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domenica 5 maggio 2019

Dalla correzione del Padre Nostro può venire anche un’altra idea di giustizia

Dalla correzione del Padre Nostro può venire anche un’altra idea di giustizia https://formiche.net/2019/05/correzione-padre-nostro-giustizia/

martedì 30 aprile 2019

Esoterismo all'ONU - Riflessioni sull'Esoterismo (di Daniele Mansuino)

esoterismo

Esoterismo all'ONU - Riflessioni sull'Esoterismo di Daniele Mansuino:


Come è noto, una delle principali fonti delle deliranti accuse di satanismo che vengono rivolte all'ONU è il suo legame con la Lucis Trust, associazione che è un derivato della Società Teosofica; prima di procedere oltre, mi sembra necessario precisare con forza che l'associare la teosofia al Male non è...

venerdì 22 febbraio 2019

Natuzza Evolo, il 6 aprile l’apertura ufficiale della causa di beatificazione|I 5 figli,  le visioni, le stimmate: chi era

Natuzza Evolo, il 6 aprile l’apertura ufficiale della causa di beatificazione|I 5 figli,  le visioni, le stimmate: chi era

https://www.corriere.it/cronache/19_febbraio_22/natuzza-evolo-6-aprile-l-apertura-ufficiale-causa-beatificazione-eee7b32e-367b-11e9-a77e-854ef271b7f8.shtml

venerdì 20 gennaio 2017

Quando la bellezza salverà il mondo!

Quando la bellezza salverà il mondo!

http://www.fisicaquantistica.it/spiritualita/quando-la-bellezza-salvera-il-mondo

sabato 18 giugno 2016

In...cammino: Martin Buber: Un giorno ricevetti una visita...


Martin Buber (1878-1965)

Un giorno, dopo una mattinata di entusiasmo “religioso”, ricevetti una visita di un giovane sconosciuto, senza essere presente con l’anima.
Non trascurai nulla per rendere cordiale l’incontro, non lo trattai con minore cura degli altri suoi coetanei che a quell'ora del giorno
osavano cercarmi come un oracolo con cui si può parlare.
Attento e franco mi trattenni con lui: tralasciai soltanto di indovinare le domande che non pose.
In seguito, non molto tempo dopo, sono venuto a conoscenza di queste domande nel loro contenuto essenziale, da un suo amico:
egli non era già più in vita.
Ho appreso che non era venuto da me per caso, ma per destino; non era venuto da me per una chiacchierata,
ma per una decisione; e proprio da me, proprio in quell'ora.
Che cosa ci aspettiamo quando, pur essendo disperati, ci rechiamo da un uomo?
Sicuramente una presenza per mezzo della quale ci venga detto che nonostante tutto il senso c’è.
Da allora ho abbandonato quella “religiosità” che è solo eccezione, rapimento, distacco, estasi; o piuttosto, è stata lei ad abbandonarmi.
Non posseggo niente di più del quotidiano, a cui non vengo mai sottratto.
Il mistero non si schiude più, si è sottratto oppure ha preso dimora qui, dove tutto accade come accade.
Non conosco più una pienezza, se non quella pienezza di richieste e responsabilità di ogni ora mortale.
Sono molto distante dall’esserne all’altezza, e tuttavia so che sono appellato nella richiesta di una risposta, e che posso rispondere
nella responsabilità, e so chi parla ed esige risposta.
Non so molto di più. Se questa è religione, allora essa è semplicemente tutto, il semplicemente tutto vissuto nella sua possibilità di dialogo.

