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domenica 24 giugno 2012

Istinto Intelletto Intuizione

Strumenti di crescita: "Trasmutazione dell'istinto"

Care amiche ed amici, il compito della 5° settimana di giugno sotto il segno di Cancer riguarda la: "Trasmutazione dell'istinto".

 
"Tre parole riassumono l'aspetto cosciente dell'uomo che evolve: istinto, intelletto, intuizione. Il Cancro è, in modo predominante, il segno dell'istinto, ma la sublimazione dell'istinto è l'intuizione. Come la materia deve essere elevata al cielo, così l'istinto deve essere elevato e, una volta trasceso e trasmutato, manifestarsi come intuizione".
 
Così si esprime A. Bailey nel commentare la quarta prova a cui è sottoposto Ercole, quella della cattura della cerva, nel libro "Le fatiche di Ercole". E prosegue: "Non c'è alcuna possibilità di successo per l'aspirante finché non ha trasmutato l'istinto in intuizione, né può esservi un corretto uso dell'intelletto finché non entra in gioco l'intuizione che interpreta ed estende l'intelletto e conduce alla realizzazione. Allora l'istinto è subordinato ad entrambi [...] Le parole istinto, intelletto, intuizione, non sono che vari aspetti della coscienza e della risposta all'ambiente e al mondo in cui l'essere umano viene a trovarsi".
 
Esercitiamoci a divenire consapevoli dell'insorgenza dell'impulso istintivo, che agisce in modo automatico, e osservare dove ci porta. L'istinto di Autoaffermazione conduce all'aggressività, quello di Riproduzione all'attrazione sessuale, quello di Aggregazione alla relazione con gli altri. Ognuno dei tre istinti primordiali, che guidano la personalità, ha la sua controparte animica che trasmuta l'aggressività in comprensione, l'attrazione polarizzata in fusione sintetica e l'aggregazione sociale in coscienza di gruppo.
 
Quando riusciamo ad osservare l'impulso istintivo che, ad esempio, fa scattare in noi una reazione di rabbia o di possesso, in quel momento possiamo riorientare quell'energia in modo consapevole, per evocare la controparte animica, provocando così, l'afflusso di luce che infonderà alla personalità la qualità dell'Anima. La reazione impulsiva verrà trasmutata in azione intuitiva.
 
Il pensiero su cui meditare è: "l'istinto è il riflesso dell'intuito".
 
Buon lavoro
 
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domenica 10 giugno 2012

Estratto da una dichiarazione del Tibetano

(Pubblicata nell’agosto del 1934)
Le opere che ho scritto sono offerte al pubblico senza alcuna pretesa che vengano accettate. Esse possono essere, o no, corrette, vere e utili. Sta a voi accertarne la verità con la retta pratica e l’esercizio dell’intuizione. Né a me né a A.A.B. interessa minimamente che vengano accolte come ispirate, né che tutti ne parlino concitatamente come di scritti di uno dei Maestri. Se esse presentano la Verità in modo tale da costituire una continuazione degli insegnamenti già dati al mondo; se le informazioni impartite elevano l’aspirazione e la volontà di servire dal piano delle emozioni a quello della mente (il piano ove i Maestri possono essere trovati), allora saranno servite al loro scopo.
Se un insegnamento suscita una risposta della mente illuminata e fa brillare un lampo d’intuizione, può essere accettato, ma non altrimenti. Se quanto vi si afferma finirà per essere corroborato, ed apparire vero alla luce della Legge di Corrispondenza, sarà bene.
Ma se ciò non avverrà, lo studioso non accetti quanto vi si dice.
 
Dall’Introduzione a tutte le opere di A. A. Bailey

Riportiamo questo estratto sperando di contribuire al
superamento del dogmatismo, del fanatismo  e del fondamentalismo ideologico e per favorire la libertà di coscienza, la tolleranza culturale, la comprensione, la calma e l’equilibrio emotivo e la cooperazione  in tutti i campi e a tutti i livelli.
 

martedì 10 aprile 2012

Gayatri Mantra

GAYAT_SA


GAYATRI3

Questo mantra è stato trovato dal Rishi Vishwamitra nei Veda (1500-800 a.c. - Rg Veda III 62.10).
Gayatri è la Madre dei sacri testi vedici di cui è considerata l’essenza.
L’inno, indirizzato all’energia del Sole (che simboleggia la Luce della Verità), alla Divinità Immanente e Trascendente, è considerato il più importante di tutti i mantra. Può essere cantano in qualsiasi momento e in ogni posto, ma l’alba e il tramonto sono i momenti migliori. Per avere efficacia deve essere ripetuto almeno tre volte; alcuni lo ripetono 108 o anche 1008 volte.
Il termine "Gayatri" proviene da “GAYAntam TRIyate iti”, che significa: "Ciò che preserva colui che lo recita". GAYA vuol dire Essere e insegna la Verità, il principio della vita. Gayatri ha 3 nomi: Gayatri, Savitri e Saraswathi. Gayatri è la madre dei sensi, Savitri è la madre del prana e significa Verità, Saraswathi presiede la Parola divina. Tutte e tre rappresentano la purezza del Pensiero, della Parola e del-l’Azione. E’ stato dato come Terzo Occhio (Ajna Chakra) per rivelare la visione interiore. Sviluppando questa visione si può realizzare il Brahman.
La Gayatri è lode, meditazione, preghiera (per la liberazione). Sotto lo stesso nome della Gayatri ci sono devozione, conoscenza e distacco.
In ogni cuore esiste lo stampo della Gayatri, che ha cinque facce: bhûr-bhuvah-svah, sono le tre dimensioni che stanno unite insieme per formare un solo volto; è la lode, l’adorazione. Tat è la seconda faccia; savitur-varenyam è la terza; bhargo-devasya-dhîmahi è la quarta (riguardano la meditazione); dhiyo-yo-nah-prachodayât è la quinta (la preghiera).
La Gayatri può essere tradotta in vari modi, perché molteplici sono i suoi significati spirituali.
Ecco due versioni: la più sintetica e la più lunga.

Meditiamo sul Fulgore Supremo dei tre universi.
Possa Esso illuminare la nostra coscienza.


Supremo Divino,
Tu sei il Creatore di quest’universo,
della terra, dello spazio e del cielo.
Noi adoriamo Saviturh,
quel raggiante splendore,
la Tua pura forma,
l'Origine di tutta la creazione.
Noi meditiamo sulla Tua Divina radiosità.
Noi Ti contempliamo.
Ispira i nostri pensieri,
guida il nostro spirito,
apri il nostro occhio interno,
l'occhio della Saggezza
.
 

Svelaci il volto del vero Sole Spirituale,
nascosto da un disco di luce dorata,
affinché possiamo conoscere la verità
e fare tutto il nostro dovere,
mentre ci incamminiamo verso i tuoi Sacri Piedi.


A. A. Bailey, Raggi e Iniziazioni, pag. 395


Traduzione letterale
Om
Para Brahman, Suono primordiale


Bhur
Terra
Materia
Corpo, piano fisico
Bhuvah
Cielo
Vita
Vibrazione
Svah
Cosmo, Universo
Coscienza
Irradiazione, Saggezza
Tat
Paramatma, Dio o Brahman
Savitur
Quella Sorgente dalla Quale tutto è nato.

