
Stimoli per lo Sviluppo della Coscienza Umana. Cultura: Arte, Scienza, Religione. Corpo, Mente, Anima, Spirito. Inconscio, Supercosciente, Transpersonale. Psicosintesi, Psicoenergetica, PsicoQuantistica. Etica. Blog BioPsicoSpirituale di Salvatore Caruso Motta. .:. Agenzia WolFox .
venerdì 17 giugno 2016
La creazione della realtà è una trappola per le anime | www.ecplanet.com

venerdì 29 aprile 2016
Il rifugio delle pecore (racconto)
Il rifugio delle pecore (racconto)
Un giorno un monaco si recò in visita a un maestro di meditazione illuminato e gli chiese: “Maestro, aiutami, perché mi trovo a un punto morto”.
Il maestro gli chiese: “Da quanto tempo sei monaco?”.
“Ormai da venticinque anni, signore”.
…Leggi altro ›
http://www.meditare.net/wp/racconti/il-rifugio-delle-pecore/
-- gReader
martedì 29 dicembre 2015
Sondaggio estemporaneo sulla Realtà:

martedì 22 settembre 2015
Stato di Felicità Interiore (Brahma Kumaris)
domenica 19 gennaio 2014
La Grande Illusione del Bene

Una volta un Amico mi ha detto:
"Dobbiamo lasciar cadere la Grande Illusione che facendo del bene saremo voluti bene: alcuni ci vorranno bene, è vero, ma altri ci odieranno e ci combatteranno. Guardate l'esempio del Cristo."

Immagini:
- http://www.vogliovivere.org//archivioWeb/non_stancarti_di_fare_il_bene.jpg
- https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiD-8-8F0TgK9CA4NZpla6lqapKICaL0YYRgUyyZnuxJV5MzO_B-5zVzcXgAl_3i3VuwWDLuu4k2HMPCu6xLov-fQ6zAFClQogbJjoNDLAFt8vILGWAbWSkrKkwlcLIL2W08-Az4q954lFd/s320/il+bene+ritorna.jpg
martedì 12 novembre 2013
Aspettative illusorie

Klimt, Il Bacio
Certe volte potremmo accorgerci delle nostre aspettative illusorie vedendole negli altri.
Una ragazza 25enne diceva:
- Ma è possibile che devo morire zitella?
- E poi che cosa chiedo?
- Voglio solo trovare un marito che sia bello, ricco e intelligente e che mi voglia tanto bene!
E lei non era né bella, né ricca, né intelligente e, quel che era peggio, non aveva neanche un bel carattere e non voleva bene a nessuno…
martedì 15 ottobre 2013
Controcorrente: inconscio, immaginazione creativa, futuro…
Sono numerosi gli articoli in cui si afferma che gli uomini possono creare il presente ed il futuro, riprendere le redini della vita e della storia. E’ sufficiente usufruire dell’immaginazione positiva, valorizzare il potere dell’intenzione attingendo al campo quantico che è l’inconscio collettivo.
Parole a vanvera o questi studi contengono un briciolo di verità?
Sono studi di taglio per lo più consolatorio ed esortativo (“Sorridi e la vita ti sorriderà”) in cui qualche idea scientifica e filosofica è piegata per suffragare la tesi secondo cui tutto dipende dall’intenzione.
Senza disconoscere le prodigiose risorse della Coscienza, ci sembra che spesso si vendano illusioni.
In primo luogo l’equazione tra campo quantico ed inconscio collettivo è, per lo meno, discutibile. Sono proprio i fisici quantistici ad ammettere che il microcosmo è enigmatico, indecifrabile. Sono proprio gli psicologi seri ad ammettere che l’inconscio collettivo è una dimensione sfuggente, sfingea. Tuttavia qualcuno non solo è sicuro di conoscerne tutti i segreti, ma persino identifica le due “realtà”.
E’ vero: l’inconscio usa un linguaggio che non è quello ordinario. Esso si esprime per immagini e per emblemi, per mezzo di segni alogici. Allora per tale ragione non si comprende in che modo il soggetto (l’io empirico) possa dominarlo, anziché almeno in una certa misura esserne guidato.
