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lunedì 18 luglio 2016

lunedì 7 gennaio 2013

Trasmutazione e sublimazione delle energie sessuali (di Roberto Assagioli)

Un articolo equilibrato, lucido e sempre valido.

 Fonte: www.esonet.it:

Trasmutazione e sublimazione delle energie sessuali
di Roberto Assagioli (vedi scheda autore) - tratto da Rassegna Medica «L'Economia Umana», che lo stampò nel Vol. 6 del Nov.-Dic. 1964.
© copyright by Esonet.it

Il problema del sesso, il problema di un sano comportamento nei riguardi dell'istinto sessuale si è sempre presentato all'umanità sin dagli inizi della civiltà. Ma, per varie ragioni il problema del sesso è oggi divenuto più impellente e viene affrontato pubblicamente e in modo consapevole.
La crisi esistente nei rapporti fra i sessi non è un fatto isolato ma fa parte, e anzi si potrebbe forse dire che costituisca l'aspetto principale, della crisi generale che travaglia il mondo moderno.
I principi morali e religiosi sui quali era stata fondata la nostra civiltà, le leggi ed i costumi che erano ammessi ed accettati (anche se non sempre messi in pratica) hanno perduto, o vanno rapidamente perdendo, il loro prestigio, il loro potere normativo e regolatore; le giovani generazioni si ribellano, e spesso violentemente, contro di essi. La causa principale di tale crisi sta nel fatto che, mentre sono andati diminuendo il fervore religioso e la indiscussa accettazione delle concezioni teologiche e morali del passato, si è cercato di imporre quelle concezioni e quelle norme con severa autorità, con proibizioni e condanne.
Così nel campo sessuale prevaleva la tendenza a considerare gli istinti biologici e le passioni umane fondamentalmente cattivi ed impuri. Di conseguenza il metodo usato nei loro riguardi era quello della condanna e della repressione. L'intero tema del sesso era considerato sconveniente, e si cercava di mantenere i giovani nella ignoranza il più a lungo possibile.

L'indebolirsi delle concezioni su cui si basava quell'atteggiamento e la constatazione dei suoi cattivi effetti sulla salute e sul carattere, hanno suscitato vari movimenti di rivolta. Vi è stato dapprima il «ritorno alla natura» celebrato da Rousseau e dai suoi seguaci. In seguito, la glorificazione del sentimento da parte dei movimenti romantici; la celebrazione delle concezioni edonistiche ed estetiche dell'antica Grecia e del Rinascimento. Allo stesso tempo vi sono state l'ondata di materialismo filosofico e pratico e la rivolta individualistica contro la società e le sue norme (Ibsen, ecc.). A tutto ciò si è aggiunto l'esteso influsso esercitato da Freud e dai suoi seguaci, i quali hanno molto insistito sugli effetti dannosi della repressione sessuale. Tutto questo ha concorso a stimolare e giustificare la soddisfazione incontrollata degli istinti ed impulsi, l'abbandono ad ogni passione, l'appagamento di ogni capriccio.

Ma il risultato di questa «liberazione» non ha prodotto l'attesa felicità e soddisfazione.
Mentre è valsa ad eliminare alcuni dei danni e delle sofferenze dei precedenti eccessi o atteggiamenti opposti, ha prodotto altre complicazioni, sofferenze e conflitti. I fautori dell'appagamento sessuale non regolato si sono accorti, o stanno accorgendosi, che gli eccessi sono, di necessità, seguiti da disgusto e da stanchezza, che istinti e passioni, anche quando non siano frenati da considerazioni morali, spesso non possono venire appagati per mancanza del compagno o di condizioni adatte.
Inoltre, spesso i vari istinti e le varie passioni vengono a conflitto tra loro, sì che l'indulgere all'uno richiede la repressione dell'altro. Ad es. l'indulgere all'istinto sessuale può cozzare con l'istinto di conservazione, creando un urto fra la sessualità e la paura.
Anche un esagerato senso di auto-affermazione (sia esso costituzionale o l'ipercompensazione derivante da un complesso di inferiorità) può creare conflitti, sia con l'istinto di conservazione fisica e la conseguente paura dei rischi, sia con l'istinto sessuale, cioè fra la ricerca del piacere e la brama del potere.

La mancanza di principi direttivi stabili, di una salda scala dei valori, rende l'individuo malsicuro, lo priva della fiducia in se stesso e lo rende influenzabile e dipendente da altri e dalle circostanze esterne. Ma i principi e le aspirazioni morali e spirituali non possono venire tanto facilmente eliminati, come molti sembrano ritenere; essi perdurano nell'inconscio e sono insiti, latenti nella vera natura spirituale dell'uomo. Quando vengono violati, essi, consciamente od inconsciamente, insorgono protestando e creando forti conflitti.

Questo quadro della situazione è stato tracciato, per chiarezza, in modo schematico; in realtà ci troviamo ora in un periodo di transizione, di confusione e di tendenze contrastanti.
In alcuni luoghi ed ambienti le vecchie condizioni persistono tenacemente; le vecchie concezioni, i vecchi metodi sono tuttora usati ed imposti ai giovani e questo suscita conflitti, non di rado violenti, fra le generazioni. In altri invece gli adulti hanno, più o meno di buon grado, «abdicato» ed ai bambini e ai giovani viene lasciata ampia libertà senza alcun intervento educativo.
Ma neppure questo metodo ... o assenza di metodo, adottato soprattutto in America, ha dato risultati soddisfacenti: anzi ha non di rado conseguenze molto dannose. Perciò recentemente i migliori educatori e i genitori più consapevoli ed avveduti cercano di assumere atteggiamenti più comprensivi, ed usare metodi più equilibrati e più adeguati alle condizioni attuali.

