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domenica 25 marzo 2012

Futuro § Ottimismo, Buona Crescita e Innovazione

“Il futuro è migliore di quanto si pensi”

Così recita il sottotitolo del saggio di Kotler e Diamandis.
Diamandis non ha dubbi che l'accumulazione poderosa di nuove conoscenze ci consentirà di vincere la grandi sfide del nostro futuro: l' inquinamento atmosferico e delle acque; la sovrappopolazione; la scarsità di energia; i bisogni di istruzione e di salute; i diritti umani e le libertà.

«L'umanità - scrive il tecno-ottimista - sta entrando in un periodo di trasformazione radicale in cui le tecnologie hanno il potenziale per migliorare sensibilmente la qualità della vita di ogni uomo, donna e bambino del pianeta».

Wow! Mi scopro a reagire coi riflessi pavloviani dell'europeo, con scetticismo. Ho l'impressione di aver già sentito suonare le fanfare del tecno-ottimismo in altre epoche della mia vita: per esempio al passaggio del millennio, quando mi trasferii a San Francisco all'apice dell' euforia per la New Economy, nel primo boom di Internet e delle sue applicazioni.
Diamandis ha una spiegazione razionale anche per la mia cautela.

«È tutta colpa dell' amigdala - spiega - cioè quella parte del cervello, situata nel lobo temporale, che regola emozioni primarie come la rabbia, l' odio,e soprattutto la paura.È il nostro sistema di pre-allarme per la sopravvivenza, un organo sempre in massima allerta per segnalarci tutto ciò che nell' ambiente circostante può minacciarci. È quasi impossibile liberarci del suo condizionamento».

Ecco perché siamo tendenzialmente pessimisti, inclini a privilegiare le cattive notizie: i nostri progenitori si sarebbero estinti, divorati dalle belve feroci, se avessero privilegiato l'estasi davanti a un bel tramonto anziché l'adrenalina da panico di fronte ai rumori sospetti nella foresta.

Oggi questa nostra programmazione genetica al pessimismo rischia di non farci vedere l'ovvio?
Cioè l' effetto immensamente positivo del progresso tecnologico. Il numero di persone che vivono sotto la soglia della povertà assoluta si è più che dimezzato dagli anni Cinquanta, e di questo passo scenderà a zero nel 2035. Anche la definizione di "povertà assoluta" va guardata da vicino. Oggi il novantacinque per cento degli americani che vivono sotto la soglia della miseria ufficiale dispongono non solo (ovviamente) di acqua corrente ed energia elettrica in casa, ma possiedono anche frigo, tv e internet. Sono tutte comodità che un secolo fa non poteva permettersi neppure il leggendario miliardario Andrew Carnegie, semplicemente perché non erano state ancora inventate.

A volte ci sembra che la tecnologia ci renda schiavi, ma su questo punto dovremmo ascoltare il parere dei giovani arabi o russi che si stanno rivoltando contro gli autoritarismi grazie a un maggiore accesso all'informazione.
Entro il 2020 altri tre miliardi di abitanti del pianeta si saranno aggregati alla nostra comunità di utenti di internet: è tutta «meta-intelligenza collettiva», secondo la definizione di Diamandis, ed è forse questa la materia prima che ci salverà. In parte il boom negli accessi all'informazione è già incanalato verso gli usi più nobili. La Khan Academy, una delle tante iniziative nate grazie ai tecno-filantropi (un esercito sempre più numeroso di cui Bill Gates è solo il nome più noto), oggi viene consultata da due milioni di studenti ogni mese, per l'apprendimento accademico a distanza. Nella biblioteca digitale della Khan Academy ci sono video didattici su materie che spaziano dall'algebra alla biologia. Il settore della medicina "individualizzata" grazie allo sfruttamento delle informazioni genetiche non esisteva neppure un decennio fa; oggi cresce del quindici per cento all' anno. Anche grazie a questi progressi medici, la popolazione degli ultracentenari sta raddoppiando ogni dieci anni.

Sono questi i primi trisnonni che vedranno la loro progenie trasformata in «divinità dell'antica Grecia»?

La decrescita si muove verso Ovest. Il prossimo mese di maggio, infatti, Montreal ospiterà la prima edizione dell’International Conference on Degrowth in the Americas. Una settimana di incontri e conferenze per promuovere il tema del ridimensionamento della produzione e del consumo per preservare le risorse e re-ingegnerizzare una società più equa.

Un concetto per certi versi nuovo negli Stati Uniti, ma da cui anche movimenti “estremi” come Occupy Wall Street si tengono a distanza, forse per paura di alienarsi le simpatie dei sostenitori.

A oggi, e non è un caso, nessuno sponsor si è ancora candidato per l’evento canadese. In Italia, le molte contraddizioni della decrescita sono state evidenziate in questi giorni dal giornalista Antonio Pascale, ospite de “Il club de La Lettura” di Corriere.it.

Pascale, nel suo articolo Gli egoisti della decrescita:
“Decrescita è una definizione di gran moda, la usano un po’ tutti. Anche i piccoli e medi imprenditori, quelli cioè che dovrebbero crescere”.
Nulla da dire sulla necessità di proteggere il pianeta dall’eccesso di consumo, ma dai commenti dei paladini della decrescita emerge la sensazione che quest’ultima si applichi ai consumi degli altri.

Chiamando in causa Keynes, Pascale ricorda - se mai ce ne fosse bisogno - che
“una riduzione generalizzata dei consumi finirà col produrre un ristagno degli investimenti”.
Dall’altra parte dell’Oceano, Arianna Huffington, editore di Huffington Post, fa sapere che c’è chi si è “appropriato” del tema della decrescita per farne qualcosa di completamente nuovo.
Come Steven Kotler e Peter Diamantis che hanno scritto  “Abundance”, cioè abbondanza, un saggio che ha fra gli autori quel Diamantis co-fondatore (fra le altre attività) della Singularity University, l’istituzione accademica della Silicon Valley che ha stretto partnership con Nasa, Google e Nokia per educare e ispirare i manager nel rapporto con la tecnologia per vincere le grandi sfide dell’umanità.

Come se non bastasse, Diamantis lavora come consulente di grandi aziende a cui suggerisce come utilizzare la tecnologia e incentivare l’innovazione per accelerare il raggiungimento dei propri obiettivi.
“Con la disoccupazione sopra all’8%, abbiamo più energia, più spirito, più esperienza di quanti siano i posti di lavoro disponibili. E molto più tempo a disposizione per mettere queste risorse a profitto”,
prosegue Arianna Huffington e aggiunge:
“La vera questione è se i nostri leader continueranno a focalizzarsi su misure di austerity invece di sfruttare il potenziale di energia, idealismo e passione sommerso sotto ai tagli di budget”.

E allora? “Il segreto si chiama innovazione - sembra rispondere Pascale nel suo articolo -. Si può fare. L’abbiamo già fatto. Nel 1880, i nostri avi dovevano lavorare sei ore per avere un’ora di luce, adesso basta mezzo secondo”.
Forse, più che parlare di decrescita è ora di riflettere seriamente sulla “buona crescita” e su cosa si può fare per ottenerla.

L'antica Grecia»? © RIPRODUZIONE RISERVATA - FEDERICO RAMPINI


Riceviamo da Piero e Nuriel e molto volentieri pubblichiamo.

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Visione per il Futuro

Dove c’è una visione per il futuro c’è attenzione al presente

Dove c’è una visione per il futuro c’è cura delle risorse

Dove c’è una visione per il futuro c’è un paese che cresce

Dove c’è una visione per il futuro non ci sono speculazioni

Noi abbiamo una visione per il nostro futuro,

vogliamo ritornare a scegliere ciò che è meglio per tutti noi.

Ci sono dei momenti in cui bisogna impedire che gravi decisioni a favore di pochi distruggano il futuro di molti...

