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domenica 16 ottobre 2016

La Coscienza è...



La Coscienza è...
come una corda di violino 
tesa tra la materia e la spirito
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Foto di Simona Turiani

giovedì 10 marzo 2016

Prima di esercitare la propria autorità sugli altri, è necessario iniziare con un lavoro su se stessi.

http://www.prosveta.it/

giovedi 10 marzo 2016


« Prima di esercitare la propria autorità sugli altri, è necessario iniziare con un lavoro su se stessi. Quando un essere che prima di tutto ha lavorato sui propri figli (ossia le cellule del suo organismo) deve occuparsi di altri figli all’esterno – in quanto genitore, insegnante ecc. – o anche esercitare alcune responsabilità che gli conferiscono un’autorità su persone adulte, queste ultime rimangono colpite dalle sue parole e dai suoi gesti per il loro accento di autenticità. Coloro che egli istruisce, educa o dirige, sentono che quell'essere non sta recitando una parte, ma che è interamente calato sia in quel che dice sia in quel che fa. Ecco perché la sua presenza è magica ed egli ottiene dei risultati. I suoi abitanti, dentro di lui, lo sostengono e gli danno forza, perché egli si è abituato da molto tempo a lavorare in un’unica direzione: il bene, la luce.
Un essere possiede vera autorità solo quando da tutte le sue cellule si sprigiona qualcosa di unificato e armonizzato. Altrimenti, la parte che parla fa udire un certo suono, ma tutto il resto della persona grida il contrario, e gli altri, che lo percepiscono, non possono prenderlo sul serio. »


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giovedì 7 gennaio 2016

Se semini, raccoglierai...





Se semini lavoro, raccoglierai benessere. 

Se semini sorrisi, raccoglierai gioia.

Se semini gentilezza, raccoglierai amore.

Se semini curiosità, raccoglierai conoscenza.

Se semini comprensione, raccoglierai saggezza.

Se semini ideali, raccoglierai valori.

Se semini armonia, raccoglierai bellezza.

Se semini volontà, raccoglierai potere.

Se semini, raccoglierai... 


 .:. Resalvato  


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sabato 26 aprile 2014

Ho sognato che l'umanità…


 

Ho sognato che l'umanità 
si dava da fare per vivere in Armonia
con la Natura e con l'Universo...

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Fonte immagine: www.atahayurveda.it

mercoledì 16 ottobre 2013

Inquinamento psichico

"Gli scienziati del mondo intero si mobilitano per allertare l’opinione pubblica sui pericoli che l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e della terra fa correre all’umanità.

Ma quanti pensano che anche nel mondo psichico si propagano fumi, gas di scarico e prodotti tossici che li stanno asfissiando?

Molte malattie attuali sono dovute non solo all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del cibo, ma anche all’inquinamento psichico.


Se l’atmosfera psichica nella quale siamo immersi non fosse tanto inquinata, sarebbe facile neutralizzare tutti i veleni esterni. Il male si trova anzitutto all’interno. Quando ci si sente interiormente forti e in armonia con se stessi e con gli altri, è come se si fosse attraversati da correnti di energie che respingono le impurità anche nel piano fisico, e l’organismo riesce a difendersi meglio."

Omraam Mikhaël Aïvanhov

domenica 3 marzo 2013

La via maestosa dell’impeccabilità (Le Passeur) (13)

D'accordo con Urantia Gaia pubblichiamo…

La via maestosa dell’impeccabilità (13)

Dal traghettatore.

Sei il centro di un asse cosmo-tellurico che ti attraversa e ti impregna in ogni momento. Contemporaneamente emittente e ricevitore, trasmuti l’energia che ti attraversa e questa trasmuta il tuo corpo fisico e i tuoi corpi sottili. Quando ti centri in te stesso, ti allinei in coscienza su questo asse e ricrei all’istante in te le condizioni dell’armonia. Condizioni da cui i tuoi poteri ti sono restituiti. Ne hai dunque, nella misura della salute dei tuoi corpi, tutto il potenziale. Ben poche persone sono consapevoli di ciò, e tra quelle che lo sanno, la maggior parte, per non dire la quasi totalità, sono limitate nell’esercizio di questo potenziale dalle proprie credenze.

Il tempo è giunto in cui queste credenze restrittive si stanno crepando, ciò ci porta per una breve esperienza su un nuovo terreno di gioco dove si tratterà di imparare rapidamente a discernere il giusto in mezzo alle dimensioni mescolate. Non so se l’apertura sarà graduale come l’ho è stata finora o se si farà più brutale, ma l’orologio cosmico gira e ci avviciniamo allo smistamento verso diverse realtà in cui ognuno vivrà la propria. E’ dunque importante  ricentrarsi sui fondamentali.

