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mercoledì 8 giugno 2016

Arte e spiritualità: come conoscersi e guarire attraverso il processo creativo - Eticamente.net | Eticamente.net

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Spiritualità e arte sono strettamente collegate perché un individuo che abbraccia la via della ricerca interiore o se vogliamo, del risveglio, dovrà necessariamente riattivare la propria creatività. Che non significa trasformarsi in un artista o in un artigiano, ma in un creatore della propria realtà. Non a caso Jung introdusse il concetto di immaginazione attiva, quella pratica che connettendoci con le immagini del nostro inconscio ci aiuta, teoricamente, a ritrovare noi stessi. Immaginare, afferma Jung, è diverso da fantasticare. Perché se l’immaginazione crea la realtà, quindi contribuisce al cambiamento interiore ed esteriore, la fantasia al contrario è passiva. Fantasticando il mondo non cambia, immaginandolo invece sì.

Arte come strumento di ricerca interiore

Anche l’arte può rivelarsi un ottimo strumento di ricerca interiore. Essendo intrisa di simboli, l’arte veicola in maniera più diretta rispetto alle parole ciò che siamo perché quando parliamo di noi stessi tendiamo a descriverci in base a schemi, quando invece diamo libero sfogo alla creatività, più facilmente mostriamo la nostra vera natura. Oggigiorno gran parte di noi ignora il linguaggio dei simboli e pertanto ci sentiamo meno nudi di fronte agli altri quando ricorriamo a forme d’espressione artistiche. Ecco perché tecniche come la pittura emozionale, a mio parere, rappresentano degli strumenti molto efficaci per decifrare la nostra vera natura e alcuni aspetti inconsci che solitamente teniamo nascosti.
Anche l’artista, nelle sue opere esegue un processo simile, dando forma alle sue sensazioni, visioni, immagini mentali fissandole nella realtà, manifestandole concretamente. L’arte quindi contribuisce a materializzare le emozioni. L’aspetto curativo consiste nel fatto che l’artista, esprimendo le emozioni che prova attraverso la forma d’arte prescelta, permette loro di risalire dall’inconscio, di portarle dal buio alla luce. Il suo sentire soggettivo, attraverso l’arte, diventa condiviso. Questo ovviamente è possibile solo passando attraverso le leggi del mondo materiale, perché se così non fosse l’artista non riuscirebbe ad esprimere se stesso o meglio a trasformare quelle pulsioni inconsce in qualcosa di concreto, fruibile da parte di tutti.
Si intuisce quindi come l’arte sia una forma di ricerca interiore, una tecnica di esplorazione di se stessi che permette di portare alla luce l’invisibile. Ciò che è separato non lo è più attraverso l’espressione artistica, che fonde conscio ed inconscio, ombre e luci. L’arte quale strumento, al pari di altri, per conoscere se stessi e realizzare le proprie potenzialità fino al raggiungimento della tanto agognata libertà. 

L’Arte ci condiziona nel bene e nel male.

L’Arte, che parla attraverso il linguaggio dei simboli, permette di esprimere se stessi a 360 gradi e in molti casi vi si è ricorso come a una forma di ribellione alla cultura consumistica e materialista, mantenendo in modo invisibile una connessione con il mondo degli dei, dell’invisibile, dei miti e delle favole, e quindi con tutta una serie di archetipi, che tanto hanno condizionato e condizionano le nostre esistenze. Secondo lo studioso Carotenuto “L’arte non è neutra, o ti porta Su o ti porta Giù: quando rappresenta archetipi rotti, se vista tutti i giorni può persino farti ammalare sul piano sottile perché è un’informazione che ‘rompe’ gli archetipi interiori”. Quindi l’arte non sarebbe innocua come crediamo ma in grado di veicolare messaggi e informazioni sottili che possono addirittura influenzarci senza che ce ne rendiamo conto. Lo ribadisce anche Hesselink secondo il quale: “la sfera, simbolicamente, rappresenta l’ideale dei mondi. Una scultura come la Palla di Pomodoro presenta un archetipo rotto. L’unica cosa che possiamo fare è ‘mettere coscienza': ogni volta che la vediamo avere consapevolezza che quella struttura, quella immagine, quella scultura trasmette un messaggio non visibile, ma NON innocuo, come appare. Solo così non agirà a livello “sottile” anche su di noi”.

Concordo con questa teoria, tuttavia sono del parere che l’arte, specialmente quando parliamo di pezzi e artisti che hanno fatto la storia, rispecchi il mondo interiore dell’umanità in un dato momento storico. E se così è, allora quelle insidie “sottili” altro non sono che espressione dello stato di “salute” del mondo circostante. Fanno bene? Fanno male? C’è chi dice siano terapeutiche solo per l’artista che, esprimendo i contorcimenti interiori, in un certo senso se ne libera. Deleterie invece per chi le guarda, specialmente se lo fa senza minima consapevolezza del messaggio sottile veicolato dall’opera. Ne è un esempio, secondo Hesselink, l’Urlo di Much, che sarebbe veicolo di un messaggio disarmonico, potenzialmente tossico per chi lo osserva continuamente. “L’arte”, dice Hesselink, “è un’altra cosa: non può essere solo esperienze sensorie, bisogna metterci consapevolezza perché tutto parla, le forme, i colori, gli archetipi che vengono trasmessi”.

picasso





Si può concordare o meno con l’idea di Hesselink ma una cosa è certa, l’arte è ricca di messaggi simbolici e archetipi che permettono di leggere l’interiorità dell’artista, individuarne persino sbilanciamenti, problematiche e informazioni che possono tornare estremamente utili per capirsi e migliorarsi. E questo discorso si può estendere a livello generale perché se l’arte parla il linguaggio dell’interiorità, allora gli stili artistici che contraddistinguono determinate fasi storiche, mostrano ciò che va e non va dell’umanità in una data epoca e in un dato contesto culturale. Gli artisti spesso sono infatti dei tramiti, che oltre ad esprimere se stessi attraverso l’arte, danno forma al livello sottile del mondo circostante.
Ma se l’arte può anche essere per certi versi, e in alcune forme, disarmonica, ha il vantaggio di essere vera, autentica, anche quando esprime dei disagi. E il suo compito, in fin dei conti, è proprio questo: permettere l’espressione dell’interiorità, nel bene e nel male, senza filtri, sublimando i demoni interiori attraverso il processo creativo. Un’arte obbligata ad essere armonica risulterebbe forzata e fasulla. L’arte è verità e per quanto possa essere curativa, lo è perché permette di portare alla luce ciò che si muove nei meandri dell’inconscio, non sempre sono cose belle, tuttavia esistono e si possono trasformare in altro.
Laura De Rosa

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lunedì 7 gennaio 2013

Trasmutazione e sublimazione delle energie sessuali (di Roberto Assagioli)

Un articolo equilibrato, lucido e sempre valido.