(da http://www.vivipresolana.it/i-valori/visione-per-il-futuro/)


martedì 13 marzo 2012

Futurama § L'uomo del 100mila d.C. "Non ci estingueremo"

 

FUTURO

L'uomo del 100mila d.C. "Non ci estingueremo"

Sul New Scientist il futuro del Pianeta Terra: come saremo fisicamente, dove vivremo, come comunicheremo fra di noi.
"Il surriscaldamento ci costringerà al nomadismo, non raggiungeremo stelle lontane, troveremo nuove fonti di energia"
la Repubblica, dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA - Pensare al futuro, per l'uomo d'oggi, generalmente significa prepararsi o preoccuparsi per quello che può accadere fra sei mesi (Israele attacca l'Iran per distruggere le centrali nucleari), fra due anni (l'economia mondiale ricomincia a crescere) o fra venti (la Cina è la nuova superpotenza planetaria). Ma nuovi studi stanno cercando di stabilire come sarà il nostro mondo non fra cinquant'anni e nemmeno tra un secolo o due, bensì fra 100mila anni: provando a immaginare, dati scientifici alla mano, che aspetto avremo, che lingua parleremo, dove vivremo, pressappoco nell'anno 102012.
Raramente ci azzardiamo a guardare così lontano, anche perché l'esercizio ci spaventa: fra cambiamento climatico, pericolo di pandemie provocate da nuovi virus, rischio che un asteroide gigante colpisca la terra, il catastrofismo è talmente diffuso che preferiamo non immaginare un domani troppo distante, nel timore che non ve ne sarebbe affatto uno.
Non per nulla la Global Catastrophic Risk Conference, tenuta a Oxford nel 2008, calcolava che gli esseri umani avevano solo il 19 per cento di probabilità di sopravvivere fino al 2100. Un simile pessimismo, avverte tuttavia il settimanale New Scientist, citando un crescente numero di pubblicazioni ed esperti, è prematuro, sbagliato.
La prima buona notizia, annunciata da scienziati della Long Now Foundation, creata a San Francisco con l'obiettivo di scrutare il futuro più remoto, è che fra 100mila anni ci saremo ancora. Reperti fossili suggeriscono che i mammiferi possono sopravvivere un milione di anni, e alcune specie dieci volte più a lungo: perché il mammifero più intelligente, l'Homo Sapiens, non potrebbe essere fra queste?
Sulla base dei 200mila anni di esistenza umana sulla terra, Richard Gott, astrofisico della Princeton University, stima che vivremo altri 7 milioni e mezzo di anni. Disastri provocati da noi stessi (guerre termonucleari), nuovi killer virus pandemici (ce ne sono stati quattro nell'ultimo secolo) o l'eruzione di un super vulcano (ogni circa 50mila anni ce n'è una), potrebbero fare gravi danni, ma difficilmente farebbero scomparire 7 miliardi di persone distribuite su ogni angolo del pianeta.
Il pericolo più grave è che un asteroide gigante colpisca la terra, come accadde probabilmente 65 milioni di anni or sono, provocando l'estinzione dei dinosauri. Ma anche questo, secondo calcoli della Nasa, non provocherebbe la scomparsa dell'intera civiltà umana. Un rischio più concreto è il surriscaldamento del pianeta: se la temperatura crescerà nel prossimo secolo dai 2 ai 10 gradi, New York, Londra e Tokyo verranno sommerse dall'innalzamento degli oceani, intere isole finiranno sott'acqua, le zone tropicali diventeranno invivibili. Altre zone, tuttavia, oggi aride o semi inaccessibili, diventeranno abitabili e perfino floride, dalla tundra siberiana all'Antartico. Parte dell'umanità sarà costretta a traslocare, su per giù nei prossimi tremila anni, ma non a soccombere.
Stabilito che ci saremo ancora ma dovremo cambiare residenza, resta da decidere che aspetto avremo. Un vecchio esperimento immaginava la possibilità di prendere un uomo del Cro-Magnon (30mila anni fa), rasarlo, vestirlo e metterlo nel centro di New York: avrebbe riconosciuto i suoi simili? Sì, è la risposta degli antropologi, anche se non avrebbe riconosciuto nient'altro.
Facciamo lo stesso gioco: prendiamo un uomo del 2012 e mettiamolo nel 102012: riconoscerebbe gli individui e le cose che ha intorno? Sì e no. Potrebbero esserci cyborg e robot di silicio non a nostra immagine e somiglianza; ma così come l'uomo della preistoria non ci risulterebbe una forma del tutto aliena, allo stesso modo l'uomo del 100mila dopo Cristo non avrà tre gambe e un solo occhio ma continuerà in qualche modo a somigliarci, afferma lo studioso Graham Lawton.
Comunicare potrebbe però essere più complicato. Oggi non comprendiamo l'inglese di mille anni fa, e solo chi ha fatto il liceo classico capisce il latino di Roma antica. Le lingue si evolvono più radicalmente di chi le parla: l'Oxford Dictionary aggiunge 2.500 nuove parole all'anno, le regole grammaticali mutano. Ma forse dicendo "il mio nome è Mario" riusciremmo a farci capire anche nell'anno 100mila, sostiene il linguista Mark Pagel della Reading University.
Cos'altro vedono gli indovini del futuro a lungo termine?
Finiremo alcune risorse, come petrolio e gas, ma ne troveremo delle nuove, più in profondità e su altri pianeti. A proposito: esploreremo il nostro sistema solare, ma sembra improbabile che raggiungeremo le stelle (a 40 mila km orari, impiegheremmo 115 mila anni a raggiungere la più vicina, Alfa Centauri).
Per cui è verosimile che noi terrestri continueremo a sentirci soli nell'universo: a meno che, nel frattempo, non venga a trovarci qualche specie più evoluta e più veloce della nostra.

(12 marzo 2012)


sabato 25 febbraio 2012

Il Tao del Tempo

 

Normalmente viviamo il presente, il passato e il futuro
come momenti lineari separati.
Occasionalmente li viviamo come fossero collegati, unificati,
allora ci sembra di vivere un momento perfetto.
Le Coscienze Evolute li possono vivere contemporaneamente
e questa consapevolezza ampliata
da loro modo di intuire il corso degli eventi.

 

Immagine:
-
http://www.arcitorino.it/files/images/tao.jpg


domenica 8 gennaio 2012

Dall’Homo Sapiens all’Homo noeticus

[Fonte] :
Leonardo. Proportions of Man.jpg
Quando immaginiamo il futuro della Terra, ci troviamo di fronte a un paradosso: da un lato è difficile pensare che l' «Homo sapiens» non continuerà a essere l'unico padrone del pianeta Terra, ma dall'altro è ugualmente difficile immaginare, data la vastità delle distruzioni in atto, quale sarà il futuro della Terra se continuerà il dominio dell'Homo sapiens.


Nel corso della nostra indagine per scoprire se e come l'illuminazione può risolvere la crisi attuale, ci siamo imbattuti in un affascinante pensatore che ha osato spingere la sua immaginazione al di là di questo paradosso, arrivando a una soluzione nientedimeno che evolutiva.

Secondo il ricercatore della consapevolezza John White, benché tutte le tendenze siano contrarie, la Terra e l'umanità possono davvero avere un promettente futuro insieme. Ma l'essere umano che parteciperà a questo futuro sarà un primate molto diverso da quello che conosciamo oggi. White lo chiama "homo noeticus": il gradino successivo dell'evoluzione.

Chiamato alla vita spirituale nel 1963 da un'esperienza spontanea di ciò che egli chiama "la realizzazione di Dio", John White non ha mai avuto difficoltà a dire di essere illuminato, salvo precisare, subito dopo, "ma solo un po". E negli ultimi ventisette anni, quel "solo un po" è stato ciò che ha alimentato il suo insaziabile interesse verso l'esplorazione del potenziale umano più elevato. Chiedetegli dei suoi risultati in questo campo, e l'ultima cosa che vi sentirete raccontare è l'esperienza di illuminazione che ha dato il via al suo cammino. Prima sentirete parlare della sua amicizia con l'astronauta dell'Apollo 14 Edgar Mitchell, la cui esperienza spirituale nella capsula spaziale lo ha portato a fondare, insieme a White, l'Istituto di Scienze Noetiche, oggi noto in tutto il mondo.

Poi sentirete parlare del manoscritto ricevuto nel 1974 da un giovane scrittore che faticava ad affermarsi, Ken Wilber, intitolato The Spectrum of Consciousness. Il libro fece una tale impressione su White che egli fece di tutto per pubblicarlo, cosa che gli riuscì trentatré editori e quattro anni dopo, dando l'avvio all'ascesa di Wilber, che oggi è uno dei più autorevoli pensatori spirituali dell'era moderna.

Scrittore freelance ed editore di gran parte dei suoi libri, White potrebbe raccontare anche di aver pubblicato decine di articoli e oltre quindici libri, tra cui L’incontro tra scienza e spirito, A Practical Guide to Death and Dying e le antologie Kundalini, Evolution and Enlightenment e What is Enlightenment? Nel suo prossimo libro, Enlightenment 101, White descrive come, secondo le sue ricerche ed esperienze, la razza umana sta già attraversando un mutamento evolutivo.

Vivere tra le avanguardie dell'esplorazione della consapevolezza, in compagnia dei più importanti pensatori spirituali, ha donato a White un punto di vista unico sul nostro potenziale umano più elevato, nonché uno sguardo penetrante su quello che potrebbe essere il futuro della nostra specie. Tuttavia, alla fine White ammette che la sua fiducia nel nostro potenziale evolutivo non è dovuta alle sue ricerche e ai suoi studi, bensì a quella prima esperienza spirituale avvenuta nel 1963.
Come egli racconta,
"Ci fu una rivoluzione nella mia consapevolezza che mi portò a scorgere l'illusorietà dell'io separato e la realtà del Sé autentico. Fu un momento di consapevolezza cosmica. La percezione di un io corporeo venne completamente spazzata via, e restò solo l'«io» dell'universo, del cosmo. Tutto ciò non mi donò una sorta di onniscienza, ma un insieme di certezze. Sapevo al di là di ogni dubbio cosa ero, perché stavo qui, dove stavo andando e qual era la strada verso casa, verso Dio. E ho visto anche che esisteva qualcosa di simile a una natura umana, per cui ciò che era possibile per me lo era per tutti. Ho visto nel mio passato e nel mio futuro, il passato e il futuro di tutta l'umanità".

