
Stimoli per lo Sviluppo della Coscienza Umana. Cultura: Arte, Scienza, Religione. Corpo, Mente, Anima, Spirito. Inconscio, Supercosciente, Transpersonale. Psicosintesi, Psicoenergetica, PsicoQuantistica. Etica. Blog BioPsicoSpirituale di Salvatore Caruso Motta. .:. Agenzia WolFox .
venerdì 17 giugno 2016
La creazione della realtà è una trappola per le anime | www.ecplanet.com

sabato 8 dicembre 2012
Il potere generativo della forza, la via verso i “Guerrieri di Luce”
Fonte: www.pierangeloraffini.com
Facebook address https://www.facebook.com/humanpotentialcoaching – Sito personale www.studiotrevisani.it
Note articolo:
© Articolo elaborato dall’autore, con modifiche, dai volumi di Daniele Trevisani “Personal Energy” www.studiotrevisani.it/hpm3 e “Il Potenziale Umano” www.studiotrevisani.it/hpm2 – Franco Angeli editore, Milano
Fonte: www.pierangeloraffini.com (Grazie!)
domenica 22 aprile 2012
Come "Insegnare la Gioia" al cervello

- 1 e 2 stati di gioia,
- nel 3 c'è un po' di stress,
- mentre il 4 e il 5 sono stati di tensione.
Laurel Mellin dice :
giovedì 12 aprile 2012
Adolescenza - Essere Non essere Apparire Nascondersi
Il mistero della VITA che si affaccia all'autoconsapevolezza
Riporto ampi stralci di due articoli:1. Quella voglia di crescere e il bisogno di essere protetti (che prende lo spunto, per parlare dell'adolescenza, da un fatto di cronaca) perché mi ha riportato a galla un pensiero simile al suo: non dimenticarsi di essere stati giovani, adolescenti. Anch'io m'ero ripromesso di non farlo, ma poi, in parte l'ho dimenticato.
2. Viviamo in un'epoca in cui se non piaci non esisti perché collegati al tema dell'identità, dell'essere e del non essere, dell'avere e dell'apparire.
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Quella voglia di crescere e il bisogno di essere protetti
di Vera MontanariGli adolescenti non sono bambini, sono ragazzi, quasi adulti e soprattutto sono molto sensibili (permalosi?). Ci siamo passati tutti da quel periodo infame e meraviglioso e quindi tutti sappiamo di cosa si parla. Qualcuno poi se l’è dimenticato, qualcuno l’ha cancellato. Io, invece, ancora difendo l’adolescente che è in me con grande determinazione perché sono affascinata da quel momento della vita, quando tutto deve ancora succedere e tu non sai come sarà, ma aspetti, con ansia, voglia e un po’ di paura.
In generale, salvo cioè pochi fortunati, sono anni duri, difficili, faticosi, ma insieme entusiasmanti. In nuce sei già quello che sarai, ma che fatica liberarsi di quel bozzolo. E che solitudine. Nonostante gli amici, nonostante i genitori (in quest’ordine, sia chiaro) e anche nonostante le prime cotte o i primi amori. Tutto è sublime e tragico.
Improvvisamente scopri che hai un corpo, per la prima volta ti “vedi” davvero e, impietoso come solo un adolescente sa essere, ti misuri con i tuoi limiti, i tuoi difetti, quelli fisici (che tragedie, ma ve lo ricordate?), quelli psicologici e anche tutti quelli che non hai…
E che tua madre ti ripeta che non sei grassa, che il seno è della misura giusta, che sei intelligente, non cambia una virgola della tua percezione (negativa, ovviamente). Però se a confortarti è un’amica, allora se ne può parlare.
E quanto si parla… Alla fine della scuola, ogni giorno, accompagnavo la mia amica Gioia a casa. Poi lei riaccompagnava me. E di nuovo io lei… Quando arrivavo a casa il pranzo era freddo e mia madre furibonda, ma questo non mi impediva certo, appena finito di mangiare, di telefonarle per riprendere le chiacchiere interrotte.
Ma una domanda continua a straziarci il cuore: perché non ha parlato con sua madre delle attenzioni morbose dello zio? Semplice: perché gli adolescenti non si confidano con i genitori. Sarebbe come tornare piccoli, una regressione inaccettabile. Chissà cosa le passava per il capo, forse temeva che non le avrebbero creduto. Forse pensava di potersela cavare da sola. Non riesco neppure a immaginare lo strazio di sua madre, se non per un punto: poteva aiutarla e non ci è riuscita.
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Gli adolescenti e il rapporto con lo specchio
Viviamo in un'epoca in cui se non piaci non esisti
di Elisabetta Leslie Papacella 
Purtroppo il normale disagio adolescenziale che ha fatto parlare di sé poeti, scrittori, psicologi, viene visto al pari di un difetto fisico. Può essere estirpato, tolto come un brutto naso che viene rifatto. Poi può essere un seno da rifare, poi gli zigomi, le labbra e si può andare avanti all’infinito nel corpo che può essere rifatto in ogni dettaglio. Si spera in questo modo di supplire alle difficoltà legate alla crescita.
