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martedì 29 gennaio 2013

Forza Interiore

Fonte:   http://bkwsu.org/italy

  Pensiero del giorno

 

Attingo alla mia forza interiore
per superare ogni tempesta e per continuare a esprimere la mia dignità, nell’essere, nel fare e nel condividere.


Fonte: Brahma Kumaris,  roma@it.bkwsu.org 


domenica 30 dicembre 2012

Una volontà indomita

La forza non deriva dalla capacità fisica. Deriva da una volontà indomita.
Mahatma Gandhi

venerdì 28 dicembre 2012

Nobili pensieri

Non sono mai soli quelli accompagnati da nobili pensieri.
Sidney Poitier
http://www.mondi.it/almanacco/

giovedì 15 novembre 2012

Strade

Strade di Darth Ever

Strada per andare...
Strade per tornare...
Strade per una destinazione...
Strade senza una meta...
Strade per Essere...



Strade diritte
Strade tortuose

strada del San Gottardo di Tobia Scandolara

Strade interrotte
Strade Facili e Difficili
Strade Belle e Brutte
...




Strade di montagna di PABLO PONI

Non conoscere la propria strada...
Cercare...
Trovare...
Percorrere la propria strada...
Intuire una nuova Strada...
Preparare una nuova Strada...  
Tracciare una nuova Strada per chi verrà...

Essere la Strada...
Essere il Viaggio...
Essere la Destinazione...
Essere...















di Resalvato
con la collaborazione di Paola C. e lo stimolo di Mr. Loto
Immagini: dal Web


Citazioni

Nei primi tempi al maestro Lieh-tzu piaceva viaggiare.
Hu-ch’iu-tzu gli disse: “O Yu-k’ou, a te piace viaggiare. Che cosa ti piace nel viaggiare?”.
“La gioia del viaggiare”, rispose Lieh-tzu, “ è che le cose che ti divertono non sono mai le stesse. Il viaggiare degli altri è per contemplare la loro vista, il mio viaggiare è per contemplare il loro cambiamento. Viaggiare e viaggiare! Non v’è chi sia capace di distinguere in questo viaggiare”. “Il tuo viaggiare, o Yu-k’ou, è tale e quale a quello degli altri”, disse Hu-ch’iu-tzu.
“Tu dici che è diverso? Di tutto ciò che vediamo scorgiamo continuamente anche i cambiamenti. Ti diverti perché le cose non sono mai le stesse, senza sapere che anche noi non siamo mai gli stessi. Dedichi la tua attenzione ai viaggi esteriori, ma non sai dedicarla alla contemplazione interiore. Chi compie viaggi esteriori cerca la completezza nelle cose, chi si dà alla contemplazione interiore trova la sufficienza in se stesso. Trovare la sufficienza in sé è il modo sommo di viaggiare, cercare la completezza nelle cose non è il modo sommo di viaggiare”.
Dopo di ciò, per tutta la vita Lieh-tzu non uscì più di casa, ritenendo di non sapere che fosse viaggiare. Hu-ch’iu-tzu gli disse: “Che cosa somma è viaggiare! Chi viaggia in modo sommo non sa dove va, chi contempla in modo sommo non sa che cosa guarda. Viaggiare tra tutte le cose, contemplare tutte le cose: ecco quel che io chiamo viaggiare e contemplare. Per questo ho detto: che cosa somma è il viaggiare! 
(dal libro di Lieh Tzu)


Non uscendo dalla porta si conosce il mondo.
Non guardando dalla finestra si scorge la via del cielo.
(Lao-Tzu)

Quando siete in viaggio, vi è certamente utile sapere dove state andando o almeno conoscere la direzione generica verso cui vi state muovendo: ma non dimenticate: l' unica cosa che in definitiva è reale riguardo al vostro viaggio è il passo che state compiendo in questo momento.
(E. Tolle)

Quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta.
(Susanna Tamaro)

Aveva studiato medicina a Vienna, aveva studiato antropologia, letto di tutto; e ora si stava dedicando al lavoro della sua vita, ch'era lo studio delle cose in se stesse per le strade della vita e della notte.
(Jack Kerouac)

