Da Trump, alla Brexit, a La La Land: perché la realtà irride le aspettative
http://www.linkiesta.it/it/article/2017/03/04/da-trump-alla-brexit-a-la-la-land-perche-la-realta-irride-le-aspettati/33446/
Stimoli per lo Sviluppo della Coscienza Umana. Cultura: Arte, Scienza, Religione. Corpo, Mente, Anima, Spirito. Inconscio, Supercosciente, Transpersonale. Psicosintesi, Psicoenergetica, PsicoQuantistica. Etica. Blog BioPsicoSpirituale di Salvatore Caruso Motta. .:. Agenzia WolFox .
Da Trump, alla Brexit, a La La Land: perché la realtà irride le aspettative
http://www.linkiesta.it/it/article/2017/03/04/da-trump-alla-brexit-a-la-la-land-perche-la-realta-irride-le-aspettati/33446/

Il tempo corre, la vita sfugge tra le mani.
Ma può sfuggire come sabbia oppure come seme.
Thomas Merton
Link:
- http://www.bellezza-amore-gioia.com/il-tempo-e-accelerato-e-gli-apprendimenti-evolutivi-pure/
Riceviamo da Giacomo e volentieri pubblichiamo.
Care amiche e amici gioia a voi e a tutti gli esseri. Ovunque voi siate, a casa, al mare, in montagna o in viaggio, vi invio un caro saluto e un augurio:
Non vi auguro un dono qualsiasi,
Vi auguro soltanto quello che i più non hanno.
Vi auguro tempo per divertirvi e ridere;
Se lo impiegherete bene, potrete ricavarne qualcosa .
Vi auguro tempo, per il vostro Fare e il vostro Pensare,
Non solo per voi stessi ma anche per donarlo agli altri.
Vi auguro tempo, non per affrettarvi e correre,
Ma il tempo per essere contenti.
Vi auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
Vi auguro tempo perché ve ne resti:
Tempo per stupirvi e tempo per fidarvi
E non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Vi auguro tempo per contare le stelle
E tempo per crescere, maturare.
Vi auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare
Non ha più senso rimandare.
Vi auguro tempo per trovare voi stessi,
Per vivere ogni vostro giorno, ogni vostra ora come un dono.
Vi auguro tempo anche per perdonare.
Vi auguro di avere tempo, tempo per la vita.
(Poesia indiana)
Se si tratta di un computer più normale, quello di ognuno di noi, inizierà a fare “bug” (alterazione delle funzionalità e del comportamento nell’uomo). Poi il programma utilizzato si arenerà (malattia o perdita di funzionalità). Il processore si surriscalderà (il cervello gestisce sempre meno bene la situazione). E i ventilatori gireranno a pieno regime (consumazione eccessiva di energia e stanchezza). Infine, la macchina finirà per arenarsi al livello del sistema “operativo” (esaurimento nervoso, comportamenti eccessivi e inusuali, arresti cardiaci, arresti cardiocircolatori) o distruggerà i suoi componenti o l'hard-disc (nell’uomo: memorie che saltano, stato di assenza totale, detto in altro modo… negazione).
Questo fenomeno si tradurrà, tra le altre cose, in percezioni inusuali, prima fugaci (è già cominciato), poi sempre più persistenti, che toccheranno i nostri cinque sensi, come quelli che si stanno già sviluppando, come la telepatia. O ancora con la sensazione di vivere una o più altre storie parallele alla nostra, a volte molto strane… ed esotiche. E infine, con il confronto alle nostre memorie anteriori a questa esistenza, memorie che possono essere non sempre confortevoli (vedi il risveglio in sé: la guarigione). Per chi non è affatto preparato a tutto ciò, le cose rischiano di essere molto sconvolgenti. I computer andranno in tilt di fronte a tutti questi nuovi dati che entrano da tutte le parti. Le reazioni saranno all’altezza delle perturbazioni generali, diverse secondo gli individui.
Aggiungiamo a questo che il crollo brutale dei sistemi genererà in certi luoghi dei disordini maggiori che non aiuteranno alla serenità degli animi. E’ possibile che certe manifestazioni della terra siano intense (anche questo è già iniziato), che la radioattività ambientale si intensifichi ancora (ci siamo), e che eventi astronomici entrino nel gioco. E per finire, in questo contesto caotico, non è impossibile che appaiono in maniera indiscutibile i nostri vicini di oltre spazio, il cui arrivo sembra preparato sempre di più intensamente dalle molteplici rivelazioni ufficiali fate su questo argomento recentemente. Immaginiamo a malapena il quadro… In questo miscuglio di dati nuovi crolleranno le certezze stabilite, bisognerà rimanere sereni e ben centrati in sé.
