Visualizzazione post con etichetta Paura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Paura. Mostra tutti i post

mercoledì 11 dicembre 2019

Paura – Thich Nhat Hanh | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualità)

La maggior parte di noi vive una vita piena di momenti meravigliosi e di momenti difficili. Molte persone tuttavia, anche quando sono al culmine della felicità, sentono la paura celarsi dietro la gioia. Temiamo che quel momento finirà, che non otterremo ciò di cui abbiamo bisogno, che perderemo le cose che abbiamo o che non saremo al sicuro. Spesso la nostra paura più grande è la consapevolezza che un giorno i nostri corpi cesseranno di funzionare. Così, anche se siamo circondati da tutte le condizioni che portano alla felicità, la nostra gioia non è completa.



Continua su:

Paura – Thich Nhat Hanh | Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualità):




martedì 15 gennaio 2013

Il Portatore di Luce (di Paul Ferrini)



"L'umano deve morire in modo che il divino possa nascere. Non perché non vada bene, ma perché è il guscio che contiene lo spirito, è il bozzolo che trattiene le ali della farfalla.

Tuttavia, non devi attendere fino al momento della tua morte fisica per vedere morire l'umano. Esso può morire nel divino proprio adesso, se sei disposto a smettere di fare la vittima, di resistere, di difenderti, di nasconderti e di proiettare i sensi di colpa.

Non potrai volare finché non sarai disposto a rivendicare le tue ali. Quando lo farai, non potrai rimanere nelle oscure ombre della tua paura. La scelta è tua. Come farai a scegliere? Cosa vorrai diventare: vittima o angelo? Tra i due non c'è nulla! Ciò che sembra esistere è solo la carcassa umana: è l'essere che non ha ancora scelto, è il bruco che sogna le sue ali.

Solo quando saprai di essere il portatore di luce, allora l'oscurità potrà svanire. Ma prima di poter diventare il portatore di luce devi attraversare i tuoi luoghi oscuri: il portatore di luce non nega il buio, lo attraversa.

Nel momento in cui non esiste una cosa, in te stesso o negli altri, che temi di guardare, il buio non avrà più avere la sua presa su di te. Allora potrai attraversare il buio e potrai giungere fino alla luce. Fingere di essere un portatore di luce prima di avere affrontato le proprie paure significa essere un impostore, essere un guaritore malato, essere un ipocrita.

Tutti i guaritori non guariti, alla fine, devono scendere dal loro falso piedistallo. Dove la luce è una finzione, è solo il buio a prevalere. Per essere la luce devi saper accogliere il buio a braccia aperte. Il tuo buio e quello di ogni altro. Devi venire a patti con la mente ego e saperne vedere l'assoluta futilità.

Devi imparare a guardare la paura con l'amore nel cuore: devi saper guardare la tua paura, quella di tua sorella, quella dello stupratore o quella dell'assassino. Devi capire che tutte le paure sono uguali, perché tutte le paure sono prodotte solo dalla mancanza d'amore. L'amore è la sola risposta al tuo profondo senso di separazione. Non l'amore di qualcun altro, ma il tuo stesso amore.

Nel prendere in mano la fiaccola della verità e nel portare amore alle parti ferite della tua mente, ti riprendi il tuo potere. Rinuncia a essere una vittima. Non puoi più essere trattato ingiustamente, perché tu sei la fonte dell'amore, dell'accettazione e del perdono.

Da dove viene l'amore? Viene da te. Tu sei la via, la verità e la vita, come lo sono stato io. Non devi più cercare il divino là fuori. Nel benedire te stesso, tutti sono perdonati. Quando giungerà sulla terra il Regno dei cieli? Non appena aprirai il tuo cuore e quando attraverserai le tue paure.

Quando verrà il Messia? Non in un futuro, ma adesso! Adesso finisce la separazione, finisce la proiezione, adesso risuona la campana a morto per la paura. Adesso! Non mettere la salvezza nel futuro o la salvezza non verrà mai. Chiedila ora. Accettala ora. Il Regno di Dio si manifesta solo in questo istante.

Quando verrà il Regno dei cieli? Quando questo momento ti basterà. Quando questo posto ti basterà. Quando questo amico ti basterà. Quando questi eventi e circostanze saranno accettabili. Quando non smanierai per qualcosa di diverso da quello che hai davanti.

Tu, amico mio, sei il Cristo, il Messia, sei colui che porta la salvezza. Sei colui che porta l'amore che hai domandato agli altri, sei colui che porta la liberazione dalla violazione del sé e dalle relazioni violente. Sei il solo che sia in grado di entrare a pieno nella tua esperienza, di possederla e di sollevarla. Tu sei il portatore della luce."

