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venerdì 22 febbraio 2019

La coscienza: oltre i confini del nostro essere



“Non sono né i miei pensieri, né le mie emozioni, né le mie percezioni sensoriali,
né le mie esperienze. Io non sono il contenuto della mia vita.
 Sono lo spazio nel quale tutto si produce.
 Sono la coscienza. Sono il presente. Sono.”
 ECKHART TOLLE


 Etimologicamente il termine coscienza deriva dal latino consciens, participio presente di conscíre ovvero essere consapevole. Genericamente viene adoperato per indicare la consapevolezza di ciò che avviene in noi, ossia quell’ interiore conoscimento che ciascuno ha del bene e del male liberamente operato e del giudizio che ha dei suoi sentimenti ed azioni in relazione ai principi della propria morale.
Il significato che il  termine Coscienza ha nella filosofia moderna e contemporanea è quello di un rapporto dell’anima con se stessa, di una relazione intrinseca all’uomo “interiore” o “spirituale”, per il quale egli può conoscersi in modo immediato e perciò giudicarsi in modo sicuro ed infallibile.

La determinazione storica del concetto di Coscienza è così correlata con quella di una sfera dell’interiorità come un campo specifico nel quale sia possibile effettuare indagini o ricerche che concernono l’ultima realtà dell’uomo e, assai spesso, ciò che in quest’ultima realtà si rivela, cioè Dio stesso o un principio divino. Il termine Coscienza in questo senso significa, perciò, non semplicemente la qualità di consapevolezza posseduta dai contenuti psichici (siano essi percezioni esterne o atti autonomi dello spirito) ma l’atteggiamento del «ritorno a se stesso», dell’indagine diretta alla sfera dell’interiorità.

In psicologia la coscienza, ovvero la consapevolezza degli eventi mentali, non è facile da definire. Due delle sue funzioni sono evidenti: la coscienza tiene sotto controllo l’individuo e l’ambiente e controlla i pensieri e i comportamenti.
In ambito filosofico e scientifico si dibatte da tempo su un possibile significato condiviso del termine coscienza, ma questo obiettivo comune rappresenta tutt’ora una meta impossibile. La coscienza non può definirsi, ma solo descriversi…

Ricordi, sensazioni, vissuti ancestrali, unione e dissoluzione del proprio esserci, presenza che si concretizza 
nell’attimo in cui noi poniamo l’attenzione sulla consapevolezza di trovarci qui, in questo determinato momento, nell’ hic et nunc delle cose. Ma come siamo capaci di tutto questo?
Molti, nel corso dei secoli, si sono spinti verso la barriera dell’inconoscibile, dell’inconoscibile dato da un batter di ciglia, da una stretta di mano, da dolci ricordi di momenti passati, vissuti nel concreto diventando inconcreti nell’attimo in cui si plasmano e diventano parte della sfera dell’esperito, di ciò che abbiamo vissuto e che ora definiamo trascorso, esperienza. Esperienza, ovvero bagaglio, che ognuno di noi sin dalla nascita trasporta con sé facendosi strada sul proprio percorso. Esperienza è ciò che ci dà, attualmente, la possibilità  di  scegliere  e  direzionarci  in  virtù  di  un  modello  esistente  a  cui  riferisci.  L’insieme  delle esperienze trascorse e la possibilità di muoversi nel grande ventaglio del possibile è ciò che in questa sede definiremo Coscienza, ovvero la possibilità di un ritorno a se stessi, alla propria interiorità come insieme di componenti non scindibili, co-determinata dall’interazione costante della realtà che ci circonda e che si svela e si partecipa della nostra stessa esistenza.

Un ritorno a se stessi e al mondo, inteso come viaggio a ritroso verso l’incipit, verso l’inizio, verso quell’inconoscibile che ci appartiene sin da quando il primo vagito in questa vita è stato emesso.
“La coscienza non è una cosa tra le cose, ma è l’orizzonte che contiene ogni cosa” affermava Husserl. 

Unione tra anima, corpo e mente che insieme formano la nostra totalità. Unione con il resto del creato senza il quale la nostra esistenza non sarebbe possibile. Siamo un Tutto interagente…siamo fusione, siamo

UNO.  L’uomo appartiene alla natura, non può osservarla dal di fuori, poiché ogni atto di osservazione la modifica e la plasma. Eppure ci ostiniamo a ricercare e ad analizzare come ente a sé, come fenomeno oggettivabile, ciò che in verità appartiene non solo a noi esseri umani, ma all’intera realtà.
Non a caso, oggigiorno, il lavoro di ricerca sullo spettro della coscienza viene attuato partendo da ciò che è dimostrabile empiricamente e procede dal presupposto che la mente cosciente sia il risultato dell’attività biologica dei neuroni celebrali.  La ragione di questo sta nel fatto che molti scienziati considerano la coscienza come un epifenomeno, ovvero come il prodotto manifesto di processi elettrochimici che avvengono nel nostro cervello.