Vediamo come, in questo quadro generale, si inserisca il problema del comportamento nel campo sessuale. Si potrebbe ritenere che una soluzione di compromesso fra il rigore eccessivo e la troppa indulgenza (sia da parte degli educatori, sia da parte degli stessi giovani) potrebbe essere quella giusta. Ma tale soluzione, pur evitando i maggiori inconvenienti di quelle estreme, non basta a risolvere i difficili problemi della vita sessuale.

Vi è però un'altra alternativa, vi è un modo più dinamico e costruttivo per affrontare quei problemi che, pur senza risolverli pienamente, può in molti casi dare risultati molto soddisfacenti.

Questo metodo si basa su di una proprietà fondamentale delle energie biologiche e psicologiche: la loro possibilità di trasmutazione.

Essa è analoga alle trasmutazioni che avvengono continuamente fra le energie fisiche: l'elettricità che si trasmuta in calore (stufe) ed in movimento (motori), il calore che si trasmuta in elettricità (macchine termo-elettriche), ecc. Vi è poi in chimica il processo della sublimazione, nel quale, per opera del calore, una sostanza solida passa allo stato gassoso lasciando in fondo al recipiente le scorie, e poi si solidifica in forma cristallina.

La vera natura del processo psicologico di trasmutazione e sublimazione non è ben nota, ma lo stesso può dirsi riguardo alle energie fisiche e chimiche. Così, ad esempio, non possiamo affermare di conoscere esattamente la natura essenziale dell'elettricità; però ne sappiamo abbastanza riguardo al suo modo di agire, alle sue manifestazioni ed alle leggi che la regolano, da poterla utilizzare in modi numerosi e spesso complicati ed ingegnosi, quali quelli della radio e della televisione.
Lo stesso avviene nel campo psicologico. Non è necessario accertare la natura essenziale delle energie psicologiche e delle loro trasmutazioni al fine di utilizzarle mediante una crescente conoscenza delle leggi che le regolano e servendosi di metodi opportuni e validi basati su quelle leggi. Possiamo perciò procedere senza pregiudiziali teoriche all'esame delle norme che debbono essere seguite per utilizzare le pulsioni sessuali che non possiamo o non vogliamo appagare.

La prima norma consiste nell'adottare un atteggiamento obiettivo verso la sessualità, cioè che da un lato sia esente dalle tradizionali reazioni di paura, di falso pudore, o di condanna, e dall'altro sia libero dal fascino che esercita, fascino accresciuto artificialmente dal lavorio dell'immaginazione e dagli stimoli delle pubblicazioni e dei film che sfruttano ignobilmente la sessualità a scopi di lucro.
L'istinto sessuale, come ogni altro, non è per se stesso né buono né cattivo. È una funzione biologica e come tale non è immorale, ma si potrebbe dire pre-morale. È una funzione della massima importanza poiché assicura la continuità delle specie animali e dell'umanità. 
Negli animali è soggetta ad una naturale, ciclica auto-regolazione. Nell'umanità civilizzata quella funzione si è andata complicando per varie ragioni: il suo crescente collegamento con varie funzioni psicologiche, quali l'emozione, i sentimenti, l'immaginazione e gli influssi delle norme morali e degli usi sociali, l'hanno in parte inibita, in parte stimolata, in modo eccessivo, innaturale, talvolta anche morboso.
L'atteggiamento obiettivo verso il sesso deve perciò essere duplice:
- da un lato si devono eliminare le condanne e le paure eccessive che, come ha dimostrato la psicoanalisi, hanno per effetto di reprimere l'impulso sessuale nell'inconscio;
- dall'altro occorre mantenere un calmo ma fermo dominio, seguito da un attivo processo di trasmutazione, in tutti quei casi in cui la sua naturale espressione non sia possibile o desiderabile.

I processi di trasmutazione e sublimazione psicologica erano noti ed usati anche nel passato. Per parlare soltanto dell'Europa, essi sono descritti sotto i veli di un complesso e talvolta oscuro simbolismo negli scritti degli alchimisti medievali sui quali Jung ha fatto interessanti studi. Altri dati importanti si possono trovare in vari libri di ascetica e mistica; sono stati citati ed acutamente commentati da Evelyn Underhill nel suo libro Mysticism.

Venendo ai tempi moderni e alla indagine scientifica del tema, ricordiamo la seguente importante dichiarazione del Freud: «Gli elementi dell'istinto sessuale sono caratterizzati dalla capacità di sublimazione, di sostituire il loro fine sessuale in un altro di tipo diverso e socialmente più degno. Alla somma di energie in tal modo acquistata per le nostre creazioni psicologiche dobbiamo probabilmente i più alti risultati della nostra cultura». (Freud, Uber Psychoanalyse. Lepzing und Wien -Deutike, 1910, pp. 61-62) [1].
Tale affermazione è doppiamente importante. In primo luogo mostra chiaramente il fondamentale errore di considerare l'aspetto fisico ed istintivo della sessualità separatamente ed indipendentemente dai suoi vari aspetti psicologici, fra cui quelli emozionali. Eppure questo errore viene commesso da vari studiosi dominati da preconcetti materialistici. Un esempio tipico di ciò sono le ben note Relazioni Kinsey sul comportamento sessuale. Una simile considerazione puramente zoologica è del tutto unilaterale, e, mentre è stata raccolta una copiosa massa di fatti, l'aver trascurato o negato il loro rapporto vitale con gli aspetti psicologici del sesso, che è quello veramente umano, vizia le conclusioni tratte da quei fatti.
Già mezzo secolo fa James Hinton aveva argutamente osservato che trattare del grande fatto dell'amore sessuale soltanto dal lato fisico sarebbe come pensare, durante un concerto di Sarasate, solo alle budella di gatto e alle code di cavallo usate per le corde del violino e per i crini dell'arco (vedi il libro di Mrs. Havelock Ellis, Three Modern Seers, Hinton, Nietzsche and Carpenter - Stanley Paul and Co., London, 1910).