La molteplicità delle informazioni di cui siamo abbeverati, rimesse in questione e le contraddizioni che inducono possono smarrire l’indeciso. Cercare in un primo tempo all’esterno il modo di riconnettere le proprie memorie è una tappa, ma persistere troppo in questa direzione conduce all’indecisione. E come l’indeciso può trovare il proprio cammino in questo caos informativo e disinformato che cresce con rumore intorno a noi? Ogni via intrapresa ci fa imparare qualcosa ed è il motivo per cui non ci sono cattive vie in sé, ma perché bisognerebbe cercare la luce nell’oscurità … dappertutto riempie lo spazio perché sta in noi. Se non la percepiamo, è solo perché non siamo dove il nostro io lo vorrebbe, ma lì  in cui la nostra anima lo desidera, lì in cui abbiamo qualcosa da capire prima di ritrovare la chiarezza.

E’ questa terra di nessuno oscillante tra luce e oscurità che è la nostra terra di apprendistato e di sperimentazione, sii certo che non siamo qui contro la nostra volontà, ne abbiamo fatto la scelta per evolvere e per aiutare l’evoluzione di tutti. In ogni momento, ciò che superiamo come difficoltà, nell’apparente solitudine del nostro sforzo, l’offriamo in realtà in superamento a tutti. Niente di ciò che viviamo, niente di ciò che abbiamo vissuto di difficile prima, tra le mura inventate di un’ingiustizia illusoria, e che abbiamo sorpassato per risalire verso la luce della superficie, non è stato neppure un solo istante inutile o perso per il collettivo umano. Tutto è stato scrupolosamente osservato dai diversi aspetti del nostro essere multidimensionale e da quelli che ci accompagnano con benevolenza in quest’avventura.   Perfino quelli che, meno benevoli, hanno contribuito all’esperienza con le loro parti ingrate, hanno visto e imparato sui livelli superiori del proprio essere qualcosa di essenziale alla propria evoluzione. Niente assolutamente niente, è stato inutile.

Per alcuni tra di voi che state leggendo queste linee, siete passati o siete sul punto di passare a uno stadio del risveglio che offre nuove difficoltà da illuminare. Come ciò è stato descritto nei precedenti articoli, c’è un momento in cui le percezioni si allargano. Le più comuni sono la percezione telepatica, poco sconvolgente, così come  le percezioni chiaroveggente, molto più sconvolgenti per chi le vive per la prima volta. Ci sono diversi modi di reagire a questo, tutte nel rigetto o l’accettazione.

Da quello che non capisce ciò che gli succede e pensa a torto di perdere la ragione, a quello che prende tutto senza il minimo discernimento facendone la sua nuova verità, osserviamo un ventaglio di attitudini più o meno inspirate. L’inspirazione è appunto la parola chiave in questa storia. Chi ci inspira ciò che riceviamo e come saperlo? Ognuno avrà potuto constatare la profusione delle canalizzazioni (channeling) attraverso il mondo. I nomi degli esseri canalizzati sono sempre più prestigiosi e i linguaggi sempre più enfatici. Pochissimi provengono dai piani luminosi e la maggior parte dei “Channels” sono il gioco di esseri che popolano i piani intermediari. Dimentichiamo le imposture coscienti – quelle dei truffatori del New Age che sfruttano un filone – e concentriamoci sulle imposture inconsapevoli, le più numerose.

Siamo tipicamente lì nel caso di un’apertura delle percezioni che non hanno o non abbastanza chiamato il discernimento e la vigilanza. Alcuni ricevono le informazioni da questo canale da l’infanzia o l’adolescenza, età in cui la rimessa in questione di ciò che è  il sé non è all’ordine del giorno, e hanno lasciato installarsi una comunicazione fino all’età adulta che è talmente messa a punto che non ha più chiamato la vigilanza necessaria. Altri hanno visto, a volte brutalmente, la propria percezione aprirsi al momento del risveglio e possono facilmente crederci “arrivati”. Quando si pensa essere in comunicazione diretta con Santa-Cosa o Maestro-Tale, l’ego fa presto a imballarti il regalo e te con lui. La questione è dunque lì: dove sta la tua vigilanza? Dove sta il tuo discernimento? L’ego, sempre lui, forte della novità sconvolgente che ti colpisce, ha bel gioco nel innescare sull’artificio  spirituale senza lasciarti riprendere il tuo fiato. Una volta il “forcing” realizzato, il tradimento è imposto e ci vorrà una buona dose di luce personale per sorpassare la trappola e estrarsene. Come l’ho detto nel “il piccolo breviario dell’ego”, questa faccetta dell’io è quella che costruisce le prigioni le più solide. E’ che l’umiltà è spesso lontana da chi  si è lasciato intrappolare cosi.

