
Stimoli per lo Sviluppo della Coscienza Umana. Cultura: Arte, Scienza, Religione. Corpo, Mente, Anima, Spirito. Inconscio, Supercosciente, Transpersonale. Psicosintesi, Psicoenergetica, PsicoQuantistica. Etica. Blog BioPsicoSpirituale di Salvatore Caruso Motta. .:. Agenzia WolFox .
martedì 11 giugno 2019
Il Paradigma Transpersonale: radici, caratteristiche ed evoluzioni

sabato 2 marzo 2019
Fallire. Siamo umani, siamo un fallimento. | Il nuovo mondo di Galatea
C’è ormai tutta una etica e una estetica legata al fallire e al fallimento. Ci sono quelli che non falliscono mai (gli stessi che non dovevano chiedere mai, come un celebre uomo profum…
sabato 11 novembre 2017
Maschile-femminile = Energia femminile ed Energia maschile: quale evoluzione? (Tiziano Cerulli)

Quale mito
Per fare questo tipo di lavoro d'integrazione ci vuole apertura mentale ma sopratutto la disponibilita' a rendersi vulnerabili. "Vulnerabilita'": una parola che spaventa la donna ma ancora di piu' l'uomo cresciuto in una cultura patricentrica che gli ha imposto con la forza di essere sempre forte, fisicamente virile, coraggioso, facendo passare un'idea distorta, un' eidola, un dio, un archetipo, quello del Guerriero, che possiamo collegare al mito di Ercole e le sue dodici fatiche e al senso di colpa maschile inconscio.
Ercole figlio di Zeus era stato maledetto da Era, una donna quindi, che per vendicarsi dell'ennesimo tradimento del marito con Alcmena, la regina di Tirinto, costrinse quest'ultima ad abbandonare il bambino che un altra donna Atena, trovandolo nel bosco, lo affidò alla sua madre biologica dopo averlo allattato. Ercole divenne realmente un semidio grazie al nutrimento di una donna. Gli dei amavano Ercole e avrebbero voluto concedergli l'immortalità nonostante fosse osteggiato da Era che continuava a nutrire il suo odio e decise che per raggiungere lo status di Dio immortale, avrebbe dovuto superare dieci difficili prove imposte da Euristeo, suo nemico da sempre perché in concorrenza con lui per il trono di Tirinto. Ercole che ormai si sentiva anche lui Dio dell'Olimpo riusciva ad accettare di dover ubbidire a un mortale e preso da un attacco di ira incontrollabile, sotto l'influsso negativo di Era, si abbandonò a un momento di completa follia, distruggendo tutto quello che trovava sulla sua strada e uccidendo gli amici e persino i propri figli, avuti con la moglie Megara. L'archetipo del guerriero si è trasformato nell'archetipo del distruttore in seguito all'intrusione della rabbia di una donna nel suo destino. Le mitiche prove di Ercole divennero poi dodici che affrontò brillantemente ma quando egli tornò a Tebe, fu rifiutato dalla moglie Megara non lo volle più vedere perché aveva ucciso i loro figli!
Ercole allora si sposò con Deianira, che un giorno, dovendo guadare un fiume, accettò di salire in groppa al centauro Nesso, che cercò di rapirla: Ercole uccise anche il centauro con una delle sue frecce avvelenate con il sangue dell'Idra e Nesso, prima di morire, suggerì a Deianira di intingere nel suo sangue una veste di Ercole e assicurarsi per sempre la fedeltà del marito. La donna seguì il consiglio e quando, qualche tempo dopo, Ercole manifestò amore verso Iole e desiderio di abbandonare la moglie per lei, Deianira gli fece indossare la veste magica che invece era stata subdolamente manipolata da Nesso prima di morire. Devastato dal veleno Ercole cercò si salvarsi costruendo e salendo su un rogo, mentre la moglie si uccise per il senso di colpa e infine venne tratto in salvo da Atena, che lo liberò dal rogo e lo condusse sull'Olimpo. Zeus gli trovò una nuova moglie, Ebe, e gli fece dono dell'eterna giovinezza.
Il mito oggi: una probabile interpretazione
Per l'uomo di oggi e' difficile essere sincero con una donna perché e' difficile per lui essere sincero con se stesso. Questo succede perché come nel mito di Ercole, gli dei, ovvero le idee che hanno portato in essere il comportamento dell'uomo gli chiedono di affrontare delle prove continue in cui non c'è spazio per l'accoglienza, la riflessione o l'intuito (caratteristiche femminili) ma anzi spesso sono proprio le figure materne e le loro sostitute a intervenire guidate dalla rabbia o in maniera subdola per controllare il destino del Dio. La donna che invece ha mostrato nel tempo grande forza e capacita' "superiori" all'uomo rischia oggi di abusare del proprio potere e passare oggi da vittima del patriarcato a carnefice dell'uomo come a volersi vendicare di un maschile che percepisce piu' debole e di cui pensi di non aver bisogno e contro cui accanirsi.
Questa dinamica sociale e relazionale non fa bene a nessuno perché costringe il femminile a un'esasperazione egocentrica del proprio potere tramite strategie comportamentali di controllo e il maschile a un disorientamento e infine a una chiusura maggiore che lo conducono spesso alla rabbia e alla frustrazione per non essere in grado di rispondere alle aspettative della donna e della società. Questa dinamica di origine transgenerazionale arrivata ormai a un punto di rottura puo' invece diventare una sfida per entrambi: per la donna si tratta di ricordare il proprio potere incoraggiando l'uomo alla riscoperta del suo femminile ma distaccandosi dal giudizio e da un'idea distorta dell'uomo come essere onnipotente. Per l'uomo si tratta di acquisire un potere che gli e' del tutto sconosciuto aprendosi a una narrazione diversa da quella che gli e' stata imposta dai modelli passati e dal mito sociale partorendo un nuovo maschile. Un processo di evoluzione che puo' prendere forma solo se entrambi tornano a riscrivere il proprio copione e a dialogare con l'anima.
Tiziano Cerulli
FONTE: http://discorsoconlanima.blogspot.it/2017/09/energia-femminile-ed-energia-maschile.html?m=1
lunedì 27 febbraio 2017
Come Formulare Autosuggestioni Efficaci - Tu Sei Luce!

mercoledì 8 febbraio 2017
Ecopsicologia, la disciplina che riconnette Uomo e Natura

giovedì 21 gennaio 2016
Ad Una Madre Ansiosa...

Puoi provare a concepire un figlio,
Ma non puoi sostituirti alle cellule.
Puoi partorirlo,
Ma non puoi respirare per lui.
Puoi attaccarlo al seno,
Ma non puoi costringerlo a nutrirsi.
Puoi tenerlo per mano
Ma non puoi camminare per lui.
Puoi amarlo,
Ma non puoi provare i sentimenti per lui.
Puoi aiutarlo,
Ma non puoi evitargli tutte le difficoltà.
Puoi incoraggiarlo,
Ma non puoi fare le esperienze per lui.
Puoi essergli sempre vicino,
Ma non puoi essere lui stesso.
Puoi aiutarlo a crescere,
Ma non puoi sostituirti al suo destino.
Puoi...
Ma...
.:. Resalvato
venerdì 11 gennaio 2013
Il perfezionismo fa male alla salute
giovedì 1 novembre 2012
"Potrebbe esistere il sesto senso" La scienza riconsidera le premonizioni

"Potrebbe esistere il sesto senso" La scienza riconsidera le premonizioni:
UN SENSO in più, una capacità di avvertire che qualcosa sta per accadere, preparare mente e corpo al futuro imminente e reagire nel modo più appropriato prima che questo diventi presente. Una facoltà che potrebbe presto essere derubricata dall'albo del paranormale per accedere a quello delle scienze. Gli esseri umani potrebbero avere un "sesto senso", non collegato a organi sensoriali, o forse almeno non ad uno solo, dall'origine ancora ignota, ma reale e funzionante.
