Visualizzazione post con etichetta Verità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Verità. Mostra tutti i post

sabato 12 dicembre 2015

INIZIAZIONE

http://www.prosveta.it/

sabato 12 dicembre 2015

« L’Iniziazione è un lavoro sulla memoria. L’attività del discepolo di una Scuola iniziatica ha senso unicamente se egli comincia col cercare di ricordasi del mondo di luce dal quale è disceso e al quale deve un giorno ritornare. Grazie alle verità e ai buoni influssi che riceve, e con l’aiuto delle entità del mondo invisibile, egli riesce a ritrovare in se stesso le tracce di quel Paradiso perduto e vive questa memoria come la più grande benedizione.

Egli deve anche ricordarsi delle sofferenze che ha patito, come pure degli errori che ha commesso e dei debiti che ha contratto, poiché un giorno dovrà ritrovare tutti gli esseri che ha danneggiato, al fine di riconciliarsi con loro e riparare ai torti fatti, per poter liquidare il suo karma. È questo il compito che attende il discepolo, ed è questo il compito che attende tutti gli esseri umani. Solo chi è riuscito a correggere i propri errori e a riparare al male che ha fatto viene ammesso definitivamente nell’assemblea dei figli di Dio. » 

lunedì 5 ottobre 2015

Sei un’anima antica?

Quanti anni ha la tua anima? Sei un’anima giovane o antica?
Anime anticheC’è uno speciale tipo di persona nel nostro mondo, che trova se stesso solo ed isolato fin dall’infanzia. La sua esistenza di isolamento non è dovuta al temperamento antisociale – egli è semplicemente un’anima vecchia. Vecchia nel cuore, vecchia nella mente e nell’anima, questa persona trova la sua visione della vita in modo più maturo rispetto agli altri che le stanno intorno.
Come risultato vive la sua vita interiore camminando nella propria solitudine, mentre il resto della gente intorno a lei segue altre direzioni. Forse tu stai sperimentando qualcosa del genere nella tua vita o hai visto questo profilo in un’altra persona che conosci? Se è così questo articolo è dedicato a te… con la speranza che tu possa definire e capire ancora meglio te stesso.

Anime antiche

Robert Frost, Eakhart Tolle e Nick Jonas sono stati definiti così. Ma forse questo aggettivo si addice bene anche a voi. Ecco alcuni segni rivelatori dell’anzianità di un’anima:
Tendono ad essere solitarie. Poiché le vecchie anime piuttosto indifferenti agli interessi e alle attività delle persone comuni, trovano insoddisfacente fare amicizia con esse e hanno difficoltà a relazionarsi. Questo è uno dei maggiori problemi nell’esperienza delle anime antiche. Il risultato è che esse tendono a ritrovarsi spesso da sole. Le persone non fanno per loro.
Amano la conoscenza, la saggezza, la verità. Si… questo sembra un po’ troppo grandioso e nobile, ma la vecchia anima ritrova se stessa in modo naturale, gravitando verso il lato intellettuale della vita. Le vecchie anime capiscono che la conoscenza è potere, la saggezza è felicità e la verità è libertà, quindi perché non ricercare queste cose? Tutto questo è di certo molto più significativo per loro che leggere gossip sull’ultimo fidanzato di Belen o gli ultimi risultati di calcio.
Sono inclini alla spiritualità. Molto più emotive della media, le vecchie anime tendono ad avere una natura sensibile e spirituale. Superano i confini dell’ego, cercando l’illuminazione e promuovendo la pace e l’amore. Tutto ciò sembra loro il modo più saggio ed appagante per impiegare il proprio tempo.
Capiscono la caducità della vita. Le vecchie anime sono spesso afflitte dai ricordi e dalla consapevolezza non solo della propria mortalità, ma anche delle persone intorno a loro e di tutto ciò che li circonda. Questo le rende diffidenti e a volte ritirate, anche se permette loro di vivere saggiamente la propria vita.
Sono riflessive e introspettive. Le vecchie anime tendono a pensare molto… a tutto. La loro abilità nel riflettere ed imparare dalle proprie azioni ed esperienze e da quelle degli altri, è la loro più grande maestra nella vita. Una ragione per cui le anime antiche si sentono così vecchie nel cuore, è perché hanno imparato tante lezioni. Comprendono molto bene le situazioni della vita, grazie alla loro capacità di osservare con calma e attenzione cosa accade attorno a loro.
Vedono il mondo più dall’alto. Raramente le vecchie anime si perdono in dettagli superficiali come ottenere lauree inutili, promozioni di lavoro, o acquistare oggetti materiali superflui. Esse hanno la tendenza a guardare la vita con “occhi da uccelli”, cercando quello che è il modo più saggio e significativo per affrontare la vita. Quando sono di fronte a problemi, tendono a vederli come dolori temporanei e passeggeri che servono solo ad aumentare la quantità di gioia che sentiranno in futuro. Di conseguenza, grazie a questo loro approccio alla vita, sono stabili e di natura placida.
Non sono materialiste. Le anime antiche non sono interessate a ricchezza, status, fama o all’ultima versione di iphone… Le vecchie anime non vedono come fine perseguire le cose che possono essere facilmente acquisite. Inoltre hanno poco tempo per interessarsi alle cose effimere della vita, in quanto sono prese da questioni più elevate.
Spesso sono stati ragazzini socialmente disadattati o perlomeno “strani”. Non è sempre il caso, ma molte vecchie anime esibiscono segni di particolare maturità in giovane età. Spesso, questi bambini vengono etichettati come “precoci”, “introversi” o “ribelli”, non riuscendo a rientrare nei comportamenti usuali o conformi. Solitamente sono anche estremamente curiosi ed intelligenti e vedono l’inutilità in molte cose che i loro insegnanti, genitori e coetanei dicono e fanno, e passivamente o aggressivamente gli resistono. Se potete parlare con un vostro bambino come fosse un adulto, probabilmente vuol dire che egli è un’anima antica.
Semplicemente si sentono anime vecchie. Prima di dare un nome a questo, io ho sentito, ho vissuto le sensazioni di essere semplicemente una persona anziana dentro. I sentimenti che accompagnano una vecchia anima sono di solito di diffidenza verso il mondo, stanchezza mentale, pazienza e calma distaccata. Purtroppo, questo spesso può essere percepito come un atteggiamento distante e freddo, ma è solo uno dei vecchi miti dell’anima. Come alcune persone anziane si descrivono “giovani dentro”, anche molti giovani nel corpo (ma anime antiche) possono sentirsi “vecchi nel cuore”.

sabato 19 gennaio 2013

Aforismi Diacronici (01-19)

01. Accettare e vivere bene la propria attuale condizione, prevedere e prepararsi per la prossima.

02. Che la sofferenza di ogni essere possa essere utile per la propria crescita.

03. Amare il Proposito della Vita.

04. Che ognuno possa essere aiutato a trovare il proprio posto e la propria via.

05. Cambiando casa spesso cambiano anche i vissuti.

06. Ci accorgiamo di ciò che abbiamo quando lo perdiamo.

07. In ogni vertice di una piramide triangolare c'è una stella!

08. Ho sentito dire alla radio:
     "Meglio essere odiato per ciò che sono che essere amato per ciò che non sono". (Fabio Volo?)


09. Se non ci fosse la verità non ci sarebbe nulla da dire.

10. Possano le donne favorire lo sviluppo dell'umanità.
     Possa ogni donna essere modello di evoluzione e di espansione della coscienza.