L’umiltà, è avere una visione di sé al di sopra dell’impegno permanente dell’essere in movimento nei meandri della sua incarnazione. E’ la comprensione nata dalla visione superiore dello Spirito sulla materia. Colui che vede dal cielo l’ombra che disegna sulla terra è cosciente dell’effimera illusione di cui si culla quando si limita a contemplarla dal suolo. Senza l’umiltà, l’essere si stanca nella lotta che gli darà la soddisfazione di vedere la sua ombra prendere più spazio al suolo. Il suo universo è limitato al potere che eserciterà nei muri della sua torre d’avorio personale. Nell’umiltà, non ricercherà questa lotta poiché ciò che proietta da sé, la sua ombra, lo sa, non le appartiene. E’ la frazione di un’opera più grande in cui  trova la gioia di dare tutto il suo amore, qualsiasi sia il proprio compito. All’immagine di Thérèse de Lisieux, c’è gioia ad offrire tutto nel piccolo, lì dove altri nella visione dell’ego vedono soltanto sofferenza e umiliazione. Alla sua immagine, questo è grande al di là del teatro del mondo.

L’umiltà è il segno più lampante che l’ego ha trovato il suo giusto posto. E’ la chiave, il mezzo più sicuro di rimanere nella giustezza quando le percezioni si allargano e che iniziamo a “ricevere”  delle informazioni da altri canali rispetto a quelli usuali. Molti dei “risvegliati” in questo caso si buttano a capo fitto mentre non hanno realizzato la guarigione dei  disordini dell’ante-umano che sono stati fino a quel momento. Spesso non l’hanno neppure preso in considerazione. L’ego è allora al proprio agio per rivestire i vestiti di gala del “spirituale”. E’ cosi facile,  nutrirsi del privilegio  illusorio  dell’eletto mentre si è soltanto il giocattolo di un cattivo collegamento.

L’allargamento delle percezioni è soltanto la conseguenza di un’apertura più grande al campo di coscienza unificato nel quale siamo immersi tutti quanti in ogni momento. Le circostanze – a cominciare dal nostro tasso di frequenza vibrazionale e quello della terra – permettono ora quest’apertura fino a lì graduale. Abbiamo in noi i mezzi naturali per rispondere a queste nuove circostanze, è la ragione per cui la percezione si allargherà per ognuno alle aure, alla telepatia, e alla visione di dimensioni fino a lì invisibili dalla maggior parte delle persone. Tutto ciò rappresenta una fonte di informazione importante che bisognerà integrare nella serenità.

Fino a lì, queste aperture erano rare, non riguardavano tutti, e coloro che ne erano i beneficiari potevano anche esserne i giocattoli. Innanzitutto perché il tasso vibrazionale globale era più basso e che le incursioni in dimensioni di vibrazioni più elevate rimanevano spesso abbastanza vicine dal nostro piano. Ciò che abbiamo chiamato l’astrale inferiore e che era il terreno di gioco favorito di entità poco evolute che si sono prese gioco di generazioni di medium, e continuano a giocare con la maggior parte di quelli che hanno barattato il nome di medium per quello di “channel”.  Poiché anche se il tasso vibrazionale globale si alza e che le sue connessioni erratiche si faranno sempre più rare, non immaginate che ciò che è “altrove” sia molto diverso di ciò che è qui. Ci sono anche su altri piani degli esseri burloni, degli esseri manipolatori e altri francamente malevoli. Quando sintonizziamo delle frequenze di realtà diverse dalla nostra, si tocca ancora ciò che è in rapporto con ciò che “trasmettiamo”. Bisogna dunque prepararci a essere intoccabili.

Alcuni rari “canali” sono giusti, quelli che hanno fatto un sincero lavoro di guarigione e si sono sforzati in seguito di rimanere centrati. Ma tra quelli che canalizzano a tutto andare oggi, quanti tra di loro hanno accettato con umiltà di considerarsi come uno di noi e non al di sopra? I messaggi che questi trasmettono o le terapie che pensano di esercitare sono da prendere con la consapevolezza che non trasmettono così tante verità o veri insegnamenti, ma si mescolano a volte sottilmente, talvolta grossolanamente, degli elementi che allontanano il ricercatore dal proprio cammino di liberazione e lo riportano verso un’autorità da seguire.

