Stimoli per lo Sviluppo della Coscienza Umana. Cultura: Arte, Scienza, Religione. Corpo, Mente, Anima, Spirito. Inconscio, Supercosciente, Transpersonale. Psicosintesi, Psicoenergetica, PsicoQuantistica. Etica. Blog BioPsicoSpirituale di Salvatore Caruso Motta. .:. Agenzia WolFox .
domenica 16 ottobre 2016
La Coscienza è...
giovedì 10 marzo 2016
Prima di esercitare la propria autorità sugli altri, è necessario iniziare con un lavoro su se stessi.

giovedi 10 marzo 2016
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domenica 24 gennaio 2016
giovedì 7 gennaio 2016
Se semini, raccoglierai...

Se semini sorrisi, raccoglierai gioia.
Se semini gentilezza, raccoglierai amore.
Se semini curiosità, raccoglierai conoscenza.
Se semini comprensione, raccoglierai saggezza.
Se semini ideali, raccoglierai valori.
Se semini armonia, raccoglierai bellezza.
Se semini volontà, raccoglierai potere.
Se semini, raccoglierai...
sabato 26 aprile 2014
Ho sognato che l'umanità…

mercoledì 16 ottobre 2013
Inquinamento psichico

"Gli scienziati del mondo intero si mobilitano per allertare l’opinione pubblica sui pericoli che l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e della terra fa correre all’umanità.
Ma quanti pensano che anche nel mondo psichico si propagano fumi, gas di scarico e prodotti tossici che li stanno asfissiando?
Molte malattie attuali sono dovute non solo all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del cibo, ma anche all’inquinamento psichico.
Se l’atmosfera psichica nella quale siamo immersi non fosse tanto inquinata, sarebbe facile neutralizzare tutti i veleni esterni. Il male si trova anzitutto all’interno. Quando ci si sente interiormente forti e in armonia con se stessi e con gli altri, è come se si fosse attraversati da correnti di energie che respingono le impurità anche nel piano fisico, e l’organismo riesce a difendersi meglio."
Omraam Mikhaël Aïvanhov
domenica 3 marzo 2013
La via maestosa dell’impeccabilità (Le Passeur) (13)
D'accordo con Urantia Gaia pubblichiamo…
La via maestosa dell’impeccabilità (13)
Sei il centro di un asse cosmo-tellurico che ti attraversa e ti impregna in ogni momento. Contemporaneamente emittente e ricevitore, trasmuti l’energia che ti attraversa e questa trasmuta il tuo corpo fisico e i tuoi corpi sottili. Quando ti centri in te stesso, ti allinei in coscienza su questo asse e ricrei all’istante in te le condizioni dell’armonia. Condizioni da cui i tuoi poteri ti sono restituiti. Ne hai dunque, nella misura della salute dei tuoi corpi, tutto il potenziale. Ben poche persone sono consapevoli di ciò, e tra quelle che lo sanno, la maggior parte, per non dire la quasi totalità, sono limitate nell’esercizio di questo potenziale dalle proprie credenze.
Il tempo è giunto in cui queste credenze restrittive si stanno crepando, ciò ci porta per una breve esperienza su un nuovo terreno di gioco dove si tratterà di imparare rapidamente a discernere il giusto in mezzo alle dimensioni mescolate. Non so se l’apertura sarà graduale come l’ho è stata finora o se si farà più brutale, ma l’orologio cosmico gira e ci avviciniamo allo smistamento verso diverse realtà in cui ognuno vivrà la propria. E’ dunque importante ricentrarsi sui fondamentali.
La molteplicità delle informazioni di cui siamo abbeverati, rimesse in questione e le contraddizioni che inducono possono smarrire l’indeciso. Cercare in un primo tempo all’esterno il modo di riconnettere le proprie memorie è una tappa, ma persistere troppo in questa direzione conduce all’indecisione. E come l’indeciso può trovare il proprio cammino in questo caos informativo e disinformato che cresce con rumore intorno a noi? Ogni via intrapresa ci fa imparare qualcosa ed è il motivo per cui non ci sono cattive vie in sé, ma perché bisognerebbe cercare la luce nell’oscurità … dappertutto riempie lo spazio perché sta in noi. Se non la percepiamo, è solo perché non siamo dove il nostro io lo vorrebbe, ma lì in cui la nostra anima lo desidera, lì in cui abbiamo qualcosa da capire prima di ritrovare la chiarezza.