11. Sogno:
Ti è stata chiusa una strada, per gioco (senza farti molto male).
La tua reazione è stata rabbiosa, violenta, distruttiva: volevi far male, uccidere...
Ma ti sei chiesto, allora, da dove è venuta tutta questa energia? Dove stava se credevi di non averne? Non ti sembra questa una grande lezione? Allora l'energia c'è! Dove la nascondi e perché?

12. E' nel momento della decisione che si forgia il nostro destino.

13. Coltiva dei sogni ma lavora sodo per realizzarli. Vai lontano ma non dimenticare le tue origini.

14. Pensa positivo. Nonostante tutto sembri negativo, tu pensa positivo.
Nonostante tutto possa sembrare negativo, pensiamo positivo.
Può esserci il buio e può esserci la luce: pensiamo positivo, guardiamo la luce.

15. La personalità si educa
L'Anima si rivela
La Monade si vela

16. Per accettare, apprezzare delle situazioni brutte, cattive, certe volte, bisogna ricordarsi, volgere il pensiero verso quelle che pensiamo peggiori, o, addirittura pessime. Ma chi ci dice che una situazione che noi viviamo come pessima non sia invece, addirittura, la migliore di quelle possibili?
Gli eventi li possiamo vivere come punizioni o come premi, come effetti legati a: Karma, Dharma, Dio, Caso, noi stessi, gli altri.

17. Certe volte dimenticare non è distrazione, disinteresse, non curanza, ma percezione più profonda, preveggenza, saggezza inconscia.

18. Talvolta si sogna l'irreale pensiero che si potrebbe costruire una vita perfetta mettendo insieme posti, persone, fatti, periodi diversi: i migliori della propria vita…

19. Le cose si rompono, si guastano e, a volte si possono riparare o sostituire, a volte no. Lo stesso può succedere con i sentimenti, le persone, le situazioni.

martedì 15 gennaio 2013

Il Portatore di Luce (di Paul Ferrini)



"L'umano deve morire in modo che il divino possa nascere. Non perché non vada bene, ma perché è il guscio che contiene lo spirito, è il bozzolo che trattiene le ali della farfalla.

Tuttavia, non devi attendere fino al momento della tua morte fisica per vedere morire l'umano. Esso può morire nel divino proprio adesso, se sei disposto a smettere di fare la vittima, di resistere, di difenderti, di nasconderti e di proiettare i sensi di colpa.

Non potrai volare finché non sarai disposto a rivendicare le tue ali. Quando lo farai, non potrai rimanere nelle oscure ombre della tua paura. La scelta è tua. Come farai a scegliere? Cosa vorrai diventare: vittima o angelo? Tra i due non c'è nulla! Ciò che sembra esistere è solo la carcassa umana: è l'essere che non ha ancora scelto, è il bruco che sogna le sue ali.

Solo quando saprai di essere il portatore di luce, allora l'oscurità potrà svanire. Ma prima di poter diventare il portatore di luce devi attraversare i tuoi luoghi oscuri: il portatore di luce non nega il buio, lo attraversa.

Nel momento in cui non esiste una cosa, in te stesso o negli altri, che temi di guardare, il buio non avrà più avere la sua presa su di te. Allora potrai attraversare il buio e potrai giungere fino alla luce. Fingere di essere un portatore di luce prima di avere affrontato le proprie paure significa essere un impostore, essere un guaritore malato, essere un ipocrita.

Tutti i guaritori non guariti, alla fine, devono scendere dal loro falso piedistallo. Dove la luce è una finzione, è solo il buio a prevalere. Per essere la luce devi saper accogliere il buio a braccia aperte. Il tuo buio e quello di ogni altro. Devi venire a patti con la mente ego e saperne vedere l'assoluta futilità.

Devi imparare a guardare la paura con l'amore nel cuore: devi saper guardare la tua paura, quella di tua sorella, quella dello stupratore o quella dell'assassino. Devi capire che tutte le paure sono uguali, perché tutte le paure sono prodotte solo dalla mancanza d'amore. L'amore è la sola risposta al tuo profondo senso di separazione. Non l'amore di qualcun altro, ma il tuo stesso amore.

Nel prendere in mano la fiaccola della verità e nel portare amore alle parti ferite della tua mente, ti riprendi il tuo potere. Rinuncia a essere una vittima. Non puoi più essere trattato ingiustamente, perché tu sei la fonte dell'amore, dell'accettazione e del perdono.

Da dove viene l'amore? Viene da te. Tu sei la via, la verità e la vita, come lo sono stato io. Non devi più cercare il divino là fuori. Nel benedire te stesso, tutti sono perdonati. Quando giungerà sulla terra il Regno dei cieli? Non appena aprirai il tuo cuore e quando attraverserai le tue paure.

Quando verrà il Messia? Non in un futuro, ma adesso! Adesso finisce la separazione, finisce la proiezione, adesso risuona la campana a morto per la paura. Adesso! Non mettere la salvezza nel futuro o la salvezza non verrà mai. Chiedila ora. Accettala ora. Il Regno di Dio si manifesta solo in questo istante.

Quando verrà il Regno dei cieli? Quando questo momento ti basterà. Quando questo posto ti basterà. Quando questo amico ti basterà. Quando questi eventi e circostanze saranno accettabili. Quando non smanierai per qualcosa di diverso da quello che hai davanti.

Tu, amico mio, sei il Cristo, il Messia, sei colui che porta la salvezza. Sei colui che porta l'amore che hai domandato agli altri, sei colui che porta la liberazione dalla violazione del sé e dalle relazioni violente. Sei il solo che sia in grado di entrare a pieno nella tua esperienza, di possederla e di sollevarla. Tu sei il portatore della luce."

(Paul Ferrini)


Fonte: http://lacompagniadeglierranti.blogspot.com  


giovedì 27 dicembre 2012

La Verità è una rivelazione (Osho)

Fonte: http://amicidimauro.wordpress.com/

LA VERITÀ È UNA RIVELAZIONE

"Bhagwan (
OSHO n.d.r.), sei contrario a tutte le religioni? Ma la religione non è qualcosa d’essenziale, di cui l’uomo ha bisogno?!

… “Certo, io mi oppongo a tutte le religioni perché sono favorevole alla religione. L’esistenza di tante religioni è la prova lampante che qualcosa di fondo è sbagliato: non siamo riusciti a scoprire la verità sulla religione, perché la verità può solo essere una, le bugie sono sempre centinaia. Puoi creare finzioni all’infinito, sono tue immaginazioni! Ma la verità non sarà mai una tua immaginazione. La Verità è una rivelazione: esiste già, non devi inventarla; devi solo scoprirla.

Io mi oppongo a tutte le religioni, perché nessuna di loro è una religione. Se lo fosse, nel mondo intero esisterebbe una sola religione. Sarebbe impossibile l’esistenza di una seconda religione, che dire di trecento? È una cosa assurda!

È strano che l’uomo continui a sopportare questo stato di cose: finzioni, create da gente diversa, da società diverse, in base alle differenti aree geografiche, che non hanno nulla a che vedere con la religione in quanto tale, perché la religione non è un fenomeno storico né tantomeno geografico, non è legata a razze o nazioni. Sono categorie irrilevanti per ciò che concerne la religione.