La giusta direzione
- Alice: Volevo soltanto chiederle che strada devo prendere!
- Stregatto: Beh, tutto dipende da dove vuoi andare.
(Alice nel Paese delle Meraviglie, L. Carrol)
Più che la meta del tuo viaggio importa lo spirito con cui l’hai raggiunta, e pertanto non dobbiamo subordinare il nostro animo ad alcun luogo. Bisogna vivere con questa convinzione: “Non sono nato per un solo cantuccio di terra, la mia patria è l’universo intero”.
Se questo concetto ti fosse trasparente, non ti meraviglieresti di non trovare alcun conforto nella varietà delle regioni in cui di bel nuovo ti rechi per la noia delle precedenti. Infatti ti sarebbe piaciuta la prima in cui saresti capitato, e poi anche di volta in volta avresti gradito le successive, se avessi considerato ciascuna come interamente tua.
(Seneca a Lucilio)
La cosa più difficile è definire un cammino per noi stessi.
Chi non compie una scelta, agli occhi del Signore muore, anche se continua a respirare e a camminare per le strade.
Perché l'uomo deve scegliere.
In questo sta la sua forza: il potere delle sue decisioni.
(Paulo Coelho)

I geni aprono le strade, i begli spiriti le appianano e le abbelliscono.
(Georg Christoph Lichtenberg)

Raccontò che c'erano due strade, per tornare a casa, ma solo in una si sentiva il profumo di more, sempre, anche d'inverno. Disse che era la più lunga. E che suo padre prendeva sempre quella, anche quando era stanco, anche quand'era vinto. Spiegò che nessuno deve credere di essere solo, perché in ciascuno vive il sangue di coloro che l'hanno generato, ed è una cosa che va indietro fino alla notte dei tempi. Così siamo solo la curva di un fiume, che viene da lontano e non si fermerà dopo di noi.
(Alessandro Baricco)

Ciò che è fuori è anche dentro; e ciò che non è dentro non è da nessuna parte.
Per questo viaggiare non serve.
Se uno non ha niente dentro, non troverà mai niente fuori.
È inutile andare a cercare nel mondo quel che non si riesce a trovare dentro di sé.
(Tiziano Terzani)

È finita la notte.
Spegni la lampada fumante nell'angolo della stanza.
Sul cielo d'oriente è fiorita la luce dell'universo: è un giorno lieto.
Sono destinati a conoscersi tutti coloro che cammineranno per strade simili.
(Tagore)

Il sentiero che conduce al Gioiello nel Loto è come un diamante durissimo, scintillante per i lampi dell'illuminazione. Ma il Gioiello non è la meta. Il viaggio è la meta. Per ogni uomo che sente il richiamo della sua anima, la meta si trova nel qui e ora.
Il più grande "peccato" è udire il richiamo, sapere quale è il prossimo passo da fare e non farlo.
Il sentiero che si inerpica lungo la parete della montagna porta alla vetta dell'iniziazione. Esso è ripido e difficile. Richiede tutta la propria capacità di concentrazione, non ci si può permettere di  perdere tempo crucciandosi degli errori passati o pensando al Gioiello che attende di essere scoperto.
Il viaggio è la meta ed occorrono muscoli poderosi per percorrere l'impervio sentiero fino alla vetta della montagna.
Bisogna prepararsi adeguatamente prima che la scalata si faccia più difficile; bisogna aspettarsi di dover affrontare una dura lotta e, cosa ancora più importante, bisogna avere il coraggio e la persistenza di resistere nei tempi avversi, quando la parete sembra crollare sotto i propri piedi ed anche quando, saliti abbastanza in alto, la vertigine spirituale attende l'incauto o colui che è ancora avvolto nell'illusione.
(Douglas Baker, “Il Gioiello nel Loto”)
Alcune strade portano più' ad un destino che a una destinazione. 
Jules Verne

“Non puoi percorrere la via prima di essere diventato la via stessa”.
Buddha

“Viandante, sono le tue orme la via e nulla più; viandante non c’è via, la via si fa con l’andare. Con l’andare si fa la via e nel voltare indietro la vista si vede il sentiero che mai si tornerà a calcare. Viandante, non c’è via ma scie nel mare”.
Antonio Machado

“Camminando sulle strade di campagna, come sui sentieri della vita, si impara che nulla va espulso, allontanato dalla nostra coscienza e tutto va abbracciato, sensazioni, emozioni, pensieri, uomini, piante, animali, la luce e l’ombra, la strada difficile e quella facile. Tutto questo la meditazione può insegnarcelo e la camminata ne è un simbolo limpido”.
Mario Armellini