E’ questa terra di nessuno oscillante tra luce e oscurità che è la nostra terra di apprendistato e di sperimentazione, sii certo che non siamo qui contro la nostra volontà, ne abbiamo fatto la scelta per evolvere e per aiutare l’evoluzione di tutti. In ogni momento, ciò che superiamo come difficoltà, nell’apparente solitudine del nostro sforzo, l’offriamo in realtà in superamento a tutti. Niente di ciò che viviamo, niente di ciò che abbiamo vissuto di difficile prima, tra le mura inventate di un’ingiustizia illusoria, e che abbiamo sorpassato per risalire verso la luce della superficie, non è stato neppure un solo istante inutile o perso per il collettivo umano. Tutto è stato scrupolosamente osservato dai diversi aspetti del nostro essere multidimensionale e da quelli che ci accompagnano con benevolenza in quest’avventura. Perfino quelli che, meno benevoli, hanno contribuito all’esperienza con le loro parti ingrate, hanno visto e imparato sui livelli superiori del proprio essere qualcosa di essenziale alla propria evoluzione. Niente assolutamente niente, è stato inutile.
Per alcuni tra di voi che state leggendo queste linee, siete passati o siete sul punto di passare a uno stadio del risveglio che offre nuove difficoltà da illuminare. Come ciò è stato descritto nei precedenti articoli, c’è un momento in cui le percezioni si allargano. Le più comuni sono la percezione telepatica, poco sconvolgente, così come le percezioni chiaroveggente, molto più sconvolgenti per chi le vive per la prima volta. Ci sono diversi modi di reagire a questo, tutte nel rigetto o l’accettazione.
Da quello che non capisce ciò che gli succede e pensa a torto di perdere la ragione, a quello che prende tutto senza il minimo discernimento facendone la sua nuova verità, osserviamo un ventaglio di attitudini più o meno inspirate. L’inspirazione è appunto la parola chiave in questa storia. Chi ci inspira ciò che riceviamo e come saperlo? Ognuno avrà potuto constatare la profusione delle canalizzazioni (channeling) attraverso il mondo. I nomi degli esseri canalizzati sono sempre più prestigiosi e i linguaggi sempre più enfatici. Pochissimi provengono dai piani luminosi e la maggior parte dei “Channels” sono il gioco di esseri che popolano i piani intermediari. Dimentichiamo le imposture coscienti – quelle dei truffatori del New Age che sfruttano un filone – e concentriamoci sulle imposture inconsapevoli, le più numerose.
Siamo tipicamente lì nel caso di un’apertura delle percezioni che non hanno o non abbastanza chiamato il discernimento e la vigilanza. Alcuni ricevono le informazioni da questo canale da l’infanzia o l’adolescenza, età in cui la rimessa in questione di ciò che è il sé non è all’ordine del giorno, e hanno lasciato installarsi una comunicazione fino all’età adulta che è talmente messa a punto che non ha più chiamato la vigilanza necessaria. Altri hanno visto, a volte brutalmente, la propria percezione aprirsi al momento del risveglio e possono facilmente crederci “arrivati”. Quando si pensa essere in comunicazione diretta con Santa-Cosa o Maestro-Tale, l’ego fa presto a imballarti il regalo e te con lui. La questione è dunque lì: dove sta la tua vigilanza? Dove sta il tuo discernimento? L’ego, sempre lui, forte della novità sconvolgente che ti colpisce, ha bel gioco nel innescare sull’artificio spirituale senza lasciarti riprendere il tuo fiato. Una volta il “forcing” realizzato, il tradimento è imposto e ci vorrà una buona dose di luce personale per sorpassare la trappola e estrarsene. Come l’ho detto nel “il piccolo breviario dell’ego”, questa faccetta dell’io è quella che costruisce le prigioni le più solide. E’ che l’umiltà è spesso lontana da chi si è lasciato intrappolare cosi.