Si pensa forse alla scienza in termini di nazioni, razze, paese, periodi storici e aree geografiche? Se l’acqua bolle a cento gradi da noi, oggi, ha sempre bollito a cento gradi, ovunque e sempre, e bollirà sempre a cento gradi nel futuro. Né importa se a farla bollire è un ebreo, un hindu, un cristiano, o un comunista; non importa se crede o no in Dio, se è un peccatore o un santo. La verità è che l’acqua bolle a cento gradi, non occorre creare finzioni che suffraghino questa tesi.

L’esperienza religiosa è Una Verità. Quando la si scopre, non appare in quanto cristiana, hindu, musulmana o buddista. Non ha nulla a che vedere con questi termini. Nella scoperta della verità, ogni spazio ed ogni tempo perdono rilievo. È semplicemente al di là dello spazio e del tempo. Non è materiale. Cinquemila anni fa o nel futuro, non fanno differenza alcuna. L’universo resta se stesso, nella propria autenticità, sempre. La verità non indossa maschere, non si adatta alla situazione presente, esiste nella sua assoluta nudità. Non vi assomiglia affatto: non possiede personalità alcuna.

Voi, invece, avete più di una personalità, perché avete bisogno di maschere diverse, a seconda della situazione: parlando con tua moglie indossi la personalità del marito; con l’amante parli in un altro modo; e, di certo, quando parli al prete, ti comporti in un modo del tutto particolare… La tua collaboratrice domestica… non la degni neanche di uno sguardo… l’etichetta non lo prevede… lei è una serva. Ma in ufficio, di fronte al tuo capo, la situazione si ribalta: là sei tu il servo; di fronte a lui, indaffarato nelle sue carte, non sei nessuno. E il suo mostrarsi indaffarato serve solo a farti vedere chi è che comanda, chi è il padrone…

È necessario capire una cosa dell’uomo: la mente umana ha in sé una parte che funziona come un automa. La stessa cosa accade con le tue personalità, per questo non ti accorgi neppure della trasformazione, tanto è improvvisa. Eppure, se stai attento ed osservi, vedrai fino a che punto ti trasformi…

L’esistenza non ha personalità. È semplicemente Ciò Che È.

E quando sperimenti l’esistenza così com’è, conosci la Verità”… 

.:.

Fonte: Osho – “La bibbia di Rajneesh”. © 1988/2006 RCS Libri S.p.A. –
IX ed. Tascabili Bompiani settembre 2006 (pag. 349-351).
© 1985 Osho International Foundation.


domenica 2 dicembre 2012

La grande stazione cosmica (Le Passeur) (10)

D'accordo con Urantia Gaia pubblichiamo…

La grande stazione cosmica

Publié le 26 septembre 2011 par Le Passeur

Dal traghettatore (Le Passeur).
Che sia con o senza tamburi né trombette, i tempi in corso introducono un intero nuovo ciclo di coscienza che diventa sempre più difficile, agli addormentati, ignorare. Sono consapevole che il processo di parto di questo ciclo possa rimanere oscuro, malgrado ogni sincero tentativo di capire il “che cos’è”, il perché e il come. Per fare un paragone immaginario, che useremo più avanti, possiamo immaginare che siamo adesso in un luogo che assomiglia a una stazione di smistamento cosmico, un po’ come quella che era rappresentata nell’incredibile film di Stanley Kubrik, 2001 l’odissea nello spazio. Siamo già alle prese con le prime influenze del luogo e ci dirigiamo a tutta velocità verso il suo centro, dove l’intensità sarà al suo culmine, nel momento dell’attraversamento.
Innanzitutto, tutto questo attiene alla fisica. Il nostro sistema solare si sposta a grande velocità nello spazio in mezzo alla sua galassia, la Via Lattea, lei stessa è in movimento nel cosmo. Si trova ora in una vasta zona sottomessa ai raggi. L’intensità di questi raggi – oppure il clima ambiente – lo influenza direttamente. Detto in un altro modo, tutti i corpi celesti e la vita che essi portano sono attraversati da nuovi raggi che hanno un’influenza penetrante su ciascuno. E ognuno comincia a emettere altra cosa. Noi umani sul vascello spaziale terra, o Urantia Gaia, siamo colpiti come tutto il resto dalle particelle nelle quali siamo immerse. Lo siamo fisicamente – il nostro DNA si trasforma – e lo siamo spiritualmente.
Siamo giunti a un punto di questa zona dello spazio in cui il clima locale è tale, che nella nostra realtà terrestre e i veli che separano le dimensioni sono diventati molto fini e permeabili. Se si dovesse rappresentare con un’immagine la nostra situazione, sarebbe un po’ come se ci trovassimo in un’immensa hall di stazione la cui apparenza c’era finora familiare, ma in cui iniziamo, a intermittenza, a percepire in un modo sfuggente delle porte che si disegnano nei muri e delle forme che attirano la nostra percezione. Il punto in cui arriviamo permette che, per un tempo determinato, le porte si disegneranno chiaramente e si apriranno sulle dimensioni di cui sono la nostra soglia.
Se ci ricordiamo che la nostra realtà esiste in funzione di una frequenza vibrazionale, capiremo che ogni porta dimensionale sarà aperta su una frequenza vibrazionale che gli è propria e, visto dall’esterno, l’ambiente nella hall diventerà per un tempo un po’ cacofonico, come un’orchestra sinfonica che cerca l’accordo prima di iniziare una nuova opera. Se ora ci ricordiamo pure che ogni essere emette lui stesso una frequenza vibrazionale dominante che gli è propria, e che tutto funziona secondo la legge della risonanza, è lì che prende tutto il suo significato la frase “ognuno andrà dove lo porta la sua vibrazione.”
Durante questo tempo di passaggio nel punto della zona dello spazio che stiamo attraversando, questo tempo relativamente breve in cui le porte saranno ampiamente aperte, la hall della stazione diventerà naturalmente una stazione di smistamento.
Per risonanza vibrazionale, ognuno andrà verso la porta che si aprirà sul mondo che fa per lui. Non è dunque difficile capire che gli unici, che avremmo ragione di non invidiare troppo, sono quelli che funzionano sul serio con delle energie estremamente basse e distruttive. Quelli andranno, in effetti, naturalmente verso dei mondi tuttora oscuri in cui l’apprendistato è in qualche modo rustico, come ce ne sono nella creazione.
Perché preoccuparsi di cosa potrebbe accadere agli altri? Se ciò che fa, per voi per evolvere in questa vita, è vivere in una casa in riva all’acqua, in un appartamento in città o in una capanna di pastore in montagna, vi preoccupereste della vostra scelta con il pretesto che altri andranno a vivere altrove? E’ una paura infondata. Non c’è ostilità e ancora meno giudizio che presiede alla funzione di questa stazione di smistamento. C’è soltanto ciò che corrisponde a chi siete e quale sarà la destinazione proposta.
Andreste a fare dell’immersione subacquea se l’acqua non fosse il vostro elemento? E avreste qualcosa da temere se al suo posto andiate a fare ricamo o una lunga gita? Esiste una gerarchia in tutto ciò? C’è una frustrazione? Se si, è soltanto il vostro ego che ve lo fa credere. Ognuno nella propria vita quotidiana si sforza di fare ciò che è meglio per lui. Ebbene ciò che succederà in questa stazione di smistamento sarà che ognuno seguirà la destinazione che fa per lui. Tutto dunque va bene. Ogni nozione distillata a destra e a sinistra dalle religioni e diversi altri movimenti settari, che lasciano intendere che ci sono degli eletti che saranno salvati alla fine dei tempi, mentre le masse ignoranti andranno a bruciare in un non so quale inferno, non sono nient’altro che abiette menzogne destinate a rinforzare il potere sugli altri mantenendolo con la paura. Dimenticate questa gente e lasciatela andare liberamente, dove la propria vibrazione la porta.
Nei tempi della rivelazione in cui tutto risale in superficie, non cercate la vendetta o l’espressione di una qualunque giustizia da fare. Su un tale cammino vi smarrireste, con quelli che vi piacerebbe vedere castigati. Qualunque siano le verità che l’umanità verrà a sapere durante le rivelazioni, non c’è altra via che quella di non giudicare e di capire che anche se sembra inaccettabile, è anche da questo che l’esperienza della dualità è potuta esistere. La nostra esperienza di vita sulla terra non è stata quella del tipo che vuole evitare tutto, ma quello che ha incontrato, che ha sperimentato e che ha superato. Come detto nell’articolo precedente: “Sono qui di nuovo poiché so ora ciò che sono altrove.”
Ancora una cosa, non è troppo tardi per niente. Com’è stato detto nel corso di molti articoli, ogni cosa si fa al suo ritmo e questo ritmo proprio a ciascuno è il passo più sicuro per una costruzione solida. Nessuno viene mai dimenticato sul bordo della strada, il tempo impiegato per percorrerla non importa.  Oggi stesso, nell’ingranaggio cosmico del momento, lì in questa hall che si trasforma in una stazione di smistamento, ciò che non è stato superato in ciascuno, può ancora esserlo se tale è la volontà dell’essere nella sua essenza e non nel suo ego. Quando appena più lontano sulla traiettoria della nostra terra le sue porte si racchiuderanno, ognuno sarà in ogni modo lì dove tutto è meglio per la propria evoluzione. Il momento dello smistamento è il punto concentrico dell’incontro della pietra e dell’acqua, da cui nascono le onde in espansione sulla superficie. Questo spazio-tempo in cui le anime si allontanano per famiglie da un punto in direzioni diverse ma unite, è in realtà l’inizio di una nuova avventura eccitante. Tutto questo non vi ricorda niente?
Fraternamente,
© Il Traghettatore – 26.09.2011 – Tradotto da Stéphanie - Versione originale francese
> Altri articoli tradotti in italiano
http://www.urantia-gaia.info > La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione di non associarlo a fini commerciali, di rispettare l’integralità del testo e di citare la fonte.