Eppure la coscienza non è semplicemente il risultato di reazioni molecolari e di processi chimici, ma è il nucleo essenziale della natura, è sua essenza, è ciò che i fisici quantistici chiamano Campo Unificato. La teoria del Campo Unificato (che unifica tutte le forze fondamentali presenti in natura, ossia la forza di interazione debole, la forza di interazione forte, la forza elettromagnetica e la forza di gravità) presuppone l’esistenza di un singolo campo di intelligenza alla base di Tutto: mente e materia, essenza e concretezza. Questo campo è immateriale perché è pura coscienza, energia vibrante che permea il Tutto e che ci mette in rapporto spirituale con ogni cosa presente nell’universo.

La coscienza non si esaurisce a livello dell’interno, se così fosse rimarremmo chiusi e non ci potrebbe essere via di comunicazione con l’esterno sensibile. Al contrario le nostre vibrazioni interne, date dal simbiotico rapporto delle nostre componenti vitali, si espandono oltre noi stessi accordandosi con l’esterno, con l’esistenza stessa.
 


“La sola possibilità è di accettare l'esperienza immediata che la coscienza è un singolare di cui non si conosce plurale; che esiste una sola cosa, e ciò che sembra una pluralità non è altro che una serie di aspetti differenti della stessa cosa, prodotta da un'illusione.”
E. Schrödinger


Esiste una netta linea di confine tra il nostro corpo e la realtà esterna solo in virtù della nostra parte razionale e delle nostre convinzioni radicate, di quel velo di Maya che ancora ci separa dalla verità. Ma questa linea è nulla se poniamo l’attenzione sul grande scambio energetico che avviene tra il dentro e il fuori. Siamo sintonizzati costantemente con la realtà che ci circonda, la nostra esistenza è parte di questa continua sintonizzazione tra dentro e fuori, tra sé interno ed realtà esterna, tra interiorità e apertura al mondo.

La Coscienza è energia non locale e il suo campo d’azione non va concepito entro i confini del nostro 
corpo ma al contrario, in modo esteso all’infinito. E’ energia che parla di noi e che ci dice del mondo e di come  questo  in  ogni  attimo  del  nostro esistere ci apre le porte verso infinite  possibilità  di  essere. Abbiamo un potere immenso…siamo parte di un’unica grande Coscienza Divina, di un soffio di pura intelligenza che anima noi e tutta la realtà, di un campo unificato che unisce tutti i fenomeni dell’universo, materiali e spirituali, un campo di cui noi facciamo parte integrante e che ci collega ad ogni altro essere e fenomeno dell’universo, dal più piccolo al più grande.
Siamo parte di un unico fluire esistenziale…di quel Principio assoluto…di quell’UNO che è con l’altro…

“L’UNO si ritrova nei molti, e i molti sono infinite sfaccettature dell’UNO.”F. Schelling





Fontehttps://www.scienzaeconoscenza.it/blog/consapevolezza-spiritualita/che-cosa-e-la-coscienza

https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/autori/carmen-di-muro

https://crepanelmuro.blogspot.com/2018/03/la-coscienza-oltre-i-confini-del-nostro.html


lunedì 9 aprile 2018

Come sapere se una relazione è Karmica, Anima gemella o Fiamma gemella?



Mentre ci stiamo evolvendo, lo fanno anche le nostre relazioni sentimentali. 
Non siamo più soddisfatti da quelle unioni che sono convenienti o che sembrano soddisfare specifici ideali ai quali le nostre famiglie o società ci hanno detto che dovremmo aspirare. 
Stiamo cercando quel tipo di amore unico, una volta nella vita.
Ma cosa distingue davvero le fiamme gemelle dalle anime gemelle e dalle relazioni karmiche?

La più grande verità è che una di queste relazioni non è migliore dell'altra - dipende solo dalla vita in cui ci troviamo, e da quali lezioni ci troviamo attualmente a dover apprendere.

A volte potremmo non provare nessuna di queste relazioni e in altre potremmo sperimentarle tutte e tre.

La realtà è che spesso non ci si rende davvero conto di quale tipo di rapporto abbiamo avuto fino a molto tempo dopo che è finito e le lezioni sono state interiorizzate.

Le relazioni karmiche spesso ci portano quelle lezioni che non siamo stati in grado di imparare in una vita precedente.
Queste persone non sono destinate a renderci le cose facili, perché esse sono destinate a cambiare il nostro modo di vita.

In queste relazioni  non importa quanti tentativi facciamo per farle funzionare, semplicemente niente funziona.

È difficile da accettare, perché di solito non è un problema di amore o di compatibilità.

Il punto di questi tipi di relazioni è di entrare nelle nostre vite, cambiarci e poi andarsene.

La lezione più importante per noi è che dobbiamo essere abbastanza forti per lasciarli andare  quando arriverà il momento.

Sebbene alcuni di noi possano sperimentare diverse relazioni karmiche nel corso della propria vita, la fase successiva, dopo aver appreso quelle lezioni, è spessol'amore dell'anima gemella.

L'anima gemella si differenzia dalla relazione karmica dal tipo di lezione appresa e dal modo in cui viene presentata.

L'anima gemella si differenzia dalla relazione karmica dal tipo di lezione appresa e dal modo in cui viene presentata.