Martin Buber
FONTE: http://incamminodialogando.blogspot.it/2016/06/martin-buber-un-giorno-ricevetti-una.html

mercoledì 8 giugno 2016

Arte e spiritualità: come conoscersi e guarire attraverso il processo creativo - Eticamente.net | Eticamente.net

arte-e-spiritualità



Spiritualità e arte sono strettamente collegate perché un individuo che abbraccia la via della ricerca interiore o se vogliamo, del risveglio, dovrà necessariamente riattivare la propria creatività. Che non significa trasformarsi in un artista o in un artigiano, ma in un creatore della propria realtà. Non a caso Jung introdusse il concetto di immaginazione attiva, quella pratica che connettendoci con le immagini del nostro inconscio ci aiuta, teoricamente, a ritrovare noi stessi. Immaginare, afferma Jung, è diverso da fantasticare. Perché se l’immaginazione crea la realtà, quindi contribuisce al cambiamento interiore ed esteriore, la fantasia al contrario è passiva. Fantasticando il mondo non cambia, immaginandolo invece sì.

Arte come strumento di ricerca interiore

Anche l’arte può rivelarsi un ottimo strumento di ricerca interiore. Essendo intrisa di simboli, l’arte veicola in maniera più diretta rispetto alle parole ciò che siamo perché quando parliamo di noi stessi tendiamo a descriverci in base a schemi, quando invece diamo libero sfogo alla creatività, più facilmente mostriamo la nostra vera natura. Oggigiorno gran parte di noi ignora il linguaggio dei simboli e pertanto ci sentiamo meno nudi di fronte agli altri quando ricorriamo a forme d’espressione artistiche. Ecco perché tecniche come la pittura emozionale, a mio parere, rappresentano degli strumenti molto efficaci per decifrare la nostra vera natura e alcuni aspetti inconsci che solitamente teniamo nascosti.
Anche l’artista, nelle sue opere esegue un processo simile, dando forma alle sue sensazioni, visioni, immagini mentali fissandole nella realtà, manifestandole concretamente. L’arte quindi contribuisce a materializzare le emozioni. L’aspetto curativo consiste nel fatto che l’artista, esprimendo le emozioni che prova attraverso la forma d’arte prescelta, permette loro di risalire dall’inconscio, di portarle dal buio alla luce. Il suo sentire soggettivo, attraverso l’arte, diventa condiviso. Questo ovviamente è possibile solo passando attraverso le leggi del mondo materiale, perché se così non fosse l’artista non riuscirebbe ad esprimere se stesso o meglio a trasformare quelle pulsioni inconsce in qualcosa di concreto, fruibile da parte di tutti.
Si intuisce quindi come l’arte sia una forma di ricerca interiore, una tecnica di esplorazione di se stessi che permette di portare alla luce l’invisibile. Ciò che è separato non lo è più attraverso l’espressione artistica, che fonde conscio ed inconscio, ombre e luci. L’arte quale strumento, al pari di altri, per conoscere se stessi e realizzare le proprie potenzialità fino al raggiungimento della tanto agognata libertà. 

L’Arte ci condiziona nel bene e nel male.

L’Arte, che parla attraverso il linguaggio dei simboli, permette di esprimere se stessi a 360 gradi e in molti casi vi si è ricorso come a una forma di ribellione alla cultura consumistica e materialista, mantenendo in modo invisibile una connessione con il mondo degli dei, dell’invisibile, dei miti e delle favole, e quindi con tutta una serie di archetipi, che tanto hanno condizionato e condizionano le nostre esistenze. Secondo lo studioso Carotenuto “L’arte non è neutra, o ti porta Su o ti porta Giù: quando rappresenta archetipi rotti, se vista tutti i giorni può persino farti ammalare sul piano sottile perché è un’informazione che ‘rompe’ gli archetipi interiori”. Quindi l’arte non sarebbe innocua come crediamo ma in grado di veicolare messaggi e informazioni sottili che possono addirittura influenzarci senza che ce ne rendiamo conto. Lo ribadisce anche Hesselink secondo il quale: “la sfera, simbolicamente, rappresenta l’ideale dei mondi. Una scultura come la Palla di Pomodoro presenta un archetipo rotto. L’unica cosa che possiamo fare è ‘mettere coscienza': ogni volta che la vediamo avere consapevolezza che quella struttura, quella immagine, quella scultura trasmette un messaggio non visibile, ma NON innocuo, come appare. Solo così non agirà a livello “sottile” anche su di noi”.

