Stimoli per lo Sviluppo della Coscienza Umana. Cultura: Arte, Scienza, Religione. Corpo, Mente, Anima, Spirito. Inconscio, Supercosciente, Transpersonale. Psicosintesi, Psicoenergetica, PsicoQuantistica. Etica. Blog BioPsicoSpirituale di Salvatore Caruso Motta. .:. Agenzia WolFox .
giovedì 26 luglio 2012
Le ultime ore della notte
domenica 3 luglio 2011
L’arte di affrontare i problemi
“Vivere bene il nostro oggi fa di ogni ieri un sogno di felicità e di ogni domani una visione di speranza”
(Lorenz)
Uno storico, Arnold Toynbee, parlava di “Legge della sfida e della risposta”. Egli riteneva che la chiave per capire la storia, la nascita ed il tramonto delle civiltà fosse l’azione di questa legge. Toynbee era convinto che se una civiltà, trovandosi di fronte ad una terribile sfida che minacciava la sua esistenza, le andava incontro con coraggio e decisione e riusciva a sopravvivere, le energie sprigionate da questo sforzo portavano quella civiltà a nuove vette di arte, letteratura e di ogni aspetto della cultura.
Con questo non voglio dire che tutti i guai siano semplici da risolvere. Alcuni dispiaceri possono sconvolgerci, certi problemi possono angosciarci.
C’è qualcosa di esaltante nel fatto di concepire il problema come forza dinamica della nostra esistenza. Ma bisogna saperlo affrontare. Bisogna saper rispondere. Tutti sono capaci di navigare con il vento favorevole. E' quando il mare s’infuria che diventa indispensabile l’arte di navigare, cioè di capire veramente il mare.
Non esiste una ricetta per affrontare tutti i problemi perché non esistono due problemi uguali.
Guardiamo in faccia la realtà. Non imitiamo lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia, sperando che il problema svanisca da solo.
Come si suol dire: "Lo sforzo rinforza" ma deve essere consapevole ed orientato.
Condivido totalmente tutto il contenuto di questo post, il fine e il linguaggio, efficace e sintetico. Grazie Sonia.
Dedica particolare a P. e I.
Resalvato
mercoledì 16 febbraio 2011
Reincarnazione Angeli Demoni

ATTENZIONE
A qualcuno la lettura potrebbe provocare turbamento, rifiuto o altro:
tenetene conto prima di continuare.
Ricordiamoci che ci sono cose che possono essere viste in più modi.
Leggete e rifletteteci sopra.
Questa formulazione per me è stata illuminante.
Aggiungerò qualcosa in fondo.
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La religione cattolica non contempla la reincarnazione eppure ci sono molte domande alle quali la reincarnazione sarebbe in grado di rispondere efficacemente:
- Perché certi esseri umani nascono in condizioni più svantaggiate di altri?
- Perché alcuni sono già tendenti al male fin da piccoli?
- Perché certi mostrano delle capacità incredibili in età infantile?
- Cosa rappresenta esattamente il peccato originale con il quale tutti veniamo al mondo?
- Se l'anima è eterna e viene da Dio perché mai deve passare attraverso la vita terrena per ritornare a Dio?
- Come mai tutti gli esseri umani sono così predisposti a seguire un leader o un'ideale?
Qualche tempo fa sono venuto a conoscenza di una teoria piuttosto interessante riguardo alla reincarnazione che si collegherebbe verosimilmente anche alla religione cattolica.
Tutti sappiamo che Lucifero era un angelo del Signore che decise, grazie al libero arbitrio, di allontanarsi da Dio divenendo il suo antagonista . Molti angeli scelsero di seguire satana e, lontani dal Signore, si trasformarono in demoni; e se alcuni di loro si fossero pentiti e avessero chiesto di ritornare da Dio?
E' a questo punto che entra in scena l'ipotesi della reincarnazione: le nostre anime potrebbero essere le anime di quegli angeli pentiti.
Avrebbe una logica pensare che Dio, per accoglierli nuovamente, volesse metterli alla prova abbassandoli al livello terreno e sottoponendoli, per un periodo limitato, ancora una volta alla seduzione del diavolo. Attraverso tutte le reincarnazioni necessarie, Dio avrebbe dato a quegli angeli la possibilità di ritornare ad essere anime pure, spirituali e totalmente disinteressate al male.
Lo stesso Dio, facendosi uomo, ha dimostrato come ogni essere umano può avvicinarsi in vita allo stato spirituale tipico degli angeli.
A ben pensarci nelle filosofie orientali la reincarnazione è concepita proprio come una purificazione progressiva dell'anima; ci si reincarna fino a quando non si raggiunge la perfezione spirituale, il che coinciderebbe con questa teoria. Del resto è interessante notare come tutte le religioni abbiano dei capisaldi in comune che mirano, appunto, al raggiungimento di un livello morale supremo.
Probabilmente non sapremo mai, durante questa vita terrena, come stanno davvero le cose ma trovo sempre affascinante fermarmi a riflettere sui grandi quesiti che l'esistenza ci pone, reincarnazione compresa.
