Visualizzazione post con etichetta Illusioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Illusioni. Mostra tutti i post

venerdì 17 giugno 2016

La creazione della realtà è una trappola per le anime | www.ecplanet.com




Salvatore Brizzi è noto al grande pubblico quale esperto ed autore di testi di successo relativi all’Alchimia trasformativa. Egli intende l’Alchimia come un’Arte e una Via che portano alla trasformazione psicologica degli individui.
In questo articolo ci propone un interessante e controverso tema che affronta in particolare “La creazione della realtà e la trappola planetaria”.

Il globo terrestre è allo stesso tempo un pianeta-scuola e una trappola per le anime. È un pianeta-scuola in quanto tutte le anime non sono altro che frammenti di Dio che si incarnano qui per sperimentare l’autocoscienza – la sensazione di esserci – e sviluppare qualità sempre nuove. Detto in altre parole, l’anima usa il corpo materiale – una macchina biologica – per attirare intorno a sé persone e circostanze che le permettono di sviluppare sempre più amore, fino a quando un giorno non si sentirà “Uno con tutte le cose”.
Ma questo pianeta è anche una trappola, in quanto ognuno di noi, una volta incarnato sul piano materiale, smette di essere l’Uno onnicomprensivo e si identifica totalmente con una particolare macchina biologica, dimentica il suo scopo evolutivo e, soprattutto, comincia a credere che esista un mondo “là fuori” sul quale non ha alcun controllo e del quale è succube.
Credere che il mondo sia qualcosa di separato da noi e non esclusivamente una nostra proiezione, è la causa prima di tutte le paure che ci affliggono. Le nostre paure originano infatti dalla superstiziosa credenza che possa esistere un mondo esterno a noi, separato da noi, il quale può agire su di noi indipendentemente dal nostro volere. Questo criterio totalmente fasullo di rapportarsi alla realtà è stato inventato, divulgato e viene tutt’ora alimentato da una élite di uomini che governa il mondo nell’ombra.
Ognuno di noi crea, spesso inconsciamente, le situazioni e le persone che gli sono più utili per compiere il passo successivo sul suo cammino evolutivo. Le persone e le cose non sono fuori di noi, bensì dentro di noi. L’anima – la coscienza – letteralmente materializza dentro di sé solo ciò di cui ha bisogno. Nella misura in cui noi siamo identificati – addormentati – nel corpo, non siamo coscienti di stare creando il mondo e quindi subiamo le decisioni della nostra stessa anima come se non fossero nostre. Solo il fatto di essere ancora troppo lontani dalla nostra essenza ci fa apparire improvvisi e inaspettati gli eventi della vita. Mentre nella misura in cui sentiamo di essere anima, diveniamo anche coscienti di stare materializzando tutto ciò che ci accade momento dopo momento. La conseguenza di questo nuovo atteggiamento è che svanisce ogni paura e diveniamo finalmente liberi.
L’élite che governa il mondo è costituita da individui estremamente intelligenti, raffinati conoscitori della psiche umana. Essi sanno bene che alimentando fra la popolazione la stupida superstizione che ci sia un mondo esterno alla coscienza capace di influenzare l’essere umano, questo rimarrà per sempre uno schiavo pieno di paura. Infatti non è un caso che la scienza, l’educazione, la politica, l’economia… siano tutte basate su questo paradigma conoscitivo: io e il mondo siamo due cose separate. Così il mondo diventa un idolo da adorare e temere. Questo è il paradigma della paura, della povertà, dell’insicurezza. Questo è il peccato dei peccati che ha costretto l’uomo ad abbandonare il Paradiso Terrestre. Crediamo che nel mondo possano nascondersi sorprese e pericoli inaspettati, quando invece nel mondo incontriamo sempre e solo noi stessi. Tutto appare inaspettato agli occhi di chi non si conosce.
Nani psicologici prigionieri della loro atterrita natura animale. Ecco in cosa si sono trasformati gli esseri umani. Come insetti strisciano sulla superficie del globo attendendo il momento in cui un piede li schiaccerà mettendo fine alle loro sofferenze. Quanto in basso siamo scesi noi guerrieri divini e immortali?!
Facciamo un esempio. Un giorno dall’ufficio del personale della nostra azienda ci comunicano che siamo stati licenziati. Cosa proviamo? Ognuno di noi reagisce con una manifestazione emotiva differente. Ognuno di noi reagisce secondo ciò che è. Qualcuno diventa aggressivo, un altro comincia a piangere, un altro è contento perché non vedeva l’ora di andarsene, un altro si sente perduto e tenta il suicidio… e così via. Un atteggiamento unico però li accomuna: tutti credono che il mondo si sia abbattuto su di loro dall’esterno. Chi di loro avrà il coraggio di pensare: “Io mi sono licenziato. Ho usato il mondo per licenziarmi. Affinché emergessero proprio le emozioni che mi stanno attraversando in questo momento!”. Vi ho appena dato una chiave magica, usatela in ogni circostanza e presto aprirete la Porta, non serve altro.
Sono le nostre emozioni a plasmare il mondo, e non viceversa. La realtà è fatta di luce, lo hanno scoperto anche in fisica, e questa luce è facilmente malleabile da parte della nostra coscienza, proprio perché è dentro la nostra coscienza. Siamo guerrieri, Portatori della Fiamma, signori incontrastati della nostra realtà… e invece deleghiamo al mondo esterno il potere di decidere quando ci è concesso essere felici e quando no. Abbiamo eletto il mondo esterno a nostro Dio, lo adoriamo, lo temiamo e ci prostriamo ai suoi piedi, infognati nella superstizione e ormai privi di ogni dignità dell’Essere. Credere alla materia è solo superstizione, perché il mondo è costituito solo di immagini. Le persone non esistono di per se stesse: i figli, i colleghi di lavoro, i partner… sono solo immagini che ci rimandano parti di noi che non vogliamo conoscere, non vogliamo affrontare, non vogliamo superare.
Lamentarsi, accusare gli altri, gli eventi, del nostro star male, è come accusare la nostra immagine allo specchio… e arrabbiarsi con lei… e aver paura di lei. Abbiamo il terrore di venire licenziati, di restare senza denaro, di subire un’aggressione per strada, di venire derubati, di ammalarci, di essere abbandonati dal partner… Siamo ipnotizzati da un fantomatico “mondo di fuori”. Crediamo che le disgrazie possano colpire “a caso”… non riusciamo a concepire un’Intelligenza Nascosta – la nostra – che crea gli eventi intorno a noi secondo le nostre necessità evolutive… e allora ci preoccupiamo di cosa potrebbe riservarci il mondo, quasi fosse una creatura divina onnipotente. La nostra idolatria e la nostra superstizione vengono abilmente usate da chi governa il pianeta per tenerci in uno stato di apprensione: crisi economica, immigrazione, terrorismo, pedofilia… Ma il mondo è solo uno stupido schermo privo di vita sul quale ognuno di noi proietta immagini di se stesso. In noi è la vita, e noi siamo i registi del film.
Questo è un Appello. Per gli anni che verranno servono guerrieri impavidi, uomini e donne, Portatori della Fiamma. La tromba del Giudizio è già squillata: uscite allo scoperto e radunatevi. Non sentite ardere la Fiamma nel petto mentre leggete queste parole? Il guerriero ha il vero potere perché sa che il mondo non può fargli nulla di male, il guerriero sa che vivrà solo le crisi e le sfide che gli serviranno… che lui stesso andrà creando per autoiniziarsi. Pertanto non ha più paura del mondo, e un essere senza paura sfugge a ogni gabbia psicologica… diventa imprevedibile… pericoloso.