Varenyam
Degna di essere venerata


Bhargo
Radianza


Devasya
Realtà Divina


Dhimahi
Meditiamo


Dhiyo
Buddhi, Intelletto, Piano intuitivo


Yo
Il Quale, La Quale


Nah
Nostro


Prachodayat
Intelletto


 
Linkhttp://www.alberosacro.org/gayatri-mantra.htm
http://www.youtube.com/watch?v=zGVzOGP5Kng
-
 
 










mercoledì 3 agosto 2011

Civiltà Cultura Educazione (Alice A. Bailey)

CULTURA CIVILTÀ EDUCAZIONE
Voglio ora soffermarmi un poco ad interpretare due parole molto usate (e di cui si abusa sovente): cultura e civiltà. Scopo di tutta l’educazione è produrre qualche forma di cultura — materiale o spirituale, oppure materiale e spirituale. L’educazione è il fattore principale nel mondo.
Civiltà è la reazione dell’umanità al proposito di un determinato periodo. In ogni epoca, un’idea deve essere espressa nell’idealismo corrente.
Ai tempi dell’Atlantide, predominava un idealismo religioso sensoriale, o misticismo, che si manifestava in termini d’approccio ad una divinità percepita ma non vista, espressione del modo di sentire.  Ma esistevano razze molto sensibili, composte di popoli e gruppi dediti allo sviluppo della natura sensitiva, talvolta in modo conscio, ma per lo più inconsciamente. L’atteggiamento dei loro rapporti, fra individui e popoli, era soprattutto sensitivo ed emotivo — uno stato di coscienza (non posso dire uno stato mentale) ben difficile da comprendere per l’odierna razza Ariana, o anche da intuire, poiché in noi la mente comincia a funzionare. L’atteggiamento verso la divinità era ugualmente sensitivo e le loro attività religiose erano mistiche e devozionali, scevre di qualsiasi comprensione mentale. Quei popoli erano profondamente emotivi nei confronti della bellezza, del terrore ispirato dalla divinità, delle caratteristiche emozionali di Dio, del senso della luce e del prodigio. Il misterioso, il senso di timore, la cieca adesione a certi “sensitivi” riconosciuti superiori agli uomini comuni e l’interpretazione di Dio e della natura in termini di percezione sensibile — furono le basi di quell’antica civiltà ed hanno colorato assai anche le caratteristiche della razza attuale, almeno fino all’avvento del Cristo, che operò grandi mutamenti nella coscienza umana e diede l’avvio a una civiltà nuova.
I bambini sono ancor oggi molto atlantidei nella loro coscienza; in loro vi è una forma di ricapitolazione in modo analogo allo stadio prenatale; e la stessa cosa si produce sul Sentiero, quando l’uomo sviluppa di nuovo la coscienza mistica, dopo che la natura mentale è stata evocata e prima che si sviluppino la vera consapevolezza o conoscenza occulta e le reazioni della mente superiore.
Il problema che si pone all’educazione è di mutare la coscienza atlantidea del bambino in ariana o mentale. I popoli dell’Atlantide non avevano un sistema di educazione quale noi l’intendiamo. I re ed i sacerdoti intuivano, le masse obbedivano.

Oggi affiora e sta per compiersi un diverso atteggiamento civile. In ogni epoca un’idea si elabora e si esprime negli idealismi di razza e nazionali. Le sue fondamentali tendenze hanno prodotto, con il passare dei secoli, il mondo moderno e si è trattato di un rigido materialismo.
Oggi si considera civile una nazione se è desta ai valori mentali e nello stesso tempo ricerca i beni materiali; e se la mente (inferiore) — nei suoi aspetti mnemonico, discriminante e separativo, nella sua funzione di analisi, nella sua capacità di formulare idee concrete basate su una percezione, sul desiderio e su scopi materiali — viene esercitata in modo da creare una civiltà materiale ed ha appunto creato la civiltà come è oggi.
Dato che la civiltà attuale insiste sempre più sull’atteggiamento mentale verso la vita, anziché sul sentimento e la percezione, vista la sua tendenza a considerare la vita materiale del cittadino come fattore dominante nel pensiero nazionale, posto che lo sviluppo della mente viene consacrato al vivere materiale e la scienza è definitivamente limitata a enunciare solo ciò che è verificabile e attinente alle energie d’effetto materiale, può forse stupire che la maggiore preoccupazione volga al campo dell’economia?
Ci occupiamo di condizioni materiali, di estendere i possessi, di migliorare la posizione mondana, elaboriamo progetti di vita semplicemente fisica e preferiamo il tangibile all’intangibile, il concreto allo spirituale, i valori fisici a quelli soggettivi. Eppure questi un giorno dovranno affiorare.

Quanto precede è superficiale e di natura così generica che non tiene conto di quella minoranza relativamente esigua che non è indifferente a questi valori più vasti e lavora per assecondarne la comparsa nella vita del genere umano. Questi uomini custodiscono gli ideali d’avanguardia della civiltà d’oggi ma l’energia che sprigionano finisce sovente per stabilire, temporaneamente, i valori più concreti. Le mie osservazioni sono parziali ed anche i fatti. Forse esagero, o forse no. Resta comunque il fatto che le due grandi civiltà di cui in realtà possiamo sapere qualcosa — l’Ariana e l’Atlantidea — presentano obiettivi o posizioni estreme verso cui l’umanità di entrambe volgeva e ancora volge lo sguardo.

La civiltà Atlantidea fu decisamente di tipo religioso; la religione era il centro comune della vita e la ragion d’essere di ogni cosa. L’esistenza dopo la morte era soggetto d’interesse e di credenza incrollabile ed indiscussa. Le influenze sottili emananti dai regni invisibili, le forze della natura ed i rapporti dell’uomo con esse mediante una sensibilità acuta e tutta la gamma delle sue facoltà emotive costituivano la vita della razza e coloravano tutti i pensieri allo stato embrionale che esistevano o avrebbero potuto esistere. Risultato di tutto ciò, ereditato da noi quando cominciò l’era storica quale oggi è intesa (in ogni caso a partire dal diluvio, qualunque ne sia stato il momento) è ciò che si può esprimere con queste parole: animismo, spiritismo, psichismo inferiore e sentimento. Il senso di Dio, dell’immortalità, dei rapporti interiori sottili del culto e l’indebita sensitività dell’uomo moderno sono il retaggio precipuo lasciatoci dalle civiltà dell’antica Atlantide.

Su tutta questa struttura di base si sta oggi imponendo [civiltà Ariana] l’esatto opposto e con tale reazione — normale, giusta e feconda di sviluppi — l’uomo erige una sovrastruttura che insiste soprattutto sul tangibile, sul materiale, sul visibile, ciò che può verificare, diagnosticare, analizzare e usare per migliorare la sua vita esteriore e la sua condizione materiale sul pianeta.