[Fonte: http://www.mr-loto.it/archivio/2011/gennaio/reincarnazione-]
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Ascoltiamo le parole di questa canzone di Franco Battiato:
Le Sacre Sinfonie del Tempo
Le sento più vicine le sacre sinfonie del tempo
con una idea: che siamo esseri immortali
caduti nelle tenebre, destinati a errare;
nei secoli dei secoli, fino a completa guarigione.
Guardando l'orizzonte, un'aria di infinito mi commuove;
anche se a volte, le insidie di energie lunari,
specialmente al buio mi fanno vivere nell'apparente inutilità,
nella totale confusione.
... Che siamo angeli caduti in terra dall'eterno
senza più memoria: per secoli, per secoli,
fino a completa guarigione.
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E' un tema complesso, ma gli "Angeli Caduti", i ribelli, siamo noi.
Ma questo significa che siamo i compagni di Lucifero.
Significa che possiamo cercare di dimenticarlo o decidere di intraprendere e percorrere la "Strada del Ritorno alla Casa del Padre" e questo comporta "Sofferenza", che va dunque accettata, compresa e trascesa. Questo da un senso, una spiegazione anche alla "Sofferenza" della nostra condizione umana e ci può aprire al suo ridimensionamento.
Questo spiega la necessità di superare delle "Prove" per procedere in questo cammino.
Questo spiega la parabola del "Figliol Prodigo".
L'accettazione di un prezzo da pagare, del karma che ci portiamo dietro, degli effetti delle scelte precedenti.
Usando questa ipotesi degli angeli ribelli, possiamo dire che coloro che chiamiamo "Maestri" possono essere degli angeli caduti che sono riusciti a percorrere la strada del ritorno al Padre e decidono di dedicare il loro cammino per aiutare gli altri fratelli a fare lo stesso. Altri possono provenire, invece, direttamente dal Padre che invia i propri figli (che sono rimasti con Lui e non si sono ribellati) per aiutare gli uomini (angeli ribelli) a ritornare a Lui...
Seguendo questa linea di pensiero può essere logico ipotizzare che esistano anche forze che si rifiutano (per adesso) di intraprendere il cammino del Ritorno e che possano anche ostacolare chi, invece, decide di "ritornare".
Questa conoscenza dovrà essere riconosciuta, accettata ed elaborata a livello mentale e può produrre uno stato temporaneo di ottundimento della mente razionale e successivamente un potenziamento delle mente intuitiva. Dovrà essere vissuto a livello emotivo e può produrre prima turbamento e tensione e poi calma e distacco. Dovrà essere assimilato a livello fisico producendo purificazione delle cellule e dell'energia eterica (con possibile sofferenza) e quindi rilassamento e afflusso energetico.
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Dalle opere di Bruce Lyon:
Dalla prospettiva del piano astrale cosmico, per esempio, una monade umana sul piano monadico del piano cosmico fisico è ‘caduta’ in incarnazione fisica. Essa forma parte dell’incarnazione fisica di un Logos Planetario, di un Logos Solare e di un Logos cosmico. Quando la vita monadica si è liberata dall’incarnazione, segue un "sentiero di ritorno" attraverso i sette Sentieri cosmici verso i piani cosmici superiori e infine trova la sua ‘casa’ entro l’identità di un Logos Cosmico sul piano monadico cosmico. Cos’è dunque l’entità che ‘viaggia’ per questo sentiero di ritorno monadico? [...] L’utilizzo del termine ‘coscienza’ è applicato correttamente all’anima e alla triade spirituale. Quando parliamo della monade, stiamo parlando di ‘identificazione’ – il trasferimento, l’espansione, la traslazione e la trasformazione dell’identità. La monade forma parte del filo della ‘Vita’, più che del filo della ‘Coscienza’ dell’essere più grande in cui essa vive. [Mercurio, pag. 25]
Dobbiamo ricordare che questo pianeta non è un pianeta sacro ed è infatti conosciuto come un ‘ribelle divino’. Questo significa che c’è mancanza di allineamento tra la volontà del Logos Planetario e quella del Logos Solare. [Mercurio, pag. 26]
Tutto ciò è connesso con Lucifero, il Sentiero del Servizio Sulla Terra, la venuta dell’energia del Dragone nella seconda ronda. La qualità precipua del Servizio sulla Terra è il ‘sacrificio’ – la rinuncia alla vita cosciente nelle sfere superiori, per stabilirsi in quelle inferiori. Da una certa prospettiva, questo potrebbe essere visto come una ‘ribellione’ – da un’altra è visto come un potente atto d’amore. Solo coloro che sanno oltre ogni dubbio che lo Spirito è invincibile e che alla fine trionferà, possono prendere la decisione di esiliarsi nella più profonda Materia. Può essere d’aiuto dare il migliore insegnante alla classe degli studenti peggiori. L’insegnante dovrà attingere a grandi riserve di pazienza e fiducia. Dovrà essere pieno di risorse e avere una volontà salda. E avrà bisogno di una compassione infinita. La sua ricompensa potrebbe essere vedere alcuni dei suoi studenti più difficili che iniziano ad imbrigliare la loro energia nel senso dell’evoluzione, iniziando ad apportare un contributo significativo alla più ampia società in cui vivono. Noi abbiamo quest’Insegnante. Egli è il Signore della Terra ed è un discepolo diretto del Logos Solare. [Mercurio, pag. 38]