venerdì 29 aprile 2016

Il rifugio delle pecore (racconto)

Il rifugio delle pecore (racconto)
Un giorno un monaco si recò in visita a un maestro di meditazione illuminato e gli chiese:  “Maestro, aiutami, perché mi trovo a un punto morto”.
Il maestro gli chiese: “Da quanto tempo sei monaco?”.
“Ormai da venticinque anni, signore”.

…Leggi altro ›
http://www.meditare.net/wp/racconti/il-rifugio-delle-pecore/
-- gReader

martedì 29 dicembre 2015

Sondaggio estemporaneo sulla Realtà:


1. La realtà è la sintesi fra mondo interiore e mondo esteriore?
2. La realtà è determinata dal mondo interiore?
3. La realtà è di fronte a noi e sta a noi scoprirla?
4. La realtà è ciò che percepiamo?
5. La realtà è determinata dall'osservatore?
6. La realtà è un'illusione?
7. La realtà è…? O non è? 
8. ???


.:.
_____________________________________

LINK: 


_____________________________________________________________

martedì 22 settembre 2015

Stato di Felicità Interiore (Brahma Kumaris)

Non permetto ad altri 
né a vecchie illusioni 
di condizionarmi. 
Creo con la mia mente 
uno stato di felicità interiore.
Brahma Kumaris Roma roma@it.brahmakumaris.org

martedì 12 novembre 2013

Aspettative illusorie

 

Klimt, Il Bacio

Certe volte potremmo accorgerci delle nostre aspettative illusorie vedendole negli altri.

Una ragazza 25enne diceva:
- Ma è possibile che devo morire zitella? 

- E poi che cosa chiedo?
- Voglio solo trovare un marito che sia bello, ricco e intelligente e che mi voglia tanto bene!

E lei non era né bella, né ricca, né intelligente e, quel che era peggio, non aveva neanche un bel carattere e non voleva bene a nessuno…

 


martedì 15 ottobre 2013

Controcorrente: inconscio, immaginazione creativa, futuro…

Sono numerosi gli articoli in cui si afferma che gli uomini possono creare il presente ed il futuro, riprendere le redini della vita e della storia. E’ sufficiente usufruire dell’immaginazione positiva, valorizzare il potere dell’intenzione attingendo al campo quantico che è l’inconscio collettivo.

Parole a vanvera o questi studi contengono un briciolo di verità?
Sono studi di taglio per lo più consolatorio ed esortativo (“Sorridi e la vita ti sorriderà”) in cui qualche idea scientifica e filosofica è piegata per suffragare la tesi secondo cui tutto dipende dall’intenzione.
Senza disconoscere le prodigiose risorse della Coscienza, ci sembra che spesso si vendano illusioni.
In primo luogo l’equazione tra campo quantico ed inconscio collettivo è, per lo meno, discutibile. Sono proprio i fisici quantistici ad ammettere che il microcosmo è enigmatico, indecifrabile. Sono proprio gli psicologi seri ad ammettere che l’inconscio collettivo è una dimensione sfuggente, sfingea. Tuttavia qualcuno non solo è sicuro di conoscerne tutti i segreti, ma persino identifica le due “realtà”.
E’ vero: l’inconscio usa un linguaggio che non è quello ordinario. Esso si esprime per immagini e per emblemi, per mezzo di segni alogici. Allora per tale ragione non si comprende in che modo il soggetto (l’io empirico) possa dominarlo, anziché almeno in una certa misura esserne guidato.
Nessuno sa di preciso che cosa sia l’inconscio (meglio sarebbe definirlo “transconscio”, ossia sfera della psiche che trascende l’individuo), ma, stando alle interpretazioni correnti, esso è il direttore dell’orchestra, non l’orchestrale. Postulare l’esistenza dell’inconscio significa limitare ulteriormente, se non annichilire, l’ambito della libertà umana, giacché impulsi inconsapevoli, archetipi, energie incontrollate (libido) agiscono su un io che è in gran parte ignaro del magma ribollente sotto la soglia della coscienza. [1]

Può l’immaginazione creativa, può il pensiero positivo invertire la direzione della sorte ed imbrigliare le energie sotterranee di modo che esse cambino radicalmente le cose?