Le cose sono complicate, poiché non c’è separazione tra l’ombra e la luce. Sul nostro piano di vita, i due aspetti convivono e tendono a unificarsi verso qualcosa di molto nuovo nell’universo. Ciò fa che esseri, il cui vestito è oscuro, sono a volte la via presa dalla luce. So che questi concetti, d’ombra e di luce possono sembrare “manichéens”  ma è difficile essere più giusto e preciso con altri termini di quelli, che si rileverebbero nei fin dei conti restrittivi.

Ciò che conta quando desideriamo evolvere e non compiacersi nello stato fino a cui siamo potuti arrivare, è di rimettersi regolarmente in questione, di interrogarsi sulla giustezza di ciò che siamo, di sapere guardare con una grande onestà e sempre con un po’ di umorismo ciò che non è dritto, ciò che non è chiaro e ciò che questo rifletta. Poiché da queste vie si riversa tutto ciò che è in grado di rallentarci e di sviarci dalla nostra ascensione. E’ ciò che succede ai “channel” che non canalizzano piani molto luminosi ma che sono sinceramente persuasi del contrario. Questi  non hanno fatto il lavoro di guarigione preliminare, non hanno la vigilanza di un deciframento onesto di loro stessi, e quelli che bevono le loro parole mancano di discernimento. Come sempre tutto è al suo posto tra fornitori e ricevitori fino nei giochi di potere e di sottomissione. Lì è la strada di quelli che hanno da capire che c’è in loro stessi qualcosa da guarire, ma lì non è quella del ricercatore sincero in cerca di giustezza e di verità.

Il discernimento è un’espressione di saggezza. La saggezza è la conoscenza, innanzitutto quella del cuore. Cosi il discernimento sembra difficile da esercitare per chi rimane nell’opacità dei suoi limiti del proprio ego – detto in un altro modo chi non ci vede ancora abbastanza chiaro perché  non ha iniziato o non è stato abbastanza lontano nella propria disidentificazione dall’ego. Ma il discernimento diventa facile quando l’umiltà è al commando, segno che l’ego è ridiventato lo strumento necessario che è, e non il tiranno a cui abbiamo finito per identificarci nella sofferenza. E’ nell’umiltà che la visione dell’essere si allarga e questo  diventa incompreso da quelli che vedono con un occhio ancora velato dall’illusione.

L’umile, perché ha saputo vedere chiaro in sé, si è naturalmente ricollegato con la propria essenza e vede chiaro negli altri. Il suo discernimento è affilato, la sua vigilanza è serena, la sua parola è giusta e amorevole e la visione delle “erranze” dell’umanità è sempre compassionevole poiché ne conosce le ragioni. Ci sono molte strade che portano alla conoscenza, ma non c’è alla fine altra soglia da varcare che quella dell’umiltà per acquisire la padronanza. E’ la porta aperta dell’impeccabilità. All’umile che coltiva l’intenzione di incarnare l’impeccabilità è dato molto per l’aiutare in questa direzione. Sii umile e presente, chiedi l’aiuto agli esseri di luce che ti accompagnano, la riceverai senza aspettare. In questa “êtreté” avrai sempre il presentimento di ciò che è giusto e di ciò che proviene dall’illusione. Lì è il discernimento, lì si spegne l’indecisione. Poiché è nell’umiltà che nasce l’impeccabilità.

Fraternamente,

© Il Traghettatore – 16.02.2012 – Tradotto da Stéphanie - Versione originale francese

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À propos de Le Passeur

Nomade sur le chemin...

domenica 3 febbraio 2013

Le famiglie di anime si posizionano (Le Passeur) (09)

D'accordo con Urantia-Gaia pubblichiamo...

