Visualizzazione post con etichetta Identificazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Identificazione. Mostra tutti i post

sabato 7 aprile 2012

Coscienza Cristica

Chi sono dunque gli "Illuminati"?  Ma è evidente! Sono coloro che dalla vita sono stati premiati  avendo provato personalmente cosa significhi
andare 
“aldilà” della mente.


…tali persone comprendono pienamente, riconoscono e sono chiaramente consapevoli, che ogni sofferenza (malattia, privazione, mancanza di successo, infelicità) deriva dalla mancanza d’Amore nell’approccio che uno ha verso la vita, le persone, l’ambiente.
La Critica  è il maggiore di tutti gli ostacoli alla felicità interiore, perché è altamente distruttiva. Si riflette nella vita della persona, perché quando giudicate, il giudizio ricade sull’autore, come dice il proverbio. Criticare gli altri interferisce con il loro benessere e, di conseguenza, quando danneggiamo gli altri, anche solo minimamente, di nuovo, il danno ritornerà con gli interessi.
Perciò, quando v’impegnate a seguire la Via di Cristo, dovete capire che si tratta di un cammino di autoanalisi inflessibile, in cui dovete trovare il coraggio d’osservare le vostre azioni alla luce dell’AMORE, disposti a vedere la verità riguardo ai vostri pensieri ed alle vostre emozioni.
Mentre andate avanti sul sentiero, diventerà più facile entrare nella percezione della verità degli altri, di ciò che li spinge, li motiva, li induce a commettere degli errori nelle loro relazioni, nel lavoro e nell’intimità della famiglia. Quanto più riuscirete ad identificarvi con gli altri, capire che cos’è che li motiva, percepire le difficoltà che li spingono a compiere azioni considerate cattive, tanto più elevata diventerà la vostra stessa spiritualità, il vostro senso di compassione e d’amore verso coloro che – ora ve ne renderete conto – stanno in realtà facendo del loro meglio nell’ambiente e nelle circostanze che hanno create per se stessi. Da questo punto di vista diventa sempre più facile chiedere scusa, finché non arriverà il momento in cui, percependo così chiaramente la verità dell’altra persona, non vedete l’ora di perdonare e cancellare dai vostri pensieri ogni tensione e critica a lei diretta. Quando arriverà il vostro momento di “passare oltre”, una persona così illuminata, che vive in pace ed armonia col mondo intero, entrerà in uno stato di beatitudine e gioia estreme. Entra nella Luce senza guardare indietro alla Terra. Finalmente scopre di essere passata in quella dimensione dell’Essere, dove è contenta e perfettamente in pace. Dopo un po’, essa inizierà a scoprire che esistono dimensioni dell’esistenza ancora superiori e si accingerà a preparare, ampliare, espandere la sua coscienza per assorbire vibrazioni ancora più elevate della Coscienza Divina, diventando un trasmettitore ancora più creativo e radioso di

 AMORE INCONDIZIONATO.
Persone simili sono realmente la
COSCIENZA CRISTICA

martedì 13 marzo 2012

Rileggendo le parole di Monsieur Gurdjieff


 

La considerazione interiore  

"Vi sono parecchi tipi di considerazione".

"Nella maggior parte dei casi l'uomo si identifica con ciò che gli altri pensano di lui, con il modo in cui lo trattano, con il loro atteggiamento nei suoi confronti. L'uomo pensa sempre che la gente non l'apprezzi abbastanza, che non sia abbastanza cortese o educata. Tutto questo lo tormenta, lo preoccupa, lo rende sospettoso; egli disperde in congetture o supposizioni una enorme quantità di energie, sviluppando in sé un atteggiamento diffidente ed ostile verso gli altri. Come lo si guarda, ciò che si pensa di lui, ciò che si dice di lui, tutto questo assume ai suoi occhi un'importanza enorme.

"Ed egli 'considera' non soltanto le persone, ma la società e le condizioni storiche. Tutto ciò che non gli piace gli pare ingiusto, illegittimo, falso e illogico. E il punto di partenza del suo giudizio è sempre che le cose possono e devono essere cambiate. L' 'ingiustizia' è una di quelle parole che servono spesso a mascherare la 'considerazione'. Quando un uomo si è convinto che è un' 'ingiustizia' che lo disgusta, smettere di considerare equivarrebbe per lui a 'riconciliarsi con l'ingiustizia'.

"Vi sono persone capaci di 'considerare' non soltanto l'ingiustizia o il poco conto in cui sono tenute dalla gente, ma di considerare perfino il tempo che fa. Sembra strano, ma è un fatto: le persone sono capaci di considerare il clima, il calore, il freddo, la neve, la pioggia; possono infuriarsi e indignarsi per il cattivo tempo. L'uomo prende tutto in modo personale, come se tutto nel mondo fosse stato specialmente predisposto per fargli piacere, o al contrario per causargli delle noie e dei fastidi.
"Tutto questo non è altro che 'identificazione', e se ne potrebbero citare molte altre forme.
Questo genere di considerazione si fonda interamente sulle 'esigenze'. L'uomo, dentro di sé, 'esige' che tutti lo prendano per qualcuno di notevole, al quale ognuno dovrebbe testimoniare rispetto, stima e ammirazione, per la sua intelligenza, la sua bellezza, la sua abilità, il suo senso dell'umorismo, la sua presenza di spirito, la sua originalità e tutte le sue altre qualità.
Queste 'esigenze' si fondano a loro volta sulla nozione completamente fantastica che le persone hanno di sé stesse, cosa che accade spesso, anche con persone di apparenza molto modesta.
In quanto agli scrittori, attori, musicisti, artisti e uomini politici, sono quasi senza eccezione degli ammalati.
E di che cosa soffrono? Prima di tutto, di una straordinaria opinione di sé stessi, poi di esigenze e, infine, di 'considerazione', cioè di una predisposizione ad offendersi per la più piccola mancanza di comprensione o di
apprezzamento.
"Vi è ancora un'altra forma di 'considerazione' che può sottrarre ad un uomo gran parte della sua energia. Essa parte dall'atteggiamento secondo il quale egli crede di non considerare abbastanza un'altra persona e che quest'ultima ne sia offesa. Egli comincia a dirsi che forse non pensa abbastanza a quest'altra persona, non le presta sufficiente attenzione e non le fa un posto abbastanza grande. Tutto ciò non è che debolezza. Gli uomini hanno paura gli uni degli altri. E ciò può condurre molto lontano. Ho visto spesso dei casi del genere. Un uomo può arrivare in tal modo a perdere il suo equilibrio, se mai ne ha avuto uno, e comportarsi in modo del tutto insensato. Si adira contro sé
stesso e sente fino a che punto è stupido, ma non può fermarsi, perché in tale situazione la soluzione sta precisamente nel 'non considerare'.
"Un altro esempio, forse ancora peggiore, è quello dell'uomo che ritiene di 'dover' fare qualche cosa, mentre in realtà non deve fare assolutamente nulla.
'Dovere' e 'non dovere' è un problema difficile: è difficile comprendere quando un uomo 'deve' realmente e quando 'non deve'. Questo problema non può essere affrontato che dal punto di vista dello 'scopo'. Quando un uomo ha uno scopo, deve fare unicamente ciò che gli permette di avvicinarsi ad esso e non fare niente che da esso lo possa allontanare.

Come ho già detto, le persone immaginano spesso che se cominciano a combattere la considerazione, perderanno la loro sincerità e ne hanno paura, perché pensano di perdere qualche cosa, una parte di sé stessi.
Si verifica qui lo stesso fenomeno che avviene nei tentativi di lotta contro l'espressione delle emozioni negative.
La sola differenza è che in questo caso l'uomo lotta contro l'espressione 'esteriore' delle sue emozioni e nell'altro contro la manifestazione 'interiore' di emozioni che sono forse le stesse.
"Questo timore di perdere la propria sincerità è naturalmente un inganno, una di quelle formule menzognere sulle quali poggia la debolezza umana. L'uomo non può impedirsi di identificarsi e di 'considerare interiormente', non può esimersi dall'esprimere le emozioni sgradevoli, per l'unica ragione che è debole. L'identificazione, la considerazione, l'espressione delle emozioni sgradevoli sono manifestazioni della sua debolezza, della sua impotenza, della sua incapacità di dominarsi.
Ma, non volendo confessare a sé stesso questa sua debolezza, la chiama 'sincerità' o 'onestà' e dice a sé stesso che non desidera lottare contro la sua sincerità, mentre in realtà è incapace di lottare contro le sue debolezze.
“La sincerità, l'onestà sono in realtà qualche cosa di differente. Ciò che in questo caso un uomo chiama 'sincerità' è semplicemente non avere voglia di controllarsi. E nel suo intimo ogni uomo lo sa bene.
Quindi egli mente a sé stesso ogni volta che pretende di non voler perdere la sua sincerità.


"Ho parlato finora della considerazione interiore. Sarebbe possibile offrirne ancora molti altri esempi. Ma questo tocca a voi, sta a voi cercare questi esempi, nelle vostre osservazioni su voi stessi e sugli altri.