Non possiamo escluderlo, ma finora non si hanno testimonianze significative e chiare di tale influsso. Le ipotesi sono molteplici, numerosi gli esperimenti; manca ancora un modello teorico in grado di spiegare in che modo la Coscienza possa incidere sugli eventi.
Un campo in cui l’azione dell’inconscio è considerata notevole è quello delle patologie: alcuni ricercatori affermano che parecchie affezioni trovano la loro “causa” in conflitti e traumi di cui il paziente non è conscio o perché sono sepolti in strati profondi della psiche o in quanto addirittura risalgono a genitori ed avi da cui certe “ferite” sono state ereditate. Se è veramente così, il cerchio del libero arbitrio risulta ulteriormente ridotto, mentre la speranza di guarire sarebbe riposta nella possibilità di enucleare il rimosso e di desublimarlo. Purtroppo è difficile che si riesca ad individuare la vera radice dell’affezione per estirparla.
Se davvero la fantasia creativa e la “legge dell’attrazione" sono efficaci, se attingono al cosiddetto campo quantico, esse forse prescindono, a nostro avviso, dal numero e dalla cosiddetta “massa critica”, essendo non-locali e non quantitative. Teoricamente sarebbe sufficiente l’immaginazione eidetica di una sola coscienza per plasmare una vita rinnovellata ed addirittura per creare un altro universo emancipato dal male. Se ciò non accade (finora non è accaduto… speriamo avvenga in un futuro prossimo), significa che qualcosa non quadra. Significa che alcuni, anche se in buona fede, ci stanno additando dei miraggi. Purtroppo la realtà pare diversa, più ostica e dura.

Ci doliamo se, con questa breve riflessione, abbiamo dissipato dei sogni. Andiamo controcorrente, anche quando tale condotta potrebbe suscitare disincanto. E’ preferibile, però, una piccola, concreta certezza ad una grande illusione.



[1] Potrebbe coincidere con l’akasha della tradizione orientale.

 

Fonte: http://zret.blogspot.it/2013/10/controcorrente.html#.Ul001tKRErI


venerdì 1 febbraio 2013

Aforismi Diacronici (140-149)

012912_214007

 

140. Se siamo dei tipi molto ordinati, molto probabilmente, abbiamo una parte nascosta molto disordinata...

141. Impermanenza. Ogni cosa ha la sua durata, dal più piccolo insetto della Terra alla Stella più grande dell'Universo, all'Universo intero…

142. Spesso ci puniamo per colpe che non abbiamo commesso e ci premiamo per meriti che non abbiamo guadagnato.

143. Ma come è possibile che, delle volte, ci facciamo male da soli!?

144. Anche percorrendo dei sentieri spirituali spesso si incontrato delusioni, amarezze e disinganni, allora, forse,  dovremmo chiederci se non li abbiamo affrontati carichi di illusioni, sentimentalismi e credulità.

145. La solidarietà umana oscilla tra "Non sono fesso e non mi lascio fregare" e "Quanto sono bravo , quanto sono buono". Poi c'è quella solidarietà che possiamo definire "divina" e, allora, il discorso è un altro...

146. Per gli Egizi la Morte era: "Uscita alla Luce".

147. Certe volte la vita somiglia ad un garage: se fosse qualche centimetro più grande la manovra verrebbe perfetta...

148. Avete notate che di moltissime cose si possono vedere tante sfaccettature? E che spesso tendiamo a vederne solo una?

149. Sorridi alla vita, che la vita ti sorride,
e se non ti sorride, sorridi lo stesso,
sorridi a te stesso...

di Resalvato


domenica 13 gennaio 2013

Felicità interiore

Non permetto ad altri
né a vecchie illusioni di condizionarmi.
Creo con la mia mente
uno stato di felicità interiore.

(Grazie a Carmine)

Amore e illusione

L'amore di cui comunemente si parla è generalmente un'illusione

martedì 20 novembre 2012

Dare forma. Ma cosa significa amare? (Da Spiritualità Quotidiana)

Cos'è che spinge due persone a mettersi insieme?
Fino a che punto, e da quale momento abbiamo la possibilità di scegliere?
Qual è il ruolo delle nostre credenze?
Le credenze da dove arrivano? Sono parte di un disegno karmico (creato in altre vite, in altre esistenze)?
E se la personalità umana è una entità "fuori Legge" (poiché tutto in Natura fluisce e dona, mentre essa trattiene per sé), non sarà che comunque è una parte fondamentale del puzzle?

Imparare ad amare? ... Sì, questo è lo Scopo. 

Ma cosa significa amare?
E può l'amore prescindere dall'amore di noi stessi?
Si può avere paura di amare, o di avvicinarsi a qualcuno che sentiamo potremmo amare?
E quanto, in questa ruota, è tutto frutto della nostra "programmazione" piuttosto che della nostra libertà?
Che dire, poi, degli Oscuri che cospirano affinché l'essere umano ignori il suo potere creativo e rimanga misero quale è, di modo che la sua energia venga spremuta per nutrire altri intenti?