Lo scorso autunno, nel nostro centro nel Massachussetts occidentale, abbiamo avuto il piacere di una cortese visita di John White, proveniente dalla sua casa nel Connecticut. Quel pomeriggio egli ha condiviso con noi la sua visione di un'umanità illuminata.

Craig Hamilton:
Molti futurologi, scienziati e pensatori sociali ritengono che l'umanità stia affrontando una crisi evolutiva. Prevedono trasformazioni potenzialmente devastanti nei prossimi decenni, quando la sovrappopolazione, la rapida globalizzazione e la sperimentazione tecnologica renderanno ancora più precario l'equilibrio su cui si basa la vita della nostra specie e del pianeta in generale. Molti autorevoli pensatori hanno affermato che, data l'enormità delle sfide che ci attendono, l'unica soluzione che può forse andare alla radice del problema è di tipo spirituale, ovvero è una trasformazione della consapevolezza. Cosa pensi di questa idea? L'illuminazione può salvare il mondo?

John White:
L'illuminazione è la sola cosa che può salvare il mondo. La sola cosa.
Quando lavoravo con l'astronauta dell'Apollo 14 Edgar Mitchell, l'idea era che l'Istituto per le Scienze Noetiche, da lui fondato nel 1972 e del quale ero il Direttore dell'Educazione, avrebbe studiato la mente umana per applicare le scoperte in questo campo ai problemi dell'umanità. Ed, dopo aver avuto un'epifania. o esperienza religiosa, mentre la capsula spaziale scendeva sulla Terra, aveva capito chiaramente che i problemi che assillavano l'umanità non facevano parte del mondo naturale.
Le divisioni sociali, le lotte, i conflitti e tutti i problemi politici..., egli aveva capito che quei problemi, sorgevano nel contesto della mente, o della consapevolezza umana, e voleva studiare quest’ultima per risolvere quei problemi alle radici. Come ha detto Einstein, non puoi risolvere un problema al livello che l'ha originato: devi andare un livello sopra. Quindi, questa era la speranza dell'Istituto di Scienze Noetiche: comprendere meglio la natura della consapevolezza e capire fino a che punto potevamo trascendere la condizione alla base di tutti i problemi che l'umanità si trova di fronte. Senza questa comprensione, è facile che ci ritroviamo a essere nulla più che un granello di polvere nel cielo notturno, o un pianeta moribondo dove le specie sono morte.
Quindi, sì, abbiamo di fronte molte crisi, ma le mie indagini recenti e la mia esperienza personale mi dicono che riusciremo a superarle. Questo fa parte del grande disegno della creazione, del fine intelligente dell'universo. Dio non ci ha condotto attraverso cinque milioni di anni di evoluzione umana per spegnerci così. Abbiamo i mezzi, il potenziale per affrontare questa crisi in modo intelligente, in linea con la nostra spinta teleologica verso la trascendenza dell'io.
Ma per quello che posso vedere, tutto ciò non è assolutamente certo. Il nostro pianeta potrebbe subire un'overdose, per così dire. Ma non credo che arriveremo a quel punto: abbiamo superato moltissime crisi nella nostra lunga storia, e vedo diversi segnali promettenti secondo cui riusciremo a superare anche queste. In realtà, come ha detto un mio amico, "La parola inglese «Hope», speranza, è un acronimo per «Help Our Planet Evolve», sostieni l’evoluzione del nostro pianeta". E io ho grandi speranze.

Craig Hamilton:
Nel tuo prossimo libro, affermi che in realtà l'umanità si sta evolvendo verso una nuova e più elevata forma di vita, che riuscirà a trascendere molte delle difficoltà di oggi. Hai definito questa nuova ed evoluta forma di umanità "Homo noeticus". Cos'è l'homo noeticus?

John White:
L'homo noeticus è il termine che uso per indicare quella che considero una forma di umanità più elevata che sta emergendo oggi sul pianeta, caratterizzata non da mutamenti genetici, bensì noetici. In altre parole, la consapevolezza è il principio fondamentale per definire l'homo noeticus. Esiste una radicale trasformazione della consapevolezza che contraddistingue l'homo noeticus, un passaggio dalla centratura sull'io a quella su Dio. L'homo noeticus potrà assomigliare molto al Tizio e al Caio che oggi camminano per le strade di New York, ma sarà caratterizzato da una profonda trasformazione della consapevolezza. E tale trasformazione della consapevolezza fa parte del processo dell'illuminazione.
Non ho una lista antropologica di caratteristiche che definiscono l'homo noeticus. Se fossimo stati vivi quando stava apparendo l'uomo di Cro-Magnon, come avremmo potuto distinguere quest'ultimo dall'uomo di Neanderthal? Fisicamente, avevano praticamente lo stesso aspetto. Ma col senno di poi possiamo dire che il Cro-Magnon era un tipo di essere umano nuovo e superiore, caratterizzato dal fatto di essere il primo artista, che dipingeva caverne e scolpiva sculture femminili. Il Cro-Magnon ha inventato l'arco e la freccia, le prime armi del mondo dopo le semplici pietre. E ci sono altre caratteristiche che contraddistinguono il Cro-Magnon dal Neanderthal.
Lo stesso avviene con l'homo noeticus. I segni distintivi che secondo me indicano la piena appartenenza all'homo noeticus sono di base conseguenze del passaggio dalla centratura sull'io a quella su Dio. Quest'ultima riconosce la presenza del divino in ognuno e opera nel mondo su questa base. In essa non esiste competizione, bensì cooperazione, e il processo di pensiero non è del tipo semplice, lineare, sequenziale, o/o, ma è a più livelli, integrato e inclusivo. E dal punto di vista delle emozioni, non troverai né odio né vizi né alcuno dei sentimenti non virtuosi che creano tanta sofferenza, dolore, morte e distruzione nel mondo di oggi. Si può dire che è possibile sapere che l'homo noeticus è la forma-vita dominante sul pianeta grazie all'assenza di guerre, di oppressione, di competizione, di avidità, di cupidigia e di altri vizi che hanno molto contribuito a creare la condizione umana odierna.

Craig Hamilton:
Quali sono i segni che scorgi nel mondo di oggi e che ti hanno portato alla conclusione che stia nascendo l'homo noeticus, che stiamo davvero evolvendoci?

John White:
Nel mio libro L’incontro di scienza e spirito elenco una lunga lista di fattori che, presi insieme, mi dicono che nel mondo è in atto una profonda trasformazione della consapevolezza. Non che tutti questi fattori siano globalmente presenti, ma possiamo considerare ogni aspetto delle attività umane di oggi e vedere cose, movimenti, gruppi, prospettive che non sono semplicemente contrari allo status quo, ma che indicano una via nuova e più elevata al di là di quest'ultimo. L'economia, l'istruzione, la politica, gli affari militari: tutte le attività umane stanno mostrando segni, qui e là, dell'apparizione di qualcosa che non solo le trascende, ma proietta un'influenza che trasforma ulteriormente quei domini.
Nella gente è diffusa la volontà di crescita, che si sta manifestando in molti modi: fisico, mentale e spirituale. Guardiamo come la specie umana sta superando ogni limite nei campi dell'atletica e dell'esplorazione planetaria. Per la prima volta padroneggiamo l'esplorazione sottomarina al punto che è possibile scendere con l'autorespiratore per centinaia di metri, o anche più in basso grazie a mezzi tecnologici come i sottomarini o i batiscafi. Quindi, stiamo superando i limiti dell'esplorazione oceanica e atmosferica tramite i viaggi spaziali, gli aerei ultraleggeri e i vari tipi di sport aerei. E gli stessi sport fisici sono diventati realtà che cento anni fa non sognavamo neppure. I record vengono battuti in continuazione, man mano che miglioriamo i programmi di allenamento e il tipo di alimentazione.
Inoltre, gran parte del mio bagaglio culturale è fatto di parapsicologia, di ricerca psichica. Vedo quest'ultima come una conseguenza di un risveglio della consapevolezza dell'umanità, grazie al quale la gente vuole conoscere meglio se stessa, a un livello più profondo o elevato. Per la prima volta in tutta la storia umana, esiste un vasto riconoscimento pubblico del potenziale psichico delle persone. E questo trova un'applicazione molto pratica nel movimento per la salute olistico, o alternativo. Dappertutto, la specie umana sta superando i limiti della nostra condizione fisica, mentale e spirituale.
Quindi, questi sono alcuni fattori.

Craig Hamilton:
È giusto definire l'homo noeticus illuminato, così come l'illuminazione viene tradizionalmente intesa?

John White:
L'homo noeticus sarebbe quello che definisco il primo stadio dell'illuminazione, in cui esiste una trasformazione psicologica, un mutamento radicale della consapevolezza, dalla centratura sull’io a quella su Dio. Ma questo deve avvenire anche a livello fisiologico.
Molti anni fa, ho enunciato quella che ritengo la prima legge della noetica: "Il corpo segue la consapevolezza". Ebbene, quando c'è un mutamento radicale della consapevolezza, "moksha", si creano le basi per il perfezionamento di tutti gli aspetti delle nostre attività. E ne segue necessariamente, nel gran disegno dell'evoluzione umana (così come lo vedo io), la trasformazione del corpo stesso, del corpo e della mente, che sono inferiori allo spirito.