(Paul Ferrini)


Fonte: http://lacompagniadeglierranti.blogspot.com  


domenica 6 gennaio 2013

Essere in questo mondo, non è essere di questo mondo (Le Passeur) (12)

D'Accordo con Urantia Gaia pubblichiamo…

Essere in questo mondo, non è essere di questo mondo

Publié le 28 septembre 2011 par Le Passeur
Dal Traghettatore. (Le Passeur).
Vediamo fiorire un po’ dappertutto delle profezie e delle date, quanto agli eventi a venire e perfino per quanto riguarda l’ascensione. Come se avessimo il controllo del tempo nel processo individuale dell’ascensione.  Sarebbe sano tralasciare tutti questi annunci senza fondamenti, nonostante alcuni predicatori hanno l’illusione dell’immunità. Quale sia la sincerità degli uni e degli altri, tutto questo è soltanto agitazione della mente rivestita da belle intenzioni e da grandi effetti di scena, che cercano ancora di controllare qualche cosa in mezzo alla grande orologeria cosmica. Gli ego spirituali non vengono meno e il business che ne deriva va a gonfie vele. La difficoltà principale è che alcuni  basano con coscienza il proprio tragitto secondo queste date e questi annunci. I dogmi sostituiscono i dogmi. Quante paure sono ancora inoculate cosi? I detrattori hanno in mano le redini del gioco per appropriarsi di ciò che brilla e per denunciare la stupidità umana a grandi rinforzi della propria ignoranza di ciò che succede e della mala fede che spesso li caratterizza. Non se ne privano.
Il vero cammino è interiore, è umile e discreto, non si imbottisce di artifici e non si affoga di concetti confusi e di annunci rumorosi. Per quanto riguarda l’ascensione è cominciata già da parecchi anni, vive una fase di accelerazione durante il nono scalino del calendario Maya e proseguirà per un grande numero di persone per un po’ - per abbastanza tempo – ancora dopo.
Tecnicamente, questo non è nient’altro che l’elevazione vibrazionale dell’essere che gli permette di estrarsi dalla matrice del vecchio mondo e di raggiungere il suo punto ottimale di co-creazione in questa dimensione. Da un altro punto di vista, è il passaggio dallo stato emozionale degli attaccamenti e della separazione, animato dal terzo chakra (il plexus) verso quello dell’amore incondizionato e della coscienza unificata – il quarto chakra, quello del cuore. E’ una porta maggiore poiché la predominanza dei tre primi chakra illustra in un certo modo l’ante-umanità. Ciò significa che finalmente incarneremo un’umanità completa. Lasciamo la confusione per la serenità, l’inconsapevolezza per la responsabilità, la predazione per l’amore e la fraternità, la sofferenza per la gioia. Chi dice meglio?
Secondo i destini programmati, certi si stabilizzeranno velocemente in una dimensione che permetterà loro di aiutare gli altri a entrare nell’Età d’Oro della terra. Altri prenderanno il loro tempo per arrivarci, secondo la tenacia degli attaccamenti, che daranno altrettante numerose resistenze, altri infine lasceranno questo piano di vita per proseguire più lontano la propria esperienza personale in una dimensione di vita che corrisponderà loro. Altri ancora, venuti specialmente a incarnarsi per amore, per aiutare in questa tappa dell’evoluzione collettiva, ritorneranno a casa loro. Gli ultimi, tra cui numerosi burattinai andranno in un altrove in risonanza con il proprio livello di coscienza, il tempo di assimilare tutte le implicazioni dei loro comportamenti e cominciare un lungo ciclo di riequilibrio karmico dei propri atti. Tutto ciò si farà per amore della vita, nella consapevolezza che non c’è morte.
L’Età d’Oro è dunque alle nostre porte. Ma l’intenzione è importante in questa storia. Vedere nascere personalmente questa nuova era, è uno sforzo da iniziare in sé e da tenere insieme con determinazione.
Sostenere collettivamente l’intenzione di cambiare il corso della vita, è come lanciare sassi in mezzo a un ruscello. Qualche sasso cambia poche cose, ma una volta raggiunta la massa critica – il numero – tutto diventa possibile. All’inizio inevitabilmente, è qualche cosa che assomiglia al caos che si manifesta, le correnti cambiano e portano via ciò che era al secco o prosciugano ciò che era immerso, ma dopo un breve momento, il corso del ruscello disegna un altro letto che ognuno sarà libero di seguire oppure no. Gli attaccamenti faranno preferire ad alcuni di aggrapparsi  contro corrente, talvolta fino allo sfinimento e affogare, è la scelta della paura.
Se il ciclo della nuova erosione che si annuncia sarà lungo, il movimento che l’ha scatenato sarà stato brusco ed effimero. E l’umanità è al commando dall’inizio alla fine in questa storia. Non aspettate salvatori o maestri che si presenteranno come tali quando tanti messaggi ve lo annunciano. Siete, siamo i  propri salvatori, i propri maestri. Sebbene i burattinai attuali fanno di tutto per impedirci di averne conoscenza, abbiamo sempre la scelta della linea del tempo che scegliamo (vedere la nuova linea del tempo)  e il potere di impegnarci con lo spirito leggero; è la scelta della fiducia.