Concordo con questa teoria, tuttavia sono del parere che l’arte, specialmente quando parliamo di pezzi e artisti che hanno fatto la storia, rispecchi il mondo interiore dell’umanità in un dato momento storico. E se così è, allora quelle insidie “sottili” altro non sono che espressione dello stato di “salute” del mondo circostante. Fanno bene? Fanno male? C’è chi dice siano terapeutiche solo per l’artista che, esprimendo i contorcimenti interiori, in un certo senso se ne libera. Deleterie invece per chi le guarda, specialmente se lo fa senza minima consapevolezza del messaggio sottile veicolato dall’opera. Ne è un esempio, secondo Hesselink, l’Urlo di Much, che sarebbe veicolo di un messaggio disarmonico, potenzialmente tossico per chi lo osserva continuamente. “L’arte”, dice Hesselink, “è un’altra cosa: non può essere solo esperienze sensorie, bisogna metterci consapevolezza perché tutto parla, le forme, i colori, gli archetipi che vengono trasmessi”.

picasso





Si può concordare o meno con l’idea di Hesselink ma una cosa è certa, l’arte è ricca di messaggi simbolici e archetipi che permettono di leggere l’interiorità dell’artista, individuarne persino sbilanciamenti, problematiche e informazioni che possono tornare estremamente utili per capirsi e migliorarsi. E questo discorso si può estendere a livello generale perché se l’arte parla il linguaggio dell’interiorità, allora gli stili artistici che contraddistinguono determinate fasi storiche, mostrano ciò che va e non va dell’umanità in una data epoca e in un dato contesto culturale. Gli artisti spesso sono infatti dei tramiti, che oltre ad esprimere se stessi attraverso l’arte, danno forma al livello sottile del mondo circostante.
Ma se l’arte può anche essere per certi versi, e in alcune forme, disarmonica, ha il vantaggio di essere vera, autentica, anche quando esprime dei disagi. E il suo compito, in fin dei conti, è proprio questo: permettere l’espressione dell’interiorità, nel bene e nel male, senza filtri, sublimando i demoni interiori attraverso il processo creativo. Un’arte obbligata ad essere armonica risulterebbe forzata e fasulla. L’arte è verità e per quanto possa essere curativa, lo è perché permette di portare alla luce ciò che si muove nei meandri dell’inconscio, non sempre sono cose belle, tuttavia esistono e si possono trasformare in altro.
Laura De Rosa

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venerdì 29 aprile 2016

Nel mondo sta accadendo qualcosa di straordinario, ma molte persone non se ne sono accorte | Gustavo Tanaka