 

La considerazione esteriore 

Il contrario della considerazione interiore, la considerazione esteriore, costituisce in parte un mezzo per lottare contro di essa.
La considerazione esteriore si basa su una forma di relazione verso le persone, totalmente diversa dalla considerazione interiore.
È la capacità di adattarsi agli altri, alla loro comprensione e alle loro esigenze.

Considerando esteriormente, un uomo fa ciò che è necessario per rendere la vita più facile a sé stesso e agli altri. La considerazione esteriore richiede una conoscenza degli altri, una comprensione dei loro gusti, delle loro abitudini e dei loro pregiudizi. Al tempo stesso, la considerazione esteriore esige un grande potere su di sé, una grande padronanza di sé. Accade molto spesso che un uomo desideri sinceramente esprimere, mostrare in qualche modo a qualcuno ciò che pensa realmente di lui, ciò che sente nei suoi confronti. E se è debole, da corso naturalmente al suo desiderio, dopo di che si giustifica, dicendo che così ha fatto perché non voleva mentire, non voleva fingere, perché voleva essere sincero.
Poi, si autoconvince che la colpa è dell'altra persona.
Egli voleva realmente considerarlo, era per sino pronto a cedergli, non voleva litigare, ecc. ... Ma l’altro ha rifiutato di considerarlo, quindi non vi era niente da fare con lui.

Accade spesso che un uomo cominci con una benedizione e finisca con un'ingiuria. 

Decide di non considerare gli altri, dopo di che li rimprovera di non considerare lui. È un esempio di come la considerazione esteriore passa alla considerazione interiore.

Ma se un uomo si ricorda realmente di sé, comprende che anche l'altro uomo è una macchina, nello stesso modo in cui egli lo è. Allora si metterà al posto dell'altro, diventerà capace di comprendere e sentire ciò che un altro uomo pensa e sente. 

Se può far questo, il suo lavoro diverrà molto più facile per lui. Ma se avvicina un altro uomo con le
proprie esigenze non ne trarrà altro se non una nuova considerazione interiore.
"Una giusta considerazione esteriore è molto importante nel lavoro.
Sovente accade che degli uomini che comprendono molto bene la necessità della considerazione esteriore nella vita, non comprendano la necessità della considerazione esteriore nel lavoro; essi decidono che, proprio perché lavorano su sé stessi, hanno il diritto di non considerare.
Mentre invece nel lavoro, affinchè esso sia efficace, occorre una considerazione esteriore dieci volte maggiore che nella vita ordinaria, poiché solo la considerazione esteriore da parte dell'allievo può mostrare il suo apprezzamento e la sua comprensione del lavoro; e in effetti il risultato nel lavoro è sempre proporzionale al valore che gli si attribuisce e alla comprensione che se ne ha.
Ricordate che il lavoro non può proseguire su un livello inferiore a quello dell' 'uomo della strada', cioè su un livello inferiore a quello della vita ordinaria. Questo è un principio dei più importanti, che viene molto facilmente dimenticato".


 



da Frammenti di un insegnamento sconosciuto, di P. D. Ouspensky,
ed. Astrolabio Ubaldini
pagg. 168-171

Con affetto,
Tomoe.

domenica 11 marzo 2012

Il risveglio in sé (1) (Le Passeur)

Cominciamo con quest'articolo
la pubblicazione di scritti de
Le Passeur  (Il Traghettatore)
attraverso le traduzioni in italiano
di Stéphanie
che ringraziamo di cuore
per questa gradita proposta di collaborazione.

.:.
Publié le 10 mai 2011 par Le Passeur
Dal Traghettatore (le Passeur).
Dal decondizionamento alla liberazione. Istruzioni per l’uso.
Questo periodo è unico e realmente straordinario. Vivi in un mondo che la società umana ha reso demenziale, e ti senti impotente nel impedire la sua distruzione in corso, e simultaneamente, ti trovi sulla soglia di un nuovo mondo insperato nel quale stai per scoprire che hai ogni potere di creazione. Che paradosso! E’ il delicato periodo di transizione tra la fine di un mondo e l’avvento del successivo, in cui questa volta le regole del passato non avranno più né influenza né sostanza.
Su questo palcoscenico in cui si scontrano le dimensioni, le difficoltà stanno nella corretta compressione di quello che sta per arrivare, il giusto posizionamento a trovare e la scelta da fare in coscienza.
Per essere breve, cominciamo da lì, non sei soltanto nato schiavo nella società degli uomini, sei un essere divino … Probabilmente un certo numero di resistenze in te ti portano a buttare questo fatto nel cestino del delirio di quest’epoca. Eppure, se presti attenzione a quello che sto per dirti, considererai forse di accettarne la possibilità come tutta la sua straordinaria potenzialità.
La presa di coscienza
Vedi questo come un’esperienza. Prova qualche istante a dimenticare le cose in cui tu credi e quello che ammetti come certezze, e invitati nell’apertura di uno spirito senza pregiudizio. In questo stato recettivo, sii sereno e porta alla tua attenzione l’idea che tutto quello che sei, e di cui impregni il tuo ambiente è in realtà il frutto del tuo condizionamento a credere a ciò che hai imparato sin dalla tua nascita in questa vita.
Oggi sei un adulto. E sei a ogni respiro confrontato con la trinità dello “sguardo-sentimento-pensiero”. Ogni cosa per te inizia e si ripete con lo sguardo che porti sul mondo, poi attraverso il filtro delle tue emozioni con tutto quello che esterni di te, i tuoi pensieri, le tue parole, i tuoi atteggiamenti e i tuoi atti. E’ la qualità dello sguardo che porti su ogni cosa che determinerà sempre il sentimento da cui nasceranno i tuoi pensieri e le tue emozioni.
In questo processo guida, l’emozione è in realtà la prima energia che esterni. E il suo potere è considerevole.
Dagli albori della tua vita, all’arrivo della tua coscienza nel feto che eri, il tuo sentire ha impresso un primo colore sulla tela ancora vergine della tua incarnazione. Era l’inizio di un’opera che si è arricchita a ogni secondo e non ha mai smesso di colorare un po’ più in profondità la tua percezione. Quando eri un bebè, la purezza del neonato che eri ti portava ad avere uno sguardo accogliente e senza giudizio, ma prova a immaginare un po’, nel corso dell’esperienza, il numero di filtri che velano il tuo sguardo oggi.

La paura fu il primo sentimento di cui l’esperienza della vita ti ha impregnato. E’ stata in grado di insinuarsi presto, fin dai tuoi primi momenti di vita, indipendentemente che tu sia stato accolto nella violenza o nella dolcezza, o anche molto più tardi. In ogni caso, sotto le sue diverse facce, ti è stata inculcata fin dalla tua più tenera età dal tuo ambiente. E’ su questa fondamenta instabile che sostiene molte fragilità a venire, che la tua personalità, il tuo io, il tuo ego ha cominciato a costruirsi.
Questo ego, che possiamo esaminare sotto il punto di vista psicoanalitico, spirituale o platonico, è il tuo io senza coscienza. La sua attitudine naturalmente egocentrica immagina incessanti meccanismi di difesa, rendendo sempre più spessa la cortina di fumo che ti separa dal tuo vero essere. La mente è il suo strumento prediletto, la paura è il suo motore.
Se osservi con sincerità i meccanismi nella tua vita personale che mancano di armonia, o le situazioni difficili che incontri, ti accorgerai che dietro i sentimenti che si manifestano, la paura non è mai lontana  e che non ti ha mai lasciato, ha soltanto variato e moltiplicato le forme con le quali creare queste disarmonie che ti minano. La mancanza di fiducia in se stesso, particolarmente nella parte femminile in grembo all’attuale patriarcato che domina il mondo, l’aggressività multiforme, la vittimizzazione, la disperazione, la tentazione di isolarsi, sono tra le sue sembianze più usuali.
Ti invito a prendere coscienza che la paura non è un sentimento naturale. E’ inculcato in modo artificiale, e ognuno di noi è stato esposto al sentimento  della paura da un’umanità imperfetta, i cui componenti sono loro stessi eretti sullo stesso condizionamento. Ognuno di noi partecipa cosi a nutrirlo, favorendo sempre di più la sua solidità e la sua espansione. La società umana ha dunque fatto della paura la base del suo modello di azione e reazione. Non è una fatalità, è una credenza che ha preso corpo e mantiene la sua sostanza, perché appunto credi che sia una fatalità, un componente che fa parte delle condizioni della tua vita.
Questo circolo può essere spezzato, definitivamente.
Prendere coscienza in primo luogo che non siamo il nostro ego, è la prima tappa che non può essere evitata nel processo di guarigione.