Nel frattempo, i mondi non si separeranno in eterno. Questa fase di separazione tra le vecchie e le nuove energie, che fanno che le une e le altre hanno e avranno sempre di più difficoltà a coabitare, durerà  soltanto durante la transizione, questo periodo delicato in cui gli scalini di disgregamento del vecchio sistema si succederanno abbastanza rapidamente. A cominciare con l’economia, non dubitiamone cambierà molto presto la faccia del mondo, ma anche i poteri politici come esistono, manifestati nell’ego e la separazione, verranno sostituiti da un’organizzazione inspirata il cui obiettivo sarà finalmente il benessere dell’umanità e che si installerà con molta naturalezza. E’ probabile che a questo punto, l’energia non sarà più fossile né nucleare, sarà libera, geograficamente accessibile a tutti e gratuita. Non stiamo parlando di fantascienza, esiste già Nicola Tesla l’aveva scoperta, i finanzieri l’hanno confiscato da un secolo perché non potevano metterci un contatore, ma ci sarà restituita. Sono peraltro certo che saremo molto aiutati in questo senso. Immaginiamo che un’energia libera accessibile dappertutto e mezzi di trasporto adattati a questa cambieranno considerevolmente la natura degli squilibri attuali. Ecco ciò che sembra in marcia oggi.
Sempre nelle grandi linee, secondo l’osservazione delle scale di tempo abituali, possiamo pensare che il pianeta ne avrà probabilmente per qualche anno a riequilibrarsi nei suoi aggiustamenti geofisici e climatici. Ma lì di nuovo come sapere? E d’altronde, anche se sapessimo molto, chi dice che ciò che succede sarà quantificabile sulla base di ciò che conosciamo? D’altronde cosa sappiamo realmente dei cicli su questa scala? Quale prospettiva ne abbiamo? Qualche migliaia di anni tutt’al più, e ancora, frazioni di teorie che tengono fino alla seguente. Non ho dubbi che gli astrofisici sappiano di che cosa parlano nel contesto delle loro conoscenze attuali. Ma questo contesto è cosi piccolo e ciò che intravedono è cosi grande. L’astrofisica è soltanto alle balbuzie, siamo al punto in cui il bambino percepisce il corridoio dietro la porta socchiusa della camera dove si sveglia nella propria culla. C’è cosi tanto da vedere, tanto da imparare, tanto da scoprire. E’ d’altro canto questa la speranza più bella con cui possiamo nutrire le nostre anime. C’è tanto e tanto da conoscere …. E abbiamo per questo una storia da vivere che non conosce la parola fine.
Non mi rischierò a spingermi oltre in questo quadro perché penso che non siamo in grado di immaginare ciò che sarà il mondo in cui il nostro modo di percepire le cose sarà cosi tanto cambiato. Gli aspetti concreti, le tecnologie tra cui la padronanza del suono, della luce e dei cristalli saranno il cemento, sono una cosa. Ma come potremmo immaginare la natura del nostro sguardo sulla vita al di fuori del sentimento di separazione e del caos emozionale che sono tuttora i nostri, cosi come attraverso una connessione a ciò che bisogna osare chiamare la nostra divinità ritrovata?
Non cerchiamo più di giocare ai profeti, occupiamoci piuttosto di indirizzare le nostre vite verso l’apprezzamento del presente, la gioia di svegliarsi sulla terra in questo momento eccezionale della sua storia, la semplicità e la condivisione di questi istanti di grazia con gli altri. La via è lì; sicuramente non c’è negli intrighi degli ego spirituali che hanno riempito i vuoti lasciati dalle paure del New Age, lì dove c’è la paura l’ha sempre preceduta l’ignoranza, ne nei vecchi dogmi religiosi o nelle nuove sette esoteriche. Il tempo non è più da seguire i guru, il tempo non è più da piegarsi, lo sguardo spento, alle regole artificiali inventate da altri tempi, non è più da sottomettersi all’abitudine.
L’agitazione del vecchio mondo non ci appartiene più. Per noi che abbiamo scelto di non lasciarsi andare alle paure, per noi che abbiamo scelto di evolvere e di rinascere, il tempo è alle notti stellate, ai fuochi di gioia tra gente amorevole, il tempo è alla fiducia in noi stessi e allo sguardo benevolo sui nostri fratelli e sorelle di oltre frontiere. Sono ampie queste frontiere da cancellare e designano i loro limiti ben al di là della nostra terra. Bisognerà imparare ad accettare l’idea che la vita brulica di forme dappertutto nell’universo e a riconoscerle come i figli della nostra Fonte. I popoli anziani li hanno bene conosciuti e riprenderemo questo sentiero che la menzogna e il tempo hanno cancellato.
Fraternamente,
© Il Traghettatore – 06.07.2011 – Tradotto da Stéphanie - Versione originale francese
http://www.urantia-gaia.info > La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione di non associarlo a fini commerciali, di rispettare l’integralità del testo e di citare la fonte.