Craig Hamilton:
Secondo te, quanto siamo lontani da quella trasformazione della consapevolezza che può davvero prepararci ai radicali cambiamenti futuri? Quale percentuale di persone si deve evolvere nell'homo noeticus prima di poter sperare di cambiare le cose e acquisire una prospettiva più vasta su questi problemi?

John White:
Per come la vedo io, la piena emersione dell'homo noeticus (cioè la sua affermazione come forma-vita dominante sul pianeta) richiede ancora molte centinaia di anni, come minimo. Questo, per noi che stiamo seduti in questa stanza con un orologio al polso, sembra un lungo periodo di tempo. Ma dal punto di vista antropologico o evolutivo, equivale a un batter d'occhio.
In teoria, la prima forma di vita sulla Terra è emersa dal brodo primordiale quattro miliardi di anni di fa, e ha dominato per uno o due miliardi di anni. La seguente e più elevata forma di vita ha dominato per un periodo più breve, e ogni nuova forma di vita ha prevalso per un periodo sempre più limitato. In altre parole, l'emersione di forme più elevate sta aumentando. Dunque, quando si arriva al livello dell'uomo, stiamo parlando di io e te seduti in questa stanza grazie al fatto che appena cinque milioni di anni fa i nostri progenitori hanno assunto la posizione eretta in mezzo alle pianure africane. E il Neanderthal è apparso trecentomila anni fa; il Cro-Magnon, da trentacinque a quarantamila anni fa; l'Homo sapiens sapiens, l'uomo moderno, diecimila anni fa.
Se la noetica, piuttosto che la genetica, governerà il cambiamento evolutivo (come secondo me avverrà d'ora in poi), grazie al potenziale delle comunicazioni di massa e delle tecnologie delle informazioni assumeremo davvero il controllo della nostra evoluzione. Avremo la possibilità di disseminare informazioni per creare trasformazioni. E quindi penso non solo che questo mutamento sta avvenendo, ma che la sua velocità è in costante accelerazione. Tuttavia, ci vogliono ancora molte centinaia di anni prima che l'homo noeticus sia davvero la forma-vita dominante. Ma non dobbiamo pensare che passeranno trecento anni prima che affronteremo tutte le crisi globali che abbiamo di fronte. Un essere trasformato nel mondo può trasformare centinaia e migliaia di persone.

Craig Hamilton:
Come hai detto, esiste ovviamente una quantità enorme di segni positivi, e un numero crescente di persone sta cercando di avere una maggiore consapevolezza sulle sfide che abbiamo di fronte. Ma hai anche fatto notare come la maggioranza dell'umanità sembra tuttora bloccata in una visione del mondo estremamente materialista, egocentrica e governata dall'interesse a breve termine.
Hai scritto: "Dire semplicemente che l'umanità può accelerare la sua evoluzione non è la stessa cosa che convincerla a farlo, o fargli capire che deve farlo".
Qual è secondo te il fattore principale che convincerà gli esseri umani a rispondere alla chiamata evolutiva, trasformando se stessi?

John White:
Evidenzierei due fattori.
Uno è la presenza di maestri illuminati nel mondo, il cui stesso essere irradia il messaggio. Nel loro esempio, abbiamo la dimostrazione del potenziale umano.
Secondo, abbiamo l'aumento delle sofferenze, e la sofferenza è la prima grazia. È il modo in cui la natura ci dà un calcio, sul piano astrale, quando non vogliamo imparare attraverso mezzi più gentili. Se non ci lasciamo guidare dall'attrazione, verremmo guidati dalla repulsione. E, probabilmente, le cose sono sempre andate così.
Il livello di sofferenza è molto alto in certe aeree del mondo, mentre in altre è assai elevato il livello di consapevolezza del nostro potenziale di trasformazione: per questo è in atto un processo sinergetico nel quale coloro che sono illuminati, risvegliati e compassionevolmente preoccupati per le sofferenze del mondo, stanno rivolgendo la loro attenzione alla cura immediata e concreta di tali sofferenze. Ecco perché affermo di essere molto, molto fiducioso: perché vedo questa trasformazione avvenire davanti ai miei occhi.

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John White. L'incontro di scienza e spirito. Pratiche. 2001. ISBN: 8873807119
Ken Wilber. Lo spettro della coscienza. Crisalide. 1993. ISBN: 8871830261

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John White. Kundalini, Evolution, and Enlightenment. Paragon House. 1990. ISBN: 1557783039
John White. What Is Enlightenment? Exploring the Goal of the Spiritual Path. Paragon House. 1995. ISBN: 1557787263


Copyright originale "What is Enlightenment" magazine www.wie.org
Traduzione di Gagan Daniele Pietrini.
Copyright per l'edizione italiana: Innernet.


lunedì 26 dicembre 2011

Futurama § Io sono quello che sono

Il passato è passato.
Ha fatto di me quello che sono.
Il futuro viene.
Io sono anche quel destino prossimo, perciò, io sono quello.
Il presente fluisce dal passato.
Il futuro colora ciò che è.
Io  foggio il futuro secondo la mia conoscenza attuale del passato e la bellezza del presente.
E perciò io sono quello che sono.





a cura di Paola Costanza





lunedì 19 dicembre 2011

Futurama § Lettura pensiero e biometria. Come cambierà la nostra vita fra 5 anni...



Si chiama "5 in 5" ed lo studio con cui IBM presenta le previsioni sulle tecnologie dei prossimi anni. Ci sono anche la fine del digital divide alla produzione e l'energia autoprodotta per la nostra casadi MAURO MUNAFO'


LEGGERE nel pensiero, generare da soli l'energia della propria abitazione, ritirare al bancomat con una lettura della retina o un comando vocale: idee in apparenza  prese da un film di fantascienza e che invece potrebbero diventare parte della nostra quotidianità già tra 5 anni. E' questa la previsione che fa Ibm con il suo "5 in 5", lo studio annuale sulle innovazioni che potrebbero cambiarci la vita nel prossimo lustro.

Le innovazioni in arrivo.
La ricerca, giunta alla sua sesta edizione, si basa sull'analisi dei trend di mercato e di quanto è già oggi in lavorazione nei laboratori del colosso informatico per provare a descrivere il nostro futuro: e per il 2017 ci aspettano non poche sorprese. Si parte dalla lettura del pensiero, vicina alla sua applicazione materiale grazie a speciali cuffie che interpreteranno l'attività celebrale e la trasformeranno in comandi per pc, smartphone o videogiochi, e si arriva alla completa scomparsa del digital divide globale attraverso il rafforzamento delle tecnologie mobili anche nei paesi più poveri, in cui anche le popolazioni analfabete avranno accesso alla rete attraverso messaggi vocali.

Affascinante anche l'idea di generare da soli l'energia della propria casa, grazie a speciali dispositivi in grado di catturare l'energia cinetica e il calore generato dalle nostre attività e trasformarle in elettricità, o la possibilità di dire addio alle password e di identificarsi attraverso letture della retina o degli altri dati al posto dei codici insomma, senza il rischio che qualche malintenzionato possa identificarsi al posto nostro e prendere possesso di quello che ci appartiene (reale o virtuale che sia). Un po' meno epocale forse, ma dipende dai punti di vista, la previsione sullo spam che "diventerà finalmente utile" grazie a mail commerciali personalizzate alla perfezione e filtri contro la posta indesiderata più intelligenti di quelli usati oggi dai maggiori provider di posta elettronica. Una casella mail con solo comunicazioni che valga la pena leggere potrebbe far risparmiare tempo e denaro a milioni di persone.

I precedenti. Oltre alle suggestioni di quest'anno, l'iniziativa Ibm può essere anche "valutata" per il grado di precisione con cui ha previsto l'adozione di nuove tecnologie nelle precedenti cinque edizioni. E dando un'occhiata alle rassegne passate si capisce quanto la nostra visione del futuro sia legata agli eventi del presente.

Le previsioni sbagliate... Nel 2006, ad esempio, tra le tecnologie in arrivo veniva segnalato "un internet in 3D", forse anche per l'influenza del mondo virtuale di Second Life, in quel periodo massicciamente al centro delle cronache. Nello stesso anno compare anche una rivoluzione del rapporto tra paziente e dottore, grazie alla rete e all'adozione di sensori per i rilevamenti, che avrebbero eliminato la necessità di visite o viaggi in ospedale. Gli esperimenti in questo senso però, anche se numerosi, non hanno ottenuto gli effetti rivoluzionari da molti sperati. La gestione delle informazioni sanitarie si è infatti dimostrata molto complessa, come dimostra il fallimento di Google e del suo Health, una cartella clinica digitale lanciata nel 2008 e "ritirata" nel 2011 per lo scarso numero di utenti  che la hanno adottata. Per questo genere di innovazioni la scadenza dei cinque anni si è rivelata prematura insomma.