L’ego ci è indispensabile nell’esperienza che abbiamo tutti scelto dall’incarnazione nella materia. E’ un autentico coltello svizzero sempre pronto a sfoderare lo strumento adatto per nutrirsi. Ma ricordati appunto che il suo carattere di utilità deve situarlo solo al giusto posto dello strumento che è per te. Uno strumento altrettanto rispettabile come la tua mano, ma uno strumento, niente di più.
Non devi identificarti alla tua mano perché sei perfettamente cosciente che non è te, ma soltanto una parte di te, e sicuramente non la parte che decide di ciò che sei. E’ lo stesso per il tuo ego, eppure, lo lasci assumere le redini della tua esistenza avendo dimenticato che sei un essere infinitamente più ampio, come la tua personalità che pensi essere la tua unica rappresentazione. Di questo ne riparleremo in un altro articolo.
Capire che dietro ognuna delle nostre manifestazioni dell’ego (collera, gelosia, vittimismo, ripiegamento su se stesso, ecc.) risiede una paura. Questa paura è nata da ferite con tutto il loro bagaglio di emozioni, ma come ogni ferita si può guarire.
Di quali paure stiamo parlando? Facciamo un esempio. Un’infanzia di sottomissione alla violenza, che non è purtroppo un caso isolato, segnerà il cammino dell’adulto attraverso i filtri della mancanza di fiducia in se stesso e del sentimento di colpa, verso una mancanza ricorrente di rispetto verso se stesso. Questo potrebbe dimostrarsi nel quotidiano con tutta una serie di atteggiamenti e comportamenti possibili.
Per prenderne solo due tra gli esempi spesso incontrati: tendenze autodistruttive, partendo dall’esposizione ripetuta alle situazioni nefaste per se stesso – la colpevolezza ne è spesso l’origine – fino ai tentativi di suicidio. Oppure altra faccia, l’estrema gentilezza ostentata e distribuita in ogni circostanza senza discernimento – si tratta piuttosto lì di compensare illusoriamente la mancanza di amore: “se sono gentile sarò amato e dunque riconosciuto come degno di essere amato”.
Integrare che queste ferite hanno toccato soltanto il nostro ego accumulando i suoi bagagli emozionali, e ricordarsi che non siamo il nostro ego come non siamo la nostra mano.
E’ molto importante capire bene che il condizionamento, che è il tuo fin dalla nascita, ti ha portato  sempre a identificarti con il tuo ego. E’ un’educazione la cui influenza è tale che ti risulta difficile immaginare che possa esistere altra cosa a te stesso, al di fuori da quello che percepisci come i contorni della tua personalità, e che interagisci senza collocarlo da qualche parte nel tuo corpo.
Prova a esercitarti dunque a localizzare la tua personalità nel tuo corpo. Dov’è sta? Dov’è si nasconde quest’ego? Nel tuo cervello, nel tuo cuore, nella tua pancia, nei tuoi alluci? Quando è ferito, dov’è che percepisci il dolore? Non vedi qualche cosa di assurdo nei limiti fisici in cui pensi di collocarti. Salvo che interagisci con tutto te stesso? Oppure altrove? O altrove e dappertutto allo stesso tempo? .. Lì c’è qualcosa che si muove e che inizia a riecheggiare diversamente. Ma che non quadra con l’identificazione che fai del tuo essere al tuo ego …
Il lasciar andare
Riassumiamo un po’. Non sei quindi il tuo ego, ma lui è una parte di te, e una parte che dunque non ha da decidere per te di quello che sei. Per natura limitato, si è costruito nel corso della tua vita sulle proprie ferite e ha soltanto agito e reagito in funzione delle paure che le sue ferite hanno insediato in lui. Ha elaborato per questo motivo un intero sistema di meccanismi di difesa, passando qualche volta attraverso l’attacco preventivo. Sono armi che feriscono a loro volta gli ego vicini, creando nuove paure, creando nuovi meccanismi di difesa …
Ti accorgerai fino a quale punto il collettivo umano funziona su questo principio come individuo.
Alla fine, per trovare in questo caos emozionale un sentimento di sicurezza che non vuole vedere come illusorio, l’ego cerca un’unica cosa suscettibile di dominare la paura:
il controllo.

E’ la ragione per cui, con la tua identificazione a lui, cerchi sempre di controllare ogni aspetto della tua esistenza, osando di rado con la tua volontà di metterti in situazioni di perdita di controllo.
E’ a partire da questi tentativi di controllo illusorio, che nascono i conflitti tra gli individui o le nazioni, che prendono forma ad ogni stadio della propria evoluzione carnefici e vittime, scambiandosi i propri ruoli tante volte che non sono capite e sorpassate le esperienze che vi hanno portato.
Per rompere questo circolo, che è quello tipico delle incarnazioni nella matrice e delle vite successive che hai vissuto, esiste una via molto semplice e che si apre al momento giusto : il lasciar andare.
Il momento giusto non significa che dobbiamo aspettarlo senza fare niente. In realtà, se arriva da solo e spesso tutto ad tratto, è quando abbiamo già intrapreso il cammino del risveglio attraverso la presa di coscienza di ciò che è l’ego. Fai un pezzo di strada e troverai sulla tua via quello che ti serve per andare più lontano. Aiutati e il cielo ti aiuterà come si dice.

Il lasciar andare, è in realtà riconoscere che il tuo ego non è la tua guida. E’ l’idea che c’è qualche cosa in sé di superiore alla personalità, la cui visione più alta è in grado di percepire meglio quello che è giusto e buono per sé. E’ dunque uscire dal circolo abituale delle azioni e reazioni per accettare la guida di un sé che sentiamo superiore in quanto non è limitato come lo è il tuo ego dalla sua natura emozionale.
Una volta, i cinesi usavano talvolta degli aquiloni sui quali c’era il disegno di un occhio. Immagina che il tuo ego tiene l’aquilone e che l’occhio è la tua coscienza, è un’immagine che illustra bene la presa di altezza necessaria per poter discernere quello che emana l’ego e delle illusioni che crea e subisce. Quando ti fai delle domando su te stesso, porta la tua coscienza nell’occhio dell’aquilone e osservati agire.
In questa vita attuale in mezzo ad un paese industrializzato, il meccanismo di lasciar andare passa in primo luogo dal togliersi dal flusso di stress continuo generato dalla vita moderna. Questo può accadere con stadi progressivi o brutalmente secondo le circostanze e le tue scelte, ma si tratta in fine di non permettere più allo stress di ancorarsi alle vulnerabilità che gli sono familiari.
Non alzare gli occhi verso il cielo fratello mio, sorella mia, non dimenticare che per poter arrivare a questo punto avrai già avviato una pulizia che sarà in grado di permetterlo. Quello che pensi irraggiungibile all’inizio si compirà senza neanche che tu ne capisca come questo sia stato possibile. A questo punto, la cortina di fumo che ti nasconde la realtà di quello che sei sarà molto meno densa.

Sciogliere i fili che chiudono i bagagli emozionali riempiti dalle ferite dell’ego è una tappa fondamentale del lasciar andare.
A seconda del giudizio che porti ancora su di te e sulla tua vita, può sembrare un lavoro enorme, ma ti sbagli. In realtà non è mai stato così facile e rapido di adesso. Lì dove occorreva una vita di psicoanalisi, con dei risultati spesso molto incerti, il periodo vuole che questa strada del risveglio sia stata imboccata da uno numero sempre più importanti di esseri, e che la luce che hanno così manifestato strada facendo illumina il cammino di quelli che seguono.
Così, in questo periodo straordinario della nostra storia, le prese di coscienza chiare e i meccanismi di correzioni che si mettono in motto al loro seguito accelerano ogni giorno un po’ di più. E se c’erano degli strati emozionali profondi in te stesso e che non sei in grado di raggiungere da solo, hai in questo momento a tua disposizione numerose terapie e nuovi terapeutici che portano delle soluzioni qualche volta folgoranti a questa problematica dei bagagli emozionali. Sta a te usare della tua fede e del tuo discernimento per guidarti verso chi e cosa saranno buoni per te.
Sii tuttavia attento, il rischio è quello di intraprendere strade volte verso l’esterno per trovare delle risposte che sono in te stesso. Questo fa parte del condizionamento sociale  e del sentimento di separazione che ci conduce sempre a cercare verso l’esterno.
Puoi essere con vantaggio aiutato da una altra persona, se quest’altra persona viene scelta con discernimento, per esempio se giri intorno da tanto tempo su una problematica personale senza riuscire a trovare la soluzione. Ma l’aiuto dato sarà solo un rivelatore, può essere solo tu il tuo salvatore.
E’ dunque di nuovo perfettamente illusorio correre senza discernimento tutti i seminari e altre terapie alla tua portata. Girati prima verso te stesso e accetta l’introspezione come condizione, sii onesto e sincero nei tuoi confronti e sii pronto a scoprire in tutto quello che dipende dalle manifestazioni dell’ego.