À propos de Le Passeur

Nomade sur le chemin...















giovedì 6 dicembre 2012

Il Grande Teatro del vecchio mondo si svuota (Le Passeur) (11)

D'Accordo con Urantia Gaia pubblichiamo…

 

Il Grande Teatro del vecchio mondo si svuota

Publié le 27 septembre 2011 par Le Passeur
Dal traghettatore (Le Passeur).
Niente sarà come prima. Il vecchio mondo, quest’energia pesante che si sta esaurendo, si è costruito per secoli su falsificazioni, menzogne e dissimulazioni che da ogni parte non si reggono più in equilibrio tranne che su brandelli di paglia.
L’economia mondiale, basata sull’egregora potente che è diventato il denaro e che costituisce il cemento della struttura in declino, è una brocca rotta mantenuta ancora nell’apparenza  da mani diventate febbrili. Se lo smembramento non è ancora giunto, è perché sono mantenute a tutti i costi le menzogne che tengono l’edificio nella sua vacillante rappresentazione. Non c’è ne per molto tempo ancora. Tuttavia, sarebbe ingenuo credere che tutto ciò non sia stato largamente anticipato e sotto certi aspetti controllato da coloro che hanno voluto e organizzato la manifestazione del mondo che conosciamo.
Il paradosso è che i burattinai  certo sanno ciò che sta succedendo su vasta scala, ciò di cui parliamo in queste pagine. Cercano di adattare il gioco a loro favore in un contesto che non sono più in grado di controllare come prima, mentre i loro burattini che dirigono in apparenza i meccanismi della società non hanno la visione dell’insieme del gioco, anche se certi la sospettano. Sono loro le mani diventate febbrili che mantengono sempre di più, con difficoltà, l’illusione in cui molti credono ancora. Le popolazioni del mondo sono i burattini dei burattini e i fili che li muovono sono quelli delle emozioni create. Le crisi, le guerre, le violenze, le distruzioni, ma anche il lato nascosto della medaglia, ovvero tutto ciò che si è istituzionalizzato intorno ai movimenti  che dovrebbero portare miglioramenti e lottare contro ciò che è giudicato male sotto questi diversi aspetti, sono i fili che ci uniscono ai burattinai  e che suscitano le emozioni che servono a controllarci. La paura è di fondo in ognuno di questi aspetti. E’ il guinzaglio più solido che abbiano in mano.
Provocare uno shock emozionale in un individuo o in una popolazione induce una reazione che genera stress, avversione, rivolta e talvolta produce un impegno. Quelli che hanno provocato lo shock l’hanno fatto unicamente perché hanno una soluzione per canalizzare l’emozione creata, possono così recuperarla al proprio beneficio. Un esempio tra altri è il modo con cui si conduce a un conflitto.
Non prenderò l’esempio del’ 11 Settembre 2001 poiché è stato abbastanza evocato da quel momento. Prendiamo piuttosto quello delle due guerre contro l’Iraq : nel 1991, un leader fino a lì perfettamente frequentabile e sostenuto dai suoi alleati occidentali invase un paese con la promessa discreta che non sarebbe stato ostacolato. Appena il misfatto compiuto, il mondo occidentale insorge e inizia una campagna mediatica intensa contro l’invasore. Le immagini e le testimonianze  assestate dalla stampa riflettano allora durante tutta la giornata soltanto l’ignominia di quest’ultimo. Fino all’episodio dei neonati massacrati nelle incubatrici di una maternità  Kuwaitiana da parte di soldati iracheni, tra cui la testimonianza in lacrime di una donna che dice esserne stata il testimone sconvolge l’occidente.
A questo punto l’emozione suscitata nella popolazione è al suo colmo, i pro guerra alzano il pugno vendicatore e i più moderati aderiscono alla causa del bene contro il male incarnato. Niente dunque impedisce d’ora in poi la guerra così tanto aspettata dai mercanti di armi e dai burattinai che si preparano a incassare i profitti. La guerra si svolgerà, le immagini televisive di truppe coalizzate che avanzano in linea nel deserto come la cavalleria dei western  dell’industria hollywoodiana farà vibrare i patriottismi inaspriti. La stampa non avrà più alcuna obbiettività e lo strumento di propaganda che rappresenterà allora canalizzerà perfettamente le emozioni di un numero immenso di individui, che sia nel senso del pro o del contro.
L’insieme dei diversi scopi è dunque raggiunto: immensi mezzi di produzione petrolifere passano con la forza sotto il controllo di imprese occidentali, essenzialmente americane, un numero colossale di armi e di munizioni sono vendute, ma anche testate in condizioni reali su degli esseri umani, come l’uranio impoverito nelle granate, un paese è saccheggiato in modo molto organizzato perché bene preparato, come lo furono i musei di Bagdad, servendo contemporaneamente la criminalità degli stati e delle mafie, delle popolazioni sono violentate e massacrate, nutrendo gli istinti psicopatici scatenati in questi momenti di barbarie.
Le emozioni contraddittorie  emesse sono quindi al loro culmine, sono di una straordinaria potenza caotica che alimenta  la sete dei burattinai dall’alto della piramide. In un tale caos, il controllo è perfetto per loro, risponde a tutti i loro bisogni e i burattinai del piano inferiore trovano anche il loro torna conto in termine di riconoscenza, di business e di potere rinforzato. Nel frattempo, quelli che tirano i fili su diversi gradi della piramide si sono considerevolmente arricchiti. Che i scettici facciano le proprie ricerche, per esempio sull’arricchimento personale della famiglia Bush durante questi due episodi della guerra contro l’Iraq, che guardano dunque gli organigrammi delle grandi imprese dell’armamento e del petrolio (come il gruppo Carlyle) e i benefici ricavati da queste guerre dai loro, molto in vista, amministratori e i loro azionisti.