Se indaghiamo qual è la natura della sessualità, troviamo che essa ha tre aspetti principali:

1. sensuale: il piacere fisico prodotto dall'unione dei corpi;

2. affettivo: l'unione di due personalità;

3. creativo: la concezione di un nuovo essere.

Ognuno di questi tre aspetti può essere trasmutato o sublimato in modi consoni alla sua natura specifica.

La trasformazione delle energie sessuali ed affettive può avvenire in due direzioni.

a) La prima può essere detta «verticale».
Quando l'espressione fisica dell'amore è impedita, le sue manifestazioni emotive possono essere accentuate ed elevate fino a raggiungere talvolta un alto livello di amore ideale «platonico».
Ma anche indipendentemente dagli ostacoli alla libera e piena espressione dell'amore, una sua trasformazione avviene in modo normale e spontaneo fra i coniugi armonicamente uniti. Dapprima predominano per lo più le manifestazioni sessuali e passionali, ma nel corso degli anni e dei decenni questi aspetti si calmano e tendono a produrre o alimentare, sentimenti di tenero affetto, mutua comprensione, apprezzamento e comunione.

Un tipo specifico di sublimazione «verticale» si trova nelle vite dei mistici di ogni tempo, luogo e religione.
Le loro autobiografie offrono dati molto interessanti sulla natura di tale processo, delle sue crisi, e sulle vicissitudini e sofferenze che implica, così come sulle gioie che ne compensano gli strenui sforzi. Si può spesso notare i vari stadi attraverso cui il loro amore umano, viene gradatamente riorientato e trasmutato in amore per un Essere superiore, quale il Cristo, o per Dio medesimo.
Alcuni usano ampiamente il simbolismo dell'amore umano e parlano di «fidanzamento», «nozze» ed unione spirituale. In termini psicologici si può esprimere ciò come il rapporto sempre più stretto, ed infine l'unione, la sintesi fra l'io o sé personale ed il Sé spirituale. Il primo rappresenta il polo femminile o negativo; il secondo il polo positivo, maschile.

Ma prima di procedere dobbiamo soffermarci ad esaminare alcune confusioni ed incomprensioni che esistono su questo fatto.

Mentre il processo di trasmutazione e sublimazione può essere spesso osservato, non è lecito dedurne che l'amore spirituale sia «semplicemente» prodotto dalla sublimazione, né che sia possibile «spiegare» una manifestazione psicologica o spirituale superiore rintracciandone le supposte origini biologiche o istintive. Non è giusto considerare il misticismo quale un prodotto od un sottoprodotto del sesso, come hanno tentato di fare alcuni studiosi.
Da un lato troviamo molte persone, la cui normale vita sessuale è inibita, nelle quali non vi è alcun segno di misticismo; dall'altro vi sono esempi di persone che vivono una vita sessuale normale e si formano una famiglia, mentre allo stesso tempo hanno esperienze mistiche genuine.

La vita e la coscienza spirituale appartengono ad uno specifico livello psicologico ed hanno una «qualità» loro propria e non derivata.
Le energie trasmutate si elevano ad essa dal «basso» apportando un contributo di vitalità e di «calore», per così dire, ma non creano né spiegano la vita superiore.

Il terzo aspetto della sessualità, quello creativo, può essere sublimato nella direzione «verticale» promovendo e favorendo il processo di rigenerazione, di auto-creazione (psicosintesi spirituale) nel quale consiste lo sviluppo, l'evoluzione psicospirituale dell'essere umano.

b) La seconda specie di trasmutazione può essere detta «orizzontale» o estroversa. Anche questa si può attuare in tre modi.

1. Il primo consiste nel trasferimento verso altri piaceri dei sensi, dal semplice godimento dei cibi, al gioioso contatto con la natura ed ai piaceri estetici, all'apprezzamento del bello mediante la vista e l'udito.

2. Il secondo modo è un'estensione o allargamento del sentimento d'amore verso una sola persona fino ad includere un numero sempre più grande di esseri umani. Così l'amore si espande per circoli concentrici i quali includono gruppi sempre più vasti. Nel suo aspetto di compassione, si riversa sui sofferenti, poi procede ad una ulteriore trasmutazione e diviene un impulso ad attività sociali e umanitarie. Esso si manifesta anche come cameratismo ed amicizia verso coloro con i quali esista una comunanza di scopi e di attività. Infine, può raggiungere sfere sempre più ampie fino ad irradiarsi come amore fraterno verso tutti gli uomini e ancor più oltre, verso tutte le creature viventi.

3. La terza specie di trasmutazione delle energie sessuali è quella che si compie come attività creativa di natura artistica o intellettuale.

Il grande filosofo Arthur Schopenhauer ha così affermato questo fatto:
«Nei giorni e nelle ore in cui la tendenza alla voluttà è più forte ... appunto allora anche le più alte energie spirituali possono venire intensamente suscitate; esse restano inattive quando la coscienza ha ceduto alla bramosia; ma mediante un valido sforzo la loro direzione può essere mutata, e allora la coscienza invece che da quelle brame tormentose viene occupata dall'attività delle più alte energie intellettuali e spirituali».