Visto dall’alto, quindi sotto una prospettiva più ampia, stai in realtà scuotendo il tuo essere luminoso per sbarazzarlo di tutti i numerosi strati di scorie che mettono un velo sulla sua luce.
E’ tempo di deporre la maschera  e lasciare dietro di te i vecchi scenari del teatro in cui hai così spesso recitato che hai finito per identificarti alle tue parti.
Fraternamente,
© Il Traghettatore – 10.05.2011 – Tradotto da Stéphanie –Versione originale francese
http://www.urantia-gaia.info> La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione di non associarlo a fini commerciali, di rispettare l’integralità del testo e di citare la fonte.
Vedi anche: > Il risveglio in sé (2)

À propos de Le Passeur

Nomade sur le chemin...
Voir tous les articles de Le Passeur →

domenica 15 gennaio 2012

Il 2012 secondo Sai Baba

D: “Ha mai sentito parlare del 2012 come l’anno nel quale accadrà qualcosa?”
Baba: La verità è che il pianeta sta trasformando il suo stato vibratorio e questo cambiamento si è intensificato dal 1989; negli ultimi 20 anni i poli magnetici si sono spostati più di quanto non abbiano fatto negli ultimi 2000 anni.
Da un lato ci sono molte profezie che segnano questa data come un termine o una conclusione importante nella storia dell’umanità; ma l’aspetto più significativo è la fine del calendario Maya e la sua profezia alla quale sono state date molte interpretazioni.
Le persone negative pensano che nel 2012 il mondo finirà, ma non è vero. Si sa che in quell’anno inizierà una Nuova Era, l‘Età dell’Acquario. Tutto questo ha a che fare con la rotazione dell’intero Sistema Solare (Ciclo Solare) che sta passando attraverso le varie Ere, ognuna delle quali dura 5.125 anni. L’Era nella quale ci troviamo oggi è chiamata Età dei Pesci, la quale è iniziata nel 3113 a.C. e si concluderà nel 2012.
Se c’è un cambiamento nel magnetismo terrestre, avviene un cambiamento anche nella coscienza umana ed un adattamento del piano fisico a questa nuova vibrazione.
I cambiamenti non coinvolgono solo il nostro pianeta, ma l’universo intero e la scienza moderna può facilmente verificarlo.
S’informi riguardo i cambiamenti delle tempeste solari (che sono tempeste magnetiche) e constaterà che gli scienziati hanno i dati aggiornati; oppure chieda dello spostamento dei poli magnetici durante quest’ultimo anno e degli aeroporti che hanno dovuto modificare le strumentazioni. Questo cambiamento del magnetismo si traduce o è percepito come un aumento della luce, o un aumento della vibrazione sul pianeta.
Affinché lei possa capire meglio, deve sapere che questa vibrazione è influenzata ed intensificata dalla coscienza/consapevolezza degli esseri umani. Ogni pensiero, ogni emozione, ogni nuovo risveglio dell’essere umano verso la Coscienza divina, eleva la vibrazione del pianeta. Può sembrare un paradosso, a causa del fatto che la maggioranza vede intorno a sé prevalentemente odio e sofferenza. Ma non è così.
Sono in molti – anche se vorrei fossero di più – a cercare di uscire dall’oscurità per crescere e diventare dei migliori Figli di Dio.
L’ho già detto nei messaggi precedenti: ognuno sceglie su cosa focalizzare la propria visione; di conseguenza, coloro che non vedono altro che tenebra, è perché sono focalizzati esclusivamente sulla tragedia, sul dolore e sull’ingiustizia.
Se non ci accorgiamo dei progressi fatti dall’umanità, è perché non siamo focalizzati su di essi. Ma se facciamo il lavoro giusto per liberare la nostra mente da tutto il negativo, apriremo uno spazio nel quale saremo in grado di manifestare l’essenza divina capace di accorgersi di ciò che attualmente sta realmente accadendo all’umanità e al pianeta.

D: “Ma…. in che modo! Non vede quanta oscurità?”
Baba: Si, lo vedo, ma non mi ci identifico, non ne ho paura… Come posso temere le tenebre quando vedo la luce chiaramente? Certamente comprendo coloro che hanno paura, poiché sono stato anch’io nello stato nel quale non si vede altro che il male. Ecco perché adesso provo amore per tutto ciò. La tenebra non è una forza contraria alla luce, ma un’energia che si manifesta esclusivamente in assenza di luce. La tenebra è assenza di luce. Non potete, infatti, invadere la luce con le tenebre, perché non è questo il modo in cui lavora il principio della luce.
Paura, tragedia, ingiustizia, odio e tristezza esistono soltanto in uno stato di tenebra, nel quale non si riesce a vedere il contesto globale nel quale la vita si manifesta.
Il solo modo per guardare le cose dal punto di vista della luce, è attraverso la fede. Una volta aumentata la vostra vibrazione e la vostra frequenza (stato di coscienza), sarete in grado di guardare verso l’oscurità e comprendere ciò che avete vissuto.

D: “Ma... come fa a parlare così quando nel mondo il male cresce ogni giorno di più?”
Baba: Non è il male che sta aumentando: sta aumentando la luce. E’ di questo che sto parlando in questo messaggio.
Immagini di aver immagazzinato per anni i suoi oggetti in una stanza o un armadio illuminati da una lampadina di 40 watt. Cambi quella lampadina con una di 100 watt e vedrà cosa accade! Comincerà a vedere il disordine e la polvere che nemmeno credeva esistessero. Lo sporco sarà evidente.
Ecco ciò che sta accadendo al pianeta. E questo processo planetario fa sì che molte persone leggano oggi questa intervista senza considerare folli queste parole, come avrebbero invece pensato anni fa. Ha notato come ai giorni nostri le menzogne e gli inganni vengano a galla più velocemente che in passato? Ebbene, anche l’accesso alla comprensione di Dio e alle leggi dell’esistenza è più veloce di prima.
La nuova vibrazione planetaria crea maggior nervosismo, depressione e malattia poiché, per essere in grado di ricevere una luce maggiore ed elevarsi a quell’alto livello vibratorio, è necessario cambiare modo di pensare e di sentire e cancellare o sradicare dalle proprie vite quelle credenze e parametri che portano verso il lato negativo delle cose e che sono in netto contrasto con la realtà.
Dovete mettere in ordine il vostro armadio, poiché nelle vostre coscienze state ricevendo sempre più luce, ogni giorno di più e, anche se vorreste evitarlo, dovete rimboccarvi le maniche ed iniziare a pulire, o altrimenti decidere di vivere nello sporco.
Questo cambiamento crea per la maggior parte del tempo disagi fisici, dolori al corpo e alle ossa; i test medici non riescono a trovare le cause o le malattie che provocano tali disturbi e così, quasi ogni volta, imputano tutto questo allo stress o al sistema nervoso.
Non c’è invece niente più sbagliato, poiché tali disagi sorgono a causa delle emozioni negative accumulate nell’arco di vite, paure ed ansie che avete sempre trattenuto e che, adesso, avete l’opportunità di trascendere e trasmutare. Si tratta della sporcizia accumulata negli anni della quale improvvisamente vi rendete conto e che, di conseguenza, dovete ripulire.
Ci saranno notti in cui vi sveglierete senza potervi più riaddormentare. Non arrabbiatevi, ma piuttosto leggete un libro, meditate... Non lottate contro questo processo pensando che in voi ci sia qualcosa di sbagliato. Capita a causa delle nuove vibrazioni planetarie che state assimilando. Dopo diverse ore vi riaddormenterete senza però, il giorno dopo, sentirete il bisogno di recuperare il sonno perso.
Se non fluite in modo adeguato con questo processo, la sofferenza sarà ancora più intensa e vi verrà diagnosticata la fibromialgia, ossia il nome che in ambito medico viene dato a quei dolori che non hanno causa apparente e per i quali vengono fatti trattamenti che non ottengono risultati concreti. Vi verranno somministrati degli antidepressivi come via di fuga togliendovi, di conseguenza, l’opportunità di trasformare la vostra vita.
Come ogni volta, anche stavolta avrete scelto quale realtà vivere, solo che stavolta la tragedia sarà più intensa e, d’altro canto, così sarà l’amore.
Se la luce è aumentata, è aumentata anche la mancanza del bisogno di luce e questo spiega tutta la violenza irrazionale degli ultimi anni.
Stiamo vivendo il momento migliore mai vissuto dall’umanità, come testimoni ed attori della più grande trasformazione di coscienza che abbiate mai immaginato. Informatevi, svegliate il vostro fermento per questi argomenti.
Gli scienziati sanno che qualcosa sta per accadere; voi sapete che qualcosa sta per succedere; tutti noi sappiamo che stanno avvenendo tante trasformazioni su più livelli.
Siate attori consapevoli di questi cambiamenti, senza lasciarvi cogliere da essi di sorpresa semplicemente perché non vi siete informati.

___________________________________________

“Il 2012 secondo Sai Baba”
è tratto da una conversazione avvenuta nel 2010 fra un giornalista e Sai Baba.
E’ un documento prezioso, dal momento che Baba non ha quasi mai rilasciato interviste...
__________________________________________

Riceviamo da Carmine e molto volentieri pubblichiamo.