À propos de Le Passeur

Nomade sur le chemin... Voir tous les articles de Le Passeur →













domenica 10 giugno 2012

Estratto da una dichiarazione del Tibetano

(Pubblicata nell’agosto del 1934)
Le opere che ho scritto sono offerte al pubblico senza alcuna pretesa che vengano accettate. Esse possono essere, o no, corrette, vere e utili. Sta a voi accertarne la verità con la retta pratica e l’esercizio dell’intuizione. Né a me né a A.A.B. interessa minimamente che vengano accolte come ispirate, né che tutti ne parlino concitatamente come di scritti di uno dei Maestri. Se esse presentano la Verità in modo tale da costituire una continuazione degli insegnamenti già dati al mondo; se le informazioni impartite elevano l’aspirazione e la volontà di servire dal piano delle emozioni a quello della mente (il piano ove i Maestri possono essere trovati), allora saranno servite al loro scopo.
Se un insegnamento suscita una risposta della mente illuminata e fa brillare un lampo d’intuizione, può essere accettato, ma non altrimenti. Se quanto vi si afferma finirà per essere corroborato, ed apparire vero alla luce della Legge di Corrispondenza, sarà bene.
Ma se ciò non avverrà, lo studioso non accetti quanto vi si dice.
 
Dall’Introduzione a tutte le opere di A. A. Bailey

Riportiamo questo estratto sperando di contribuire al
superamento del dogmatismo, del fanatismo  e del fondamentalismo ideologico e per favorire la libertà di coscienza, la tolleranza culturale, la comprensione, la calma e l’equilibrio emotivo e la cooperazione  in tutti i campi e a tutti i livelli.
 

sabato 9 giugno 2012

Primi passi verso il risveglio


FELICITÀ INCONDIZIONATA

Spiritualità significa risveglio. La maggior parte delle persone, pur non sapendolo, sono addormentate. Sono nate dormendo, vivono dormendo, si sposano dormendo, allevano i figli dormendo, muoiono dormendo senza mai svegliarsi. Non arrivano mai a comprendere la bellezza e lo splendore di quella cosa che chiamiamo esistenza umana.
Sapete, tutti i mistici – cattolici, cristiani, non cristiani, quale che sia la loro teologia, la loro religione – concordano su una cosa: che tutto va bene, tutto va bene. Sebbene regni il caos, tutto va bene.
Certo, è uno strano paradosso.
Purtroppo, però, la maggior parte della gente non arriva mai a capire che tutto va bene, perché è immersa nel sonno.
Svegliarsi è spiacevole, sapete. Uno se ne sta lì nel letto, bello comodo. È irritante essere svegliato. Per questo il saggio guru non tenta di svegliare la gente.

Se davvero intendete svegliarvi, la prima cosa che dovete capire è che non volete svegliarvi. Il primo passo verso il risveglio è essere sufficientemente sinceri da ammettere di fronte a se stessi che non è piacevole.
Noi non desideriamo essere felici. Vogliamo altre cose. O meglio: noi non vogliamo essere felici incondizionatamente. Sono pronto a essere felice a condizione che abbia questo e questo e quest’altro.
Ma ciò equivale a dire al nostro amico o al nostro Dio o a chiunque: «Tu sei la mia felicità. Se non ho te, rifiuto di essere felice».
È davvero importante capire questo meccanismo. Non riusciamo a immaginare di essere felici a prescindere da tali condizioni. È esattamente così.
Non riusciamo a poter concepire di essere felici senza di esse. Ci è stato insegnato a situare in esse la nostra felicità.
Dunque, questa è la prima cosa da fare se vogliamo svegliarci, il che equivale a dire: se vogliamo amare, se vogliamo la libertà, se vogliamo la gioia, la pace e la spiritualità.
In questo senso, la spiritualità è la cosa più pratica di questo mondo.
Sfido chiunque a pensare a qualcosa di più pratico della spiritualità per come l’ho definita – né pietà, né devozione, né religione, né adorazione, ma spiritualità – il risveglio, il risveglio!
Osservate l’angoscia che regna ovunque, osservate la solitudine, la paura, la confusione, il conflitto nel cuore delle persone, conflitto interno, conflitto esterno. Immaginate che qualcuno vi dia la possibilità di liberarvi di tutto ciò.
Immaginate che qualcuno vi dia la possibilità di fermare quel terribile dispendio di energia, di salute, di emozioni che deriva da tali conflitti e da tale confusione. Vi piacerebbe?
Immaginate che qualcuno ci mostri la strada attraverso la quale potremmo giungere ad amarci davvero gli uni gli altri, essere in pace, essere immersi nell’amore. Riuscite a pensare a qualcosa di più pratico di tutto ciò? E invece c’è gente che ritiene che i grandi affari siano più pratici, che la politica sia più pratica, che la scienza sia più pratica.