Le relazioni karmiche sono spesso relative a come vediamo il mondo esterno e gli altri, mentre l'anima gemella attiverà quelle lezioni interne che implicano autostima, paura, pressioni sociali e la nostra dignità d'amore.

Le anime gemelle sono coloro con cui sentiamo una connessione innegabile, come se ci conoscessimo già, semplicemente incontrandole.

Il più grande indicatore di un "amore anima gemella", è che ci fanno sentire come se dovessimo lavorare su noi stessi e non su di loro o su questioni che esistono all'interno della relazione.

A volte c'è anche la sensazione di non meritare l'altra persona.

Alcuni anime gemelle entrano nelle nostre vite con l'unico scopo di aiutarci a realizzare la nostra grandezza e aiutarci ad affrontare quelle grandi domande che coinvolgono il Sé e iniziare a scoprire le risposte per favorire la nostra evoluzione e il processo di auto-consapevolezza.

Le anime gemelle sono anche quelle che si prendono più cura di noi  rispetto all'amante karmico, la cui unica preoccupazione è di se stesso e dei propri bisogni.


Questi bellissimi tipi di legami non devono necessariamente essere romantici anche se, il più delle volte, viaggiamo in cerchi dell'anima simili all'interno di ogni vita, e quelli che sono familiari non sono necessariamente quelli con cui condividiamo il sangue.

Avere una relazione con l'anima gemella è un'esperienza bellissima ma non è non è nulla in confronto all'esperienza di essere ricollegati alla nostra fiamma gemella.

La fiamma gemella non è quella  con cui ci colleghiamo a livello di anima, ma è quella con cui condividiamo la stessa anima.
Quando si incarna nella forma umana, solo metà dell'anima sceglie di risiedere nel corpo fisico, l'altra metà può decidere di rimanere nei regni spirituali o incarnarsi nello stesso tempo ma in un altro corpo.
La fiamma gemella è essenzialmente l'altra metà dell'anima.

Se l'unione delle fiamme gemelle durante la loro esistenza terrena è parte del loro viaggio di vita, allora ciascuna delle anime gemelle è destinata ad incontrarsi. 
Alla fine è comunque la loro scelta, e se l'una o l'altra fiamma gemella decide di non incontrarsi per qualche motivo, l'incontro potrebbe non accadere durante la loro vita. 

Tuttavia, la forza di attrazione tra le fiamme gemelle è spesso così forte che anche se vi è resistenza da una parte, le circostanze alla fine porteranno alla loro riunione. 
All'incontro, la connessione è così potente che ogni dubbio precedente, sia conscio che inconscio, che può essere stato trattenuto, di solito si dissolve. 
Ciascuno sente che c'è qualcosa di più in questa riunione di fiamme gemelle, questo legame sacro tra loro che non può essere ignorato.

La decisione di trovare la tua fiamma gemella può mettere in moto degli eventi per l'incontro, ma i tempi devono essere corretti. 
Può accadere in poche settimane o mesi se entrambe le fiamme gemelle sono pronte per l'incontro o potrebbero volerci anni prima che siano nello spazio giusto affinché l'incontro si verifichi.

Una volta che le fiamme gemelle si incontrano, di solito la relazione si sviluppa molto rapidamente. Non necessariamente in senso romantico, ma si sviluppa un'amicizia che ha un legame duraturo e significativo.

Ci sono volte però in cui  le fiamme gemelle si incontrano brevemente, un incontro che ha un'impressione significativa ma a causa delle circostanze, i tempi potrebbero non essere giusti. Questo può accadere quando le fiamme gemelle si incontrano quando sono troppo giovani e hanno molto da vivere e imparare prima di riconnettersi di nuovo. 

Ognuno va per la propria strada, a volte rimanendo in contatto e talvolta perdendo il contatto prima di ritrovarsi l'un l'altro in un secondo momento, quando sono pronti per l'esperienza.

Non tutte le relazioni di fiamme gemelle sono romantiche o addirittura tra il sesso opposto, ma c'è sempre un rispetto reciproco e amore per l'altro a livello spirituale. 
Le fiamme gemelle in amore sentono che sono una cosa sola e mentre possono opporsi a vicenda a volte, sotto ogni cosa, l'amore che condividono è come nessun altro. 
Questo amore tra le fiamme gemelle è incondizionato e, nonostante i conflitti che potrebbero sorgere tra di loro, l'amore sottostante che sentono rimane sempre forte. 
C'è anche un reciproco amore sentito l'uno per l'altra, ogni fiamma gemella ha sentimenti altrettanto forti per l'altro. 

Se una relazione è comunque unilaterale o l'amore non è ricambiato, non è un unione tra fiamme gemelle.