Le famiglie di anime si posizionano

Dal Traghettatore (Le Passeur).
Per molti di coloro che si sono risvegliati in questi ultimi anni o in questi ultimi mesi e che hanno affrontato un sincero lavoro di guarigione dal proprio ego, due delle leggi naturali di armonia, la sincronicità e l’abbondanza, si applicano con un’accelerazione constante che ha fatto un salto in avanti queste ultime settimane. Quelli avranno notato fino a che punto i desideri formulati in sé trovano una risposta sempre più rapida e a che punto le sincronicità si moltiplicano, specialmente per quanto riguarda gli incontri  fatti  e le informazioni che li raggiungono. Le famiglie di anime si completano ogni giorno un po’ di più, nella semplicità di ritrovi gioiosi, senza bisogno di fare molto ne di organizzare delle comunità. I tempi sono cambiati,  ciò che importa, è che la connessione inizi di nuovo sul piano terrestre tra le anime, che il legame fisico nell’incarnazione sia stato ristabilito.
E’ una vera rete energetica che si crea tra gli esseri, ognuno di loro ha il proprio posto geografico da qualche parte. Questa “rilegatura” è importante. Abbiate spesso nel cuore e nei vostri pensieri coloro che rivedete come sempre conosciuti, poiché sono loro che avete incrociato dopo tante vite. Questo mantiene in coscienza una rete sui piani sottili, che ha la sua importanza nello scenario in gioco.
E’ importante essere molto attenti ai segni che ci circondano e contribuiscono a informarci personalmente. I diversi piani si avvicinano, ciò significa che le dimensioni stanno per compenetrarsi sempre di più, ciò crea intorno a noi delle aperture discrete la maggior parte del tempo, sono tanti accessi ai livelli di informazioni inusuali. Questa discrezione implica un’attenzione particolare, ma chiunque è attento non può ignorare queste aperture, anche se si avverano  talvolta molto fugacemente. Ma mano che passeranno i mesi, c’è da scommettere che l’accesso a questi piani si stabilizzerà e sarà molto più evidente per un numero maggiore di persone. Queste aperture sono l’espressione della multidimensionalità di cui abbiamo spesso parlato e verrà un momento in cui realizzeremo con stupore con quali parti (al plurale) giochiamo, in parallelo su alcuni di questi piani.
E’ ovviamente una percezione che turberà profondamente quelli che non hanno la minima idea di ciò che significa e non sono familiarizzati neppure soltanto con l’idea dell’esistenza di questi altri livelli di realtà. L’esperienza potrà essere traumatizzante per loro e provocare un numero alto di “menti che vanno in tilt”. Rassicurare sarà la parola d’ordine e l’esempio di qualcuno di sereno, in questa nuova percezione della realtà, sarà un balsamo per gli esseri disorientati.
Queste aperture danno un colore che prefigura la natura del mondo diversificato, che sarà il nostro molto presto. Vivere al di fuori dalla quarantena che ci fu imposta significa non solo frequentare di nuovo collettivamente – e non solo in modo eccezionale – degli esseri e dei piani che non solo si armonizzeranno tra di loro, ma bisogna che l’uomo riprendi il pieno senso delle sue responsabilità di essere vivente che emette ininterrottamente delle energie, tra l’altro sotto forme di pensieri ed emozioni, che hanno un impatto su tutte le altre forme di vita e su ogni piano che ci sono legati su diversi livelli. E’  l’incoscienza di tutto ciò che ha reso necessaria finora la messa in quarantena del nostro mondo.
Dall’incoscienza del giovane cane pazzo che rovescia tutto ciò che incontra sul suo passaggio, stiamo per passare alla coscienza vasta del nostro ambiente grazie a una percezione aumentata di quest’ultimo e alla conoscenza delle leggi fondamentali che dirigono la vita nell’universo. Molto semplicemente ci  sottometteremo poiché sapremo  profondamente che sono giuste e piene di amore. Sarà l’inizio di una saggezza che ci è mancata a lungo.