Dalla prospettiva del Logos Solare nel centro di questo sistema, la caduta degli angeli solari sulla Terra forma parte del Guardiano del sistema, così come il legame tra Sirio e il centro galattico forma l‟Angelo. Il Guardiano è quella parte di ogni essere intero che ha scelto l‟esilio dal centro illuminato per portare quella luce nella parte più materiale del sistema. Come risultato dell'esercizio di libera volontà nel servizio dell'amore, impara l‟auto-fiducia, la pazienza e l‟indipendenza. Sanat Kumara è chiamato ribelle divino ed è collegato sia a Lucifero che a Saturno nella sua funzione prescelta di costruire un ponte con un sistema inferiore. [Cosmologia occulta, pag. 178]
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Dalle opere di H. P. Blavatsky:
LUCIFERO (Lat.) - Il pianeta Venere, quale luminosa “Stella del Mattino”. Prima di Milton, Lucifero non era mai stato il nome del Diavolo. Proprio al contrario, poiché nell’Apocalisse (XVI, 22), si fa dire al Salvatore Cristiano: “Io sono… la luminosa stella del mattino”, o Lucifero. Uno dei primi Papi di Roma detestava questo nome, e nel quarto secolo ci fu anche una setta Cristiana che fu chiamata i Luciferini. [HPB, Glossario Teosofico]
Demon est Deus inversus. Il diavolo è chiamato adesso dalla Chiesa Tenebre, mentre nella Bibbia, nel Libro di Giobbe, è chiamato “Figlio di Dio”, la luminosa stella mattutina, Lucifero. Vi è tutta una filosofia di dogmatica sottigliezza nella ragione per cui il primo Arcangelo, che sorse dalle profondità del Chaos, fu chiamato Lux (Lucifero) il luminoso “Figlio del Mattino” o Aurora manvantarica. La Chiesa lo ha trasformato in Lucifero o Satana, perché è più elevato e più antico di Jehovah e doveva essere sacrificato al nuovo dogma. [HPB, Dottrina Segreta, Cosmogenesi, pag. 120]
[...] ci sono sette chiavi al mistero della “Caduta”. Inoltre, ci sono due “Cadute” in Teologia: la ribellione e la “Caduta” degli Arcangeli, e la “Caduta” di Adamo ed Eva. Così, le Gerarchie più basse come le più alte sono imputate di un supposto crimine. L’attributo “supposto” è il termine corretto, perché in entrambi i casi l’accusa è fondata su un malinteso. In Occultismo, entrambi sono considerati effetti karmici, ed entrambi appartengono alla legge dell’evoluzione intellettuale e spirituale da una parte, fisica e psichica dall’altra. La “Caduta” è un’allegoria universale. Essa pone ad un estremo della scala dell’Evoluzione la “ribellione”, cioè l’azione dell’intelletto, o coscienza separata, che cerca l’unione con la Materia; e all’altro, l’estremo inferiore, la ribellione della Materia contro lo Spirito, o dell’azione contro l’inerzia spirituale. E lì sta il germe di un errore che per oltre 1800 anni ha portato effetti così disastrosi sull’intelligenza delle società civili. Nell’allegoria originaria è la Materia — quindi gli Angeli più materiali — che era vista come conquistatrice dello Spirito, gli Arcangeli che “caddero” su questo piano. Quelli dalla spada fiammeggiante (le passioni animali) avevano messo in fuga gli Spiriti delle Tenebre. Ma sono questi ultimi che hanno lottato per la supremazia della spiritualità cosciente e divina sulla Terra, ed hanno fallito, soccombendo al potere della Materia. Invece, nel dogma teologico vediamo il contrario: è Michele, “che è simile a Dio”, il rappresentante di Jehovah, che conduce le Legioni Celesti — come Lucifero, nella fantasia di Milton, è quello delle Legioni Infernali. [HPB, Dottrina Segreta, Antropogenesi, pag. 68]
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Per inquadrare tutto il processo bisogna evidenziare alcuni punti:
- Il Logos del pianeta Terra (3° raggio) non è allineato con il Proposito del Logos del Sole (2° raggio). sulla Terra predomina la Materia = "Pianeta Ribelle".
- Lucifero (Lux, più vicino allo Spirito) si è incatenato alla Materia (Sacrificio) per ricordare lo Spirito e permettere la sua redenzione = Spiritualizzazione della Materia = allineamento del proposito della Terra con quello del Sole.
- Ognuno di noi (angeli caduti) con l'evoluzione della nostra coscienza (verso lo Spirito), vita dopo vita, contribuisce all'evoluzione del pianeta. Chi non evolve in coscienza rallenta l'evoluzione.