Mentre ci sono segni per cercare di riconoscere una fiamma gemella, ci sono alcuni indicatori chiave che indicano una falsa fiamma gemella.
- Si sente che l'altro ha nella relazione uno scopo diverso dall'amore e dalla connessione reciproca. Sebbene possa essere nascosto bene, se una persona viene usata per denaro, status o per riempire un vuoto emotivo, è una falsa fiamma gemella.
- Allo stesso modo, se c'è una continua manipolazione emotiva o il bisogno di controllare l'altro in qualche modo, non è una relazione di doppia fiamma.
- Dopo il periodo iniziale di infatuazione di una nuova relazione, si avverte che l'altro si sta annoiando o sta iniziando a prendere le distanze.
- Potrebbero esserci stati tutti i segni di una fiamma gemella all'inizio, ma l'intensità iniziale ha iniziato a svanire. Questo non accade con le vere fiamme gemelle, semmai l'intensità delle emozioni tra di loro cresce nel tempo.
- C'è un senso sottostante al fatto che la relazione abbia fatto il suo corso, ma c'è una riluttanza a riconoscerlo. In fondo c'è la consapevolezza che la relazione non è un'unione tra fiamme gemelle.

In definitiva, se c'è qualche dubbio sulla natura della relazione, di solito è un segno che l'altro non è una fiamma gemella. 

Le fiamme gemelle sentiranno sempre che la connessione è predestinata.

Comunque sia che si tratti di una relazione karmica il cui unico scopo è di entrare nelle nostre vite per essere il catalizzatore del cambiamento, o l'anima gemella che ci sfida a diventare amorevolmente la persona migliore che possiamo, o se è semplicemente la nostra altra metà, non c'è Amore a cui dovremo chiedere l'elemosina o tenerlo stretto per paura di perderlo perché, indipendentemente dal tipo di relazione, l'amore che meritiamo è anche quello che ci vorrà tanto quanto lo vogliamo noi.


FONTERiccaMente
https://riccamente.blogspot.com/2018/03/come-sapere-se-una-relazione-e-karmica.html

giovedì 7 settembre 2017

L’ANIMA PUO’ MODIFICARE LA STRUTTURA BIOLOGICA DEL CORPO E GUARIRLO

L’ANIMA PUO’ MODIFICARE LA STRUTTURA BIOLOGICA DEL CORPO E GUARIRLO

http://www.visionealchemica.com/lanima-puo-modificare-la-struttura-biologica-del-corpo-guarirlo/

mercoledì 22 febbraio 2017

Ecco perchè l’Anima esiste : la spiegazione di un fisico - Tu Sei Luce!


Ecco perchè l’Anima esiste : la spiegazione di un fisico - Tu Sei Luce!

Esiste l’anima? Fino a qualche decennio fa, questa domanda era lecita solo nell’ambito di una riflessione teologica.
Oggi, invece, entra a pieno diritto nelle domande fondamentali della fisica teorica. Henry P. Stapp, fisico teorico presso la University of California-Berkeley, non vuole dimostrare l’esistenza dell’anima, ma che essa si inserisce all’interno delle leggi della fisica.
Quando parliamo di anima, siamo nel campo della metafisica o della fisica?
Prima dell’avvento della “fisica quantistica”, tutto ciò che travalicava i confini del visibile, era tema di ricerca della metafisica, ovvero quella disciplina che indaga sulle cose “al di là” della fisica.
Oggi, invece, all’indomani della scoperta del bizzarro mondo dei quanti, ciò che non è visibile e che non è determinabile è diventato oggetto di studio della fisica.

giovedì 19 gennaio 2017

Perché abbiamo un’anima

Perché abbiamo un’anima

http://www.nienteansia.it/articoli-di-psicologia/atri-argomenti/perche-abbiamo-un%E2%80%99anima/9310/

sabato 25 giugno 2016

sabato 18 giugno 2016

In...cammino: Martin Buber: Un giorno ricevetti una visita...


Martin Buber (1878-1965)

Un giorno, dopo una mattinata di entusiasmo “religioso”, ricevetti una visita di un giovane sconosciuto, senza essere presente con l’anima.
Non trascurai nulla per rendere cordiale l’incontro, non lo trattai con minore cura degli altri suoi coetanei che a quell'ora del giorno
osavano cercarmi come un oracolo con cui si può parlare.
Attento e franco mi trattenni con lui: tralasciai soltanto di indovinare le domande che non pose.
In seguito, non molto tempo dopo, sono venuto a conoscenza di queste domande nel loro contenuto essenziale, da un suo amico:
egli non era già più in vita.
Ho appreso che non era venuto da me per caso, ma per destino; non era venuto da me per una chiacchierata,
ma per una decisione; e proprio da me, proprio in quell'ora.
Che cosa ci aspettiamo quando, pur essendo disperati, ci rechiamo da un uomo?
Sicuramente una presenza per mezzo della quale ci venga detto che nonostante tutto il senso c’è.
Da allora ho abbandonato quella “religiosità” che è solo eccezione, rapimento, distacco, estasi; o piuttosto, è stata lei ad abbandonarmi.
Non posseggo niente di più del quotidiano, a cui non vengo mai sottratto.
Il mistero non si schiude più, si è sottratto oppure ha preso dimora qui, dove tutto accade come accade.
Non conosco più una pienezza, se non quella pienezza di richieste e responsabilità di ogni ora mortale.
Sono molto distante dall’esserne all’altezza, e tuttavia so che sono appellato nella richiesta di una risposta, e che posso rispondere
nella responsabilità, e so chi parla ed esige risposta.
Non so molto di più. Se questa è religione, allora essa è semplicemente tutto, il semplicemente tutto vissuto nella sua possibilità di dialogo.