Si pensa così che aderendo ad un modello di bellezza si sia accettati. Se ciò accade il gioco è fatto. Si è a tutti gli effetti ammessi nel sociale, si è all’altezza. Se si ha una vita relazionale intensa di contatti – e non di vere relazioni – i ragazzi hanno l’idea di essere dentro, di essere giusti, di avere consenso.
Dunque, il consenso passa attraverso il fisico. Se corrispondi a certe misure a determinati connotati fisici, allora non devi temere l’esclusione. Non essere considerati, cercati, nell’adolescenza può essere drammatico. Si ha la sensazione di non esistere. A questi ragazzi si è insegnato a non accettare il proprio corpo, a non accettare l’imperfezione. Alla chirurgia estetica si affida così il proprio disagio esistenziale sperando che venga estirpato. L’idea della personalità perfetta assomiglia al fisico perfetto. Il proprio carattere, la proprio personalità è affidata ad un fisico perfetto perché rifatto secondo canoni suggeriti dall’esterno.
Una omologazione che azzera le differenze, che annienta le personalità, che crea ragazzi privi di carattere in balia delle mode del momento. Sempre più preoccupati di capire “come gira il vento” per adeguarsi, piuttosto che cercare di capire il loro carattere, i loro desideri, le loro inclinazioni.
Allora il disagio normale dell’adolescenza, la fatica di convivere con gli ostacoli della vita, il normale sapersi accettare arreca una grande paura, dalla quale si crede di poter guarire ricorrendo a pillole o chirurgie che fanno guarire da se stessi. La paura di essere considerati sfigati è così ossessiva che il corpo è diventato il nuovo status symbol. Chi non ha avuto la fortuna di nascere bello ha il dovere di fare qualcosa per migliorarsi sennò non è considerato. Questa omologazione porta alla mediocrità e a scontare un costante senso di inadeguatezza che viene supportato e costantemente sottolineato ogni qualvolta essere belli viene collegato a nuove immagini a nuovi modi di dover essere.
Gli adolescenti di una volta potevano essere brutti, magari erano molto simpatici, oggi si passa l’esame solo se si è belli. L’amicizia stessa dipende dall’aspetto. Si decide dall’aspetto se quel ragazzo o ragazza potrà essere congeniale ad un gruppo di persone oppure no. Ciò vuol dire che non si ha la possibilità di far sentire chi sei, che fai, che pensi, poiché se non hai il fisico giusto la faccia bella e alla moda non ti viene data neanche la possibilità di essere ascoltato. [2]
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L'adolescenza è immagine della coscienza umana che dovrebbe "crescere" continuamente. Gli insegnanti cercano di ricordarselo ma lo dimenticano; lo dimentichiamo tutti: vogliamo seppellire un periodo difficile. che non è altro che il simbolo della conflittualità dell'animo umano. Si dice che la coscienza si può evolvere all'infinito: l'adolescenza ne è un modello temporalmente limitato. Abbiamo fretta di diventare grandi credendo, sperando di superare così velocemente, tutti i problemi insiti inevitabilmente, naturalmente, nel processo di crescita, di sviluppo della coscienza. L'adolescenza diventa il simbolo concentrato della crescita continua, dell'evoluzione continua della coscienza, dell'accettare l'inevitabile fase della dualità umana.
Alcuni grandi uomini, però, testimoniano che, come dopo l'adolescenza viene l'età adulta, così dopo la fase della dualità e dei conflitti, viene (si conquista) la fase dell'unità, della sintesi (che se pur progressiva e continua) è sempre una fase in cui si vive uno stato di coscienza diverso dalla duplicità.
Capiremo meglio l'adolescenza quando l'umanità vivrà meglio questa fase cruciale della vita, quando si saprà di più, si accetterà di più, si vivrà meglio, con gioia e con l'entusiasmo del cuore il processo di "crescita" e di sviluppo della coscienza.
Chiamerò (con sottile ironia) quest'altra fase "Seconda Adolescenza" perché a tutti quelli che la vivono non piace il nome "Terza Età" e tantomeno Vecchiaia e non si riesce a trovare un altro termine che non faccia sempre comunque riferimento all'età: Età dell'Oro, della Saggezza e così via. Non piace nemmeno (ovviamente) "Senescenza" che sarebbe l'opposto di adolescenza. Ma di questa seconda fase ne parleremo in un altro articolo.