“Strada: striscia di terra che si percorre a piedi. Diversa dalla strada è la strada asfaltata, che si distingue non solo perché la si percorre con la macchina, ma in quanto è una semplice linea che unisce un punto ad un altra. La strada asfaltata non ha senso in se stessa; hanno senso solo i due punti che essa unisce. La strada è una lode allo spazio. Ogni tratto di strada ha senso in se stesso e ci invita alla sosta. Prima ancora di scomparire dal paesaggio, le strade sono scomparse dall’animo umana: l’uomo ha smesso di camminare con le proprie gambe e di gioire per questo. Anche la propria vita armai non la vede più come una strada, bensì come una strada asfaltata: come una linea che conduce da un punto ad un altro..”
Milan Kundera

“Viandante, il sentiero non è stato tracciato ma la strada si apre davanti a noi mentre la percorriamo insieme.“
A. Machado


Link:
- Andrea Bocconi, Viaggiare non partire
- Procedendo nella via. Dovunque tu vada, vacci con tutto il tuo cuore." (Confucio)
- Strade (poesia di Michela)
- Viaggiare-è-meglio-che-arrivare. Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta.




venerdì 27 luglio 2012

L'umorismo serve a...

L'umorismo serve a rendere più facile la vita, a smussare gli angoli, a farti capire che le cose importanti nella vita sono veramente poche, due o tre... e noi stiamo invece a discutere ed arrabbiarci sulle altre diciotto o ventimila.
- Bruno Bozzetto

mercoledì 30 maggio 2012

Sogni e Realtà

Se uno sogna da solo, è solo un sogno.
Se molti sognano insieme, è l’inizio di una nuova realtà.
- Friedensreich Hundertwasser

 

Fonte: www.pensieriseme.it
Immagine:
http://www.adeleverga.it/2003/sogno2.jpg


lunedì 23 aprile 2012

Sincronicità .:.



La sincronicità è un termine introdotto da Carl Jung nel 1950 per descrivere una connessione fra eventi, psichici o oggettivi, che avvengono in modo sincrono, cioè nello stesso tempo, e tra i quali non vi è una relazione di causa-effetto ma una evidente comunanza di significato. La sincronicità è relativa quindi alle "coincidenze significative".*1
.:.

Spazio, tempo e causalità
(questa triade della classica immagine fisica del mondo)
si completerebbero grazie al fattore di sincronicità
in una tetrade

spazio

   causalità                     sincronicità

tempo

La sincronicità consiste essenzialmente in “omogeneità casuali”.
C. G. Jung


.:.

Capita, a volte, di avere l’impressione di avere gli stessi pensieri, di telefonarsi quasi contemporaneamente, di sognarsi, di pensare ad una persona e questa ci viene a trovare e tante altre cose simili.
Io cerco di osservare questi fenomeni, di studiarli, di sperimentarli, di approfondirli.
Ciò che capita più spesso è il percepire un collegamento, ma quasi mai percepiamo anche il contenuto. E’ come se sentissimo uno squillo, alziamo il ricevitore, ma sentiamo solo un lieve brusio senza decifrare alcun messaggio. Solo qualche volta riusciamo a percepire anche il contenuto del messaggio.
Ovviamente per fare questo bisogna avere la consapevolezza dei propri pensieri e un certo grado di controllo.

Questo genere di fenomeni vengono quasi sempre negati o addirittura derisi dalla gente comune e dagli scienziati (che io definisco presuntuosi). E’ vero che esistono casi di millanteria, di fanatismo, di truffa o falso. Ma i vissuti di ognuno di noi osservati con un certo distacco e imparzialità sono, secondo me, almeno degni di essere studiati obiettivamente.

Quindi vi chiedo di annotare i vostri casi di sincronicità (eventi che vediamo uniti da rapporto di senso, di significato), di preveggenza, di telepatia o simili o poi magari ne parliamo.

.:.
Jung scoprì che gli eventi sincronistici si verificano prevalentemente
quando sono impegnati i livelli istintuali
(emozionali, archetipici, simbolici) della psiche.
James Hillman
.:.
 