 Fonte: www.esonet.it:

Trasmutazione e sublimazione delle energie sessuali
di Roberto Assagioli (vedi scheda autore) - tratto da Rassegna Medica «L'Economia Umana», che lo stampò nel Vol. 6 del Nov.-Dic. 1964.
© copyright by Esonet.it

Il problema del sesso, il problema di un sano comportamento nei riguardi dell'istinto sessuale si è sempre presentato all'umanità sin dagli inizi della civiltà. Ma, per varie ragioni il problema del sesso è oggi divenuto più impellente e viene affrontato pubblicamente e in modo consapevole.
La crisi esistente nei rapporti fra i sessi non è un fatto isolato ma fa parte, e anzi si potrebbe forse dire che costituisca l'aspetto principale, della crisi generale che travaglia il mondo moderno.
I principi morali e religiosi sui quali era stata fondata la nostra civiltà, le leggi ed i costumi che erano ammessi ed accettati (anche se non sempre messi in pratica) hanno perduto, o vanno rapidamente perdendo, il loro prestigio, il loro potere normativo e regolatore; le giovani generazioni si ribellano, e spesso violentemente, contro di essi. La causa principale di tale crisi sta nel fatto che, mentre sono andati diminuendo il fervore religioso e la indiscussa accettazione delle concezioni teologiche e morali del passato, si è cercato di imporre quelle concezioni e quelle norme con severa autorità, con proibizioni e condanne.
Così nel campo sessuale prevaleva la tendenza a considerare gli istinti biologici e le passioni umane fondamentalmente cattivi ed impuri. Di conseguenza il metodo usato nei loro riguardi era quello della condanna e della repressione. L'intero tema del sesso era considerato sconveniente, e si cercava di mantenere i giovani nella ignoranza il più a lungo possibile.

L'indebolirsi delle concezioni su cui si basava quell'atteggiamento e la constatazione dei suoi cattivi effetti sulla salute e sul carattere, hanno suscitato vari movimenti di rivolta. Vi è stato dapprima il «ritorno alla natura» celebrato da Rousseau e dai suoi seguaci. In seguito, la glorificazione del sentimento da parte dei movimenti romantici; la celebrazione delle concezioni edonistiche ed estetiche dell'antica Grecia e del Rinascimento. Allo stesso tempo vi sono state l'ondata di materialismo filosofico e pratico e la rivolta individualistica contro la società e le sue norme (Ibsen, ecc.). A tutto ciò si è aggiunto l'esteso influsso esercitato da Freud e dai suoi seguaci, i quali hanno molto insistito sugli effetti dannosi della repressione sessuale. Tutto questo ha concorso a stimolare e giustificare la soddisfazione incontrollata degli istinti ed impulsi, l'abbandono ad ogni passione, l'appagamento di ogni capriccio.

Ma il risultato di questa «liberazione» non ha prodotto l'attesa felicità e soddisfazione.
Mentre è valsa ad eliminare alcuni dei danni e delle sofferenze dei precedenti eccessi o atteggiamenti opposti, ha prodotto altre complicazioni, sofferenze e conflitti. I fautori dell'appagamento sessuale non regolato si sono accorti, o stanno accorgendosi, che gli eccessi sono, di necessità, seguiti da disgusto e da stanchezza, che istinti e passioni, anche quando non siano frenati da considerazioni morali, spesso non possono venire appagati per mancanza del compagno o di condizioni adatte.
Inoltre, spesso i vari istinti e le varie passioni vengono a conflitto tra loro, sì che l'indulgere all'uno richiede la repressione dell'altro. Ad es. l'indulgere all'istinto sessuale può cozzare con l'istinto di conservazione, creando un urto fra la sessualità e la paura.
Anche un esagerato senso di auto-affermazione (sia esso costituzionale o l'ipercompensazione derivante da un complesso di inferiorità) può creare conflitti, sia con l'istinto di conservazione fisica e la conseguente paura dei rischi, sia con l'istinto sessuale, cioè fra la ricerca del piacere e la brama del potere.

La mancanza di principi direttivi stabili, di una salda scala dei valori, rende l'individuo malsicuro, lo priva della fiducia in se stesso e lo rende influenzabile e dipendente da altri e dalle circostanze esterne. Ma i principi e le aspirazioni morali e spirituali non possono venire tanto facilmente eliminati, come molti sembrano ritenere; essi perdurano nell'inconscio e sono insiti, latenti nella vera natura spirituale dell'uomo. Quando vengono violati, essi, consciamente od inconsciamente, insorgono protestando e creando forti conflitti.

Questo quadro della situazione è stato tracciato, per chiarezza, in modo schematico; in realtà ci troviamo ora in un periodo di transizione, di confusione e di tendenze contrastanti.
In alcuni luoghi ed ambienti le vecchie condizioni persistono tenacemente; le vecchie concezioni, i vecchi metodi sono tuttora usati ed imposti ai giovani e questo suscita conflitti, non di rado violenti, fra le generazioni. In altri invece gli adulti hanno, più o meno di buon grado, «abdicato» ed ai bambini e ai giovani viene lasciata ampia libertà senza alcun intervento educativo.
Ma neppure questo metodo ... o assenza di metodo, adottato soprattutto in America, ha dato risultati soddisfacenti: anzi ha non di rado conseguenze molto dannose. Perciò recentemente i migliori educatori e i genitori più consapevoli ed avveduti cercano di assumere atteggiamenti più comprensivi, ed usare metodi più equilibrati e più adeguati alle condizioni attuali.

Vediamo come, in questo quadro generale, si inserisca il problema del comportamento nel campo sessuale. Si potrebbe ritenere che una soluzione di compromesso fra il rigore eccessivo e la troppa indulgenza (sia da parte degli educatori, sia da parte degli stessi giovani) potrebbe essere quella giusta. Ma tale soluzione, pur evitando i maggiori inconvenienti di quelle estreme, non basta a risolvere i difficili problemi della vita sessuale.

Vi è però un'altra alternativa, vi è un modo più dinamico e costruttivo per affrontare quei problemi che, pur senza risolverli pienamente, può in molti casi dare risultati molto soddisfacenti.

Questo metodo si basa su di una proprietà fondamentale delle energie biologiche e psicologiche: la loro possibilità di trasmutazione.

Essa è analoga alle trasmutazioni che avvengono continuamente fra le energie fisiche: l'elettricità che si trasmuta in calore (stufe) ed in movimento (motori), il calore che si trasmuta in elettricità (macchine termo-elettriche), ecc. Vi è poi in chimica il processo della sublimazione, nel quale, per opera del calore, una sostanza solida passa allo stato gassoso lasciando in fondo al recipiente le scorie, e poi si solidifica in forma cristallina.

La vera natura del processo psicologico di trasmutazione e sublimazione non è ben nota, ma lo stesso può dirsi riguardo alle energie fisiche e chimiche. Così, ad esempio, non possiamo affermare di conoscere esattamente la natura essenziale dell'elettricità; però ne sappiamo abbastanza riguardo al suo modo di agire, alle sue manifestazioni ed alle leggi che la regolano, da poterla utilizzare in modi numerosi e spesso complicati ed ingegnosi, quali quelli della radio e della televisione.
Lo stesso avviene nel campo psicologico. Non è necessario accertare la natura essenziale delle energie psicologiche e delle loro trasmutazioni al fine di utilizzarle mediante una crescente conoscenza delle leggi che le regolano e servendosi di metodi opportuni e validi basati su quelle leggi. Possiamo perciò procedere senza pregiudiziali teoriche all'esame delle norme che debbono essere seguite per utilizzare le pulsioni sessuali che non possiamo o non vogliamo appagare.