Entrambe queste civiltà hanno ecceduto e grazie al moto del pendolo torneremo inevitabilmente ad una posizione intermedia, al “nobile sentiero di mezzo”. Questa via mediana, sfruttando gli ideali più belli ed elevati prodotti dalle due civiltà precedenti, distinguerà la futura Età dell’Acquario e le sue civiltà. Una simile espressione del materiale e di ciò che non lo è, del visibile e dell’invisibile, del tangibile e dello spirituale è sempre stata la meta e l’obiettivo di chi comprende il vero senso della cultura.
In ultima analisi, e per gli scopi del nostro argomento, la civiltà concerne le masse e la coscienza razziale, mentre la cultura riguarda l’individuo e l’uomo spirituale invisibile. Dunque lontana nel futuro sta una civiltà che sarà l’espressione perfetta della vera cultura. La cultura è l’avvicinarsi delle due viesentimento e mente; di due mondi — sensibilità e pensiero; e delle attitudini, correlative, che consentono di vivere come esseri intelligenti, soggettivi, in un mondo fisico tangibile.
L’uomo di cultura pone in relazione il mondo delle apparenze con quello del significato e nella propria mente li considera (in tal modo riconoscendoli con il cervello, il che è indice di un rapporto in atto) come un solo mondo in due aspetti. Agisce con eguale libertà in entrambi ed anche in tempi simultanei, per quanto concerne la sua coscienza o la sua consapevolezza.
Anche in Atlantide si ebbero alcuni capaci di comprendere il significato della cultura come prodotto della civiltà.
Le masse devono essere civilizzate prima di dispensare loro quella cultura che farà di esse uomini veri e notevoli. Un uomo deve essere capace di vivere nel mondo delle realtà esteriori e nello stesso tempo di riconoscere se stesso vivente in un mondo interiore, come mente e come anima. Esprime allora una vita interiore soggettiva di tale potenza da controllare e dominare quella del piano fisico, dotandola di movente e di direzione. Questa attitudine dell’uomo, e il compito di portare a compimento tale condizione della coscienza, per secoli sono stati considerati come mansioni della religione organizzata, mentre in essenza e per necessità spettano all’educazione. È vero che la Chiesa, in tempi passati, svolse il ruolo d’educatrice, ma insisté sulla vita interiore soggettiva e di norma non fece alcun tentativo di fondere i due tipi di esistenza — il benessere materiale esteriore e l’esistenza spirituale interiore.
L’educazione è compito dei pensatori migliori ed è responsabilità di ogni governo, cosa che di rado questi riconoscono. [2]

EDUCAZIONE
Ai bambini d’ogni paese si dovrebbero insegnare due idee fondamentali. Sono il valore dell’individuo e il fatto dell’umanità una. [...]
In altre nazioni, alcune persone e alcuni gruppi, per la posizione ereditaria o la potenza finanziaria — sono considerati come importanti e il resto della nazione come di poco valore. In altre ancora l’individuo si ritiene di tanto valore e considera il diritto di fare ciò che gli pare tanto grande che il suo rapporto con il tutto è completamente perduto. Ma il valore del singolo e l’esistenza di quel tutto che chiamiamo Umanità sono molto strettamente collegati. Bisogna insistervi. Questi due principi, se insegnati e compresi a dovere, condurranno alla cultura intensiva dell’individuo e quindi a riconoscere la sua responsabilità quale parte integrante dell’intero complesso umano.

Nelle scuole odierne (elementari, medie e superiori, per usare i termini più usati) si può scorgere la figurazione imperfetta e simbolica dei tre obiettivi della nuova educazione: Civiltà, Cultura, Unificazione.

La scuola elementare
può essere considerata come la custode della civiltà; deve fare del bimbo un cittadino, deve mostrargli la sua funzione d’unità sociale e accentuare i rapporti di gruppo, in tal modo preparandolo a vivere con intelligenza ed evocando in lui la memoria del suo popolo con le lezioni impartite, per fondare in lui i giusti rapporti umani. Saranno materie d’insegnamento la lettura, la scrittura e l’aritmetica, la storia elementare (insistendo sulla storia mondiale) la geografia e la poesia. S’insegneranno al fanciullo i fatti importanti e fondamentali della vita, le verità di base, la coordinazione e il controllo.

Le scuole medie o secondarie si considereranno custodi della cultura; daranno rilievo ai più ampi valori della storia e della letteratura e impartiranno qualche nozione artistica. Avvieranno l’allievo a quella professione o a quel futuro modo di vita che, ovviamente, lo condizionerà. Mostreranno la cittadinanza in termini più vasti e indicheranno il mondo dei veri valori coltivando in moto esatto e cosciente l’idealismo. Si darà importanza all’applicazione pratica degli ideali. I giovani saranno educati in modo tale che nella loro coscienza comincino a fondersi i mondi delle apparenze, dei valori e del significato. Essi inizieranno a correlare le sfere della vita esteriore oggettiva e quelle dell’esistenza interiore soggettiva.
Ho scelto con cura queste parole.

Le scuole superiori e le università dovranno dare un’ulteriore estensione a quanto già fatto. Dovranno abbellire e completare l’ossatura già costruita ed occuparsi più direttamente del mondo del significato. I problemi internazionali — economici, sociali, politici e religiosi — saranno oggetto d’esame e l’uomo sarà visto ancor meglio come connesso al mondo intero. Ciò non comporta affatto di trascurare le questioni o le imprese individuali o nazionali, ma al contrario tende a incorporarle nel tutto come parti integranti ed efficienti, evitando quegli atteggiamenti separativi che hanno causato la rovina del mondo moderno.

Le università dovrebbero corrispondere, nel campo educativo, al mondo della Gerarchia ed essere i custodi dei metodi, delle tecniche e dei sistemi di pensiero e di vita che collegheranno l’essere umano al mondo delle anime, al Regno di Dio e non solo agli altri esseri umani sul piano fisico; non solo al mondo dei fenomeni, ma anche a quello interiore dei valori e della qualità.
Ripeto, questo preparare l’uomo ad essere cittadino del Regno di Dio non è compito essenzialmente religioso, da essere svolto dagli esponenti delle grandi religioni. È  missione dell’educazione superiore, che imprime scopo e significato a tutto ciò che si è fatto. Se vi sembrano cose idealistiche e impossibili, vi assicuro che quando l’Era dell’Acquario sarà nella sua pienezza, questi saranno gli obiettivi accertati e riconosciuti degli educatori d’allora.

Se consideriamo il corso di studi da impartire alla gioventù odierna, si manifesta questa sequenza:
Istruzione primaria Civiltà Età fra   1 e 14 anni
Istruzione secondaria Cultura Età fra 14 e 21 anni
Istruzione superiore Spiritualità Età fra 21 e 28 anni
Sono solo l’enfasi e la pressione economiche materiali che costringono i giovani a lavorare prima di essere maturi. Si deve ricordare (e lo si riconosce sempre di più) che la qualità dei bambini che vengono in incarnazione oggi migliora e si eleva costantemente. In molti casi essi sono intelligenti in modo abnorme ed il loro quoziente d’intelligenza è spesso altissimo. Ciò accadrà sempre più sovente, finché i giovani di quattordici anni avranno le doti e l’intelligenza dei migliori studenti universitari d’oggi.
Non posso dimostrarvi la verità di queste affermazioni, ma l’esame attento dell’umanità e dei fanciulli dei paesi più civili rivelerà tendenze che le confermeranno in parte. Farete bene a studiare con attenzione la distinzione fra cultura e civiltà.