Nel frattempo, l’onda che sta arrivando deve liberare un mondo per permette che ne nasca uno nuovo, non può essere diversamente. Come l’ho detto in un precedente articolo, niente si costruirà sulle ceneri del vecchio mondo. Nelle strutture, ciò che sarà stato cancellato lo sarà perché non sarà in grado di adattarsi a ciò che viene, ciò che non sarà cancellato avrà la capacità di adattarsi e di evolvere. Lo stesso, per gli esseri umani, quelli la cui vibrazione non può adattarsi, partiranno. Per essere chiaro, queste partenze corrispondono al desiderio delle anime di reincarnarsi in condizioni pressappoco simili a quelle della terra, che avranno lasciato per completare la propria esperienza, certe in mondi di dualità, altre nei mondi unificati ma con vibrazioni più basse di quelle della nuova terra. In ogni modo, presto o tardi, ognuno evolve risalendo verso la fonte come il salmone nel torrente. E’ il grande mistero della vita, possa rimanere tale.
Non pensate che su sette miliardi di esseri umani, non ce ne siano che abbiano fatto altre scelte delle vostre. E’ logico e non aiuterà nessuno aggiungere del pathos alla situazione, quando arriverà il momento di constatare delle onde di partenze importanti. Una volta che le scelte sono state fate al livello dell’anima dei destini da seguire durante la transizione, sono stati decisi da ognuno secondo ciò che c’è di meglio per la propria evoluzione personale. E’ ciò che non bisogna perdere di vista. Se ci sono lacrime, che siano illuminate dalla coscienza di tutto ciò e dalla certezza che quelli che hanno delle affinità, si rivedranno molto presto, in un’altra maniera e con un altro livello di coscienza.
Per quanto riguarda Gaia non sarà mai più ciò che è stata durante questa lunga età delle tenebre vissuta al nostro fianco, la cosmogonia indiana la nomina il “Kali Yuga”. L’avvento di un’età d’oro è un evento considerevole di cui non ci è tuttora possibile capire la giusta misura. Tutt’al più, negli istanti di percezione privilegiata, c’è in fondo al nostro cuore il profumo discreto di una vecchia memoria che ci ricorda in un modo sottile cose già vissute durante questi tempi di felicità. Questo lontano profumo ha tuttavia il potere di placare in un modo potente i nostri cuori. Immaginate un po’ ciò che sarà la piena coscienza ritrovata in quest’Eldorado.
I tempi a venire saranno fonte di elettroshock nell’umanità incosciente, soprattutto non versate nell’idea diffusa dalle religioni di un qualsiasi castigo. Ciò che sopraggiungerà sarà il frutto della legge della risonanza e nient’altro. All’ora del punto zero degli orologi, le energie emesse dall’insieme dell’umanità tornano come un boomerang. In mezzo al collettivo, ciò che ognuno è oggi determinerà la forza e la qualità di energia che riceverà. Come è stato detto e ridetto più volte, ognuno andrà dove lo porta la propria vibrazione e tutto sarà giusto così. Questi shock non genereranno soltanto paura, avranno innanzitutto la capacità di innescare una presa di coscienza. Ed è ciò che sarà per molti indecisi. Bellissime cose si profilano all’orizzonte di questo breve periodo in cui tutto vacillerà. Aprite le braccia con leggerezza e trovate il vostro equilibrio naturale senza timore di cadere. Sapete ciò che va via, sapete ciò che arriva e sapete che ne fate parte dall’inizio alla fine.
Fraternamente,
© Il Traghettatore – 07.09.2011 – Tradotto da Stéphanie - Versione originale francese
http://www.urantia-gaia.info > La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione di non associarlo a fini commerciali, di rispettare l’integralità del testo e di citare la fonte.