La prima norma consiste nell'adottare un atteggiamento obiettivo verso la sessualità, cioè che da un lato sia esente dalle tradizionali reazioni di paura, di falso pudore, o di condanna, e dall'altro sia libero dal fascino che esercita, fascino accresciuto artificialmente dal lavorio dell'immaginazione e dagli stimoli delle pubblicazioni e dei film che sfruttano ignobilmente la sessualità a scopi di lucro.
L'istinto sessuale, come ogni altro, non è per se stesso né buono né cattivo. È una funzione biologica e come tale non è immorale, ma si potrebbe dire pre-morale. È una funzione della massima importanza poiché assicura la continuità delle specie animali e dell'umanità. 
Negli animali è soggetta ad una naturale, ciclica auto-regolazione. Nell'umanità civilizzata quella funzione si è andata complicando per varie ragioni: il suo crescente collegamento con varie funzioni psicologiche, quali l'emozione, i sentimenti, l'immaginazione e gli influssi delle norme morali e degli usi sociali, l'hanno in parte inibita, in parte stimolata, in modo eccessivo, innaturale, talvolta anche morboso.
L'atteggiamento obiettivo verso il sesso deve perciò essere duplice:
- da un lato si devono eliminare le condanne e le paure eccessive che, come ha dimostrato la psicoanalisi, hanno per effetto di reprimere l'impulso sessuale nell'inconscio;
- dall'altro occorre mantenere un calmo ma fermo dominio, seguito da un attivo processo di trasmutazione, in tutti quei casi in cui la sua naturale espressione non sia possibile o desiderabile.

I processi di trasmutazione e sublimazione psicologica erano noti ed usati anche nel passato. Per parlare soltanto dell'Europa, essi sono descritti sotto i veli di un complesso e talvolta oscuro simbolismo negli scritti degli alchimisti medievali sui quali Jung ha fatto interessanti studi. Altri dati importanti si possono trovare in vari libri di ascetica e mistica; sono stati citati ed acutamente commentati da Evelyn Underhill nel suo libro Mysticism.

Venendo ai tempi moderni e alla indagine scientifica del tema, ricordiamo la seguente importante dichiarazione del Freud: «Gli elementi dell'istinto sessuale sono caratterizzati dalla capacità di sublimazione, di sostituire il loro fine sessuale in un altro di tipo diverso e socialmente più degno. Alla somma di energie in tal modo acquistata per le nostre creazioni psicologiche dobbiamo probabilmente i più alti risultati della nostra cultura». (Freud, Uber Psychoanalyse. Lepzing und Wien -Deutike, 1910, pp. 61-62) [1].
Tale affermazione è doppiamente importante. In primo luogo mostra chiaramente il fondamentale errore di considerare l'aspetto fisico ed istintivo della sessualità separatamente ed indipendentemente dai suoi vari aspetti psicologici, fra cui quelli emozionali. Eppure questo errore viene commesso da vari studiosi dominati da preconcetti materialistici. Un esempio tipico di ciò sono le ben note Relazioni Kinsey sul comportamento sessuale. Una simile considerazione puramente zoologica è del tutto unilaterale, e, mentre è stata raccolta una copiosa massa di fatti, l'aver trascurato o negato il loro rapporto vitale con gli aspetti psicologici del sesso, che è quello veramente umano, vizia le conclusioni tratte da quei fatti.
Già mezzo secolo fa James Hinton aveva argutamente osservato che trattare del grande fatto dell'amore sessuale soltanto dal lato fisico sarebbe come pensare, durante un concerto di Sarasate, solo alle budella di gatto e alle code di cavallo usate per le corde del violino e per i crini dell'arco (vedi il libro di Mrs. Havelock Ellis, Three Modern Seers, Hinton, Nietzsche and Carpenter - Stanley Paul and Co., London, 1910).

Se indaghiamo qual è la natura della sessualità, troviamo che essa ha tre aspetti principali:

1. sensuale: il piacere fisico prodotto dall'unione dei corpi;

2. affettivo: l'unione di due personalità;

3. creativo: la concezione di un nuovo essere.

Ognuno di questi tre aspetti può essere trasmutato o sublimato in modi consoni alla sua natura specifica.

La trasformazione delle energie sessuali ed affettive può avvenire in due direzioni.

a) La prima può essere detta «verticale».
Quando l'espressione fisica dell'amore è impedita, le sue manifestazioni emotive possono essere accentuate ed elevate fino a raggiungere talvolta un alto livello di amore ideale «platonico».
Ma anche indipendentemente dagli ostacoli alla libera e piena espressione dell'amore, una sua trasformazione avviene in modo normale e spontaneo fra i coniugi armonicamente uniti. Dapprima predominano per lo più le manifestazioni sessuali e passionali, ma nel corso degli anni e dei decenni questi aspetti si calmano e tendono a produrre o alimentare, sentimenti di tenero affetto, mutua comprensione, apprezzamento e comunione.

Un tipo specifico di sublimazione «verticale» si trova nelle vite dei mistici di ogni tempo, luogo e religione.
Le loro autobiografie offrono dati molto interessanti sulla natura di tale processo, delle sue crisi, e sulle vicissitudini e sofferenze che implica, così come sulle gioie che ne compensano gli strenui sforzi. Si può spesso notare i vari stadi attraverso cui il loro amore umano, viene gradatamente riorientato e trasmutato in amore per un Essere superiore, quale il Cristo, o per Dio medesimo.
Alcuni usano ampiamente il simbolismo dell'amore umano e parlano di «fidanzamento», «nozze» ed unione spirituale. In termini psicologici si può esprimere ciò come il rapporto sempre più stretto, ed infine l'unione, la sintesi fra l'io o sé personale ed il Sé spirituale. Il primo rappresenta il polo femminile o negativo; il secondo il polo positivo, maschile.

Ma prima di procedere dobbiamo soffermarci ad esaminare alcune confusioni ed incomprensioni che esistono su questo fatto.

Mentre il processo di trasmutazione e sublimazione può essere spesso osservato, non è lecito dedurne che l'amore spirituale sia «semplicemente» prodotto dalla sublimazione, né che sia possibile «spiegare» una manifestazione psicologica o spirituale superiore rintracciandone le supposte origini biologiche o istintive. Non è giusto considerare il misticismo quale un prodotto od un sottoprodotto del sesso, come hanno tentato di fare alcuni studiosi.
Da un lato troviamo molte persone, la cui normale vita sessuale è inibita, nelle quali non vi è alcun segno di misticismo; dall'altro vi sono esempi di persone che vivono una vita sessuale normale e si formano una famiglia, mentre allo stesso tempo hanno esperienze mistiche genuine.

La vita e la coscienza spirituale appartengono ad uno specifico livello psicologico ed hanno una «qualità» loro propria e non derivata.
Le energie trasmutate si elevano ad essa dal «basso» apportando un contributo di vitalità e di «calore», per così dire, ma non creano né spiegano la vita superiore.

Il terzo aspetto della sessualità, quello creativo, può essere sublimato nella direzione «verticale» promovendo e favorendo il processo di rigenerazione, di auto-creazione (psicosintesi spirituale) nel quale consiste lo sviluppo, l'evoluzione psicospirituale dell'essere umano.

b) La seconda specie di trasmutazione può essere detta «orizzontale» o estroversa. Anche questa si può attuare in tre modi.

1. Il primo consiste nel trasferimento verso altri piaceri dei sensi, dal semplice godimento dei cibi, al gioioso contatto con la natura ed ai piaceri estetici, all'apprezzamento del bello mediante la vista e l'udito.