- Gli Avatar, i Maestri che si incarnano nelle varie epoche, vengono a ricordarci questo. Loro non hanno più bisogno di incarnarsi sulla Terra ma lo fanno per "Sacrificio", per redimere gli angeli rimasti, e lo faranno finché anche l'ultimo non ricorderà e sarà redento e il proposito del Logos planetaria sarà allineato con quello solare.
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Post LogoPsicoSofia collegati:
.:. Natura animale, natura umana, natura divina
.:. Un uccello meraviglioso
.:. vita-monade-anima-conoscenza-simboli
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Film sulla reincarnazione e sugli Angeli (in ordine casuale):
- Elenco film Angeli nel cinema
- La vita è meravigliosa
- Per sempre (Always)
- Il paradiso può attendere
- Al di là dei sogni
- Michael
- Accadde in Paradiso
- Gabriel (2007) La_furia_degli_angeli
- La_settima_profezia
- Touched by an angel (Il_tocco_di_un_angelo) Serie televisiva
- Il Piccolo_Buddha
- L'Angelo del Male (1998)
- City Of Angels (La città degli angeli)
- Angel-A
- Il cielo sopra Berlino
- Così lontano così vicino
- Vi presento Joe Black
- Angels_in_America (serie televisiva)
- Appuntamento-con-un-angelo
"Per quelli che credono nell’amore eterno,
nessuna spiegazione è necessaria;
per quelli che non ci credono,
nessuna spiegazione è possibile".
(tratto da "Aldilà dei sogni")
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Link:
- http://it.wikipedia.org/wiki/Reincarnazione
- http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo
- http://it.wikipedia.org/wiki/Demonio
- http://www.estovest.net/tradizione/reincarnazione.html
- http://www.anticorpi.info/2011/04/il-fatto-della-reincarnazione.html
- http://www.mr-loto.it/archivio/2011/giugno/angeli
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Se i miei demoni mi abbandonassero
temo che anche i miei angeli volerebbero via.
Rainer Maria Rilke
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Libri:
- John Milton (1608-1674), Paradiso perduto (1667)
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martedì 19 ottobre 2010
Amore e Psiche [4] Il Significato del Mito (3) La Psicologia
Salvatore Caruso Motta e Rosetta Sorbello
IL MITO E I SIMBOLI DELLA RICERCA DELL'ANIMA
Le Puntate precedenti:
1 - Amore e Psiche [1] La Fiaba
2 - Amore e Psiche [2] Il Significato del Mito (1) Eros, le Fasi, le Prove
3 - Amore e Psiche [3] Il Significato del Mito (2) I Misteri di Iside
Quale è la chiamata della tua vita lo sai?”
Joseph Campbell
Neumann ha spiegato i passaggi dello sviluppo del femminile nella meravigliosa interpretazione del mito di Amore e Psiche in cui analizza tutti i passaggi della psiche femminile dalla totale indifferenziazione al rapporto vero con il maschile per giungere al matrimonio sacro in cui c’è la realizzazione dell’incontro di due individualità separate e distinte. In questo mito Venere rappresenta la Dea dell’Amore con il suo grande potere seduttivo che attrae e tende a portare a sé, ma Psiche è la Dea dell’incontro e del rapporto che attraverso l’amore si sottrae al ciclo naturale delle cose per raggiungere il matrimonio spirituale tra un IO e un TU all’interno di un processo alchemico di trasformazione. [1]
Il mito allude alla meta di fondersi con l'amato pur mantenendo la propria individualità (integrare in sé l'altro, la diversità, operare una sintesi), che è diversa dalla fase dell'innamoramento iniziale in cui la passione porta ad un'unione, "con-fusione" con perdita dell'individualità e senza integrazione e armonizzazione degli opposti. La prima fase di sviluppo (apertura all'altro sul piano orizzontale) corrisponde all'amore erotico (fine a se stesso). La seconda (unione con l'altro sul piano verticale), che possiamo definire dell'amore creativo, porta all'immortalità di Psiche e alla nascita di una figlia (Voluttà).
Caratteristico è l'approccio emotivo-mentale delle sorelle (invidia, curiosità) che distrugge la fiducia e richiama la necessità del passaggio dal livello emozionale a quello mentale, dall'emotività inferiore (plesso solare) a quella superiore (cuore) in cui la mente è il passaggio intermedio indispensabile. La mente senza cuore, la sola curiosità intellettuale "brucia" la realtà, distrugge il collegamento cuore-mente che è una tappa fondamentale nel processo di evoluzione della coscienza umana.
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Fonti
- [1] http://www.convivioastrologico.it/psicologia/erich_neumann.htm
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Immagini:
- A. Canova, Amore e Psiche giacenti (1793), part.