In altri termini, ed accettando per premessa fondamentale le essenziali potenzialità supernormali dell’essere umano, diremo che:
  • Primo compito dell’educazione al fine di civilizzare il fanciullo è di esercitarne e dirigerne correttamente gli istinti.
  • Secondo dovere è di curarne la vera cultura, insegnandogli a far giusto uso dell’intelletto.
  • Terzo, evocare e sviluppare in lui l’intuizione.
Quando ciò sia fatto e istinto, intelletto e intuizione siano sviluppati e funzionanti, si avrà un uomo civile, colto e spiritualmente desto; un uomo dagli istinti corretti, intellettualmente sano e intuitivo. Anima, mente e cervello funzioneranno a dovere e nei loro giusti rapporti, il che produce coordinazione e allineamento perfetto.
Un giorno si studierà quale contributo abbiano dato i tre grandi continenti — Asia, Europa ed America — a questo triplice sviluppo, per quanto riguarda la razza Ariana.

La gloria dell’umanità deve essere, comunque, ricordata; è questa: ogni razza ha prodotto uomini che espressero ciò che di più elevato era possibile nel loro tempo — uomini che fusero in sé la triplicità d’istinto, intelletto, intuizione.
Nei primi stadi del genere umano, furono relativamente pochi, ma lo sviluppo si accelera rapidamente e molti oggi si preparano a ricevere l’educazione superiore nel vero senso del termine. Molto di più sarà fatto quando gli educatori intenderanno il complesso dell’istruzione come un intero sviluppo pianificato e baderanno all’educazione dell’istinto, dell’intelletto e della intuizione in modo tale che gli interi ventotto anni d’istruzione saranno visti come un processo ordinato, diretto, dalla meta chiaramente compresa.
Sarà evidente allora che gli allievi saranno valutati secondo i tre aspetti che ho menzionato:
  • Quelli suscettibili di essere rettamente civilizzati. Sono una moltitudine.
  • Quelli suscettibili di essere introdotti nel mondo della cultura. Sono ancora numerosi.
  • Quelli che all’assetto di civiltà e cultura aggiungono “le doti” necessarie per vivere come anime coscienti, non solo nei tre mondi dell’esistenza istintiva e intellettuale, ma anche nella sfera spirituale, con perfetta continuità di coscienza e triplice integrazione.
Non tutti arriveranno ai gradi più elevati e questo deve essere tenuto in considerazione. La valutazione dell’abilità sarà fatta in base ai tipi di raggio (la scienza della psicologia esoterica), allo stato ghiandolare e fisiologico, a certe prove specifiche e secondo una nuova forma di astrologia. [...]
Alla precedente analogia ne aggiungo un’altra, per chiarire alla vostra mente il processo di sviluppo e illustrare e definire meglio l’intera questione (dal punto di vista del genere umano):
Sviluppo generale dell’umanità Civiltà Sentiero della Purificazione
Educazione dell’Intelligenza Cultura Sentiero del Discepolato
Produzione degli Illuminati Illuminazione Sentiero dell’Iniziazione
Tramite l’azione dell’energia della conoscenza abbiamo:
Civiltà Cultura Illuminazione
e nel secondo caso:
Cooperazione Comprensione amorevole Amore di gruppo

EDUCAZIONE E SCIENZA1. PETALI DELLA CONOSCENZA
Civiltà Cultura Illuminazione
Masse umane Intellettuali Uomo spirituale
Sentiero della Purificazione Sentiero del Discepolato Sentiero dell’ Iniziazione

RELIGIONE E FILOSOFIA
2. PETALI DELL'AMORE

Cooperazione Comprensione amorevole Amore di gruppo
Intellettuali Aspiranti La Gerarchia Spirituale

GOVERNO E ORDINE SOCIALE 3. PETALI DEL VOLERE E DEL SACRIFICIO
Partecipazione al Piano
(Umanità)
Proposito
(Volontà diretta di tutti i Discepoli)
Precipitazione
(del Piano da parte della Gerarchia
Dalla stessa tabella noterete che vi sono i segni dell’aprirsi dei petali dell’amore e cioè vi illustra la possibilità di certi eventi che si sperano. Il mondo deve avanzare con regolarità e ordine. Gli avvenimenti prematuri sono di norma disastrosi. Tutto ciò concerne lo sviluppo culturale dell’umanità e va di buon passo. Quando i fatti condizionanti saranno meglio compresi e se ne capirà lo scopo e il metodo, vedremo che coloro che si occupano dell’educazione cercheranno progressi più rapidi; questo affretterà la cultura delle masse e l’illuminazione dei più intellettuali. [3]

LA FRATELLANZA UMANA
Molto si è scritto, predicato e insegnato circa la fratellanza, ma essa è così poco praticata che la parola stessa è alquanto screditata. Tuttavia con essa si afferma un’origine, una meta e un principio che sono alla base stessa dell’umanità.
La fratellanza è un grande fatto naturale: tutti gli uomini sono fratelli; sotto le differenze di colore, credo, cultura e civiltà l’umanità è una sola, senza distinzione o diversità di essenza, origine, obiettivi spirituali e mentali, capacità, qualità e modi di evolvere. In questi attributi divini (poiché tali sono) tutti gli uomini sono uguali: è solo in relazione al tempo e al processo di rivelazione dell’innata divinità che appaiono differenze temporanee. Queste, e i peccati per ignoranza e inesperienza, hanno attirato l’attenzione delle Chiese, offuscando la visione del divino in ogni uomo. È appunto la verità della fratellanza che le Chiese devono insegnare — non partendo da Dio trascendente, esterno ed inconoscibile — ma dalla vita divina, eternamente presente in ogni essere umano, che continuamente tenta di esprimersi negli individui, nelle nazioni e nelle razze.
La vera fratellanza sarà realizzata inevitabilmente mediante i giusti rapporti e coltivando la buona volontà.
Il clero ha dimenticato quel cantico, degli angeli: “Gloria a Dio in cielo, pace in terra, buona volontà verso gli uomini”. Non ha capito, e perciò non ha insegnato, che solo con la buona volontà nella vita quotidiana si stabiliscono rette relazioni umane e pace in terra e si rende gloria a Dio. Le Chiese hanno dimenticato che tutti gli uomini sono divini: alcuni ne sono già coscienti e l’esprimono, altri no; esse hanno trascurato che, grazie alla loro evoluzione, taluni conoscono il Cristo, perché in loro Egli è attivo, mentre altri ancora si impegnano per manifestarLo e altri sono del tutto inconsapevoli dell’Essere divino che si cela nel profondo dei loro cuori. La differenza sta solo nella qualità di coscienza: non di natura. [1]
.:.
Fonti:
[1] - A.A. Bailey, I problemi dell'umanità, 1946, pag. 54
[2] - A.A. Bailey, L'educazione nella Nuova Era, 1954, pag. 28-30
[3] - A.A. Bailey, L'educazione nella Nuova Era, 1954, pag. 32-36




giovedì 14 aprile 2011

Pensiero Intuizione Proposito Evoluzione

Riportiamo questo articolo perché apprezziamo e ne condividiamo i contenuti, l'intento e l'obiettivo. Pensiamo sia utile diffonderlo. Con l'occasione ringraziamo chi l'ha scritto.