2. Il secondo modo è un'estensione o allargamento del sentimento d'amore verso una sola persona fino ad includere un numero sempre più grande di esseri umani. Così l'amore si espande per circoli concentrici i quali includono gruppi sempre più vasti. Nel suo aspetto di compassione, si riversa sui sofferenti, poi procede ad una ulteriore trasmutazione e diviene un impulso ad attività sociali e umanitarie. Esso si manifesta anche come cameratismo ed amicizia verso coloro con i quali esista una comunanza di scopi e di attività. Infine, può raggiungere sfere sempre più ampie fino ad irradiarsi come amore fraterno verso tutti gli uomini e ancor più oltre, verso tutte le creature viventi.

3. La terza specie di trasmutazione delle energie sessuali è quella che si compie come attività creativa di natura artistica o intellettuale.

Il grande filosofo Arthur Schopenhauer ha così affermato questo fatto:
«Nei giorni e nelle ore in cui la tendenza alla voluttà è più forte ... appunto allora anche le più alte energie spirituali possono venire intensamente suscitate; esse restano inattive quando la coscienza ha ceduto alla bramosia; ma mediante un valido sforzo la loro direzione può essere mutata, e allora la coscienza invece che da quelle brame tormentose viene occupata dall'attività delle più alte energie intellettuali e spirituali».

Sembra che vi sia una profonda somiglianza fra l'energia sessuale - il cui fine naturale è la creazione fisica - e le energie creative operanti ad altri livelli dell'essere umano. La creazione artistica è uno dei modi nei quali più facilmente e spontaneamente si attua la sublimazione. Possiamo trovarne numerosi esempi nelle biografie di grandi artisti, scrittori e musicisti. Ne citeremo soltanto uno, particolarmente significativo.
Come è noto, Richard Wagner ebbe un appassionato amore per una donna maritata, Matilde Wesendonck, alla quale dava lezioni di musica e nella quale trovava una comprensione ed una devozione per il suo genio, che gli mancavano da parte della moglie Minna. Dopo breve tempo essi decisero di rinunciare a realizzare il loro amore, e Wagner lasciò Zurigo ed andò, o piuttosto fuggì, a Venezia. Dapprima era disperato ed aveva idee di suicidio, ma ben presto egli si mise a scrivere il testo e la musica del Tristano e Isotta, in una specie di frenesia creativa. Egli portò a termine l'opera entro pochi mesi, durante i quali scrisse molte lettere a Matilde ed anche un diario, dedicato a lei, che vennero pubblicati dopo la morte di lui. Leggendoli si può chiaramente notare il graduale raffreddamento della sua passione, via via che questa si estrinsecava nella poesia e nella musica dell'opera. Quando questa fu compiuta egli aveva talmente superato la passione che poté scrivere a Matilde in termini piuttosto tepidi e superficiali. In seguito egli le fece anche una breve visita puramente amichevole. 
Wagner fu cosciente di quel processo di sublimazione e lo promosse consapevolmente, come risulta da una lettera a Liszt: «Poiché nella mia vita non ho mai goduto la vera felicità dell'amore, voglio fare un monumento a questo bellissimo fra tutti i sogni, nel quale l'amore dovrà esser pienamente appagato, dal principio alla fine. Sto elaborando un "Tristano e Isotta"».

La trasmutazione e sublimazione è quindi un processo che spesso si svolge spontaneamente, ma esso può venir promosso e favorito in modo consapevole e deliberato, mediante l'applicazione delle leggi scoperte dalla psicologia dinamica moderna e l'uso delle tecniche basate su queste leggi.

Ecco alcuni dei metodi per raggiungere quello scopo :

1. Un saldo e cosciente dominio delle energie da trasmutare, evitando però ogni condanna e ogni timore riguardo ad esse, che potrebbero produrre la loro repressione nell'inconscio. Il non condannare gli impulsi istintivi, non vuol dire non riconoscere la propria responsabilità per le conseguenze individuali e sociali di uno sfogo non regolato. Il dominio e la trasmutazione (e questo vale anche per le energie combattive e gli impulsi aggressivi) possono esser favoriti da attività fisiche, come un'intensa attività muscolare, e da speciali esercizi di respirazione ritmica. Un mezzo più elevato ed efficace consiste nel considerare e riconoscere ogni essere umano quale un «Tu» da rispettare ed apprezzare, o meglio, da amare, e non un «oggetto» per l'appagamento dei nostri impulsi e desideri, un «qualcosa» da dominare, possedere o sfruttare. Questo giusto rapporto verso i nostri simili, questo rispetto della personalità umana è alla base di ogni coscienza spirituale ed è stato efficacemente riaffermato da Martin Buber nel suo libro «I and Thou».

2. L'evocazione, lo sviluppo e l'espressione di tutti gli aspetti dell'amore personale e spirituale - amore per il proprio compagno o compagna; amore per gli altri, dai prossimi ad una cerchia sempre più vasta; compassione verso gli infelici ed i sofferenti d'ogni genere (tutti quelli che sono negli ospedali, nei manicomi, nelle prigioni...); amore rivolto verso l'alto, verso Esseri superiori e verso Dio. Si deve promuovere soprattutto l'espressione dell'amore mediante dimostrazioni affettive e partecipazioni ad attività altruistiche ed umanitarie.

3. La decisa proiezione del proprio interesse, della propria aspirazione, del proprio entusiasmo in un'attività creativa che attiri ed assorba le nostre energie. A questo scopo possono servire varie tecniche espressive, quali il disegnare, lo scrivere, le movenze (danza, ecc.) ed ogni genere di attività inventive e costruttive, anche di carattere pratico e tecnico.

4. L'uso di simboli. Questi hanno un grande potere di attrazione su tutte le nostre energie, coscienti ed inconsce, e favoriscono in modo specifico il processo di trasmutazione. Jung ha affermato che «lo strumento psicologico che trasmuta l'energia è il simbolo» (Contributions to Analytical Psychology, 1928). Molti e vari sono i simboli che hanno un'azione anagogica (elevatrice). Fra i più efficaci «modelli» ideali umani, possono venire usati due tipi di essi, diversi, anzi in un certo senso opposti. Un uomo può visualizzare un eroe, un saggio, un santo o un essere umano-divino quale il Cristo, oppure l'immagine di una donna ideale quale la Beatrice dantesca o la Madonna. A sua volta una donna può prendere quale «modello» il più alto tipo di femminilità che possa immaginare, oppure l'immagine di un Uomo ideale. Il potere di tali immagini è espresso nel detto indiano: «Il Gange (fiume sacro) purifica quando sia visto e toccato, ma gli Esseri santi purificano col solo venir ricordati».
Un simbolo efficace è la pianta di loto che trasmuta il fango e l'acqua dello stagno nella forma e nei colori del suo fiore, mediante la propria vitalità e l'azione dei raggi del sole. Il simbolo del moto di ascesa viene usato dal Desoille nel suo metodo del «Rêve éveillé». Il Kretschmer ha indicato varie tecniche immaginative per promuovere il processo di sublimazione. Altri simboli di trasformazione si producono nei sogni e nel disegno libero. Jung ed i suoi discepoli (specialmente E. Harding e F. Wickes) li hanno studiati ed applicati ampiamente.

5. La compagnia, in intima comunione, di persone o gruppi che abbiano attuato o cerchino di attuare la sublimazione. Come vi sono catalizzatori chimici, così vi sono i «catalizzatori umani», il cui influsso e irradiazione, e l'«atmosfera» spirituale che creano, promuovono o facilitano molto le trasformazioni psicologiche.

