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giovedì 15 novembre 2012

Strade

Strade di Darth Ever

Strada per andare...
Strade per tornare...
Strade per una destinazione...
Strade senza una meta...
Strade per Essere...



Strade diritte
Strade tortuose

strada del San Gottardo di Tobia Scandolara

Strade interrotte
Strade Facili e Difficili
Strade Belle e Brutte
...




Strade di montagna di PABLO PONI

Non conoscere la propria strada...
Cercare...
Trovare...
Percorrere la propria strada...
Intuire una nuova Strada...
Preparare una nuova Strada...  
Tracciare una nuova Strada per chi verrà...

Essere la Strada...
Essere il Viaggio...
Essere la Destinazione...
Essere...















di Resalvato
con la collaborazione di Paola C. e lo stimolo di Mr. Loto
Immagini: dal Web


Citazioni

Nei primi tempi al maestro Lieh-tzu piaceva viaggiare.
Hu-ch’iu-tzu gli disse: “O Yu-k’ou, a te piace viaggiare. Che cosa ti piace nel viaggiare?”.
“La gioia del viaggiare”, rispose Lieh-tzu, “ è che le cose che ti divertono non sono mai le stesse. Il viaggiare degli altri è per contemplare la loro vista, il mio viaggiare è per contemplare il loro cambiamento. Viaggiare e viaggiare! Non v’è chi sia capace di distinguere in questo viaggiare”. “Il tuo viaggiare, o Yu-k’ou, è tale e quale a quello degli altri”, disse Hu-ch’iu-tzu.
“Tu dici che è diverso? Di tutto ciò che vediamo scorgiamo continuamente anche i cambiamenti. Ti diverti perché le cose non sono mai le stesse, senza sapere che anche noi non siamo mai gli stessi. Dedichi la tua attenzione ai viaggi esteriori, ma non sai dedicarla alla contemplazione interiore. Chi compie viaggi esteriori cerca la completezza nelle cose, chi si dà alla contemplazione interiore trova la sufficienza in se stesso. Trovare la sufficienza in sé è il modo sommo di viaggiare, cercare la completezza nelle cose non è il modo sommo di viaggiare”.
Dopo di ciò, per tutta la vita Lieh-tzu non uscì più di casa, ritenendo di non sapere che fosse viaggiare. Hu-ch’iu-tzu gli disse: “Che cosa somma è viaggiare! Chi viaggia in modo sommo non sa dove va, chi contempla in modo sommo non sa che cosa guarda. Viaggiare tra tutte le cose, contemplare tutte le cose: ecco quel che io chiamo viaggiare e contemplare. Per questo ho detto: che cosa somma è il viaggiare! 
(dal libro di Lieh Tzu)


Non uscendo dalla porta si conosce il mondo.
Non guardando dalla finestra si scorge la via del cielo.
(Lao-Tzu)

Quando siete in viaggio, vi è certamente utile sapere dove state andando o almeno conoscere la direzione generica verso cui vi state muovendo: ma non dimenticate: l' unica cosa che in definitiva è reale riguardo al vostro viaggio è il passo che state compiendo in questo momento.
(E. Tolle)

Quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta.
(Susanna Tamaro)

Aveva studiato medicina a Vienna, aveva studiato antropologia, letto di tutto; e ora si stava dedicando al lavoro della sua vita, ch'era lo studio delle cose in se stesse per le strade della vita e della notte.
(Jack Kerouac)

La giusta direzione
- Alice: Volevo soltanto chiederle che strada devo prendere!
- Stregatto: Beh, tutto dipende da dove vuoi andare.
(Alice nel Paese delle Meraviglie, L. Carrol)
Più che la meta del tuo viaggio importa lo spirito con cui l’hai raggiunta, e pertanto non dobbiamo subordinare il nostro animo ad alcun luogo. Bisogna vivere con questa convinzione: “Non sono nato per un solo cantuccio di terra, la mia patria è l’universo intero”.
Se questo concetto ti fosse trasparente, non ti meraviglieresti di non trovare alcun conforto nella varietà delle regioni in cui di bel nuovo ti rechi per la noia delle precedenti. Infatti ti sarebbe piaciuta la prima in cui saresti capitato, e poi anche di volta in volta avresti gradito le successive, se avessi considerato ciascuna come interamente tua.
(Seneca a Lucilio)
La cosa più difficile è definire un cammino per noi stessi.
Chi non compie una scelta, agli occhi del Signore muore, anche se continua a respirare e a camminare per le strade.
Perché l'uomo deve scegliere.
In questo sta la sua forza: il potere delle sue decisioni.
(Paulo Coelho)