Bisognerà aspettare qualche anno per vedere dei giornalisti degni della propria professione rivelare a quale agenzia privata di relazioni pubbliche il Pentagono aveva affidato il compito di far ribaltare l’opinione mondiale verso la guerra, e che questa donna in grado di sconvolgere il mondo con la sua falsa testimonianza era la figlia dell’Ambasciatore del Kuwait all’ONU. Ciò che molta gente non sa ancora oggi.
Con il rischio di scioccarne alcuni, l’altro lato della medaglia serve al finale gli stessi interessi. Per rimanere su un altro esempio concreto, la propaganda fatta sul riscaldamento climatico. Parlo di “propaganda” perché al contrario di ciò che fa passare la comunicazione globale sull’argomento, non c’è nei fatti un consenso sull’argomento nel mondo scientifico, solamente, si lascia i micro aperti soltanto a quelli che difendono la tesi di un deregolamento del clima provocato dall’inquinamento umano. Certo esiste e non è il rispecchio di un mondo armonioso e rispettoso della vita, ma se rimane inammissibile, è tuttavia quasi insignificante rispetto ai vasti equilibri climatici in gioco.
L’intero sistema solare si sta riscaldando, non solo la terra che peraltro potrebbe anche conoscere delle ere glaciali in certi posti, come l’attività del nostro sole lo lascia pensare a certi scientifici. Poiché è verso il sole, o piuttosto dei soli, che bisogna guardare. Ma è un altro argomento.
Ciò che ci interessa qui è notare che innanzitutto, il movimento generale delle ramificazioni ecologiche nate da questa propaganda si orienta soprattutto verso nuove tasse e misure insignificanti rispetto all’obiettivo ricercato, che alimentano sempre lo stesso sistema, che questo movimento divide ancora gli uomini, provoca delle emozioni e alimenta cosi la lotta e il conflitto. Se non sembrano  totalmente inutili da un punto di vista “locale” – poiché è capitale sapere dire di “no” – dal loro carattere istituzionale niente in fondo cambierà con queste lotte. Del resto, sono anni che si protraggono senza alcun progresso importante : la nostra terra è ogni giorno di più rovinata e le sue risorse maggiormente saccheggiate. Questo va addirittura accelerandosi.
E’ tempo di svegliarsi, di percepire che queste guerre sono tutte l’espressione di un palcoscenico e non siamo stati fino ad ora i registi, ma soltanto gli attori diretti  loro malgrado perché poco inclini a assumere le proprie responsabilità di esseri umani e a risvegliare la propria coscienza. Non si tratta di rivoltarsi contro i registi, non si tratta di provare a prendere i fili che ci agitano sul palcoscenico, non si tratta di sedersi e mettersi in sciopero, non si tratta di lamentarsi, non si tratta neppure di piangere contro cosi tante ingiustizie o di impotenza, e ancora meno di entrare nella paura di fronte ciò che rivelerà, sempre di più durante le prossime settimane, la voragine vertiginosa dell’ingenuità e della sottomissione che furono le nostre.
Si tratta semplicemente di non alimentare più nulla di questo gioco che serve gli interessi molto lontani dal benessere dell’umanità, si tratta di deporre il costume a terra e di lasciare il palcoscenico, senza odio e senza violenza, ma con una determinazione implacabile e serena, come un grande respiro che ci libera da uno sforzo intenso e penoso.
Cosa pensate che faranno i registi quando il palcoscenico sarà deserto? Il loro teatro sarà vuoto e i produttori se ne andranno. In realtà, alcuni sono già andati via a cercare altri teatri da investire, altri mondi di cui nutrirsi. Non rimane qui ora che spettatori sonnolenti, i tecnici e il resto del generico che pensa ancora che il teatro si riempirà di nuovo, che tutto non è finito per loro. Il loro tentativo di costruire il loro famoso nuovo ordine mondiale sarà addirittura chiamato dai spettatori in preda al panico e questi si perderanno verso una nuova esperienza che li manterrà ancora lontani per un tempo dalla loro vera essenza. Oscureranno ancora per un po’ la notte agitando i loro vecchi spaventapasseri e applicando le vecchie ricette già provate, come la grande crisi sistemica che si annuncia, ma questi spaventapasseri non spaventano più nessuno tranne quelli che dormono ancora profondamente e quelli che non hanno ancora affermato la propria determinazione a ignorarli.
Il loro tempo è finito, un altro modo di vivere è già riapparso e brilla in numerosi luoghi della notte della terra. Abbiate fiducia in ciò che siete e determinati a non entrare mai nella paura, giratevi verso il mondo che desiderate, chiamatelo a nascere e a esserne i creatori. Molto presto niente sarà come prima.
Fraternamente,
© Il Traghettatore – 27.06.2011 – Tradotto da Stéphanie - Versione originale francese
http://www.urantia-gaia.info > La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione di non associarlo a fini commerciali, di rispettare l’integralità del testo e di citare la fonte.