E' questa la conclusione di una ricerca condotta da tre scienziati, la specialista in neuroscienze Julia Mossbridge della Northwestern University, Patrizio Tressoldi, dipartimento di Psicologia dell'Università di Padova, e Jessica Utts, statistica all'Università di Irvine in California.
Lo studio è stato pubblicato su Frontiers in Perception Science.
IMMAGINI: INDOVINI E PROFEZIE 1
Facoltà e coincidenze. L'uomo sarebbe in grado di predire il futuro quel tanto che basta per proteggersi. Julia Mossbridge ha analizzato 26 studi psicologici non specifici sull'argomento, con dati recenti e altri meno - alcuni risalgono al 1978 - raccolti nell'arco di una lunga ricerca. I test effettuati hanno dimostrato che i soggetti in analisi manifestavano variazioni importanti nel battito cardiaco, nell'attività cerebrale e nelle misurazioni elettriche della pelle fino a 10 secondi prima di ricevere uno stimolo indotto. Come se avvertissero che da lì a pochi istanti avrebbero visto o sentito qualcosa. Secondo la studiosa, i risultati sono interessanti perché quei 26 studi erano stati condotti per altri motivi che non la rilevazione dell'esistenza di un presentimento. Eppure manifestavano analogie nei dati poi riscontrati, e secondo un calcolo delle probabilità della stessa Mossbridge, una coincidenza del genere avrebbe una possibilità su 400 miliardi di verificarsi in questo modo.
Più nel dettaglio, per stimoli di uno o due tipologie indotti in modo da renderli imprevedibili e destinati a produrre effetti fisiologici post-stimolo diversi, la ricerca ha individuato che in questi 26 casi la "direzione" dell'attività fisiologica pre-stimolo era la medesima di quella registrata dopo lo stimolo. Come se i soggetti avessero "sentito" cosa stava per accadere, producendo un effetto anticipatorio. Gli studi analizzati consistevano di due paradigmi: stimoli neutrali contro eccitazione provocata, e test di domanda-risposta con verifica immediata, il classico giusto-sbagliato. Tra le variabili in esame, attività elettrica della pelle, battito cardiaco, pressione sanguigna, dilatazione delle pupille, attività elettroencefalografica, e livello di ossigeno nel sangue. L'effetto riscontrato è stato valutato come ampiamente maggioritario, con una ampia casistica di reazioni combacianti, che è risultata maggiore in esperimenti più dettagliati. Una controcasistica adatta a ridurre l'importanza del dato è stata calcolata in 87 casi.
Ma a questo punto, secondo gli scienziati sembra più interessante indagare nell'altro senso, non per confutare ma cercando spiegazioni a quanto osservato: "Altri esperimenti vanno condotti, in condizioni diverse e specifiche", fanno sapere i ricercatori. Che frenano sul paranormale, categoria del resto coniata per catalogare fatti osservati non riconducibili a una spiegazione scientifica: "La causa di questa attività anticipatoria", sottolineano gli scienziati, "rientra indubbiamente nell'ambito dei processi fisici naturali, e non in quelli paranormali e soprannaturali". E però, concludono, "l'origine del fenomeno è ancora da determinare".
sabato 21 aprile 2012
Buone Notizie! (005)
PSICOLOGIA - FILM
Rimedi-naturali-per-il-
giovedì 12 aprile 2012
Adolescenza - Essere Non essere Apparire Nascondersi
Il mistero della VITA che si affaccia all'autoconsapevolezza
Riporto ampi stralci di due articoli:1. Quella voglia di crescere e il bisogno di essere protetti (che prende lo spunto, per parlare dell'adolescenza, da un fatto di cronaca) perché mi ha riportato a galla un pensiero simile al suo: non dimenticarsi di essere stati giovani, adolescenti. Anch'io m'ero ripromesso di non farlo, ma poi, in parte l'ho dimenticato.
2. Viviamo in un'epoca in cui se non piaci non esisti perché collegati al tema dell'identità, dell'essere e del non essere, dell'avere e dell'apparire.
__________________________________
Quella voglia di crescere e il bisogno di essere protetti
di Vera MontanariGli adolescenti non sono bambini, sono ragazzi, quasi adulti e soprattutto sono molto sensibili (permalosi?). Ci siamo passati tutti da quel periodo infame e meraviglioso e quindi tutti sappiamo di cosa si parla. Qualcuno poi se l’è dimenticato, qualcuno l’ha cancellato. Io, invece, ancora difendo l’adolescente che è in me con grande determinazione perché sono affascinata da quel momento della vita, quando tutto deve ancora succedere e tu non sai come sarà, ma aspetti, con ansia, voglia e un po’ di paura.
In generale, salvo cioè pochi fortunati, sono anni duri, difficili, faticosi, ma insieme entusiasmanti. In nuce sei già quello che sarai, ma che fatica liberarsi di quel bozzolo. E che solitudine. Nonostante gli amici, nonostante i genitori (in quest’ordine, sia chiaro) e anche nonostante le prime cotte o i primi amori. Tutto è sublime e tragico.
Improvvisamente scopri che hai un corpo, per la prima volta ti “vedi” davvero e, impietoso come solo un adolescente sa essere, ti misuri con i tuoi limiti, i tuoi difetti, quelli fisici (che tragedie, ma ve lo ricordate?), quelli psicologici e anche tutti quelli che non hai…
E che tua madre ti ripeta che non sei grassa, che il seno è della misura giusta, che sei intelligente, non cambia una virgola della tua percezione (negativa, ovviamente). Però se a confortarti è un’amica, allora se ne può parlare.
E quanto si parla… Alla fine della scuola, ogni giorno, accompagnavo la mia amica Gioia a casa. Poi lei riaccompagnava me. E di nuovo io lei… Quando arrivavo a casa il pranzo era freddo e mia madre furibonda, ma questo non mi impediva certo, appena finito di mangiare, di telefonarle per riprendere le chiacchiere interrotte.
Ma una domanda continua a straziarci il cuore: perché non ha parlato con sua madre delle attenzioni morbose dello zio? Semplice: perché gli adolescenti non si confidano con i genitori. Sarebbe come tornare piccoli, una regressione inaccettabile. Chissà cosa le passava per il capo, forse temeva che non le avrebbero creduto. Forse pensava di potersela cavare da sola. Non riesco neppure a immaginare lo strazio di sua madre, se non per un punto: poteva aiutarla e non ci è riuscita.
__________________________________
Gli adolescenti e il rapporto con lo specchio
Viviamo in un'epoca in cui se non piaci non esisti
di Elisabetta Leslie Papacella 
Purtroppo il normale disagio adolescenziale che ha fatto parlare di sé poeti, scrittori, psicologi, viene visto al pari di un difetto fisico. Può essere estirpato, tolto come un brutto naso che viene rifatto. Poi può essere un seno da rifare, poi gli zigomi, le labbra e si può andare avanti all’infinito nel corpo che può essere rifatto in ogni dettaglio. Si spera in questo modo di supplire alle difficoltà legate alla crescita.
Si pensa così che aderendo ad un modello di bellezza si sia accettati. Se ciò accade il gioco è fatto. Si è a tutti gli effetti ammessi nel sociale, si è all’altezza. Se si ha una vita relazionale intensa di contatti – e non di vere relazioni – i ragazzi hanno l’idea di essere dentro, di essere giusti, di avere consenso.
Dunque, il consenso passa attraverso il fisico. Se corrispondi a certe misure a determinati connotati fisici, allora non devi temere l’esclusione. Non essere considerati, cercati, nell’adolescenza può essere drammatico. Si ha la sensazione di non esistere. A questi ragazzi si è insegnato a non accettare il proprio corpo, a non accettare l’imperfezione. Alla chirurgia estetica si affida così il proprio disagio esistenziale sperando che venga estirpato. L’idea della personalità perfetta assomiglia al fisico perfetto. Il proprio carattere, la proprio personalità è affidata ad un fisico perfetto perché rifatto secondo canoni suggeriti dall’esterno.