Fonte: http://www.lamentemente.com/2011/04/14/pensiero-e-intuizione-superiore

Pensiero e Intuizione Superiore

I Pensatori illuminati di ogni tempo sono vigili alle intuizioni superiori; riproducendo le idee nella materia, ne riportano fedelmente la visione e attuano ciò che hanno colto mediante la costruzione di forme-pensiero chiare e ben strutturate che potranno esercitare un forte influsso sulle mentipronte a rispondere”. Ogni pensiero sufficientemente definito è una vibrazione del corpo mentale e, come ogni altra vibrazione, tende a riprodursi nella realtà circostante, comunicandosi a materia mentale di simile densità; così, come i pensieri bassi, di egoismo dell’uomo medio creano vibrazioni simili in altre menti sintonizzate con quel tipo di materia mentale, i pensieri degli idealisti, dei filantropi, dei grandi riformatori sociali e religiosi, degli utopisti, e, più in generale, di coloro cui sta a cuore il Benessere dell’umanità creano forme-pensiero chiare ed armoniche, che si irradiano e risuonano in altre menti concentrate su simili ideali elevati. Il potere del pensiero direzionato e coerente di un gruppo di individui sintonizzati determina effetti molto superiori alla somma dei pensieri dei singoli individui, così come il fascio di luce coerente del laser è di gran lunga più efficace di fasci di luce non coerenti. Le caratteristiche essenziali di questi Nuovi Ideatori e Comunicatori sono l’apertura di coscienza, la dedizione al bene comune, la capacità di intuire il Piano, la mancanza di egoismo e separatività:

Una sola persona altruistica, non critica, consacrata, può spingere un gruppo ad un lavoro che avrà successo.
(A. Bailey).

Essi sono sempre e senza esitazioni per la Pace, poiché sanno che, karmicamente, la Buona Volontà e l’Armonia, al contrario della guerra, danno buoni frutti. Nella dimensione del tempo, la guerra è sempre collegata al rancore del passato, mentre la Pace è il Perdono (“dono per-fetto”) del presente, vivo e palpitante, proiettato nel futuro. I nuovi idealisti sanno che guerra e pace nascono nell’interno, e che gli effetti di annebbiata distruttività o di gioiosa operatività si preparano nel cuore degli uomini:

Che cos’è la pace? Per la maggior parte delle persone, questa parola evoca la possibilità di vivere tranquillamente, al riparo da ogni aggressione. In realtà, però, la pace è ben altro: è il lavoro più intenso che possa essere realizzato nel mondo da chi abbia imparato che la pace è prima di tutto uno stato interiore. Tale stato è il risultato di una vittoria riportata con un’aspra lotta su tutti i conflitti psichici che ci sconvolgono.
(O. M. Aïvanhov, Pensieri quotidiani).

“La pace non è l'assenza di guerra: è una virtù, uno stato d’animo, una disposizione alla benevolenza e alla giustizia”
(Baruch Spinoza)

Siamo tutti noi, pertanto, con le nostre vibrazioni più o meno armoniose a formare il clima emotivo in cui si svolge la vita sul Pianeta. Solo una decisa frattura con il passato di sospetto e di ostilità, che ha segnato il cammino di “dolore evitabile” dell’umanità, può determinare un futuro orientato all’Amore, in cui paura, ignoranza ed egoismo siano considerati relitti emotivi del passato e la coscienza dell’umanità possa elevarsi fino a vivere e respirare quotidianamente la fratellanza:

Penso che abbiamo perso quella qualità, la qualità della compassione… Quel che è importante, mi sembra, è che quando vedi l’intera struttura della violenza e della brutalità umana che si esprime, in definitiva, nella guerra, se vedi ciò nella sua totalità, allora, nell’atto effettivo del vedere, farai la cosa giusta.
(Krishnamurti).

Appare sempre più evidente che l’evoluzione dell’umanità accelera sempre più; essa è ora giunta ad un punto tale che dovrà mutare profondamente i comportamenti e il modo di relazionarsi, sia in senso orizzontale, tra individui e nazioni, sia in senso verticale, con il mondo dello spirito. Tali cambiamenti, per essere duraturi e significativi, dovranno essere sempre fortemente voluti e realizzati dagli individui e non imposti dall’esterno. Da mutare sono alcune manifestazioni inferiori: ancora evidenti e tenaci sono l’atteggiamento egoistico dell’umanità e la mancanza della vera intelligenza, attenta all’evoluzione dell’uomo e del Pianeta, compassionevole e lungimirante. Il “silenzio dell’io”, consapevole di appartenere al Tutto, creerà la possibilità del cambiamento; per tale raggiungimento è necessario lavorare su se stessi in modo individuale e all’interno di gruppi e comunità: “l’intelligenza emotiva” e l’Intuizione spirituale caratterizzeranno le prossime età della Terra, che, ripudiando ogni identificazione con gruppi specificamente connotati religiosamente e politicamente, si ispireranno allo spirito di cooperazione e di fratellanza:

Tu devi vivere e respirare nel tutto, come tutto ciò che percepisci respira in te; sentire che sei in tutte le cose e che tutte le cose risiedono nel Sé; accordare il tuo cuore e la tua mente con la grande mente e il cuore del genere umano.
(H. P. Blavatsky, La Voce del Silenzio).

E’ necessario che si crei un’armoniosa comunità di ricercatori di saggezza, che rispondano in modo lungimirante ed efficace ai bisogni del mondo; la Saggezza che riceve Intuizione dall’alto è la terapia per ogni forma di sofferenza, individuale e nazionale, ed è un dinamico potere che trasforma. Nella società in cui viviamo sembrano non essere riconosciute come valori fondanti l’integrità, la rettitudine, la gentilezza, la compassione, la generosità, la semplicità di cuore e di vita, la sensibilità del sentimento e dell’intuito, che costituiscono le basi dell’etica. Il consumismo, la concezione della produttività come valore in sé, la corsa al profitto a tutti i costi e l’indifferenza alle virtù sono mostri diffusi, dai quali si generano avidità, vuoto, egoismo e cinismo che rendono spesso la nostra epoca vile, crudele, violenta e corrotta.

I “segni dei tempi
Il cambiamento è inevitabile, e si può leggere nei “segni dei tempi”: individui e gruppi appaiono sempre più connotati dalla tendenza alla condivisione e all’unità, a tutti i livelli; numerosi individui risvegliati hanno allineato i tre corpi (fisico, emotivo e mentale) e agiscono come unità integrate. Il successivo passaggio sarà il contatto costante con l’anima e la concretizzazione sulla terra dei suoi impulsi. Quando la mente, le emozioni ed il cervello sono allineati, infatti, si possono sviluppare i loro più alti corrispettivi: Saggezza, Amore e Proposito. L’intelligenza dell’umanità dovrà essere rispondente a valori elevati se non vuol correre il rischio che le conoscenze più avanzate siano usate dalle forze del male per fini di sopraffazione e di potere.
E’ necessario pertanto vigilare affinché ciò non accada e affinché, risvegliando “il cuore dell’amore” che dà accesso all’Intuizione, possano prevalere le forze della Luce:

Quello che non otterremo mai con discussione, controversie, ragionamenti intellettuali, arriverà quando “il cuore dell’amore” che è dentro di noi si sarà risvegliato.
(H. P. Blavatsky).