- A. Canova, Amore e Psiche giacenti (1793)
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Link:
- Dissertazione-sul-concetto-di-mito
- Con-Eros-e-Psiche-per-le-strade-dellAnima.pdf
- il-mito-di-amore-e-psiche-un-invito-ad-amare-in-modo-autentico.html
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Le altre Puntate:
1 - Amore e Psiche [1] La Fiaba
2 - Amore e Psiche [2] Il Significato del Mito (1) Eros, le Fasi, le Prove
3 - Amore e Psiche [3] Il Significato del Mito (2) I Misteri di Iside
4 - Amore e Psiche [4] Il Significato del Mito (3) La Psicologia
5 - Amore e Psiche [5] Il Significato del Mito (4) Interpretazioni varie
lunedì 4 ottobre 2010
Amore e Psiche [3] Il Significato del Mito (2) I Misteri di Iside
Puntate precedenti
1 - Amore e Psiche [1] La Fiaba
2 - Amore e Psiche [2] Il Significato del Mito (1) Eros, le Fasi, le Prove
Il racconto allude passo per passo ai misteri di Iside e ai suoi riti.
Psiche vuol dire «anima» e la sorte di Psiche è esemplare per ogni anima umana. L'amante di Psiche è Cupido (Eros); il nome egiziano è Arpocrate, che è figlio di Iside.
Venere-Iside manda sulla terra Cupido da Psiche affinché la colpisca con una delle sue frecce; Cupido s'innamora della ragazza. Di nuovo un'immagine della caduta del divino nella materia, da un lato; dall'altro, la prova che la divinità (Eros) aiuta l'anima (Psiche) a riprendere la via del ritorno verso la patria ultraterrena. Le tappe di questo ritorno sono rappresentate dalle cerimonie di iniziazione al culto di Iside.
Dapprima un oracolo chiama Psiche alle nozze con Cupido; queste nozze vengono descritte come un atto di morte. Le «nozze sante» sono una componente dei riti di iniziazione; il Dio veniva rappresentato da un sacerdote. L'appello all'iniziazione viene sempre emanato attraverso un oracolo e un sogno. Nel rito la persona, così come era in precedenza, muore. In tal modo l'iniziazione è nel contempo matrimonio e morte.
Cupido chiede a Psiche la discrezione assoluta verso le sorelle e Psiche giura. Tale segretezza anche con i parenti più prossimi è un obbligo per tutti coloro che entrano nella comunità dei misteri. Le sorelle di Psiche simbolizzano i profani. I veri parenti dei «misti» sono i loro fratelli e sorelle di fede.
Ma Psiche viola il giuramento e si lascia indurre dalle sorelle ad osservare lo sposo di notte. La curiosità peccaminosa è fatale a Psiche: il dio si separa da lei. La missione di Psiche sarà da allora quella di cercare lo sposo attraverso lunghe peregrinazioni.
La scena della lampada ha carattere misterico; la visione del dio era una cerimonia dell'iniziazione. Ma questa massima felicità era invero più di quanto fosse consentito all'essere umano. Dopo l'iniziazione, il «mista» deve ritornare nel mondo. Il resto della sua vita sarà dedicato al servizio della divinità; egli continuerà a cercare dio.
Quando Psiche è sola, si butta nel fiume. Nel culto, a ciò corrisponde un bagno nel quale tutti i peccati dell'uomo vengono lavati. Poi Psiche cerca lo sposo. In tal modo il mito di Iside si ripete; la dea aveva cercato Osiride, il marito deceduto, in tutto il mondo e infine lo aveva trovato.
Le prove cui Psiche deve sottoporsi, rispecchiano le prove dell'iniziando ai misteri. Solo in apparenza Venere rivolge la propria collera contro Psiche; in realtà le prove servono a rendere possibile la riunificazione di Psiche con Cupido. Per l'iniziando ciò equivale al livello più alto dell'iniziazione mistica.
In un primo tempo Psiche viene afferrata per i capelli, viene schiaffeggiata e flagellata. Chi aspirava all'iniziazione misterica doveva sopportare simili punizioni corporee quale espiazione per gli errori commessi nella vita passata e quale dimostrazione della ferrea volontà di servire la dea anche a costo di grandi sacrifici.
Le prove diventano sempre più difficili; le ultime sono le più impegnative. Psiche deve impadronirsi della lana d'oro delle pecore del sole. Compito quasi irrealizzabile che richiede un viaggio nell'aldilà: Psiche lo intraprende. Nel culto, questi viaggi nell'aldilà vengono ripresi attraverso scene allusive.
Nella prova successiva Psiche deve attingere l'acqua della vita alla fonte dello Stige. La fonte dello Stige risale al mito greco: essa è stata localizzata ai confini meridionali dell'Egitto al di sopra di Siene (Assuan) tra le rocce delle prime cateratte del Nilo. Nella geografia semimitica degli Egiziani, colà nasce il Nilo, il fiume di Osiride. Per poter attingere l'acqua sacra alla sorgente molti seguaci di Iside hanno compiuto un lungo pellegrinaggio. Ma nel culto ci si è spesso accontentati di attingere l'acqua consacrata in un luogo al centro del tempio, altrimenti inaccessibile. Nel mito egiziano, Iside si è servita dell'acqua consacrata per rianimare il figlio Arpocrate mortalmente malato. Psiche guarisce la ferita di Cupido con l'acqua lustrale. Dunque sia lei, sia ogni iniziando ai misteri di Iside ripetono ciò che la dea aveva fatto una volta.