Martin Buber
FONTE: http://incamminodialogando.blogspot.it/2016/06/martin-buber-un-giorno-ricevetti-una.html

venerdì 17 giugno 2016

La creazione della realtà è una trappola per le anime | www.ecplanet.com




Salvatore Brizzi è noto al grande pubblico quale esperto ed autore di testi di successo relativi all’Alchimia trasformativa. Egli intende l’Alchimia come un’Arte e una Via che portano alla trasformazione psicologica degli individui.
In questo articolo ci propone un interessante e controverso tema che affronta in particolare “La creazione della realtà e la trappola planetaria”.

Il globo terrestre è allo stesso tempo un pianeta-scuola e una trappola per le anime. È un pianeta-scuola in quanto tutte le anime non sono altro che frammenti di Dio che si incarnano qui per sperimentare l’autocoscienza – la sensazione di esserci – e sviluppare qualità sempre nuove. Detto in altre parole, l’anima usa il corpo materiale – una macchina biologica – per attirare intorno a sé persone e circostanze che le permettono di sviluppare sempre più amore, fino a quando un giorno non si sentirà “Uno con tutte le cose”.
Ma questo pianeta è anche una trappola, in quanto ognuno di noi, una volta incarnato sul piano materiale, smette di essere l’Uno onnicomprensivo e si identifica totalmente con una particolare macchina biologica, dimentica il suo scopo evolutivo e, soprattutto, comincia a credere che esista un mondo “là fuori” sul quale non ha alcun controllo e del quale è succube.
Credere che il mondo sia qualcosa di separato da noi e non esclusivamente una nostra proiezione, è la causa prima di tutte le paure che ci affliggono. Le nostre paure originano infatti dalla superstiziosa credenza che possa esistere un mondo esterno a noi, separato da noi, il quale può agire su di noi indipendentemente dal nostro volere. Questo criterio totalmente fasullo di rapportarsi alla realtà è stato inventato, divulgato e viene tutt’ora alimentato da una élite di uomini che governa il mondo nell’ombra.
Ognuno di noi crea, spesso inconsciamente, le situazioni e le persone che gli sono più utili per compiere il passo successivo sul suo cammino evolutivo. Le persone e le cose non sono fuori di noi, bensì dentro di noi. L’anima – la coscienza – letteralmente materializza dentro di sé solo ciò di cui ha bisogno. Nella misura in cui noi siamo identificati – addormentati – nel corpo, non siamo coscienti di stare creando il mondo e quindi subiamo le decisioni della nostra stessa anima come se non fossero nostre. Solo il fatto di essere ancora troppo lontani dalla nostra essenza ci fa apparire improvvisi e inaspettati gli eventi della vita. Mentre nella misura in cui sentiamo di essere anima, diveniamo anche coscienti di stare materializzando tutto ciò che ci accade momento dopo momento. La conseguenza di questo nuovo atteggiamento è che svanisce ogni paura e diveniamo finalmente liberi.
L’élite che governa il mondo è costituita da individui estremamente intelligenti, raffinati conoscitori della psiche umana. Essi sanno bene che alimentando fra la popolazione la stupida superstizione che ci sia un mondo esterno alla coscienza capace di influenzare l’essere umano, questo rimarrà per sempre uno schiavo pieno di paura. Infatti non è un caso che la scienza, l’educazione, la politica, l’economia… siano tutte basate su questo paradigma conoscitivo: io e il mondo siamo due cose separate. Così il mondo diventa un idolo da adorare e temere. Questo è il paradigma della paura, della povertà, dell’insicurezza. Questo è il peccato dei peccati che ha costretto l’uomo ad abbandonare il Paradiso Terrestre. Crediamo che nel mondo possano nascondersi sorprese e pericoli inaspettati, quando invece nel mondo incontriamo sempre e solo noi stessi. Tutto appare inaspettato agli occhi di chi non si conosce.
Nani psicologici prigionieri della loro atterrita natura animale. Ecco in cosa si sono trasformati gli esseri umani. Come insetti strisciano sulla superficie del globo attendendo il momento in cui un piede li schiaccerà mettendo fine alle loro sofferenze. Quanto in basso siamo scesi noi guerrieri divini e immortali?!
Facciamo un esempio. Un giorno dall’ufficio del personale della nostra azienda ci comunicano che siamo stati licenziati. Cosa proviamo? Ognuno di noi reagisce con una manifestazione emotiva differente. Ognuno di noi reagisce secondo ciò che è. Qualcuno diventa aggressivo, un altro comincia a piangere, un altro è contento perché non vedeva l’ora di andarsene, un altro si sente perduto e tenta il suicidio… e così via. Un atteggiamento unico però li accomuna: tutti credono che il mondo si sia abbattuto su di loro dall’esterno. Chi di loro avrà il coraggio di pensare: “Io mi sono licenziato. Ho usato il mondo per licenziarmi. Affinché emergessero proprio le emozioni che mi stanno attraversando in questo momento!”. Vi ho appena dato una chiave magica, usatela in ogni circostanza e presto aprirete la Porta, non serve altro.
Sono le nostre emozioni a plasmare il mondo, e non viceversa. La realtà è fatta di luce, lo hanno scoperto anche in fisica, e questa luce è facilmente malleabile da parte della nostra coscienza, proprio perché è dentro la nostra coscienza. Siamo guerrieri, Portatori della Fiamma, signori incontrastati della nostra realtà… e invece deleghiamo al mondo esterno il potere di decidere quando ci è concesso essere felici e quando no. Abbiamo eletto il mondo esterno a nostro Dio, lo adoriamo, lo temiamo e ci prostriamo ai suoi piedi, infognati nella superstizione e ormai privi di ogni dignità dell’Essere. Credere alla materia è solo superstizione, perché il mondo è costituito solo di immagini. Le persone non esistono di per se stesse: i figli, i colleghi di lavoro, i partner… sono solo immagini che ci rimandano parti di noi che non vogliamo conoscere, non vogliamo affrontare, non vogliamo superare.
Lamentarsi, accusare gli altri, gli eventi, del nostro star male, è come accusare la nostra immagine allo specchio… e arrabbiarsi con lei… e aver paura di lei. Abbiamo il terrore di venire licenziati, di restare senza denaro, di subire un’aggressione per strada, di venire derubati, di ammalarci, di essere abbandonati dal partner… Siamo ipnotizzati da un fantomatico “mondo di fuori”. Crediamo che le disgrazie possano colpire “a caso”… non riusciamo a concepire un’Intelligenza Nascosta – la nostra – che crea gli eventi intorno a noi secondo le nostre necessità evolutive… e allora ci preoccupiamo di cosa potrebbe riservarci il mondo, quasi fosse una creatura divina onnipotente. La nostra idolatria e la nostra superstizione vengono abilmente usate da chi governa il pianeta per tenerci in uno stato di apprensione: crisi economica, immigrazione, terrorismo, pedofilia… Ma il mondo è solo uno stupido schermo privo di vita sul quale ognuno di noi proietta immagini di se stesso. In noi è la vita, e noi siamo i registi del film.
Questo è un Appello. Per gli anni che verranno servono guerrieri impavidi, uomini e donne, Portatori della Fiamma. La tromba del Giudizio è già squillata: uscite allo scoperto e radunatevi. Non sentite ardere la Fiamma nel petto mentre leggete queste parole? Il guerriero ha il vero potere perché sa che il mondo non può fargli nulla di male, il guerriero sa che vivrà solo le crisi e le sfide che gli serviranno… che lui stesso andrà creando per autoiniziarsi. Pertanto non ha più paura del mondo, e un essere senza paura sfugge a ogni gabbia psicologica… diventa imprevedibile… pericoloso.