Nell’età dei Pesci, che l’umanità si sta lasciando alle spalle, hanno prevalso alcune idee, che appaiono ormai cristallizzate o, comunque, non più idonee all’attuale sviluppo:

  • l’idea di autorità, con il conseguente paternalismo educativo, sociale e religioso, sostituita oggi sempre più dalla ricerca dell’autorevolezza illuminata e dal senso del gruppo;
  • il valore collegato al sacrificio subito, vittimistico e rinunciatario, e alla sofferenza, che sono stati enfatizzati come mezzi primari per l’evoluzione. Affermava l’iniziato Paolo: “Virtus in infirmitate perficitur: La virtù si perfeziona nella debolezza”. Oggi l’accento si pone sulla necessaria qualità del distacco dalla forma e sul vero sacri-ficio, “atto sacro” scelto liberamente e gioiosamente per il bene del gruppo;
  • l’importanza della soddisfazione del desiderio, per cui si è assistito alla nascita di falsi bisogni, sollecitati anche dalla pubblicità, allo sperpero di denaro e alla diffusione di beni superflui. Questa situazione è durata a lungo poiché, probabilmente, le Forze evolutive -- dimostrando che il possesso di beni non porta vera gioia, ma anzi induce senso di sazietà -- intendevano “spiritualizzare” opinioni e tendenze. Oggi, infatti, si diffondono stili di vita improntati alla sobrietà e alla condivisione.

Nella nascente età dell’Acquario emerge una nuova umanità, caratterizzata da una nuova e più ampia consapevolezza, per la quale si avvertirà sempre più il senso di fratellanza e si svilupperanno le doti intuitive. L’Intuizione sarà infatti la caratteristica dell’ “uomo nuovo”; essa costituisce il principio di unità in noi, da quale possiamo percepire il reale e l’“oltre il reale” al di là delle nostre ordinarie possibilità di comprensione. Essa, a differenza della ragione, può attraversare e vedere con chiarezza immediata, la forma essenziale che è oltre la consueta differenziazione di soggetto-oggetto:

Essa… può percepire l’infinito in ogni cosa e in quel momento di scoperta fare entrare un’altra mente oltre la mente del nostro ego personale.
(J. Lane, Il linguaggio dell’anima, rip. in Terra, Anima e Società, vol. II).

La mente umana svolge una fondamentale funzione di discriminazione e di analisi; ma quando domina la vita crea squilibri, erigendo un muro di rigida e razionalizzante sicurezza con la propria presunta definitiva autorità: essa finge di essere il , depositaria di Conoscenza e di Potere. E’ spesso, invece, nella fiducia, nell’apertura di cuore e nell’abbandono all’anima che fiorisce l’Intuizione. I nuovi gruppi umani aperti all’Intuizione si riconosceranno da:

  • la “sensibilità attiva” che determina il senso di urgenza riguardo alla soluzione della sofferenza del Pianeta;
  • il conseguente impegno per una globalizzazione equa e umana;
  • lo sforzo verso una soluzione dei conflitti in cui non vi siano né vincitori né vinti;
  • l’ampia e generosa capacità di amare;
  • la capacità di riconoscere il divino in ciascuno.

Gli individui sulla via del risveglio lavoreranno per sviluppare le doti intuitive e per trasmutare -- con un proposito di gruppo saggio e amorevole -- le idee superiori affioranti alla soglia dell’Intuizione in progetti e attività concrete, concepite superando ogni identità egoica:

La spiritualità ci libera da questa mente, dal piccolo io, dall’identità egoica. Attraverso la spiritualità siamo in grado di aprire le porte della mente universale e al cuore immenso dove la condivisione, la cura e la compassione sono realtà vere. La vita esiste solo attraverso il dono di altre vite: tutta la vita è interdipendente. L’esistenza è una rete di relazioni intricata e interconnessa. Condividiamo il respiro della vita e in questo modo siamo connessi.
(S. Kumar, La necessità di una spiritualità pratica, rip. in Terra, Anima e Società, vol. I).

Essi sentiranno con sempre maggior chiarezza che i “giorni dell’impegno” sono giorni positivi, perché in essi la vita scopre il suo lato benedetto, pur potendo apparire “giorni severi” perché è in queste occasioni che si cambiano le abitudini condizionate dalle cristallizzazioni mentali. La sfida sembra essere diventata “Walk your talk”, che potrebbe essere tradotto come “Viviamo ciò che sappiamo”; ciò implica il vivere attraverso l’Arte e l’essere creativi nell’agire, attingendo ispirazione agli ideali più alti.

La vita sul Pianeta sarà sempre più illuminata da valori spirituali, poiché la luce della Mente e il fuoco del Cuore trasformeranno l’essere umano in un organismo radiante, la cui qualità essenziale sarà l’unisono e lieto manifestarsi di un “Cuore intelligente” e di una “Mente amorevole”.

Le varie ideologie di gruppi e popoli appariranno chiaramente come diversi aspetti parziali di un’unica “verità in progressiva manifestazione”, e nazioni e religioni diverse potranno fraternamente incontrarsi, come auspicano i grandi Istruttori dell’umanità:

[…] la razza umana è un essere collettivo che ha unità di vita e che progredisce, da un’epoca all’altra, nella propria educazione .
(G. Mazzini, cit. in: Massimo Scioscioli, Giuseppe Mazzini: i principi e la politica).

Fonte: http://www.spaziofatato.net

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mercoledì 16 marzo 2011

Il Servizio è lo spontaneo risultato del contatto con l'anima.

Fonte: A. A. Bailey, Trattato dei Sette Raggi, Psicologia Esoterica vol. 2, Editrice Nuova Era, Roma 1984, pag. 70-71 ital. (136-137 ingl.).

Come Servire il Piano Divino e la Gerarchia Spirituale?

Una personalità intelligente e integrata è adatta a compiere la parte che spetta al servitore nel lavoro attivo, purché la visione non sia macchiata dall’ambizione personale e l’attività non degeneri in una corsa o in un febbrile affaccendarsi. L’anima stessa rivela la mossa successiva nell’opera evolutiva alla mente calma e stabile, impartendo idee. Tale è il Piano per l’umanità. La forza che si riversa nella personalità, dando al servitore la necessaria visione e il senso di potenza che lo mette in grado di collaborare, scende nel corpo astrale o emotivo. Anche qui l’effetto è duplice, secondo la condizione del corpo astrale e l’orientamento interiore. Può accrescere e intensificare l'annebbiamento e approfondire l’illusione, gettando il servitore in balia degli effetti psichici illusori che vi si trovano. Quando ciò si verifica, egli emergerà sul piano fisico illuso dall'idea, per esempio, di avere sorprendenti contatti personali, mentre ha percepito solo qualche forma pensiero collettiva dei Grandi Esseri. Si illuderà di essere stato prescelto come strumento e portavoce della Gerarchia, ma è ingannato dalle molte voci, poiché la Voce del Silenzio è stata sopraffatta dai clamori del piano astrale; s’illuderà che non vi sia altra via se non la sua.  Oggi tale inganno e illusione è comune ovunque fra istruttori e operatori, poiché molti stanno stabilendo un preciso contatto con l’anima e sono trascinati dal desiderio di servire; tuttavia non sono esenti da ambizione e tendono ancora soprattutto ad esprimere la personalità e non a fondersi con il gruppo di servitori del mondo. Ma se riescono a evitare l’annebbiamento astrale e distinguere il Reale dall’irreale, la forza che affluisce inonderà la loro vita di vero amore altruistico e devozione al Piano, a coloro serviti dal Piano e a Coloro che servono il Piano. Notate la sequenza di queste attitudini e regolatevi in conformità. Allora non vi sarà posto per interesse e affermazione personali o ambizione egoistica. Si considerano soltanto le esigenze e la necessità impellente delle iniziative immediate da prendere per provvedervi, quali si presentano agli occhi del servitore. Se il cuore e la mente operano all’unisono (sia in coalizione egoistica per la presentazione di una personalità attiva, sia in consacrazione altruistica e subordinazione all’anima) la forza fluente attraverso il servitore stimola il corpo eterico all'azione. Automaticamente il corpo fisico risponde. È quindi estremamente necessario che il servitore sosti sul piano astrale e, in sacro e controllato silenzio, attenda prima di permettere alla forza di fluire nei centri del corpo eterico. Questa pausa di silenzio è uno dei misteri dello sviluppo spirituale. Una volta che la forza o energia dell’anima (nella sua purezza originaria o contaminata e sviata nella sua discesa in manifestazione fisica) ha raggiunto il corpo eterico, il discepolo medio non può fare altro. Raggiunto quel punto, il risultato è inevitabile ed effettivo. Il pensiero interiore e la vita di desiderio determinano l’attività che esprimerà fisicamente.