... e quelle azzeccate. Tra tante previsioni  troppo ottimistiche (o bizzarre) ci sono però anche tecnologie che in effetti, seppure in forme diverse, sono entrate nella vita di tutti i giorni. Nel 2008 lo studio Ibm prevedeva infatti l'arrivo di un "web con cui parlare e che ti risponde": il recente lancio dell'assistente vocale per iPhone Siri non è poi così lontano da questa idea. Risale invece al 2007 la visione di una rivoluzione del mondo dei trasporti con "macchine che si guidano da sole e comunicano tra loro": negli ultimi anni i navigatori gps e molte applicazioni per smartphone forniscono la situazione del traffico in tempo reale e percorsi alternativi, mentre nelle strade californiane può capitare già oggi di incrociare una Google Car senza pilota 1. E sempre a Google si deve un'altra invenzione anticipata nello studio del 2006, ovvero la traduzione di discorsi tra lingue diverse in tempo reale 2, possibile oggi grazie a un'applicazione per cellulari Android.

Quello che pochi anni fa sembrava un futuro lontano si è quindi spesso rivelato essere soltanto dietro l'angolo. Per sapere se nei prossimi mesi pedaleremo furiosamente sulla cyclette per far funzionare il frigo, o accedendo alla mail non ci verranno più proposti milioni da misteriosi banchieri africani, non ci resta quindi che aspettare fiduciosi.

This work is licensed under a Creative Commons license.

sabato 17 dicembre 2011

Futurama § Preoccupazioni e turbamenti

Fonte: http://lapraticaquotidiana.blogspot.com

Per colui che riflette in modo completo,
le preoccupazioni e i turbamenti
non ancora comparsi
non compaiono affatto,
e quelli già comparsi si dissolvono.


Buddha


Non rimpiangere il passato...
né rimuginare sul futuro... 
ma vivere nel presente!


domenica 30 ottobre 2011

Progetto Globale 2012-2018 - Giorno della Coscienza Globale

[Fonte: www.innernet.it]:

Come Presidente del Club di Budapest Italia, invito le associazioni al primo Incontro Nazionale delle Associazioni sul Progetto Globale 2012-2018, che si terrà al Villaggio Globale di Bagni di Lucca, Villa Demidoff, il giorno

Venerdì 11 Novembre 2011 dalle 13.30 alle 18.

Vorremmo che fosse un incontro amichevole tra operatori con esperienze in diversi campi della cultura e dell’impegno sociale, che vogliono conoscere meglio ed eventualmente collaborare al Progetto Globale. A questo incontro sono stati invitati i responsabili delle associazioni non governative che stanno contribuendo a sviluppare una nuova cultura etica e sostenibile. Molte associazioni, reti, centri, radio e riviste hanno già aderito e siamo felici di poter iniziare insieme a voi tutti questo importante progetto internazionale, unico nel suo genere.

Il Progetto Globale 2012-2018
Il Progetto Globale 2012-2018 è un importante programma culturale di collaborazione internazionale a cui stiamo lavorando da molti anni; una strategia evolutiva di vasta portata che ha lo scopo, entro il 2012, di realizzare una prima Massa Critica tra le associazioni dei Creativi Culturali, la parte più sensibile e responsabile della società, e di catalizzare così entro il 2018 il salto di consapevolezza necessario per realizzare le basi di una società globale etica e sostenibile.

I Creativi Culturali e la nuova Cultura Globale
Il sociologo Paul Ray ha definito i Creativi Culturali come le persone sensibili al degrado della Terra e al dolore umano, che si interessano all’ecologia, alla pace, al volontariato, ai diritti umani, alla salute naturale, alla spiritualità, al commercio etico, al bene comune.

I Creativi Culturali siamo tutti NOI che in ogni parte del mondo desideriamo un mondo migliore e cerchiamo di realizzarlo con amore nella vita quotidiana e nella società. Noi e le nostre associazioni stiamo creando una nuova Cultura Globale.
Secondo le ricerche sociologiche internazionali questa nuova cultura emergente
- negli anni ’70 era circa il 2%,
- negli anni ’90 era al 25%,
- nel 2005-2007 (Italia, USA, Giappone, Francia, Ungheria) era salita al 33-35% e
- ora si stima intorno al 37-40% della popolazione totale.
Siamo quindi già ora oltre 2 miliardi di persone nel mondo che vogliono pace, diritti umani e rispetto della Terra, ma che non sono consapevoli del proprio numero! Siamo un numero enorme di persone responsabili e creative che potrebbero cambiare la società e le scelte globali ma non abbiamo potere perché siamo frammentati in miriadi di movimenti e associazioni.

In una decina di anni (2023-2024) dovremmo raggiungere il fatidico 51% ma la crisi economica potrebbe rallentare questa data al 2030 o addirittura al 2040, con il rischio che il sistema crolli prima che noi riusciamo a creare una rete che cambi le cose. Il progressivo peggioramento dei parametri ecologici, economici e sociali a livello globale ci pone quindi di fronte alla necessità di riunire le forze e creare un salto di coerenza tra di noi e tra le nostre associazioni. Il futuro del pianeta dipende dalla nostra capacità di sviluppare una nuova coscienza umana e planetaria, più unita e collaborativa. Dobbiamo necessariamente iniziare da noi e dalle nostre associazioni.

“Non si può risolvere un problema usando la stessa mentalità che lo ha creato”
Einstein


La crisi globale si può risolvere solo con un salto di consapevolezza globale

La Massa Critica e la Rete Planetaria delle Associazioni (NGO)
Per cambiare la situazione dobbiamo prendere coscienza che siamo una minoranza dimenticata dalla politica e dall’informazione ufficiale solo perché non siamo consapevoli di essere parti del più grande Movimento Culturale Planetario mai esistito di oltre 2 miliardi di persone nel mondo che condividono gli stessi valori.
Attraverso il Censimento Globale cercheremo di raggiungere, entro la fine del 2012, una Massa Critica di 60 milioni di persone nel mondo, 450 mila in Italia. Questo darà vita al primo nucleo di Rete Globale tra le Associazioni che operano per un mondo pacifico e sostenibile.

Il 12-12-2012 “Giorno della Coscienza Globale” per diverse ragioni sarà una data significativa, non certo per la fine del mondo, ma per iniziare un risveglio globale della consapevolezza. La Rete Globale potrebbe catalizzare entro il 2018-2020 la presa di coscienza e la riunione degli oltre 2 miliardi di Creativi Culturali oggi sparsi (e dimenticati) in ogni angolo della Terra.
Insieme a noi, in tutto il mondo, molte altre associazioni si stanno muovendo per realizzare questa stessa Massa Critica e riunire in una grande alleanza le persone, le associazioni e i movimenti, orientati all’etica, alla pace, alla sostenibilità, alla crescita umana, alla salute e alla consapevolezza globale, ponendo in evidenza lo spirito che ci accomuna: il senso di responsabilità per il benessere dell’uomo e del pianeta. Uniti possiamo realizzare la nostra visione di una società globale pacifica e cooperante.

Programma dell’11 Novembre 2011
Nell’Incontro illustreremo alcuni punti fondamentali:

Ore 13.30 Proiezione dell’ultima edizione del film OLOS: l’Anima della Terra, che anticipa i temi della riunione
Ore 15.00 Inizio dell’incontro e presentazione del Progetto Globale 2012-2018
Ore 15.15 I dati negativi sullo stato dell’economia e del pianeta, i dati positivi di crescita dei CC e le previsioni sul futuro: i tre scenari.
Ore 15.30 Le quattro fasi del progetto:
   1) Il Censimento Globale e la strategia della Massa Critica.
   2) La Rete tra le associazioni.
   3) L’Alleanza e le proposte globali.
   4) Il raggiungimento del 51% e il worldshift: il grande cambiamento.
Ore 16.00 Il “Giorno della Coscienza Globale” l’evento planetario del 12-12-2012
Ore 16.30 Pausa Tea Break
Ore 16.50 Condivisione tra i partecipanti sulle strategie comuni per raggiungere la Massa Critica tra il 2011 e il 2012
Ore 17.20 Condivisione tra i partecipanti sull’organizzazione del Giorno della Coscienza Globale
Ore 18.00 Conclusione dei lavori

Il Club di Budapest
Due parole sulla nostra associazione. Il Club di Budapest è un’associazione culturale che – senza ideologie – opera in tutto il mondo per il risveglio di una nuova consapevolezza umana e planetaria. Il Club di Budapest è sostenuto in questo compito da otto premi Nobel per la Pace tra i quali Mikhail Gorbachev, il Dalai Lama, Nelson Mandela, Desmond Tutu, e da personaggi di rilevanza internazionale nelle scienze, nelle arti e nella spiritualità come l’ex-vicepresidente USA Al Gore, il creatore del microcredito Muhammad Yunus, il coreografo Maurice Bjart, gli scrittori Paulo Coelho e Arthur C.Clarke, l’ex presidente della Rep. Ceca Vaclav Havel, il musicista Peter Gabriel, il filosofo Edgar Morin, il direttore d’orchestra Zubin Metha, l’etologa degli scimpanzee Jane Goodall, e molti altri.