Una omologazione che azzera le differenze, che annienta le personalità, che crea ragazzi privi di carattere in balia delle mode del momento. Sempre più preoccupati di capire “come gira il vento” per adeguarsi, piuttosto che cercare di capire il loro carattere, i loro desideri, le loro inclinazioni.
Allora il disagio normale dell’adolescenza, la fatica di convivere con gli ostacoli della vita, il normale sapersi accettare arreca una grande paura, dalla quale si crede di poter guarire ricorrendo a pillole o chirurgie che fanno guarire da se stessi. La paura di essere considerati sfigati è così ossessiva che il corpo è diventato il nuovo status symbol. Chi non ha avuto la fortuna di nascere bello ha il dovere di fare qualcosa per migliorarsi sennò non è considerato. Questa omologazione porta alla mediocrità e a scontare un costante senso di inadeguatezza che viene supportato e costantemente sottolineato ogni qualvolta essere belli viene collegato a nuove immagini a nuovi modi di dover essere.
Gli adolescenti di una volta potevano essere brutti, magari erano molto simpatici, oggi si passa l’esame solo se si è belli. L’amicizia stessa dipende dall’aspetto. Si decide dall’aspetto se quel ragazzo o ragazza potrà essere congeniale ad un gruppo di persone oppure no. Ciò vuol dire che non si ha la possibilità di far sentire chi sei, che fai, che pensi, poiché se non hai il fisico giusto la faccia bella e alla moda non ti viene data neanche la possibilità di essere ascoltato. [2]
_____________________________________________________
L'adolescenza è immagine della coscienza umana che dovrebbe "crescere" continuamente. Gli insegnanti cercano di ricordarselo ma lo dimenticano; lo dimentichiamo tutti: vogliamo seppellire un periodo difficile. che non è altro che il simbolo della conflittualità dell'animo umano. Si dice che la coscienza si può evolvere all'infinito: l'adolescenza ne è un modello temporalmente limitato. Abbiamo fretta di diventare grandi credendo, sperando di superare così velocemente, tutti i problemi insiti inevitabilmente, naturalmente, nel processo di crescita, di sviluppo della coscienza. L'adolescenza diventa il simbolo concentrato della crescita continua, dell'evoluzione continua della coscienza, dell'accettare l'inevitabile fase della dualità umana.
Alcuni grandi uomini, però, testimoniano che, come dopo l'adolescenza viene l'età adulta, così dopo la fase della dualità e dei conflitti, viene (si conquista) la fase dell'unità, della sintesi (che se pur progressiva e continua) è sempre una fase in cui si vive uno stato di coscienza diverso dalla duplicità.
Capiremo meglio l'adolescenza quando l'umanità vivrà meglio questa fase cruciale della vita, quando si saprà di più, si accetterà di più, si vivrà meglio, con gioia e con l'entusiasmo del cuore il processo di "crescita" e di sviluppo della coscienza.
Chiamerò (con sottile ironia) quest'altra fase "Seconda Adolescenza" perché a tutti quelli che la vivono non piace il nome "Terza Età" e tantomeno Vecchiaia e non si riesce a trovare un altro termine che non faccia sempre comunque riferimento all'età: Età dell'Oro, della Saggezza e così via. Non piace nemmeno (ovviamente) "Senescenza" che sarebbe l'opposto di adolescenza. Ma di questa seconda fase ne parleremo in un altro articolo.
Fonti:
[1] http://blog.graziamagazine.it/blog/2010/10/12
[2] http://www.loccidentale.it/articolo
____________________________________________________
Articoli correlati:
- http://www.funzioniobiettivo.it (Riporta molti link)
- Lo stile-di-vita-si-sceglie-a-16-anni
- http://it.wikipedia.org/wiki/Adolescenza
- Adolescenza_bioenergetica. Il corpo che diventa adulto
- L'età-ingrata
- Angoscia-e-disagio-adolescenziale
- Un-giorno-questo-straniamento-ti-sara-utile
- I figli crescono-Adolescenza (Parte Prima)
- I figli crescono-Adolescenza (Parte Seconda)
- I figli crescono-Adolescenza (Parte Terza) Il Gruppo dei pari
- Se-neuroni-e-psicologia-non-bastano-a-farci-capire-i-nostri-figli
- Depressione-e-adolescenza
- L'adolescente in psicoanalisi
sabato 24 marzo 2012
Buone Notizie! (001)
BUONE NOTIZIE!
(01)
SABATO 24 MARZO 2012
PSICOLOGIA
Il dilemma della decisione
mercoledì 28 dicembre 2011
LA TEORIA DELLA GHIANDA. James Hillman parla ai Genitori dell'Anima, del Carattere e della Vocazione.
Riceviamo da Tomoe e volentieri pubblichiamo.
.:.
James Hillman è stato descritto alternativamente come uno psicologo indipendente, un mago, un visionario, un maniaco e un Re-filosofo contemporaneo. Studiò con il grande psichiatra svizzero Carl Jung ed ha insegnato in varie università americane. Malgrado queste credenziali, Hillman è lontano dall'essere considerato una figura appartenente al mondo della psicologia. Infatti è visto da molti come un pensatore profondamente sovversivo, una spina nel fianco degli psicologi rispettabili.
Come fondatore della "psicologia archetipica", una scuola di pensiero diretta a revisionare e "reimmaginare" la psicologia, Hillman ha sempre proposto che la psicologia debba evolversi oltre il suo "riduzionismo" presente ed abbracciare teorie sullo sviluppo umano.
Uno dei più grandi di questi misteri, secondo Hillman, è la questione del carattere e del destino.
Nel suo best-seller "Il Codice dell'Anima" afferma che il nostro carattere e la nostra vocazione di vita sono qualità innate e che è la missione della nostra vita realizzare quelle spinte. La chiama "la teoria della ghianda", l'idea che le nostre vite sono formate da un'immagine particolare, come il destino della quercia è contenuto nella piccola ghianda.
Mi piace ricordare il suo pensiero, molto attuale, con questa intervista:
SCOTT LONDON:
Non sei una figura molto popolare con i tuoi colleghi.
JAMES HILLMAN:
Non sono critico verso le persone che fanno psicoterapia. Il terapeuta è come nella trincea, perché deve fronteggiare un terribile ammontare dei fallimenti sociali, politici ed economici del nostro sistema. Si deve occupare di tutti i rifiuti e i fallimenti umani; lavora duro senza molti riconoscimenti e le ditte farmaceutiche stanno tentando di eliminarlo.
Così, certamente, non sto attaccando loro, sto attaccando la teoria dietro la psicoterapia, perché vede ogni problema come soggettivo, personale, mentre i problemi spesso provengono anche dall'ambiente esterno. Quello che intendo dire è che, se un bambino ha dei problemi o è scoraggiato, il problema non è solo dentro il bambino; è anche nel
sistema, nella società.
LONDON: Allora non puoi aggiustare la persona senza aggiustare la società.
HILLMAN: Non necessariamente. Ma non credo che possano esserci dei miglioramenti finché le idee non cambiano. Il punto di vista occidentale abituale è credere che qualcosa sia sbagliato nella persona. Trattiamo le persone allo stesso modo con il quale trattiamo l'automobile. Portiamo il povero bambino da un medico e gli chiediamo: "Che problema ha? Quanto mi costerà? Quando posso tornare a riprendermelo?"
Non possiamo cambiare qualcosa finché non abbiamo delle idee fresche, finché non iniziamo a vedere le cose in maniera diversa. Il mio obiettivo è quello di creare una "terapia di idee", di cercare di portare nuove idee, così che possiamo vedere gli stessi problemi in modo diverso.