Vero amore altruistico e devozione:
1. A
l Piano,
2. A
coloro serviti dal Piano,
3. A
Coloro che servono il Piano.
Notate la sequenza di queste attitudini e regolatevi in conformità.

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lunedì 14 marzo 2011

Mantra di Unificazione

I figli degli uomini sono un essere solo,
e io sono uno con essi.
Io cerco di amare, non di odiare.
Io cerco di servire e non di esigere il servizio dovutomi .
Io cerco di sanare, non di nuocere.
Che il dolore rechi il debito compenso di Luce e Amore.
Che l'anima domini la forma esterna, la vita e ogni evento
e porti alla luce l'Amore
che sta dietro a tutto ciò che sta ora accadendo.
Ci siano date visione e intuizione,
Il futuro sia svelato,
L'unione interna si manifesti
e le scissioni esterne svaniscano.
Che l'amore prevalga,
Che tutti gli uomini amino.

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Fonte:
- Foster Bailey, Riflessioni, Istituto Cintamani, Roma 2008, pag. 20, 72.
Adattamento di Roberto Assagioli

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venerdì 31 dicembre 2010

Mantra § Finale



FINALE


Le stelle del mattino cantano nel loro corso.

Il grande inno della creazione risuona tuttora
e risveglia la vibrazione.

La fine del canto viene
quando è raggiunta la perfezione.

Quando tutti sono fusi in un unico accordo
il lavoro è compiuto.

La dissonanza nello spazio risuona ancora.

La discordia sorge in molti sistemi.

Quando tutto si risolverà nell’armonia,
quando tutto sarà fuso in una sinfonia,

il grande coro riecheggerà
fino ai limiti ultimi dell’universo conosciuto.

Allora avverrà ciò che supera
la comprensione del più alto Chohan:

Il canto nuziale dell’Uomo Celeste.


*


(A. A. Bailey, Trattato sul Fuoco Cosmico, pag. 644)


Sagra S. MIchele-IMG_3640

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Immagine di Alma

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giovedì 30 dicembre 2010

Futurama § I Semi della Religione Mondiale

Per il bisogno disperato, per la crisi che si attraversa, gli uomini di vedute e pensiero inclusivo, presenti in tutte le Chiese, porranno fine ai disaccordi dottrinali e procederanno concordi, con uniformità di riti e di cerimonie, verso il centro del potere spirituale.
È troppo aspettarsi e chiedere ciò all’umanità? Non potrebbero gli uomini illuminati delle grandi religioni riunirsi per tale impresa invocativa, e inaugurare insieme l’Approccio spirituale che darà unità ai loro sforzi e getterà il seme della nuova Religione?
Stabilire un certo grado d’uniformità procedurale non sarà troppo difficile, una volta raggiunta una certa concordia sulle questioni essenziali.
Quest’unità, accuratamente definita, rafforzerà reciprocamente l’opera, accrescendo potentemente la corrente di pensiero indirizzata a quelle Vite spirituali, cooperanti con il Cristo, che attendono di soccorrere l’umanità.

Simboli religioniAttualmente i cristiani hanno le loro festività, i buddisti osservano le loro, l’Indù segue un altro elenco di giorni sacri, e così il mussulmano. Non sarebbe possibile che in futuro gli uomini, in qualsiasi luogo e di qualunque fede, osservino concordi i medesimi giorni sacri?
Ciò unificherebbe le risorse e le attività spirituali, e sarebbe un’invocazione simultanea. La sua potenza è certamente evidente. Tale avvenimento è possibile, e si può anche individuare il carattere di talune festività mondiali. Tre, ogni anno, si possono facilmente osservare all’unisono e con uniformità: cadono in tre mesi consecutivi e comportano pertanto uno sforzo prolungato, capace di influenzare tutto l’anno. Potrebbero unire spiritualmente i credenti d’Oriente e d’Occidente; esse esprimono la divinità manifesta tramite quel Centro ove la volontà di Dio è conosciuta, tramite la Gerarchia spirituale, che irradia l’amore di Dio, e tramite l’umanità, che coopera con intelligenza al piano di Dio, con amore e buona volontà.

1. La Pasqua.
È la festa del Cristo risorto, vivente, Capo della Gerarchia spirituale, Inauguratore del Regno di Dio, incarnazione del Suo amore. In questo giorno, la Gerarchia che Egli guida sarà riconosciuta universalmente, nella sua relazione con l’uomo, e percepito l’amore divino. Ovunque sarà invocato l’amore capace di dare resurrezione e vita spirituale.
Questa festa sarà sempre determinata dal primo plenilunio di primavera.
Gli occhi e i pensieri degli uomini saranno fissi sulla vita, non sulla morte: il Venerdì santo non avrà più molto rilievo.
La Pasqua sarà la grande festa dell’Occidente.

2. Il Wesak.
È la festa del Buddha, grande Intermediario spirituale fra il Centro dove si conosce la volontà di Dio e la Gerarchia spirituale. Egli esprime la volontà di Dio, incarna la Luce e indica lo scopo divino. Gli uomini evocheranno ovunque la saggezza, la comprensione e la luce.
Questa festa sarà determinata dal plenilunio in Taurus.
È la grande festività dell’Oriente, ma già viene osservata anche in Occidente.

3. La festa dell’Umanità. Sarà la festa dello spirito dell’umanità — che aspira ad avvicinarsi a Dio — che cerca di conformarsi al Suo volere, come insegnato dal Buddha, e sarà consacrato alla buona volontà, l’aspetto inferiore dell’amore, accentuato dal Cristo, che ne fu espressione perfetta. Segnerà il riconoscimento della natura divina nell’uomo, della sua capacità di usare la buona volontà e di stabilire giusti rapporti (grazie appunto alla sua divinità).
In ricorrenza di questa Festa, il Cristo ha rappresentato, per quasi duemila anni, l’umanità, presentandoSi alla Gerarchia come Dio uomo, guida del Suo popolo e “maggiore di una grande famiglia di fratelli”.
Sarà una festa d’invocazione e appello profondi; esprimerà l’aspirazione fondamentale alla fratellanza e all’unità umana e spirituale, indice dell’effetto sulla coscienza umana lasciato dall’opera del Buddha e del Cristo.
Sarà osservata al tempo del plenilunio in Gemini.