La sincronicità è la possibilità di interagire con gli avvenimenti, al di là della legge di causa-effetto.
La Legge della Sincronicità dà la possibilità di andare oltre le probabilità legate al tempo, in modo da poter “raccogliere” eventi diversi nel mare delle probabilità e addensarli nel presente, cioè farli accadere.
(Damanhur)

 
_______________
 
Per approfondire:
- Jung, C. G., La sincronicità, Boringhieri, Milano 1980
- Monia Zanon, Sincronicità, Anima edizioni
- Robert Hopke, Nulla Succede per Caso, Mondadori
- Eaco Cogliani, Sincronicità e Coincidenze Significative, Alba Magica Edizioni
- David Richo, Quando le cose non accadono per caso, Armenia Edizioni
- Deepak Chopra, Le Coincidenze, Sperling & Kupfer
 
Fonti:

 

* Immagine di .:Alma:.

giovedì 5 aprile 2012

Il Perdono

Il perdono  
è la fragranza 
che la viola lascia 
sul tacco 
che l’ha calpestata. 





Mark Twain

domenica 12 febbraio 2012

Non importa quanto sia freddo l'inverno, dopo c'è sempre la primavera. Eddie Vedder

Non importa quanto sia freddo l'inverno,
dopo c'è sempre la primavera.
Eddie Vedder

Paura e Cambiamento


.:.

Si ha l'impressione che ci siano alcuni che tendono a creare, a mantenere, a sfruttare un'atmosfera di paura (la guerra, l'immigrazione, i diversi, il terrorismo, la crisi economica, la crisi climatica, ecc.) per bloccare ogni rinnovamento della società, dell'umanità, dell'individuo.
Molti lo fanno per tornaconto personale, altri per ignoranza, ma quasi sicuramente, tutti non vogliono guardare le loro paure, non vogliono guardare ciò che tengono ben nascosto dentro di loro e, per non vederlo, lo proiettano fuori, sugli altri, sulle cose, sugli eventi... questi "schermi", però, non sono "pattumiere",  ma campi di esperienza per cui vanno vissuti, indagati, studiati, conosciuti, compresi e la comprensione va condivisa e verificata, quindi utilizzata, creativamente, per migliorare la Vita.
 
 
______________________________________________

Bisogna inoltre distinguere fra le crisi, le paure a livello fisico-emotivo e quelle a livello mentale-spirituale perché le soluzioni si trovano al livello superiore, non allo stesso livello o addirittura a quello inferiore...
Grazie a Oriana per le riflessioni sui livelli e su Jung e Nietzsche:
- L’alchimia nietzschiana per superare gli eventi difficili
- Jung: Nietzsche-Seminari-1934-39

Immagine
- lunaticamente.myblog.it

Link:
- da http://www.daimon.org/lib/aforismi/massime_aforismi_citazioni_paura.htm 

Quando hai paura di qualcosa, cerca di prenderne le misure e ti accorgerai che è poca cosa. (L. De Crescenzo)

Nulla infonde più coraggio al pauroso della paura altrui. Umberto Eco

Il pauroso non sa che cosa significa esser solo: dietro la sua poltrona c'è sempre un nemico. Friedrich Nietzsche

L’unica cosa di cui aver paura è la paura. Franklin Delano Roosevelt

Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee. Leo Longanesi

Il più grande sbaglio nella vita è quello di avere sempre paura di sbagliare. Elbert Hubbard

La crisi [economica] è stata gen­er­ata da decenni di ges­tione sceller­ata, dal non aver cre­duto nello sviluppo ma solo nella pos­si­bil­ità di arric­chirsi, dall'aver con­sid­er­ato ogni regola una zavorra per la crescita e ogni redis­tribuzione di ric­chezza una dis­per­sione di risorse. Così facendo hanno cre­ato sem­pre più pre­ca­ri­età e su questa pre­ca­ri­età è cresci­uta la paura di perdere il lavoro, la paura di real­iz­zare prog­etti, di non vedere un futuro.  Roberto Saviano


sabato 17 dicembre 2011

Futurama § Preoccupazioni e turbamenti

Fonte: http://lapraticaquotidiana.blogspot.com

Per colui che riflette in modo completo,
le preoccupazioni e i turbamenti
non ancora comparsi
non compaiono affatto,
e quelli già comparsi si dissolvono.