LONDON: Quindi non ti piace molto il solito approccio psicoterapeutico.
HILLMAN: La psicologia contemporanea mi irrita molto con le sue idee sempliciotte sulla vita umana e con il suo vuoto. Nella cosmologia dietro la psicologia non c'è ragione per nessuno di esistere o di fare qualcosa. Siamo il prodotto del Big Bang, avvenuto miliardi di anni fa, che alla fine ha prodotto la vita, che alla fine ha prodotto esseri umani, e
via dicendo. E io? Io sono un caso— un risultato— e perciò una vittima.
LONDON: Nel "Codice dell'Anima" parli di qualcosa che chiami la Teoria della Ghianda. Che cos'è?
HILLMAN: E' più un mito che una teoria. E' un mito di Platone, secondo il quale tu vieni in questo mondo con un destino, anche se usa la arola paradigma invece di destino. La teoria della ghianda dice che esiste un'immagine individuale che appartiene alla tua anima. Lo stesso mito esiste nella Kabalah. Anche i mormoni ce l'hanno. Gli africani ce l'hanno. Gli induisti ed i buddisti l'hanno in maniera diversa— lo legano più alla reincarnazione e al karma— ma anche lì arrivi in questo mondo con un destino particolare. E' ben radicato negl'indiani d'America. Così tutte queste culture in tutto il mondo hanno una comprensione simile dell'esistenza umana. Solo la psicologia occidentale non ce l'ha.
LONDON: Che conseguenze hanno le tue idee per i genitori?
HILLMAN: Penso che quello che dico possa sollevarli grandemente e far loro desiderare di prestare più attenzione al loro figlio, a questo straniero particolare che è "atterrato" tra di loro. Invece che dire: "questo è mio figlio", devono chiedersi: "Chi è questo figlio che risulta essere mio?" Così possono sviluppare molto più rispetto per il bambino e cercare di stare vigili per occasioni nelle quali il suo destino possa mostrarsi come una resistenza alla scuola, per esempio, o degli strani sintomi, un'ossessione verso qualcosa. Forse noterebbero qualcosa 'importante che prima non avrebbero notato.
LONDON: A volte dei sintomi possono essere visti come debolezze.
HILLMAN: Certo. Così si inizia qualche programma medico o di psicoterapia per eliminare quelle debolezze, mentre la manifestazione i quei sintomi può essere l'aspetto più cruciale di quel bambino. Ci ono molte storie nel mio libro che mostrano questo.
LONDON: Quanta resistenza incontri alla tua idea che siamo noi a scegliere i nostri genitori?
HILLMAN: Beh, fa arrabbiare molte persone che odiano i loro genitori, o che hanno avuto genitori indifferenti o crudeli o che hanno abusato di loro. Ma è interessante come, se ti soffermi sull'idea, ti può liberare da una grande quantità di colpe, di risentimenti e di fissazioni verso i tuoi genitori.
LONDON: Ho avuto una lunga discussione sul tuo libro con un'amica che è madre di una bambina di sei anni. E' d'accordo che sua figlia abbia un potenziale unico, forse anche un "codice"; è diffidente invece su ciò che questo significhi in pratica. Ha paura che potrebbe gravare la bambina di molte aspettative.
HILLMAN: Quella è una madre intelligente. Penso che l'atmosfera peggiore di crescita per un bambino di sei anni sia quella nella quale non ci siano aspettative di alcun genere. E' brutto crescere in un vuoto dove "qualsiasi cosa che fai va bene, tanto sono sicuro che avrai comunque successo".
Quelle sono dichiarazioni di disinteresse. Dice: "In realtà non ho nessuna fantasia su di te". Una madre dovrebbe avere qualche fantasia sul futuro del proprio figlio. Per prima cosa aumenterebbe il suo interesse verso il figlio. Il punto non è volgere la fantasia verso un programma che faccia diventare, per esempio, astronauta quel bambino. Quella sarebbe la realizzazione dei sogni dei genitori. Quello è diverso. Avere una fantasia — che il bambino cercherà di realizzare o verso la quale si ribellerà furiosamente — almeno fornisce al bambino qualche aspettativa da realizzare o da rifiutare.
LONDON: Cosa ne pensi dell'idea di far fare ai bambini dei test attitudinali?
HILLMAN: L'attitudine può mostrare la tendenza, ma non è il solo indicatore. Curiosamente, l'inettitudine o la disfunzione possono rilevare la tendenza più di quanto possa il talento. O ci può essere una formazione caratteriale più lenta.
LONDON: Qual è il primo passo per comprendere il proprio destino?
HILLMAN: E' importante chiedersi:" Come sono utile agli altri? Cosa vogliono gli altri da me?" Quelle domande potrebbero rivelare perché se quì.
LONDON: Hai anche scritto che "il grande compito di ogni cultura è quello di mantenerci collegati agli aspetti invisibili". Che cosa intendi?
HILLMAN: E' un'idea difficile da presentare senza lasciare la psicologia ed entrare nel religioso. Non parlo di chi potrebbero essere gli invisibili o dove vivono o cosa vogliono. Non c'è una teologia su questo. Ma è l'unico modo che noi, esseri umani, abbiamo per estricarci dall'essere uomo-centrici e per restare collegati a qualcos'altro oltre l'umano.
LONDON: Dio?
HILLMAN: Si, ma non deve essere così elevato.
LONDON: Il nostro richiamo di vita?
HILLMAN: Penso che il primo passo sia l'accettazione che ciascuno di noi abbia questa cosa. Poi possiamo guardare indietro alla nostra vita e osservare gli incidenti e curiosità e stranezze e problemi e malattie, ed iniziare a vedere in quelle cose più di quanto abbiamo visto prima. L'accettazione che tutti noi abbiamo un codice può sollevare delle domande, così che, quando accadono degli strani, piccoli incidenti, ti chiedi se nella tua vita ci sia in azione anche qualcos'altro. Non deve necessariamente essere un'uscita dal corpo durante un'operazione chirurgica, una cosa eclatante; o un tipo di magia elevata alla quale la nuova era spera di convincerci.
E' più una sensibilità, del tipo che possiede la persona che vive in una cultura tribale. Il concetto che ci sono altre forze al lavoro. Un modo di vivere più reverente.
LONDON: Sei un critico della nuova era. Eppure ho notato che alcuni dei recensori del tuo libri ti hanno messo nella categoria della nuova era.
HILLMAN: Quei critici dovevano essere dalla parte della scienza. Per loro, il libro deve essere o scienza o nuova era. E' molto difficile nella nostra società fatta di contrapposti trovare una terza via. Prendi i media: ogni notizia è presentata sempre come una persona contro un'altra, del tipo: "ascoltiamo ora l'opinione dell'opposizione". Non c'è mai un terzo punto di vista. Il mio libro è su una terza opinione. Dice, sì, c'è la genetica. Sì, ci sono i cromosomi. Sì, c'è la biologia. Sì, c'è l'ambiente, la sociologia, i genitori, l'economia, le classi e tutte quelle cose. Ma c'è anche qualcos'altro. Così, se guardi il libro dalla parte della scienza, lo vedi come "new age". Se lo vedi dal punto di vista della nuova era, dici che non si spinge abbastanza. Che è troppo razionale.
LONDON: Goethe diceva che la felicità più grande risiede nel praticare un talento che fa parte della nostra natura. Come cultura siamo così infelici perché siamo dissociati dai nostri talenti naturali, dal nostro codice dell'Anima?
HILLMAN: Siamo avviliti perché abbiamo solo un dio, e questo è l'economia. L'economia è un aguzzino. Nessuno ha tempo libero; nessuno ha riposo. L'intera cultura è sotto una pressione terribile, intessuta com'è di preoccupazioni. E' difficile uscire da questa prigione. Inoltre, vedo la felicità come la conseguenza di ciò che fai. E' impossibile cercare d'ottenerla direttamente.
