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sabato 16 giugno 2012

Etichette multilingue



Vi siete accorti che mentre leggiamo le etichette multilingue di molti prodotti siamo costretti a cercare la nostra lingua ma così facendo diamo inevitabilmente una sbirciatina anche alle altre e così, inconsciamente,  favoriamo i collegamenti interculturali e la percezione di quanti popoli e lingue esistano sul pianeta, certo, a meno che, uno non si voglia proprio arrabbiare perché è "costretto" ad andare a trovare la propria (e unica lingua) e ricorda ancora quando questo non succedeva e lo ricorda come una cosa positiva, dimenticando che conoscere poco gli altri e ancor di più gli altri popoli non è che poi favorisca la vita e il rapporto tra le genti.

sabato 3 dicembre 2011

Storiella sulla comunicazione paradossale

Riceviamo da Tomoe e volentieri pubblichiamo
.:.

Cercando la sintesi degli opposti...
Ecco una interessante storiella sulla comunicazione paradossale.

Una delle saghe composte dai leggendari poeti scandinavi (gli scaldi) contiene la relazione di una dotta disputa tra un saggio teologo e un vichingo guercio di grande forza fisica.

Il saggio mostrò un dito.
Il vichingo ne mostrò due.
Il saggio alzò tre dita e il vichingo rispose agitando il pugno.
Il saggio prese allora una ciliegia, la mangiò e sputò il nocciolo.
Il vichingo prese e inghiottì dell'uva spina...
La discussione a gesti andò per le lunghe finché il saggio non si
dichiarò sconfitto.

Venne chiesta al saggio una spiegazione della disputa silenziosa, ed egli rispose (questa volta non a gesti ma a parole)...
« Il mio rivale è un vero pozzo di scienza!
Gli ho mostrato un dito per dire che Dio è uno, ma, alzando due dita, egli mi ha giudiziosamente ricordato che oltre a Dio padre vi è anche Dio figlio.
Tentando allora di tendere un tranello al mio avversario gli ho mostrato tre dita come per dirgli:
"Non sono forse tre: Dio figlio, Dio padre e lo Spirito Santo?".
Ma molto accortamente egli ha evitato il tranello mostrandomi il pugno: Dio è unico nell'inaccessibile Trinità.
«Gli ho allora mostrato una ciliegia, per dire che la vita è dolce come questo frutto, ed egli mi ha di nuovo confuso mangiando dell'uva spina, cosa che voleva dire: no, la vita vale più di un frutto dolce, essa è leggermente amara, cosa che la rende ancor più preziosa! In verità quest'uomo è ben più saggio di tutti i teologi del mondo »...
concluse il saggio con un'aria abbattuta.

DUE INTERPRETAZIONI DI SEGNI IDENTICI
« E' proprio così che va interpretata la vostra disputa »?... venne chiesto allora al vichingo.
« Non ho avuto la minima intenzione di parlargli di Dio - rispose - semplicemente, questo insolente mi ha mostrato un dito insinuando che dal momento che ero guercio mi mostravo ben presuntuoso a cercare di discutere con lui.
Ho alzato due dita per fargli sapere che il mio solo occhio valeva più dei due suoi. Egli mi ha allora mostrato tre dita come per dirmi:
"Bando agli scherzi! Abbiamo tre occhi in due".
Cosa mi restava da fare?
Ho agitato il pugno per ricordargli che non è con le parole, ma con ben concreti sistemi di persuasione che si correggono gli insolenti come lui.
Egli mi ha risposto: "Bene! ti mangerò come questa ciliegia e sputerò le ossa"!
Allora ho ingoiato dell'uva spina per fargli comprendere che lo avrei mangiato tutto intero senza nemmeno lasciarne le ossa ».

 


giovedì 24 febbraio 2011

Bibbia, Regole di vita e Umorismo

[...] avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.
Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
Quando do fuoco ad un toro sull'altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Levitico 1.9). Il problema è con i miei vicini. Quei blasfemi sostengono che l' odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli? [...]
I ragionamenti, le idee, le convinzioni che si basano sulle Sacre Scritture, qualche volta, possono riservare delle spiacevoli sorprese...
Se si segue rigidamente una linea, una modalità, questa, applicata provocatoriamente, può portare ai dei risultati, a dir poco, paradossali!

Vi consiglio di leggere questo articolo se avete un forte senso dell'umorismo e capite i meccanismi subdoli del linguaggio...
Potete leggere tutto l'articolo su:
- http://blog.libero.it/Religioni/8981835.html

.:.
Post  N° 282
_________

sabato 30 ottobre 2010

Il Linguaggio del Tramonto e le Religioni

05-12-06_1651
    
Nel Tramonto
di
Anna Pinzuti
Vieni, sediamoci qui tenendoci per mano,
ognuno nel suo silenzio..
lasciamo correre i pensieri in questo cielo
che cambia colore.
Guarda... gabbiani....
volano alti senza perdere mai di vista il mare.
Voliamo anche noi amore...
di un volo dolce e tenero...
senza perderci mai di vista.
Con le mani intrecciate
proviamo a parlare al nostro cuore...
con semplicità spogliandoci del pudore
rimaniamo così...
vestiti solo della nostra anima con
le mani nelle mani aspettando la sera.
.:.
 
