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martedì 6 novembre 2012

Inspiro, mi calmo; espiro, sorrido







Quando cominciamo a praticare

"inspiro, mi calmo;
espiro, sorrido",

quando facciamo qualche passo in modo piacevole e rilassato

siamo felici.

Non c'e ragione per cui dovremmo aspettare un mucchio di anni,

per essere felici: se pratichiamo in questo modo, è sicuro che
entro qualche anno saremo felici, ma siamo già felici anche
nel momento presente.


Thich Nhat Hanh







Possiamo essere felici già ora oggi stesso!

Perchè mai dovremmo aspettare il futuro per avere pace e gioia? 







Fonte: Inspiro, mi calmo; espiro, sorrido:






















sabato 29 settembre 2012

Buone Notizie! (025)

Buone Notizie! (025)

SALUTE E LAVORO
Contro lo stress lavorativo, arriva lo yoga aziendale 
Bastano 5 minuti al giorno per fare il pieno di energia, neutralizzare le negatività e recuperare la concentrazione: contro lo stress da lavoro arriva lo “yoga aziendale”. Un trend sempre più in voga nelle principali aziende europee, dove si praticano regolarmente Yoga, Tai Chi e Qi Gong e tecniche di rilassamento importate dall’estremo oriente.

 

COMUNICAZIONE
Perché sono più diffuse le cattive notizie? 
Guarda un telegiornale a caso, e noterai, sono certo che lo hai già notato da tempo, che la parte del leone la fanno le cattive notizie, la cosiddetta cronaca nera, anche se oggi il giornalista al Tg dice semplicemente: “E ora passiamo alle notizie.”
Perché le notizie sono quasi tutte cattive notizie? E’ davvero così nella realtà? No non lo è, ma sociologi, psicologi e psichiatri affermano che “la gente” vuole le cattive notizie, è morbosamente attratta da esse e quindi i media non fanno altro che dare quello che la gente vuole. Questo è vero, ma solo in parte. La verità è che le persone vogliono sentire parlare di delitti, crimini e misfatti solo dopo che si è fatto in modo che abbiano quel genere di interesse…

VOLONTARIATO
Disoccupato tinteggia la scuola e non chiede nulla in cambio 
Quarantenne disoccupato ha chiesto al sindaco della sua cittadina, Villafranca Padovana, di rendersi utile e, durante il mese di agosto, ha tinteggiato gratuitamente la scuola primaria. Lo ha fatto per non rimanere a casa a “girarsi i pollici” in attesa di trovare un lavoro che, di questi tempi, fatica ad arrivare. E non ha chiesto nulla in cambio.

 

CRESCITA PERSONALE
Come Essere Più Felice: 26 Semplici Modi per Riuscirci
Le persone più felici che conosco apprezzano ciò che hanno, mantengono la mente aperta a nuove idee e a nuove iniziative, usano il proprio tempo libero come strumento di crescita, amano la buona musica, i buoni libri e la buona compagnia.
In altre parole, ogni giorno fanno tante piccole cose per nutrire la propria felicità.
E' molto più facile di quanto sembri. Tutto ciò che ci aiuta a sentirci più positivi e gioiosi rappresenta una risorsa preziosa per il nostro benessere. Il risultato? Più felicità, più equilibrio, più armonia. Ecco allora delle semplici idee per iniziare ad alimentare la tua felicità.

BENESSERE
Fiori in casa: più colore e più salute 
Avere fiori freschi in casa non solo aggiunge una nota piacevole di colore, ma ha anche benefici sulla salute, il buonumore e rende perfino più attenti ai bisogni degli altri. Il giardinaggio, si sa, fa bene. Fa bene al fisico e alla mente. Ora però che ci avviamo verso la stagione fredda, di occasioni per restare in giardino o fuori ne avremo sempre meno. Come ovviare al “bisogno di natura”? Semplice: portando la natura in casa.


 

 

martedì 11 ottobre 2011

Esercizi § Yoga, La posizione delle mani

LA POSIZIONE DELLE MANI

"Dove va la mano, vanno gli occhi,
dove sono gli occhi è l'attenzione,
dov'è l'attenzione è l'emozione e,
con essa, l'estasi vibrante."
Nàtya Shastra

Hasta mudrā
Nelle correnti hindu durante le pratiche di respirazione, distacco, concentrazione e meditazione, le mani vengono mante­nute nel gesto della conoscenza, Jnana mudrà, dove i pollici e gli indici si uni­scono a formare un piccolo cerchio sim­bolo dello yoga, che è "unione", mentre le altre dita si distendono rilassate e il dorso delle mani viene appoggiato sulle ginocchia.