IL FOLLE E IL MISTICO

La psicologia è più pratica della spiritualità? Niente è più pratico della spiritualità.
Cosa può fare il povero psicologo? Può solo allentare la tensione.
Sono anch’io psicologo, e pratico la psicoterapia, e quando mi capita di dover scegliere tra psicologia e spiritualità dentro di me sorge un grande conflitto. Mi chiedo se qualcuno, qui, capisce cosa intendo. Io stesso l’ho capito solo dopo molti anni.
Cercherò di spiegarmi.
Per molti anni non ho capito questo fatto, finché un giorno, all’improvviso, ho scoperto che la gente deve soffrire a sufficienza in una relazione per poter essere disillusa nei confronti di tutte le relazioni. Non è forse una cosa terribile? Le persone devono soffrire abbastanza in una relazione prima di svegliarsi e dire: «Sono stufo! Ci dev’essere un modo migliore di vivere, un modo che non comporti dipendenza da un altro essere umano».
E cosa facevo io, come psicoterapeuta? La gente veniva da me per sottopormi i propri problemi relazionali, comunicativi, e così via, e talvolta quel che facevo era di qualche aiuto. Ma purtroppo devo dire che in altre occasioni non serviva a niente, perché lasciava che le persone continuassero a dormire. Forse quelle persone avrebbero dovuto soffrire un po’ di più. Forse avrebbero dovuto toccare il fondo e dire: «Sono stufo di tutto». È solo quando si è stufi di essere stufi che se ne esce.
La maggior parte della gente va dallo psichiatra o dallo psicologo per ottenere un sollievo, non per uscire dalla situazione in cui si trova.

I poveri psicologi fanno bene il loro lavoro, davvero, e ci sono casi in cui la psicoterapia costituisce un aiuto insostituibile. Ma quando ci si trova sull’orlo della follia, della pazzia più completa, a quel punto si rischia di diventare o psicotici o mistici. Il mistico è proprio questo: l’opposto del folle.
Sapete qual è il segnale del risveglio? È il momento in cui ci si chiede: «Sono io il pazzo, o lo sono tutti gli altri?».
Davvero, è così. Perché noi siamo pazzi. Il mondo intero è pazzo. Folli certificabili in piena regola! L’unico motivo per cui non siamo tutti rinchiusi è che siamo troppi.
Dunque siamo pazzi. Viviamo basandoci su idee pazze riguardo all’amore, ai rapporti con gli altri, alla felicità, alla gioia, a tutto quanto. Sono giunto a credere che siamo pazzi al punto che, se tutti sono d’accordo su qualcosa, quella cosa è sicuramente sbagliata!
Ogni nuova idea, ogni grande idea, al suo inizio, era partita da una minoranza costituita da una sola persona. Quell’uomo di nome Gesù Cristo – minoranza costituita da una sola persona. Tutti dicevano qualcosa di diverso da quel che diceva lui. Buddha – minoranza costituita da una sola persona. Tutti dicevano qualcosa di diverso da quel che diceva lui. Credo che sia stato Bertrand Russell a dire: «Ogni grande idea, ai suoi inizi, è blasfema». Mi sembra una spiegazione esatta e precisa.
In questi giorni ascolterete una lunga serie di affermazioni blasfeme. «Egli ha bestemmiato!». Perché la gente è pazza, folle, e prima lo capirete meglio sarà per la vostra salute mentale e spirituale. Non fidatevi. Non fidatevi dei vostri migliori amici. Siate scettici nei confronti dei vostri migliori amici. Sono molto abili, così come lo siete anche voi nei vostri rapporti con tutti gli altri, anche se probabilmente non lo sapete. Oh, siete così astuti, abili e scaltri. Siete dei grandi attori.
Non vi sto lusingando troppo, vero? Ma ripeto: voi non volete svegliarvi. State recitando, e nemmeno lo sapete. Pensate di essere tanto affettuosi. Ah! Nei confronti di chi? Persino il sacrificio di sé fa sentire bene, non è vero? «Mi sto sacrificando! Vivo in armonia con i miei ideali». Ma riceverete qualcosa in cambio, giusto?
Si riceve sempre qualcosa in cambio per quel che si fa, fino al momento in cui ci si sveglia.
E dunque eccoci qui: primo passo. Ammettere che non volete svegliarvi. È davvero difficile svegliarsi quando si è stati costretti, attraverso l’ipnosi, a pensare che un pezzo di cartastraccia sia un assegno da un milione di dollari. Com’è difficile strapparsi da quel pezzo di cartastraccia!

ASCOLTARE E DISIMPARARE

Alcuni di noi vengono svegliati dall’aspra realtà della vita. Soffriamo a tal punto da svegliarci. Ma la gente non fa che andare a sbattere contro la vita, un giorno dopo l’altro. Continua a vagare in uno stato di sonnambulismo. Non si sveglia mai. Purtroppo, non le viene mai in mente che potrebbe esistere un altro modo di vivere. Non le viene in mente che potrebbe esistere un modo migliore di vivere. Ma se non si è ancora stati bastonati a sufficienza dalla vita, e se non si è sofferto abbastanza, esiste un altro modo per svegliarsi: ascoltare. Ciò non significa che dovete essere d’accordo con quello che dico. Non è questo che intendo per “ascolto”.
Credetemi, in realtà non ha alcuna importanza che voi siate d’accordo o meno con quel che sto dicendo, perché l’accordo o il disaccordo riguardano le parole, i concetti e le teorie, mentre non hanno niente a che vedere con la verità. La verità non è mai espressa in parole. La verità si intravvede all’improvviso, e deriva da un certo tipo di atteggiamento. Dunque, voi potreste essere in disaccordo con me e tuttavia intravvedere la verità. Ci vuole però un atteggiamento di apertura, la volontà di scoprire qualcosa di nuovo. Questa è la cosa importante, mentre non è importante che voi siate o meno d’accordo con me.
Dopo tutto, la maggior parte di quel che vi dico è teoria, e nessuna teoria copre la realtà in modo adeguato. Dunque io non posso parlarvi della verità, ma di quelli che sono gli ostacoli alla verità. Questi li posso descrivere, la verità no. Nessuno può farlo. Quel che posso fare è fornirvi una descrizione delle vostre falsità, affinché voi possiate abbandonarle. Non posso far altro, per voi, che mettere in discussione le vostre convinzioni e il sistema di convinzioni che vi rende infelici. Non posso far altro che aiutarvi a disimparare. Quando entra in gioco la spiritualità, l’unica cosa da imparare è proprio questa: disimparare, disimparare, disimparare quasi tutto ciò che vi è stato insegnato. La volontà di disimparare, di ascoltare.
State forse ascoltando, come fa la maggior parte delle persone, al fine di confermare quel che pensate già? Osservate le vostre reazioni, mentre parlo. Spesso vi accorgerete di essere stupiti, shockati, scandalizzati, o irritati, disturbati, frustrati. Oppure direte: «Splendido!».
Ma state ascoltando solo ciò che vi conferma quel che già pensate?
O state ascoltando per scoprire qualcosa di nuovo?
È molto importante. Risulta difficile, alle persone addormentate. Gesù ha portato la buona novella, eppure è stato respinto. Non perché fosse buona, ma perché era nuova. Tutti noi odiamo il nuovo. Lo odiamo davvero! E prima affrontiamo questo fatto, meglio sarà. Non vogliamo le novità, soprattutto quando ci disturbano, soprattutto quando comportano un cambiamento. E in modo particolare se comportano l’ammissione: «Avevo torto».
Ricordo un incontro con un gesuita di ottantasette anni, in Spagna: era stato mio professore, in India, trenta o quarant’anni prima. Aveva partecipato a un seminario come questo. «Avrei dovuto sentirti parlare sessant’anni fa» mi disse alla fine. «Sai una cosa? Ho avuto torto per tutta la vita».
Dio, sentirsi dire una cosa del genere! È come vedere una delle meraviglie del mondo. Quella, signore e signori, è fede! L’apertura verso la verità, quali che siano le conseguenze, dovunque ci porti, senza sapere nemmeno dove ci porterà. Questa è la fede. Non una convinzione, ma la fede. Le convinzioni danno molta sicurezza, la fede è insicurezza. Non si sa dove si andrà a finire. Si è pronti a seguire e si è aperti, aperti a tutto! Si è pronti ad ascoltare.
E guardate che essere aperti non significa essere ingenui, non significa abboccare a tutto ciò che l’oratore vi dice. Assolutamente no: dovete mettere in discussione tutto quello che dico. Metterlo in discussione, però, partendo da un atteggiamento d’apertura, non di caparbietà. E mettere in discussione tutto.
Ricordate quelle splendide parole di Buddha:
«I monaci e i discepoli non devono accettare le mie parole per rispetto, ma devono analizzarle come un orefice analizza l’oro, tagliando, limando, levigando, fondendo».
Quando vi comportate in questo modo, significa che state ascoltando. Avete fatto, allora, un altro grosso passo avanti verso il risveglio. Il primo passo, come ho già detto, era essere pronti ad ammettere che non volete svegliarvi, che non volete essere felici. Dentro di voi ci sono resistenze di tutti i tipi.
Il secondo passo consiste nell’essere pronti a capire, ad ascoltare, a mettere in discussione il vostro intero sistema di convinzioni. Non solo le convinzioni religiose, le convinzioni politiche, le convinzioni sociali, le convinzioni psicologiche, ma tutte. Essere pronti a rivalutarle tutte, nella metafora di Buddha. E qui, vi darò un gran numero di opportunità per farlo.