I geni aprono le strade, i begli spiriti le appianano e le abbelliscono.
(Georg Christoph Lichtenberg)

Raccontò che c'erano due strade, per tornare a casa, ma solo in una si sentiva il profumo di more, sempre, anche d'inverno. Disse che era la più lunga. E che suo padre prendeva sempre quella, anche quando era stanco, anche quand'era vinto. Spiegò che nessuno deve credere di essere solo, perché in ciascuno vive il sangue di coloro che l'hanno generato, ed è una cosa che va indietro fino alla notte dei tempi. Così siamo solo la curva di un fiume, che viene da lontano e non si fermerà dopo di noi.
(Alessandro Baricco)

Ciò che è fuori è anche dentro; e ciò che non è dentro non è da nessuna parte.
Per questo viaggiare non serve.
Se uno non ha niente dentro, non troverà mai niente fuori.
È inutile andare a cercare nel mondo quel che non si riesce a trovare dentro di sé.
(Tiziano Terzani)

È finita la notte.
Spegni la lampada fumante nell'angolo della stanza.
Sul cielo d'oriente è fiorita la luce dell'universo: è un giorno lieto.
Sono destinati a conoscersi tutti coloro che cammineranno per strade simili.
(Tagore)

Il sentiero che conduce al Gioiello nel Loto è come un diamante durissimo, scintillante per i lampi dell'illuminazione. Ma il Gioiello non è la meta. Il viaggio è la meta. Per ogni uomo che sente il richiamo della sua anima, la meta si trova nel qui e ora.
Il più grande "peccato" è udire il richiamo, sapere quale è il prossimo passo da fare e non farlo.
Il sentiero che si inerpica lungo la parete della montagna porta alla vetta dell'iniziazione. Esso è ripido e difficile. Richiede tutta la propria capacità di concentrazione, non ci si può permettere di  perdere tempo crucciandosi degli errori passati o pensando al Gioiello che attende di essere scoperto.
Il viaggio è la meta ed occorrono muscoli poderosi per percorrere l'impervio sentiero fino alla vetta della montagna.
Bisogna prepararsi adeguatamente prima che la scalata si faccia più difficile; bisogna aspettarsi di dover affrontare una dura lotta e, cosa ancora più importante, bisogna avere il coraggio e la persistenza di resistere nei tempi avversi, quando la parete sembra crollare sotto i propri piedi ed anche quando, saliti abbastanza in alto, la vertigine spirituale attende l'incauto o colui che è ancora avvolto nell'illusione.
(Douglas Baker, “Il Gioiello nel Loto”)
Alcune strade portano più' ad un destino che a una destinazione. 
Jules Verne

“Non puoi percorrere la via prima di essere diventato la via stessa”.
Buddha

“Viandante, sono le tue orme la via e nulla più; viandante non c’è via, la via si fa con l’andare. Con l’andare si fa la via e nel voltare indietro la vista si vede il sentiero che mai si tornerà a calcare. Viandante, non c’è via ma scie nel mare”.
Antonio Machado

“Camminando sulle strade di campagna, come sui sentieri della vita, si impara che nulla va espulso, allontanato dalla nostra coscienza e tutto va abbracciato, sensazioni, emozioni, pensieri, uomini, piante, animali, la luce e l’ombra, la strada difficile e quella facile. Tutto questo la meditazione può insegnarcelo e la camminata ne è un simbolo limpido”.
Mario Armellini

“Strada: striscia di terra che si percorre a piedi. Diversa dalla strada è la strada asfaltata, che si distingue non solo perché la si percorre con la macchina, ma in quanto è una semplice linea che unisce un punto ad un altra. La strada asfaltata non ha senso in se stessa; hanno senso solo i due punti che essa unisce. La strada è una lode allo spazio. Ogni tratto di strada ha senso in se stesso e ci invita alla sosta. Prima ancora di scomparire dal paesaggio, le strade sono scomparse dall’animo umana: l’uomo ha smesso di camminare con le proprie gambe e di gioire per questo. Anche la propria vita armai non la vede più come una strada, bensì come una strada asfaltata: come una linea che conduce da un punto ad un altro..”
Milan Kundera

“Viandante, il sentiero non è stato tracciato ma la strada si apre davanti a noi mentre la percorriamo insieme.“
A. Machado