Nella pratica buddhista le mani sono in grembo, dove la sinistra sostiene la de­stra, i palmi sono rivolti verso il cielo e i due pollici si toccano.



LA POSIZIONE DEL BUSTO

Sharira mudrā
Si può scegliere ogni volta la posizione che si sente più adatta. La semplice posizione a gambe incrocia­te può andare benissimo. Chi è già praticante di yoga sa che Padmasana, o posizione del Loto, è senz'altro la posizione più adatta per mantenere a lungo l'attenzione mentale nonché l'immobilità e il busto ben dirit­to;

posizione del loto

anche tutte le varianti del Loto faci­litano l'adepto: loto parziale, posizione dei guerriero, posizione adamantina, po­sizione propizia.

Posizione adamantina


Quando non è possibile mantenere le gi­nocchia piegate ci si può tranquillamen­te sedere su di una sedia, sempre avendo cura di mantenere il busto ben diritto. Quando l'impedimento viene invece dalle anche, si può usare uno sgabello al­to circa 30 cm, con una lieve inclinazio­ne in avanti.


Un cuscino che sostenga la schiena è comunque sempre consigliabile.


 

***

Per la.pratica degli esercizi di distacco e di concentrazione ci sono altre posizioni attuabili:

1 • le mani sulla testa, con le dita in­trecciate
2 • le mani sotto alle ascelle, con i pol­lici fuori che esercitano una lieve pressione sui pettorali
3 • le mani dietro alla schiena, la destra tiene il polso sinistro e la sinistra è in Jnana mudrà
4 • le braccia sono conserte dietro alla schiena
5 • le mani aperte sul petto, la destra sopra alla sinistra
6 • le mani giunte dietro alla schiena, come nel gesto iniziale di saluto che si usa nella pratica yoga.

Tratto da "Yoga della conoscenza interiore" di Gabriella Cella Al-Chamali - ediz.Sonzogno

Fonte:
-
http://escidallabirinto.blogspot.com/2011/03/consigli-per-la-pratica.html


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sabato 20 agosto 2011

Il Ruolo della Volontà

Ricordando che per Assagioli la Volontà, oltre che Forte e Saggia, deve essere anche Buona, vi proponiamo la recensione di questo interessante e utile libro.


[Fonte]:

Il Ruolo della Volontà
Insegnamenti e metodi Yoga per trasformare tendenze e condizionamenti inconsci, per riscoprire le più elevate risorse umane e risvegliare le naturali sapienza e felicità latenti in ogni persona.
Prezzo € 14,00

La nostra esistenza è l'esito delle nostre scelte.

Ognuna di esse infatti determina la nostra vita di persone
in relazione con gli altri e in quanto individui singoli.

Ogni scelta ha alla base un atto volitivo,

dunque la volontà è l'albero motore della nostra esistenza.

Imparare ad educare e sviluppare la forza di volontà è uno dei primi requisiti per vivere come signori nella nostra dimora interiore ed evolvere al meglio con e per gli altri, fino a provare l'esperienza dell'Amore.

Il libro contiene insegnamenti e metodi Yoga che possono aiutare lo sviluppo di una volontà forte e saggia.

L'analisi delle cause principali di difetti caratteriali e di conseguenti malesseri esistenziali, chiarisce quali sono gli atteggiamenti, i comportamenti e le scelte sbagliate che ostacolano il risveglio delle più pregiate risorse interiori e quelli che invece favoriscono lo sviluppo delle naturali sapienza e felicità latenti in ogni essere umano.
Qui si trovano insegnamenti e pratiche che aiutano a resistere a pressioni e inquinamenti psicologici che oggi incalzano e minacciano l'umanità.

Con questo libro intendiamo offrire a chiunque lo legga strumenti per poter vivere con gioia, coerenza e libertà interiore, facendo scelte più consapevoli, utili al benessere e all'evoluzione spirituale e pratica, propria e altrui.

 


giovedì 7 aprile 2011

Karma-Yoga, Râja-Yoga, Jñâna-Yoga, Bhakti-Yoga (Vivekânanda)

«La parola Dio è stata applicata, da tempo immemorabile, all'espressione del concetto dell'Intelligenza cosmica e di tutto quanto vi è connesso di grande e di santo... Milioni di anime umane l'hanno identificata con tutto ciò che esiste di più alto e di migliore, con tutto ciò che è razionale, con tutto ciò che è degno di essere amato, con tutto ciò che è eroico e sublime nella natura umana».