L'importanza ed il valore delle trasmutazioni e della sublimazione dovrebbero venire sempre più riconosciuti e l'uso di esse favorito al massimo grado nell'educazione, nella psicoterapia ed in ogni disciplina di auto-formazione e di sviluppo spirituale. 
Quei processi possono venire paragonati alla regolazione delle acque di un grande fiume; col risultato di impedire disastrose inondazioni o la formazione di zone paludose malsane nel terreno circostante.
Con adeguati incanalamenti e chiuse, sarà permesso ad una parte delle acque di raggiungere in sicurezza e non ostacolate la loro naturale destinazione, mentre una quantità sempre crescente verrà trasformata in elettricità per essere usata come forza motrice a scopi agricoli e industriali.
In modo simili, le energie istintive, che, con le loro irruzioni, o con le loro attività celate nell'inconscio, producono incalcolabili sofferenze individuali e sconvolgimenti sociali, possono divenire fonti di grande valore umano e spirituale.

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Note

1. Molti altri psicologi hanno riconosciuto la realtà della sublimazione psicologica e ne hanno trattato più o meno ampiamente. Fra essi citeremo Havelock Ellis, McDougall, Hadfield. Uno studio accurato con numerose citazioni e dati bibliografici si trova nel vol. Sublimation di J. Trevor Davies. In Italia, - oltre a un nostro articolo pubblicato nel 1911 nella Rivista di Psicologia, - Sante De Sanctis ha trattato della sublimazione nei capitoli IV e V del suo libro La Conversione Religiosa (Bologna, Zanichelli

venerdì 4 gennaio 2013

L’inconscio in azione

Scrive Groddeck:

FREUD tile JUNG 300x282 L’inconscio in azione
Non è sorprendente che non ci ricordiamo più niente dei nostri primi tre anni di vita?… Non ho ancora incontrato nessuno che si ricordi i suoi primi passi, il modo in cui ha imparato a parlare, a mangiare, a vedere, a capire. Eppure sono degli eventi importanti. [...] Perché dimentichiamo tutto questo? In realtà noi non scordiamo per nulla quei primi tre anni; il loro ricordo non fa che lasciare il nostro conscio per continuare a vivere nell’inconscio dove resta tanto tenacemente che tutto quello che facciamo deriva da questo tesoro di reminiscenze inconsce: camminiamo come abbiamo imparato a fare a quell’epoca, mangiamo, parliamo, proviamo le stesse sensazioni di allora. Esistono dunque dei ricordi che sono scacciati dal conscio, pur essendo di vitale importanza e che, proprio perché indispensabili, sono conservati nelle regioni del nostro essere che abbiamo battezzato col nome d’inconscio.

Che cosa s’intende dunque per “inconscio”?

Per Freud è quell’insieme di processi che non pervengono alla coscienza e perciò sono impossibili da controllare.
In seguito Jung introdusse il concetto di “inconscio collettivo”, il serbatoio del patrimonio dell’umanità, degli archetipi.
Wilfred Bion, psicanalista britannico, affermava che «i fenomeni che hanno origine dall’inconscio, dipendono da come si sono sedimentate le tracce di esperienze precoci che risalgono fino alla primissima infanzia e dal ruolo che in tali circostanze ha svolto la madre (o il sostituto eventuale)».
Per il maestro zen vietnamita Thich Nhat Hanh, l’inconscio farebbe parte della “coscienza profonda” dell’essere umano, la cui funzione è quella di conservare i “semi” positivi e negativi seminati da noi stessi, dai nostri genitori, dall’educazione ricevuta, dai nostri antenati e dalla società.
Per il medico e psicanalista tedesco Georg Groddeck, il corpo intero parla attraverso tutti i suoi organi, tutte le sue funzioni e le malattie segnalano delle ferite! Esse sono un autentico relais verso le profondità del nostro essere.
Tutti questi signori e molti altri ancora non sono degli illustri sconosciuti: hanno speso la loro vita a indagare nelle profondità dell’essere umano e, se sono arrivati all’incirca alle stesse conclusioni, bisognerebbe forse accordar loro un qualche credito e non ignorarne le intuizioni e le implicazioni che ne derivano.
Anche se non si tratta di un’entità misurabile oggettivamente, l’inconscio non solo esiste, ma sembra avere una sua funzione ben precisa.
Finché il microscopio non fu inventato, i microbi non erano visibili ma non per questo non esistevano e non agivano su di noi!

Tratto da “La Medicina del Futuro” di Giorgio Mambretti, Uno Editori, clicca qui

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Nota di Resalvato:
Roberto Assagioli,
con la sua Psicosintesi ha introdotto i concetti di inconscio inferiore, inconscio medio e inconscio superiore...

lunedì 23 aprile 2012

Sincronicità .:.



La sincronicità è un termine introdotto da Carl Jung nel 1950 per descrivere una connessione fra eventi, psichici o oggettivi, che avvengono in modo sincrono, cioè nello stesso tempo, e tra i quali non vi è una relazione di causa-effetto ma una evidente comunanza di significato. La sincronicità è relativa quindi alle "coincidenze significative".*1
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Spazio, tempo e causalità
(questa triade della classica immagine fisica del mondo)
si completerebbero grazie al fattore di sincronicità
in una tetrade

spazio

   causalità                     sincronicità

tempo

La sincronicità consiste essenzialmente in “omogeneità casuali”.
C. G. Jung


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Capita, a volte, di avere l’impressione di avere gli stessi pensieri, di telefonarsi quasi contemporaneamente, di sognarsi, di pensare ad una persona e questa ci viene a trovare e tante altre cose simili.
Io cerco di osservare questi fenomeni, di studiarli, di sperimentarli, di approfondirli.
Ciò che capita più spesso è il percepire un collegamento, ma quasi mai percepiamo anche il contenuto. E’ come se sentissimo uno squillo, alziamo il ricevitore, ma sentiamo solo un lieve brusio senza decifrare alcun messaggio. Solo qualche volta riusciamo a percepire anche il contenuto del messaggio.
Ovviamente per fare questo bisogna avere la consapevolezza dei propri pensieri e un certo grado di controllo.

Questo genere di fenomeni vengono quasi sempre negati o addirittura derisi dalla gente comune e dagli scienziati (che io definisco presuntuosi). E’ vero che esistono casi di millanteria, di fanatismo, di truffa o falso. Ma i vissuti di ognuno di noi osservati con un certo distacco e imparzialità sono, secondo me, almeno degni di essere studiati obiettivamente.

Quindi vi chiedo di annotare i vostri casi di sincronicità (eventi che vediamo uniti da rapporto di senso, di significato), di preveggenza, di telepatia o simili o poi magari ne parliamo.