Fonti:
[1] http://blog.graziamagazine.it/blog/2010/10/12
[2] http://www.loccidentale.it/articolo
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Articoli correlati:
- http://www.funzioniobiettivo.it (Riporta molti link)
- Lo stile-di-vita-si-sceglie-a-16-anni
- http://it.wikipedia.org/wiki/Adolescenza
- Adolescenza_bioenergetica. Il corpo che diventa adulto
- L'età-ingrata
- Angoscia-e-disagio-adolescenziale
- Un-giorno-questo-straniamento-ti-sara-utile
- I figli crescono-Adolescenza (Parte Prima)
- I figli crescono-Adolescenza (Parte Seconda)
- I figli crescono-Adolescenza (Parte Terza) Il Gruppo dei pari
- Se-neuroni-e-psicologia-non-bastano-a-farci-capire-i-nostri-figli
- Depressione-e-adolescenza
- L'adolescente in psicoanalisi
lunedì 9 aprile 2012
Il Risveglio in sé (2) Dal Decondizionamento alla Liberazione (Le Passeur)

Istruzioni per l’uso.
Le tue idee del passato o del futuro consistono a progettare un’energia in un luogo che non esiste. Perché secondo la tua rappresentazione lineare del tempo, che è la tua in questa dimensione, pensi alle cose che non sono più, o pensi alle cose che non sono ancora arrivate e che forse non arriveranno mai. Tuttavia, non sei mai nel momento presente, che è l’unico veramente percettibile da tutto ciò che sei.

Il mal-essere, le paure, la malattia, sono le conseguenze dell’energia non armoniosa accumulata in te, che finisce sempre per esprimersi attraverso una o più delle tue zone di ombra, il più delle volte quelle che sono nate dai più grandi dolori, là dove sei più vulnerabile.

Sono tutti i tuoi atteggiamenti, i tuoi comportamenti, le tue reazioni che provocano in te e/ o per altri dei dolori, delle malattie e dei sentimenti non voluti, dunque di natura tale da allontanarti un po’ di più dal tuo essere divino.
Non è molto difficile guardarti dentro. Chiediti per esempio perché ti arrabbi in tale situazione o rispetto a tale discussione. Osserva tutte le volte in cui questo è successo e risali al sentimento che ha provocato la tua collera.
Che cosa provavi allora, quale parola o quale situazione ha scatenato la tua reazione?
Che cosa ti ha ricordato, quale immagine ti è venuta? Pratica così in ogni circostanza e avrai delle eccellenti probabilità di esumare la ferita non guarita che c’è dietro. E se questa non viene alla luce subito, perché risale a più lontano forse un’altra vita di cui non raggiungi il ricordo, fidati della vita affinché ti riveli presto come rimediarci. Che tu lo voglia o no, hai in questo mondo come al di là di questo mondo delle guide che sono lì per te e chiedono soltanto di aiutarti.
Lascia risalire l’emozione, non bloccarla, accoglila come una particella di te che si libera alla fine, e prova dell’amore per questa piccola parte di te ferita che faceva tanto fatica a esprimere il suo dolore. Semplicemente, abbi compassione per te stesso. Sei stato ferito e hai sofferto, meriti solo amore per questa prova, e soprattutto non del disprezzo, della collera o della vergogna.
Non emettere nessun giudizio, accogli questa emozione che si libera, sia nelle lacrime, nelle grida o nel silenzio che ti sommerge. Vedila come un bambino tuo, parlagli, digli che è tutto finito, che è libero e che niente alimenta più oramai il dolore che l’ha visto nascere. Se ami senza condizione il bambino ferito che si rivela, guarisce all’istante.
Al tuo ritmo, a seconda delle tue forze, senza nessuna pressione, riconoscerai quasi tutti i bambini del tuo dolore e renderai loro la libertà.
Hai dunque preso coscienza alla fine, che non sei nato in questo mondo con l’unico scopo di sottometterti alla volontà di altri e di seguirne ciecamente le regole imposte. Hai quindi iniziato a percepire i meccanismi che ti avevano condizionato fino ad adesso, hai scoperto in te la dipendenza da questo condizionamento ciò ti porta a guarirne le ferite, hai guarito l’essenziale… E adesso?
Adesso, sei in grado di ricollegarti per davvero con il tuo spirito superiore. Sei in grado di allinearti con la tua divinità. Sei in grado di essere.
Quante volte ti sei sorpreso a questo punto a non reagire più come prima, in situazioni che ti avrebbero colpito, e avrebbero scatenato altrettante risposte da parte tua?
Quante volte ti sei detto che non ti riconoscevi?
Che ti sembrava di essere particolarmente zen?
Che non capivi come non ti preoccupavi più per tale o tale problema? Il lasciare-andare è una tappa che si nota molto nel tuo quotidiano, è spesso destabilizzante per la tua cerchia che fa anche fatica a riconoscerti e che non sa più a che cosa aspettarsi da te.

È la tua eredità, ti appartiene e saprai che cosa farne al momento giusto, nell’interesse di tutti. Non preoccuparti se niente di tutto questo si manifesta ancora, ognuno segue una strada di vita che è la sua e non fa bene confrontarla con quella degli altri, poiché questo paragone non ha alcun senso. Non è così che va misurata la strada compiuta in questo processo dell’ascensione.