Se in questi giorni iniziali di restaurazione della civiltà e del mondo, gli uomini di tutte le religioni, di ogni culto e di ogni esoterismo osservassero queste tre grandi Feste di Invocazione simultaneamente, comprendendone le grandi implicazioni, si raggiungerebbe una forte unità spirituale; se invocassero concordi la Gerarchia spirituale, cercando il contatto cosciente con Colui che ne è a capo, grande sarebbe l’afflusso di luce e d’amore; se decidessero insieme, con costanza e comprensione, di avvicinarsi meglio al divino, chi potrebbe dubitare dei meravigliosi risultati? Non solo sarebbe raggiunta una concordanza basilare fra tutte le fedi, riconosciuta la fratellanza come realtà, e accettata l’unicità dell’origine, dello scopo e della vita, ma muterebbero tutta la vita e la civiltà, e il mondo spirituale diverrebbe reale nella coscienza umana.
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Fonte:
- Alice A. Bailey, I problemi dell'umanità, Editrice Nuova Era, Roma 1972, pag. 59-60

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sabato 25 dicembre 2010

Mantra del Sé


MANTRA DEL SE'


Più radioso del Sole

Più puro della neve

Più sottile dell'etere è il Sé

Lo Spirito entro di noi.

Noi siamo il Sé

Quel Sé siamo noi.


*


(A. A. Bailey, , Dall'intelletto all'intuizione, pag. 84)


lunedì 6 dicembre 2010

Sorella Morte § Introduzione

Laudato si' mi Signore,
per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po' skappare.Francesco d'Assisi

Il più rabbrividente dei mali, la morte, nulla è per noi; perché, quando noi siamo, la morte non è presente;
quando è presente la morte, allora noi non siamo.
Dunque, perché rabbrividire?
Epicuro di Samo, filosofo greco (341-270 a.C.)

I. PAURA. È una delle più consuete manifestazioni d’energia astrale; è prima nella lista, perché per la grande maggioranza rappresenta il Guardiano della Soglia e in ultima analisi è anche il male astrale fondamentale. Ogni essere umano sa cosa sia la paura e la gamma delle vibrazioni di paura si estende dalle paure istintive del selvaggio, basate sull’ignoranza delle leggi e delle forze della natura, sul suo terrore del buio e dell’ignoto, alle paure oggi prevalenti di perdere gli amici e i propri cari, la salute, il denaro, la popolarità, per giungere infine alle paure dell’aspirante, paura di non riuscire, paura radicata nel dubbio, paura dell’annullamento o annientamento finale, paura della morte (che egli ha in comune con tutti gli esseri umani), paura della grande illusione del piano astrale, della fantasmagoria della vita stessa e anche paura della solitudine sul Sentiero e persino paura della paura stessa. Questo elenco potrebbe essere esteso di molto, ma è sufficiente per indicare la prevalenza delle paure d’ogni genere.
[A.A.Bailey, Trattato di Magia Bianca, Editrice NUOVA ERA, Roma 1993,   pag. 138]
 
1. La paura della morte si basa:
    a) Sul terrore del processo finale del distacco al momento della morte.
    b) Sul terrore dell’ignoto e dell’indefinibile.
    c) Sul dubbio dell’immortalità.
    d) Sul dolore di lasciare i propri cari o di esserne lasciati.
    e) Su antiche reazioni a morti violente subite in passato, profondamente annidate nel subconscio.
    f) Sull’attaccamento alla vita della forma, perché la coscienza vi si è a lungo identificata.
   g) Su vecchi insegnamenti errati riguardo al paradiso e all’inferno, entrambi ugualmente sgraditi, come prospettiva, per certi tipi di persone.


    Parlo della morte conoscendo l’argomento sia dal lato dell’esperienza del mondo esterno che da quello dell’espressione della vita interiore: la morte non esiste. Come sapete, vi è l’ingresso ad una vita più piena. C’è libertà dagli ostacoli del veicolo carnale. Il tanto temuto processo di distacco non esiste, salvo nei casi di morte violenta e improvvisa e, anche allora, di veramente sgradevole c’è soltanto un istantaneo e opprimente senso di pericolo e di distruzione imminenti e una sensazione molto simile a una scossa elettrica. Null’altro.
- Per l’essere poco evoluto la morte è letteralmente sonno e oblio, poiché la mente non è sufficientemente sveglia per reagire e il serbatoio della memoria è ancora praticamente vuoto.
- Per il buon cittadino medio, con la morte il processo vitale continua nella sua coscienza e prosegue con gli interessi e le  tendenze della sua vita. La sua coscienza e il suo senso di consapevolezza rimangono invariati. Egli non avverte una grande differenza, ci si prende cura di lui e spesso egli non si rende conto di avere attraversato l’episodio della morte.
- Per i malvagi e crudelmente egoisti, per i criminali e quei pochi che vivono unicamente per ciò che è materiale si determina la condizione che definiamo "legato alla terra". I legami che hanno creato con la terra e la tendenza terrena di tutti i loro desideri li costringono a rimanere in prossimità della terra e della loro ultima residenza terrena. Essi, cercano disperatamente e con ogni mezzo possibile di ristabilire il contatto e rientrare. In qualche raro caso, un grande amore personale per coloro che sono stati lasciati o il fatto di non aver adempiuto un dovere riconosciuto e urgente trattiene anche esseri buoni e interiormente belli in una condizione quasi analoga.
- Per l’aspirante, la morte è l’accesso immediato ad una sfera di servizio e d’espressione alla quale è abituato e che riconosce subito come non nuova. Durante le ore di sonno egli ha sviluppato un campo di servizio attivo e di studio. Ora egli vi trascorre semplicemente tutte le ventiquattro ore (per usare il concetto di tempo terreno) invece delle consuete poche ore di sonno. Col passare del tempo e prima della fine del secolo, la morte sarà finalmente considerata inesistente, nel senso oggi inteso. La continuità di coscienza sarà così sviluppata e un così gran numero di uomini fra i più elevati agirà  simultaneamente nei due mondi, che i vecchi timori spariranno.
[A.A.Bailey, Trattato di Magia Bianca, Editrice NUOVA ERA, Roma 1993, pag. 139-140]
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Con questo post apriamo una nuova sezione, categoria, rubrica o argomento del blog che chiameremo: SORELLA MORTE. E' un soggetto molto delicato e viene spesso accuratamente evitato per i motivi descritti sopra. Noi, invece, vogliamo proporlo e trattarlo, perché la maggior parte dei problemi dell'umanità deriva dalla paura della morte e questa paura si supera, si vince con la conoscenza.
Prossimamente pubblicheremo un modello di Testamento biologico e, se si avvierà una nuova collaborazione, anche una proposta di come impostare i Nuovi Cimiteri. Pubblicheremo inoltre elenchi di libri sull'argomento e link con siti  e blog attinenti.
Siamo aperti a forme di collaborazione con chi pensa di dare un suo contributo a questo spinoso problema che penso bisogna portare avanti comunque, perché è necessario farlo.
Michy Ross
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