Link:
- Andrea Bocconi, Viaggiare non partire
- Procedendo nella via. Dovunque tu vada, vacci con tutto il tuo cuore." (Confucio)
- Strade (poesia di Michela)
- Viaggiare-è-meglio-che-arrivare. Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta.




lunedì 4 giugno 2012

L’aspetto spirituale dell'Austerità

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Buona Volontà MondialeBollettino che mette in evidenza l’energia di buona volontà negli avvenimenti mondiali
Bollettino 2012 N° 2


La gioia più grande emana dall’austerità.
- Serie Agni Yoga
L’austerità economica può essere una “benedizione mascherata”.
Se consideriamo il sentiero della rinuncia auto-imposta alla ricchezza materiale per scopi spirituali, possiamo trovare lezioni importanti che aiuteranno l’umanità a evitare gli estremi del lusso e della povertà che attualmente affliggono il mondo.

La storia dimostra che tempi di austerità possono riuscire a trasformare popoli e nazioni. Per esempio Sparta, la città-stato dell'antica Grecia, è diventata famosa per la bravura militare dei suoi cittadini attraverso il loro stile di vita austero. Dal nome di tale città, la parola “spartano” si è evoluta ed è ancora oggi usata per denotare la frugalità e l'auto-negazione. Ironicamente, è proprio la Grecia sta oggi vivendo alcune tra le più gravi difficoltà economiche e che viene sottoposta a “programmi di austerità”, ma lo sono anche molti altri paesi oberati dai debiti.
Poiché questa contingenza economica sta portando sacrifici a così tante persone, austerità è una parola che pochi vedrebbero in luce positiva, associandola principalmente con lo squallore economico, la perdita dello standard di vita cui si era abituati, e tutto senza che si profili alcun obiettivo di compensazione. Ma c'è un altro tipo di austerità che, se volontariamente applicato, ha un valore incomparabile nel perseguire l'obiettivo spirituale. Naturalmente, questa è ben magra consolazione per coloro che sono attualmente privati di mezzi per vivere dignitosamente, ma l'importante differenza è che l'austerità spirituale è applicata per libera scelta – in questo caso non è dunque un'imposizione sgradita. Qui non si vuole indicare la strada dell'ascesi o del praticante raja yoga a tutti coloro che stanno soffrendo dell'attuale crisi economica mondiale, ma è interessante riflettere sulla pratica dell'austerità nella spiritualità per vedere se può esserci almeno qualche ricompensa spirituale per chi ne è colpito.
“Praticare l'austerità” in sanscrito si definisce “Tapasya”, e per mezzo di esso lo yogi lavora per liberare la propria mente dai desideri mondani, ripulendo uno spazio all'interno dei quale la secolare accumulazione di forze che lo tengono avvinto al mondo fisico viene “bruciato”, consentendo alla coscienza di salire senza impedimenti verso l'obiettivo spirituale prefigurato. Tapasya letteralmente significa bruciare o surriscaldare, diventare, come recita un'affermazione spirituale, ”un punto di fuoco sacrificale focalizzato all'interno dell‟ardente volontà di Dio”. Il sentiero dello yogi può essere troppo estremo per la maggior parte delle persone, ma un certo controllo o limitazione dei sensi e degli appetiti materiali è essenziale per creare lo spazio interiore necessario a esplorare la propria vera identità. I ritiri spirituali stanno diventando sempre più forme popolari per sviluppare Tapasya, spesso provvedendo il silenzio e il digiuno nel proprio regime. Praticare l'austerità prevede una scelta cosciente di sopportare alcuni privazioni senza lamenti, attaccamento o avversione. Fondamentale è lo stato della mente quando si decide di sottoporsi a questa osservanza.
Quello che chiamiamo il mondo occidentale sta entrando in un periodo di austerità, per lo meno dal punto di vista finanziario, ma in realtà molte nazioni, in particolare quelle in via di sviluppo e a basso reddito, da molti anni vivono in condizioni assai peggiori di povertà e privazione. Deve infine sorgere la realizzazione che l'instabilità finanziaria ed economica di tipo “boom/recessione” sarà sempre la protagonista nel mondo, fino a quando le nazioni sceglieranno la struttura economica “basata sull'avidità” e non una delle benefiche organizzazioni per il bene complessivo. Alcuni economisti pensavano che il modello “boom/recessione” fosse stato sradicato dall'economia dei giorni nostri, ma questa polarità riflette il dualismo della condizione psicologica collettiva dell‟umanità e come tutte le altre coppie di opposti non le si potrà sfuggire fino a quando non s'imboccherà la via spirituale che sta in mezzo.