sabato 9 gennaio 2016

Pensiero del giorno: Plasmare la materia (Fraternity)

Il portale della Fratellanza


L’aspirante sul sentiero del perfezionamento spirituale è alle prese con la manipolazione della materia. Deve imparare a renderla duttile per poter meglio manifestare lo Spirito Divino che la anima. L’impresa non è facile poiché deve iniziare dai corpi della propria personalità che sono fatti, per l’appunto, di materia grezza in gran parte disarmonica.

Ci sono due modi per gestire la materia; il primo è dall’alto e compete alla Magia bianca; il secondo è dal basso e compete alla magia nera.

Diciamo subito che il secondo è molto più utilizzato del primo, poiché è più facile da perseguire, anche se produce risultati effimeri ed illusori.

È senz’altro più facile plasmare la materia dal basso, ossia, reimpastando una forma o spezzettandola e ricucendola per farle cambiare aspetto. È il metodo, ad esempio, utilizzato dalla chirurgia che ripara gli organi del corpo umano come un meccanico ripara un’automobile. È la modalità del mago nero che, non allineandosi alla Volontà di Dio, per sua scelta, forza la forma a servire il proprio potere personale, invece che porla al servizio dell’Umanità.

Ben altra cosa è riplasmare la materia dall’alto, cioè, ricollegandosi al Codice Originario Divino e con esso ristabilire il giusto aspetto che la forma deve avere per manifestare coerentemente il significato evolutivo che ha il compito di mostrare. È come se il chirurgo accedesse al codice del DNA e da lì riprogrammasse l’organo malato restituendogli l’originaria funzione, così guarendolo.

Per ristabilire l’ordine armonico occorre, quindi, collegarsi a quell’aspetto superiore dell’essere umano che conosce il Codice e il Progetto originale. L’Anima è il vero conoscitore che, sintonizzato sul Proposito Divino, allinea il proprio intento personale a quella Volontà superiore, tanto da poter “guarire” le forme con un atto di vera Magia. L’Anima è il vero e unico mago che può trasmutare ogni forma, da pallido e oscuro riflesso in splendente testimonianza del Vero, del Bene e del Bello.