Link
- http://it.wikipedia.org/wiki/Sathya_Sai_Baba


venerdì 11 novembre 2011

Psicosintesi - Coscienza e Identità

Una riflessione metaforica, quasi un sogno
di alma

Mi piace pensare all'esplorazione della psiche umana e dell'inconscio come a quella di una terra sconosciuta.
Come coloro che hanno fatto la storia di questa esplorazione, anche noi stessi, nella nostra individualità, possiamo e dovremmo cercare di mantenere un atteggiamento scientifico e libero dai preconcetti.
Se notare i meccanismi proiettivi o identificativi a livello emotivo è relativamente facile, è molto più insidioso riconoscerli a livello mentale. La mente razionale può veramente distrarci e privarci di una visione chiara e libera.
Immaginiamo quindi di trovarci di fronte a questa vasta terra, di cui ancora non possiamo cogliere l'estensione e le caratteristiche, ma che ci attrae e ci incuriosisce.
Siamo pronti a prendere appunti e registrare dati, ma anche a sperimentarne le caratteristiche sulla nostra persona.
Non sappiamo ancora quali creature la abiteranno, che tipo di caratteristiche avrà il terreno, di cosa avremo bisogno per sopravvivere, ma il coraggio di esplorarla non ci manca.

Partiamo, sapendo che il nostro primo obbiettivo è di raggiungere un punto da cui poterla osservare in ogni direzione, un centro indisturbato e sicuro.
Abbiamo una vaga idea di dove possa trovarsi, ne abbiamo sentito parlare, abbiamo qualche indicazione che è stata condivisa da chi è venuto prima di noi. Ma su questo bisogna fare attenzione. Il racconto di un altro è filtrato dalla lente della sua percezione e della sua storia personale e noi stessi, nel momento in cui lo recepiamo, lo coloriamo dei nostri contenuti. Il risultato è un riferimento che ci può portare all'illusione di aver trovato ciò che stavamo cercando, perché potremmo semplicemente ricoprire di quelle caratteristiche il primo luogo vagamente somigliante che troviamo. Succede in continuazione, uno scienziato è talmente ansioso di ottenere un certo risultato, che si trova a riportare erroneamente i risultati dei suoi esperimenti. Per questo è importante il confronto con l'altro, con coloro che stanno svolgendo la stessa ricerca, perché ci può permettere di riconoscere questo meccanismo. Allo stesso modo però, proprio come quando il campo morfogenetico o la forma-pensiero legata ad una certa scoperta si crea e si attiva e due scienziati ai due estremi del globo terrestre arrivano alla stessa conclusione quasi contemporaneamente, il lavoro degli altri crea il terreno favorevole per il nostro.
Una volta trovata la nostra bussola, quindi, e aver riconosciuto la forza magnetica verso cui dirigerci, dovremo solo affrontare la strada. Non sarà un percorso lineare, probabilmente prevedrà momenti di avvicinamento alla meta per poi perdersi in improvvise deviazioni. Incontreremo la popolazione locale, tutte quelle identità che sono nate e cresciute dentro di noi attraverso la nostra storia. E ci accorgeremo che, come in ogni ecosistema che si rispetti, ci sono state quelle che sono rimaste mere ombre e quelle che hanno trovato un ambiente favorevole e si sono sviluppate acquisendo potere.
Ma un bravo esploratore non si lascia ammaliare dall'oggetto del suo studio. Dobbiamo quindi registrare le nostre osservazioni, riconoscere e identificare ognuna di queste creature, imparare a conoscerne ogni caratteristica e abitudine, ed i suoi eventuali meccanismi di mimesi. Se non stiamo attenti potrebbero darci indicazioni sbagliate o contradditorie, timorose di perdere il potere che hanno acquisito sull'ambiente circostante.
Non smettiamo mai di consultare la nostra bussola.
Infine riusciremo a raggiungere il nostro obbiettivo, il nostro punto di osservazione preferenziale. Si ergerà come un altipiano in una landa ampia e rigogliosa, e dalla sua cima potremo finalmente guardarci intorno. In lontananza potremo vedere altri altipiani, altre terre che li circondano, e stormi di uccelli, esuli forme-pensiero, che vi volano attraverso, oltre i confini dati dalla diversità della vegetazione. Finalmente potremo osservare la popolazione che abita la terra che ci circonda in maniera più chiara. Noteremo movimenti e comportamenti che prima non avevamo percepito, scorgeremo sentieri che prima ci erano parsi nascosti o non collegati affatto.
Al centro dell'altopiano potrebbe esserci un ampio lago, sulla cui sponda si apre l'entrata di una miniera.
Se siamo esploratori seri e responsabili, decideremo di addentrarci nei suoi tunnel solo con l'attrezzatura adatta. Le miniere contengono fonti di energia utili o pietre che possono essere lavorate fino a mostrare la loro bellezza, ma sono anche luoghi in cui è facile avere incidenti o ritrovarsi incoscienti a causa della mancanza di ossigeno. Per questo sarebbe importante andare in cordata o in compagnia di qualcuno che ne conosce le insidie e può guidarci nelle situazioni più buie. Bisogna ricordare sempre che le miniere, nei livelli più profondi, sono collegate tutte tra loro, e non si sa mai cosa possa abitare quei corridoi e seguirci senza che ce ne accorgiamo.
Ma anche il singolo esploratore può comunque addentrarsi nei livelli meno profondi, e raccogliere materiale utile per la sua ricerca. E' importante non farsi affascinare troppo dal contenuto di questi luoghi, fino a dimenticare ciò che c'è all'esterno. Saremo in grado, quindi, di raccogliere ciò che ci serve, non un peso troppo grande per le nostre spalle e portarlo fuori per osservarlo alla luce del sole.
Se ci sedessimo sulla riva del lago potremo osservare con calma questi contenuti, accorgendoci di come ciò che sottoterra ci sembrava strano e spaventoso sia semplicemente qualcosa di semplice coperto dalla polvere e dai sedimenti del tempo, e se aspettassimo che la superfice dell'acqua si calmi, fino a diventare uno specchio perfetto, li vi si rifletterebbe il sole sopra di  noi. Più tempo trascorreremo in questo luogo, osservando la vita che si svolge intorno a noi e documentando le nostre osservazioni, comprendendo le leggi e le dinamiche che la regolano, più avremo il desiderio di qualcosa di più particolare.
E in un giorno senza nuvole magari, in maniera inaspettata, potremo avere il desiderio, osservando il lago, di costruire un pontile, per arrivare al centro della calma distesa
d'acqua e goderne la quiete. Costruire ponti non è un lavoro facile! E sicuramente avremo bisogno di tutta la nostra pazienza e costanza per cercare gli alberi giusti, lavorarli nei componenti che ci servono e incastrarli fino a creare un passaggio sicuro e stabile, adatto al nostro cammino.
Ma una volta che il nostro pontile sarà completo, niente potrà descrivere l'emozione di percorrerlo fino alla fine, e una volta lì, semplicemente sdraiarsi ad osservare il sole sopra di noi, e guardarlo direttamente e non più rifesso nell'acqua, sentire il calore dei suoi raggi che ci scaldano e ci ripagano di tutto lo sforzo fatto durante il nostro viaggio. E più tempo trascorreremo ad osservare il sole, meno timore avremo della notte. Fino al giorno in cui, dopo un tramonto silenzioso, ci ritroveremo ad osservare la volta stellata.
E rimarremo senza fiato alla realizzazione che tutte quelle stelle sono come il nostro sole, e riempiono tutto l'universo e che lo spazio che possiamo esplorare è più vasto di quanto avessimo mai immaginato.
A questo punto, nella storia dell'uomo, c'è stato chi è tornato indietro a raccontare del suo viaggio, e chi invece è andato avanti e la sua storia è stata raccontata da altri. Ci sono poi uomini che sentono la vocazione di esplorare anche le terre che li circondano, o di aiutare e preparare nuovi esploratori. C'è chi fa la guida, e chi semplicemente ascolta i racconti e aiuta ad organizzare i dati raccolti da un singolo individuo. Ogni essere umano può aprire nuovi sentieri. E la rete che ci collega farà si che ognuno possa sempre ritrovare la via del ritorno.