La risposta non è attraverso la mente.
La risposta è nel sacro, in ciò che libera.
Non è dalla materia che dobbiamo liberarci, ma dalla illusione della paura.
La paura è il grande Guardiano della Soglia che nulla teme, eccetto un cuore colmo di verità.
Di qua, da questa parte del confine, alcuni scorgono già cosa c'è al di là del Guardiano. E allora capiscono che l'amore e la gioia non piovono dal cielo, ma sono conquiste.

Perché continuiamo a stare dove stiamo, se non ci dona felicità?
E' giusto assecondare ciò che la Vita ci porta, così come ce lo pone, o stiamo solo ubbidendo a qualcosa a cui non dovremmo ubbidire?




E se la risposta non esistesse?
Se non ci fosse alcuna risposta da cercare... ma da "essere"?
Siamo universi racchiusi in un corpo, siamo collettività di luci e ombre.
La mente ci ha imprigionato, dopo che l'emozione ci ha indebolito.
Questo non deve più accadere.

Quando ignoriamo gli Dei della Forma, allora essi si vendicano incatenandoci alla forma delle nostre illusioni.
Noi ignoriamo... per paura.
Perché la verità è temibile.
Perché crescere richiede esserci.
Ed esserci significa scegliere, significa lasciare da una parte, prendere dall'altra. Significa riconoscere, vedere... dare forma.
Quando scegliamo, andiamo oltre ogni domanda.
Quando scegliamo, onoriamo la forma.

Se indugiamo e non scegliamo mai, invece, pian piano saremo scelti dalla non-vita, e l'unica forma che potremo costruire sarà quella del nulla.


Fonte:  Dare forma: 

domenica 21 ottobre 2012

Niente da Perdere, Niente da Raggiungere

di NONDUALE


steps_to_sky_03


Per imparare un mestiere, una scienza o una dottrina bisogna acquisire conoscenze e concetti. Abituati a questa modalità siamo portati a pensare che valga lo stesso principio anche per quanto riguarda la realizzazione della nostra vera natura. Se fosse così basterebbe seguire correttamente un percorso prefissato, un curriculum di studi, una pratica metodica per aver la garanzia totale del Risveglio. Ma non è così.

Il processo di reminiscenza della nostra vera natura ha infatti a che fare più con il perdere, lo smascherare, il dissolvere, che con l’acquisire. Ciò che si perde è la costellazione di illusioni e credenze riguardo a ciò che siamo.
Da acquisire invece non c’è nulla perché ciò che viene cercato è ciò che è sempre presente, squisitamente imperdibile. Ovunque vada, qualunque cosa succeda “io” sono sempre qui. Non posso perdermi, dunque perché sento necessità di ritrovarmi?Questo accade perché ho creduto di essere qualcuno o qualcosa che non sono. Sono abituato a pensarmi come un “oggetto”, un corpo, una persona, un impiegato, ecc. e per questo soffro nelle infinite limitazioni che mi auto-impongo. Anche se pre-sento di essere infinitamente più vasto rispetto a qualsiasi cosa possa percepire sono indotto a pensare che anche la mia vera natura debba essere un oggetto, dunque qualcosa sperimentabile ed acquisibile.
Ma non è così in quanto io sono ciò che rende possibile e sperimenta ogni oggetto senza essere a sua volta oggettivabile e sperimentabile.

Dunque è un’illusione sia il cercarmi come oggetto, sia il cercarmi in sé in quanto, come si è detto, sono squisitamente imperdibile. Quindi ciò che che separa “me” dalla mia vera natura è solo ed unicamente l’idea che essa sia qualcosa da raggiungere, conquistare, afferrare.
In questo sforzo di realizzarmi, di ritrovarmi, mi perdo.
Smetto di cercarmi ed ecco che ritrovo qualcosa che non è mai andato perduto: dal diradarsi delle nebbie della ricerca emerge ciò che sono sempre stato e sempre sarò.
Dunque si tratta di vedere la questione nella sua brutale semplicità: niente è andato perduto e nulla deve essere ritrovato e riacquisto.
Ciò che cerchiamo è ciò che è sempre presente.
Possiamo Esserlo, esserne coscienti ma non ridurlo ad oggetto di esperienza. L’averlo ridotto a qualcosa da raggiungere ha prodotto l’illusione della sua perdita e le infinite vie per riacquisirlo.

Concludendo se esiste un Risveglio è la fine di un’illusione, il dissolvimento del sogno di qualcuno che deve realizzare qualcosa, così come di qualcuno che ritiene di perdere o ottenere qualcosa.
La nostra vera natura infatti non conosce né diminuzione, né guadagno.
Queste sono infatti categorie che riguardano la parte, non la Totalità indifferenziata che siamo.