Sembra che vi sia una profonda somiglianza fra l'energia sessuale - il cui fine naturale è la creazione fisica - e le energie creative operanti ad altri livelli dell'essere umano. La creazione artistica è uno dei modi nei quali più facilmente e spontaneamente si attua la sublimazione. Possiamo trovarne numerosi esempi nelle biografie di grandi artisti, scrittori e musicisti. Ne citeremo soltanto uno, particolarmente significativo.
Come è noto, Richard Wagner ebbe un appassionato amore per una donna maritata, Matilde Wesendonck, alla quale dava lezioni di musica e nella quale trovava una comprensione ed una devozione per il suo genio, che gli mancavano da parte della moglie Minna. Dopo breve tempo essi decisero di rinunciare a realizzare il loro amore, e Wagner lasciò Zurigo ed andò, o piuttosto fuggì, a Venezia. Dapprima era disperato ed aveva idee di suicidio, ma ben presto egli si mise a scrivere il testo e la musica del Tristano e Isotta, in una specie di frenesia creativa. Egli portò a termine l'opera entro pochi mesi, durante i quali scrisse molte lettere a Matilde ed anche un diario, dedicato a lei, che vennero pubblicati dopo la morte di lui. Leggendoli si può chiaramente notare il graduale raffreddamento della sua passione, via via che questa si estrinsecava nella poesia e nella musica dell'opera. Quando questa fu compiuta egli aveva talmente superato la passione che poté scrivere a Matilde in termini piuttosto tepidi e superficiali. In seguito egli le fece anche una breve visita puramente amichevole. 
Wagner fu cosciente di quel processo di sublimazione e lo promosse consapevolmente, come risulta da una lettera a Liszt: «Poiché nella mia vita non ho mai goduto la vera felicità dell'amore, voglio fare un monumento a questo bellissimo fra tutti i sogni, nel quale l'amore dovrà esser pienamente appagato, dal principio alla fine. Sto elaborando un "Tristano e Isotta"».

La trasmutazione e sublimazione è quindi un processo che spesso si svolge spontaneamente, ma esso può venir promosso e favorito in modo consapevole e deliberato, mediante l'applicazione delle leggi scoperte dalla psicologia dinamica moderna e l'uso delle tecniche basate su queste leggi.

Ecco alcuni dei metodi per raggiungere quello scopo :

1. Un saldo e cosciente dominio delle energie da trasmutare, evitando però ogni condanna e ogni timore riguardo ad esse, che potrebbero produrre la loro repressione nell'inconscio. Il non condannare gli impulsi istintivi, non vuol dire non riconoscere la propria responsabilità per le conseguenze individuali e sociali di uno sfogo non regolato. Il dominio e la trasmutazione (e questo vale anche per le energie combattive e gli impulsi aggressivi) possono esser favoriti da attività fisiche, come un'intensa attività muscolare, e da speciali esercizi di respirazione ritmica. Un mezzo più elevato ed efficace consiste nel considerare e riconoscere ogni essere umano quale un «Tu» da rispettare ed apprezzare, o meglio, da amare, e non un «oggetto» per l'appagamento dei nostri impulsi e desideri, un «qualcosa» da dominare, possedere o sfruttare. Questo giusto rapporto verso i nostri simili, questo rispetto della personalità umana è alla base di ogni coscienza spirituale ed è stato efficacemente riaffermato da Martin Buber nel suo libro «I and Thou».

2. L'evocazione, lo sviluppo e l'espressione di tutti gli aspetti dell'amore personale e spirituale - amore per il proprio compagno o compagna; amore per gli altri, dai prossimi ad una cerchia sempre più vasta; compassione verso gli infelici ed i sofferenti d'ogni genere (tutti quelli che sono negli ospedali, nei manicomi, nelle prigioni...); amore rivolto verso l'alto, verso Esseri superiori e verso Dio. Si deve promuovere soprattutto l'espressione dell'amore mediante dimostrazioni affettive e partecipazioni ad attività altruistiche ed umanitarie.

3. La decisa proiezione del proprio interesse, della propria aspirazione, del proprio entusiasmo in un'attività creativa che attiri ed assorba le nostre energie. A questo scopo possono servire varie tecniche espressive, quali il disegnare, lo scrivere, le movenze (danza, ecc.) ed ogni genere di attività inventive e costruttive, anche di carattere pratico e tecnico.

4. L'uso di simboli. Questi hanno un grande potere di attrazione su tutte le nostre energie, coscienti ed inconsce, e favoriscono in modo specifico il processo di trasmutazione. Jung ha affermato che «lo strumento psicologico che trasmuta l'energia è il simbolo» (Contributions to Analytical Psychology, 1928). Molti e vari sono i simboli che hanno un'azione anagogica (elevatrice). Fra i più efficaci «modelli» ideali umani, possono venire usati due tipi di essi, diversi, anzi in un certo senso opposti. Un uomo può visualizzare un eroe, un saggio, un santo o un essere umano-divino quale il Cristo, oppure l'immagine di una donna ideale quale la Beatrice dantesca o la Madonna. A sua volta una donna può prendere quale «modello» il più alto tipo di femminilità che possa immaginare, oppure l'immagine di un Uomo ideale. Il potere di tali immagini è espresso nel detto indiano: «Il Gange (fiume sacro) purifica quando sia visto e toccato, ma gli Esseri santi purificano col solo venir ricordati».
Un simbolo efficace è la pianta di loto che trasmuta il fango e l'acqua dello stagno nella forma e nei colori del suo fiore, mediante la propria vitalità e l'azione dei raggi del sole. Il simbolo del moto di ascesa viene usato dal Desoille nel suo metodo del «Rêve éveillé». Il Kretschmer ha indicato varie tecniche immaginative per promuovere il processo di sublimazione. Altri simboli di trasformazione si producono nei sogni e nel disegno libero. Jung ed i suoi discepoli (specialmente E. Harding e F. Wickes) li hanno studiati ed applicati ampiamente.