domenica 7 ottobre 2012

Incarnare il frutto delle nostre stirpi (Le Passeur) (08)


D'accordo con Urantia-Gaia pubblichiamo...

Incarnare il frutto delle nostre stirpi

Dal Traghettatore (Le Passeur).
La coscienza che si risveglia è il frutto più bello nell’uomo dell’influenza del nuovo ciclo cosmico. Sebbene riguardi tutti, senza nessuna eccezione, non è, in alcun caso, vissuto e fecondato allo stesso modo da ognuno di noi. Il risveglio è totalmente in funzione di ciò che è l’essere,  lui stesso è la somma di tutto ciò che ha integrato o no, nel corso delle sue numerose esperienze di vita, durante la storia delle sue incarnazioni nel ciclo terrestre che si sta concludendo. Poco importa la coscienza spirituale che possa ostentare l’essere, la natura delle sue credenze, del suo mestiere, delle sue fonti di interessi, o della sua “intelligenza” secondo quelli che considerano in modo restrittivo l’intelligenza in funzione ad una semplice e ridicola misura del quoziente intellettuale.
Ciò che conta è ciò che è nella vita.
E’ giusto con gli altri?
E’ onesto con se stesso e con gli altri?
E’ chiaro nel suo modo di essere?
Ha fatto lo sforzo di aguzzare la propria coscienza per capire le conseguenze dei suoi atti e delle sue parole?
Quell’uomo lì presenta le caratteristiche di un essere che è stato in grado di evolvere nel corso delle sue incarnazioni, e grazie alla legge di risonanza  vivrà piuttosto con facilità gli aspetti manifestati del grande cambiamento.
Uno scalino ancora più avanti, l’uomo è consapevole della natura influente dei propri pensieri e delle proprie emozioni?
E dunque ha imparato una certa padronanza?
Esprime il cuore perché E’ nel cuore e non perché ha bisogno di compensare ciò che gli è mancato un tempo.
Detto in un altro modo, ha guarito le proprie ferite più profonde e dunque è stato in grado un giorno di guardarle dritto in faccia?
Costui è fra quelli che con la loro presenza e il loro esempio, più che con l’espressione, aiuteranno i precedenti a salire l’ultimo scalino dove consolideranno la propria autonomia. Il passaggio si farà in modo naturale, non perché c’è un giudizio divino, come tante religioni hanno mentito su questo argomento, ma perché ciò che porta in lui lo rende capace di ricevere ed integrare più luce ancora rispetto a quello precedente.
Prendiamo per semplificare la decisione di chiamare “luce” la nuova energia in cui stiamo entrando. Abbiamo vissuto finora con una piccola lampadina di 3 watt per illuminare le nostre vite e da qualche anno l’intensità della luce è aumentata progressivamente fino ai 30 watt attuali. Era in qualche modo un approccio “con le buone” per darci il tempo di abituare i nostri sguardi a più luce e scoprire un po’ della caverna. Certi si sono preparati a ricevere di più essendo consapevoli del cambiamento, avendo alzato la testa per vedere più lontano grazie a questa luce aumentata e sono diventati così consapevoli di ciò che non vedevano fino a lì. Altri hanno mantenuto la testa bassa, gli occhi inchiodati a “raso terra” sulle routine di cui godono o di cui soffrono senza riuscire a rivelare i segni di un cambio salvatore. Questi sono i più numerosi.
Adesso, stiamo per fare un salto luminoso ed è verso “un sole” che stiamo per girare i nostri sguardi. Che lo vogliamo o no, la nuova luce inonderà la terra la cui frequenza vibratoria si sarà alzata e stabilizzata al livello adeguato del nuovo scrigno che ha deciso di essere e di offrirci. E’ il gioiello magnifico del proprio scrigno e siamo gli invitati privilegiati che accoglie. Bisogna capire bene che non è un colpo di bacchetta magica che rivelerà tutto questo. La terra e tutto il sistema solare attraversano una zona del cosmo che è l’oceano in cui tutto è immerso in questa luce. Noi che viaggiamo sul vascello Urantia-Gaia abbiamo dunque approdato le periferie illuminate di questa zona, qualche anno fa, e il salto di cui parlo sarà dell’ordine della luce che scaturisce alla fine di un’eclisse. Si parla né più né meno di una trasmutazione.  Dunque, questa luce sarà qui per tutti e ognuno riceverà ciò che è in grado di assorbire da questa energia colossale, ciò che avrà un po’ la funzione naturale di distribuire le destinazioni secondo ciò che ognuno può assimilare. Si capisce, una buona parte di quelli che non hanno fatto il necessario durante le proprie numerose vite per prepararsi a accogliere tale energia non la sopporteranno. Andranno quindi presto o tardi a  completare la propria esperienza lì dove la propria vibrazione li porta, fino al giorno in cui al loro turno saranno pronti a evolvere col favore di un nuovo ciclo.