GUSTAVO TANAKA


Molti di noi non si rendono conto che sono in atto cambiamenti straordinari.
Qualche mese fa mi sono liberato dalla società "a procedura standard". Ho spezzato le catene di paura che mi tenevano imprigionato in un sistema. Da allora, vedo il mondo da un'altra prospettiva, mi sono reso conto che tutto sta cambiando e che molti di noi (la maggior parte) ne sono inconsapevoli.
Perché il mondo sta cambiando? In questo post indicherò le otto ragioni che mi inducono a crederlo.
1. C'è sempre meno tolleranza verso l'attuale modello d'impiego.
Stiamo raggiungendo il limite. Le persone che lavorano con le grandi compagnie non sopportano più il loro lavoro. La mancanza di motivazione si fa sentire come se venisse da dentro di noi, simile ad un grido di disperazione.
Le persone vogliono uscirne. Vogliono mollare tutto. Pensate a quante persone sono disposte a rischiare con un'idea imprenditoriale, a chi si concede un anno sabbatico, a quante persone sono affette da depressione o esaurimento legati al lavoro.
2. Il modello imprenditoriale sta cambiando.
Negli ultimi anni, con l'avvento delle startup, migliaia di imprenditori hanno trasformato i loro garage in uffici per dare alla luce le proprie idee da miliardi di dollari. Al centro della nuova imprenditorialità c'era la necessità di trovare un investitore. Ottenere un finanziamento era come vincere la coppa del Mondo.
Ma cosa succede dopo aver ottenuto i fondi?
Torni ad essere un dipendente. Potresti aver coinvolto persone che non condividono il tuo sogno, che non sono d'accordo con il tuo obiettivo e ben presto... tutto gira intorno ai soldi. L'interesse economico diventa la spinta principale del tuo business.
Questo mette in difficoltà diverse persone. Startup eccellenti iniziano a fallire perché il modello incentrato sulla ricerca di denaro è incessante.
C'è bisogno di un nuovo modello d'impresa. Qualcuno lo sta già realizzando.
3. Aumenta la collaborazione.
Molte persone hanno compreso che non ha senso fare tutto da soli. In tanti hanno abbandonato la mentalità "chi fa da sé, fa per tre".
Fermati, fai un passo indietro e pensa. Non è assurdo che noi, 7 miliardi di persone sul pianeta, ci siamo allontanati sempre di più gli uni dagli altri? Che senso ha voltare le spalle alle migliaia, forse milioni di persone che vivono intorno a te, nella tua città? Ogni volta che ci penso mi sento triste.
Per fortuna le cose stanno cambiando. Le teorie dell'economia collaborativa sono sempre più seguite e questo ci dischiude nuove direzioni. La direzione della collaborazione, della condivisione, del sostegno reciproco, dell'unione.
È bellissimo rendersene conto. Mi commuove.
4. Finalmente capiamo davvero cos'è Internet.
Il web è una cosa straordinaria e solo adesso, dopo anni, ne stiamo comprendendo la forza. Grazie a Internet il mondo è aperto, privo di barriere e di separazioni. Ha reso possibile la solidarietà, la collaborazione, il sostegno reciproco.
Per alcune nazioni internet è stato il principale catalizzatore di vere e proprie rivoluzioni, come nel caso della Primavera Araba. Oggi in Brasile stiamo iniziando a fare un uso migliore di questo fantastico strumento.
Internet sta sferrando duri colpi al controllo delle masse. I grandi gruppi mediatici che controllano le notizie in base al messaggio che vogliono veicolare ed a quello che vogliono farci leggere non sono più gli unici "proprietari" delle informazioni. Seguiamo quello che vogliamo. Esploriamo ciò che ci interessa.
Con l'avvento di Internet, i "piccoli" non restano in silenzio. C'è una voce. L'ignoto viene alla luce. Il mondo è più unito. E il sistema può crollare.
5. Il consumismo sfrenato è diminuito.
Per troppo tempo siamo stati manipolati per consumare il più possibile. Comprare ogni nuovo prodotto sul mercato, l'ultimo modello di automobile, di iPhone, tonnellate di vestiti e scarpe. Praticamente tutto ciò su cui potevamo mettere le mani.
Andando controcorrente molte persone hanno capito di essere sulla strada giusta. Il "lowsumerism" (basso consumismo), una vita più lenta, il ritorno allo "slow food" sono solo alcuni esempi delle iniziative intraprese che ci mostrano l'assurdità del modo in cui organizziamo le nostre vite.