À propos de Le Passeur

Nomade sur le chemin...



















martedì 20 novembre 2012

Dare forma. Ma cosa significa amare? (Da Spiritualità Quotidiana)

Cos'è che spinge due persone a mettersi insieme?
Fino a che punto, e da quale momento abbiamo la possibilità di scegliere?
Qual è il ruolo delle nostre credenze?
Le credenze da dove arrivano? Sono parte di un disegno karmico (creato in altre vite, in altre esistenze)?
E se la personalità umana è una entità "fuori Legge" (poiché tutto in Natura fluisce e dona, mentre essa trattiene per sé), non sarà che comunque è una parte fondamentale del puzzle?

Imparare ad amare? ... Sì, questo è lo Scopo. 

Ma cosa significa amare?
E può l'amore prescindere dall'amore di noi stessi?
Si può avere paura di amare, o di avvicinarsi a qualcuno che sentiamo potremmo amare?
E quanto, in questa ruota, è tutto frutto della nostra "programmazione" piuttosto che della nostra libertà?
Che dire, poi, degli Oscuri che cospirano affinché l'essere umano ignori il suo potere creativo e rimanga misero quale è, di modo che la sua energia venga spremuta per nutrire altri intenti?

La risposta non è attraverso la mente.
La risposta è nel sacro, in ciò che libera.
Non è dalla materia che dobbiamo liberarci, ma dalla illusione della paura.
La paura è il grande Guardiano della Soglia che nulla teme, eccetto un cuore colmo di verità.
Di qua, da questa parte del confine, alcuni scorgono già cosa c'è al di là del Guardiano. E allora capiscono che l'amore e la gioia non piovono dal cielo, ma sono conquiste.

Perché continuiamo a stare dove stiamo, se non ci dona felicità?
E' giusto assecondare ciò che la Vita ci porta, così come ce lo pone, o stiamo solo ubbidendo a qualcosa a cui non dovremmo ubbidire?