Di Scott London
(Traduzione di Rinaldo Lampis)
This Q&A was adapted from the public radio series "Insight & Outlook."
This translation was made from the original English. It's also available in Spanish (translated by Enrique Eskenazi).
An expanded version of the interview — with additional questions contributed by journalist Russ Spencer — appeared in the March 1998 issue of The Sun magazine under the title, "From Little Acorns: A Radical New Psychology."
_____________________
http://www.treccani.it/enciclopedia/psicologia-archetipica_(Enciclopedia-Novecento)/
http://it.wikipedia.org/wiki/James_Hillman
http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_analitica
Con affetto,Tomoe! :)
venerdì 11 novembre 2011
Psicosintesi - Coscienza e Identità
Una riflessione metaforica, quasi un sogno
di alma
Mi piace pensare all'esplorazione della psiche umana e dell'inconscio come a quella di una terra sconosciuta.
Come coloro che hanno fatto la storia di questa esplorazione, anche noi stessi, nella nostra individualità, possiamo e dovremmo cercare di mantenere un atteggiamento scientifico e libero dai preconcetti.
Se notare i meccanismi proiettivi o identificativi a livello emotivo è relativamente facile, è molto più insidioso riconoscerli a livello mentale. La mente razionale può veramente distrarci e privarci di una visione chiara e libera.
Immaginiamo quindi di trovarci di fronte a questa vasta terra, di cui ancora non possiamo cogliere l'estensione e le caratteristiche, ma che ci attrae e ci incuriosisce.
Siamo pronti a prendere appunti e registrare dati, ma anche a sperimentarne le caratteristiche sulla nostra persona.
Non sappiamo ancora quali creature la abiteranno, che tipo di caratteristiche avrà il terreno, di cosa avremo bisogno per sopravvivere, ma il coraggio di esplorarla non ci manca.
Partiamo, sapendo che il nostro primo obbiettivo è di raggiungere un punto da cui poterla osservare in ogni direzione, un centro indisturbato e sicuro.
Abbiamo una vaga idea di dove possa trovarsi, ne abbiamo sentito parlare, abbiamo qualche indicazione che è stata condivisa da chi è venuto prima di noi. Ma su questo bisogna fare attenzione. Il racconto di un altro è filtrato dalla lente della sua percezione e della sua storia personale e noi stessi, nel momento in cui lo recepiamo, lo coloriamo dei nostri contenuti. Il risultato è un riferimento che ci può portare all'illusione di aver trovato ciò che stavamo cercando, perché potremmo semplicemente ricoprire di quelle caratteristiche il primo luogo vagamente somigliante che troviamo. Succede in continuazione, uno scienziato è talmente ansioso di ottenere un certo risultato, che si trova a riportare erroneamente i risultati dei suoi esperimenti. Per questo è importante il confronto con l'altro, con coloro che stanno svolgendo la stessa ricerca, perché ci può permettere di riconoscere questo meccanismo. Allo stesso modo però, proprio come quando il campo morfogenetico o la forma-pensiero legata ad una certa scoperta si crea e si attiva e due scienziati ai due estremi del globo terrestre arrivano alla stessa conclusione quasi contemporaneamente, il lavoro degli altri crea il terreno favorevole per il nostro.
Una volta trovata la nostra bussola, quindi, e aver riconosciuto la forza magnetica verso cui dirigerci, dovremo solo affrontare la strada. Non sarà un percorso lineare, probabilmente prevedrà momenti di avvicinamento alla meta per poi perdersi in improvvise deviazioni. Incontreremo la popolazione locale, tutte quelle identità che sono nate e cresciute dentro di noi attraverso la nostra storia. E ci accorgeremo che, come in ogni ecosistema che si rispetti, ci sono state quelle che sono rimaste mere ombre e quelle che hanno trovato un ambiente favorevole e si sono sviluppate acquisendo potere.
Ma un bravo esploratore non si lascia ammaliare dall'oggetto del suo studio. Dobbiamo quindi registrare le nostre osservazioni, riconoscere e identificare ognuna di queste creature, imparare a conoscerne ogni caratteristica e abitudine, ed i suoi eventuali meccanismi di mimesi. Se non stiamo attenti potrebbero darci indicazioni sbagliate o contradditorie, timorose di perdere il potere che hanno acquisito sull'ambiente circostante.
Non smettiamo mai di consultare la nostra bussola.
Infine riusciremo a raggiungere il nostro obbiettivo, il nostro punto di osservazione preferenziale. Si ergerà come un altipiano in una landa ampia e rigogliosa, e dalla sua cima potremo finalmente guardarci intorno. In lontananza potremo vedere altri altipiani, altre terre che li circondano, e stormi di uccelli, esuli forme-pensiero, che vi volano attraverso, oltre i confini dati dalla diversità della vegetazione. Finalmente potremo osservare la popolazione che abita la terra che ci circonda in maniera più chiara. Noteremo movimenti e comportamenti che prima non avevamo percepito, scorgeremo sentieri che prima ci erano parsi nascosti o non collegati affatto.
Al centro dell'altopiano potrebbe esserci un ampio lago, sulla cui sponda si apre l'entrata di una miniera.
Se siamo esploratori seri e responsabili, decideremo di addentrarci nei suoi tunnel solo con l'attrezzatura adatta. Le miniere contengono fonti di energia utili o pietre che possono essere lavorate fino a mostrare la loro bellezza, ma sono anche luoghi in cui è facile avere incidenti o ritrovarsi incoscienti a causa della mancanza di ossigeno. Per questo sarebbe importante andare in cordata o in compagnia di qualcuno che ne conosce le insidie e può guidarci nelle situazioni più buie. Bisogna ricordare sempre che le miniere, nei livelli più profondi, sono collegate tutte tra loro, e non si sa mai cosa possa abitare quei corridoi e seguirci senza che ce ne accorgiamo.
Ma anche il singolo esploratore può comunque addentrarsi nei livelli meno profondi, e raccogliere materiale utile per la sua ricerca. E' importante non farsi affascinare troppo dal contenuto di questi luoghi, fino a dimenticare ciò che c'è all'esterno. Saremo in grado, quindi, di raccogliere ciò che ci serve, non un peso troppo grande per le nostre spalle e portarlo fuori per osservarlo alla luce del sole.
Se ci sedessimo sulla riva del lago potremo osservare con calma questi contenuti, accorgendoci di come ciò che sottoterra ci sembrava strano e spaventoso sia semplicemente qualcosa di semplice coperto dalla polvere e dai sedimenti del tempo, e se aspettassimo che la superfice dell'acqua si calmi, fino a diventare uno specchio perfetto, li vi si rifletterebbe il sole sopra di noi. Più tempo trascorreremo in questo luogo, osservando la vita che si svolge intorno a noi e documentando le nostre osservazioni, comprendendo le leggi e le dinamiche che la regolano, più avremo il desiderio di qualcosa di più particolare.
E in un giorno senza nuvole magari, in maniera inaspettata, potremo avere il desiderio, osservando il lago, di costruire un pontile, per arrivare al centro della calma distesa
d'acqua e goderne la quiete. Costruire ponti non è un lavoro facile! E sicuramente avremo bisogno di tutta la nostra pazienza e costanza per cercare gli alberi giusti, lavorarli nei componenti che ci servono e incastrarli fino a creare un passaggio sicuro e stabile, adatto al nostro cammino.
Ma una volta che il nostro pontile sarà completo, niente potrà descrivere l'emozione di percorrerlo fino alla fine, e una volta lì, semplicemente sdraiarsi ad osservare il sole sopra di noi, e guardarlo direttamente e non più rifesso nell'acqua, sentire il calore dei suoi raggi che ci scaldano e ci ripagano di tutto lo sforzo fatto durante il nostro viaggio. E più tempo trascorreremo ad osservare il sole, meno timore avremo della notte. Fino al giorno in cui, dopo un tramonto silenzioso, ci ritroveremo ad osservare la volta stellata.