Sono sempre meno le persone che utilizzano l'auto o spendono più del dovuto. Mentre invece aumenta il numero delle persone che ricorrono allo scambio di indumenti (lo swapping), comprano oggetti usati, condividono risorse, macchine, appartamenti, uffici.
Non abbiamo realmente bisogno di tutto quello che ci impongono. La consapevolezza che esiste un nuovo modello di consumo può colpire al cuore delle società che si fondano sul consumismo esagerato.
6. Alimentazione sana e biologica.
Siamo stati così folli da accettare di mangiare qualsiasi cosa! Bastava che avesse un buon sapore, per noi andava bene.
Siamo stati così incoscienti che le aziende hanno iniziato ad avvelenare il nostro cibo e noi non abbiamo detto una parola.
Ma poi qualcuno ha iniziato a svegliarsi, rendendo possibile un' alimentazione sana e fondata sul biologico.
Questo cambiamento è sempre più forte.
Cos'ha a che fare con l'economia e con il lavoro? Praticamente tutto, direi.
La produzione di cibo gioca un ruolo chiave nella nostra società. Se cambiamo il nostro approccio mentale, le nostre abitudini alimentari e i nostri consumi, le multinazionali dovranno rispondere e adattarsi al nuovo mercato.
Il piccolo produttore è di nuovo importante per l'intera catena di produzione. Le persone stanno coltivando piante e semi nelle loro abitazioni.
Questo trend può dare nuova forma all'intero sistema economico.
7. Il risveglio della spiritualità.
Quanti dei vostri amici praticano Yoga? Quanti si dedicano alla meditazione? Ora tornate a 10 anni fa, quanti conoscenti erano dediti a queste attività?
Per troppo tempo abbiamo associato la spiritualità a persone "strane", mistiche.
Per fortuna anche questo sta cambiando. Siamo arrivati al limite della ragione e della razionalità. Ci siamo resi conto che affidandoci solo alla nostra parte cosciente non possiamo capire davvero tutto quello che succede intorno a noi. C'è qualcos'altro e sono certo che volete esplorare questo mistero.
Vogliamo capire come funzionano le cose, la vita. Cosa succede dopo la morte, cos'è questa energia di cui le persone parlano così tanto, cos'è la teoria dei quanti, come i pensieri possono essere materializzati e plasmare la nostra percezione della realtà. Cosa siano le coincidenze e il sincronismo , come funziona la meditazione, com'è possibile curarsi usando solo le mani, come queste terapie alternative (non sempre approvate dalla medicina ufficiale) possono funzionare davvero.
Le aziende permettono ai dipendenti di meditare. Nelle scuole si insegnano ai ragazzi tecniche di meditazione. Pensateci.
8.  L'ascesa del cosiddetto "un-schooling"come modello d'istruzione alternativo.
Chi ha creato questo modello d'insegnamento? Chi ha stabilito le lezioni che dobbiamo seguire? Chi ha deciso le lezioni del programma di storia? Perché non ci insegnano la verità sulle altre civiltà antiche?
Perché i bambini dovrebbero seguire un determinato insieme di regole? Perché dovrebbero osservare ogni cosa in silenzio? Perché devono indossare un'uniforme?E perché dobbiamo sostenere dei test per dimostrare quello che abbiamo imparato?
Il modello che abbiamo sviluppato non fa altro che formare dei seguaci del sistema. Che trasforma le persone in esseri umani ordinari e mediocri.
Per fortuna molte persone stanno lavorando per rivedere questo modello attraverso i concetti di unschooling (letteralmente imparare senza andare a scuola), "hackschooling" e homeschooling (nuovi modelli educativi, in cui ognuno può modellare il proprio insegnamento a seconda dei propri interessi e del proprio stile di apprendimento) .
Forse non ci avete mai pensato e potreste restare scioccati. Ma il cambiamento è in atto.
In silenzio le persone si stanno risvegliando, rendendosi conto di quanto sia folle vivere in questa società.
Pensate a tutte queste nuove metodologie e provate a rintracciare ancora un po' di normalità in tutto quello che ci hanno insegnato finora. Non credo la troverete.
Sta succedendo qualcosa di straordinario.
Gustavo Tanaka è un autore e imprenditore brasiliano, che sta cercando di creare un nuovo modello, un nuovo sistema, per l'avvento di una nuova economia.
Questo blog è apparso per la prima volta su Huffington Post America ed è stato tradotto da Milena Sanfilippo.