C'è
la strada del lavoro (Karma-Yoga),
la strada della concentrazione (Râja-Yoga),
la strada della conoscenza (Jñâna-Yoga),
la strada dell'adorazione (Bhakti-Yoga).

Karma-Yoga

La parola karma non è presa nella sua concezione metafisica, per la quale indica gli effetti di cui le azioni da noi compiute in precedenti esistenze sono le cause. Viene applicata qui all'azione stessa, a tutte le forme di lavoro.

«Se proprio volete farvi un'idea del carattere di un uomo, non considerate le sue opere grandi. Il primo sciocco che passa può, in un istante della sua vita, comportarsi da eroe. Guardate piuttosto come un uomo compie le azioni più comuni: esse vi riveleranno il vero carattere di un grande uomo... Gli uomini di grande volontà che il mondo ha generati furono grandi lavoratori, anime di giganti, con volontà così potenti da sollevare dei mondi».

Senza disprezzare gli aspetti più umili della fatica umana, abbiamo il diritto di proclamare la superiorità del lavoro compiuto per amore del lavoro in se stesso, secondo la dottrina della Gîtâ. Colui che meglio lavora, agisce senza alcuno scopo; non lavora né per il denaro, né per la gloria, nemmeno per conquistare il cielo. L'azione compiuta sotto l'influenza di uno di questi scopi, sempre più o meno egoistici, ci lega una palla al piede. Il vero karma-yogin, invece, agisce in tutto disinteressatamente, e per ciò stesso si libera. Il Buddha è stato il «karma-yogin ideale»

«Anche se l'uomo non ha mai studiato alcun sistema di filosofia, anche se non crede né ha mai creduto ad un Dio, anche se non ha mai pregato nemmeno una sola volta nella vita, anche in questo caso, se il solo potere delle buone azioni l'ha portato a quello stato in cui è pronto a dare la vita, a dare tutto per il prossimo, egli è giunto allo stesso punto al quale è arrivato l'uomo religioso attraverso le preghiere ed il filosofo attraverso la conoscenza; vedete così come il filosofo, il lavoratore ed il devoto si ritrovino tutti su uno stesso punto, che è l'abnegazione».

«Che importa che ci sia il cielo o l'inferno, che ci sia un'anima o che non ci sia!  Ecco il mondo: è pieno di miseria. Andate in questo mondo, come il Buddha, e sforzatevi di diminuire questa miseria, o morite in questo sforzo!  Dimenticate voi stessi! Questa è la prima lezione da imparare, che voi siate teisti od atei, agnostici o vedantini, oppure cristiani, o maomettani!»

«Il Karma-Yoga è un sistema etico e religioso il cui scopo è quello di farci raggiungere la libertà attraverso l'altruismo e le opere buone».

Il Karma-Yoga, come pure gli altri yoga di cui tratteremo più avanti, può prendere alcuni procedimenti da un altro yoga, lo Yoga regale (Râja-Yoga), che Vivekânanda definisce anche Yoga psicologico: è la strada della concentrazione. Infatti, la concentrazione può avere la sua parte in tutti gli sforzi compiuti in vista dell'unione con Dio.

Râja-Yoga

«La scienza del Râja-Yoga si propone di offrire all'umanità un metodo pratico e scientificamente elaborato per giungere alla verità».

La parola verità indica qui la scoperta del Dio nascosto dietro le apparenze dell'universo; Dio al quale lo yogin si congiunge.
Secondo Patañjali «lo yoga consiste nell'impedire al contenuto mentale di assumere diverse forme». Queste forme sono le onde che agitano il lago del nostro spirito (o contenuto mentale), e impediscono così di vedere il fondo, il nostro vero Io.
Il Râja-Yoga comprende otto tappe, che è bene percorrere «sotto la guida personale di un maestro». Senza tale sorveglianza, alcuni esercizi potrebbero avere dannose conseguenze fisiche, intellettuali o morali.

Jñâna-Yoga

Affine al Râja-Yoga, ma più intellettualizzato, è lo Jñâna-Yoga: la strada della conoscenza.

«Scienza e religione sono due tentativi paralleli per aiutarci ad uscire dalla schiavitù... La religione si occupa delle verità del mondo metafisico, proprio come la chimica e le scienze naturali si occupano delle verità del mondo fisico».

Bhakti-Yoga

«II Bhakti-Yoga è una vera e sincera ricerca del Signore, una ricerca che comincia, continua e si conclude nell'Amore».