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martedì 1 dicembre 2015

P A C E


PACE

Attorno a voi e nel mondo ci sarà pace solo quando: pacificherete le vostre parti in lotta, armonizzerete i vostri contrasti interiori, esorcizzerete paure e ombre, raggiungerete la conoscenza e il controllo dei vostri istinti primordiali.
Ci sarà pace solo quando ci sarà pace nei vostri cuori e quiete nelle vostre menti.
Ricercate Pace e Libertà interiori, così questa vibrazione elevata si esternerà e concretizzerà prendendo forma sulla terra.
La follia umana spinge a uccidere in nome della libertà, a prevaricare chi dissente in nome della pace. Lavate, purificate intenti e parole ed esprimete ciò che realmente angoscia e opprime il vostro cuore.
La guerra non è altro che l’esternazione dei vostri istinti deviati, dei vostri impulsi di egocentrismo, intolleranza, prevaricazione, delle vostre ombre e delle vostre divisioni interiori.
Non si favorisce la pace spandendo parole rabbiose, parole imperiose e unilaterali, parole che dividono, parole contro; sono solo interventi a livello di personalità.
Non disperdete energia sbandierando vuote parole di pace o pronunciando vuote parole di pietà.
Effondete solo parole pregnanti di vita vissuta illuminata dall’anima.
Agite subito entro di voi.
Vivete al vostro interno Amore, Compassione, Libertà, Pace, lasciandoli trasparire all’esterno.
Cominciate ad agire un comportamento più consono alla vibrazione animica nel vostro ambiente e nel vostro gruppo, il cui scopo è l’esternazione dell’Armonia.
La Pace non s’impone
si vive al proprio interno e si trasmette all’esterno per vibrazioni sottili
Evocate e irradiate Pace.
È la via più difficile: occorre una vigile centratura e un’alta elevazione, è la via a livello d’anima.


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Abbiamo sentito di pubblicare questo scritto (gentilmente concesso da C. Q.) perché riteniamo che possa fare molto bene a chi lo legge e all'attuale situazione planetaria.
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domenica 29 novembre 2015

Scienza e filosofia a confronto sull’anima - Cronaca - Il Piccolo

Scienza e filosofia a confronto sull’anima

Al via il convegno dell’Amec. Esperti di fisica quantistica indagheranno sulla natura della coscienza

Che cos’è la coscienza umana? L’insieme delle emozioni e dei processi mentali che connotano a livello interiore le singole persone? La parte “nobile” spirituale che abita la materica macchina-corpo? Quella che definiamo anima, è in grado di esistere dopo la morte? A cercare di dare risposte a questi eterni quesiti scende in campo la fisica quantistica, quella che studia il comportamento delle particelle a livello atomico e sub atomico. E che prova, inoltre, a spiegare e dimostrare, l’esistenza dell’anima grazie alle dinamiche delle proprie leggi quantistiche. Un approccio in cui scienza e filosofia indagano insieme l’interconnessione tra la materia e la coscienza. Armonia, campi magnetici, fisica quantistica, coscienza, salute, sezione aurea ed epigenetica sono alcuni dei temi legati dal filo conduttore del dialogo tra discipline diverse di “La fisica comunica con la medicina, l’arte e la spiritualità”, convegno promosso dall’AMeC, l’Associazione Medicina e Complessità di Trieste. Una due giorni (domani e domenica, 9-18, aula magna dell’Università) fitta d’incontri, tavole rotonde e dibattiti, con un ricco parterre di relatori e ospiti eccellenti italiani e stranieri. La fisica intreccerà un dialogo nel nome della “meravigliosa” complessità. La seconda edizione del convegno AMeC, proporrà in prima giornata una robusta scaletta d’interventi su fisica quantistica, epigenetica, biologia e campi magnetici, preceduta dall’introduzione del presidente AMeC, il gastroenterologo Fabio Burigana, e del vice presidente e fisico teorico Claudio Verzegnassi. Tra i relatori Pier Mario Biava, autore di numerosi studi sulla cancerogenesi ambientale. Parlerà di “Ripristino della configurazione armoniosa dell’organismo”; il super esperto del genoma americano Philip Kurian di “Un modello quantistico degli effetti magnetici sul Dna”; Paolo Salucci della Sissa e Giuseppe Vitiello dell’Università di Salerno condurranno i presenti nell’affascinante viaggio “Il cervello e la sua armonia secondo la teoria quantistica dei campi”. «Certo sono temi specialistici ma il convegno non è un incontro tra e per addetti ai lavori» tiene a sottolineare Burigana. «Sono – aggiunge - a carattere divulgativo, “digeribili” a un vasto pubblico poiché vogliamo far conoscere i diversi aspetti della medicina complementare e le sue interazioni». Domenica (studenti universitari specializzandi e pazienti AMeC non pagano, per le altre iscrizioni consultare "http://www.smileservice.it" www.smileservice.it) in scaletta gli interventi di Dario Urzi, Diego Frigoli “L’immaginario e i sogni del corpo”, Gioacchino Pagliaro, Paolo Zucca, Federico Consoli, Marino Sterle e del teologo e scrittore Vito Mancuso che parlerà di “Armonia e finalità della vita umana”.



FONTE: Scienza e filosofia a confronto sull’anima - Cronaca - Il Piccolo

lunedì 5 ottobre 2015

Sei un’anima antica?

