.

La vita sul Pianeta sarà sempre più illuminata da valori spirituali, poiché la luce della Mente e il fuoco del Cuore trasformeranno l’essere umano in un organismo radiante, la cui qualità essenziale sarà l’unisono e lieto manifestarsi di un “Cuore intelligente” e di una “Mente amorevole”.

Le varie ideologie di gruppi e popoli appariranno chiaramente come diversi aspetti parziali di un’unica “verità in progressiva manifestazione”, e nazioni e religioni diverse potranno fraternamente incontrarsi, come auspicano i grandi Istruttori dell’umanità:

[…] la razza umana è un essere collettivo che ha unità di vita e che progredisce, da un’epoca all’altra, nella propria educazione .
(G. Mazzini, cit. in: Massimo Scioscioli, Giuseppe Mazzini: i principi e la politica).

Fonte: http://www.spaziofatato.net

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mercoledì 5 gennaio 2011

Saggezza e conoscenza

Tratto da "Cosmologia occulta" di BRUCE LYON

All'inizio di questa dissertazione voglio quindi rendere molto chiaro un punto: La Saggezza Eterna che rappresento non è una tradizione di conoscenza.
La conoscenza appartiene ai tre mondi e quindi all'Umanità e non alla Gerarchia. Questa può sembrare un'affermazione strana da fare proprio mentre si sta cercando di fondere Gerarchia e Umanità, ma l'anima e la personalità non possono essere completamente fuse fin quando non sono state completamente separate.
La tradizione di Saggezza Eterna cui generalmente si riferiscono gli studiosi è una tradizione di informazione esoterica prodotta dall'Umanità su ispirazione della Gerarchia.
La conoscenza è umana, la saggezza è gerarchica.
L'Umanità è essa stessa un centro divino e questo sarà sempre più compreso man mano che il processo di Esteriorizzazione procederà. Quale centro divino essa ha un ruolo autonomo e una responsabilità all'interno della triplice operatività di Shamballa, della Gerarchia e dell'Umanità. La realizzazione e l'accettazione di questa responsabilità è parte critica dell'iniziazione del genere umano quale un tutto.
Ora, è vero che i membri della Gerarchia una volta erano parte dell'Umanità, ma bisogna ricordare che l'Umanità di cui essi facevano parte - nel tempo e nello spazio - aveva una conoscenza di base molto meno evoluta dell'Umanità del giorno d'oggi – base che si sta espandendo in misura esponenziale.
I membri della Gerarchia possono essere Maestri di Saggezza (solo dalla prospettiva dell'umanità - infatti essi non si considerano tali) ma questo non significa affatto che sono Maestri d'Ogni Conoscenza – essi hanno solo la chiave a ogni conoscenza.
Lasciate che spieghi quest'affermazione.
La saggezza è un'emanazione dai mondi dell'Essere.
Ha le sue radici in ciò che è immutabile.

La conoscenza è un'accumulazione dai mondi del Divenire.
Ha le sue radici in ciò che è sempre in mutamento.

La saggezza è archetipica.
La conoscenza è particolare.

La saggezza si sviluppa nell'anima.
La conoscenza viene accumulata dalla personalità in incarnazione.
La confusione tra le due è alla radice di alcuni persistenti problemi nella relazione tra Gerarchia e Umanità.
L'umanità ha tendenza a confondere la conoscenza divinamente ispirata con la saggezza e quindi la considera immutabile e inattaccabile.
Questa è la causa del fondamentalismo di tutte le religioni e tradizioni spirituali nei riguardi dei rispettivi testi sacri fondamentali.
Un altro risultato di questa confusione è che l'Umanità si aspetta che la Gerarchia le fornisca la conoscenza, mentre l‟accumulazione di conoscenza è esattamente il lavoro di quelle anime che attualmente fanno parte del Centro umano.
La conoscenza è l'impasto, la saggezza è il lievito.
La ragione per cui gli insegnamenti di Saggezza continuano ad avere la loro espressione nel corso del tempo nell'esperienza umana è che l‟aspetto della conoscenza dell'umanità sta diventando sempre più raffinato ed è quindi in grado di formare un veicolo sempre migliore per la rivelazione spirituale. Indubbiamente in nessun tempo della storia la conoscenza a disposizione dell'umanità è stata tanto accessibile, tanto vasta e in crescita con un ritmo tanto rapido. Questo pone particolari problemi ed opportunità al Centro umano nel suo insieme e significa che il requisito per sviluppare discernimento, intuizione e saggezza per utilizzare le informazioni non ha precedenti e ormai fa parte dell'appello di massa alla Gerarchia.