«...noi non sappiamo dove cercare l'oggetto vero, ma ogni amore ci spinge più avanti nella ricerca. Ogni volta, scopriamo il nostro errore». Giacché «l'amore non può esistere né per un oggetto limitato né presso un soggetto limitato».

Gli amori che precedono l'amore per Dio non sono che delle tappe.

«Dovunque sia qualche amore il Signore è presente. Egli è nel bacio dell'amante e dell'amata, della madre e del figlio, nel dono dell'amico all'amico, nel sacrificio dell'uomo all'umanità».

Prima di giungere a questo ideale di «vedere Dio in ogni cosa», possiamo vederlo nell'oggetto che preferiamo, poi in un altro, e procedere così a piccoli passi.
Bisogna arrivare all'«amore per amore dell'amore». Allora «l'Amore, l'Amante e l'Amato sono una cosa sola».

Il bhakta, in un'estasi suprema, s'identifica con l'Unità. Poi, dopo aver raggiunto la sopracoscienza, torna ad una forma meno eccezionale di adorazione, ad un puro amore sciolto da ogni interesse e da ogni desiderio.

«Adorare Dio con una bhaktì temperata di jñâna». La religione dell'avvenire si riconcilierà con la scienza.

«Io accetto tutte le religioni del passato, e con tutte adoro Dio, - dichiara Vivekânanda -. Lascio il mio cuore aperto a tutte quelle dell'avvenire. Il Libro delle Rivelazioni non è compiuto. È un libro meraviglioso. La Bibbia, i Veda, il Corano, tutti gli altri libri sacri non ne sono che poche pagine, e un numero infinito di pagine resta da sfogliare. Vorrei che questo Libro fosse aperto a tutte le pagine!... Salute, a tutti i profeti del passato, a tutti i grandi del presente, e a tutti quelli che verranno!».

  «Ciò di cui abbiamo soprattutto bisogno, è uno spirito di fraternità tra i diversi tipi di religione, giacché tutte insieme esse trionferanno o soccomberanno».


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Egli insiste perché, innanzi tutto, noi ci sentiamo forti e liberi. Il male si può riassumere in questa parola: debolezza. È spiacevole credersi un povero essere debole, votato al male ed al peccato. Dobbiamo far agire l'auto-suggestione in un senso tutto contrario. Dobbiamo persuaderci che portiamo Dio in noi: «Tu sei Ciò»

«Voi siete l'Io, il Dio dell'Universo. Dite: Io sono Esistenza assoluta, Beatitudine assoluta, Conoscenza assoluta. Io sono Lui. E, come un leone che spezza le sbarre della gabbia, spezzate le vostre catene e siate liberi per sempre!».

Liberi, potremmo essere eternamente felici.
La maggior parte degli uomini va per il mondo come se fosse inseguita da un poliziotto senza fermarsi a contemplare la bellezza della natura. L'universo appare come una prigione, dove alcuni affamati lottano per un boccone di pane.
Bisognerebbe vedervi piuttosto un campo di gioco. Giacché, in fondo, la vita è un gioco. «Tutto è gioco».
Già l'abbiamo visto: la virtù dello yogin si riconosce dal fatto che «tutto è per lui piacere», e che «ogni volto umano gli dà gioia».
«Com'è bello questo mondo»!

 

Fonte:
-
http://www.ramakrishna-math.org
Dove potete approfondire l'argomento, conoscere la vita di Vivekânanda e trovare altri interessanti temi.

Note:
Tra parentesi le citazioni di Vivekânanda.
II più grande discepolo di Râmakrishna è Narendranâth Datt, o più semplicemente Naren, detto, a partire da un certo momento, Vivekânanda, nome destinato ad esprimere il suo potere di discriminazione.
Vivekâ, in sanscrito vuol dire discernimento, discriminazione, tra il reale-assoluto e il relativo-contingente tra ciò che realmente si è e ciò che appare.
Ananda vuol dire beatitudine, gioia beata [http://it.wikipedia.org/wiki/Ananda_(induismo)].
Vivekânanda e qualificato con il titolo di swâmî (pronuncia: suami; titolo che, applicato ai membri di un'organizzazione religiosa, si potrebbe benissimo tradurre come reverendo).

Link:
-
http://www.sriaurobindoyoga.it/swami_vivekananda.htm
- Per approfondire il significato di Vivekâ:  http://en.mimi.hu/yoga/viveka.html (in inglese)

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