– da “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo”
di Anthony De Mello





 

domenica 11 marzo 2012

Fratellanza Unità nella Diversità

Costruiamo insieme
una società armonica


I dieci punti del
Manifesto della Fratellanza

 

1) Aderire alla Vita Una, ovvero al nucleo di verità interiori, comuni a tutte le culture, che riguardano l'unità del Tutto.

2) Sostenere la tensione alla Fratellanza del Genere umano e all'Unità nella diversità, che si legge sempre più chiaramente nei "segni dei tempi".

3) Richiedere Libertà di pensiero e di ricerca sull'uomo e sulle leggi che regolano l'universo, al di là di confessionalismi e dogmatismi.

4) Praticare un Amore universale intelligente e responsabile nei confronti dei tre regni della Natura.

5) Vivere l'Altruismo nel quotidiano, sostituendo la cooperazione alla competizione e donando gioiosamente agli altri tempo e denaro, secondo le loro necessità.

6) Praticare la Vigilanza sui comportamenti, nel continuo sforzo di migliorarli, elevandone le motivazioni.

7) Seguire, in ogni situazione, la voce della Coscienza.

8) Aspirare alla Verità, Bontà e Bellezza, anche nei pensieri e atti quotidiani.

9) Lavorare per l'Armonia dei rapporti e la Pace sulla Terra, che vanno realizzate prima nel proprio cuore.

10) Operare consapevolmente e costantemente per la trasformazione delle coscienze e per l'Evoluzione dell'Umanità. 

Non nemici da combattere ma squilibri da sanare


Dal sito affine collegato: http://www.fraternity.it/frontpage
dove potete trovare tantissimi stimoli per lo sviluppo della coscienza in armonia...


domenica 15 gennaio 2012

Religione e verità...

WReligionDay-977

Attualmente,
il problema di ogni religione
è legato alla pretesa
di essere l'unica ed esclusiva
detentrice di ogni verità.