Nessuno sa di preciso che cosa sia l’inconscio (meglio sarebbe definirlo “transconscio”, ossia sfera della psiche che trascende l’individuo), ma, stando alle interpretazioni correnti, esso è il direttore dell’orchestra, non l’orchestrale. Postulare l’esistenza dell’inconscio significa limitare ulteriormente, se non annichilire, l’ambito della libertà umana, giacché impulsi inconsapevoli, archetipi, energie incontrollate (libido) agiscono su un io che è in gran parte ignaro del magma ribollente sotto la soglia della coscienza. [1]
Può l’immaginazione creativa, può il pensiero positivo invertire la direzione della sorte ed imbrigliare le energie sotterranee di modo che esse cambino radicalmente le cose?
Non possiamo escluderlo, ma finora non si hanno testimonianze significative e chiare di tale influsso. Le ipotesi sono molteplici, numerosi gli esperimenti; manca ancora un modello teorico in grado di spiegare in che modo la Coscienza possa incidere sugli eventi.
Un campo in cui l’azione dell’inconscio è considerata notevole è quello delle patologie: alcuni ricercatori affermano che parecchie affezioni trovano la loro “causa” in conflitti e traumi di cui il paziente non è conscio o perché sono sepolti in strati profondi della psiche o in quanto addirittura risalgono a genitori ed avi da cui certe “ferite” sono state ereditate. Se è veramente così, il cerchio del libero arbitrio risulta ulteriormente ridotto, mentre la speranza di guarire sarebbe riposta nella possibilità di enucleare il rimosso e di desublimarlo. Purtroppo è difficile che si riesca ad individuare la vera radice dell’affezione per estirparla.
Se davvero la fantasia creativa e la “legge dell’attrazione" sono efficaci, se attingono al cosiddetto campo quantico, esse forse prescindono, a nostro avviso, dal numero e dalla cosiddetta “massa critica”, essendo non-locali e non quantitative. Teoricamente sarebbe sufficiente l’immaginazione eidetica di una sola coscienza per plasmare una vita rinnovellata ed addirittura per creare un altro universo emancipato dal male. Se ciò non accade (finora non è accaduto… speriamo avvenga in un futuro prossimo), significa che qualcosa non quadra. Significa che alcuni, anche se in buona fede, ci stanno additando dei miraggi. Purtroppo la realtà pare diversa, più ostica e dura.
Ci doliamo se, con questa breve riflessione, abbiamo dissipato dei sogni. Andiamo controcorrente, anche quando tale condotta potrebbe suscitare disincanto. E’ preferibile, però, una piccola, concreta certezza ad una grande illusione.
[1] Potrebbe coincidere con l’akasha della tradizione orientale.
Fonte: http://zret.blogspot.it/2013/10/controcorrente.html#.Ul001tKRErI
venerdì 1 febbraio 2013
Aforismi Diacronici (140-149)
140. Se siamo dei tipi molto ordinati, molto probabilmente, abbiamo una parte nascosta molto disordinata...
141. Impermanenza. Ogni cosa ha la sua durata, dal più piccolo insetto della Terra alla Stella più grande dell'Universo, all'Universo intero…
142. Spesso ci puniamo per colpe che non abbiamo commesso e ci premiamo per meriti che non abbiamo guadagnato.
143. Ma come è possibile che, delle volte, ci facciamo male da soli!?
144. Anche percorrendo dei sentieri spirituali spesso si incontrato delusioni, amarezze e disinganni, allora, forse, dovremmo chiederci se non li abbiamo affrontati carichi di illusioni, sentimentalismi e credulità.
145. La solidarietà umana oscilla tra "Non sono fesso e non mi lascio fregare" e "Quanto sono bravo , quanto sono buono". Poi c'è quella solidarietà che possiamo definire "divina" e, allora, il discorso è un altro...
146. Per gli Egizi la Morte era: "Uscita alla Luce".
147. Certe volte la vita somiglia ad un garage: se fosse qualche centimetro più grande la manovra verrebbe perfetta...
148. Avete notate che di moltissime cose si possono vedere tante sfaccettature? E che spesso tendiamo a vederne solo una?