Questa tentazione del paragone è realmente ingannevole e richiede una grande vigilanza. Prima perché alimenta un’altra faccia dell’ego che si chiama spesso “l’ego spirituale”: diciamo che quando l’ego si rende conto di perdere terreno nel suo elemento materiale, il suo potente istinto di sopravvivenza lo guida verso altre influenze da esercitare. Sarà dunque per lui molto facile girarsi verso l’elemento spirituale, poiché vede la tua coscienza superiore prendere questa direzione senza poter impedirlo.
Una volta in Tebaide, quando i primi monasteri cristiani sono apparsi nel V secolo, i monaci che erano ghiotti di ascesi e altre penitenze, avevano al refettorio la spiacevole tendenza a mangiare sempre meno rispetto al vicino per dimostrare in questo modo la maggior padronanza. Tanto che fu imposto di portare il cappuccio affinché nessuno vedesse il viso del suo vicino e non ne potesse giudicare l’appetito.
Non si conta più oggi il numero degli ”risvegliati » che sono stati intrappolati in questa maniera dal proprio ego. I più carismatici finiscono come guru, i più discreti smarriscono la propria umiltà e non sono più in grado di rimettersi in questione, perdendo così il proprio discernimento, si lasciano ingannare dalle proprie capacità nuove, e trascinano nella loro scia alcuni che sono ancora più vulnerabili.
L’umiltà è una potente luce nell’oscurità. E’ un Sole che vede il “piccolo”” in questo mondo diventare “immenso” nell’altro. Quando tutto sembra diventare complicato e il discernimento viene a mancare, quando i dubbi risalgono e la sete di controllo prosciuga di nuovo il palato, l’umiltà conduce l’essere con dolcezza verso l’altare dell’abbandono, che è la soglia suprema dove investe la pienezza del suo abito di luce.
L’abbandono è la nuca che si offre nuda al divino in sé. È la fede estrema, ed è la pienezza di una gioia serena e profonda.

Qualcuno ha detto, molto tempo fa, che ci saranno molti chiamati e pochi eletti. La ragione è che le trappole che ci siamo inventate collettivamente sono molte e variegate. Ma non serve preoccuparsi, qualunque sia il ritmo dei nostri passi, tutti ritroveranno il proprio essere divino presto o tardi, nessuno sarà lasciato mai sul bordo della strada, sii certo di questo.
Non dimenticare fratello mio, sorella mia, che siamo dei nomadi un po’ pazzi, pieni di brio e di gioia. Abbiamo deciso molto tempo fa, contro venti e maree, di vivere quest’ampio palcoscenico che è la Terra, indossando a seconda delle nostre vite tanti tipi di maschere e di scenari, tutti destinati a riempirci di un’esperienza nuova, e ancorare nella materia una luce che non conosceva.
Ora che la rappresentazione sta per concludersi finalmente, e che il sipario sta per cadere, andiamo a fare qualcosa di molto bello con ciò che abbiamo imparato, qui su questa Terra molto amata, il suo vero nome in seno all’universo è “Urantia Gaïa”.
In quest’oscurità fitta abbiamo dovuto immaginare che esistesse qualcos’altro rispetto al mondo diventato il nostro e che avevamo la capacità di evolvere.
Hai un’idea, fratello mio, sorella mia, di quante vite e sofferenze dell’ego sono state necessarie?
Ma lì in fondo alla melma più profonda, nel buio assoluto, piedi e mani legati, con giusto l’aria che ci occorreva per alcuni istanti di sopravvivenza nei polmoni, abbiamo saputo riconoscere la fiamma indistruttibile che non ci ha mai abbandonata, e di tutta la volontà di ognuna delle cellule del nostro corpo, ne abbiamo penetrato un po’ alla volta l’incandescenza. Grazie all’immenso potere di libertà che ha distillato in noi, siamo risaliti verso la superficie rompendo una a una le nostre catene fino a trascendere tutti i limiti imposti.

All’alba dei “Soli” del nuovo mondo che sta per spiegare le sue ali, stai già scoprendo il tuo vero potere creatore… e tutto si farà ora in coscienza e in gioia, nell’amore trasceso del divino in te.
© Il Traghettatore – 11.05.2011 – Tradotto da Angie & Stéphanie - Versione originale francese
> Altri articoli tradotti in italiano
http://www.urantia-gaia.info
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martedì 28 febbraio 2012
Copia Assimila e Sigilla nel tuo Cuore queste Preziose Perle di Saggezza
AVENDO COMPRESO LA NATURA DI TUTTI I LEGAMI
E NON BRAMANDONE PIU' ALCUNO.
SPOGLIATO DALL'EGO
LIBERO DAL DESIDERIO SMODATO,
DAGLI AFFANNI E DALL'AGITAZIONE DEL CORPO.
DOTATO DI AUTODOMINIO
SALDO NEL CARATTERE
SUPERATA OGNI CONFUSIONE MENTALE
AVENDO LA CHIARA VISIONE DEI FENOMENI
ASTENENDOMI DAGLI ORNAMENTI DELLA CONCUPISCENZA DEI SENSI.