Tutti conoscono i colori del tramonto,
ma pochi ne conoscono il canto.
Non basta guardare, molti non sanno vedere.
Tere - Tratto dalla mia anima
La luna disse al sole "TI AMO"
Il sole arrossì e nacque il tramonto
Antonio Cirillo


Non è una colpa desiderare un attimo di pace almeno al tramonto della vita.
John le Carré
La luce rossastra del tramonto illumina ogni cosa con il fascino della nostalgia: anche la ghigliottina.
Milan Kundera
L'amore finisce quando un fiore torna ad essere un fiore, una stella una stella, un tramonto un tramonto.
Anonimo

Quando guardo un tramonto e mi emoziono,
non mi domando a che velocità gira la Terra
o a che distanza è il Sole o quanto sono grandi.
Amo quel momento. Punto.
Non c’è da capire, c’è d’amare.
Fabio Volo, E’ una vita che ti aspetto
.:.
La maggior parte delle frasi sul tramonto sono poetico-romantiche, ma alcune accennano alla possibilità di poterlo "vedere" in modo diverso.
Come descriverebbero il tramonto?
    • un artista
    • un poeta
    • uno scrittore
    • un innamorato
    • uno scienziato
    • un religioso
    • un marinaio
    • un politico
    • un bambino
    • una madre
    • un climatologo
    • un ...
    • una...
Lo stesso fenomeno, lo stesso evento verrebbe descritto in modi diversi da diverse tipologie e per diversi scopi.
Le stesse persone possono descriverlo in modo diverso, in situazioni, in condizioni diverse, in base al loro stato d’animo, allo stato e al livello della loro coscienza.
Il tramonto, comunque, non è mai lo stesso: in giorni diversi, in stagioni diverse, si presenta in modo diverso (nuvole, pioggia, vento, rosso, grigio, rosa, raggi di luce...) e, non solo, se provate a fotografarlo dovete far presto perché cambia rapidamente. Ma purtuttavia è e rimane sempre un tramonto anche se si presenta in aspetti diversi e viene visto in maniere diverse. Si tratta sempre del tramonto.
Ho fatto l’esempio del tramonto perché credo che nessuno si preoccupa se viene visto in modi diversi.
Si accetta la diversa descrizione del tramonto perché non coinvolge proprie idee, convinzioni, identità.

Ma per altri argomenti non è così.
In particolare in ambito religioso. Il problema di alcune religioni (istituzioni religiose, gerarchie religiose) è di pretendere di essere i soli depositari del solo linguaggio per descrivere ciò che viene definito "Dio", e di "pretendere" (spesso) che anche tutti gli altri condividano questo linguaggio e questa  definizione.
Allora, per favorire il dialogo e la comprensione reciproca, accettiamo noi la descrizione che gli altri fanno del proprio Dio. Cerchiamo di essere NOI, per primi ad accettare le definizioni degli altri, poi cerchiamo di trovare un modo, un linguaggio comune, delle descrizioni accettabili anche dagli altri e quindi tendere a ciò che unisce, accantonando (anche provvisoriamente) ciò che divide.
Per il Tuo Dio. Dice un saggio orientale

Link di approfondimento:
- Linguaggio ed evoluzione della coscienza


mercoledì 27 ottobre 2010

Aforismi Diacronici (60-69)

60. Desiderare (come disse il Buddha) ciò che non si ha , alimenta una catena inesauribile. Allora è bene vivere, con ciò che si ha, come si è, nel  “qui e ora”. Forse è meglio anche del desiderare il contatto interiore (che è sempre un desiderio e, in quanto tale, soggetto a illusione).

61. Gli esseri umani di sesso femminile (le donne), oggi, spesso, si sentono realizzate se dimostrano di non essere sottomesse agli esseri umani di sesso maschile (gli uomini) anzi di essere, al contrario, dominanti. Così si sentono moderne, di successo, brave, capaci, realizzate. Contribuendo così, da una parte, a sanare delle ingiustizie millenarie, dall'altra, a innescare una catena, un circolo vizioso che potrebbe protrarsi nei secoli (certo, non più millenni!), ma sempre periodi piuttosto lunghi. Mandela, invece, ci ha insegnato che è meglio la comprensione dell'avversario e il perdono, se si vuole convivere serenamente.

62. Quello che c'è oggi,
                    potrebbe non esserci domani.
       Quello che non c'è oggi,
                    potrebbe esserci domani.

63. La bellezza sta negli occhi di chi guarda.

64. Siamo noi che diamo un significato alla realtà.

65. Vivere la vita per la Vita.

66. Con gli altri puoi far finta di aver capito, ma con te stesso non puoi barare.


67. Il Guadagno deriva da un misto di Volontà, Capacità, Creatività, Intuito, furbizia, fortuna e inganno, in proporzioni variabili.

68. Conosciamo molto delle malattie che affliggono il nostro corpo, ma riflettiamo e apprezziamo la sua capacità di Autoguarigione che può essere sostenuta e facilitata concentrando, orientando e indirizzando il nostro pensiero.

69. INCONGRUENZE DEL LINGUAGGIO.
Spesso, diciamo, "aggrediamo perché siamo stati aggrediti". Ma, stranamente, non sembra aver senso dire "Ci difendiamo perché siamo stati difesi". Nel linguaggio l'aggressività ha senso, la difesa, no?! 



 

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