149. Sorridi alla vita, che la vita ti sorride,
e se non ti sorride, sorridi lo stesso,
sorridi a te stesso...
di Resalvato
domenica 13 gennaio 2013
Felicità interiore
né a vecchie illusioni di condizionarmi. Creo con la mia mente
uno stato di felicità interiore.

martedì 20 novembre 2012
Dare forma. Ma cosa significa amare? (Da Spiritualità Quotidiana)
Fino a che punto, e da quale momento abbiamo la possibilità di scegliere?
Qual è il ruolo delle nostre credenze?
Le credenze da dove arrivano? Sono parte di un disegno karmico (creato in altre vite, in altre esistenze)?
E se la personalità umana è una entità "fuori Legge" (poiché tutto in Natura fluisce e dona, mentre essa trattiene per sé), non sarà che comunque è una parte fondamentale del puzzle?
Imparare ad amare? ... Sì, questo è lo Scopo.
Ma cosa significa amare?
E può l'amore prescindere dall'amore di noi stessi?
Si può avere paura di amare, o di avvicinarsi a qualcuno che sentiamo potremmo amare?
E quanto, in questa ruota, è tutto frutto della nostra "programmazione" piuttosto che della nostra libertà?
Che dire, poi, degli Oscuri che cospirano affinché l'essere umano ignori il suo potere creativo e rimanga misero quale è, di modo che la sua energia venga spremuta per nutrire altri intenti?
La risposta non è attraverso la mente.
La risposta è nel sacro, in ciò che libera.
Non è dalla materia che dobbiamo liberarci, ma dalla illusione della paura.
La paura è il grande Guardiano della Soglia che nulla teme, eccetto un cuore colmo di verità.
Di qua, da questa parte del confine, alcuni scorgono già cosa c'è al di là del Guardiano. E allora capiscono che l'amore e la gioia non piovono dal cielo, ma sono conquiste.
Perché continuiamo a stare dove stiamo, se non ci dona felicità?
E' giusto assecondare ciò che la Vita ci porta, così come ce lo pone, o stiamo solo ubbidendo a qualcosa a cui non dovremmo ubbidire?
E se la risposta non esistesse?
Se non ci fosse alcuna risposta da cercare... ma da "essere"?
Siamo universi racchiusi in un corpo, siamo collettività di luci e ombre.
La mente ci ha imprigionato, dopo che l'emozione ci ha indebolito.
Questo non deve più accadere.
Quando ignoriamo gli Dei della Forma, allora essi si vendicano incatenandoci alla forma delle nostre illusioni.
Noi ignoriamo... per paura.
Perché la verità è temibile.
Perché crescere richiede esserci.
Ed esserci significa scegliere, significa lasciare da una parte, prendere dall'altra. Significa riconoscere, vedere... dare forma.
Quando scegliamo, andiamo oltre ogni domanda.
Quando scegliamo, onoriamo la forma.
Se indugiamo e non scegliamo mai, invece, pian piano saremo scelti dalla non-vita, e l'unica forma che potremo costruire sarà quella del nulla.
domenica 21 ottobre 2012
Niente da Perdere, Niente da Raggiungere
Da acquisire invece non c’è nulla perché ciò che viene cercato è ciò che è sempre presente, squisitamente imperdibile. Ovunque vada, qualunque cosa succeda “io” sono sempre qui. Non posso perdermi, dunque perché sento necessità di ritrovarmi?Questo accade perché ho creduto di essere qualcuno o qualcosa che non sono. Sono abituato a pensarmi come un “oggetto”, un corpo, una persona, un impiegato, ecc. e per questo soffro nelle infinite limitazioni che mi auto-impongo. Anche se pre-sento di essere infinitamente più vasto rispetto a qualsiasi cosa possa percepire sono indotto a pensare che anche la mia vera natura debba essere un oggetto, dunque qualcosa sperimentabile ed acquisibile.