.:.
Jung scoprì che gli eventi sincronistici si verificano prevalentemente
quando sono impegnati i livelli istintuali
(emozionali, archetipici, simbolici) della psiche.
James Hillman
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La sincronicità è la possibilità di interagire con gli avvenimenti, al di là della legge di causa-effetto.
La Legge della Sincronicità dà la possibilità di andare oltre le probabilità legate al tempo, in modo da poter “raccogliere” eventi diversi nel mare delle probabilità e addensarli nel presente, cioè farli accadere.
(Damanhur)

 
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Per approfondire:
- Jung, C. G., La sincronicità, Boringhieri, Milano 1980
- Monia Zanon, Sincronicità, Anima edizioni
- Robert Hopke, Nulla Succede per Caso, Mondadori
- Eaco Cogliani, Sincronicità e Coincidenze Significative, Alba Magica Edizioni
- David Richo, Quando le cose non accadono per caso, Armenia Edizioni
- Deepak Chopra, Le Coincidenze, Sperling & Kupfer
 
Fonti:

 

* Immagine di .:Alma:.

domenica 12 febbraio 2012

Paura e Cambiamento


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Si ha l'impressione che ci siano alcuni che tendono a creare, a mantenere, a sfruttare un'atmosfera di paura (la guerra, l'immigrazione, i diversi, il terrorismo, la crisi economica, la crisi climatica, ecc.) per bloccare ogni rinnovamento della società, dell'umanità, dell'individuo.
Molti lo fanno per tornaconto personale, altri per ignoranza, ma quasi sicuramente, tutti non vogliono guardare le loro paure, non vogliono guardare ciò che tengono ben nascosto dentro di loro e, per non vederlo, lo proiettano fuori, sugli altri, sulle cose, sugli eventi... questi "schermi", però, non sono "pattumiere",  ma campi di esperienza per cui vanno vissuti, indagati, studiati, conosciuti, compresi e la comprensione va condivisa e verificata, quindi utilizzata, creativamente, per migliorare la Vita.
 
 
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Bisogna inoltre distinguere fra le crisi, le paure a livello fisico-emotivo e quelle a livello mentale-spirituale perché le soluzioni si trovano al livello superiore, non allo stesso livello o addirittura a quello inferiore...
Grazie a Oriana per le riflessioni sui livelli e su Jung e Nietzsche:
- L’alchimia nietzschiana per superare gli eventi difficili
- Jung: Nietzsche-Seminari-1934-39

Immagine
- lunaticamente.myblog.it

Link:
- da http://www.daimon.org/lib/aforismi/massime_aforismi_citazioni_paura.htm 

Quando hai paura di qualcosa, cerca di prenderne le misure e ti accorgerai che è poca cosa. (L. De Crescenzo)

Nulla infonde più coraggio al pauroso della paura altrui. Umberto Eco

Il pauroso non sa che cosa significa esser solo: dietro la sua poltrona c'è sempre un nemico. Friedrich Nietzsche

L’unica cosa di cui aver paura è la paura. Franklin Delano Roosevelt

Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee. Leo Longanesi

Il più grande sbaglio nella vita è quello di avere sempre paura di sbagliare. Elbert Hubbard

La crisi [economica] è stata gen­er­ata da decenni di ges­tione sceller­ata, dal non aver cre­duto nello sviluppo ma solo nella pos­si­bil­ità di arric­chirsi, dall'aver con­sid­er­ato ogni regola una zavorra per la crescita e ogni redis­tribuzione di ric­chezza una dis­per­sione di risorse. Così facendo hanno cre­ato sem­pre più pre­ca­ri­età e su questa pre­ca­ri­età è cresci­uta la paura di perdere il lavoro, la paura di real­iz­zare prog­etti, di non vedere un futuro.  Roberto Saviano


mercoledì 28 dicembre 2011

LA TEORIA DELLA GHIANDA. James Hillman parla ai Genitori dell'Anima, del Carattere e della Vocazione.

Riceviamo da Tomoe e volentieri pubblichiamo.
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James Hillman è stato descritto alternativamente come uno psicologo indipendente, un mago, un visionario, un maniaco e un Re-filosofo contemporaneo. Studiò con il grande psichiatra svizzero Carl Jung ed ha insegnato in varie università americane. Malgrado queste credenziali, Hillman è lontano dall'essere considerato una figura appartenente al mondo della psicologia. Infatti è visto da molti come un pensatore profondamente sovversivo, una spina nel fianco degli psicologi rispettabili.
Come fondatore della "psicologia archetipica", una scuola di pensiero diretta a revisionare e "reimmaginare" la psicologia, Hillman ha sempre proposto che la psicologia debba evolversi oltre il suo "riduzionismo" presente ed abbracciare teorie sullo sviluppo umano.
Uno dei più grandi di questi misteri, secondo Hillman, è la questione del carattere e del destino.
Nel suo best-seller  "Il Codice dell'Anima" afferma che il nostro carattere e la nostra vocazione di vita sono qualità innate e che è la missione della nostra vita realizzare quelle spinte. La chiama "la teoria della ghianda", l'idea che le nostre vite sono formate da un'immagine particolare, come il destino della quercia è contenuto nella piccola ghianda.
Mi piace ricordare il suo pensiero, molto attuale, con questa intervista:

SCOTT LONDON:
Non sei una figura molto popolare con i tuoi colleghi.
JAMES HILLMAN:
Non sono critico verso le persone che fanno psicoterapia. Il terapeuta è come nella trincea, perché deve fronteggiare un terribile ammontare dei fallimenti sociali, politici ed economici del nostro sistema. Si deve occupare di tutti i rifiuti e i fallimenti umani; lavora duro senza molti riconoscimenti e le ditte farmaceutiche stanno tentando di eliminarlo.
Così, certamente, non sto attaccando loro, sto attaccando la teoria dietro la psicoterapia, perché vede ogni problema come soggettivo, personale, mentre i problemi spesso provengono anche dall'ambiente esterno. Quello che intendo dire è che, se un bambino ha dei problemi o è scoraggiato, il problema non è solo dentro il bambino; è anche nel
sistema, nella società.
LONDON: Allora non puoi aggiustare la persona senza aggiustare la società.
HILLMAN: Non necessariamente. Ma non credo che possano esserci dei miglioramenti finché le idee non cambiano. Il punto di vista occidentale abituale è credere che qualcosa sia sbagliato nella persona. Trattiamo le persone allo stesso modo con il quale trattiamo l'automobile. Portiamo il povero bambino da un medico e gli chiediamo: "Che problema ha? Quanto mi costerà? Quando posso tornare a riprendermelo?"
Non possiamo cambiare qualcosa finché non abbiamo delle idee fresche, finché non iniziamo a vedere le cose in maniera diversa. Il mio obiettivo è quello di creare una "terapia di idee", di cercare di portare nuove idee, così che possiamo vedere gli stessi problemi in modo diverso.
LONDON: Quindi non ti piace molto il solito approccio psicoterapeutico.
HILLMAN: La psicologia contemporanea mi irrita molto con le sue idee sempliciotte sulla vita umana e con il suo vuoto. Nella cosmologia dietro la psicologia non c'è ragione per nessuno di esistere o di fare qualcosa. Siamo il prodotto del Big Bang, avvenuto miliardi di anni fa, che alla fine ha prodotto la vita, che alla fine ha prodotto esseri umani, e
via dicendo. E io? Io sono un caso— un risultato— e perciò una vittima.
LONDON: Nel "Codice dell'Anima" parli di qualcosa che chiami la Teoria della Ghianda. Che cos'è?
HILLMAN: E' più un mito che una teoria. E' un mito di Platone, secondo il quale tu vieni in questo mondo con un destino, anche se usa la arola paradigma invece di destino. La teoria della ghianda dice che esiste un'immagine individuale che appartiene alla tua anima. Lo stesso mito esiste nella Kabalah. Anche i mormoni ce l'hanno. Gli africani ce l'hanno. Gli induisti ed i buddisti l'hanno in maniera diversa— lo legano più alla reincarnazione e al karma— ma anche lì arrivi in questo mondo con un destino particolare. E' ben radicato negl'indiani d'America. Così tutte queste culture in tutto il mondo hanno una comprensione simile dell'esistenza umana. Solo la psicologia occidentale non ce l'ha.
LONDON: Che conseguenze hanno le tue idee per i genitori?
HILLMAN: Penso che quello che dico possa sollevarli grandemente e far loro desiderare di prestare più attenzione al loro figlio, a questo straniero particolare che è "atterrato" tra di loro. Invece che dire: "questo è mio figlio", devono chiedersi: "Chi è questo figlio che risulta essere mio?" Così possono sviluppare molto più rispetto per il bambino e cercare di stare vigili per occasioni nelle quali il suo destino possa mostrarsi come una resistenza alla scuola, per esempio, o degli strani sintomi,  un'ossessione verso qualcosa. Forse noterebbero qualcosa 'importante che prima non avrebbero notato.
LONDON: A volte dei sintomi possono essere visti come debolezze.
HILLMAN: Certo. Così si inizia qualche programma medico o di psicoterapia per eliminare quelle debolezze, mentre la manifestazione i quei sintomi può essere l'aspetto più cruciale di quel bambino. Ci ono molte storie nel mio libro che mostrano questo.
LONDON: Quanta resistenza incontri alla tua idea che siamo noi a scegliere i nostri genitori?
HILLMAN: Beh, fa arrabbiare molte persone che odiano i loro genitori, o che hanno avuto genitori indifferenti o crudeli o che hanno abusato di loro. Ma è interessante come, se ti soffermi sull'idea, ti può liberare da una grande quantità di colpe, di risentimenti e di fissazioni verso i tuoi genitori.
LONDON: Ho avuto una lunga discussione sul tuo libro con un'amica che è madre di una bambina di sei anni. E' d'accordo che sua figlia abbia un potenziale unico, forse anche un "codice"; è diffidente invece su ciò che questo significhi in pratica. Ha paura che potrebbe gravare la bambina di molte aspettative.
HILLMAN: Quella è una madre intelligente. Penso che l'atmosfera peggiore di crescita per un bambino di sei anni sia quella nella quale non ci siano aspettative di alcun genere. E' brutto crescere in un vuoto dove "qualsiasi cosa che fai va bene, tanto sono sicuro che avrai comunque successo".
Quelle sono dichiarazioni di disinteresse. Dice: "In realtà non ho nessuna fantasia su di te". Una madre dovrebbe avere qualche fantasia sul futuro del proprio figlio. Per prima cosa aumenterebbe il suo interesse verso il figlio. Il punto non è volgere la fantasia verso un programma che faccia diventare, per esempio, astronauta quel bambino. Quella sarebbe la realizzazione dei sogni dei genitori. Quello è diverso. Avere una fantasia — che il bambino cercherà di realizzare o verso la quale si ribellerà furiosamente — almeno fornisce al bambino qualche aspettativa da realizzare o da rifiutare.
LONDON: Cosa ne pensi dell'idea di far fare ai bambini dei test attitudinali?
HILLMAN: L'attitudine può mostrare la tendenza, ma non è il solo indicatore. Curiosamente, l'inettitudine o la disfunzione possono rilevare la tendenza più di quanto possa il talento. O ci può essere una formazione caratteriale più lenta.
LONDON: Qual è il primo passo per comprendere il proprio destino?
HILLMAN: E' importante chiedersi:" Come sono utile agli altri? Cosa vogliono gli altri da me?" Quelle domande potrebbero rivelare perché se quì.
LONDON: Hai anche scritto che "il grande compito di ogni cultura è quello di mantenerci collegati agli aspetti invisibili". Che cosa intendi?
HILLMAN: E' un'idea difficile da presentare senza lasciare la psicologia ed entrare nel religioso. Non parlo di chi potrebbero essere gli invisibili o dove vivono o cosa vogliono. Non c'è una teologia su questo. Ma è l'unico modo che noi, esseri umani, abbiamo per estricarci dall'essere uomo-centrici e per restare collegati a qualcos'altro oltre l'umano.
LONDON: Dio?
HILLMAN: Si, ma non deve essere così elevato.
LONDON: Il nostro richiamo di vita?
HILLMAN: Penso che il primo passo sia l'accettazione che ciascuno di noi abbia questa cosa.  Poi possiamo guardare indietro alla nostra vita e osservare gli incidenti e curiosità e stranezze e problemi e malattie, ed iniziare a vedere in quelle cose più di quanto abbiamo visto prima. L'accettazione che tutti noi abbiamo un codice può sollevare delle domande, così che, quando accadono degli strani, piccoli incidenti, ti chiedi se nella tua vita ci sia in azione anche qualcos'altro. Non deve necessariamente essere un'uscita dal corpo durante un'operazione chirurgica, una cosa eclatante; o un tipo di magia elevata alla quale la nuova era spera di convincerci.
E' più una sensibilità, del tipo che possiede la persona che vive in una cultura tribale. Il concetto che ci sono altre forze al lavoro. Un modo di vivere più reverente.
LONDON: Sei un critico della nuova era. Eppure ho notato che alcuni dei recensori del tuo libri ti hanno messo nella categoria della nuova era.
HILLMAN: Quei critici dovevano essere dalla parte della scienza. Per loro, il libro deve essere o scienza o nuova era. E' molto difficile nella nostra società fatta di contrapposti trovare una terza via. Prendi i media: ogni notizia è presentata sempre come una persona contro un'altra, del tipo: "ascoltiamo ora l'opinione dell'opposizione". Non c'è mai un terzo punto di vista. Il mio libro è su una terza opinione. Dice, sì, c'è la genetica. Sì, ci sono i cromosomi. Sì, c'è la biologia. Sì, c'è l'ambiente, la sociologia, i genitori, l'economia, le classi e tutte quelle cose.  Ma c'è anche qualcos'altro. Così, se guardi il libro dalla parte della scienza, lo vedi come "new age". Se lo vedi dal punto di vista della nuova era, dici che non si spinge abbastanza. Che è troppo razionale.
LONDON: Goethe diceva che la felicità più grande risiede nel praticare un talento che fa parte della nostra natura. Come cultura siamo così infelici perché siamo dissociati dai nostri talenti naturali, dal nostro codice dell'Anima?
HILLMAN: Siamo avviliti perché abbiamo solo un dio, e questo è l'economia. L'economia è un aguzzino. Nessuno ha tempo libero; nessuno ha riposo. L'intera cultura è sotto una pressione terribile, intessuta com'è di preoccupazioni. E' difficile uscire da questa prigione. Inoltre, vedo la felicità come la conseguenza di ciò che fai. E' impossibile cercare d'ottenerla direttamente.

Di Scott London
(Traduzione di Rinaldo Lampis)
This Q&A was adapted from the public radio series "Insight & Outlook."
This translation was made from the original English. It's also available in Spanish (translated by Enrique Eskenazi).
An expanded version of the interview — with additional questions contributed by journalist Russ Spencer — appeared in the March 1998 issue of The Sun magazine under the title, "From Little Acorns: A Radical New Psychology."