L'ultimo compito di Psiche è un vero e proprio viaggio nel regno dei morti. Questo viaggio è stato simbolicamente introdotto anche tra i riti dell'iniziazione affinché il mista impari la via da seguire dopo la morte. Psiche deve recare in un cofanetto l'unguento di Proserpina. Questo cofanetto è noto nel culto dei misteri col nome di «cista mystica». Numerosi penitenti dell'Averno cercano di trattenere Psiche. Vi si trova anche il vegliardo Ocno («l'Esitante») che nella vita ha rifiutato l'iniziazione ed ora è costretto a caricare legna su un asino dal quale essa continua a cadere; vi sono le vecchie zitelle che hanno trascurato l'iniziazione ai misteri e le nozze sante sulla terra e sono ora costrette a tessere in eterno il loro abito da sposa; esse rappresentano i profani e Psiche non può intrattenersi con loro.
Dopo di che Psiche deve passare davanti a Cerbero, il cane infernale, al quale, per tranquillizzarlo, porge una focaccia sacrificale. Anche l'iniziando ai misteri doveva passare davanti a un cane simile.
Giunta di fronte a Proserpina, Psiche si stende umilmente nella polvere - anche Proserpina è un nome di Iside - e implora un pezzo di pane. Ma questo pane ha qualcosa di particolare; si tratta del corpo di Osiride. L'ingerimento di pane è una cena sacramentale, così come è stata adottata nei misteri. Psiche riceve il cofanetto da Proserpina e ritorna nel mondo superiore. Ma pecca di nuovo per curiosità, apre il cofanetto e viene colta da un sonno mortale. Sembra ora che Psiche sia veramente morta, ma Cupido scende dal cielo e risveglia l'amante.
La scena è da un lato l'ammonimento ad astenersi dalla curiosità peccaminosa; dall'altro essa riflette un rito dell'iniziazione ai misteri e cioè l'apertura della «cista mystica». In esso venivano probabilmente usati oli eterei che provocavano un'incoscienza temporanea. La visione dell'oggetto sacro uccide, ma rende nel contempo immortali. L'uomo vecchio è morto, l'uomo nuovo può ascendere agli dei.
Cupido conduce la sua Psiche sull'Olimpo; si festeggiano le nozze con danze e banchetti. Così anche nei misteri, dopo la fine della cerimonia d'iniziazione, durante un banchetto con danze, il nuovo iniziato viene introdotto nella cerchia dei «misti» simili agli dei.
- I misteri di Iside
- L. Apuleio, Le metamorfosi o L'asino d'oro, Introduzione di R. Merkelbach, BUR, Milano 1977, pag. 8-11
- Dissertazione-sul-concetto-di-mito
- W. Bouguereau, Il ratto di Psiche (1895)
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Le altre Puntate:
1 - Amore e Psiche [1] La Fiaba
2 - Amore e Psiche [2] Il Significato del Mito (1) Eros, le Fasi, le Prove
3 - Amore e Psiche [3] Il Significato del Mito (2) I Misteri di Iside
4 - Amore e Psiche [4] Il Significato del Mito (3) La Psicologia
5 - Amore e Psiche [5] Il Significato del Mito (4) Interpretazioni varie
giovedì 23 settembre 2010
Amore e Psiche [2] Il Significato del Mito (1) Eros, le Fasi, le Prove
1 - Amore e Psiche [1] La Fiaba
Secondo James Hillman, classicamente, Eros è stato differenziato in tre componenti o persone:
LE PROVE
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Interpretazione secondo la psicologia junghiana delle PROVE
Individuazione di Agnese Galotti
Il mito di Amore e Psiche fa riflettere sull’elemento di novità contenuto in essa rispetto al motivo dell’eroe in genere: a differenza di questo, infatti, qui l’inconscio assume più direttamente la valenza positiva di energia soccorritrice, fonte di trasformazione creativa che genera coscienza.
Le quattro prove cui viene sottoposta Psiche rappresentano il percorso che essa, simbolicamente, deve attraversare prima di giungere alla consapevolezza.
1) La prima prova richiede a Psiche di mettere in atto un principio discriminativo capace di ordinare una quantità di "semi" differenti che si trovano mescolati insieme: "Questo mucchio - osserva Neumann - è in primo luogo simbolo di un’uroborica mescolanza dell’elemento maschile." Le forze inconsce soccorritrici sono, in questo caso, le formiche, "simbolo - secondo M.L.Von Franz - dell’ordine segreto dell’inconscio collettivo", una sorta di "ordine inconscio" che è il solo capace di far fronte al caos disordinato con cui si presenta l’inconscio stesso.L’atteggiamento di Psiche esprime quindi un affidamento alle forze inconsce e alla loro benefica azione.