Ma non è così in quanto io sono ciò che rende possibile e sperimenta ogni oggetto senza essere a sua volta oggettivabile e sperimentabile.
Dunque è un’illusione sia il cercarmi come oggetto, sia il cercarmi in sé in quanto, come si è detto, sono squisitamente imperdibile. Quindi ciò che che separa “me” dalla mia vera natura è solo ed unicamente l’idea che essa sia qualcosa da raggiungere, conquistare, afferrare.
In questo sforzo di realizzarmi, di ritrovarmi, mi perdo.
Smetto di cercarmi ed ecco che ritrovo qualcosa che non è mai andato perduto: dal diradarsi delle nebbie della ricerca emerge ciò che sono sempre stato e sempre sarò.
Dunque si tratta di vedere la questione nella sua brutale semplicità: niente è andato perduto e nulla deve essere ritrovato e riacquisto.
Ciò che cerchiamo è ciò che è sempre presente.
Possiamo Esserlo, esserne coscienti ma non ridurlo ad oggetto di esperienza. L’averlo ridotto a qualcosa da raggiungere ha prodotto l’illusione della sua perdita e le infinite vie per riacquisirlo.
Concludendo se esiste un Risveglio è la fine di un’illusione, il dissolvimento del sogno di qualcuno che deve realizzare qualcosa, così come di qualcuno che ritiene di perdere o ottenere qualcosa.
La nostra vera natura infatti non conosce né diminuzione, né guadagno.
Queste sono infatti categorie che riguardano la parte, non la Totalità indifferenziata che siamo.
FONTE: NONDUALE
giovedì 7 giugno 2012
Permettete l'Amore Incondizionato

domenica 3 giugno 2012
Al di là dell’illusione si aprono i veli (Le Passeur) (04)
Al di là dell’illusione si aprono i veli
Dal Traghettatore.
E’ salutare capire bene ciò che significa questa bolla fittizia così “pregnante”. E’ la manifestazione artificiale, ma veramente concreta del nostro sentimento di separazione. La si porta ovunque con noi, condiziona i nostri rapporti con gli altri e la nostra apertura verso ogni percezione. Concretamente, ci induce spesso a percepire il forestiero che si avvicina con un primo sentimento (dipende a seconda delle culture) di diffidenza e a volte perfino di difesa. Quando in realtà, potendo accogliere con il sorriso e nella gioia di una condivisione possibile in mezzo a una nuova esperienza che ti arricchisce, opponiamo all’istante una maschera da guerriero che nasconde la paura, ancora una volta, di vedere la propria bolla di sicurezza, del tutto illusoria, toccata nella sua integrità. Ciò che si chiama un sentimento di diffidenza: diffido di colui che non conosco, e chi potrebbe invadere il mio spazio vitale.
Nel corso della nostra storia, il sentimento di separazione è esistito perché la bassa frequenza della matrice di vita che è stata la nostra, ha costruito questo sentimento. Ogni essere il cui lavoro su se stesso ha aumentato la sua frequenza vibrazionale, è stato in grado di dissolvere una parte più o meno importante di questo sentimento di separazione. Alcuni essere eccezionali, che spesso hanno dedicato una vita a questo compito, sono riusciti a raggiungere il punto della fusione. Oggi la vecchia matrice è praticamente dissolta e la nuova griglia energetica che si sta tessendo intorno alla terra non lascia più spazio al sentimento di separazione né ad altri sentimenti involuti che andrebbero a inquinare il suo spazio (vedi quest’articolo). Ogni cosa che vive sulla terra deve dunque fare una scelta, in coscienza o no, di seguire il movimento e di restare lì, oppure no.