lunedì 28 novembre 2011

GIOIA



GIOIA
Gioia in ogni Cuore
Gioia a tutti gli esseri
La Gioia è una saggezza speciale.
La Gioia, nella sua essenza, è una qualità dell'Anima.
Quando siamo davvero gioiosi ci possiamo dire infusi d'Anima. Una tale gioia dell'Anima porta con sé serenità, stabilità e quiete.
Questi sono autentici attributi della Gioia.
 GIOIA
Vostra sarà la gioia di aver partecipato al Piano dei Maestri ed è tutto questo che vi lega più strettamente ad essi; vostra sarà la gioia di aver contribuito ad  alleviare un mondo bisognoso, di aver portato luce alle anime offuscate, di aver in qualche misura lenito le piaghe aperte della sofferenza mondiale; dalla coscienza di aver speso bene i propri giorni e dalla gratitudine delle anime salvate deriva la gioia più profonda di tutte, quella che conosce un Maestro quando si fa strumento per aiutare un fratello a salire un gradino della scala. Questa è la gioia che ci attende tutti e che non è così lontana. Lavorate dunque non per la gioia, ma in direzione di essa; non per ottenere una ricompensa, ma per una necessità interiore di aiutare; non per ricevere gratitudine, ma sotto l’impulso suscitato dall’aver percepito la visione e aver capito quale sia la parte che vi spetta nel portare quella visione quaggiù sulla Terra.
Sarà utile fare una distinzione fra felicità, gioia e beatitudine.
La felicità ha sede nelle emozioni ed è una reazione della personalità.
La gioia è una qualità dell’anima e viene realizzata nella mente, quando ha luogo l’allineamento.
La beatitudine appartiene alla natura dello Spirito ed è inutile fare speculazioni al riguardo, fintanto che l’anima non sia giunta all’unificazione con il Padre.
Questa unificazione segue lo stadio anteriore in cui il sé personale si è unificato con l’anima. Perciò, analisi e speculazione sulla natura della beatitudine sono vane per l’uomo comune, le cui terminologie e metafore devono necessariamente essere personali e connesse al mondo dei sensi.
L’aspirante parla di felicità o di gioia? Se si tratta di quest’ultima, essa deve essere un effetto della coscienza di gruppo, della solidarietà di gruppo, del senso d’unione con tutti gli esseri e non può essere interpretata in termini di felicità. La felicità è ciò che si prova quando la personalità viene soddisfatta in qualche aspetto della sua natura inferiore; si prova quando vi è un senso di benessere fisico, di contentezza nei confronti del proprio ambiente o di personalità che ci circondano, o di soddisfazione nelle opportunità e nei contatti mentali. La felicità è la meta del sé inferiore separato.
Tuttavia, quando cerchiamo di vivere come anime, la contentezza dell’uomo inferiore perde d’importanza e proviamo gioia nelle relazioni di gruppo e nel realizzare le condizioni che conducono ad una migliore espressione delle anime di coloro con cui siamo in contatto. Apportare gioia ad altri per creare condizioni in cui essi possano meglio esprimere se stessi può avere un effetto fisico, se cerchiamo di migliorare le loro condizioni materiali, o un effetto emotivo se la nostra presenza infonde loro un senso di pace ed elevazione, oppure l’effetto può essere intellettuale se li stimoliamo a maggior chiarezza di pensiero e comprensione. Ma l’effetto su di noi sarà la gioia, poiché la nostra azione è esente da egoismo ed interesse personale e non dipende dalle circostanze o dalle condizioni sociali dell’aspirante.
Molta felicità è necessariamente impedita quando la salute è malferma, quando le circostanze ambientali sono difficili e si è oppressi dal “karma accumulato in molte vite”, oppure quando turbamenti nella famiglia, nella nazione o nella razza gravano sulla personalità sensibile.
La felicità della giovinezza o la contentezza egoistica della persona isolata nell’egocentrismo (che si nasconde dietro il riparo dei suoi desideri) non deve essere confusa con la gioia.
È un luogo comune e anche un paradosso dell’occultismo affermare che in mezzo alla profonda angoscia e infelicità della personalità, la gioia dell’anima può essere sentita e riconosciuta. Questa è la verità e a ciò deve mirare ogni studente.
Vi sono persone felici perché chiudono gli occhi alla verità o sono autoipnotizzate e si nascondono in un guscio di illusione.
Ma l’aspirante raggiunge spesso lo stadio in cui i suoi occhi sono ben spalancati; egli ha imparato a parlare con se stesso il linguaggio della verità e non ha costruito una parete di separazione fra sé e gli altri. Egli è vivo e desto, è sensibile e spesso soffre. Egli talvolta si chiede perché ciò che il mondo chiama felicità e pace lo abbiano abbandonato, e quale sarà l’esito.
Noi che osserviamo e guidiamo dal lato interiore, sorvegliamo con amorevole cura tutti voi che lottate nel fitto della mischia. Siamo come lo Stato Maggiore che segue il corso della battaglia da una posizione sicura. Nella nostra sicurezza sta il vostro successo finale, poiché noi deteniamo la soluzione di molti problemi e la applichiamo quando le condizioni della battaglia sono avverse. Vorrei che ricordaste sempre un fatto di vitale importanza, cioè che
nella distruzione della forma è nascosto il segreto di tutta l’evoluzione.
Non pensate che sia un luogo comune. Ne vedrete la costante applicazione ed è necessario che siate preparati a vederne la dimostrazione. I Maestri utilizzano la forma fino al limite massimo; essi cercano di operare attraverso essa, tenendovi imprigionata la vita fintanto che quella forma serve allo scopo e l’umanità ne trae insegnamento. Giunge però il momento in cui essa non serve più allo scopo prestabilito, in cui la struttura si atrofizza, cristallizza ed è facile distruggerla. La sua distruzione acquista allora estrema importanza e utilità; la vecchia forma scompare, mentre una nuova ne prende il posto. Osservate e costatate se non è la verità. Sempre viene costruita una forma, sempre viene utilizzata il più a lungo possibile, sempre viene distrutta quando impedisce e ostacola l’espandersi della luce e sempre segue la rapida ricostruzione di una nuova forma.
Questo è il metodo seguito sin dall’inizio dei tempi.
(A.A.Bailey, Trattato di Magia Bianca, editrice Nuova Era, Roma 1993, pag. 169-171)
GIOIA
Distacco significa aver conseguito uno stato di coscienza in cui esiste l’equilibrio e in cui non domina né il piacere né il dolore, perché sostituiti dalla gioia e dalla beatitudine. Dovremmo riflettere molto su queste parole, poiché è necessario sforzarsi al massimo per giungere al distacco.
Prendere le cose piacevoli che si presentano come affidateci per diffondere gioia, e non ribellarsi alla felicità e al piacere nel servizio, pensando che ciò sia un errore. La sofferenza nasce dalla ribellione del sé inferiore. Dominando il sé inferiore, eliminando il desiderio, tutto è gioia.
Così, tramite la parte, si stabilisce il contatto col Tutto e si sperimenta un’espansione di coscienza che è beatitudine, o gioia. Ogni realizzazione dell’unità della parte col Tutto è fonte di beatitudine.
Il desiderio di possessi materiali deve tramutarsi in aspirazione per i beni che sono la gioia dell’anima: saggezza, amore e potere di servire. Pace, sicurezza e retta aspirazione!
A.A. Bailey
ESERCIZIO DI EVOCAZIONE DELLA GIOIA
Assumiamo una posizione in cui possiamo rilasciare il corpo fisico, calmare le emozioni e stabilire uno stato di silenzio mentale.

Atteggiamo le nostre labbra ad un lieve sorriso.
Riflettiamo brevemente sul valore e sul significato della Gioia e sulla sua utilità nella vita di tutti i giorni.
Apprezziamo e desideriamo la Gioia, evocandola pronunciando mentalmente la parola GIOIA e visualizzando un immagine che esprime gioia (es. il sole).
Immaginiamo delle situazioni della vita quotidiana dove sarebbe utile esprimere gioia. 
Evochiamo in noi la gioia e irradiamola intorno a noi.
Proponiamoci di rimanere gioiosi durante tutta la giornata come esempio vivente di gioia, qualsiasi evento accada.
Irradiamo gioia intorno a noi, visualizzando l'ambiente circostante e ampliamo la nostra irradiazione di gioia in cerchi sempre più grandi fino ad includere l'intero pianeta illuminato dal sole.
Quando lo riteniamo opportuno, riprendiamo il contatto con il nostro corpo fisico, acceleriamo il nostro respiro, muoviamo le mani e le gambe e riportiamo la nostra attenzione al qui e ora.
GIOIA

mercoledì 9 novembre 2011

mercoledì 12 ottobre 2011

Amore incondizionato

Riportiamo questo posto perché lo condividiamo totalmente e ci sembra giusto diffonderlo il più possibile.
Grazie alla "Compagnia degli Erranti" di averlo pubblicato.

[Fonte: Il compito essenziale: http://lacompagniadeglierranti.blogspot.com]:


“Se vuoi essere giusto con gli altri, devi accettarli come sono e rinunciare a ogni tentativo di giudicare, analizzare, interpretare o cambiare la loro vita. Nel tentativo di correggere gli altri o di dare consigli li stai violando. Se hai fiducia che gli altri trovino le loro risposte, li tratti come esseri spiritualmente alla pari. Offri loro rispetto e libertà. Hai fiducia che la verità presente in ognuno illuminerà loro la via. Questo è amore in azione. Questo è il tipo di amore incondizionato che vi chiedo di donarvi a vicenda.

Non creare regole per le altre persone. Così facendo ti limiteresti a distogliere la tua attenzione da te stesso. Lascia che gli altri trovino da soli la loro strada, sostienili, incoraggiali, rallegrali, ma non pensare di sapere qual è il loro bene. Non lo sai, ne mai lo saprai. Rimani con la tua vita. Rimani con il tuo cuore. Tutto quello di cui hai bisogno per compiere il tuo destino è dentro di te. Ascolta la tua guida interiore, onorale, seguila, dedicale la tua energia, e si rivelerà.

Quando sei una sola cosa con la tua natura divina, le porte che hai bisogno di varcare si apriranno. Nessuno si incarna con un piatto vuoto. Tutti hanno almeno un avanzo o due da digerire. (Alcuni hanno un pasto di sette portate! Ma non ho intenzione di puntare il dito contro nessuno!) Il tuo compito sta nell’occuparti di quanto hai sul piatto o ti ritroverai con una seconda o terza porzione da trattare.

Rimani distaccato rispetto a quello che gli altri fanno o non fanno. Non avere neppure una opinione al riguardo. Lasciali fare. Non prendere l’esperienza di un altro ed evita di dare la tua a qualcun altro. Dormi nel tuo letto, preparati da mangiare, tieniti pulito. Impara a occuparti di te stesso e lascia che gli altri facciano altrettanto con se stessi. Il tuo compito è solo questo. Non sei qui per fare agli altri quello che dovrebbero fare per se stessi.