In qualche modo l'ashram scientifico ha l‟approccio più sano alla conoscenza. Viene visto come un modello in continuo cambiamento ed evoluzione attraverso il quale viene visto il mondo – in modo tale da rendere più comprensibile e malleabile la volontà umana.
In sé, la conoscenza rappresenta il risultato del potere dell'intelligenza – il terzo aspetto dell'anima.
La conoscenza scientifica si evolve tramite forze sia di cooperazione che di competizione nell'ambito della comunità scientifica – una fratellanza che ha come proprio scopo comune perseguire delle verità dimostrabili.
Storicamente, quando le forze della scienza e della religione si sono scontrate, è stata più spesso la scienza a dimostrarsi meno dogmatica. Negando o divinizzando le fonti interiori di ispirazione, tuttavia, entrambe le discipline ricadono sotto l‟incantesimo del materialismo.
Coloro che propongono la scienza divina devono quindi sapere cosa mantenere quale saggezza immutabile e cosa invece lasciare andare quale conoscenza sorpassata.
Forse il miglior consiglio a questo proposito è quello di essere disposti a offrire continuamente tutta la conoscenza/saggezza al fuoco della trasformazione evolutiva, nella sicura consapevolezza che lo spirito non potrà mai essere danneggiato dalle fiamme.
Un aumento di Saggezza non è risultato di maggior conoscenza, ma di una realizzazione graduale dell'inconoscibile.
Il neofita della tradizione di Saggezza cerca, come cercavano i primi scienziati, di trovare un mondo divino ordinato in cui tutti i pianeti girino in cerchi perfetti intorno al sole. Cerca di trovare le risposte definitive alle inquietanti domande dell'esistenza e di riuscire ad appropriarsi di una visione del mondo coerente e inattaccabile dai dubbi. Cerca in tal modo di diventare un conoscitore di "risposte‟ piuttosto che di riconciliarsi con la parte viva della "domanda‟. Questo naturale desiderio viene rapidamente cancellato nello scopo ampio delle tradizione di Saggezza che investono la mente con paradossi e cercano di espandere la coscienza finché non ci sia più niente di alcuna sostanza cui aggrapparsi.
Helena Blavatsky ebbe a dire questo su un approccio alla sua opera ispirata, la Dottrina Segreta:
Leggete la Dottrina Segreta senza alcuna speranza di trovare in essa la Verità finale dell'esistenza, o qualsiasi altra idea diversa da quella di vedere quanto essa possa portarvi verso la Verità.
Similmente nella tradizione della Bailey i nuovi studenti tentano di ridurre la cosmologia ampia e globale in un universo ordinato i cui raggi e pianeti e chakra possano tutti essere accuratamente assegnati. Quel che non si comprende è che è proprio questa tendenza della mente umana a "ridurre‟ la saggezza vivente in conoscenza concreta che si cerca di vincere nella tradizione di Saggezza. È come un cavallo di Troia che offre sicurezza di conoscenza e finisce per smontare tutto quello che si cercava. Un Maestro di Saggezza è uno che ha lasciato dietro di sé ogni identificazione con la conoscenza. Egli non coltiva il campo della conoscenza perché sa che egli stesso è uno con il campo, col coltivatore e col seme.
La verità che è evidente nei regni superiori non può mai essere completamente "conosciuta‟ poiché nella conoscenza l'apparato che percepisce la verità viene sperimentato separato da essa.

Ogni tentativo di formulare con parole quello che deve essere sentito e vissuto per essere veramente compreso, si dimostrerà necessariamente inadeguato in modo desolante. Tutto quel che si potrà dire non sarà dopo tutto che una parziale esposizione della grande Verità velata, e deve essere offerto al lettore ed allo studioso semplicemente come ipotesi di lavoro da elaborare, e come suggerimento. Allo studioso di mente aperta, e a colui che tiene presente che la verità viene rivelata per gradi apparirà chiaro che l‟espressione più alta possibile della verità in qualsiasi tempo, verrà riconosciuta più tardi non esser altro che un frammento di un tutto; più tardi ancora si troverà che è soltanto parte di un fatto e quindi, in sé stessa, una distorsione del reale.  (dalla Prefazione al Trattato sul Fuoco Cosmico.)


 

Personalità Anima Monade
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Tratto da:
- Cosmologia occulta, pag. 4-5
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