5. La compagnia, in intima comunione, di persone o gruppi che abbiano attuato o cerchino di attuare la sublimazione. Come vi sono catalizzatori chimici, così vi sono i «catalizzatori umani», il cui influsso e irradiazione, e l'«atmosfera» spirituale che creano, promuovono o facilitano molto le trasformazioni psicologiche.

L'importanza ed il valore delle trasmutazioni e della sublimazione dovrebbero venire sempre più riconosciuti e l'uso di esse favorito al massimo grado nell'educazione, nella psicoterapia ed in ogni disciplina di auto-formazione e di sviluppo spirituale. 
Quei processi possono venire paragonati alla regolazione delle acque di un grande fiume; col risultato di impedire disastrose inondazioni o la formazione di zone paludose malsane nel terreno circostante.
Con adeguati incanalamenti e chiuse, sarà permesso ad una parte delle acque di raggiungere in sicurezza e non ostacolate la loro naturale destinazione, mentre una quantità sempre crescente verrà trasformata in elettricità per essere usata come forza motrice a scopi agricoli e industriali.
In modo simili, le energie istintive, che, con le loro irruzioni, o con le loro attività celate nell'inconscio, producono incalcolabili sofferenze individuali e sconvolgimenti sociali, possono divenire fonti di grande valore umano e spirituale.

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Note

1. Molti altri psicologi hanno riconosciuto la realtà della sublimazione psicologica e ne hanno trattato più o meno ampiamente. Fra essi citeremo Havelock Ellis, McDougall, Hadfield. Uno studio accurato con numerose citazioni e dati bibliografici si trova nel vol. Sublimation di J. Trevor Davies. In Italia, - oltre a un nostro articolo pubblicato nel 1911 nella Rivista di Psicologia, - Sante De Sanctis ha trattato della sublimazione nei capitoli IV e V del suo libro La Conversione Religiosa (Bologna, Zanichelli

domenica 7 ottobre 2012

Incarnare il frutto delle nostre stirpi (Le Passeur) (08)


D'accordo con Urantia-Gaia pubblichiamo...