E rimarremo senza fiato alla realizzazione che tutte quelle stelle sono come il nostro sole, e riempiono tutto l'universo e che lo spazio che possiamo esplorare è più vasto di quanto avessimo mai immaginato.
A questo punto, nella storia dell'uomo, c'è stato chi è tornato indietro a raccontare del suo viaggio, e chi invece è andato avanti e la sua storia è stata raccontata da altri. Ci sono poi uomini che sentono la vocazione di esplorare anche le terre che li circondano, o di aiutare e preparare nuovi esploratori. C'è chi fa la guida, e chi semplicemente ascolta i racconti e aiuta ad organizzare i dati raccolti da un singolo individuo. Ogni essere umano può aprire nuovi sentieri. E la rete che ci collega farà si che ognuno possa sempre ritrovare la via del ritorno.
BIBLIOGRAFIA
R. Assagioli - Psicosintesi per l'armonia della vita
P. Ferrucci - Introduzione alla Psicosintesi
P. Legrenzi - Storia della Psicologia
P. Ferrucci - Crescere. Teoria e Pratica
R. Assagioli - Per vivere meglio
E. Fromm- Avere o essere
sabato 15 ottobre 2011
Fobia sociale: la paura del rifiuto e del giudizio.
:
martedì 19 luglio 2011
Cambiare si può... Due aneddoti divertenti...
Da un articolo di Jacopo Fo [Fonte]
Per concludere, vorrei chiarire che, in realtà, quest’idea del cambiamento profondo e rapido non è mia. A partire dagli anni ’70, diversi gruppi di brillanti psicologi iniziarono a mettere in dubbio l’efficacia delle psicoterapie che durano anni.
Watzlawick raccolse le sue idee rivoluzionarie nei libri Istruzioni per rendersi infelici, divertentissimo, e Change (scritto con Weakland e Fisch).
Richard Bandler ha scritto Usare il cervello per cambiare.
Per spiegare meglio questo approccio, ecco come Bandler affrontò la situazione di un bimbo gravemente traumatizzato perché, mentre stava giocando in un covone di fieno, ne aveva presa una manciata dove c’era dentro un serpente. Lo spavento era stato tale che il bambino non era più riuscito a dormire e aveva difficoltà a mangiare.
Bandler si era fatto raccontare il fatto dal bambino e subito aveva esclamato:
“Ecco chi era quel bambino! Ma lo sai che è appena andato via un serpentello che era terrorizzato perché mentre stava giocando in un covone di fieno un mostro enorme lo aveva afferrato, gli aveva urlato in faccia e lo aveva lanciato lontanissimo?”.
Il bambino sbarrò gli occhi e poi scoppiò a ridere. Guarito.
Sempre Bandler, nel suo libro Usare il cervello per cambiare, racconta di come “disattivò” un padre autoritario che aveva trascinato nel suo studio la figlia adolescente e ribelle “per farla curare”. Mentre era lui che aveva bisogno di cure.
Bandler lo vede entrare come una furia nel suo studio, mentre tira per il braccio la ragazzina ed esclama:
“C’è qualcosa che non va?”.
Il padre risponde: “Questa ragazza è una puttanella”.
“Non mi serve una puttana; perché me l’ha portata?”
Ecco un'interruzione degna di questo nome.
Questo genere di battuta iniziale è la mia preferita; con una battuta del genere, si può veramente mandare uno in corto circuito. Se subito dopo gli si rivolge una qualsiasi domanda, non riuscirà mai più a tornare là da dove era partito.
“No, no! Non è questo che volevo dire...”
“Chi è questa ragazza?”
“Mia figlia”.
“Lei ha costretto sua figlia a prostituirsi!!!”
“No, no! Lei non capisce...”
“E l'ha portata qui, da me! Che schifo!”
“No, no, no! Ha capito male”.
Quest'uomo, che era entrato urlando e ringhiando, adesso mi sta supplicando di capirlo.
Ha completamente cambiato prospettiva: ora non aggredisce più sua figlia, ma si sta difendendo.
Nel frattempo, sua figlia, in cuor suo, si sta facendo matte risate. La scena la diverte moltissimo.
“Beh, cosa vuole che io faccia, allora? Cos'è che vuole?”
Lui allora comincia a spiegarmi cosa voleva.
Quando ha finito, dico:
“Lei l'ha portata qui tenendole un braccio piegato dietro la schiena, e l'ha sballottata qua e là. Questo è esattamente il modo in cui vengono trattate le prostitute; ecco cosa le sta insegnando a fare”.
“Beh, io voglio costringerla a...”.
“Oh, 'costringerla'... insegnarle che gli uomini controllano le donne sbatacchiandole qua e là, comandandole a bacchetta, storcendo loro un braccio dietro la schiena e costringendole a fare cose che non vogliono fare. E' così che fanno i protettori. Le resta soltanto da chiederle dei soldi in cambio”.
“No, io non sto facendo questo. E' lei che va a letto col suo ragazzo”.
“Si è fatta pagare?”
“No”.
“Lo ama?”
“E' troppo giovane per poter amare”.
“Forse che non amava lei, suo padre, già da piccolissima?”
Ecco che prende forma l'immagine di lei piccolissima, seduta sulle ginocchia del babbo. Con un'immagine del genere si può mettere nel sacco qualsiasi padre autoritario.
“Mi permetta di farle una domanda. Guardi sua figlia... Non vuole che riesca a provare il sentimento dell'amore, e che viva il comportamento sessuale come una cosa piacevole? La morale di oggi non è più quella di una volta, e lei può benissimo non condividerla. Ma le piacerebbe forse che l'unico modo in cui sua figlia imparasse ad avere rapporti con gli uomini fosse lo stesso che ha avuto con lei, quando l'ha fatta entrare in questa stanza qualche minuto fa? E che aspettasse i venticinque anni per sposare qualcuno che la picchiasse, la sbatacchiasse, la maltrattasse e la costringesse a fare cose che non vuole fare?”
A questo punto il padre non sa più cosa pensare, e allora è il momento di colpire duro. Lo guardi diritto negli occhi, e gli dici:
“Non è forse meglio che sua figlia impari ad avere dei rapporti d'amore... anziché imparare a far propria la moralità del primo uomo capace di costringerla a fare ciò che lui vuole? I protettori fanno proprio questo".
Provate a trovare una via d'uscita. Non ce ne sono. Il suo cervello non aveva più modo di tornare indietro al punto di prima. E lui non poteva più comportarsi come un protettore. Non importa se si costringe qualcuno a fare o a non fare qualcosa di “buono” o di “cattivo” che sia. E' il fatto stesso di costringerlo che gli inculca l’abitudine a farsi controllare in qualche modo.
Ma a questo punto il padre autoritario non sa più cosa fare. Ha smesso di fare quel che faceva prima, ma non ha niente da sostituirvi.
Devo suggerirgli qualcosa da fare; potrebbe per esempio insegnare a sua figlia qual è il modo in cui un uomo deve comportarsi nei confronti di una donna. Perché allora, se l'esperienza che sua figlia vive con il suo ragazzo è insoddisfacente, lei la interromperà.
L'ho messo nel sacco. Sapete cosa significa? Adesso lui deve costruire una solida relazione positiva con sua moglie, ed essere gentile con gli altri membri della famiglia, e fare in modo che sua figlia stia meglio con loro che con quel tizio che le ronza intorno. Che ve ne sembra, come coazione?"
A me sembra un ottimo procedimento.