Fino a quando non si abbraccerà coscientemente e non si percorrerà gioiosamente questo sentiero di austerità spirituale, le coppie di opposti continueranno a somministrarci dure ma eque lezioni. Perché il cambiamento sociale e, in definitiva, l'evoluzione si verificano attraverso le calamità e le crisi, se non riescono attraverso la scelta consapevole. Quindi è meglio imparare le lezioni della dualità e scegliere quanto prima la via di mezzo, e poi, una volta scelta coscientemente, la gioia potrà accompagnare l'azione del rilascio dal fardello delle cose materiali. Le attuali misure di austerità quindi hanno del potenziale positivo nel ridurre l'eccessivo consumismo e nel guidare la gente a pensare più creativamente al futuro.
Ci sono molti esempi di persone e gruppi che stanno indicando la via in quest'area. Il Voluntary Simplicity Movement fondato da Duane Elgin, ad esempio, chiama l'umanità a smetterla di vivere con il pilota automatico e a effettuare deliberatamente scelte di cambiamento della vita. Questo implica liberarci dalle attività non essenziali che permeano la vita moderna, così da rendere possibile il vivere secondo i nostri più importanti obiettivi e valori. Le priorità della nostra cultura consumistica e orientata al lavoro spesso vanno in direzione opposta a ciò che ci arricchiste e ci ispira. Le vite “semplificate”, dicono, spesso sono esaltate dalle scelte di ridurre i consumi, e di volgersi ad attività che hanno un effetto positivo sui rapporti, la vita familiare, il servizio e l'ambiente.
Non è troppo idealistico che molte persone oggi siano profondamente preoccupate del benessere degli altri sul pianeta in un modo che non si era mai avuto prima. Per soddisfare i bisogni che comporta questo nuovo riconoscimento in evoluzione del vivere in un “unico mondo”, è essenziale che i valori e le qualità spirituali come giustizia, compassione e fratellanza non siano più soltanto astrazioni, ma si trasformino nella trama del tessuto della vita di tutti i giorni.
L'interiore e l'esteriore, il mondo soggettivo e quello oggettivo devono essere collegati a formare un tutto – rapporti umani, sistemi economici, sociali ed ecologici – in modo che tutto quello che si manifesta nel mondo esterno del vivere quotidiano sia diretto coscientemente da un apprezzamento soggettivo della completezza, dell'unicità dello spirito umano e della condivisione nella Vita Una.
Da questo è possibile comprendere che la benevolenza e l'austerità spirituale sono un'unica e sola cosa. Per i più ricchi nel mondo, coloro che hanno educazione, vocazioni e abilità, le azioni benevolenti stanno diventando sempre più comuni, come testimoniano i tanti atti di generosa donazione e servizio, che piantano i semi perché emerga un modo di vita più disciplinato, altruista e soddisfacente. Per alcuni di questi donatori e filantropi questo dare forse non significa sacrificio personale, e forse è solo una percentuale del reddito, che non incide realmente sulla qualità della vita. Tuttavia, l'attuale tendenza mostra che molti di coloro che danno si stanno personalmente coinvolgendo nella distribuzione del loro denaro o delle loro abilità, e stanno scoprendo i primi barlumi della gioia divampante che caratterizza il sentiero della vera austerità.
Man mano che quest'attitudine si intensifica in una vita governata dall'energia della buona volontà e della compassione, soffrendo in termini di perdita personale e negazione, automaticamente decade per essere sostituita da un impegno positivo con il mondo e l'identificazione con l'anima di tutti.
L'obiettivo da raggiungere supera tutto il resto, e a caratterizzare la coscienza arriva un perfezionamento e una semplificazione della vita personale per vivere per il bene degli altri e di tutto ciò che vive sul pianeta. La coscienza di una tale persona di buona volontà è quindi saldamente trasformata nel fuoco di Tapasya, poiché essa ha messo un piede, anche se involontariamente, sul sentiero del vero yogi.
Fonte
- http://www.lucistrust.org/it/service_activities/world_goodwill


sabato 7 aprile 2012

Coscienza Cristica

Chi sono dunque gli "Illuminati"?  Ma è evidente! Sono coloro che dalla vita sono stati premiati  avendo provato personalmente cosa significhi
andare 
“aldilà” della mente.