2) Nella seconda prova Psiche è chiamata all’incontro con la forza distruttiva solare del maschile, rappresentata dal mitico "vello d’oro" dei montoni. Qui l’elemento inconscio che soccorre Psiche è la canna parlante (Il consiglio è di aspettare la sera e di raccogliere i ciuffi di vello rimasti impigliati tra i rovi). Essa simboleggia la voce interiore che invita ad aspettare il momento opportuno (per l'appunto il calar della sera), per incontrarsi col principio spirituale (rappresentato dal Vello d'oro) senza venirne sopraffatta ed annientata. La calma femminile, la capacità di attendere, dunque, rappresenta una grande risorsa di fronte all’impulsività irrefrenabile, all’istinto che si esprime in maniera violenta. Così descrive Neumann questa seconda prova: "il femminile deve soltanto interrogare il proprio istinto per entrare, al calar del sole, in una relazione feconda con il maschile, ossia in una relazione d’amore. Così viene superata la situazione in cui maschile e femminile si fronteggiano in mortale ostilità."
3) La terza prova è il confronto di Psiche con l’irruente cascata delle acque dello Stige, simbolo dell’incontenibile forza dell’inconscio stesso e della sua mancanza di forma specifica. Il compito di raccogliere un bicchiere di quell’acqua riesce grazie all’intervento dell’aquila di Zeus che si assume il compito di raccoglierla per lei. "L’aquila - secondo M.L.Von Franz - rappresenta l’entusiasmo intuitivo e lo slancio spirituale del pensiero. Proprio quando la psiche umana non può più agire con le sue sole forze, viene sorretta da uno spirito eroico e intuitivo che sgorga dal suo inconscio". Psiche rappresenta allora il femminile capace di contenere in sé e di dar forma all’inconscio che in lei stessa fluisce.
In tutte e tre queste prove è richiesto a Psiche di coniugare insieme gli opposti, superando la sterile contrapposizione.
4) La quarta prova, infine, è composta di due parti:
a) Nella prima parte Psiche deve affrontare il pericoloso viaggio agli inferi, guidata dai consigli di una Torre Parlante, la quale, maschile e femminile insieme, è simbolo della cultura umana e della coscienza umana e per questo viene chiamata "Torre che guarda lontano" . Essa mette in guardia Psiche dal cedere alla "pietà", quale modalità di relazione con l’altro, che non le consentirebbe di raggiungere la propria completezza.
b) Nella seconda parte, invece, Psiche, tornata dal mondo degli inferi, cede alla tentazione di appropriarsi della bellezza divina e, pensando così di poter risultare più piacevole agli occhi di Eros, apre il vasetto consegnatole da Proserpina, atto questo che risulta per lei fatale. Torna il tema iniziale della "bellezza", capace di avvicinare l’umano al divino. Tutto il cammino di trasformazione di Psiche è iniziato per Amore, per l’irresistibile desiderio di "conoscere" Amore. Ora che Psiche ha superato le prove, ha conosciuto e sopportato solitudine e disperazione, ora che ha in mano l’unica arma che conosce per attirare a sé ancora una volta Eros, la bellezza appunto, (l’azione dell’amore, a quanto dice Platone per bocca di Diotima, "è la procreazione nel bello secondo il corpo e secondo l’anima" ). Psiche non può che tendere alla bellezza, pur consapevole che ciò significa "fallire", secondo la logica maschile dell’eroe. E proprio in questo "fallimento" Psiche si manifesta fedele alla sua femminilità originaria in opposizione alla ragione totalmente maschile. Così Psiche "muore" per Eros, ed è questo suo stesso sacrificarsi a lui che lo stimola ad agire: Eros si scuote ed accorre finalmente a salvare la sua Psiche. L’umano dimostra così al divino la propria uguale dignità attraverso la propria superiorità nell’amore. [2]
- La bellezza e la fama non danno la felicità anzi spesso allontanano dalla gente e provocano gelosia, invidia e vendette.
- La bellezza può stordire (vedi sindrome di Stendhal).
- L'interpretazione degli oracoli dipende da chi ascolta.
- La curiosità comporta dei rischi.
- Non bisogna scoraggiarsi, l'aiuto, inaspettatamente, può arrivare da dove meno te lo aspetti.
- Le difficoltà, le prove, se accettate e affrontate, portano conoscenza e crescita.
- La perseveranza e l'affidamento (all'aiuto dell'universo) possono far miracoli (immortalità).
- Le forze in gioco sono tante e contrapposte, ma possono giungere all'ordine, all'armonia, all'amore.
- Le favole parlano al cuore, ci coinvolgono di più dei soli concetti.