E se la risposta non esistesse?
Se non ci fosse alcuna risposta da cercare... ma da "essere"?
Siamo universi racchiusi in un corpo, siamo collettività di luci e ombre.
La mente ci ha imprigionato, dopo che l'emozione ci ha indebolito.
Questo non deve più accadere.

Quando ignoriamo gli Dei della Forma, allora essi si vendicano incatenandoci alla forma delle nostre illusioni.
Noi ignoriamo... per paura.
Perché la verità è temibile.
Perché crescere richiede esserci.
Ed esserci significa scegliere, significa lasciare da una parte, prendere dall'altra. Significa riconoscere, vedere... dare forma.
Quando scegliamo, andiamo oltre ogni domanda.
Quando scegliamo, onoriamo la forma.

Se indugiamo e non scegliamo mai, invece, pian piano saremo scelti dalla non-vita, e l'unica forma che potremo costruire sarà quella del nulla.


Fonte:  Dare forma

domenica 5 agosto 2012

Prima del passaggio della cruna (Le Passeur) (06)

 

Dal Traghettatore (Le Passeur)
Ho pubblicato meno questi ultimi giorni. Non vi dimentico però, abbiamo tutti meno da dire, in quanto, tutto ciò che è importante oggi succede dentro, nell’intimità dell’essere. Siamo tra due mondi, nel vuoto apparente in cui le pressioni del barometro cadono in fretta prima della grande tempesta. Non sono soltanto i più sensibili a sentire questa depressione, in realtà tutti la sentono e si esprime poco o per niente. I meno sensibili alla natura delle energie che ci sconvolgono, lasciano nascere in sé stessi un’ansia crescente.
Ma tu che leggi queste linee, farai la stessa cosa? Ti distoglierai dalla gioia semplice che stava crescendo in te?
C’è una tale convergenza delle linee del tempo – ovvero una grande prossimità tra i futuri paralleli possibili -  bisognerà sostenere solidamente la propria intenzione di un avvenire che ci convenga. Esistono dunque sempre diverse possibilità e una di queste ci riguarderà sempre personalmente. E’ meglio che sia quella che corrisponda ai nostri desideri.  Se è abbastanza chiaro, che tutti quelli che si sono svegliati in questi ultimi anni o in queste ultime settimane, sono qui per essere, ognuno alla propria misura, i pilastri sui quali verranno ad appoggiarsi provvisoriamente, il momento venuto, gli altri. Rimane vero che il contesto del libero-arbitrio permette che ogni possibilità di slittamento sia possibile.  Per riassumere, alcuni “volteranno gabbana” forse senza averne coscienza  all’ultimo minuto. E’ così.
Per tanto bisogna essere consapevoli che la paura – lo ripeto ancora e sempre – ma anche l'apprensione per il domani, la preoccupazione per gli altri, sono le frecce più ardenti dei servitori dell’ombra, contro gli artigiani della luce. Siccome quelli sanno perfettamente ciò che sta per accadere ed accarezzano sempre la speranza illusoria di prenderne in un modo o nell’altro il controllo, attizzano il fuoco scoccando a tutto andare i loro tratti deleteri. Bugie e verità mischiate sono tirate a sciami per seminare la più grande confusione. E a leggere ciò che leggo sul web, proveniente anche da persone sincere e che pensano di fare la cosa giusta, l’interferenza funziona piuttosto bene. Ci vorrà una bella dose di carattere forte e deciso ed un ancoraggio serio per mantenersi, con calma, diritto nella tempesta e portare alta la fiaccola che indicherà la via agli smarriti. Si vede già, ai primi “bagliori” delle “prime linee”, i meno forti preoccuparsi di tutto e di niente e pronti a barricarsi se non hanno l’apertura di fuggire a gambe levate. Scappare dove del resto? Me lo chiedo. Che questi si riprendano, abbiamo bisogno di tutti sul ponte e nessuno nel fondo della stiva.
Non arriva la guerra, ancora meno la fine del mondo! Ciò che sta per arrivare dopo la fase di caos è meraviglioso. E lo ricordo ancora una volta, se ci sono partenze da questo mondo (e verrà il momento in cui ci saranno) si faranno tutte secondo ciò che le anime hanno programmato per loro stesse e la scelta finale che hanno fatto qualche tempo fa, in funzione della propria esperienza presente. Che cosa temete? Su che cosa piangereste già? Non c’è morte altrove che in letteratura, tutto è soltanto passaggio da uno stato verso un altro, cogliendo al passaggio i frutti della propria esperienza per affrontare meglio la prossima. La calma tornata, vedrete quelli che vi sono cari  tanto quanto vorrete, ma come è stato detto tante volte: «lasciate i morti seppellire i morti». Lasciate passare i vostri dispiaceri, dimenticate le commemorazioni, giratevi verso la vita, è qui di fronte a voi, all’uscita della crisalide. Spingete sul bozzolo, aprite le vostre ali ed offritevi  ai soli nascenti.