Il Club di Budapest è solo il promotore di questo progetto e ne garantirà il corretto svolgimento iniziale attraverso i suoi Membri Onorari. Il progetto appartiene totalmente ai membri e alle associazioni che lo costituiscono.

Saremmo grati di una risposta (e-mail o telefonica) di adesione all’incontro; di fondamentale importanza per la buona riuscita dell’incontro. Nel caso non poteste essere presenti all’incontro mandateci comunque una email di interesse o adesione alle linee generali del Progetto Globale, vi terremo informati degli sviluppi futuri del progetto stesso. Chi desidera può prenotare (con almeno due giorni di anticipo) il pranzo vegetariano che viene servito dalle ore 13 alle 13.30 al costo di 13 euro.

Vi preghiamo di fare girare questo invito a tutte le persone e le associazioni amiche.
Nell’attesa vi porgiamo i nostri più sentiti apprezzamenti per il grande lavoro che avete fatto e state facendo per il futuro dell’uomo e del pianeta. Vi aspettiamo numerosi!

Dott. Nitamo Federico Montecucco
Presidente del Club di Budapest Italia
Club di Budapest ITALIA
Centro Internazionale per la Coscienza Globale – Villaggio Globale di Bagni di Lucca,

tel 0583-86404
www.clubdibudapest.it 
info@globalvillage-it.com


domenica 9 ottobre 2011

Futurama § Dal Web

 

  • Il futuro dipende da quello che facciamo nel presente.
    Ecco Cosa Vedo
  • Chi teme il futuro si guasta il presente.
    L. Schmidt
  • Vivere bene il nostro oggi fa di ogni ieri un sogno di felicità e di ogni domani una visione di speranza.
    Lorenz
  • Per conoscere la tua vita passata, guarda la tua condizione attuale;
    per conoscere la tua vita futura, guarda le tue azioni attuali.
    Padmasambhava

  • Possiamo comprendere la vita soltanto guardando al passato, però dobbiamo viverla nel futuro.
    Søren Aabye Kierkegaard
  • Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.
    Eleanor Roosevelt

martedì 4 ottobre 2011

Futurama § Il Nobel a tre studiosi del 'destino' dell'universo

[Fonte]:

Il premio a Saul Perlmutter, Brian Schmidt e Adam Riess per le ricerche sull'esplosione di un tipo di supernove.
Queste osservazioni hanno permesso di scoprire la teoria dell'espansione accelerante, evoluzione della teoria classica del big bang.

 

 

 

Stoccolma - Il Nobel per la fisica è stato assegnato agli americani Saul Perlmutter e Adam Riess e all'australiano-statunitense Brian Schmidt "per la scoperta dell'espansione accelerante dell'universo tramite l'osservazione delle supernove più distanti".
Al contrario di quanto predetto dalla teoria classica, secondo le osservazioni dei tre studiosi pubblicate alla fine degli anni '90, l'universo si starebbe espandendo a una velocità crescente, invece di rallentare. Le galassie quindi si allontanerebbero sempre più l'una dall'altra, e la densità dell'universo sarebbe in continuo calo. In futuro, se quest'accelerazione dovesse continuare, tutte le galassie al di fuori della via Lattea sarebbero così lontane da non poter essere individuate. L'universo, al di fuori della galassia in cui ci si trova, diventerebbe nero. "Se l'espansione continuerà - spiega il comunicato che annuncia il premio - tutto potrebbe trasformarsi in ghiaccio".
Le osservazioni dei tre studiosi hanno permesso di 'interpretare' il destino dell'universo attraverso l'esplosione di un particolare tipo di supernove, quelle di tipo IA. Questa tipologia di eventi sono generati dalla morte di stelle nane bianche, e sono così brillanti da essere considerate veri e propri fari dell'universo.
"Una scoperta - si legge nel comunicato - che è arrivata come una sorpresa completa anche per i tre studiosi". Dagli studi è emerso che le supernove prese in considerazione avevano "una luce meno intensa di quanto ci attendeva, elemento a prova che l'Universo si sta espandendo".
Il premio scientifico più ambito torna così quest'anno alla cosmologia e al grande tema dell'accelerazione e dell'espansione dell'universo. Metà dei dieci milioni di corone svedesi (circa 1,4 milioni di euro) del premio andranno a Perlmutter, l'altra metà agli altri due scienziati.
CHI SONO I PREMIATI
Saul Perlmutter è nato nel 1959 a in Champaign-Urbana e nel 1986 si è laureato nell'università della California a Berkeley. Attualmente dirige il progetto sulla Cosmologia e le supernove e insegna Astrofisica nel Lawrence Berkeley National Laboratory.
Brian P. Schmidt è cittadino australiano e americano. Nato nel 1967 negli Stati Uniti, a Missoula, si è laureato nel 1993 ad Harvard. E' a capo del Gruppo di ricerca sulle supernove High-z e insegna nell'Università Nazionale Australiana a Weston Creek.
Adam G. Riess è nato nel 1969 a Washington e si è laureato nel 1996 ad Harvard. Attualmente insegna Astronomia e fisica nella Johns Hopkins University e nello Space Telescope Science Institute di Baltimora.

(04 ottobre 2011)
[Fonte] www.repubblica.it/scienze/:  © RIPRODUZIONE RISERVATA


sabato 1 ottobre 2011

Futurama § Il Futuro del nostro Futuro

[Fonte]:

Il Nostro Futuro sarà Positivo?

Una delicata miscela di spiritualità, filosofia, evoluzione, medicina, biologia, psicologia, economia, ecologia, religione, antica saggezza, salute olistica, studi culturali, storia politica e fisica quantistica, riunite per spiegare a che punto gli esseri umani siano arrivati e dove è ora necessario che vadano per poter realizzare l’umanità.

Di cosa si tratta? Di Evoluzione Spontanea, il nuovo libro di Bruce Litpon. Un’opera per chiunque si senta a disagio rispetto all’attuale stato delle vicende del mondo: collasso economico, catastrofi ambientali, guerre incessanti, crisi del sistema sanitario. Di fronte a questi problemi a volte ci sentiamo impotenti e non possiamo far altro che chiederci se gli esseri umani siano destinati alla stessa fine dei dinosauri.

Bruce LiptonTuttavia Bruce Lipton, assieme al coautore Steve Bhaeman, ci presenta un futuro positivo e ottimistico e ci mostra la strada per ottenerlo. Mettono in discussione lo status quo nel contesto di una competizione di lunga data tra materialismo e spiritualità. Ai tempi dei cacciatori-raccoglitori, gli esseri umani godevano dell’equilibrio o armonia tra il regno materiale e quello spirituale. In seguito abbiamo seguito un cammino nel regno spirituale che ha visto la creazione di molte diverse religioni, quindi la religione ha ricevuto delle sfide significative dalla scienza, via via che ai fenomeni quotidiani venivano fornite risposte scientifiche. Alla fine, la scienza è diventata la nuova religione, l’enfasi si è trasferita sulla ricerca di una comprensione materialistica della natura.

È difficile per noi immaginare che per colpa di una credenza scientifica una volta si potesse finire imprigionati o stigmatizzati dalla Chiesa, ma al giorno d’oggi a volte è la mancata adesione al credo della scienza che viene considerato un reato degno di punizione, o come minimo di esclusione dall’establishment scientifico.
La nostra credenza in una scienza materialistica meccanica potrebbe essere ciò che ha condotto il mondo al suo stato attuale.

La visione materialistica della natura è stata alimentata dalla fisica darwinistica e newtoniana. Tuttavia, a quanto pare, la selezione casuale o la sopravvivenza del più adatto non corrispondono alla realtà della vita, ma sarebbe più preciso dire che gli esseri umani si sono adattati al loro ambiente per poter sopravvivere. A sua volta, la legge del moto di Newton, pur avendo reso possibili molti progressi tecnologici nel regno materiale, non riesce neanche ad iniziare a spiegare il funzionamento delle cose a livello subatomico.

La nostra attuale visione materialistica della medicina è già arrivata a una triste conclusione. A seconda dello studio a cui preferite credere, la medicina convenzionale è ormai il primo o il terzo killer d’America. La medicina non ha più nulla a che fare con la salute, ma è principalmente motivata dal profitto finanziario.
Le compagnie farmaceutiche hanno quasi raggiunto il limite di ciò che può essere fatto con le “terapie” di sintesi.
Ciò è reso evidente dalla mancanza di nuovi farmaci innovativi in grado di aiutare davvero le persone. Le compagnie farmaceutiche sono state obbligate a cambiare tattica, e adesso si dedicano piuttosto a diffondere informazioni fuorvianti e inventare malattie allo scopo di generare profitti che soddisfino gli azionisti.