sabato 26 dicembre 2015

Il Natale dell'Uno...

La Festività Natalizia - 
E' la festa in cui il nostro Essere finalmente si dischiude a nuova Vita, a nuova bellezza, a nuova Armonia.






E' importante soprattutto per chi si avvicina alla Via della Spiritualità, non accontentarsi delle apparenze e ricercare la Verità, il significato profondo che accomuna tutte le religioni e tutti i miti, e che - data l'universalità della ricorrenza - non può che riguardare anche il Natale.

I festeggiamenti del periodo natalizio ci accompagnano da quando siamo nati. Il Natale costituisce, per per la maggior parte di noi, ogni anno, un momento unico e particolare.

Il Natale, che nella tradizione cristiana ricorda la nascita di Gesù, ha in realtà origini molto più antiche..ma per il Natale: non ha importanza che si tratti della celebrazione mitraica, o pagana del 'dies natalis Solis Invicti', o della cattolica nascita di Cristo.

E' importante trovare un punto d'incontro. Sempre.

Perché tutto, in verità, è UNO.

Quello che conta è ogni respiro, ogni attimo dell'Esistenza Terrena: è appunto lo Spirito con cui viene vissuta e NON i nomi che certi poteri danno ai loro "dogmi".

La bellezza e l'utilità del pensiero del Cristo, quale Guida spirituale tra quelle a noi più vicine e radicate, come del resto di qualsiasi altro pensiero di qualsiasi altra persona nobile d'animo, NON dipende dall'origine di chi lo divulga, ma dal suo contenuto.

La vera natura di una pianta infatti, non si riconosce dall'aspetto, ma dalla bontà dei suoi frutti.

Ciò che conta del pensiero di Cristo, della sua energia, del suo Archetipo luce, non è la sua presunta divinità, ma ciò che insegna, nella forma e nella misura in cui possa migliorare concretamente la qualità delle Nostre Vite: Vite Preziose e Irripetibili.

Il Cristo cosi' come nel Buddha, guide spirituali a noi più vicini, dotati della capacità di guarire le malattie, operare miracoli e trasmettere consapevolezza.


In realtà il Maestro (la Guida) è dentro ognuno di noi.

Alcuni lo chiamano Illuminazione, altri Sé Superiore, altri ancora Dio oppure lo personificano in un Maestro Spirituale, morto o vivente. Il Maestro è la nostra Guida, la nostra Coscienza, la Voce Interiore che parla dentro di noi e ci dice sempre la Verità. Il Maestro è il nostro Corpo, la nostra Sensazione, la nostra Emozione, il nostro Pensiero, il nostro Desiderio quando nascono solo ed esclusivamente dall'Amore.

Ogni cosa in grado di donarci nuove informazioni sulla realtà è il Maestro che noi abbiamo scelto per crescere.

La malattia, il dolore, il lutto, l'abbandono e il tradimento sono Maestri che ci mostrano la distanza tra noi e noi stessi. Ogni nemico che incontriamo sul nostro cammino e che minaccia di ucciderci o di distruggerci è un Maestro che ci mostra dove sono i nostri punti deboli e ci invita a sviluppare il sentimento della protezione. Un evento incomprensibile ci insegna la comprensione, un evento terribile ci insegna la sopportazione e l'umiltà, l'intero corso dell'esistenza è un progressivo cammino di conoscenza verso la Luce.

Possiamo vedere il Maestro ovunque solo quando siamo in grado di riconoscerlo e onorarlo dentro di noi, perché la realtà è il riflesso della nostra coscienza.



"E Gesù percorreva tutta la Galilea insegnando nelle Sinagoghe, annunciando la buona novella (in greco Eu-ànghelos, cioè Vangelo) del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità in mezzo al popolo. Gli furono portati tutti gli ammalati di varie malattie e tormenti, gli indemoniati, gli epilettici, i paralitici. Li guarì." (Matteo,4,23).