Quanti anni ha la tua anima? Sei un’anima giovane o antica?
Anime anticheC’è uno speciale tipo di persona nel nostro mondo, che trova se stesso solo ed isolato fin dall’infanzia. La sua esistenza di isolamento non è dovuta al temperamento antisociale – egli è semplicemente un’anima vecchia. Vecchia nel cuore, vecchia nella mente e nell’anima, questa persona trova la sua visione della vita in modo più maturo rispetto agli altri che le stanno intorno.
Come risultato vive la sua vita interiore camminando nella propria solitudine, mentre il resto della gente intorno a lei segue altre direzioni. Forse tu stai sperimentando qualcosa del genere nella tua vita o hai visto questo profilo in un’altra persona che conosci? Se è così questo articolo è dedicato a te… con la speranza che tu possa definire e capire ancora meglio te stesso.

Anime antiche

Robert Frost, Eakhart Tolle e Nick Jonas sono stati definiti così. Ma forse questo aggettivo si addice bene anche a voi. Ecco alcuni segni rivelatori dell’anzianità di un’anima:
Tendono ad essere solitarie. Poiché le vecchie anime piuttosto indifferenti agli interessi e alle attività delle persone comuni, trovano insoddisfacente fare amicizia con esse e hanno difficoltà a relazionarsi. Questo è uno dei maggiori problemi nell’esperienza delle anime antiche. Il risultato è che esse tendono a ritrovarsi spesso da sole. Le persone non fanno per loro.
Amano la conoscenza, la saggezza, la verità. Si… questo sembra un po’ troppo grandioso e nobile, ma la vecchia anima ritrova se stessa in modo naturale, gravitando verso il lato intellettuale della vita. Le vecchie anime capiscono che la conoscenza è potere, la saggezza è felicità e la verità è libertà, quindi perché non ricercare queste cose? Tutto questo è di certo molto più significativo per loro che leggere gossip sull’ultimo fidanzato di Belen o gli ultimi risultati di calcio.
Sono inclini alla spiritualità. Molto più emotive della media, le vecchie anime tendono ad avere una natura sensibile e spirituale. Superano i confini dell’ego, cercando l’illuminazione e promuovendo la pace e l’amore. Tutto ciò sembra loro il modo più saggio ed appagante per impiegare il proprio tempo.
Capiscono la caducità della vita. Le vecchie anime sono spesso afflitte dai ricordi e dalla consapevolezza non solo della propria mortalità, ma anche delle persone intorno a loro e di tutto ciò che li circonda. Questo le rende diffidenti e a volte ritirate, anche se permette loro di vivere saggiamente la propria vita.
Sono riflessive e introspettive. Le vecchie anime tendono a pensare molto… a tutto. La loro abilità nel riflettere ed imparare dalle proprie azioni ed esperienze e da quelle degli altri, è la loro più grande maestra nella vita. Una ragione per cui le anime antiche si sentono così vecchie nel cuore, è perché hanno imparato tante lezioni. Comprendono molto bene le situazioni della vita, grazie alla loro capacità di osservare con calma e attenzione cosa accade attorno a loro.
Vedono il mondo più dall’alto. Raramente le vecchie anime si perdono in dettagli superficiali come ottenere lauree inutili, promozioni di lavoro, o acquistare oggetti materiali superflui. Esse hanno la tendenza a guardare la vita con “occhi da uccelli”, cercando quello che è il modo più saggio e significativo per affrontare la vita. Quando sono di fronte a problemi, tendono a vederli come dolori temporanei e passeggeri che servono solo ad aumentare la quantità di gioia che sentiranno in futuro. Di conseguenza, grazie a questo loro approccio alla vita, sono stabili e di natura placida.
Non sono materialiste. Le anime antiche non sono interessate a ricchezza, status, fama o all’ultima versione di iphone… Le vecchie anime non vedono come fine perseguire le cose che possono essere facilmente acquisite. Inoltre hanno poco tempo per interessarsi alle cose effimere della vita, in quanto sono prese da questioni più elevate.
Spesso sono stati ragazzini socialmente disadattati o perlomeno “strani”. Non è sempre il caso, ma molte vecchie anime esibiscono segni di particolare maturità in giovane età. Spesso, questi bambini vengono etichettati come “precoci”, “introversi” o “ribelli”, non riuscendo a rientrare nei comportamenti usuali o conformi. Solitamente sono anche estremamente curiosi ed intelligenti e vedono l’inutilità in molte cose che i loro insegnanti, genitori e coetanei dicono e fanno, e passivamente o aggressivamente gli resistono. Se potete parlare con un vostro bambino come fosse un adulto, probabilmente vuol dire che egli è un’anima antica.
Semplicemente si sentono anime vecchie. Prima di dare un nome a questo, io ho sentito, ho vissuto le sensazioni di essere semplicemente una persona anziana dentro. I sentimenti che accompagnano una vecchia anima sono di solito di diffidenza verso il mondo, stanchezza mentale, pazienza e calma distaccata. Purtroppo, questo spesso può essere percepito come un atteggiamento distante e freddo, ma è solo uno dei vecchi miti dell’anima. Come alcune persone anziane si descrivono “giovani dentro”, anche molti giovani nel corpo (ma anime antiche) possono sentirsi “vecchi nel cuore”.

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