La visione secondo cui soltanto la materia ha un peso ha portato alla mappatura del genoma umano, ma anche alla sorprendente affermazione che il codice genetico degli esseri umani non è più esteso di quello di un verme! La complessità di un individuo, dunque, non è determinata unicamente dai suoi geni.
Arrivare a toccare le polarità dei regni materialistico e spirituale ci ha insegnato molto, e il nostro prossimo salto evolutivo potrà consentirci di fare pieno uso delle attuali e future tecnologie, ma solo se accetteremo l’assoluta realtà del campo.
E il campo è il termine usato dai fisici contemporanei per descrivere un’invisibile matrice energetica, o quello che Einstein descrisse come “l’unico ente di governo della materia”.

La scienza convenzionale ha già avviato un’inversione di rotta in direzione della spiritualità attraverso la sua investigazione della meccanica quantistica e del campo. Ad esempio, da un certo tempo sappiamo che le particelle subatomiche sono influenzate dal mero atto di osservazione nei loro confronti. Questo è il punto a cui la fisica convenzionale si trova attualmente, e ciò non rappresenta tanto un allontanamento dai principi scientifici, quanto piuttosto un progresso della scienza destinato ad includere le realtà dell’azione del campo sulla materia. Sotto la nube oscura del darwinismo, gli umani si sono sentiti impossibilitati ad evitare il triste destino incombente. Ma una comprensione del percorso fatto e del nostro vero potenziale può influenzare l’Evoluzione Spontanea ormai indispensabile.

[Articolo di Denis Arcangeli, per Libera il Libro, Macroedizioni]

Pubblicazioni di Bruce Lipton


Intervista Esclusiva a Bruce Lipton - DVD
La Biologia delle Credenze

Evoluzione Spontanea
Versione nuova

La Mente è più Forte dei Geni - DVD
La nuova scienza che ci restituisce i nostri poteri – 4 ore Video con intervista esclusiva

La Biologia delle Credenze
Versione nuova

La Biologia della Percezione - La Psicologia del Cambiamento - DVD
Collegare tutto insieme

Natura, Cultura e il Potere dell'Amore - DVD
La biologia dell'educazione consapevole dei figli

venerdì 30 settembre 2011

Futurama § Dove sono? Il cervello ha lampi di memoria, vede insieme il prima e il dopo

[Fonte]:

Brevissimi istanti in cui nella memoria si alternano informazioni passate e future. È quanto sono riusciti a fotografare per la prima volta ricercatori di un gruppo di lavoro internazionale di cui fa parte l’italiano Alessandro Treves, neuroscienziato della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste.

Quando cambiano repentinamente alcune caratteristiche dello spazio circostante, nell’ippocampo, che è l’area del cervello determinante per la memoria spaziale, si attiva rapidamente la mappa neuronale corrispondente al nuovo ambiente, se questo è già familiare. Per una manciata di secondi, però, regna l’incertezza e la realtà circostante sembra incomprensibile. Lo studio, pubblicato su Nature, ha permesso agli scienziati di registrare questo cambiamento: al variare di alcune caratteristiche dello spazio circostante, nell’ippocampo dei roditori si alternano le mappe spaziali, del vecchio e del nuovo ambiente, a intervalli temporali brevissimi, ogni 100 millisecondi, come se fossero dei “lampi di memoria”.

“Per la prima volta siamo riusciti a osservare un fenomeno determinato dalla memoria su scale temporali molto brevi - commenta Treves -. Abbiamo messo in evidenza come nei roditori la mappatura dello spazio non sia fine a se stessa, ma funzionale alla capacità di conservare informazioni in memoria e riutilizzarle in seguito per orientarsi”.

I ricercatori hanno introdotto i topo in due ambienti diversi, che differivano solo per l’illuminazione (A luce bianca dal pavimento e B luce verde dalla parete). Passando da un set all’altro “il ratto si trova istantaneamente dall’ambiente A nell’ambiente B, come se lo avessimo teletrasportato - spiega Treves -. Subito dopo questo switch, abbiamo registrato nel suo ippocampo un’alternanza, per alcuni secondi, delle rappresentazioni dei due contesti ambientali (A e B): ad intervalli di tempo a volte brevissimi, di 100 millisecondi, ovvero un decimo di secondo, si verificano dei salti da una mappa spaziale all’altra, come se il ratto si chiedesse ripetutamente ‘dove sono?’”.


Futurama § Prevedo il futuro

[Fonte]:

- "Dottore, prevedo il futuro!"

- "Da quando le succede?"

- "Da mercoledì prossimo."


Futurama § Apocalisse

Fonte - Apocalisse: Quel «vademecum» contro la degenerazione del potere:

di Enzo Bianchi per “Il Corriere della Sera”

Apocalisse, apocalittico: due termini che nel linguaggio corrente sono fortemente evocativi e sono generalmente intesi come sinonimo di catastrofe, di evento disastroso di dimensioni eccezionali, come profezia di eventi tragici o semplicemente come profezia del futuro. Nella Bibbia apocalisse (in greco apokálypsis) significa invece ri-velazione, ossia l’operazione con cui si alza il velo e di conseguenza il ricevere una conoscenza più profonda della storia. L’apocalisse consente di vedere, per dono di Dio, che nella storia si oppongono il male e il bene, la volontà di Dio e l’efficacia del Maligno, il Messia e l’anti-Messia, i credenti-giusti e gli empi-malvagi.

Al centro del libro dell’Apocalisse, quello con cui la Bibbia si chiude, sta Gesù Cristo, il Signore, che è presentato mediante l’immagine di un Agnello ucciso e risorto, vittima e vincitore, una vittima tra le vittime della storia eppure, nel contempo, un vincitore alla fine della storia, quando aprirà il Regno di Dio per l’eternità. È il paradosso cristiano, il paradosso della croce: la debolezza si mostra forza, l’abbassamento in realtà è gloria, la posizione del servo concede il vero primato, l’essere vittima fino a versare sangue è condizione di resurrezione, perché l’amore vissuto vince la morte. L’Apocalisse è dunque un libro carico di speranza per chi è ultimo, povero, oppresso dall’ingiustizia, ed è un libro che risuona come un estremo avvertimento per chi opprime, perseguita, pensa a vivere senza gli altri e contro gli altri.

Nel capitolo 13, al cuore del libro, Giovanni, l’autore dell’Apocalisse, descrive una visione in cui si alza il velo sul potere di questo mondo. È una visione tragica, molto negativa del potere. In verità nel Nuovo Testamento ci sono altre visioni più positive, in cui il potere politico è letto non solo come necessario ma addirittura come rivestito del mandato di essere ministro di Dio per il bene della società (si vedano, in particolare, Rm 13,1-7 e 1Pt 2,13-17). Giovanni scrive invece in un tempo di persecuzione dei cristiani da parte dell’impero romano, in un’epoca in cui sperimenta l’oppressione da parte del potere totalitario. Per questo contempla le possibili derive negative del potere politico attraverso la descrizione di due bestie.

Mentre egli si trova a Patmos, una piccola isola del mar Egeo, vede una prima bestia che sale dall’occidente, dal mare (Ap 13,1-10): è una bestia che ha un potere enorme (dieci corna), che esercita un grande dominio (dieci corone) e ha sette teste recanti ognuna un titolo blasfemo. Questi titoli rappresentano la pretesa del potere che appare sempre poliforme; la bestia vuole essere chiamata con i titoli che spettano solo a Dio: Divino, Signore adorabile, Salvatore… Giovanni ci mette di fronte al potere politico che ha la pretesa di essere totalitario e che si manifesta come bestiale e disumanizzante: il potere che vuole porsi sopra il bene e il male, che si fa applaudire e venerare, che estorce il consenso, che si vuole non giudicabile. Ma il potere totalitario domina perché gli umani lo lasciano dominare, fino a dire: «C’è qualcuno simile alla bestia e capace di vincerla?» (cf. Ap 13,4). Di conseguenza la bestia si esalta, alza la voce, grida, vanta il consenso che le viene dato da una gente omologata, incapace di critica e di resistenza. Sicché, dice Giovanni, anche quando essa perseguita, opprime e toglie la libertà, anche allora sa sedurre, e dunque viene adorata: «La adorano tutti gli abitanti della terra ma non i seguaci dell’Agnello» (cf. Ap 13,8). Questa è la religione del potere!