L’umiltà, è avere una visione di sé al di sopra dell’impegno permanente dell’essere in movimento nei meandri della sua incarnazione. E’ la comprensione nata dalla visione superiore dello Spirito sulla materia. Colui che vede dal cielo l’ombra che disegna sulla terra è cosciente dell’effimera illusione di cui si culla quando si limita a contemplarla dal suolo. Senza l’umiltà, l’essere si stanca nella lotta che gli darà la soddisfazione di vedere la sua ombra prendere più spazio al suolo. Il suo universo è limitato al potere che eserciterà nei muri della sua torre d’avorio personale. Nell’umiltà, non ricercherà questa lotta poiché ciò che proietta da sé, la sua ombra, lo sa, non le appartiene. E’ la frazione di un’opera più grande in cui trova la gioia di dare tutto il suo amore, qualsiasi sia il proprio compito. All’immagine di Thérèse de Lisieux, c’è gioia ad offrire tutto nel piccolo, lì dove altri nella visione dell’ego vedono soltanto sofferenza e umiliazione. Alla sua immagine, questo è grande al di là del teatro del mondo.
L’umiltà è il segno più lampante che l’ego ha trovato il suo giusto posto. E’ la chiave, il mezzo più sicuro di rimanere nella giustezza quando le percezioni si allargano e che iniziamo a “ricevere” delle informazioni da altri canali rispetto a quelli usuali. Molti dei “risvegliati” in questo caso si buttano a capo fitto mentre non hanno realizzato la guarigione dei disordini dell’ante-umano che sono stati fino a quel momento. Spesso non l’hanno neppure preso in considerazione. L’ego è allora al proprio agio per rivestire i vestiti di gala del “spirituale”. E’ cosi facile, nutrirsi del privilegio illusorio dell’eletto mentre si è soltanto il giocattolo di un cattivo collegamento.
L’allargamento delle percezioni è soltanto la conseguenza di un’apertura più grande al campo di coscienza unificato nel quale siamo immersi tutti quanti in ogni momento. Le circostanze – a cominciare dal nostro tasso di frequenza vibrazionale e quello della terra – permettono ora quest’apertura fino a lì graduale. Abbiamo in noi i mezzi naturali per rispondere a queste nuove circostanze, è la ragione per cui la percezione si allargherà per ognuno alle aure, alla telepatia, e alla visione di dimensioni fino a lì invisibili dalla maggior parte delle persone. Tutto ciò rappresenta una fonte di informazione importante che bisognerà integrare nella serenità.
Fino a lì, queste aperture erano rare, non riguardavano tutti, e coloro che ne erano i beneficiari potevano anche esserne i giocattoli. Innanzitutto perché il tasso vibrazionale globale era più basso e che le incursioni in dimensioni di vibrazioni più elevate rimanevano spesso abbastanza vicine dal nostro piano. Ciò che abbiamo chiamato l’astrale inferiore e che era il terreno di gioco favorito di entità poco evolute che si sono prese gioco di generazioni di medium, e continuano a giocare con la maggior parte di quelli che hanno barattato il nome di medium per quello di “channel”. Poiché anche se il tasso vibrazionale globale si alza e che le sue connessioni erratiche si faranno sempre più rare, non immaginate che ciò che è “altrove” sia molto diverso di ciò che è qui. Ci sono anche su altri piani degli esseri burloni, degli esseri manipolatori e altri francamente malevoli. Quando sintonizziamo delle frequenze di realtà diverse dalla nostra, si tocca ancora ciò che è in rapporto con ciò che “trasmettiamo”. Bisogna dunque prepararci a essere intoccabili.
Alcuni rari “canali” sono giusti, quelli che hanno fatto un sincero lavoro di guarigione e si sono sforzati in seguito di rimanere centrati. Ma tra quelli che canalizzano a tutto andare oggi, quanti tra di loro hanno accettato con umiltà di considerarsi come uno di noi e non al di sopra? I messaggi che questi trasmettono o le terapie che pensano di esercitare sono da prendere con la consapevolezza che non trasmettono così tante verità o veri insegnamenti, ma si mescolano a volte sottilmente, talvolta grossolanamente, degli elementi che allontanano il ricercatore dal proprio cammino di liberazione e lo riportano verso un’autorità da seguire.
Le cose sono complicate, poiché non c’è separazione tra l’ombra e la luce. Sul nostro piano di vita, i due aspetti convivono e tendono a unificarsi verso qualcosa di molto nuovo nell’universo. Ciò fa che esseri, il cui vestito è oscuro, sono a volte la via presa dalla luce. So che questi concetti, d’ombra e di luce possono sembrare “manichéens” ma è difficile essere più giusto e preciso con altri termini di quelli, che si rileverebbero nei fin dei conti restrittivi.