Le grandi tribolazioni verranno quando sarà il momento e questo sarà la volontà della nostra Terra che cerca il suo nuovo equilibrio alla fine dell’avventura “ante”-umana. Pulirà i danni e ridisegnerà lo scenario che sarà propizio, questa volta, all’avventura umana. Quando spunterà l’alba dei soli di questo nuovo giorno, non ci crederemo. Ci sederemo  su una pietra e lasceremo questo caldo nuovo e penetrante cancellare il freddo della lunga notte che abbiamo vissuto.
Mi ripeto, ma nessuno oggi, né in alto né in basso, può dire quando e come gli eventi si svolgeranno. Dimenticate dunque i falsi profeti, anche se sono sinceri, e smettete quindi di preoccuparvi delle voci e delle diverse teorie catastrofiche che hanno invaso di proposito il web. Vivete! Incarnate ciò che siete fino in fondo, nella semplicità più grande possibile, nella gioia più infantile di svegliarsi ogni mattina su un pianeta straordinario, nella condivisione naturale delle ricchezze infinite con quelli che, come voi, vibrano nella vostra energia presente. Poco importa se la gioia si trova nella buccia della cipolla che state preparando, il piatto che state lavando o la contemplazione di una nuvola su una montagna. Ciò che importa, è di non lasciare niente in giro in voi sotto il tappeto di non risolto, di non illuminato, di essere presente a voi stessi, consapevoli della bellezza primaria del mondo, pronti a vivere senza maschera ciò che state diventando e di aprirvi semplicemente agli altri. Sono come voi, gli altri. Percepiscono anche loro che qualcosa sta cambiando e per legge di risonanza, quelli che vi corrispondono verranno a voi e andrete anche verso loro se non vi chiudete nella vostra bolla di sopravvivenza.
Ho fatto la scelta di non parlarvi degli eventi sismici e vulcanici che non smettono di amplificarsi, né della «cometa» Elenin e del suo possibile corteo, né del crollo economico in corso, né dell’attività del nostro Sole, né dei tentativi degli oscuri burattinai di rendere ancora più oscuro il nostro mondo. Tuttavia ne fanno quelli, dalle loro menzogne sulle guerre dette di «liberazione»  che scatenano un po’ ovunque alla contaminazione nucleare in cui è immerso il Giappone e una parte del mondo. La mia intenzione non è mettere la testa nella sabbia perché è importante essere consapevoli delle regole del gioco che ci è stato imposto, ma a questo punto, l’essenziale non è più lì. Non serve più ora indugiare troppo, sia sugli atti scuri perpetrati contro la vita, sia sugli eventi naturali in corso che sconvolgeranno probabilmente il quotidiano delle nostre vite. O se provate il bisogno di farlo, fattelo con distacco, senza coinvolgimenti emozionali.
Finora si è trattato di misurare la temperatura per essere sicuri di ciò che stavamo vivendo, che era buono per noi, che era il momento giusto. Adesso  lo sappiamo e sappiamo dunque anche di quello che sta per succedere, lo aspettiamo da “eoni”. Voltiamoci quindi esclusivamente verso il bello e il buono. Portiamo in seno alla formidabile energia creatrice dei nostri pensieri la pace, l’amore senza condizioni e la serenità. Il tempo è giunto di assicurarsi che le nostre coppe siano vuote, quindi pronte a riempirsi, e di prepararci ad affrontare la cruna dell’ago che diventa il nostro orizzonte. Siamo un filo di Arianna indistruttibile che sta per passare la cruna perché è ciò che vogliamo, e l’universo “cangiante” che portiamo in noi si diffonderà sul gioiello che ci ha tanto amato e che abbiamo tanto amato. Non e più tempo di lacrime e tristezza, ma di gioia su ciò che si fa adesso. E qui.
Fraternamente,
In complemento di questo articolo vedere: Il passaggio della cruna
© Il Traghettatore – 16.09.2011 – Tradotto da Angie & Stéphanie - Versione originale francese
Publié le  par Le Passeur
http://www.urantia-gaia.info > La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione di non associarlo a fini commerciali, di rispettare l’integralità del testo e di citare la fonte.

À propos de Le Passeur

Nomade sur le chemin...

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

POST RECENTI DA BLOG SELEZIONATI