NON ABBRACCIANDO ALCUNA OPINIONE
OSSERVANDO IL RETTO COMPORTAMENTO
IMMUNE DA CUPIDIGIA, IRA E GELOSIA
RISOLUTO E INTENTO AL SOMMO BENE
AVENDO SPERIMENTATO LA VANITA' DELLE VARIE FORME DI ESISTENZA.
NON VI E' PIU' ALCUN ASTIO NEL MIO CUORE.
A NULLA ASPIRO
POICHE' HO RAGGIUNTO L'OPPOSTA RIVA
(... quella del DISTACCO e del NON-ATTACCAMENTO).
HO RAGGIUNTO LA PACE IMPERITURA
SALDO NEI PERICOLI E INTREPIDO DI FRONTE ALLA MORTE
PROCEDO LIBERO E SERENO PER LA VIA DEL CIELO.
(Raccolta di aforismi dal Sutta Nipata)
giovedì 2 febbraio 2012
Il perduto modo di pregare (di Gregg Braden)

I moderni ricercatori della preghiera identificano attualmente 4 modi di pregare usati oggi in Occidente. Esiste un modo ulteriore?
C’è anche un quinto modo di pregare che ci consente di partecipare all’esito degli eventi dentro i nostri corpi come pure del mondo attorno a noi?
Scoperte recenti in remoti siti di culto dove oggi rimangono queste tradizioni, combinate con una nuova ricerca entro alcune delle più sacre ed esoteriche tradizioni del nostro passato, mi condussero a ritenere che la risposta è Sì.
Molto del nostro condizionamento nelle tradizioni occidentali dell’ultimo millennio e mezzo ci ha invitato a "chiedere" che specifiche circostanze del nostro mondo cambino a seguito di un intervento divino; che le nostre preghiere vengano esaudite. Nel nostro richiedere benintenzionato, comunque, è possibile che noi senza saperlo diamo proprio potere alle condizioni che noi preghiamo cambino.
Per esempio, quando noi chiediamo: "Caro Dio, ti prego fai in modo che ci sia pace nel mondo", noi stiamo in effetti affermando che la pace al momento presente non esiste. Ora antiche tradizioni ci ricordano che le preghiere che chiedono sono una forma di preghiera, tra altre forme, che ci dà il potere di trovare pace nel nostro mondo attraverso la qualità del pensiero, del sentimento e dell’emozione che noi creiamo nel nostro corpo.
Una volta che noi consentiamo alle qualità della pace di entrare nella nostra mente e diamo energia alla nostra preghiera attraverso i sentimenti di pace che sono nel nostro corpo, il quinto modo di pregare asserisce che il risultato richiesto è già avvenuto.
La scienza dei quanti fa fare ora a questa idea un passo avanti, affermando che è precisamente a queste condizioni di sentimento che la Creazione risponde coll’armonizzare il sentimento (preghiera) del nostro mondo interiore con condizioni similari nel nostro mondo esteriore. Sebbene il risultato della nostra preghiera possa non essere apparente nel nostro mondo esteriore, noi veniamo invitati a riconoscere la nostra comunione con la Creazione e a vivere come se la nostra preghiera fosse già stata corrisposta.
Con parole di un altro tempo gli antichi ci invitarono ad abbracciare la nostra preghiera perduta come una coscienza che noi diventiamo, piuttosto che una forma prescritta di azione che noi compiamo all’occorrenza. Con parole che sono tanto semplici quanto eleganti ci viene ricordato di essere "circondati" dalla risposta alle nostre preghiere e "avviluppati" dalle condizioni che noi scegliamo di sperimentare.
Nell’idioma moderno questa descrizione ci suggerisce che, per effettuare un cambiamento nel nostro mondo, noi veniamo invitati ad avere prima le sensazioni del cambiamento già avvenuto. Dato che la scienza moderna continua a convalidare una relazione tra i nostri pensieri, sentimenti e sogni e il mondo che ci circonda, diventa più probabile che un ponte dimenticato colleghi le nostre preghiere con il mondo della nostra esperienza. La bellezza di questa tecnologia interiore è il fatto che essa è basata su qualità umane che noi già possediamo.
Dai profeti che ci videro nei loro sogni ci viene ricordato che, nell’onorare tutta la vita, noi realizziamo niente di meno che la sopravvivenza della nostra specie e il futuro della sola casa che conosciamo.
Comparazione dei modi di pregare tramite l’esempio della pace globale
Preghiera basata sulla logica: richiesta di intervento.
1 - Ci focalizziamo sulle condizione presenti dove riteniamo che la pace non esiste.
2 - Noi possiamo sentirci privi di aiuto, di potere o adirati per gli eventi e condizioni che stiamo osservando.
3 - Noi impieghiamo la nostra preghiera/richiesta per invitare un intervento divino di un Potere più elevato ad apportare la pace in relazione a individui, condizioni e luoghi dove riteniamo essa sia assente.
4 - Tramite la nostra richiesta noi possiamo senza saperlo confermare proprio le condizioni che noi desideriamo di meno. Quando diciamo per es.: “Per favore fai che là ci sia pace”, noi stiamo dichiarando che la pace non è presente in una particolare situazione. Facendo ciò noi possiamo effettivamente dare energia proprio alla condizione che abbiamo scelto di cambiare.