BIBLIOGRAFIA
R. Assagioli - Psicosintesi per l'armonia della vita
P. Ferrucci - Introduzione alla Psicosintesi
P. Legrenzi - Storia della Psicologia
P. Ferrucci - Crescere. Teoria e Pratica
R. Assagioli - Per vivere meglio
E. Fromm- Avere o essere

 


 

sabato 6 agosto 2011

Paradossi e Sofismi § Identità tra noi ed il mondo

Identità tra noi ed il mondo - Daniel Odier

Intuizioni per la meditazione.
"Non esistono né impurità, né purificazione,
né divinità esterna a sé,
né pratica, né rituale
e non vi è nulla da raggiungere che sia separato da noi.
La coscienza è la totalità, la totalità è la coscienza". [...]
Improvvisamente non c'è più intercessore,
non c'è più distanza, non c'è più separazione.
Si tratta allora di liberare la coscienza dalle opacità che ci fanno credere di essere un'entità [...] indegna.
Il risultato è un rilassamento totale del corpo e della mente.
È la via laica per eccellenza. Vogliamo semplicemente l'indipendenza, l'armonia, il godere continuamente e profondamente del mondo [...].
La nostra paura principale, la paura della dissoluzione, di non essere nulla, ci impedisce semplicemente di comprendere che quando pensiamo di essere una cosa in particolare, quindi isolati, non siamo che quella cosa e perdiamo tutto il resto. Accettando di non essere nulla, guadagniamo il mondo. Questo ragionamento logico è la chiave [...] del ruolo creativo del desiderio e delle passioni, considerati i corrieri più veloci che, attraverso la sensorialità, ci conducono al Sé. [...]
Il piacere è una componente fondamentale della pratica [...], perché appena proviamo piacere nella presenza, abbiamo una tendenza naturale a ritornarvi. A questo punto non si tratta più di una pratica, ma di un modo di gustare più pienamente la vita e la sensorialità ed è la base di qualsiasi altra pratica. [...]
Da dove ci viene l'intuizione di una possibile identità tra noi ed il mondo?
Nessuno ce l'ha suggerita [...]. Perché ci ostiniamo a pensare che questa unione sia possibile?
Molto semplicemente perché ne abbiamo fatto l'esperienza diretta, intima e questa certezza è inalienabile. Abbiamo vissuto questa esperienza ben prima di essere condizionati.
Da neonati, durante le prime settimane di vita, non ci sentiamo separati né dalla madre né da ciò che ci circonda, siamo nell'unità indifferenziata. Questi momenti sono probabilmente i più sconcertanti e forti della nostra vita. Nessuna sensazione successiva riuscirà mai a far passare questa esperienza in secondo piano. È come incisa in noi, qualsiasi sia il cammino che seguiamo. Questa sensazione a volte riemerge inaspettatamente e ci ricorda per tutta la nostra vita che abbiamo la possibilità di comunicare nuovamente con lei.
Freud la chiamava «la sensazione oceanica»: «La sola presenza di questa sensazione oceanica ci autorizzerebbe a dichiararci religiosi, pur ripudiando tutte le credenze e le illusioni» (da Il disagio della civiltà e altri saggi).
Questa sensazione di unità [...] sembra essere la nostra prima esperienza di esseri umani. [...] È alla base dell'esperienza dell'essere [...].
Quando l'ego si sviluppa, molto presto, ben prima della comparsa del linguaggio, con esso appare la sensazione di separazione, che l'impostazione della nostra cultura non fa che accelerare. Dobbiamo distinguerci, dobbiamo accogliere le sfide, mostrarci brillanti, intelligenti, efficaci e tutto questo non può accadere senza un'inflazione dell'ego. Allora, come mai una volta adempiute tutte queste funzioni con successo sentiamo ancora quella nostalgia dell'unità?
Semplicemente perché è la nostra natura essenziale e non possiamo dimenticarla".
(Tratto da "Desideri, passioni e spiritualità"  (pp. 37-51) di Daniel Odier, il più noto esponente vivente in Europa della via kashmira)

Fonte:
- www.meditare.net/


venerdì 17 giugno 2011

Paradossi e Sofismi § Frasi d'Autore

  • ...

  • Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo:
    niente sarebbe com'è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa!
    Ciò che è, non sarebbe e ciò che non è, sarebbe!
    Alice nel paese delle Meraviglie
    [Fonte]

  • Quanto mi sento distante dalle persone quando sono con loro,
    e come le sento vicine quando sono lontane.
    Kahlil Gibran
    [Fonte] 

  • Il paradosso della consapevolezza,
    ovvero più uno è consapevole, più livelli di azione lo dividono dal mondo, è, come spesso accade in natura, un inganno.
    Il distanziamento progressivo dal mondo esterno è semplicemente il prezzo che si paga per conoscere qualsiasi cosa se non l’intero mondo.
    Più profonda e ampia è la nostra consapevolezza del mondo, più complessi diventano i livelli di azione necessari per ottenere ulteriore consapevolezza.
    D. Bickerton, Roots of Language, 1981 [Fonte]

  • Una delle cose che sono giunto a comprendere è che il risveglio diventa possibile quando si accetta l'idea che non possa essere «conseguito».
    Le dottrine, i processi e i sentieri graduali di ricerca del risveglio non fanno altro che esacerbare il problema che pretendono di risolvere, rafforzando l'idea che l'io possa trovare qualcosa che ha perduto.
    È questo stesso sforzo, questo investimento nell'identità dell'io che continua a ricreare l'illusione della separazione dall'unità.
    Questo è il velo che crediamo esista. È il sogno dell'individualità.
    Tony Parsons
    [Fonte]

  • Se cerchi di conoscere la tua mente con la mente,
    non potrai evitare una gran confusione.
    Seng Ts'an

  • ...


lunedì 18 aprile 2011

Sorella Morte § Morire Consapevole

Dalle opere di Bruce Lyon

Ovunque degli esseri umani siano capaci di rinunciare alla vita in nome dei loro credo, per quanto distorti, la paura della morte viene abbattuta.
Cos’è che convince delle persone a morire per i propri ideali piuttosto che a vivere per essi?
Periodi prolungati in cui hanno provato l’impotenza e, come risultato, il loro bisogno di potere esplode in estremi atti catartici di disperazione. [1]

La scelta del corpo (o della terra quale estensione del corpo) come casa ‘primaria’ ha come conseguenza la necessità di difenderlo dall’inevitabile decadimento e dalla morte. La paura della morte, ad ogni modo, non potrà mai essere eliminata. Se nel tentativo di evitare la morte si trasgrediscono i principi spirituali, allora l’esilio dallo Spirito e la dipendenza dalla forma aumenteranno, creando così una spirale materialistica. [2]

La volontà di vivere come anima deve superare la volontà di sopravvivere come essere fisico separato. Ecco perché l’iniziato di Terzo Grado è chiamato “Vincitore della morte”. [3]

Morire Consapevole
L’iniziato di Terzo Grado è chiamato "il conquistatore della morte" perché è capace di rimanere consapevole mentre compie la transizione fuori dai tre mondi. Questo morire cosciente concerne il ritirare gli investimenti - il graduale ritiro dell’identità interiore dagli attaccamenti ai veicoli. Gli attaccamenti fisici possono essere del tutto ovvi, quelli emotivi lo sono meno ma sono spesso più potenti, e quelli mentali sono ancora più insidiosi.
- A quali concetti, visioni del mondo o idee siamo attaccati?
- Come abbiamo reinvestito noi stessi quali anime dopo la nostra ultima ‘morte’?
- I nostri affari sono in ordine - potremmo astrarci se fossimo chiamati?
- Lo vorremmo nel caso lo potessimo fare?
- Potremmo partire senza rimpianti?
Esistono molte forme di questo tipo di "contemplazione di disinvestimento". [5]

È la Volontà che Conquista la Morte
È il collegamento con l’energia Vita e l’identificazione con essa, proveniente dalla comprensione che essa giace al centro del nostro essere, che ci permette di affrontare la morte senza paura. Identificandoci con la vita sappiamo per esperienza che non c’è morte, non esiste vera fine, non c’è modo che il centro della coscienza possa mai essere separato dal sua genitore. Affrontare la morte è quindi una delle prove che ci consente una maggiore partecipazione alla Vita.
Eppure la maggior parte della coscienza sul pianeta tenta disperatamente, anche nei minimi dettagli, di evitare il confronto con la morte.
Abbiamo paura di gettare via vecchie foto o di cambiare casa, figuriamoci se siamo disposti a mettere da parte i nostri veicoli fisici, emotivi e mentali se ci fosse richiesto all’improvviso.
VIVERE significa essere consapevoli del nostro rapporto con l’energia della VITA e della nostra partecipazione con essa, e questa Vita non è l’opposto della morte, la morte non è che il cancello tra la vita nei tre mondi e la Vita nelle quattro sfere superiori.
Quando la morte cesserà di essere un ostacolo per la coscienza, avremo esseri umani capaci di consapevolezza su tutti e sette i piani contemporaneamente, e allora l’incarnazione sarà un’esperienza meravigliosa cui si aggiungerà la capacità di manifestare, o di permeare i tre mondi inferiori con la Vita che si sperimenta nei quattro superiori. Non è che questa Vita non permei tutti i piani. È la coscienza della Vita, il rapporto cosciente ALLA Vita che manca e che è prerogativa del quarto regno della natura manifestare. [6]