FONTE: NONDUALE


giovedì 7 giugno 2012

Permettete l'Amore Incondizionato

Permettete l'Amore Incondizionato

L'Amore Incondizionato
L’energia del Cambiamento sta adesso espandendosi a tutta l’umanità e le esistenze di lavoro che avete passato sono arrivate a produrre frutti.
L’evidenza di questa trasformazione è tutta attorno a voi. Per molti anni sembrò che solo coloro che sono sul cammino spirituale, fossero interessati dalle energie del Cambiamento.
Ora invece esse stanno coinvolgendo tutti.
C’è molta paura dato che l’umanità viene sfidata ad accettare la responsabilità derivante dal suo potere, a riconoscere la sua eredità divina, a ricordare le sue connessioni e a trasformare l’illusione mondiale della paura nell’amore incondizionato.
Voi tutti giocate un ruolo importante in questo processo del concedervi all’amore incondizionato.
Voi avete lavorato duramente per creare le fondamenta di questa trasformazione, per espandere le griglie energetiche e mettere in moto questo processo. Molti tra voi hanno fatto ciò trasmutando l’energia tramite i vostri stessi campi energetici con l’essere compassionevoli e l’essere fari di luce fedele quando tutto attorno a voi era oscuro. Voi faceste il lavoro di preparazione, ora il vostro compito è quello di tener conto dell’amore incondizionato, di mantenere l’energia che avete creato e consentire agli altri di entrare nella Luce, quando sono capaci di vederla e sono pronti a connettersi con lei.
Non c’è bisogno che trasmutiate l’energia tramite i vostri corpi fisici o i vostri campi energetici. Non siete infatti più su una vibrazione in cui potete connettervi energeticamente con quelli che stanno attraversando questo processo.
Quando siete al livello dell’amore incondizionato voi uguagliate infatti la vibrazione dell’energia più elevata e consentite così agli altri di cambiare la loro stessa energia, che è come dovrebbe essere adesso. Ogni persona è responsabile per la sua stessaguarigione, per la sua liberazione e trasformazione. Tutto quello di cui ha bisogno è stato preparato per lei.
Il prossimo passo è il più difficile. E’ quello di aver la volontà di liberarsi dalla paura e di prendere possesso del suo potere.
Una volta che essa fa questo la sua trasformazione è completa.
Voi avete giocato una parte nella guarigione e trasformazione del mondo e la vostra partecipazione è necessaria per mantenere l’energia.
Non andate dentro l’illusione del caos – tutto è infatti nell’ordine divino perfetto. Il vostro lavoro è ora a un livello diverso, quello che crea guarigione con il consentire che l’amore incondizionato sia il fuoco della vostra intenzione. La Luce è presente affinché tutti possano connettersi con essa. Questo è un tempo di presa di potere, dato che ogni illusione di mancanza di potere e di paura viene portata alla luce e la sua vera forma viene rivelata per poter essere trasformata.
La resistenza intensifica la paura, mentre l’amore la trasforma.
Voi create lo spazio per la trasformazione con il tenere il mondo e tutta l’umanità nella Luce e nella fiducia che tutto stia succedendo secondo la perfezione divina. Entro le vibrazioni più elevate voi potete mantenere l’intenzione di vedere ognuno come pieno di potere e diffondere la Luce dell’amore incondizionato, consentendo a ogni persona di sperimentare il suo potere e la sua guarigione e creare la sua propria trasformazione.
Il Cielo viene creato adesso sulla Terra e tutto va bene.

domenica 3 giugno 2012

Al di là dell’illusione si aprono i veli (Le Passeur) (04)