Immagini: Richard Bandler; Paul Watzlawick
martedì 28 giugno 2011
Insoddisfazione
Evolvendosi, l’uomo acquista maggiore consapevolezza dei propri poteri: forza, intelligenza, abilità tecnica, mentre parallelamente sviluppa un senso oscuro, ma intenso, che vi sono dei poteri più grandi, latenti nell’uomo, che egli deve realizzare (una "divina insoddisfazione").
Roberto Assagioli
.:.
Possono esserci vari tipi di insoddisfazione: fisica, emotiva, mentale, relazionale, spirituale...
- A livello fisico, può essere connessa a bisogni non soddisfatti: sessualità, attività fisica, prestanza, appagamento, gusto di vivere e di muoversi sul pianeta...
- A livello emotivo: carenze affettive e relazionali, mancanza di gioia di vivere...
- A livello mentale: dubbi esistenziali, filosofici, ...
- A livello intuitivo: senso della vita, spiritualità, ...
- A livello della personalità e dell'io
- A livello dell'anima, spirito o Sé transpersonale
Si può manifestare in vari ambiti:
- familiare
- sociale
- relazionale, sentimentale (tipica la "sofferenza d'amore" d'epoca romantica...)
- nel lavoro
- nella ricerca del successo
- in campo artistico
- in ambito religioso-spirituale (in questo caso si parla di "divina insoddisfazione" o di eterna insoddisfazione)
- in ambito filosofico (si parla anche di eterna insoddisfazione o di insoddisfazione esistenziale legata alla condizione umana. Famosi i libri di Sartre e di Moravia).
Le categorie che abbiamo elencato servono solo a dare un'idea d'insieme del fenomeno e non vanno viste separate le une dalle altre in quanto si compenetrano e si alternano in quella che spesso viene anche chiamata la danza della vita.
Oggi vi proponiamo questo articolo, che riteniamo utile, che parte da soluzioni sul piano fisico che coinvolgono, però, anche altri livelli. Ricordiamoci che può essere una buona cosa "ringraziare" il proprio corpo dopo un lavoro faticoso fatto bene...
.:.
Perennemente insoddisfatti: cosa fare
di Bianca Maria Fracas
"L’insoddisfazione è la conseguenza del crearsi delle aspettative irrealizzabili, e il lamentarsi non è altro che lo specchio del nostro modo di essere, ovvero una predisposizione naturale a cogliere solo i lati negativi delle persone, dei luoghi e delle situazioni che incontriamo."
Sono molte le persone che qualunque cosa facciano e qualsiasi situazione incontrino, si sentono insoddisfatti. L’insoddisfazione è la conseguenza del crearsi delle aspettative irrealizzabili, e il lamentarsi non è altro che lo specchio del nostro modo di essere, ovvero una predisposizione naturale a cogliere solo i lati negativi delle persone, dei luoghi e delle situazioni che incontriamo.
Le persone che vivono in questo modo, dovrebbero imparare a pensare che nella vita ci sono sempre degli imprevisti negativi, ma che l’uomo è dotato di una capacità di adattamento, proprio come gli animali; l’importante è imparare ad affinare questa capacità.
È importante lasciarsi alle spalle le delusioni e essere propositivi verso le novità, sempre con un pizzico di spirito dell’avventura. Inoltre è importante imparare a cambiare abitudini, per insegnare al cervello a riorganizzarsi in modo creativo. Dal momento che la realtà rimane la stessa, vale la pena vederla sotto un altro aspetto; in questo modo apprezzeremo molto di più anche le cose che non sono perfette.
Un utile esercizio
L’ingrediente fondamentale per imparare ad essere meno insoddisfatti delle situazioni è essere fieri del proprio fisico; in questo modo si attenueranno le sensazioni di insoddisfazione.
Per avere una visione migliore di sé è utile imparare a sentire il proprio corpo e a muoversi in armonia con se stessi. Proviamo a camminare a quattro zampe, a fermarci a chiudere gli occhi e immaginarci dall’esterno. È uno degli esercizi che la Mind & Body Therapy insegna; le sedute sono seguite da uno psicoterapeuta, si svolgono in palestra e prevedono diversi esercizi come quello sopra descritto, o come quelli in cui si chiede al soggetto di sentire il peso del corpo prima sulle braccia, poi sulle gambe ed infine alzarne una per diminuire la tensione. Questa terapia amplifica le sensazioni del corpo per ottenere una percezione di benessere, condizione necessaria per essere più soddisfatti.
FONTE:
- http://www.guidapsicologia.com/002145_perennemente-insoddisfatti-cosa-fare.html
.:.
A volte l’uomo è straordinariamente,
appassionatamente innamorato della sofferenza.
(Fëdor Michajlovic Dostoevskij)
.:.
LINK sull'insoddisfazione:
- Definizioni, Dizionario della Felicità
- La causa dell’insoddisfazione: il desiderio
- Gli insoddisfatti
- Storielle e aneddoti
- Ontologia dell'insoddisfazione
- L'insoddisfazione quotidiana
- Sinonime, contrari, traduzione
- Insoddisfazione cronica, non godere della vita
- Insoddisfazione e immagine corporea
- Insoddisfazione personale
- Un antidoto contro l'eterna insoddisfazione
- Divina insoddisfazione e incarnazione
- Divina insoddisfazione e cambiamento
.:.
Questa divina insoddisfazione significa che
all'interno della mia anima
si muove un impulso destinato a procurarmi grandi soddisfazioni.
Salvador Dalì
.:.
AFORISMI E FRASI SULL'INSODDISFAZIONE: (tratti da: www.frasi.net)
-
Nulla è più pericoloso e mortale per l'anima che occuparsi continuamente di sé e della propria condizione, della propria solitaria insoddisfazione e debolezza. Hermann Hesse
-
L'insoddisfazione segue l'ambizione come un'ombra. Henry H. Haskins
-
La noia, l’insoddisfazione, è la molla prima di qualunque scoperta, piccola o grande. Cesare Pavese
-
Chi raggiunge il successo non fa altro che spostare la sua insoddisfazione più in alto. Gianni Monduzzi
-
Il comparare è la fine della felicità e l’inizio dell'insoddisfazione. Sören Kierkegaard
-
Il desiderio è il motore che spinge la vita. Ciò che si desidera resta desiderio finché non si soddisfa. Vivere è desiderare, desiderare è insoddisfazione, dunque la vita è tristezza. Riccardo Crupi
-
Siamo venuti in questo mondo non per noi stessi, ma per fare del bene agli altri. Siamo venuti qui per dare, non per ricevere.
Due strade si aprono dinnanzi ad ognuno: servire se stesso o servire il prossimo.
Scegliere quale sarà la tua autentica ispirazione di vita. La scelta di se stesso è più comoda, il Servizio al prossimo esige un sacrificio. Ma, se ci si riflette, il servizio di se stesso significa diventare schiavi della propria ambizione e da ciò nasce invidia e insoddisfazione. Mentre nel servizio del prossimo si è liberi, non si lavora per una ricompensa, né in competizione con gli altri. Si è liberi di esprimere il proprio amore: e la cosa curiosa dell'Amore è che più se ne dà, più copiosamente esso ci viene restituito! Buona Strada nel Servizio! Baden Powell -
I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi: l’ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c’è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l’insoddisfazione per l’esistenza del mondo. Fernando Pessoa
.:.
“Esiste una vitalità, una forza vitale, un’energia, un’accelerazione che si traduce,
tramite te, in azione e, visto che in ogni momento tu sei unica, questa espressione è
unica [...] Devi mantenerti aperta e conscia nei confronti degli impulsi che ti
motivano. Mantieni aperto il canale [...] [Non esiste] nessuna soddisfazione in
nessun momento. Esiste solo una strana, divina insoddisfazione, una benedetta
irrequietezza che ci fa andare avanti e ci rende più vitali degli altri.”