Ma Giovanni vede apparire anche una seconda bestia, da oriente, dalla terra dell’Asia Minore (Ap 13,11-18). Questa ha un aspetto meno grandioso, non sembra essere violenta: ha due corna come quelle di un agnello e quindi non fa paura; sembra anzi un profeta ma in realtà è un falso profeta. Qual è l’identità di questa bestia? Come per la prima, su di essa vige il consenso degli interpreti dell’Apocalisse di ieri e di oggi: questa bestia che è a servizio della prima, che ha le sembianze di un agnello ma quando parla ha la voce potente di un drago, è l’ideologia, la propaganda. Essa serve la prima con la propaganda, con la pubblicità, con tutta la dotazione di mezzi in suo possesso per comunicare, per far apparire: fa erigere persino una statua al potere totalitario e mette a morte chi rifiuta di riconoscerla e di prostrarsi a essa. L’asservimento al potere totalitario, l’organizzazione del consenso sono perseguiti e garantiti dall’opera di persuasione della seconda bestia, la quale ha una capacità enorme, opera cose straordinarie, desta ammirazione. Ecco dunque l’opera della seconda bestia: seduce gli uomini, li omologa tutti culturalmente, li diverte e li aliena. Essa rappresenta il primato dell’immagine, dell’apparire, dell’ostentazione del potere, dell’arroganza della vita, è la vertigine della falsità. E gli uomini omologati applaudono, erigono una statua alla prima bestia, invocano il capo, il grande timoniere, il führer, il duce, l’unto: siamo di fronte al culto della personalità. È proprio così e la nostra generazione conosce bene questa realtà, non foss’altro che per aver visto erigere tante statue e monumenti al potere totalitario, salvo poi vederli miseramente cadere…

Giovanni, infine, è ancora più preciso: questa bestia è così performativa da persuadere tutti, «piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi» (Ap 13,16), i quali sono inebetiti al punto di credere che il diritto di comprare e di vendere, di possedere e di essere ricchi equivalga all’unica definizione possibile della vita. Ma in verità il marchio imposto sugli uomini dalla bestia è alienazione, omologazione, corruzione, falsità che si erge a sistema organizzato. Per chi legge con intelligenza l’Apocalisse, questa non è descrizione di una catastrofe: è profezia che ci fa aguzzare gli occhi, per guardare in faccia con lucidità la possibile degenerazione del potere.

[Fonte: Diritti Globali]


giovedì 22 settembre 2011

Futurama § Il tema in classe di un bambino del 1913 aveva previsto il futuro

Sfera di cristallo (Fotolia)

A soli 12 anni,
il baby Nostradamus inglese
Edgar Codling immaginò nel 1913
lo sviluppo del trasporto aereo
e dei quotidiani nel 2000

 [Fonte]

 

Prevedere il futuro? A volte è possibile, anche tra i banchi di scuola. Nell'Inghilterra dei primi anni del Novecento, un bambino di 12 anni, Edgar Codling, immaginò in un compito in classe come sarebbe stato l'anno 2000. Il risultato? Molte delle profezie contenute nel tema, ritrovato solo ora grazie a un gruppo di volontari, si sono rivelate esatte.
Era il 1913, un anno prima dello scoppio della Prima guerra mondiale, e Codling, proveniente da Hillington, nel Norfolk, aveva previsto che alla fine del secolo gli aerei sarebbero stati diffusi tanto quanto le automobili e che le biciclette, all'epoca molto costose, sarebbero diventate un oggetto alla portata di tutti. "Nel 2000 - aveva scritto Edgar nel suo tema - le bici saranno prodotte per somme di denaro contenute. E gli aerei diventeranno comuni come le macchine". Mai previsione fu più azzeccata.
Ma non finisce qui. Il giovane Edgar, pur privo della sfera di cristallo, aveva immaginato un vero e proprio boom dei viaggi e uno sviluppo dei quotidiani, che avrebbero trovato nel loro prezzo basso una delle ragioni principali del loro successo. Nel suo elaborato si legge infatti che "gli aerei saranno usati per motivi d'affari ma anche per i viaggi di piacere. I quotidiani saranno molto economici".
Sullo sviluppo della tecnologia nel terzo millennio, le previsioni del piccolo Nostradamus inglese non erano quindi distanti dalla realtà. Le sue doti di veggente però non funzionavano altrettanto bene a proposito dell'emancipazione femminile, visto che nel suo compito scrisse: "Le suffragette forse otterranno il diritto di votare, ma probabilmente non ce la faranno".
Il tema di Edgar è venuto alla luce come parte di una mostra sullo sviluppo della scolarizzazione negli ultimi 200 anni. I volontari che hanno lavorato al progetto, durato due anni, hanno fatto indagini e foto in tutte le scuole di campagna ancora esistenti nel Norfolk e costruite prima del 1950. In questo modo, il team che ha svolto le ricerche ha scoperto una serie di compiti in classe simili a quelli del piccolo Edgar Codling.
L'indagine si è concentrata anche sugli archivi dell'Ufficio del registro del Norfolk, nei quali sono presenti anche progetti architettonici, diari, registri scolastici, libri sulle punizioni e quaderni degli allievi. Alcuni di questi reperti sono stati inclusi nella mostra.


    La parola chiave è: "IMMAGINAZIONE"


    venerdì 9 settembre 2011

    Futurama § I TRE MONDI - Passato Presente Futuro

    [Fonte]
    (Video associato: “Consapevolezza dell’Essere” (parte 2^) – Eckhart Tolle)

    Il mondo del paradiso, il mondo terrestre ed il mondo dell’inferno – i tre mondi – scompaiono tutti dalla persona che conosce come trascendere la polarità. Il passato, il presente e il futuro sono i tre mondi…
    Il passato è l’inferno perché è morto, è fatto di fantasmi: fantasmi che vi seguono.
    Il presente è la Terra, la fattività, l’azione, ciò che è giusto qui e ora.
    Il futuro è il paradiso: le speranze, le aspirazioni, i desideri, gli aneliti. Questi sono i tre mondi e in essi dovete muovervi in continuazione: fate la spola all’indietro e in avanti. Dal passato saltate nel futuro e viceversa, continuamente.
    Il presente è così minuscolo, al punto che non ne siete molto consapevoli. È costretto tra il passato e il futuro, che invece sono vasti. Il presente è minimo, è un atomo di tempo, è tanto piccolo che non lo vedete neppure. Nell’istante in cui diventate consapevoli della sua presenza, è già passato.
    Per vivere nel presente dovete essere molto attenti ed allora troverete la porta che conduce oltre il tempo. Non potete arrivarci attraverso il passato, perché il passato è vastissimo, infinito. Potreste addormentarvi in esso, procedere senza soste: non trovereste mai la sua fine.
    Ecco perché affermo che la psicanalisi non vi potrà aiutare. Si addentra nel passato e continua a districarsi e scavare in esso; e lo fa a lungo, per anni, senza mai giungere ad una conclusione, fintantoché vi stancherete dello psicanalista e sarete tentati di sostituirlo… ricominciando da capo…
    Vi dirò una cosa: prima o poi, la psicoanalisi scoprirà che la fine del tuo passato non è in questa vita (lo ha già fatto, tra gli altri, con:
    Angelo Bona; Brian Weiss; Thorwald Dethlefsen; n.d.r.
    ).
    Attraverso la psicoanalisi profonda s’incontra il fenomeno delle molte vite. Il cristianesimo, il giudaismo, l’Islam non ne sono consapevoli. Non hanno mai fatto (o riconosciuto n.d.r.) tentativi tanto ardui. Non hanno mai sperimentato (forse n.d.r.) la psicoanalisi. Freud fu il primo ebreo che la sperimentò e naturalmente i cristiani, gli ebrei e tutte le persone cosiddette religiose si scagliarono contro di lui. La paura era che, se la psicoanalisi fosse arrivata in profondità, prima o poi, l’idea hindu della reincarnazione sarebbe risultata giusta: uomo, animale, pianta, roccia. Milioni di vite in un percorso a ritroso che non ti condurrà da nessuna parte, se non alla pazzia.
    La stessa cosa accade per il futuro. Dove potrai fermarti? Dove sta quel punto in cui dirai: “ora non guardo più in avanti?” In Oriente abbiamo tentato di fare anche questo, perché abbiamo lavorato al massimo sul concetto di tempo. Entrambi sono senza fine: la memoria non ha fine, l’immaginazione neppure.
    Tra le due sta il momento presente, molto sottile, tanto sottile che puoi esserne consapevole solo se sei assolutamente vigile e attento; a quel punto si aprirà una soglia:

    la porta dell’ETERNITA'. 

    Attraverso quella porta la personalità trascende se stessa e raggiunge
    l’ESSENZA...


    Fonte: Osho – “I libri del fiore d’oro” © 2000 by News Services Corporation, Arona (NO). © 2007 RCS Libri S.p.A., Milano. Prima edizione Firme Oro Bompiani: novembre 2007 (ISBN 978-88-486-0341-6, pag. 101-103). © 1979 Osho International Foundation, CH8001, Zurigo, Svizzera.

    domenica 28 agosto 2011

    Futurama § Io vivo il tempo

    [Fonte]

     La maggior parte delle persone
    è vissuta dal tempo,
    io invece vivo il tempo.


     
    Maestro Zen



    Il tempo non deve scandire la nostra vita,
    sono le azioni consapevoli vissute con la massima intensità
    che determinano il nostro tempo.




     

    mercoledì 10 agosto 2011

    Futurama § Piantare oggi i semi dei frutti di domani

    Che tu lo sappia oppure no, oggi sta piantando i semi dei frutti che domani raccoglierai e porterai alla tua tavola. Domani scarterai i doni che oggi hai scelto dal catalogo dell'universo. I tuoi pensieri predominanti e le emozioni che – oggi – stai provando stanno creando una frequenza energetica che automaticamente determinerà la qualità della tua vita di ciò che chiami domani. Sentiti bene oggi, ama più che puoi oggi, pensa creativo oggi e per il resto della giornata, e renderai il tuo domani splendente e magnifico come Andúril.

    Fonte: www.legge-di-attrazione.net

     

     


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