In questo stato “di essere” ogni cosa diventa semplicissima, la gioia di vivere è onnipresente e la luce in sé risplende. Non si entra più in conflitti perché si è in grado di vedere nell’altro come in un libro aperto, la ferita in lui che si manifesta. E’ la compassione che sostituisce la reazione, ed è un balsamo di guarigione per colui che la riceve, anche se è possibile che non la percepisca così. Un po’ alla volta in ogni caso, i conflitti non si presentano più, perché non fanno più parte della nostra realtà. La frequenza vibrazionale in cui nascono e crescono non è più la nostra e la realtà si allontana.> La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione di non associarlo a fini commerciali, di rispettare l’integralità del testo e di citare la fonte.
domenica 6 maggio 2012
La voce al di là del caos (Le Passeur) (03)
La voce al di là del caos
Se si tratta di un computer più normale, quello di ognuno di noi, inizierà a fare “bug” (alterazione delle funzionalità e del comportamento nell’uomo). Poi il programma utilizzato si arenerà (malattia o perdita di funzionalità). Il processore si surriscalderà (il cervello gestisce sempre meno bene la situazione). E i ventilatori gireranno a pieno regime (consumazione eccessiva di energia e stanchezza). Infine, la macchina finirà per arenarsi al livello del sistema “operativo” (esaurimento nervoso, comportamenti eccessivi e inusuali, arresti cardiaci, arresti cardiocircolatori) o distruggerà i suoi componenti o l'hard-disc (nell’uomo: memorie che saltano, stato di assenza totale, detto in altro modo… negazione).
Questo fenomeno si tradurrà, tra le altre cose, in percezioni inusuali, prima fugaci (è già cominciato), poi sempre più persistenti, che toccheranno i nostri cinque sensi, come quelli che si stanno già sviluppando, come la telepatia. O ancora con la sensazione di vivere una o più altre storie parallele alla nostra, a volte molto strane… ed esotiche. E infine, con il confronto alle nostre memorie anteriori a questa esistenza, memorie che possono essere non sempre confortevoli (vedi il risveglio in sé: la guarigione). Per chi non è affatto preparato a tutto ciò, le cose rischiano di essere molto sconvolgenti. I computer andranno in tilt di fronte a tutti questi nuovi dati che entrano da tutte le parti. Le reazioni saranno all’altezza delle perturbazioni generali, diverse secondo gli individui.
Aggiungiamo a questo che il crollo brutale dei sistemi genererà in certi luoghi dei disordini maggiori che non aiuteranno alla serenità degli animi. E’ possibile che certe manifestazioni della terra siano intense (anche questo è già iniziato), che la radioattività ambientale si intensifichi ancora (ci siamo), e che eventi astronomici entrino nel gioco. E per finire, in questo contesto caotico, non è impossibile che appaiono in maniera indiscutibile i nostri vicini di oltre spazio, il cui arrivo sembra preparato sempre di più intensamente dalle molteplici rivelazioni ufficiali fate su questo argomento recentemente. Immaginiamo a malapena il quadro… In questo miscuglio di dati nuovi crolleranno le certezze stabilite, bisognerà rimanere sereni e ben centrati in sé.
Come? Lasciando andare la mente. Smettendo di farci sopraffare dalle paure e dai tentativi disperati di controllare qualsiasi cosa. Occorre rivolgersi oramai alla nostra intuizione. A questa voce interiore che è quella dello spirito, del nostro sé, che non mente mai e rimane l’unica fiamma che il caos non possa soffiare. Qualsiasi cosa ci dica la nostra ragione (intendo dire con questo il pensiero che ragiona), dobbiamo ascoltare le scelte che si impongono a noi grazie alla nostra intuizione anche se possono apparire irrazionali, seguirla perché è lei che ha ragione. La nostra mente si sbaglia sempre, agisce soltanto nel quadro dell’illusione della matrice che ha conosciuto, e non ha nessuna competenza rispetto a quello che sta accadendo ora. La mente non sa fare cose nuove, si aggrapperà a ciò che conosce con l’energia di chi ha paura di morire. Il nuovo viene sempre dall’ispirazione, dall’intuizione che la manifesta alla nostra coscienza, abbiamo a che fare con il nuovo ora, poiché per la prima volta da molto tempo su questa terra, stiamo recuperando la nostra libertà, e in questo luogo benedetto fra tutti, ci risparmieremo il caos e indosseremo i nostri abiti del “sé” incarnando quello che siamo veramente.POST RECENTI DA BLOG SELEZIONATI
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