___________________________________________
Fonti:
[1] Amore e Psiche-Favola-Introduzione-I
- F. Gerard, Amore e Psiche, 1798
1 - Amore e Psiche [1] La Fiaba
2 - Amore e Psiche [2] Il Significato del Mito (1) Eros, le Fasi, le Prove
3 - Amore e Psiche [3] Il Significato del Mito (2) I Misteri di Iside
4 - Amore e Psiche [4] Il Significato del Mito (3) La Psicologia
5 - Amore e Psiche [5] Il Significato del Mito (4) Interpretazioni varie
martedì 21 settembre 2010
Amore e Psiche [1] La Fiaba
La Fiaba
Guardandosi intorno, la giovane vide un torrente e sulla riva un palazzo così bello da sembrare quello di un Dio. Psiche, quando trovò il coraggio di entrare, scoprì che le sale interne erano ancora più splendide, ma la cosa più strana era che tutte quelle ricchezze sembravano abbandonate e che delle voci le dicevano che era tutto suo.Giunta la sera, lei si coricò e sentì un’ombra che riposava al suo fianco. Si spaventò, ma sentì una voce mormorarle che lui era il suo sposo e quindi l'avvolse con un caldo abbraccio e la confortò. Però lei non avrebbe mai dovuto chiedere chi fosse e soprattutto non avrebbe dovuto cercare di vederlo, accontentandosi del suo amore.
Psiche attendeva con ansia la notte e con questa l’arrivo del suo invisibile marito, ma i giorni erano lunghi e solitari, quindi chiese al marito se poteva invitare le sue sorelle. Amore non sapeva dirle di no, anche se era consapevole che questa concessione sarebbe stato causa di dolore e d’infelicità.
Il giorno seguente, Zefiro portò le due sorelle da Psiche. Lei fu felice di rivederle e le due furono contente per il ricco e felice matrimonio. Però ogni volta che le sorelle facevano domande sul marito, Psiche rispondeva che era un ricco re che per tutto il giorno andava a caccia, oppure cambiava il discorso. Le sorelle cominciarono a pensare che Psiche nascondesse loro il marito perché era un mostro. A forza di sentire domande ed illazioni assurde, Psiche confessò allora di non aver mai visto in faccia il marito e che non sapeva neanche il suo nome. Allora le due sorelle, gelose ed invidiose di Psiche, la convinsero che per la sua vita stessa, avrebbe dovuto scoprire che aspetto avesse il marito, se non fosse davvero un mostro (come aveva detto l'oracolo) che magari prima o poi l'avrebbe divorata.
Disperata pensò di morire e si getto nel fiume, ma la corrente, pietosa, la riportò a riva dove la poverina cominciò a vagare cercando il suo perduto amore. Intanto Amore, tormentato dalla febbre per la spalla bruciata e dallo stesso dolore per la perdita di Psiche, tornò da sua madre Venere la quale, sentita la storia del figlio, si arrabbiò con lui e lo rinchiude nel suo palazzo. Amore non solo aveva osato amare una mortale, ma non aveva tenuto conto che questa era anche sua rivale. Non potendo sfogarsi su Amore, decise di vendicarsi su Psiche e mandò Ermes in giro per il mondo a divulgare la notizia che Psiche doveva essere punita come nemica degli Dei, catturata e consegnata agli dei.
Intanto Psiche vaga alla ricerca dell'amato, chiedendo invano aiuto a Cerere e a Giunone.
La fanciulla, disperata, si decide a chiedere pietà alla dea, che la fa trascinare per i capelli al suo cospetto e la consegna alla Tristezza e all'Ansietà, sue serve, perché la torturino. Quindi la sottopone a quattro durissime prove:
1) Dividere un cumulo di semi diversi in mucchi distinti;
2) Portare a Venere un fiocco di lana di pecore feroci;
3) Prendere in un'anfora l'acqua dello Stige tra draghi mostruosi;
4) Scendere fino agli Inferi per ottenere da Proserpina il balsamo dell'eterna bellezza.
2) di una ninfa, che le spiegò come e quando avvicinare le pecore;
3) dell’aquila di Zeus, che l’aiutò a prelevare le acque dello Stige; e
4) della torre, da cui voleva gettarsi per la disperazione, che le parlò indicandole l'entrata del mondo sotterraneo e dicendole di portare con sé due monete per pagare Caronte, affinché la traghettasse dall'altro lato dello Stige e tre focacce per distrarre Cerbero.
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Fonti:
- L. Apuleio, Le metamorfosi o L'asino d'oro, (II secolo d.C.)
- http://it.wikipedia.org/wiki/Le_metamorfosi_(Apuleio)
- http://it.wikipedia.org/wiki/Amore_e_Psiche
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Immagini:
[1] - Antonio Canova, Amore e Psiche stanti (1803);
[2] - Antonio Canova, Amore e Psiche stanti, particolare;
[3] - Luca Giordano, Psiche onorata dal popolo (1692);
[4] - Amore e Psiche
[5] - Pietro Tenerani, Psiche svenuta (1822) o Psiche abbandonata
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Le altre Puntate:
1 - Amore e Psiche [1] La Fiaba
2 - Amore e Psiche [2] Il Significato del Mito (1) Eros, le Fasi, le Prove
3 - Amore e Psiche [3] Il Significato del Mito (2) I Misteri di Iside
4 - Amore e Psiche [4] Il Significato del Mito (3) La Psicologia
5 - Amore e Psiche [5] Il Significato del Mito (4) Interpretazioni varie
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