Incarnare il frutto delle nostre stirpi

Dal Traghettatore (Le Passeur).
La coscienza che si risveglia è il frutto più bello nell’uomo dell’influenza del nuovo ciclo cosmico. Sebbene riguardi tutti, senza nessuna eccezione, non è, in alcun caso, vissuto e fecondato allo stesso modo da ognuno di noi. Il risveglio è totalmente in funzione di ciò che è l’essere,  lui stesso è la somma di tutto ciò che ha integrato o no, nel corso delle sue numerose esperienze di vita, durante la storia delle sue incarnazioni nel ciclo terrestre che si sta concludendo. Poco importa la coscienza spirituale che possa ostentare l’essere, la natura delle sue credenze, del suo mestiere, delle sue fonti di interessi, o della sua “intelligenza” secondo quelli che considerano in modo restrittivo l’intelligenza in funzione ad una semplice e ridicola misura del quoziente intellettuale.
Ciò che conta è ciò che è nella vita.
E’ giusto con gli altri?
E’ onesto con se stesso e con gli altri?
E’ chiaro nel suo modo di essere?
Ha fatto lo sforzo di aguzzare la propria coscienza per capire le conseguenze dei suoi atti e delle sue parole?
Quell’uomo lì presenta le caratteristiche di un essere che è stato in grado di evolvere nel corso delle sue incarnazioni, e grazie alla legge di risonanza  vivrà piuttosto con facilità gli aspetti manifestati del grande cambiamento.
Uno scalino ancora più avanti, l’uomo è consapevole della natura influente dei propri pensieri e delle proprie emozioni?
E dunque ha imparato una certa padronanza?
Esprime il cuore perché E’ nel cuore e non perché ha bisogno di compensare ciò che gli è mancato un tempo.
Detto in un altro modo, ha guarito le proprie ferite più profonde e dunque è stato in grado un giorno di guardarle dritto in faccia?
Costui è fra quelli che con la loro presenza e il loro esempio, più che con l’espressione, aiuteranno i precedenti a salire l’ultimo scalino dove consolideranno la propria autonomia. Il passaggio si farà in modo naturale, non perché c’è un giudizio divino, come tante religioni hanno mentito su questo argomento, ma perché ciò che porta in lui lo rende capace di ricevere ed integrare più luce ancora rispetto a quello precedente.
Prendiamo per semplificare la decisione di chiamare “luce” la nuova energia in cui stiamo entrando. Abbiamo vissuto finora con una piccola lampadina di 3 watt per illuminare le nostre vite e da qualche anno l’intensità della luce è aumentata progressivamente fino ai 30 watt attuali. Era in qualche modo un approccio “con le buone” per darci il tempo di abituare i nostri sguardi a più luce e scoprire un po’ della caverna. Certi si sono preparati a ricevere di più essendo consapevoli del cambiamento, avendo alzato la testa per vedere più lontano grazie a questa luce aumentata e sono diventati così consapevoli di ciò che non vedevano fino a lì. Altri hanno mantenuto la testa bassa, gli occhi inchiodati a “raso terra” sulle routine di cui godono o di cui soffrono senza riuscire a rivelare i segni di un cambio salvatore. Questi sono i più numerosi.
Adesso, stiamo per fare un salto luminoso ed è verso “un sole” che stiamo per girare i nostri sguardi. Che lo vogliamo o no, la nuova luce inonderà la terra la cui frequenza vibratoria si sarà alzata e stabilizzata al livello adeguato del nuovo scrigno che ha deciso di essere e di offrirci. E’ il gioiello magnifico del proprio scrigno e siamo gli invitati privilegiati che accoglie. Bisogna capire bene che non è un colpo di bacchetta magica che rivelerà tutto questo. La terra e tutto il sistema solare attraversano una zona del cosmo che è l’oceano in cui tutto è immerso in questa luce. Noi che viaggiamo sul vascello Urantia-Gaia abbiamo dunque approdato le periferie illuminate di questa zona, qualche anno fa, e il salto di cui parlo sarà dell’ordine della luce che scaturisce alla fine di un’eclisse. Si parla né più né meno di una trasmutazione.  Dunque, questa luce sarà qui per tutti e ognuno riceverà ciò che è in grado di assorbire da questa energia colossale, ciò che avrà un po’ la funzione naturale di distribuire le destinazioni secondo ciò che ognuno può assimilare. Si capisce, una buona parte di quelli che non hanno fatto il necessario durante le proprie numerose vite per prepararsi a accogliere tale energia non la sopporteranno. Andranno quindi presto o tardi a  completare la propria esperienza lì dove la propria vibrazione li porta, fino al giorno in cui al loro turno saranno pronti a evolvere col favore di un nuovo ciclo.