Come? Lasciando andare la mente. Smettendo di farci sopraffare dalle paure e dai tentativi disperati di controllare qualsiasi cosa. Occorre rivolgersi oramai alla nostra intuizione. A questa voce interiore che è quella dello spirito, del nostro sé, che non mente mai e rimane l’unica fiamma che il caos non possa soffiare. Qualsiasi cosa ci dica la nostra ragione (intendo dire con questo il pensiero che ragiona), dobbiamo ascoltare le scelte che si impongono a noi grazie alla nostra intuizione anche se possono apparire irrazionali, seguirla perché è lei che ha ragione. La nostra mente si sbaglia sempre, agisce soltanto nel quadro dell’illusione della matrice che ha conosciuto, e non ha nessuna competenza rispetto a quello che sta accadendo ora. La mente non sa fare cose nuove, si aggrapperà a ciò che conosce con l’energia di chi ha paura di morire. Il nuovo viene sempre dall’ispirazione, dall’intuizione che la manifesta alla nostra coscienza, abbiamo a che fare con il nuovo ora, poiché per la prima volta da molto tempo su questa terra, stiamo recuperando la nostra libertà, e in questo luogo benedetto fra tutti, ci risparmieremo il caos e indosseremo i nostri abiti del “sé” incarnando quello che siamo veramente.
Normalmente viviamo il presente, il passato e il futuro
come momenti lineari separati.
Occasionalmente li viviamo come fossero collegati, unificati,
allora ci sembra di vivere un momento perfetto.
Le Coscienze Evolute li possono vivere contemporaneamente
e questa consapevolezza ampliata
da loro modo di intuire il corso degli eventi.
Immagine:
- http://www.arcitorino.it/files/images/tao.jpg
Per tutto c’è un momento, un tempo, per ogni cosa sotto il sole.
C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?
Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini, perché si occupino in essa.
Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ma egli ha messo la nozione dell’eternità nel loro cuore,
senza però che gli uomini possano capire l’opera compiuta da Dio dal principio alla fine.
Ho concluso che non c’è nulla di meglio per essi, che godere e agire bene nella loro vita;
ma che un uomo mangi, beva e goda del suo lavoro è un dono di Dio.
Riconosco che qualunque cosa Dio fa è immutabile; non c’è nulla da aggiungere, nulla da togliere.
Dio agisce così perché si abbia timore di lui.
Ciò che è, già è stato; ciò che sarà, già è; Dio ricerca ciò che è già passato.
Ma ho anche notato che sotto il sole al posto del diritto c’è l’iniquità e al posto della giustizia c’è l’empietà.
Ho pensato: Dio giudicherà il giusto e l’empio, perché c’è un tempo per ogni cosa e per ogni azione.
Poi riguardo ai figli dell’uomo mi son detto: Dio vuol provarli e mostrare che essi di per sé sono come bestie.
Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli;
c’è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell’uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità.
Tutti sono diretti verso la medesima dimora: tutto è venuto dalla polvere e tutto ritorna nella polvere.
Chi sa se il soffio vitale dell’uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra?
Mi sono accorto che nulla c’è di meglio per l’uomo che godere delle sue opere, perché questa è la sua sorte.
Chi potrà infatti condurlo a vedere ciò che avverrà dopo di lui?
(Qoelet, 3)
Non si deve aggiungere l’essere al non essere,
il tempo all’eternità,
ciò che è temporaneo a ciò che è eterno,
né si deve estendere l’inesteso,
ma si deve prenderlo nel suo insieme,
e, se lo si prenderà così,
si prenderà non un istante indivisibile nel tempo,
ma la vita eterna;
non la vita composta di parecchi periodi di tempo,
ma quella che tutti insieme li contiene.
Plotino
La maggior parte delle persone Un buon comportamento Etico deve basassi sulla coesistenza dei due poli. Da un lato l'impetuosità del carattere e dall'altro la dolcezza, così la generosità e di contro l'avidità.
Un comportamento Etico è anche fortemente influenzato dal fattore tempo. Come quando si sceglie un abito. Molti si soffermano sul taglio, sul colore, ma raramente pensano alla stoffa e quindi alla sostanza dell'abito. Non prendono in considerazione l'abito di sartoria realizzato con pazienza e tempo. Si da per scontato che non durerà molto. Non si da importanza quindi al tempo.
Se si usa lo stesso atteggiamento per un' Impresa, non ci si preoccupa di quanto un'impresa possa durare e prosperare nel tempo. L'approccio sarà incentrato nel consumare l'azienda con tutto ciò che ne consegue in termini di risorse, persone, intelligenze, che non saranno né valorizzate né preservate, ma solo consumate.
Negli ultimi anni la grande illusione è stata credere che il tempo si sia ristretto. Oggi chi presenta un piano industriale a cinque anni, viene guardato con sospetto come fosse alieno al mercato. La velocità, seppur importante, ha finito col prevalere sulla capacità di progettare. Di avere una visione a medio/lungo termine.
Avere questa visione è invece alla base dell'agire Etico.