L'umanità focalizzerà tutta la propria attenzione sulla propria salute e sul prolungare la vita per paura della morte?
Si contrarranno e diventeranno un fardello lamentoso per la generazione successiva, oppure continueranno ad espandersi e a distribuire il raccolto della propria vita – in forma e coscienza - in un‟effusione generosa che garantisca un flusso continuo di sviluppo evolutivo?
Come affronteremo, accetteremo e andremo oltre la nostra morte? Come civiltà planetaria?
Naturalmente una volta che la morte è stata affrontata psicologicamente al ritorno di Saturno, non è necessariamente seguita dalla morte fisica, ma il passaggio è l'accesso ad un nuovo volto della vita che a volte viene chiamato gli anni d'oro. La morte è stata accettata e quindi le paure di sopravvivenza non controllano più la direzione della vita. Gratitudine, apprezzamento e generosità iniziano a scorrere, poiché l'anima è capace di dare il proprio contributo alla comunità. La civiltà sul pianeta terra ha il potenziale per entrare nei suoi anni d'oro - la sua età dell'oro – una volta che Saturno, il Guardiano della Soglia, passerà e che Urano ci risveglierà alla nostra eredità Cosmica.
Considerate che durante le guerre mondiali sono stati capaci di prendere l‟iniziazione molti più esseri umani rispetto a qualsiasi periodo precedente. Questo perché la crisi obbliga alla scelta. [8]

Alla base dei problemi d’inerzia e mancanza di denaro che ostacolano l’opera Gerarchica c’è la paura della morte.
La paura della morte si basa sull’identificazione errata della coscienza con la forma, abbiamo paura di perdere ciò che pensiamo di essere.
La Luce della Vita ci rivela che siamo invece quella Vita Stessa - che non è nata, che non muore, che è eterna. [7]

Nella vita di gruppo man mano che un numero sempre maggiore di iniziati passano il terzo grado, l'effetto si risente sul piano fisico con una diminuzione delle paure di sopravvivenza che condizionano il guardiano planetario. Essi formano un gruppo che ha vinto la morte e sono quindi capaci di controbattere le forze di paura e materialismo che ancora dominano la società umana. [9]

L’Esteriorizzazione della Gerarchia è un atto di affermazione volontario, deliberato, intelligente ed amorevole. Un’affermazione dell’essenziale e non-duale natura della realtà. Una dimostrazione, attraverso l’identificazione, che lo spirito e la materia non sono due, ma uno. Questa dimostrazione pone fine allo iato nella coscienza collettiva fra la cosiddetta vita e la morte, liberando l’umanità e, attraverso l’umanità, gli altri regni della natura, dalla morsa della paura. Il risultato di questa cultura emergente sarà una “vita più abbondante”. [4]

__________________________________________________

Fonti:
[1] Lyon B., Mercurio, Istituto Cintamani, Roma 2003, pag. 5
[2] Lyon B., Mercurio, Istituto Cintamani, Roma 2003, pag. 11
[3] Lyon B., Mercurio, Istituto Cintamani, Roma 2003, pag. 37
[4] Lyon B., Mercurio, Istituto Cintamani, Roma 2003, pag. 67
[5] Lyon B., Agni, Istituto Cintamani, Roma 2004, pag. 31
[6] Lyon B., Operare con la Volontà, Istituto Cintamani, Roma 2007, pag. 97
[7] Lyon B., Operare con la Volontà, Istituto Cintamani, Roma 2007, pag. 101
[8] Lyon B., Cosmologia occulta, 2010, pag. 42-43

[9] Lyon B., Cosmologia occulta, 2010, pag. 169-170
__________________________________________________

 

.:.

mercoledì 16 febbraio 2011

Reincarnazione Angeli Demoni

 

Reincarnazione

ATTENZIONE
A qualcuno la lettura potrebbe provocare turbamento, rifiuto o altro:
tenetene conto prima di continuare.
Ricordiamoci che ci sono cose che possono essere viste in più modi.
Leggete e rifletteteci sopra.
Questa formulazione per me è stata illuminante.
Aggiungerò qualcosa in fondo.

.:.

La religione cattolica non contempla la reincarnazione eppure ci sono molte domande alle quali la reincarnazione sarebbe in grado di rispondere efficacemente:
- Perché certi esseri umani nascono in condizioni più svantaggiate di altri?
- Perché alcuni sono già tendenti al male fin da piccoli?
- Perché certi mostrano delle capacità incredibili in età infantile?
- Cosa rappresenta esattamente il peccato originale con il quale tutti veniamo al mondo?
- Se l'anima è eterna e viene da Dio perché mai deve passare attraverso la vita terrena per ritornare a Dio?
- Come mai tutti gli esseri umani sono così predisposti a seguire un leader o un'ideale?
Qualche tempo fa sono venuto a conoscenza di una teoria piuttosto interessante riguardo alla reincarnazione che si collegherebbe verosimilmente anche alla religione cattolica.
Tutti sappiamo che Lucifero era un angelo del Signore che decise, grazie al libero arbitrio, di allontanarsi da Dio divenendo il suo antagonista . Molti angeli scelsero di seguire satana e, lontani dal Signore, si trasformarono in demoni; e se alcuni di loro si fossero pentiti e avessero chiesto di ritornare da Dio?
E' a questo punto che entra in scena l'ipotesi della reincarnazione: le nostre anime potrebbero essere le anime di quegli angeli pentiti.
Avrebbe una logica pensare che Dio, per accoglierli nuovamente, volesse metterli alla prova abbassandoli al livello terreno e sottoponendoli, per un periodo limitato, ancora una volta alla seduzione del diavolo. Attraverso tutte le reincarnazioni necessarie, Dio avrebbe dato a quegli angeli la possibilità di ritornare ad essere anime pure, spirituali e totalmente disinteressate al male.
Lo stesso Dio, facendosi uomo, ha dimostrato come ogni essere umano può avvicinarsi in vita allo stato spirituale tipico degli angeli.
A ben pensarci nelle filosofie orientali la reincarnazione è concepita proprio come una purificazione progressiva dell'anima; ci si reincarna fino a quando non si raggiunge la perfezione spirituale, il che coinciderebbe con questa teoria. Del resto è interessante notare come tutte le religioni abbiano dei capisaldi in comune che mirano, appunto, al raggiungimento di un livello morale supremo.
Probabilmente non sapremo mai, durante questa vita terrena, come stanno davvero le cose ma trovo sempre affascinante fermarmi a riflettere sui grandi quesiti che l'esistenza ci pone, reincarnazione compresa.
[Fonte: http://www.mr-loto.it/archivio/2011/gennaio/reincarnazione-]

.:.

Ascoltiamo le parole di questa canzone di Franco Battiato:

 Le Sacre Sinfonie del Tempo

Le sento più vicine le sacre sinfonie del tempo
con una idea: che siamo esseri immortali
caduti nelle tenebre, destinati a errare;
nei secoli dei secoli,  fino a completa guarigione.
Guardando l'orizzonte, un'aria di infinito mi commuove;
anche se a volte, le insidie di energie lunari,
specialmente al buio mi fanno vivere nell'apparente inutilità,
nella totale confusione.
... Che siamo angeli caduti in terra dall'eterno
senza più memoria: per secoli, per secoli,
fino a completa guarigione.

____________________________________

E' un tema complesso, ma gli "Angeli Caduti", i ribelli, siamo noi.
Ma questo significa che siamo i compagni di Lucifero.
Significa che possiamo cercare di dimenticarlo o decidere di intraprendere e percorrere la "Strada del Ritorno alla Casa del Padre" e questo comporta "Sofferenza", che va dunque accettata, compresa e trascesa. Questo da un senso, una spiegazione anche alla "Sofferenza" della nostra condizione umana e ci può aprire al suo ridimensionamento.
Questo spiega la necessità di superare delle "Prove" per procedere in questo cammino.
Questo spiega la parabola del "Figliol Prodigo".
L'accettazione di un prezzo da pagare, del karma che ci portiamo dietro, degli effetti delle scelte precedenti.
Usando questa ipotesi degli angeli ribelli, possiamo dire che coloro che chiamiamo "Maestri" possono essere degli angeli caduti che sono riusciti a percorrere la strada del ritorno al Padre e decidono di dedicare il loro cammino per aiutare gli altri fratelli a fare lo stesso. Altri possono provenire, invece, direttamente dal Padre che invia i propri figli (che sono rimasti con Lui e non si sono ribellati) per aiutare gli uomini (angeli ribelli) a ritornare a Lui...
Seguendo questa linea di pensiero può essere logico ipotizzare che esistano anche forze che si rifiutano (per adesso) di intraprendere il cammino del Ritorno e che possano anche ostacolare chi, invece, decide di "ritornare".

Questa conoscenza dovrà essere riconosciuta, accettata ed elaborata a livello mentale e può produrre uno stato temporaneo di ottundimento della mente razionale e successivamente un potenziamento delle mente intuitiva. Dovrà essere vissuto a livello emotivo e può produrre prima turbamento e tensione e poi calma e distacco. Dovrà essere assimilato a livello fisico producendo purificazione delle cellule e dell'energia eterica (con possibile sofferenza) e quindi rilassamento e afflusso energetico.