La grande innovazione del Cristo fu quella di aver annunciato che il Regno dei Cieli è venuto, è qui in terra! che non basta aspirare a una vita nell'al di là, ma occorre operare con l'amore per realizzarla prima di tutto in noi stessi e nell'umanità.

Guariva gli ammalati con l'imposizione delle mani e insegnava che la preghiera e il digiuno vincono ogni demone, dai suoi fedeli non esigeva né giuramenti né professione di fede, solo che l'amassero e credessero in lui.

Mise in pratica la comunione dei beni come principio di fraternità realizzando nel suo piccolo gruppo quel regno del cielo che voleva fondare sulla terra.

Nel Discorso della montagna infrange la legge della penitenza, del martirio, della sofferenza, invitando gli uomini alla felicità "Gioite ed Esultate!" Egli ripeterà più volte, affermando le "quattro virtù dolorose" (umiltà, compassione, bontà, fame e sete di giustizia) e le "virtù attive" (misericordia, purezza di intenti, bontà militante, sacrificio per la giustizia).

Il regno si schiude nell'intimo del cuore di tutti gli uomini, non nelle forme esteriori e nell'osservazione di rigidi precetti. Alle masse oppresse e soggiogate dalle Leggi Mosaiche, dal potere degli Scribi, dei Farisei, dei Sommi Sacerdoti egli rivela: "Il regno dei Cieli è dentro di voi!".

Ma la rivoluzione del Cristo è soprattutto l'annuncio di un nuovo atteggiamento di Dio verso gli uomini: "Dio è buono e misericordioso, fa sorgere il Sole sui malvagi come sui giusti, pubblicani e meretrici arrivano a Lui prima di chi è ipocritamente buono e pio".

Gesù Cristo, in assoluta opposizione con le tradizioni rabbiniche, predica che all'odio per i nemici deve subentrare l'amore, che come Dio perdona anche gli uomini devono perdonarsi a vicenda. Si deve amare il prossimo come se stessi e la misura dell'amore è totale: "Amatevi come Io vi ho amato, amatevi come Dio vi Ama".




Pubblicato da Paolo D'Arpini a 00:52
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FONTE: La Rete delle Reti: Il Natale dell'Uno.... 
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lunedì 5 ottobre 2015

Sei un’anima antica?

Quanti anni ha la tua anima? Sei un’anima giovane o antica?
Anime anticheC’è uno speciale tipo di persona nel nostro mondo, che trova se stesso solo ed isolato fin dall’infanzia. La sua esistenza di isolamento non è dovuta al temperamento antisociale – egli è semplicemente un’anima vecchia. Vecchia nel cuore, vecchia nella mente e nell’anima, questa persona trova la sua visione della vita in modo più maturo rispetto agli altri che le stanno intorno.
Come risultato vive la sua vita interiore camminando nella propria solitudine, mentre il resto della gente intorno a lei segue altre direzioni. Forse tu stai sperimentando qualcosa del genere nella tua vita o hai visto questo profilo in un’altra persona che conosci? Se è così questo articolo è dedicato a te… con la speranza che tu possa definire e capire ancora meglio te stesso.