Nel frattempo, quelli che vogliono ancora oscurare tutto quaggiù e gli incoscienti che servono i loro interessi, per avidità o per indifferenza, proseguono la distruzione metodica della terra. Non faremo l’inventario, ci vorrebbe una vita, ma mentre in un grande silenzio mediatico la contaminazione nucleare venuta dal Giappone e l’inquinamento petrolifero dal golfo del Messico vanno avanti, una moltitudine di zone di inquinamento e di distruzioni intensive brulicano un po’ dappertutto sopra e sotto la superficie di Gaia.  E’ così da più di un secolo e l’impresa di sabotaggio diventata metodica e crescente in questi ultimi decenni è ora demenziale. Bisogna vedere con lucidità che la maggior parte degli esseri umani se ne disinteressa, dal momento che siano in grado di consumare l’energia necessaria al superfluo che decora le loro esistenze.  E’ un fatto, e ci sono delle conseguenze. Questa incoscienza e questa indifferenza alle leggi di armonia che prevalgono nei mondi evoluti fanno che all’ora in cui una nuova energia di vita sostituisce la vecchia,  l’ante-umanità dovrà in una maniera o nell’altra conoscere un riequilibrio della bilancia. Tutto ciò è affare di equilibrio delle energie in gioco, in nessun caso di morale e ancora meno di castigo. Tutt’al più la morale è in questo senso il riflesso della legge universale tradita.
Ci sono diversi modi di riequilibrare i meccanismi di scambi tra i regni viventi tra cui il pianeta, in quanto entità, non è il minore. L’uomo, già, può diventare consapevole e cambiare attitudine. E’ ciò che sta accadendo, ma purtroppo non per la maggior parte e con un ritmo troppo lento per bastare a che tutto si svolga con dolcezza, prima del grande salto programmato. Gaia invece è lei stessa maestra a bordo e sta manovrando. Tenendo conto dell’ambiente generale e delle enormi eggregore negative accumulate dall’umanità nei suoi strati aerei e sotterranei, le valvole abituali probabilmente non basteranno, ed è molto probabile che dovrà aggiustare le energie in maniera più drastica.
Non ho un’idea ben precisa di quello che sarà, e spero ancora che ciò che fu annunciato molto tempo fa e confermato diverse volte da allora non succederà. C’è urgenza ma sono certo che fino all’ultimo momento, prima che le lancette si posizionano facendo click sui quadranti del grande orologio cosmico, è ancora possibile cambiare anche solo un po’ l’ordine delle cose. Fino alla fine, le linee del tempo possono essere saltate individualmente e collettivamente. Ecco perché bisogna tuttora avere una fede creatrice  in questa possibilità. Vedo troppi esseri in risveglio rallegrarsi di ogni nuova catastrofe naturale in cui vedono il segno del grande finimondo. Non è un’attitudine responsabile, non fa che contribuire alla confusione delle anime che la nutrono e alla paura di quelli che scoprono la situazione senza averne l’illuminazione.
Invece di aspettare il cataclisma maggiore che verrà contando ogni giorno i punti, è senza alcun dubbio più costruttivo girarsi in sé verso il mondo della pace e dell’armonia che si spera vedere sorgere dalla luce, ancorandola in ogni istante del suo quotidiano, attraverso lo sguardo che portiamo su tutto e le mani che ci posiamo con amore. Non basta proclamare ciò che si vuole, bisogna vederlo realizzato e sostenerne con perseveranza l’intenzione. Qualsiasi cosa sia, fate tutto quello che fate amando ciò che fate, e qualcosa d’immenso arriverà in voi e per tutti. Forse non è troppo tardi per addolcire la transizione collettiva.
Le parole veicolate dal “New Age” sono state spesso ingannatrici e non a caso. Si parla sempre di ascensione, ciò che alla fine rimanda sempre all’idea che si scala verso qualcosa di più alto, di più etereo. L’ascensione è soltanto quella della frequenza vibrazionale che si accorda (o si sintonizza) su una dimensione anch’essa più alta in frequenza. In realtà, nell’incarnazione, abbiamo a che fare con una discesa. Ai fianchi degli altri regni viventi di cui è la semplice natura, ogni artigiano della luce in questo mondo è il ripetitore della sostanza di energia che tira dall’alto al basso. Ognuno riceve e emette la propria firma energetica che è il frutto della sua storia e delle sue stirpi stellari che viene a incarnare qui. E’ dall’alto che portiamo in ogni cellula dei nostri corpi e di quello della terra una parte della luce che illuminerà il prossimo ciclo di Gaia e di tutto ciò che porterà in quel momento.
E’ un ancoraggio profondo e solido che si effettua di cui siamo i traghettatori talvolta consapevoli e spesso inconsapevoli. Poco importa il modo con cui l’immaginiamo, possiamo visualizzarlo come vogliamo, ciò che conta è materializzarlo nelle nostre vite e in ogni giorno concretamente, e di smettere di aspettare segni e di divulgare belle idee, delle grandi parole e dei concetti eterei che risonano soltanto nel nostro immaginario e mai nei nostri atti.
Non ho niente contro l’immaginario, al contrario, vedo sempre di più fino a che punto è uno dei modi di espressione favorito dalla propria anima quando prova a comunicarci qualcosa. Ma perfino l’immaginario può ancorarsi e dunque perfettamente incarnarsi nella materia. Verrà un momento in cui ogni cosa sarà percepita dai diversi piani con i quali interferiamo direttamente, e ci modelleremo il nostro posto in coscienza. La vita è dappertutto e riveste  tante forme che è un fuoco d’artificio, le dimensioni che ci circondano sono multipli e la nostra multidimensionalità ne investe una parte tra cui certe sono accessibili fin da oggi. Come i racconti per bambini l’hanno sempre detto, basta credere per vedere…
Fraternamente,
© Il Traghettatore – 04.09.2011 – Tradotto da Stéphanie - Versione originale francese
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domenica 1 luglio 2012