5 - Noi continuiamo a richiedere l’intervento finché vediamo che il cambiamento davvero avviene nel nostro mondo.
La nostra preghiera è già esaudita se:
1 - Noi vediamo tutti gli eventi, quelli di pace e quelli che riteniamo di assenza di pace, come possibilità senza giudizio di giusto, sbagliato, cattivo o buono osservando.
2 - Ci liberiamo del nostro giudizio della situazione benedicendo quelle condizioni che ci hanno causato dolore. La benedizione non perdona l’evento o condizione, o acconsente a esso. Piuttosto riconosce che l’evento è parte dell’unica Fonte di tutto ciò che è (Ved. il libro “Walking between the Worlds: The science of Compassion” per i dettagli) [1].
3 - Sentendo i sentimenti della nostra preghiera già corrisposti, noi dimostriamo l’antico principio quantico che asserisce che le condizioni di pace dentro i nostri corpi sono rispecchiate nel mondo al di là dei nostri corpi.
La nostra preghiera ora consiste nel:
a) riconoscere che la pace già è presente nel nostro mondo vivendo consapevoli che questi cambiamenti già si sono avuti;
b) dare potere alla nostra preghiera col ringraziare per l’opportunità di scegliere la pace al posto della sofferenza.
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Link:
- [1] il-dono-della-benedizione-gregg-braden
- http://www.lorecalle.it/?p=910 La compassione
- braden/camminare_tra_i_mondi.
- http://www.fiumesilente.com/forums/pensiero-del-giorno-di-viramo/compassione
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(Riceviamo da Tomoe e volentieri pubblichiamo)
lunedì 26 settembre 2011
Sorella Morte § L'Aldilà Esiste. Parola di Scienziato
Un teologo direbbe "ecco, è l’anima che ci fa vedere cosa succede". I ricercatori olandesi cercano altre risposte. Pim van Lommel, responsabile della ricerca, pensa che il segreto della coscienza non vada cercato all’interno delle cellule e delle molecole. Almeno non solo. Evidentemente anche quando non c’è attività elettrica, dice, una persona fisicamente incosciente è in grado di registrare cosa avviene intorno a lui. Insomma è cosciente. Sa un po’ di acrobazia verbale, ma Lommel usa un esempio: "E’ come un programma tv: anche quando spegnete il televisore, che è un semplice ricevitore, il programma è sempre lì. Solo che non lo potete vedere, Quando si spegne il cervello, la coscienza è ancora lì ma voi fisicamente non la sentite".Lo hanno scoperto anche i ricercatori olandesi: tutti quelli che hanno vissuto la esperienza della rinascita dopo una morte apparente non hanno più paura dell’aldilà. E si dicono cambiati profondamente: più amorevoli verso il prossimo, più gentili e compassionevoli. Fosse vero, si potrebbe organizzare un "coma di Stato", obbligatorio per tutti al compimento della maggiore età: un paio di minuti di incoscienza artificiale sotto controllo medico, la resurrezione e una gran voglia di essere buoni con tutti. Magari è questo, il paradiso.
Articolo pubblicato sul sito Nautilus
Link diretto:
http://www.nautilus.tv/0201it/scienza/scienza/anim.htm
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martedì 28 giugno 2011
Insoddisfazione
Evolvendosi, l’uomo acquista maggiore consapevolezza dei propri poteri: forza, intelligenza, abilità tecnica, mentre parallelamente sviluppa un senso oscuro, ma intenso, che vi sono dei poteri più grandi, latenti nell’uomo, che egli deve realizzare (una "divina insoddisfazione").
Roberto Assagioli
.:.
Possono esserci vari tipi di insoddisfazione: fisica, emotiva, mentale, relazionale, spirituale...
- A livello fisico, può essere connessa a bisogni non soddisfatti: sessualità, attività fisica, prestanza, appagamento, gusto di vivere e di muoversi sul pianeta...
- A livello emotivo: carenze affettive e relazionali, mancanza di gioia di vivere...
- A livello mentale: dubbi esistenziali, filosofici, ...
- A livello intuitivo: senso della vita, spiritualità, ...
- A livello della personalità e dell'io
- A livello dell'anima, spirito o Sé transpersonale
Si può manifestare in vari ambiti:
- familiare
- sociale
- relazionale, sentimentale (tipica la "sofferenza d'amore" d'epoca romantica...)
- nel lavoro
- nella ricerca del successo
- in campo artistico
- in ambito religioso-spirituale (in questo caso si parla di "divina insoddisfazione" o di eterna insoddisfazione)
- in ambito filosofico (si parla anche di eterna insoddisfazione o di insoddisfazione esistenziale legata alla condizione umana. Famosi i libri di Sartre e di Moravia).
Le categorie che abbiamo elencato servono solo a dare un'idea d'insieme del fenomeno e non vanno viste separate le une dalle altre in quanto si compenetrano e si alternano in quella che spesso viene anche chiamata la danza della vita.