Per alcuni di voi è una rivelazione sapere che non siete qui per liberare gli altri dal dolore, ma solo per attraversare il vostro. Nessun altro lo può fare al tuo posto. Il tuo compito essenziale è questo e lo sarà in tutta questa tua incarnazione. Persino quando unisci la tua vita con quella di un’altra persona, il tuo compito rimane lo stesso. E ogni volta che lo perdi di vista o cerchi di scaricarlo su qualcun altro, devi pagarne il prezzo.

Se ciascuno di voi alimentasse la verità che è dentro ogni cuore, insieme dareste vita a un mondo completamente diverso. Sarebbe un mondo di realizzazione, non di sacrificio, un mondo di eguaglianza, non di pregiudizi, un mondo di verità e rispetto, non di inganni e disperazione.”

(Paul Ferrini)

domenica 14 agosto 2011

Riflessioni d'Agosto

Riceviamo da Rita e pubblichiamo.

Riflessioni che ho estrapolato da un libro, e che possono donare una sensazione di "freschezza e leggerezza" all'Anima.
Buon Ferragosto.

  • Sii sincero con te stesso e, come alla notte segue il giorno, seguirà che non sarai falso con nessuno. Se siete sinceri con voi stessi e non tradite ciò che siete, ogni volta che “date”, in realtà state “ricevendo”. Non potete realmente dare nulla agli altri, perché se siamo tutti Uno, gli altri non esistono.
  • Il maestro sa che la negazione serve a coloro che scelgono di continuare l’illusione. L’accettazione è per coloro che scelgono qui e ora di far terminare l’illusione.
  • Accettazione, proclamazione e dimostrazione. Questi sono i tre passi verso Dio. Accettare Chi e Cosa Siete Realmente, proclamarlo davanti al mondo e dimostrarlo in ogni modo.
  • La tecnologia avanzata senza il supporto di un pensiero avanzato non crea benefici, ma disastri.
  • L’amore produce comunicazione. Dove c’è un amore profondo le parole non sono necessarie. E’ vero anche il contrario: più parole dovete usare tra voi, meno vi amate. Ogni vera comunicazione ha a che fare con la verità e, alla fine, l’unica verità è l’amore. Per questo quando c’è amore c’è sempre anche comunicazione. Quando è difficile comunicare, significa che l’amore non è totalmente presente.
  • La luce della verità vi mostrerà sempre il cammino. La motivazione è tutto: gli obiettivi determinano i risultati. La vita si sviluppa dalle intenzioni: la vostra vera intenzione è rivelata dalle vostre azioni, e viceversa. La vita procede sempre in circoli.
  • Ciò a cui si resiste, persiste: solo ciò che si affronta scompare.
  • Ama le cose che la vita ti porta! Comprendi che sei tu che le porti a te stesso.
  • Mantra da ricordare per essere nel QUI e ORA (verità importante nell’attuale fase di evoluzione): 


Non c’è nulla che devo avere

Nulla che devo fare

Nulla che devo essere

Eccetto ciò che sono ora.

 

 [Fonte Immagine]


mercoledì 29 giugno 2011

Risveglio spirituale § Prepararsi per i cambiamenti

 

Il risveglio spirituale inizia con una preoccupazione, un presentimento diffuso e generalizzato di essere nei tempi della fine di un ciclo.
La ricerca della verità conduce alla spiritualità, ad una porta nel cuore che permette di raggiungere un altro tipo di conoscenza, quella interiore. Attraverso questa conoscenza, possiamo accedere alle esperienze mistiche, della nostra anima o spirito che ci permettono di conoscere i misteri della vita e della natura.
Per raggiungere ciò, molte persone si interessano a determinati tipi di pratiche: yoga, tai-chi, rilassamento, meditazione, tecniche per attivare i chakras, viaggi astrali, etc.... Tutti questi sono strumenti utili, ma il vero risveglio è della coscienza e si realizza con la volontà, attraverso un lavoro rigoroso su noi stessi che ci permette di crescere spiritualmente fino a raggiungere l'illuminazione interiore.
Il nostro pianeta sta per subire un processo di cambiamento.
Si avvicina il tempo di una nuova era, un tempo in cui regnerà la spiritualità, l'amore e la pace, prima però arriverà una grande sofferenza per questa umanità.
Vuoi essere pronto a questo?

FONTE: http://www.giantredplanet.com

Per approfondire:
- www.lamentemente.com


venerdì 3 giugno 2011

Sintesi degli Opposti § Trascendi anche l'Illuminazione

Se la Via è originariamente perfetta e onnipresente, perché distinguiamo pratica e illuminazione?
Se il supremo Dharma è libero, perché abbiamo bisogno di sforzi per conseguirlo?

Dal momento che tutta la verità non ha nulla a che vedere con la polvere del mondo, perché crediamo nei mezzi per spazzarla via?
La Via non è separata dal qui ed ora; allora, a che serve quindi cercare appigli nella pratica?
E comunque, non appena vi è il minimo divario tra due opposti, questi diventano due poli separati come cielo e terra.
Quando “per” e “contro” sono distinti, seppure inconsciamente, siamo condannati a perdere la mente-di-Buddha.

Dovrebbe essere perfettamente chiaro che il ripetersi di infinite rinascite è dovuto alla nostra deliberazione egoistica.
Se desiderate andare al di là anche della vetta del progresso spirituale, dovreste comprendere chiaramente il qui-ed-ora così com’è.

Anche se vi vantate della vostra comprensione del Dharma e siete riccamente dotati di illuminazione, anche se realizzate la Via ed illuminate la vostra mente, e quand’anche foste sul punto di entrare nel regno dell’illuminazione con uno spirito vibrante, vi manca sempre la totale libertà nella quale l’illuminazione stessa è trascesa.

Dogen Zenji - Patriarca / Riformatore dello Zen Soto Giapponese
Fonte: TRASCENDI ANCHE L'ILLUMINAZIONE


FRAINTENDIMENTI SULLA SINCERITA'

FRAINTENDIMENTI SULLA SINCERITA':

Dire cosa è vero dentro di noi, non è dire quello che pensiamo, non è dire la nostra opinione, non è poter ammucchiare l'immondizia della nostra mente sopra qualcuno. Tutto questo è ancora illusione, distorsione, proiezione. Verità non è scaricare le nostre opinioni su qualcuno. Questa non è verità. Verità non è dire le nostre credenze intorno alle cose. Questa non è verità. Questi sono modi in cui noi ci nascondiamo alla verità.La verità è molto più intima di tutto questo di tutto questo. Quando vi esprimete nella verità c'è una sorta di confessione. Non intendo una confessione di ciò che è giusto o sbagliato, ma nel senso di uscire completamento allo scoperto. La verità è una cosa semplice. Esprimersi nella verità è parlare da un senso di totale e assoluta mancanza di protezione e difesa.Affermare la verità, con qualche consistenza, significa non solo incontrare il posto dentro di noi, dove vi è paura di dire la verità, ma anche vedere la struttura di credenza che ci ha suggerito: "Non posso farlo". Queste strutture di credenze sono per loro natura basate sulla irrealtà. Saperlo non è abbastanza: dovete proprio vedere questo, veramente percepire quello a cui voi credete. Quali sono le precise strutture di credenze che vi fanno entrare nella dualità, quale ragione vi fa entrare nel conflitto e nel nascondervi? Solo allora potete esprimervi nel vero.

Dal libro: "La vita dopo il risveglio" di Adyashanti - Editore Tecniche nuove


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

POST RECENTI DA BLOG SELEZIONATI