Il passaggio dalla cruna dell’ago (Le Passeur) (05)

Publié le  par Le Passeur
Dal Traghettatore (Le Passeur).Arriviamo ai piedi di un limite che ci è stato indicato da molto tempo, e che non pensavamo più di vedere un giorno emergere dal fossato. Eppure ci siamo. Tutto è salito in energia al punto esatto in cui dovremo mettere in pratica tutti gli insegnamenti che hanno segnato in questa incarnazione la strada del risveglio. Non c’è giustificazione all’ansia, in realtà è il momento per il quale ci siamo preparati tutti da numerose vite, e ognuno di noi è esattamente lì dove deve essere, tanto nel suo ambiente esterno che nel suo intimo. Tutto è giusto, tutto è al suo posto. Soltanto la mente si agita ancora e tenta un vano controllo incitando i suoi dubbi e le sue paure. Più che mai, bisogna identificare le sue espressioni e gettargli ogni tanto un secchio di acqua per calmare i suoi ardori.
Non conosco la cronologia degli eventi, ma in realtà l’orologio è senza importanza. Soltanto la propria connessione con l’Essere Supremo in noi può illuminare i nostri passi nella notte apparente. Il trambusto dei circuiti esterni ed interni della Terra, delle collettività di vite e dei sentimenti individuali,  è soltanto la tappa  indispensabile alla rimessa a zero che ho evocato in   «La voce, al di là del caos». È importante, non solo per noi stessi, mantenere il proprio equilibrio e la propria serena verticalità nelle zone che l’umanità sta per attraversare. Non c’è alcuna convenienza a contrattare in sé, ciò che è del dominio dell’accettabile o no, c’è soltanto la fede in sé, espressa nell’abbandono, detenuta nella piena misura di questa verticalità. Lì si trova sempre e in ogni tempo l’asse della nostra connessione con il cielo e con la terra. Lì si trova il nostro pieno potere su ogni cosa. Bisogna lasciare le manette, tutte le manette, liberarsi da tutte le interrogazioni, e soprattutto, soprattutto, non lasciarsi mai trascinare nella spirale delle paure collettive che sorgeranno con l’incomprensione, che si manifesterà inevitabilmente. Troppe persone hanno fatto la scelta deliberata dell’ignoranza, affinché le cose siano diverse, ma da un altro lato, molta gente si troverà catapultata brutalmente di fronte a una luce nuova. Saranno in grado di abbracciarla con maggior facilità se hanno l’esempio e dunque il riferimento, di esseri sereni intorno a loro.
Se esiste un tempo in cui bisogna dirsi «ok, adesso ci vado», è ora. Non è più tempo di piagnucolare su sé stesso, non è più tempo di sentirsi una vittima, né di cercare una mano caritatevole o un’ala protettiva come siamo stati tanto abituati nel gioco dell’ego. Siamo degli esseri potenti! Siamo in grado di creare partendo dal nulla, con  la padronanza delle nostre emozioni e della nostra intenzione, qualcosa di totalmente nuovo, in grado di polverizzare i vecchi schemi e di annientare senza lotta tutte le manifestazioni dell’ombra. In ogni modo, è quello che sta per accadere, protagonisti o meno.  E’ meglio dunque essere a misura delle nostre vere capacità. Ricordati che quando concedi potere ad altri, essi ne esercitano sempre su di te. La sottomissione ne è la ragione, la paura, la leva che  mantiene il livello. Immaginati che abusino di questa leva e, sapendo che la partita si mette male per loro, aumentino la pressione ancora di più. Ti lascerai coinvolgere nella spirale? Chi può decidere al posto tuo?
Sono convinto che la maggior parte della gente che sta dubitando di sé, troverà in modo naturale la giusta posizione da adottare. Perciò, l’abbandono alla fede per qualcosa di superiore in noi che tenga il controllo, rimarrà sempre l’ultima chiave, quella che apre l’ultima serratura delle nostre resistenze. Gli ego vociferanti e, più generalmente, quelli che non avranno voluto sollevare il tappeto per mantenere la casa pulita soffriranno, perché l’umiltà è l’unico corridoio che conduce a questa porta. Pazienza se mi ripeto, ma posso soltanto ridirlo, sperando che serva nei momenti di dubbio, ciò che ho scritto già nel Risveglio in Sé:
«L’umiltà è una potente luce nell’oscurità. E’ un Sole che vede il “piccolo” in questo mondo diventare “immenso” nell’altro»
Quando tutto sembra diventare complicato e  il discernimento viene a mancare, quando i dubbi risalgono e  la sete di controllo prosciuga di nuovo il palato, l’umiltà porta l’essere con dolcezza verso l’altare dell’abbandono, che è la soglia suprema dove investe la pienezza del suo abito di luce.
«L’abbandono è la nuca che si offre nuda al divino in sé. È la fede estrema, ed è la pienezza di una gioia serena e profonda»
Sulla via dell’abbandono, poco prima della grande chiarezza che dissiperà tutti i veli, ci sarà per ciascuno un istante, o un momento,in cui niente di quello che credevamo sembrerà esistere. Questo momento sarà l’unico in cui saremo soli  di fronte a noi-stessi, rappresenterà la morte di tutto, affinché rinasca l’essere luminoso fino ad ora velato. È qualcosa che appartiene ad ogni anima e di fronte alla quale deve passare da sola. Ho parlato di «reset»  nell’articolo citato più in alto, è soltanto un termine moderno per semplificare l’intensità di questo "passaggio" che in altri tempi, 2.000 anni fa, un essere a cui dobbiamo molto e la cui parola avrebbe dovuto rimanere al di fuori di ogni dogma religioso, ha incarnato sulla croce. La resurrezione, è l’essere risvegliato che si erge nella sua luce ritrovata. Posso soltanto intuire, attraverso l’emozione, il sublime Mistero che ha presieduto tutto ciò, ed avrei veramente molte difficoltà a decriptare al tempo stesso tutta l’alchimia simbolica ed incarnata che a portato questa estrema trasmutazione. Tutto ciò che posso dire, è che siamo alla fine delle nostre vie crucis, e che ci rimane da vivere il momento sacro in cui ognuno di noi morirà in sé per rinascere istantaneamente come è veramente. Qualunque sia la forma che prenda questa trasmutazione, le farfalle galattiche che nasceranno in quel momento dalla loro crisalide saranno libere ed unite. Mai più la separazione  sarà sulla loro via, non si sentiranno mai più dei bruchi solitari in sopravvivenza tra i predatori di un mondo ostile. Questi tempi sono finiti, ci avranno insegnato molto e  toccherà a noi trasmetterlo.
Ieri, quando in pace e compagnia di esseri cari, ho pensato che noi esseri umani siamo stati così a lungo il simbolo della separazione, ma stiamo per diventare anche qui su Gaïa, quello dell’armonizzazione fra tutti i regni viventi. Non solo integreremo perfettamente la nostra multidimensionalità raccolta in questo luogo ed in questo tempo, ma stiamo per (riprendendo il discorso di un’amica) «lucidare gli angoli». Il grande puzzle si unirà perché stiamo per illuminare lo spazio tra i pezzi e permettendo che s’incastrino nell’armonia. Forse delle specie che non hanno mai coabitato prima d’ora, si scoprirà sotto i nostri auspici. Penso che non siamo lontani da vivere una fiaba, e che è la nostra credenza in ciò che fu relegato col passare del tempo nel reparto delle leggende e delle mitologie, ad accelerare si o no il movimento. Delle forme di vita poco visibili finora nelle nostre sfere si avvicinano innegabilmente a noi. Sempre più persone tra di noi ne hanno avuto le prove ed è il segno ultimo che qualcosa di fondamentale sta veramente cambiando in seno all’umanità. Al di là delle apparenze ancora percepite, i presagi sono promettenti di orizzonti di una grande bellezza.
Tutto accade come previsto, le porte si aprono e quelli che lo desiderano e che avranno avuto il coraggio di svuotare la loro coppa, le supereranno facilmente. Gli altri dovranno  scuotersi ancora un po’, perché in questo regno, si entra nudi ed a cuore leggero, le braccia aperte come una coppa vuota pronta a riempirsi di “nugoli” promessi. La cruna dell’ago è fine, perché non c’è che il filo epurato della vita che possa passarci. Tutto ciò che si aggrappa a questo filo e l’appesantisce deve essere abbandonato per accedere alla propria luce, a questo istante benedetto in cui l'anima sola offrirà la sua nuca al divino che vive in lei. Non c’è posto per il mercanteggiamento in questo spazio, c’è soltanto la fede nella propria onnipotenza benevola. Solo questa ha il potere legittimo di inchinarci umilmente davanti a qualcosa di più grande ancora che è unicamente amore, e in cui non possiamo altro desiderare che abbandonarci.
Fraternamente,
© Il Traghettatore – 25.08.2011 – Tradotto da Angie & Stéphanie - Versione originale francese
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