Penso e mi oppongo al fatto che l'unica soluzione sia quella di trasferire o chiudere un'Impresa, dopo molti anni in cui, tra l'altro si sono realizzati profitti. Spesso non reinvestendoli nell'azienda.
L'alternativa ai sacrifici, dopo anni di utili cospicui, non può essere che il nulla.
l'oceano lento
modella dure rocce
pazientemente
tempo plasma emozioni
levigando ricordi
Non può esserci continuità.
La continuità implica un'identità nel passato, nel presente e nel futuro. Ma una tale identità è impossibile, dato che gli stessi oggetti con cui ci si identifica fluttuano e cambiano.
La continuità, la permanenza, non sono che illusioni create dalla memoria, pure proiezioni mentali d'un modello laddove non può esserci alcun modello.
Il tempo è nella mente, lo spazio è nella mente. In realtà, il tempo e lo spazio esistono in te; non sei tu ad esistere in loro. Sono modi della percezione, ma non sono gli unici.
Il tempo e lo spazio sono come parole scritte sulla carta; la carta è reale, ma le parole sono solo una convenzione.
Tutta l'esistenza è immaginaria. Il tempo è infinito, benché limitato, l'eternità avviene nello spaccato del momento presente. La manchiamo perché la mente fa la spola fra il passato e il futuro e non si ferma a mettere a fuoco il presente.
Ma questa è una cosa che si può fare abbastanza facilmente, se si desta l'interesse.
Fonte:
- http://blog.libero.it/SoleAdOriente/10197882.html
Link:
- Ervin Laszlo: L'esperienza Akashica - Leggere il campo di memoria e informazione del Cosmo
- La mente e i pensieri...
- Video: La materia è un'illusione?

Questo articolo offre molti spunti per riflettere e interrogarsi sui nostri vissuti e sulla concezione che abbiamo della vita, di noi stessi e delle esperienze che facciamo.
Per leggere l'articolo vai a questo indirizzo:
http://ilpoteredelquieora.blogspot.com/2011/02/steve-hagen-fisica-quantistica-e-tempo.html
Link:
- Ervin Laszlo: L'esperienza Akashica - Leggere il campo di memoria e informazione del Cosmo
70. A volte cerchi delle cose, delle soluzioni e queste magari arrivano dopo anni, decine di anni (a volte non ti rendi neanche conto che sono arrivate perché le hai dimenticate) e, allora, non ti servono e le guardi con distacco e pensi alla relativa importanza dei problemi e delle soluzioni. Il tempo aggiunge alla vita una prospettiva di saggezza, di distacco, di comprensione e di tenerezza...
71. Abbiamo fatto, facciamo e faremo degli sbagli. Cerchiamo, almeno, di utilizzarli per imparare qualcosa.
72. La felicità, la soddisfazione pare consista, essenzialmente, nell'avere qualcosa (o qualcuno) che prima non avevamo e, stranamente, nel non avere qualcosa (o qualcuno) che prima avevamo!
73. Una delle cause dell'infelicità e dell'insoddisfazione è la non accettazione degli effetti delle nostre scelte (consapevoli o inconsce).
74. A ferire, e a bere un bicchiere d'acqua, siamo tutti capaci.
75. E' vero molti dei nostri problemi derivano dai nostri genitori, ma le soluzioni, comunque, risiedono in noi stessi.
76. Semplificando possiamo dire che la società può cambiare in due modi: 1) evoluzione, 2) rivoluzione. Nel mezzo ci stanno tutte le combinazioni possibili: educazione, cultura da una parte, imbarbarimento e corruzione dall'altra. L'evoluzione è lenta e progressiva. La rivoluzione è rapida e può essere violenta o "non violenta" e "di velluto". Le combinazioni sono tante e si possono alternare nel tempo. Il tempo, comunque, è una componente essenziale: sulla sua velocità però, possono influire l'atteggiamento, l'impegno (o meno) e le scelte dell'uomo.
77. C'è chi gioca per vincere e chi gioca per giocare.
78. Se i nostri desideri, i nostri progetti, le nostre idee e le nostre concezioni sono basate su illusioni (visione condizionata della realtà), con molta probabilità siano destinati ad andare incontro a molte delusioni e disillusioni.
La chiara visione della realtà, di noi stessi e l'accettazione consapevole della Vita, aumentano la probabilità di restare sereni di fronte (o sotto) le mutevoli e impermanenti condizioni del mondo e degli altri.
79. Il dolore più forte fa scomparire quello più leggero...
VITA
Non c’è anima.
Non c’è tempo.
Non c’è spazio.
C’è solo Vita.
Una Vita.
Questa Vita sono Io.
La mia volontà,
per tutti i miei sé minori,
è che mi conoscano
nel loro nucleo centrale
quale essenza,
inizio e fine della loro esistenza.
È così, come Vita Una, io VIVO.
*
(B. Lyon, Iniziazione di gruppo, Istituto Cintamani, Roma 2006, pag. 38)