Buddha


Non rimpiangere il passato...
né rimuginare sul futuro... 
ma vivere nel presente!


martedì 6 dicembre 2011

Sintesi degli Opposti nel Vangelo di Tommaso

TAO: L'UNIONE DEGLI OPPOSTI

Quando farete in modo che
due siano uno,
e farete sì che
l’interno sia come l’esterno
e l’esterno come l’interno,
e l’alto come il basso,
e quando farete
del maschio e della femmina
una cosa sola,
cosicché il maschio non sia più maschio
e la femmina non sia più femmina,
e quando metterete
un occhio al posto di un occhio
e una mano al posto di una mano
e un piede al posto di un piede,
un’immagine al posto di un’immagine,
allora entrerete nel Regno.

(Vangelo di Tommaso, 22)

[Fonte]

 


lunedì 28 novembre 2011

GIOIA



GIOIA
Gioia in ogni Cuore
Gioia a tutti gli esseri
La Gioia è una saggezza speciale.
La Gioia, nella sua essenza, è una qualità dell'Anima.
Quando siamo davvero gioiosi ci possiamo dire infusi d'Anima. Una tale gioia dell'Anima porta con sé serenità, stabilità e quiete.
Questi sono autentici attributi della Gioia.
 GIOIA
Vostra sarà la gioia di aver partecipato al Piano dei Maestri ed è tutto questo che vi lega più strettamente ad essi; vostra sarà la gioia di aver contribuito ad  alleviare un mondo bisognoso, di aver portato luce alle anime offuscate, di aver in qualche misura lenito le piaghe aperte della sofferenza mondiale; dalla coscienza di aver speso bene i propri giorni e dalla gratitudine delle anime salvate deriva la gioia più profonda di tutte, quella che conosce un Maestro quando si fa strumento per aiutare un fratello a salire un gradino della scala. Questa è la gioia che ci attende tutti e che non è così lontana. Lavorate dunque non per la gioia, ma in direzione di essa; non per ottenere una ricompensa, ma per una necessità interiore di aiutare; non per ricevere gratitudine, ma sotto l’impulso suscitato dall’aver percepito la visione e aver capito quale sia la parte che vi spetta nel portare quella visione quaggiù sulla Terra.
Sarà utile fare una distinzione fra felicità, gioia e beatitudine.
La felicità ha sede nelle emozioni ed è una reazione della personalità.
La gioia è una qualità dell’anima e viene realizzata nella mente, quando ha luogo l’allineamento.
La beatitudine appartiene alla natura dello Spirito ed è inutile fare speculazioni al riguardo, fintanto che l’anima non sia giunta all’unificazione con il Padre.
Questa unificazione segue lo stadio anteriore in cui il sé personale si è unificato con l’anima. Perciò, analisi e speculazione sulla natura della beatitudine sono vane per l’uomo comune, le cui terminologie e metafore devono necessariamente essere personali e connesse al mondo dei sensi.
L’aspirante parla di felicità o di gioia? Se si tratta di quest’ultima, essa deve essere un effetto della coscienza di gruppo, della solidarietà di gruppo, del senso d’unione con tutti gli esseri e non può essere interpretata in termini di felicità. La felicità è ciò che si prova quando la personalità viene soddisfatta in qualche aspetto della sua natura inferiore; si prova quando vi è un senso di benessere fisico, di contentezza nei confronti del proprio ambiente o di personalità che ci circondano, o di soddisfazione nelle opportunità e nei contatti mentali. La felicità è la meta del sé inferiore separato.
Tuttavia, quando cerchiamo di vivere come anime, la contentezza dell’uomo inferiore perde d’importanza e proviamo gioia nelle relazioni di gruppo e nel realizzare le condizioni che conducono ad una migliore espressione delle anime di coloro con cui siamo in contatto. Apportare gioia ad altri per creare condizioni in cui essi possano meglio esprimere se stessi può avere un effetto fisico, se cerchiamo di migliorare le loro condizioni materiali, o un effetto emotivo se la nostra presenza infonde loro un senso di pace ed elevazione, oppure l’effetto può essere intellettuale se li stimoliamo a maggior chiarezza di pensiero e comprensione. Ma l’effetto su di noi sarà la gioia, poiché la nostra azione è esente da egoismo ed interesse personale e non dipende dalle circostanze o dalle condizioni sociali dell’aspirante.