Nel frattempo, quelli che vogliono ancora oscurare tutto quaggiù e gli incoscienti che servono i loro interessi, per avidità o per indifferenza, proseguono la distruzione metodica della terra. Non faremo l’inventario, ci vorrebbe una vita, ma mentre in un grande silenzio mediatico la contaminazione nucleare venuta dal Giappone e l’inquinamento petrolifero dal golfo del Messico vanno avanti, una moltitudine di zone di inquinamento e di distruzioni intensive brulicano un po’ dappertutto sopra e sotto la superficie di Gaia.  E’ così da più di un secolo e l’impresa di sabotaggio diventata metodica e crescente in questi ultimi decenni è ora demenziale. Bisogna vedere con lucidità che la maggior parte degli esseri umani se ne disinteressa, dal momento che siano in grado di consumare l’energia necessaria al superfluo che decora le loro esistenze.  E’ un fatto, e ci sono delle conseguenze. Questa incoscienza e questa indifferenza alle leggi di armonia che prevalgono nei mondi evoluti fanno che all’ora in cui una nuova energia di vita sostituisce la vecchia,  l’ante-umanità dovrà in una maniera o nell’altra conoscere un riequilibrio della bilancia. Tutto ciò è affare di equilibrio delle energie in gioco, in nessun caso di morale e ancora meno di castigo. Tutt’al più la morale è in questo senso il riflesso della legge universale tradita.
Ci sono diversi modi di riequilibrare i meccanismi di scambi tra i regni viventi tra cui il pianeta, in quanto entità, non è il minore. L’uomo, già, può diventare consapevole e cambiare attitudine. E’ ciò che sta accadendo, ma purtroppo non per la maggior parte e con un ritmo troppo lento per bastare a che tutto si svolga con dolcezza, prima del grande salto programmato. Gaia invece è lei stessa maestra a bordo e sta manovrando. Tenendo conto dell’ambiente generale e delle enormi eggregore negative accumulate dall’umanità nei suoi strati aerei e sotterranei, le valvole abituali probabilmente non basteranno, ed è molto probabile che dovrà aggiustare le energie in maniera più drastica.
Non ho un’idea ben precisa di quello che sarà, e spero ancora che ciò che fu annunciato molto tempo fa e confermato diverse volte da allora non succederà. C’è urgenza ma sono certo che fino all’ultimo momento, prima che le lancette si posizionano facendo click sui quadranti del grande orologio cosmico, è ancora possibile cambiare anche solo un po’ l’ordine delle cose. Fino alla fine, le linee del tempo possono essere saltate individualmente e collettivamente. Ecco perché bisogna tuttora avere una fede creatrice  in questa possibilità. Vedo troppi esseri in risveglio rallegrarsi di ogni nuova catastrofe naturale in cui vedono il segno del grande finimondo. Non è un’attitudine responsabile, non fa che contribuire alla confusione delle anime che la nutrono e alla paura di quelli che scoprono la situazione senza averne l’illuminazione.
Invece di aspettare il cataclisma maggiore che verrà contando ogni giorno i punti, è senza alcun dubbio più costruttivo girarsi in sé verso il mondo della pace e dell’armonia che si spera vedere sorgere dalla luce, ancorandola in ogni istante del suo quotidiano, attraverso lo sguardo che portiamo su tutto e le mani che ci posiamo con amore. Non basta proclamare ciò che si vuole, bisogna vederlo realizzato e sostenerne con perseveranza l’intenzione. Qualsiasi cosa sia, fate tutto quello che fate amando ciò che fate, e qualcosa d’immenso arriverà in voi e per tutti. Forse non è troppo tardi per addolcire la transizione collettiva.
Le parole veicolate dal “New Age” sono state spesso ingannatrici e non a caso. Si parla sempre di ascensione, ciò che alla fine rimanda sempre all’idea che si scala verso qualcosa di più alto, di più etereo. L’ascensione è soltanto quella della frequenza vibrazionale che si accorda (o si sintonizza) su una dimensione anch’essa più alta in frequenza. In realtà, nell’incarnazione, abbiamo a che fare con una discesa. Ai fianchi degli altri regni viventi di cui è la semplice natura, ogni artigiano della luce in questo mondo è il ripetitore della sostanza di energia che tira dall’alto al basso. Ognuno riceve e emette la propria firma energetica che è il frutto della sua storia e delle sue stirpi stellari che viene a incarnare qui. E’ dall’alto che portiamo in ogni cellula dei nostri corpi e di quello della terra una parte della luce che illuminerà il prossimo ciclo di Gaia e di tutto ciò che porterà in quel momento.
E’ un ancoraggio profondo e solido che si effettua di cui siamo i traghettatori talvolta consapevoli e spesso inconsapevoli. Poco importa il modo con cui l’immaginiamo, possiamo visualizzarlo come vogliamo, ciò che conta è materializzarlo nelle nostre vite e in ogni giorno concretamente, e di smettere di aspettare segni e di divulgare belle idee, delle grandi parole e dei concetti eterei che risonano soltanto nel nostro immaginario e mai nei nostri atti.
Non ho niente contro l’immaginario, al contrario, vedo sempre di più fino a che punto è uno dei modi di espressione favorito dalla propria anima quando prova a comunicarci qualcosa. Ma perfino l’immaginario può ancorarsi e dunque perfettamente incarnarsi nella materia. Verrà un momento in cui ogni cosa sarà percepita dai diversi piani con i quali interferiamo direttamente, e ci modelleremo il nostro posto in coscienza. La vita è dappertutto e riveste  tante forme che è un fuoco d’artificio, le dimensioni che ci circondano sono multipli e la nostra multidimensionalità ne investe una parte tra cui certe sono accessibili fin da oggi. Come i racconti per bambini l’hanno sempre detto, basta credere per vedere…
Fraternamente,
© Il Traghettatore – 04.09.2011 – Tradotto da Stéphanie - Versione originale francese
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