____________________________________

Dalle opere di Bruce Lyon:

Dalla prospettiva del piano astrale cosmico, per esempio, una monade umana sul piano monadico del piano cosmico fisico è ‘caduta’ in incarnazione fisica. Essa forma parte dell’incarnazione fisica di un Logos Planetario, di un Logos Solare e di un Logos cosmico. Quando la vita monadica si è liberata dall’incarnazione, segue un "sentiero di ritorno" attraverso i sette Sentieri cosmici verso i piani cosmici superiori e infine trova la sua ‘casa’ entro l’identità di un Logos Cosmico sul piano monadico cosmico. Cos’è dunque l’entità che ‘viaggia’ per questo sentiero di ritorno monadico? [...] L’utilizzo del termine ‘coscienza’ è applicato correttamente all’anima e alla triade spirituale. Quando parliamo della monade, stiamo parlando di ‘identificazione’ – il trasferimento, l’espansione, la traslazione e la trasformazione dell’identità. La monade forma parte del filo della ‘Vita’, più che del filo della ‘Coscienza’ dell’essere più grande in cui essa vive.  [Mercurio, pag. 25]

Dobbiamo ricordare che questo pianeta non è un pianeta sacro ed è infatti conosciuto come un ‘ribelle divino’. Questo significa che c’è mancanza di allineamento tra la volontà del Logos Planetario e quella del Logos Solare. [Mercurio, pag. 26]

Tutto ciò è connesso con Lucifero, il Sentiero del Servizio Sulla Terra, la venuta dell’energia del Dragone nella seconda ronda. La qualità precipua del Servizio sulla Terra è il ‘sacrificio’ – la rinuncia alla vita cosciente nelle sfere superiori, per stabilirsi in quelle inferiori. Da una certa prospettiva, questo potrebbe essere visto come una ‘ribellione’ – da un’altra è visto come un potente atto d’amore. Solo coloro che sanno oltre ogni dubbio che lo Spirito è invincibile e che alla fine trionferà, possono prendere la decisione di esiliarsi nella più profonda Materia. Può essere d’aiuto dare il migliore insegnante alla classe degli studenti peggiori. L’insegnante dovrà attingere a grandi riserve di pazienza e fiducia. Dovrà essere pieno di risorse e avere una volontà salda. E avrà bisogno di una compassione infinita. La sua ricompensa potrebbe essere vedere alcuni dei suoi studenti più difficili che iniziano ad imbrigliare la loro energia nel senso dell’evoluzione, iniziando ad apportare un contributo significativo alla più ampia società in cui vivono. Noi abbiamo quest’Insegnante. Egli è il Signore della Terra ed è un discepolo diretto del Logos Solare. [Mercurio, pag. 38]

Dalla prospettiva del Logos Solare nel centro di questo sistema, la caduta degli angeli solari sulla Terra forma parte del Guardiano del sistema, così come il legame tra Sirio e il centro galattico forma l‟Angelo. Il Guardiano è quella parte di ogni essere intero che ha scelto l‟esilio dal centro illuminato per portare quella luce nella parte più materiale del sistema. Come risultato dell'esercizio di libera volontà nel servizio dell'amore, impara l‟auto-fiducia, la pazienza e l‟indipendenza. Sanat Kumara è chiamato ribelle divino ed è collegato sia a Lucifero che a Saturno nella sua funzione prescelta di costruire un ponte con un sistema inferiore. [Cosmologia occulta, pag. 178]

____________________________________

Dalle opere di H. P. Blavatsky:
LUCIFERO (Lat.) - Il pianeta Venere, quale luminosa “Stella del Mattino”. Prima di Milton, Lucifero non era mai stato il nome del Diavolo. Proprio al contrario, poiché nell’Apocalisse (XVI, 22), si fa dire al Salvatore Cristiano: “Io sono… la luminosa stella del mattino”, o Lucifero. Uno dei primi Papi di Roma detestava questo nome, e nel quarto secolo ci fu anche una setta Cristiana che fu chiamata i Luciferini. [HPB, Glossario Teosofico]

Demon est Deus inversus. Il diavolo è chiamato adesso dalla Chiesa Tenebre, mentre nella Bibbia, nel Libro di Giobbe, è chiamato “Figlio di Dio”, la luminosa stella mattutina, Lucifero. Vi è tutta una filosofia di dogmatica sottigliezza nella ragione per cui il primo Arcangelo, che sorse dalle profondità del Chaos, fu chiamato Lux (Lucifero) il luminoso “Figlio del Mattino” o Aurora manvantarica. La Chiesa lo ha trasformato in Lucifero o Satana, perché è più elevato e più antico di Jehovah e doveva essere sacrificato al nuovo dogma. [HPB, Dottrina Segreta, Cosmogenesi, pag. 120]

[...] ci sono sette chiavi al mistero della “Caduta”. Inoltre, ci sono due “Cadute” in Teologia: la ribellione e la “Caduta” degli Arcangeli, e la “Caduta” di Adamo ed Eva. Così, le Gerarchie più basse come le più alte sono imputate di un supposto crimine. L’attributo “supposto” è il termine corretto, perché in entrambi i casi l’accusa è fondata su un malinteso. In Occultismo, entrambi sono considerati effetti karmici, ed entrambi appartengono alla legge dell’evoluzione intellettuale e spirituale da una parte, fisica e psichica dall’altra. La “Caduta” è un’allegoria universale. Essa pone ad un estremo della scala dell’Evoluzione la “ribellione”, cioè l’azione dell’intelletto, o coscienza separata, che cerca l’unione con la Materia; e all’altro, l’estremo inferiore, la ribellione della Materia contro lo Spirito, o dell’azione contro l’inerzia spirituale. E lì sta il germe di un errore che per oltre 1800 anni ha portato effetti così disastrosi sull’intelligenza delle società civili. Nell’allegoria originaria è la Materia — quindi gli Angeli più materiali — che era vista come conquistatrice dello Spirito, gli Arcangeli che “caddero” su questo piano. Quelli dalla spada fiammeggiante (le passioni animali) avevano messo in fuga gli Spiriti delle Tenebre. Ma sono questi ultimi che hanno lottato per la supremazia della spiritualità cosciente e divina sulla Terra, ed hanno fallito, soccombendo al potere della Materia. Invece, nel dogma teologico vediamo il contrario: è Michele, “che è simile a Dio”, il rappresentante di Jehovah, che conduce le Legioni Celesti — come Lucifero, nella fantasia di Milton, è quello delle Legioni Infernali. [HPB, Dottrina Segreta, Antropogenesi, pag. 68]

____________________________________

 

Per inquadrare tutto il processo bisogna evidenziare alcuni punti:

  1. Il Logos del pianeta Terra (3° raggio) non è allineato con il Proposito del Logos del Sole (2° raggio). sulla Terra predomina la Materia = "Pianeta Ribelle".
  2. Lucifero (Lux, più vicino allo Spirito) si è incatenato alla Materia (Sacrificio) per ricordare lo Spirito e permettere la sua redenzione = Spiritualizzazione della Materia = allineamento del proposito della Terra con quello del Sole.
  3. Ognuno di noi (angeli caduti) con l'evoluzione della nostra coscienza (verso lo Spirito), vita dopo vita, contribuisce all'evoluzione del pianeta. Chi non evolve in coscienza rallenta l'evoluzione.
  4. Gli Avatar, i Maestri che si incarnano nelle varie epoche, vengono a ricordarci questo. Loro non hanno più bisogno di incarnarsi sulla Terra ma lo fanno per "Sacrificio", per redimere gli angeli rimasti, e lo faranno finché anche l'ultimo non ricorderà e sarà redento e il proposito del Logos planetaria sarà allineato con quello solare.
  5. ...

____________________________________

Post LogoPsicoSofia collegati:
.:. Natura animale, natura umana, natura divina
.:. Un uccello meraviglioso
.:. vita-monade-anima-conoscenza-simboli

____________________________________

Film sulla reincarnazione e sugli Angeli (in ordine casuale):
-
Elenco film Angeli nel cinema
- La vita è meravigliosa
- Per sempre (Always)
- Il paradiso può attendere 
- Al di là dei sogni
- Michael
- Accadde in Paradiso
- Gabriel (2007) La_furia_degli_angeli
- La_settima_profezia
- Touched by an angel (Il_tocco_di_un_angelo) Serie televisiva
- Il Piccolo_Buddha
- L'Angelo del Male (1998)
- City Of Angels (La città degli angeli)
- Angel-A
- Il cielo sopra Berlino
- Così lontano così vicino
- Vi presento Joe Black
- Angels_in_America (serie televisiva)
- Appuntamento-con-un-angelo


"Per quelli che credono nell’amore eterno,
nessuna spiegazione è necessaria;
per quelli che non ci credono,
nessuna spiegazione è possibile".

(tratto da "Aldilà dei sogni")

____________________________________

Link:
- http://it.wikipedia.org/wiki/Reincarnazione
- http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo
- http://it.wikipedia.org/wiki/Demonio
- http://www.estovest.net/tradizione/reincarnazione.html
- http://www.anticorpi.info/2011/04/il-fatto-della-reincarnazione.html
- http://www.mr-loto.it/archivio/2011/giugno/angeli
____________________________________

Se i miei demoni mi abbandonassero
temo che anche i miei angeli volerebbero via.
Rainer Maria Rilke

__________________________________________

Libri:
-
John Milton (1608-1674), Paradiso perduto (1667)

__________________________________________

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

POST RECENTI DA BLOG SELEZIONATI