_____________________
http://www.treccani.it/enciclopedia/psicologia-archetipica_(Enciclopedia-Novecento)/
http://it.wikipedia.org/wiki/James_Hillman
http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_analitica

Con affetto,Tomoe! :)


This work is licensed under a Creative Commons license.

sabato 25 giugno 2011

Sintesi degli Opposti § I Significati emotivi e simbolici del Colore




Tratto da:
- 
assianews.blogspot.com/2011_06_01_archive.html

Nonostante le differenti interpretazioni che si riscontrano nelle varie culture ed epoche storiche, i colori rappresentano in ogni area geografica e a ogni livello di conoscenza uno dei riferimenti più significativi della lettura simbolica del mondo esteriore ed interiore. Per ciascuna cultura e per ciascun individuo ogni colore assume un certo significato ed esercita un certo effetto connesso a immagini, contenuti, figurazioni che il soggetto percepisce anche se non conosce. 

Come sintesi di rosso e blu, il viola allude all'integrazione degli opposti e delle ambivalenze...


Continua a leggere QUI





domenica 15 maggio 2011

Paradossi e Sofismi § Tao Zen


Giochi di parole per liberare la mente... mente...
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MEDITAZIONE TAOISTA

<b>MEDITAZIONE TAOISTA </b>
Chiudi gli occhi
     e vedrai con chiarezza.
Smetti di ascoltare
     e sentirai la verità.
Resta in silenzio
     e il tuo cuore potrà cantare.
Non cercare il contatto
     e troverai l'unione.
Sii quieto
     e ti muoverai sull'onda dello spirito.
Sii delicato
     e non avrai bisogno di forza.
Sii paziente
     e compirai ogni cosa.
Sii umile
     e manterrai la tua integrità.
 Fonte: http://www.fiorigialli.it/
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"Che dovrei mai dirti io, o venerabile?
Forse questo, che tu cerchi troppo?
Che tu non pervieni al trovare per il troppo cercare"?
"Come dunque"? chiese Govinda.
Rispose Siddharta:
"Quando qualcuno cerca, allora accade facilmente che il suo occhio perda la capacità di vedere ogni altra cosa, fuori di quella che cerca, e che egli non riesca a trovar nulla, non possa assorbir nulla, in sé, perché pensa sempre unicamente a ciò che cerca, perché ha uno scopo, perché è posseduto dal suo scopo.
Cercare significa: avere uno scopo.
Ma trovare significa: essere libero, restare aperto, non avere scopo".

da Siddharta di H. Hesse
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Ciò a cui opponi resistenza persiste.
Ciò che accetti può essere cambiato.
Carl G. Jung
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giovedì 13 gennaio 2011

Simboli dell'Anima

L'Anima, come l'immaginiamo?

  • Il Sole
  • Angeli
  • Persone, personaggi, figure della nostra vita e della storia dell'umanità
  • Energia luminosa
  • Musica divina: Ave Maria, Canto gregoriano, Musica da chiesa per organo, cori angelici, mantra 
  • Stelle
  • Figure geometriche: cerchio, triangolo, punto, spirale 
  • Numeri: zero, infinito
  • Silenzio
  • Vetta di una montagna
  • Deserto, solitudine
  • Volare
  • Sogni particolari
  • Arte: aureola
  • Parlare lingue sconosciute
  • Bellezza
  • Semplicità
  • Qualità, virtù
  • Saggezza, Armonia
  • Sciamano
  • OM
  • Visione, contatto
  • Nomi e sinonimi: Sé transpersonale, psiche, essenza, soffio divino, pneuma, coscienza di gruppo
  • Immagini: unicorno,
  • Sacro
  • Amore sublime
  • Diamante
  • Domenica (giorno del Signore)
  • Candore, purezza, splendore
  • Madre del Mondo
  • Sorriso
  • Candela
  • Arcobaleno
  • .:.
  • ...

L'elenco è in ordine casuale.

 

In rete abbiano trovato questi simboli:

I simboli planetari, o glifi, derivano da una combinazione di simboli per Spirito, Anima e Materia, dai quali si dice derivi in proporzioni variabili tutta la vita. I loro significati essenziali si possono trovare analizzando i loro componenti individuali:

Symbol of spiritIl cerchio, a lungo considerato la forma più perfetta, è un'immagine del puro Spirito.

 


Symbol of soulIl crescente è il simbolo dell'Anima. Lo si può vedere, come qui, rivolto verso l'alto e lo Spirito o, nel simbolo per la Luna, rivolto all'indietro verso il passato o, nel simbolo del pianeta Urano, rivolto sia all'indietro che in avanti.
 

mindLa linea verticale è il simbolo per la Mente.

 

 

bodyLa linea orizzontale è il simbolo per il Corpo.

 

 

matterQuando Mente e Corpo si combinano, formano la croce della materia.

 


I simboli sono cose complicate dal momento che, come ha osservato Jung, non possono essere completamente interpretati - possono solo essere sperimentati. I simboli trascendono la separazione tra razionale e irrazionale, tra conosciuto e sconosciuto. [1]

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La Spirale
Il significato che vi attribuirono i primi uomini è sconosciuto, ma alcuni storici sono fermamente convinti che le volute della spirale avessero un significato mistico legato al destino dell’anima. Nei miti delle tribù della Nuova Zelanda, i  Maori ad esempio, la spirale assicurava l’ingresso dell’anima nell’oltretomba.
Un punto della spirale, anche nel labirinto, rappresentava la morte e l’altro la rinascita. In genere il centro rappresentava la prima, l’esterno la seconda. La spirale, come figura, è percorribile in entrambi i sensi, sia verso l’esterno, che verso l’interno. [2]

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Conchiglie, simbolo dell'anima
Lo chiamano guscio, in realtà la conchiglia, è lo scheletro di alcuni invertebrati. Per le loro magnifiche forme, le conchiglie evocano il simbolo del sesso femminile e per la loro spirale, che segue la progressione delle serie numeriche infinite, sono anche simbolo dell’anima. Le conchiglie sono un linguaggio dell’anima intriso dei suoi misteri in grado d’arrivare al cuore e all’immaginario di chi le interroga. [3]

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L'etimologia della parola anima rimanda al vento, al soffio, all'aria che attraversa tutto.
Una farfalla nella simbologia greco-romana simboleggiava l'anima che esce dal corpo (quindi legata alla morte); nell'iconografia cristiana la stessa rappresenta anche la resurrezione perché esce viva dalla crisalide.
Per gli alchimisti il vaso alchemico era simbolo dell'anima.
Per gli egizi un geroglifico a forma di piccolo vaso rappresenta il cuore (sede dell'anima).
Un ponte simbolo dell'anima come collegamento tra terra e cielo. [4]

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Il cuore è stato a lungo utilizzato come un simbolo riferito all’emotività, moralità, spiritualità, insite nell’essere umano. Dato che un tempo si riteneva il cuore sede della mente umana, la parola cuore continua ad essere utilizzata poeticamente per fare riferimento all’anima. [5]

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Vi invitiamo a lasciare nei COMMENTI i vostri Simboli dell'Anima (vi farà bene!)

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Fonti:
[1] - http://www.astro.com/mtp/mtp12_i.htm
[2] - http://www.esoterya.com/i-simboli-dellanima-umana/8205/
[3] - http://www.popolis.it/SezioneEspansa.aspx?EPID=58!12!58!120!50519!
[4] - http://chiacchierona79.blogspot.com/2008/05/la-farfalla-simbolo-dell.html
[5] - http://www.nienteansia.it/articoli-di-psicologia/

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