Molta felicità è necessariamente impedita quando la salute è malferma, quando le circostanze ambientali sono difficili e si è oppressi dal “karma accumulato in molte vite”, oppure quando turbamenti nella famiglia, nella nazione o nella razza gravano sulla personalità sensibile.
La felicità della giovinezza o la contentezza egoistica della persona isolata nell’egocentrismo (che si nasconde dietro il riparo dei suoi desideri) non deve essere confusa con la gioia.
È un luogo comune e anche un paradosso dell’occultismo affermare che in mezzo alla profonda angoscia e infelicità della personalità, la gioia dell’anima può essere sentita e riconosciuta. Questa è la verità e a ciò deve mirare ogni studente.
Vi sono persone felici perché chiudono gli occhi alla verità o sono autoipnotizzate e si nascondono in un guscio di illusione.
Ma l’aspirante raggiunge spesso lo stadio in cui i suoi occhi sono ben spalancati; egli ha imparato a parlare con se stesso il linguaggio della verità e non ha costruito una parete di separazione fra sé e gli altri. Egli è vivo e desto, è sensibile e spesso soffre. Egli talvolta si chiede perché ciò che il mondo chiama felicità e pace lo abbiano abbandonato, e quale sarà l’esito.
Noi che osserviamo e guidiamo dal lato interiore, sorvegliamo con amorevole cura tutti voi che lottate nel fitto della mischia. Siamo come lo Stato Maggiore che segue il corso della battaglia da una posizione sicura. Nella nostra sicurezza sta il vostro successo finale, poiché noi deteniamo la soluzione di molti problemi e la applichiamo quando le condizioni della battaglia sono avverse. Vorrei che ricordaste sempre un fatto di vitale importanza, cioè che
nella distruzione della forma è nascosto il segreto di tutta l’evoluzione.
Non pensate che sia un luogo comune. Ne vedrete la costante applicazione ed è necessario che siate preparati a vederne la dimostrazione. I Maestri utilizzano la forma fino al limite massimo; essi cercano di operare attraverso essa, tenendovi imprigionata la vita fintanto che quella forma serve allo scopo e l’umanità ne trae insegnamento. Giunge però il momento in cui essa non serve più allo scopo prestabilito, in cui la struttura si atrofizza, cristallizza ed è facile distruggerla. La sua distruzione acquista allora estrema importanza e utilità; la vecchia forma scompare, mentre una nuova ne prende il posto. Osservate e costatate se non è la verità. Sempre viene costruita una forma, sempre viene utilizzata il più a lungo possibile, sempre viene distrutta quando impedisce e ostacola l’espandersi della luce e sempre segue la rapida ricostruzione di una nuova forma.
Questo è il metodo seguito sin dall’inizio dei tempi.
(A.A.Bailey, Trattato di Magia Bianca, editrice Nuova Era, Roma 1993, pag. 169-171)
GIOIA
Distacco significa aver conseguito uno stato di coscienza in cui esiste l’equilibrio e in cui non domina né il piacere né il dolore, perché sostituiti dalla gioia e dalla beatitudine. Dovremmo riflettere molto su queste parole, poiché è necessario sforzarsi al massimo per giungere al distacco.
Prendere le cose piacevoli che si presentano come affidateci per diffondere gioia, e non ribellarsi alla felicità e al piacere nel servizio, pensando che ciò sia un errore. La sofferenza nasce dalla ribellione del sé inferiore. Dominando il sé inferiore, eliminando il desiderio, tutto è gioia.
Così, tramite la parte, si stabilisce il contatto col Tutto e si sperimenta un’espansione di coscienza che è beatitudine, o gioia. Ogni realizzazione dell’unità della parte col Tutto è fonte di beatitudine.
Il desiderio di possessi materiali deve tramutarsi in aspirazione per i beni che sono la gioia dell’anima: saggezza, amore e potere di servire. Pace, sicurezza e retta aspirazione!
A.A. Bailey
ESERCIZIO DI EVOCAZIONE DELLA GIOIA
Assumiamo una posizione in cui possiamo rilasciare il corpo fisico, calmare le emozioni e stabilire uno stato di silenzio mentale.