tali persone comprendono pienamente, riconoscono e sono chiaramente consapevoli, che ogni sofferenza (malattia, privazione, mancanza di successo, infelicità) deriva dalla mancanza d’Amore nell’approccio che uno ha verso la vita, le persone, l’ambiente.
La Critica  è il maggiore di tutti gli ostacoli alla felicità interiore, perché è altamente distruttiva. Si riflette nella vita della persona, perché quando giudicate, il giudizio ricade sull’autore, come dice il proverbio. Criticare gli altri interferisce con il loro benessere e, di conseguenza, quando danneggiamo gli altri, anche solo minimamente, di nuovo, il danno ritornerà con gli interessi.
Perciò, quando v’impegnate a seguire la Via di Cristo, dovete capire che si tratta di un cammino di autoanalisi inflessibile, in cui dovete trovare il coraggio d’osservare le vostre azioni alla luce dell’AMORE, disposti a vedere la verità riguardo ai vostri pensieri ed alle vostre emozioni.
Mentre andate avanti sul sentiero, diventerà più facile entrare nella percezione della verità degli altri, di ciò che li spinge, li motiva, li induce a commettere degli errori nelle loro relazioni, nel lavoro e nell’intimità della famiglia. Quanto più riuscirete ad identificarvi con gli altri, capire che cos’è che li motiva, percepire le difficoltà che li spingono a compiere azioni considerate cattive, tanto più elevata diventerà la vostra stessa spiritualità, il vostro senso di compassione e d’amore verso coloro che – ora ve ne renderete conto – stanno in realtà facendo del loro meglio nell’ambiente e nelle circostanze che hanno create per se stessi. Da questo punto di vista diventa sempre più facile chiedere scusa, finché non arriverà il momento in cui, percependo così chiaramente la verità dell’altra persona, non vedete l’ora di perdonare e cancellare dai vostri pensieri ogni tensione e critica a lei diretta. Quando arriverà il vostro momento di “passare oltre”, una persona così illuminata, che vive in pace ed armonia col mondo intero, entrerà in uno stato di beatitudine e gioia estreme. Entra nella Luce senza guardare indietro alla Terra. Finalmente scopre di essere passata in quella dimensione dell’Essere, dove è contenta e perfettamente in pace. Dopo un po’, essa inizierà a scoprire che esistono dimensioni dell’esistenza ancora superiori e si accingerà a preparare, ampliare, espandere la sua coscienza per assorbire vibrazioni ancora più elevate della Coscienza Divina, diventando un trasmettitore ancora più creativo e radioso di

 AMORE INCONDIZIONATO.
Persone simili sono realmente la
COSCIENZA CRISTICA

mercoledì 8 febbraio 2012

Certezze e Illusioni

 

Certezze dopo certezze
Illusioni dopo illusioni
Perdite dopo perdite
Conquiste dopo conquiste
Fra Speranze e delusioni
Percorriamo il Sentiero della Vita sulla Terra...

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Immagine:
-
http://2.bp.blogspot.com/

martedì 5 aprile 2011

Aforismi Diacronici (90-99)

90. La Grande Musica migliora la qualità della vita.

91. Il fare deve promanare dall'Essere. L'avere è il frutto naturale dell'Essere.

92. Spesso dietro una Grande Semplicità si nasconde una Grande Anima.

93. L'Energia qualifica e condiziona lo Spazio.

94. Alcuni vivono la vita come fosse uno show televisivo.

95. Alcune persone hanno una tale presunzione mentale da credere che gli altri siano tutti cretini.

96. Ad essere troppo sicuri di sé, si rischia di essere arroganti.

97. Chi non può vincere con regole condivise farà di tutto per cambiarle a proprio favore!

98. Un uomo da solo è difficile che litighi (almeno che non lo faccia con se stesso!), ma più sono le persone più è facile che litighino tra loro.

99. Un sentiero si percorre passo dopo passo, anche se qualche volta, bisogna volare...

.:.

venerdì 21 gennaio 2011

Il Sentiero

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Coloro che hanno percorso il sentiero ci esortano a percorrerlo poiché sanno che non c’è altra via.
Il sentiero non è una tradizione o una serie di pratiche meditative, ma il viaggio che conduce al centro di ogni cuore umano.
Esso è insito in noi più del nostro respiro e ci è tanto familiare quanto il volto della persona amata.
È ciò che ci ha portati qui e che ci riporterà a casa.

Bruce Lyon, Agni, Istituto Cintamani, Roma 2006, pag. 53, 124

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