Ciò che conta quando desideriamo evolvere e non compiacersi nello stato fino a cui siamo potuti arrivare, è di rimettersi regolarmente in questione, di interrogarsi sulla giustezza di ciò che siamo, di sapere guardare con una grande onestà e sempre con un po’ di umorismo ciò che non è dritto, ciò che non è chiaro e ciò che questo rifletta. Poiché da queste vie si riversa tutto ciò che è in grado di rallentarci e di sviarci dalla nostra ascensione. E’ ciò che succede ai “channel” che non canalizzano piani molto luminosi ma che sono sinceramente persuasi del contrario. Questi non hanno fatto il lavoro di guarigione preliminare, non hanno la vigilanza di un deciframento onesto di loro stessi, e quelli che bevono le loro parole mancano di discernimento. Come sempre tutto è al suo posto tra fornitori e ricevitori fino nei giochi di potere e di sottomissione. Lì è la strada di quelli che hanno da capire che c’è in loro stessi qualcosa da guarire, ma lì non è quella del ricercatore sincero in cerca di giustezza e di verità.
Il discernimento è un’espressione di saggezza. La saggezza è la conoscenza, innanzitutto quella del cuore. Cosi il discernimento sembra difficile da esercitare per chi rimane nell’opacità dei suoi limiti del proprio ego – detto in un altro modo chi non ci vede ancora abbastanza chiaro perché non ha iniziato o non è stato abbastanza lontano nella propria disidentificazione dall’ego. Ma il discernimento diventa facile quando l’umiltà è al commando, segno che l’ego è ridiventato lo strumento necessario che è, e non il tiranno a cui abbiamo finito per identificarci nella sofferenza. E’ nell’umiltà che la visione dell’essere si allarga e questo diventa incompreso da quelli che vedono con un occhio ancora velato dall’illusione.
L’umile, perché ha saputo vedere chiaro in sé, si è naturalmente ricollegato con la propria essenza e vede chiaro negli altri. Il suo discernimento è affilato, la sua vigilanza è serena, la sua parola è giusta e amorevole e la visione delle “erranze” dell’umanità è sempre compassionevole poiché ne conosce le ragioni. Ci sono molte strade che portano alla conoscenza, ma non c’è alla fine altra soglia da varcare che quella dell’umiltà per acquisire la padronanza. E’ la porta aperta dell’impeccabilità. All’umile che coltiva l’intenzione di incarnare l’impeccabilità è dato molto per l’aiutare in questa direzione. Sii umile e presente, chiedi l’aiuto agli esseri di luce che ti accompagnano, la riceverai senza aspettare. In questa “êtreté” avrai sempre il presentimento di ciò che è giusto e di ciò che proviene dall’illusione. Lì è il discernimento, lì si spegne l’indecisione. Poiché è nell’umiltà che nasce l’impeccabilità.
Fraternamente,
© Il Traghettatore – 16.02.2012 – Tradotto da Stéphanie - Versione originale francese
> Altri articoli tradotti in italiano
http://www.urantia-gaia.info > La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione di non associarlo a fini commerciali, di rispettare l’integralità del testo e di citare la fonte.
À propos de Le Passeur
Nomade sur le chemin...domenica 3 febbraio 2013
Le famiglie di anime si posizionano (Le Passeur) (09)
D'accordo con Urantia-Gaia pubblichiamo...
Le famiglie di anime si posizionano

Queste aperture danno un colore che prefigura la natura del mondo diversificato, che sarà il nostro molto presto. Vivere al di fuori dalla quarantena che ci fu imposta significa non solo frequentare di nuovo collettivamente – e non solo in modo eccezionale – degli esseri e dei piani che non solo si armonizzeranno tra di loro, ma bisogna che l’uomo riprendi il pieno senso delle sue responsabilità di essere vivente che emette ininterrottamente delle energie, tra l’altro sotto forme di pensieri ed emozioni, che hanno un impatto su tutte le altre forme di vita e su ogni piano che ci sono legati su diversi livelli. E’ l’incoscienza di tutto ciò che ha reso necessaria finora la messa in quarantena del nostro mondo.domenica 7 ottobre 2012
Incarnare il frutto delle nostre stirpi (Le Passeur) (08)
Incarnare il frutto delle nostre stirpi
Ciò che conta è ciò che è nella vita.
E’ giusto con gli altri?
E’ onesto con se stesso e con gli altri?
E’ chiaro nel suo modo di essere?