Atteggiamo le nostre labbra ad un lieve sorriso.
Riflettiamo brevemente sul valore e sul significato della Gioia e sulla sua utilità nella vita di tutti i giorni.
Apprezziamo e desideriamo la Gioia, evocandola pronunciando mentalmente la parola GIOIA e visualizzando un immagine che esprime gioia (es. il sole).
Immaginiamo delle situazioni della vita quotidiana dove sarebbe utile esprimere gioia. 
Evochiamo in noi la gioia e irradiamola intorno a noi.
Proponiamoci di rimanere gioiosi durante tutta la giornata come esempio vivente di gioia, qualsiasi evento accada.
Irradiamo gioia intorno a noi, visualizzando l'ambiente circostante e ampliamo la nostra irradiazione di gioia in cerchi sempre più grandi fino ad includere l'intero pianeta illuminato dal sole.
Quando lo riteniamo opportuno, riprendiamo il contatto con il nostro corpo fisico, acceleriamo il nostro respiro, muoviamo le mani e le gambe e riportiamo la nostra attenzione al qui e ora.
GIOIA

giovedì 24 novembre 2011

A questo punto comincia la danza

Certe cose si possono dire con le parole,
altre con i movimenti,
ma ci sono momenti in cui si rimane senza parole,
completamente perduti e disorientati,
non si sa più che cosa fare.
A questo punto comincia la danza.

Pina Bausch

Dedicato ad Alma


giovedì 20 ottobre 2011

Paradossi e Sofismi § Frasi d'Autore

  • Dire la verità è sempre la politica migliore, a meno che, ovviamente, tu non sia un ottimo bugiardo.
    Jerome K. Jerome
  • L'uomo di buona memoria nulla ricorda, perché nulla dimentica.
    Samuel Beckett
  • Vedere il mondo in un grano di sabbia e il Paradiso in un Fiore. Contenere l'infinito sul palmo della mano, e l'eternità in un'ora.
    William Blake

  • Infatti, non c'è cosa nascosta se non perché sia manifestata, né cosa segreta che non venga alla luce.
    Mc 4,22

  •  

lunedì 17 ottobre 2011

Perle di saggezza

[Fonte: http://benvenutiinparadiso.wordpress.com]:

 

Albert Einstein


Se non la potete spiegare in modo semplice, forse vuol dire che non l’avete capita tanto bene.


Galileo Galilei


Non si può insegnare niente ad un uomo: si può solo aiutarlo a trovare la risposta dentro se stesso.


Giuseppe Mazzini


La Terra non è un soggiorno d’espiazione o di tentazione: è il luogo del nostro lavoro per un fine di miglioramento, del nostro sviluppo verso un grado d’esistenza superiore. ”Dio ci creava non per la sua contemplazione, ma per l’azione: ci creava a immagine sua, ed egli è Pensiero ed Azione, anzi non v’è in lui pensiero che non si traduca in azione”.


Predicate in nome di Dio. I letterati sorrideranno; dimandate ai letterati che cosa hanno fatto per la loro patria. I preti vi scomunicheranno: dite ai preti che conoscete Dio più ch’essi tutti non fanno, e che tra Dio, e la sua Legge, voi non avete bisogno d’intemediari. Il popolo vi intenderà e ripeterà con voi: Crediamo in Dio Padre, Intelletto ed Amore, Creatore ed Educatore dell’Umanità.


William Blake


Se le porte della percezione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe all’uomo per quello che è: Infinita.


Tutto ciò che scorgi, benché ti appaia fuori, è dentro, è nella tua immaginazione, della quale questo mondo di mortalità non è che un’ombra.


Altri personaggi meno famosi


Silvana


Il Vero Maestro non è chi guida gli altri, ma chi sa rendere gli altri maestri.


Maestro Oogway


C’è un detto: ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi… è un dono. Per questo si chiama presente.



domenica 9 ottobre 2011

Futurama § Dal Web

 

  • Il futuro dipende da quello che facciamo nel presente.
    Ecco Cosa Vedo
  • Chi teme il futuro si guasta il presente.
    L. Schmidt
  • Vivere bene il nostro oggi fa di ogni ieri un sogno di felicità e di ogni domani una visione di speranza.
    Lorenz
  • Per conoscere la tua vita passata, guarda la tua condizione attuale;
    per conoscere la tua vita futura, guarda le tue azioni attuali.
    Padmasambhava

  • Possiamo comprendere la vita soltanto guardando al passato, però dobbiamo viverla nel futuro.
    Søren Aabye Kierkegaard
  • Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.
    Eleanor Roosevelt

sabato 1 ottobre 2011

Frasi d'Autore § Vecchiaia


Quando si è vecchi bisogna essere un po' pazzi
se no si è solo vecchi...
(Detto di una simpatica, anziana signora della Tracia, Grecia)
 

 


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