Al di là dell’illusione si aprono i veli

Dal Traghettatore.
Il sentimento di separazione è una chiusura artificiale estremamente radicata nelle culture occidentali, ma da cui è possibile liberarsi. Poiché ci è stato inculcato, abbiamo costruito nel corso della nostra vita delle bolle di “sicurezza”, le cui membrane sono diventate più spesse man mano che abbiamo vissuto delle esperienze non integrate, che si sono trasformate in prove. Lo spazio che teniamo per noi (in realtà lo spazio è la cellula minima di sopravvivenza del nostro io) varia a seconda della nostra capacità di viverlo e di mantenerlo.
Per molti, questo spazio, è il minimo considerato come vitale. Ed è la mancanza di spazio nella bolla che ci rende aggressivi e smaniosi di colonizzare maggior spazio. E’ una delle ragioni per cui c’è così tanta aggressività e diffidenza nelle città. Come viene vissuto, lo spazio comune è ristretto e deve essere distribuito tra tutti secondo i rapporti di forza che si instaurano. Le guerre di colonizzazioni sono perenni e quelli che ne sono vittime amplificano la propria aggressività per cercare di trovare un po’ di ossigeno e riconoscimento del proprio sé.
Ovviamente, tutto ciò è insensato. Ma è ciò che siamo stati abituati a creare e a rinforzare fin dall’infanzia. E’ ovvio che per andare avanti sulla strada dell’amore di sé e l’amore verso gli altri, bisogna aprire questa bolla e uscirne. E’ uno sforzo reale notevole in quanto questa bolla è integrata nella concezione che abbiamo di noi stessi, da essere convinti che ci rappresenta, e che ogni tentativo non autorizzato di avvicinarla è vissuto come un’aggressione.
Eppure, siamo in grado di aprire questa bolla ai nostri cari, siamo in grado di fondere delle bolle tra di loro se lo desideriamo.  E questo processo di fusione, come delle bolle di sapone che si attraggono e si uniscono, si chiama “amore”. E’ perché amiamo un amico, un bambino, un uomo, una donna, un cane, un gatto, un albero, un paesaggio, che allarghiamo il nostro spazio vitale verso di loro. E’ dunque qualcosa che siamo in grado di fare quando lo scegliamo.
E’ salutare capire bene ciò che significa questa bolla fittizia così “pregnante”. E’ la manifestazione artificiale, ma veramente concreta del nostro sentimento di separazione. La si porta ovunque con noi, condiziona i nostri rapporti con gli altri e la nostra apertura verso ogni percezione. Concretamente, ci induce spesso a percepire il forestiero che si avvicina con un primo sentimento (dipende a seconda delle culture) di diffidenza e a volte perfino di difesa. Quando in realtà, potendo accogliere con il sorriso e nella gioia di una condivisione possibile in mezzo a una nuova esperienza che ti arricchisce, opponiamo all’istante una maschera da guerriero che nasconde la paura, ancora una volta, di vedere la propria bolla di sicurezza, del tutto illusoria, toccata nella sua integrità. Ciò che si chiama un sentimento di diffidenza: diffido di colui che non conosco, e chi potrebbe invadere il mio spazio vitale.
Quando ci si sente “separato” dall’universo, ci si sente soli e piccoli, vulnerabili in mezzo a un nido di predatori immaginari che si sentono, in realtà, come noi e hanno altrettanta paura degli altri. Ognuno porta così in sé il potenziale di essere un predatore per gli altri. Il serpente si morde la coda in circolo non perché ha trovato se stesso, come ne è all’origine il simbolo, ma si divora perché non si riconosce. L’illusione si auto-alimenta.
I più hanno conosciuto almeno una volta nella propria vita questi momenti rari in cui la bolla si apre, e in cui ci fondiamo con tutto ciò che ci circonda. Può capitarti: mentre sei seduto sul fianco di una montagna ad ascoltare il vento negli abeti, di fronte allo spettacolo di un’alba o di un crepuscolo, in una sala di concerto dove la musica riempie l’anima, in mezzo a un’assemblea fraterna la cui comunione apre i cuori, o ancora in una meditazione… Quale sia l’occasione è sempre un momento di grazia indimenticabile. Risali al sentimento quando questo ti è successo, senti l’impronta che ha lasciato attraverso il tempo, contatta ciò che eri in quell’istante e percepisci l’immensa ricchezza che è stata tua. Questi momenti sono la verità. Questi momenti sono la visione di ciò che sei e che abbandoni, ogni volta che per abitudine e negligenza si richiude la tua bolla.
Nessun altro al di là di te stesso può fare la scelta di intraprendere lo sforzo quotidiano, di sciogliere ciò che ti mantiene nel malessere della separazione. Questo sforzo non è nient’altro che una vigilanza da esercitare su se stesso, sul proprio modo di avvicinarsi all’altro o di accoglierlo.
In questo momento benedetto della storia della nostra umanità, andiamo tutti verso la riunificazione. Il nostro mondo sta abbandonando la separazione per andare verso l’unità. Cosa significa? Significa che poiché il momento è giunto, la nostra terra, che è una coscienza a sé, ha iniziato la sua ascensione verso una frequenza vibrazionale più elevata, e tutto ciò che porta in grembo è confrontato alla scelta di accettare o no di fare questa ascensione con lei.
Nel corso della nostra storia, il sentimento di separazione è esistito perché la bassa frequenza della matrice di vita che è stata la nostra, ha costruito questo sentimento. Ogni essere il cui lavoro su se stesso ha aumentato la sua frequenza vibrazionale, è stato in grado di dissolvere una parte più o meno importante di questo sentimento di separazione. Alcuni essere eccezionali, che spesso hanno dedicato una vita a questo compito, sono riusciti a raggiungere il punto della fusione. Oggi la vecchia matrice è praticamente dissolta e la nuova griglia energetica che si sta tessendo intorno alla terra non lascia più spazio al sentimento di separazione né ad altri sentimenti involuti che andrebbero a inquinare il suo spazio (vedi quest’articolo). Ogni cosa che vive sulla terra deve dunque fare una scelta, in coscienza o no, di seguire il movimento e di restare lì, oppure no.
Per quelle e quelli che hanno fatto questa scelta dell’anima di seguire questo slancio ascensionale, è un conforto essere consapevole che soltanto le nostre credenze e le nostre abitudini sono ora i nostri limiti. Non c’è più una vita da dedicare al risveglio per uscire dalla matrice che ci ha rinchiusi. La vecchia matrice non esiste più o quasi più. Tutto va dunque molto più velocemente in realtà e soltanto i nostri attaccamenti possono ancora frenarci. Non siamo più costretti a considerare che lo spazio comune deve essere distribuito, può rimanere aperto a tutti senza metterci la minima barriera. In questo nuovo paradigma, che si sta costruendo, il rispetto e la fraternità tra gli esseri e i popoli, si farà in modo naturale. La fiducia andrà a sostituire la diffidenza e sarà pienamente giustificata nei fatti.
Sono consapevole che tra quelli che si risvegliano a questa mutazione maggiore, certi hanno una grande difficoltà a credere che il mondo sta per cambiare così radicalmente. Sono ancora sommersi in tutto ciò che è la loro vita, e a questo punto questo sentimento è del tutto normale. E’ per questo motivo che non c’è nessuna utilità a fermarsi sul giudizio e sulla critica, e nessun beneficio ad agitarsi in polemiche e conflitti. L’unica cosa da fare durante questo periodo di transizione, non sempre confortevole per colpa dell’opposizione forsennata in sé dell’ego, è di andare avanti ascoltando soltanto la propria intuizione, afferrando ovunque con gratitudine ciò che è offerto di buono per sé lungo il cammino. Una volta che questa fase di transizione, in cui le oscillazioni del morale sono frequenti con i loro dubbi e sentimenti di euforia, è passata, in quel momento basta essere. Questo significa mantenere la vibrazione stabilita in cui i dubbi, il morale che va giù, e ogni altro sentimento che tira verso il basso, sono soltanto un ricordo del tempo in cui eravamo chiusi nella propria bolla.
In questo stato “di essere” ogni cosa diventa semplicissima, la gioia di vivere è onnipresente e la luce in sé risplende. Non si entra più in conflitti perché si è in grado di vedere nell’altro come in un libro aperto, la ferita in lui che si manifesta. E’ la compassione che sostituisce la reazione, ed è un balsamo di guarigione per colui che la riceve, anche se è possibile che non la percepisca così. Un po’ alla volta in ogni caso, i conflitti non si presentano più, perché non fanno più parte della nostra realtà. La frequenza vibrazionale in cui nascono e crescono non è più la nostra e la realtà si allontana.
Abbiamo creato i nostri campi di sperimentazione a seconda di ciò che avevamo da capire e da guarire in noi. Siamo arrivati adesso al punto in cui una nuova sperimentazione s’installa e si sostituisce a quella in corso. Se abbiamo scelto di viverla la vivremo, con più o meno difficoltà nel passaggio da un mondo all’altro, a seconda del fatto che avremmo buttato abbastanza sacchi di sabbia fuori. Come i nostri sacchi di sabbia, la bolla che pensiamo rappresenti la nostra integrità fisica e sottile, è quella che comprime la vela e impedisce alla mongolfiera di spiccare il volo. L’amore è il soffio caldo che la gonfierà.
Fraternamente,
© Il Traghettatore – 26.07.2011 – Tradotto da Stéphanie - Versione originale francese 
http://www.urantia-gaia.info
> La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione di non associarlo a fini commerciali, di rispettare l’integralità del testo e di citare la fonte.