Oggi vi proponiamo questo articolo, che riteniamo utile, che parte da soluzioni sul piano fisico che coinvolgono, però, anche altri livelli. Ricordiamoci che può essere una buona cosa "ringraziare" il proprio corpo dopo un lavoro faticoso fatto bene...
.:.
Perennemente insoddisfatti: cosa fare
di Bianca Maria Fracas
"L’insoddisfazione è la conseguenza del crearsi delle aspettative irrealizzabili, e il lamentarsi non è altro che lo specchio del nostro modo di essere, ovvero una predisposizione naturale a cogliere solo i lati negativi delle persone, dei luoghi e delle situazioni che incontriamo."
Sono molte le persone che qualunque cosa facciano e qualsiasi situazione incontrino, si sentono insoddisfatti. L’insoddisfazione è la conseguenza del crearsi delle aspettative irrealizzabili, e il lamentarsi non è altro che lo specchio del nostro modo di essere, ovvero una predisposizione naturale a cogliere solo i lati negativi delle persone, dei luoghi e delle situazioni che incontriamo.
Le persone che vivono in questo modo, dovrebbero imparare a pensare che nella vita ci sono sempre degli imprevisti negativi, ma che l’uomo è dotato di una capacità di adattamento, proprio come gli animali; l’importante è imparare ad affinare questa capacità.
È importante lasciarsi alle spalle le delusioni e essere propositivi verso le novità, sempre con un pizzico di spirito dell’avventura. Inoltre è importante imparare a cambiare abitudini, per insegnare al cervello a riorganizzarsi in modo creativo. Dal momento che la realtà rimane la stessa, vale la pena vederla sotto un altro aspetto; in questo modo apprezzeremo molto di più anche le cose che non sono perfette.
Un utile esercizio
L’ingrediente fondamentale per imparare ad essere meno insoddisfatti delle situazioni è essere fieri del proprio fisico; in questo modo si attenueranno le sensazioni di insoddisfazione.
Per avere una visione migliore di sé è utile imparare a sentire il proprio corpo e a muoversi in armonia con se stessi. Proviamo a camminare a quattro zampe, a fermarci a chiudere gli occhi e immaginarci dall’esterno. È uno degli esercizi che la Mind & Body Therapy insegna; le sedute sono seguite da uno psicoterapeuta, si svolgono in palestra e prevedono diversi esercizi come quello sopra descritto, o come quelli in cui si chiede al soggetto di sentire il peso del corpo prima sulle braccia, poi sulle gambe ed infine alzarne una per diminuire la tensione. Questa terapia amplifica le sensazioni del corpo per ottenere una percezione di benessere, condizione necessaria per essere più soddisfatti.
FONTE:
- http://www.guidapsicologia.com/002145_perennemente-insoddisfatti-cosa-fare.html
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A volte l’uomo è straordinariamente,
appassionatamente innamorato della sofferenza.
(Fëdor Michajlovic Dostoevskij)
.:.
LINK sull'insoddisfazione:
- Definizioni, Dizionario della Felicità
- La causa dell’insoddisfazione: il desiderio
- Gli insoddisfatti
- Storielle e aneddoti
- Ontologia dell'insoddisfazione
- L'insoddisfazione quotidiana
- Sinonime, contrari, traduzione
- Insoddisfazione cronica, non godere della vita
- Insoddisfazione e immagine corporea
- Insoddisfazione personale
- Un antidoto contro l'eterna insoddisfazione
- Divina insoddisfazione e incarnazione
- Divina insoddisfazione e cambiamento
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Questa divina insoddisfazione significa che
all'interno della mia anima
si muove un impulso destinato a procurarmi grandi soddisfazioni.
Salvador Dalì
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AFORISMI E FRASI SULL'INSODDISFAZIONE: (tratti da: www.frasi.net)
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Nulla è più pericoloso e mortale per l'anima che occuparsi continuamente di sé e della propria condizione, della propria solitaria insoddisfazione e debolezza. Hermann Hesse
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L'insoddisfazione segue l'ambizione come un'ombra. Henry H. Haskins
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La noia, l’insoddisfazione, è la molla prima di qualunque scoperta, piccola o grande. Cesare Pavese
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Chi raggiunge il successo non fa altro che spostare la sua insoddisfazione più in alto. Gianni Monduzzi
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Il comparare è la fine della felicità e l’inizio dell'insoddisfazione. Sören Kierkegaard
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Il desiderio è il motore che spinge la vita. Ciò che si desidera resta desiderio finché non si soddisfa. Vivere è desiderare, desiderare è insoddisfazione, dunque la vita è tristezza. Riccardo Crupi
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Siamo venuti in questo mondo non per noi stessi, ma per fare del bene agli altri. Siamo venuti qui per dare, non per ricevere.
Due strade si aprono dinnanzi ad ognuno: servire se stesso o servire il prossimo.