Ha fatto lo sforzo di aguzzare la propria coscienza per capire le conseguenze dei suoi atti e delle sue parole? Quell’uomo lì presenta le caratteristiche di un essere che è stato in grado di evolvere nel corso delle sue incarnazioni, e grazie alla legge di risonanza vivrà piuttosto con facilità gli aspetti manifestati del grande cambiamento.
E dunque ha imparato una certa padronanza?
Esprime il cuore perché E’ nel cuore e non perché ha bisogno di compensare ciò che gli è mancato un tempo.
Detto in un altro modo, ha guarito le proprie ferite più profonde e dunque è stato in grado un giorno di guardarle dritto in faccia?
Costui è fra quelli che con la loro presenza e il loro esempio, più che con l’espressione, aiuteranno i precedenti a salire l’ultimo scalino dove consolideranno la propria autonomia. Il passaggio si farà in modo naturale, non perché c’è un giudizio divino, come tante religioni hanno mentito su questo argomento, ma perché ciò che porta in lui lo rende capace di ricevere ed integrare più luce ancora rispetto a quello precedente.
Adesso, stiamo per fare un salto luminoso ed è verso “un sole” che stiamo per girare i nostri sguardi. Che lo vogliamo o no, la nuova luce inonderà la terra la cui frequenza vibratoria si sarà alzata e stabilizzata al livello adeguato del nuovo scrigno che ha deciso di essere e di offrirci. E’ il gioiello magnifico del proprio scrigno e siamo gli invitati privilegiati che accoglie. Bisogna capire bene che non è un colpo di bacchetta magica che rivelerà tutto questo. La terra e tutto il sistema solare attraversano una zona del cosmo che è l’oceano in cui tutto è immerso in questa luce. Noi che viaggiamo sul vascello Urantia-Gaia abbiamo dunque approdato le periferie illuminate di questa zona, qualche anno fa, e il salto di cui parlo sarà dell’ordine della luce che scaturisce alla fine di un’eclisse. Si parla né più né meno di una trasmutazione. Dunque, questa luce sarà qui per tutti e ognuno riceverà ciò che è in grado di assorbire da questa energia colossale, ciò che avrà un po’ la funzione naturale di distribuire le destinazioni secondo ciò che ognuno può assimilare. Si capisce, una buona parte di quelli che non hanno fatto il necessario durante le proprie numerose vite per prepararsi a accogliere tale energia non la sopporteranno. Andranno quindi presto o tardi a completare la propria esperienza lì dove la propria vibrazione li porta, fino al giorno in cui al loro turno saranno pronti a evolvere col favore di un nuovo ciclo.
Non ho un’idea ben precisa di quello che sarà, e spero ancora che ciò che fu annunciato molto tempo fa e confermato diverse volte da allora non succederà. C’è urgenza ma sono certo che fino all’ultimo momento, prima che le lancette si posizionano facendo click sui quadranti del grande orologio cosmico, è ancora possibile cambiare anche solo un po’ l’ordine delle cose. Fino alla fine, le linee del tempo possono essere saltate individualmente e collettivamente. Ecco perché bisogna tuttora avere una fede creatrice in questa possibilità. Vedo troppi esseri in risveglio rallegrarsi di ogni nuova catastrofe naturale in cui vedono il segno del grande finimondo. Non è un’attitudine responsabile, non fa che contribuire alla confusione delle anime che la nutrono e alla paura di quelli che scoprono la situazione senza averne l’illuminazione.
Le parole veicolate dal “New Age” sono state spesso ingannatrici e non a caso. Si parla sempre di ascensione, ciò che alla fine rimanda sempre all’idea che si scala verso qualcosa di più alto, di più etereo. L’ascensione è soltanto quella della frequenza vibrazionale che si accorda (o si sintonizza) su una dimensione anch’essa più alta in frequenza. In realtà, nell’incarnazione, abbiamo a che fare con una discesa. Ai fianchi degli altri regni viventi di cui è la semplice natura, ogni artigiano della luce in questo mondo è il ripetitore della sostanza di energia che tira dall’alto al basso. Ognuno riceve e emette la propria firma energetica che è il frutto della sua storia e delle sue stirpi stellari che viene a incarnare qui. E’ dall’alto che portiamo in ogni cellula dei nostri corpi e di quello della terra una parte della luce che illuminerà il prossimo ciclo di Gaia e di tutto ciò che porterà in quel momento.POST RECENTI DA BLOG SELEZIONATI
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