domenica 6 maggio 2012

La voce al di là del caos (Le Passeur) (03)

La voce al di là del caos

Dal Traghettatore (Le Passeur).
Molti fra di voi avranno già notato, che da qualche tempo la mente sta perdendo terreno. Le perdite di memoria, i buchi nella riflessione, le parole che non vengono più, la confusione passeggera, la sensazione di sentirsi fuori posto, sono tanti sintomi di una mente che si sta destrutturando. Non preoccupatevi, è inutile precipitarsi dal dottore, tutto questo è del tutto normale durante questi tempi così particolari. E addirittura c’è da aspettarsi che le cose non andranno migliorando.
Ci troviamo in tempi accelerati, percepiamo il tempo come se stesse filando sempre più veloce tra le nostre dita, non che  gli orologi abbiano accelerato la propria rotazione delle lancette, ma è la somma delle percezioni che registriamo nello stesso lasso di tempo, che è considerevolmente aumentata. Siamo in realtà nella situazione di un ricevitore multidimensionale che deve gestire una massa di informazioni sempre più importante in un tempo equivalente, da lì questa sensazione di contrazione del tempo in cui non ci ritroviamo più. Da un lato, è estremamente stimolante poiché i progressi sono costanti e i vantaggi spettacolari, dall’altro lato ciò può condurre a una violenta uscita di strada.
I piccoli problemi di impiego del tempo che si manifestano,  dovrebbero evolvere verso un’indigestione tale, che non saremo più in grado di focalizzare la nostra attenzione, e non sapremo più cosa trattare per primo in ciò che diventerà le priorità individuali del momento. Non solo stiamo per vivere dentro di noi una mutazione che solleciterà molte risorse fisiche ed energetiche che mobiliteranno la nostra coscienza, ma dovremo contemporaneamente trattare informazioni esterne assolutamente fuori dalle nostre norme abituali. Sono tante le cose da fronteggiare, ma questo non dovrebbero protrarsi nel tempo.
Per capire bene quello che sta succedendo, la migliore analogia è quella del computer. Se trasmettiamo a un computer i dati che è in grado di trattare, in qualità come in volume, se non ci sono incidenti, tutto va bene. Se invece aumentiamo progressivamente il flusso dei “gigabyte” dei dati da trattare, arriverà un momento in cui le capacità della macchina saranno superate.
Immaginiamo che si tratta di un computer sofisticato, esso concentrerà le sue capacità e la sua energia sui dati che gli sembrano prioritari secondo i criteri che gli sono stati forniti in partenza.  Tratterà dunque ciò che gli sembra essenziale e lascerà da parte il secondario, poi,  aumentando sempre il flusso, finirà per concentrarsi sulle proprie funzioni vitali, con la possibilità che qualcuno lo riprogrammi per fronteggiare la situazione e potenziare le sue capacità di calcolo. Fino al momento in cui ogni tentativo sarà stato esaurito e  la macchina non funzionerà più.
Se si tratta di un computer più normale, quello di ognuno di noi, inizierà a fare “bug” (alterazione delle funzionalità e del comportamento nell’uomo). Poi il programma utilizzato si arenerà (malattia o perdita di funzionalità). Il processore si surriscalderà  (il cervello gestisce sempre meno bene la situazione). E i ventilatori gireranno a pieno regime (consumazione eccessiva di energia e stanchezza). Infine, la macchina finirà per arenarsi al livello del sistema “operativo” (esaurimento nervoso, comportamenti eccessivi e inusuali, arresti cardiaci, arresti cardiocircolatori) o distruggerà i suoi componenti o l'hard-disc (nell’uomo: memorie che saltano, stato di assenza totale,  detto in altro modo… negazione).
La negazione nell’uomo, è la fase nella quale ciò che è giudicato come insopportabile è raggiunto, in cui quest’insopportabile mette in pericolo di morte il sistema di funzionamento psichico, e in cui l’essere si ritrova privato e impotente di fronte a quello che percepisce come l’annientamento che sta per inghiottirlo. In questo caso una sconnessione temporanea o definitiva della propria mente o/e della propria memoria è uno dei due modi per non affrontare ciò che viene percepito come il pericolo ultimo. Rimane ancora, per l’uomo, un’opzione che il computer non possiede, l’altra maniera: il suicidio.
Bene. Visto così il quadro non è brillante. Ma la buona notizia è che non è il quadro giusto. O almeno lo sarà per chi continuerà a affrontare la mutazione in corso attraverso la via della mente. Colui che cercherà la propria salvezza soltanto in ciò che conosce e la percepirà riscaldando il suo processore personale vivrà più o meno lo scenario che abbiamo appena evocato. Per fortuna, c’è un’altra via, che si impone già in modo naturale a noi se siamo in ascolto: la nostra INTUIZIONE. E’ LA risposta all’afflusso delle percezioni che potrebbe sopraffarci.
Bisogna capire bene l’immensità dell’onda. Noi non siamo degli esseri limitati alla nostra esperienza qui; siamo degli esseri multidimensionali. Certo, questa nozione è difficile da concepire. Solo che, fa parte delle novità che bisogna considerare. Essere multidimensionale, significa che esistiamo su diversi piani contemporaneamente, che l’entità di carbonio che siamo sulla nostra terra è soltanto una delle ramificazione del nostro essere, per di più, è una ramificazione la cui memoria, di chi siamo e di cosa siamo capaci di fare, è stata velata.