Anime antiche

Robert Frost, Eakhart Tolle e Nick Jonas sono stati definiti così. Ma forse questo aggettivo si addice bene anche a voi. Ecco alcuni segni rivelatori dell’anzianità di un’anima:
Tendono ad essere solitarie. Poiché le vecchie anime piuttosto indifferenti agli interessi e alle attività delle persone comuni, trovano insoddisfacente fare amicizia con esse e hanno difficoltà a relazionarsi. Questo è uno dei maggiori problemi nell’esperienza delle anime antiche. Il risultato è che esse tendono a ritrovarsi spesso da sole. Le persone non fanno per loro.
Amano la conoscenza, la saggezza, la verità. Si… questo sembra un po’ troppo grandioso e nobile, ma la vecchia anima ritrova se stessa in modo naturale, gravitando verso il lato intellettuale della vita. Le vecchie anime capiscono che la conoscenza è potere, la saggezza è felicità e la verità è libertà, quindi perché non ricercare queste cose? Tutto questo è di certo molto più significativo per loro che leggere gossip sull’ultimo fidanzato di Belen o gli ultimi risultati di calcio.
Sono inclini alla spiritualità. Molto più emotive della media, le vecchie anime tendono ad avere una natura sensibile e spirituale. Superano i confini dell’ego, cercando l’illuminazione e promuovendo la pace e l’amore. Tutto ciò sembra loro il modo più saggio ed appagante per impiegare il proprio tempo.
Capiscono la caducità della vita. Le vecchie anime sono spesso afflitte dai ricordi e dalla consapevolezza non solo della propria mortalità, ma anche delle persone intorno a loro e di tutto ciò che li circonda. Questo le rende diffidenti e a volte ritirate, anche se permette loro di vivere saggiamente la propria vita.
Sono riflessive e introspettive. Le vecchie anime tendono a pensare molto… a tutto. La loro abilità nel riflettere ed imparare dalle proprie azioni ed esperienze e da quelle degli altri, è la loro più grande maestra nella vita. Una ragione per cui le anime antiche si sentono così vecchie nel cuore, è perché hanno imparato tante lezioni. Comprendono molto bene le situazioni della vita, grazie alla loro capacità di osservare con calma e attenzione cosa accade attorno a loro.
Vedono il mondo più dall’alto. Raramente le vecchie anime si perdono in dettagli superficiali come ottenere lauree inutili, promozioni di lavoro, o acquistare oggetti materiali superflui. Esse hanno la tendenza a guardare la vita con “occhi da uccelli”, cercando quello che è il modo più saggio e significativo per affrontare la vita. Quando sono di fronte a problemi, tendono a vederli come dolori temporanei e passeggeri che servono solo ad aumentare la quantità di gioia che sentiranno in futuro. Di conseguenza, grazie a questo loro approccio alla vita, sono stabili e di natura placida.
Non sono materialiste. Le anime antiche non sono interessate a ricchezza, status, fama o all’ultima versione di iphone… Le vecchie anime non vedono come fine perseguire le cose che possono essere facilmente acquisite. Inoltre hanno poco tempo per interessarsi alle cose effimere della vita, in quanto sono prese da questioni più elevate.
Spesso sono stati ragazzini socialmente disadattati o perlomeno “strani”. Non è sempre il caso, ma molte vecchie anime esibiscono segni di particolare maturità in giovane età. Spesso, questi bambini vengono etichettati come “precoci”, “introversi” o “ribelli”, non riuscendo a rientrare nei comportamenti usuali o conformi. Solitamente sono anche estremamente curiosi ed intelligenti e vedono l’inutilità in molte cose che i loro insegnanti, genitori e coetanei dicono e fanno, e passivamente o aggressivamente gli resistono. Se potete parlare con un vostro bambino come fosse un adulto, probabilmente vuol dire che egli è un’anima antica.
Semplicemente si sentono anime vecchie. Prima di dare un nome a questo, io ho sentito, ho vissuto le sensazioni di essere semplicemente una persona anziana dentro. I sentimenti che accompagnano una vecchia anima sono di solito di diffidenza verso il mondo, stanchezza mentale, pazienza e calma distaccata. Purtroppo, questo spesso può essere percepito come un atteggiamento distante e freddo, ma è solo uno dei vecchi miti dell’anima. Come alcune persone anziane si descrivono “giovani dentro”, anche molti giovani nel corpo (ma anime antiche) possono sentirsi “vecchi nel cuore”.

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