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venerdì 1 febbraio 2013

Aforismi Diacronici (140-149)

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140. Se siamo dei tipi molto ordinati, molto probabilmente, abbiamo una parte nascosta molto disordinata...

141. Impermanenza. Ogni cosa ha la sua durata, dal più piccolo insetto della Terra alla Stella più grande dell'Universo, all'Universo intero…

142. Spesso ci puniamo per colpe che non abbiamo commesso e ci premiamo per meriti che non abbiamo guadagnato.

143. Ma come è possibile che, delle volte, ci facciamo male da soli!?

144. Anche percorrendo dei sentieri spirituali spesso si incontrato delusioni, amarezze e disinganni, allora, forse,  dovremmo chiederci se non li abbiamo affrontati carichi di illusioni, sentimentalismi e credulità.

145. La solidarietà umana oscilla tra "Non sono fesso e non mi lascio fregare" e "Quanto sono bravo , quanto sono buono". Poi c'è quella solidarietà che possiamo definire "divina" e, allora, il discorso è un altro...

146. Per gli Egizi la Morte era: "Uscita alla Luce".

147. Certe volte la vita somiglia ad un garage: se fosse qualche centimetro più grande la manovra verrebbe perfetta...

148. Avete notate che di moltissime cose si possono vedere tante sfaccettature? E che spesso tendiamo a vederne solo una?

149. Sorridi alla vita, che la vita ti sorride,
e se non ti sorride, sorridi lo stesso,
sorridi a te stesso...

di Resalvato


giovedì 9 giugno 2011

Prima o poi tutto se ne va

Suzuki Roshi disse:

«La rinuncia non consiste nel rinunciare alle cose di questo mondo, ma nell'accettare che se ne vadano via».

Tutto è transitorio; prima o poi tutto se ne va.
La rinuncia è uno stato di non attaccamento, l'accettazione di ciò che se ne va.

L'impermanenza, infatti, non è che un altro nome della perfezione.
Cadono le foglie; i rifiuti e l'immondizia si accumulano; dai rifiuti nascono i fiori e le piante, cose che pensiamo siano adorabili.
La distruzione è necessaria.
Un buon incendio della foresta è di tanto in tanto necessario; senza distruzione, non potrebbe esserci nuova vita, con la meraviglia che ne segue; il cambiamento costante non potrebbe avvenire.

Perciò dobbiamo vivere e morire; e questo processo è, in sé, la perfezione.
Tutto questo cambiamento non è, tuttavia, ciò che avevamo in mente; non siamo portati ad apprezzare la perfezione dell'universo. Siamo portati a cercare un modo per resistere, per restare «per sempre» nella nostra immutevole gloria... Chi, notando i primi capelli grigi, non ha pensato: «Ohi, ohi»?

Charlotte Joko Beck

Fonte: http://blog.libero.it/SoleAdOriente/10228358.html


mercoledì 26 gennaio 2011

Amore Connessione Fonte

AMARE qualcosa di Divino
Il tuo amore è il tuo destino. Ama qualcosa di meraviglioso, ama qualcosa della trascendenza, qualcosa di divino… e troverai la tua strada.
Osho, L’ABC del Risveglio

CONNESSIONE alla Fonte
Quando state attenti all’allineamento con la Fonte – che è rappresentato dal vostro sentire – e v’impegnate a mantenere la Connessione, chiunque sia oggetto delle vostre cure riceve benefici dal vostro sguardo. Non potete aiutare nessuno senza essere connessi con il Flusso di benessere.  (...) dovete avere il controllo assoluto sulla vostra Connessione alla Fonte.
Hicks J., Il denaro e la legge di attrazione

Noi abbiamo bisogno di qualcosa di concreto su cui investire il nostro amore e con cui connetterci, ma la vita ci dimostra che ogni cosa, ogni connessione ha una sua durata (più o meno breve o lunga: impermanenza), allora siamo spinti a cercare qualcosa di più stabile e durevole. Un simbolo di "qualcosa di divino", di duraturo, stabile e durevole può essere il Sole che si trova in questa fase della sua vita da circa 4,5 miliardi di anni e questa situazione continuerà (così si prevede) per altrettanto tempo. Quindi abbiamo qualcosa che durerà per un tempo considerevole...
Il Sole (riconosciuto anche come simbolo dell'Anima), quindi, può essere sia il "qualcosa di divino" (relativamente stabile) da amare, sia la "Fonte" con cui connettersi.
La connessione è meglio che avvenga tramite il plesso del Cuore piuttosto che con il cervello.
Usando questa visualizzazione (meno antropomorfica) si favorisce un atteggiamento più maturo e meno emotivo e devozionale-idealistico.

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