Nel periodo che è il nostro, le frontiere che (salvo eccezioni) ci hanno separato fino ad adesso dalla percezione delle altre dimensioni, si dissolvono con la griglia energetica che manteneva al suo posto la matrice della nostra esperienza di vita. In realtà, il soffitto, le mura e il suolo del laboratorio stanno scomparendo. Le conseguenze, che saranno sempre più evidenti, sono che le dimensioni stanno per scontrarsi e compenetrarsi.
Questo fenomeno si tradurrà, tra le altre cose, in percezioni inusuali, prima fugaci (è già cominciato), poi sempre più persistenti, che toccheranno i nostri cinque sensi, come quelli che si stanno già sviluppando, come la telepatia.  O ancora con la sensazione di vivere una o più altre storie parallele alla nostra, a volte molto strane… ed esotiche. E infine, con il confronto alle nostre memorie anteriori a questa esistenza, memorie che possono essere non sempre confortevoli (vedi il risveglio in sé: la guarigione). Per chi non è affatto preparato a tutto ciò, le cose rischiano di essere molto sconvolgenti. I computer andranno in tilt di fronte a tutti questi nuovi dati che entrano da tutte le parti. Le reazioni saranno all’altezza delle perturbazioni generali, diverse secondo gli individui.
Personalmente, constato che la maggior parte di quelli con cui ne parlo hanno cominciato a avere queste nuove percezioni. Siamo dunque nella fase nella quale abbiamo iniziato le incursioni nelle dimensioni che ci circondano, e che fino ad adesso rimanevano invisibili allo stato naturale. I mondi descritti nelle esperienze medianiche o sciamaniche diventeranno,  almeno per un po’, un aspetto della realtà percepita allo stato naturale. Per un po’ di tempo almeno, poiché è anche possibile che un fenomeno di stasi intervenga per risparmiarci la consapevolezza dell’intero processo di “riformattazione” del sistema, i “reset” e “reboot” del computer dopo il suo aggiornamento.
Aggiungiamo a quest’allargamento delle percezioni, gli stimoli esterni che potrebbero esseri numerosi e vari.
Nonostante ciò che ne pensano quelli che non si informano, i sistemi economici e politici del pianeta crolleranno. Le economie sono tuttora appese al filo della menzogna da tre anni (crisi del 2008), mascherando la realtà dei numeri e delle situazioni sociali in numerosi paesi, a cominciare dagli Stati Uniti. Il giorno in cui la maschera di questo paese cadrà (non si regge praticamente più) il resto delle economie collegate cadranno come dei domino. Basterebbe che una manifestazione maggiore della natura sopraggiungesse negli Stati Uniti in una zona popolata per provocare il fallimento delle compagnie di assicurazioni e  del sistema bancario. Il resto del pianeta li seguirebbe in poche settimana appena. E’ uno dei detonatori possibili, e c’è ne sono altri.
Aggiungiamo a questo che il crollo brutale dei sistemi genererà in certi luoghi dei disordini maggiori che non aiuteranno alla serenità degli animi. E’ possibile che certe manifestazioni della terra siano intense (anche questo è già iniziato), che la radioattività ambientale si intensifichi ancora (ci siamo), e che eventi astronomici entrino nel gioco. E per finire, in questo contesto caotico, non è impossibile che appaiono in maniera indiscutibile i nostri vicini di oltre spazio, il cui arrivo sembra preparato sempre di più intensamente dalle molteplici rivelazioni ufficiali fate su questo argomento recentemente. Immaginiamo a malapena il quadro… In questo miscuglio di dati nuovi crolleranno le certezze stabilite, bisognerà rimanere sereni e ben centrati in sé.
Come? Lasciando andare la mente. Smettendo di farci sopraffare dalle paure e dai tentativi disperati di controllare qualsiasi cosa. Occorre rivolgersi oramai alla nostra intuizione. A questa voce interiore che è quella dello spirito, del nostro sé, che non mente mai e rimane l’unica fiamma che il caos non possa soffiare. Qualsiasi cosa ci dica la nostra ragione (intendo dire con questo il pensiero che ragiona), dobbiamo ascoltare  le scelte che si impongono a noi grazie alla nostra intuizione anche se possono apparire  irrazionali,  seguirla perché è lei che ha ragione. La nostra mente si sbaglia sempre, agisce soltanto nel quadro dell’illusione della matrice che ha conosciuto, e non ha nessuna competenza rispetto a quello che sta accadendo ora. La mente non sa fare cose nuove, si aggrapperà a ciò che conosce con l’energia di chi ha paura di morire. Il nuovo viene sempre dall’ispirazione, dall’intuizione che la manifesta alla nostra coscienza, abbiamo a che fare con il nuovo ora, poiché per la prima volta da molto tempo su questa terra, stiamo recuperando la nostra libertà, e in questo luogo benedetto fra tutti, ci risparmieremo il caos e indosseremo i nostri abiti del “sé” incarnando quello che siamo veramente.
Fraternamente,
© Il Traghettatore – 06.06.2011 – Tradotto da Stéphanie - Versione originale francese
http://www.urantia-gaia.info > La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione di non associarlo a fini commerciali, di rispettare l’integralità del testo e di citare la fonte.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

POST RECENTI DA BLOG SELEZIONATI