Scegliere quale sarà la tua autentica ispirazione di vita. La scelta di se stesso è più comoda, il Servizio al prossimo esige un sacrificio. Ma, se ci si riflette, il servizio di se stesso significa diventare schiavi della propria ambizione e da ciò nasce invidia e insoddisfazione. Mentre nel servizio del prossimo si è liberi, non si lavora per una ricompensa, né in competizione con gli altri. Si è liberi di esprimere il proprio amore: e la cosa curiosa dell'Amore è che più se ne dà, più copiosamente esso ci viene restituito! Buona Strada nel Servizio! Baden Powell -
I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi: l’ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c’è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l’insoddisfazione per l’esistenza del mondo. Fernando Pessoa
.:.
“Esiste una vitalità, una forza vitale, un’energia, un’accelerazione che si traduce,
tramite te, in azione e, visto che in ogni momento tu sei unica, questa espressione è
unica [...] Devi mantenerti aperta e conscia nei confronti degli impulsi che ti
motivano. Mantieni aperto il canale [...] [Non esiste] nessuna soddisfazione in
nessun momento. Esiste solo una strana, divina insoddisfazione, una benedetta
irrequietezza che ci fa andare avanti e ci rende più vitali degli altri.”
Martha Graham ad Agnes De Mille, Dance to the Piper1
E' una legge fondamentale della vita che l'amore ti condurrà a un'insoddisfazione sempre più profonda.
Alla fine, l'amore ti condurrà a un'insoddisfazione tale da creare in te l'anelito per l'amante supremo, il divino,
allora comincerai a ricercare l'innamoramento definitivo.
(Osho)
DIVINA INSODDISFAZIONE
In ogni essere c’è una profonda spinta interiore verso una forma di vita superiore, una forza fondamentale ma insistente che ci spinge - come il fiore che spontaneamente si gira verso il sole - alla ricerca di qualche cosa di più grande di noi e verso orizzonti che non sono già stati conquistati. Non è sempre facile riconoscere questa potente forza interna, soffocata come è nei labirinti della complessa natura umana, sicché spesso essa riesce ad emergere solamente in forme distorte. Ma sono pochi coloro nei quali questa potente forza non riesce ad affiorare, sia sotto forma di potente credo spirituale, che di una migliore qualità di vita, o di attività pratica di servizio.
Questa “forza segreta” è stata chiamata la “divina insoddisfazione”, la “spinta del cielo”, la “spinta evolutiva”. Ma qualunque nome si possa darle, è pur certo che la Legge
dell’Avvicinamento Spirituale è la forza basilare che regola e governa questa potente esigenza nella natura umana. È questa legge che dà origine alle molte tecniche dell’evoluzione spirituale, all’osservanza delle varie religioni, ai metodi che portano a creare un ponte nella coscienza tra la vita esterna e quella interna, ed a fondere gli elementi materiali con quelli spirituali, sicché ne nasca “un tutto” nuovo e più vitale.
Fonte: www.istitutocintamani.org/Meditazione-Nuova-Era-ANNO-1. pag. 74
Dentro ognuno di noi esistono qualità che derivano da una Fonte ben al di sopra della nostra personalità “normale”. L’amore, la creatività, lo spirito di servizio, l’aspirazione, il
richiamo che induce il Figliol Prodigo a ritornare alla Casa del Padre, l’apprezzamento della verità, della bellezza, della bontà; un senso anche vago della realtà “interna”, di “qualche cosa che vada oltre”, quella “divina insoddisfazione” che è alla base dell’irrequietezza della razza umana, lo spirito di avventura, il costante sforzo di migliorare tutti questi elementi sono prove che “l’uomo è un animale più un Dio vivente.”
Fonte: www.istitutocintamani.org/Meditazione-Nuova-Era-ANNO-1, pag. 86
Gli annebbiamenti della ristrettezza di idee e della rigidità, non necessitano di molte spiegazioni. I loro effetti limitanti sono ovvi. Ma tali annebbiamenti non sempre vengono
riconosciuti, ed esistono molte ragioni che ci rendono difficile tale riconoscimento; perché vogliamo sentire intorno a noi le pareti protettive di un certo modo di pensare; a causa di ciò che potremmo chiamare “agorafobia mentale”, o timore di spostarci in nuove aree di pensiero; a causa della pigrizia mentale ed emotiva, dell’ignoranza, e di quell’autocompiacimento che deriva dall’essere completamente assorti nelle proprie credenze, convinzioni e modi di vivere.
Se dovessimo riconoscere in noi stessi simili tendenze, cerchiamo di ricordare il valore della “divina insoddisfazione”… È stato attraverso la costante sollecitazione del cuore umano e delle menti aperte di alcuni indagatori, che l’umanità ha trovato la sua strada dall’oscurità primordiale al suo attuale, comparativamente avanzato, stadio di sviluppo. Una mente chiusa ed un sentirsi nel giusto, costituiscono dei grandi ostacoli al nostro proprio progresso ed a quello di altri.
Fonte: www.istitutocintamani.org/Meditazione-Nuova-Era-ANNO-3, pag. 81
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