Martha Graham ad Agnes De Mille, Dance to the Piper1
E' una legge fondamentale della vita che l'amore ti condurrà a un'insoddisfazione sempre più profonda.
Alla fine, l'amore ti condurrà a un'insoddisfazione tale da creare in te l'anelito per l'amante supremo, il divino,
allora comincerai a ricercare l'innamoramento definitivo.
(Osho)
DIVINA INSODDISFAZIONE
In ogni essere c’è una profonda spinta interiore verso una forma di vita superiore, una forza fondamentale ma insistente che ci spinge - come il fiore che spontaneamente si gira verso il sole - alla ricerca di qualche cosa di più grande di noi e verso orizzonti che non sono già stati conquistati. Non è sempre facile riconoscere questa potente forza interna, soffocata come è nei labirinti della complessa natura umana, sicché spesso essa riesce ad emergere solamente in forme distorte. Ma sono pochi coloro nei quali questa potente forza non riesce ad affiorare, sia sotto forma di potente credo spirituale, che di una migliore qualità di vita, o di attività pratica di servizio.
Questa “forza segreta” è stata chiamata la “divina insoddisfazione”, la “spinta del cielo”, la “spinta evolutiva”. Ma qualunque nome si possa darle, è pur certo che la Legge
dell’Avvicinamento Spirituale è la forza basilare che regola e governa questa potente esigenza nella natura umana. È questa legge che dà origine alle molte tecniche dell’evoluzione spirituale, all’osservanza delle varie religioni, ai metodi che portano a creare un ponte nella coscienza tra la vita esterna e quella interna, ed a fondere gli elementi materiali con quelli spirituali, sicché ne nasca “un tutto” nuovo e più vitale.
Fonte: www.istitutocintamani.org/Meditazione-Nuova-Era-ANNO-1. pag. 74
Dentro ognuno di noi esistono qualità che derivano da una Fonte ben al di sopra della nostra personalità “normale”. L’amore, la creatività, lo spirito di servizio, l’aspirazione, il
richiamo che induce il Figliol Prodigo a ritornare alla Casa del Padre, l’apprezzamento della verità, della bellezza, della bontà; un senso anche vago della realtà “interna”, di “qualche cosa che vada oltre”, quella “divina insoddisfazione” che è alla base dell’irrequietezza della razza umana, lo spirito di avventura, il costante sforzo di migliorare tutti questi elementi sono prove che “l’uomo è un animale più un Dio vivente.”
Fonte: www.istitutocintamani.org/Meditazione-Nuova-Era-ANNO-1, pag. 86
Gli annebbiamenti della ristrettezza di idee e della rigidità, non necessitano di molte spiegazioni. I loro effetti limitanti sono ovvi. Ma tali annebbiamenti non sempre vengono
riconosciuti, ed esistono molte ragioni che ci rendono difficile tale riconoscimento; perché vogliamo sentire intorno a noi le pareti protettive di un certo modo di pensare; a causa di ciò che potremmo chiamare “agorafobia mentale”, o timore di spostarci in nuove aree di pensiero; a causa della pigrizia mentale ed emotiva, dell’ignoranza, e di quell’autocompiacimento che deriva dall’essere completamente assorti nelle proprie credenze, convinzioni e modi di vivere.
Se dovessimo riconoscere in noi stessi simili tendenze, cerchiamo di ricordare il valore della “divina insoddisfazione”… È stato attraverso la costante sollecitazione del cuore umano e delle menti aperte di alcuni indagatori, che l’umanità ha trovato la sua strada dall’oscurità primordiale al suo attuale, comparativamente avanzato, stadio di sviluppo. Una mente chiusa ed un sentirsi nel giusto, costituiscono dei grandi ostacoli al nostro proprio progresso ed a quello di altri.
Fonte: www.istitutocintamani.org/Meditazione-Nuova-Era-ANNO-3, pag. 81
POST RECENTI DA BLOG SELEZIONATI
-
Conflitti: Netanyahu seppe in anticipo dell’attacco di Hamas - Un'inchiesta israeliana, a ridosso delle elezioni, rivela le negligenze di Netanyahu sul 7 ottobre: fu avvertito ma non fece nulla. Netanyahu da tre anni c...2 settimane fa
-
BepiColombo dopo la separazione dell’Mtm - È avvenuta con successo alla fine della scorsa settimana la separazione del modulo di trasferimento Mtm, che ha fornito propulsione ed energia ai due orbit...2 settimane fa
-
Mindfulness e insonnia - L’insonnia non riguarda solo il sonno: la mindfulness può aiutare a ridurre rimuginio, stress e preoccupazione L'articolo Mindfulness e insonnia proviene...2 settimane fa
-
"Siamo fatti di storie" di Luciano Peccarisi - Nella rubrica: "Riflessioni sulla Mente" di Luciano Peccarisi: "Siamo fatti di storie"3 settimane fa
-
La quiete.. - *«Riportami nelle zone più alte* *in uno dei tuoi regni di quiete»* *Franco Battiato, L’ombra della luce.* ------------------------------ *La rispost...3 settimane fa
-
La filosofia lo conferma: viviamo in una società futurista. Anzi, accelerazionista - È opinione abbastanza diffusa che, dopo quello comunista di Karl Marx, il manifesto d’avanguardia più celebre sia quello dei futuristi. Il movimento fondat...5 mesi fa
-
Ma io, dove sono finito? - Esplorazione dell'INCONSCIO - C'è un momento, di solito verso le tre o le quattro del mattino, in cui la maschera che portiamo durante il giorno si scrosta. Sei lì, nel buio, e all'...7 mesi fa
-
La Solitudine dell’Intelligenza - La Solitudine dell’Intelligenza Viviamo in un’epoca caratterizzata da una preoccupante omologazione del pensiero. Basta osservare le conversazioni nei luo...8 mesi fa
-
Indossa il valore della Speranza - Indossa il valore della Speranza Admin Mar, 11/02/2025 - 10:471 anno fa
-
Hello world! - Welcome to WordPress. This is your first post. Edit or delete it, then start writing!1 anno fa
-
Full Moon Meditation Recording – July 31, 2023 - Solar in Sagittarius, Moon in Gemini The post Full Moon Meditation Recording – July 31, 2023 appeared first on Meditation Mount.3 anni fa
-
PAROLE, PAROLE, PAROLE... - Qualcuno crede che cambiando le parole, rendendole meno volgari o esplicite, il retro pensiero e il sentire psichico che le accompagna e che non viene dett...3 anni fa
-
Thich Nhat Hanh. La felicità della Piena Consapevolezza - A pochi chilometri da Bordeaux vive un monaco vietnamita che è una delle voci più alte della spiritualità di ogni tempo: Thích Nhất Hạnh. Qui, nel 1982, ...4 anni fa
-
ARMONIA E ORDINE: Ogni cosa al suo giusto posto - La Scienza dello Spirito, attraverso lo studio delle Leggi e l’esperienza, ci insegna che ogni aspirazione, ogni impegno spirituale nella ricerca della v...5 anni fa
-
Frasi Dalai Lama - Fonte immagine: https://pixabay.com/it/dalai-lama-santit%C3%A0-amore-1207695/ *1)* La pazienza e la tolleranza non vanno considerate un segno di debolezz...6 anni fa
-
In commemorazione di Swami Veetamohananda - [image: Swami Veetamohananda Memorial Day 26 gennaio 2020]Swami Veetamohananda è morto il 7 novembre 2019. Festeggeremo la sua memoria il 26 gennaio 202...6 anni fa
-
Tribalismo - “Poiché il principale nemico è la disumanizzazione, la soluzione deve essere la nuova vivificazione e la restaurazione della natura umana. La fonte deve ...7 anni fa
-
Da maestose predatrici a vittime indifese: il destino delle orche nel mare di Salish. - Anche sui media italiani è arrivata la storia commovente di un'orca che ha vegliato per diversi giorni il suo cucciolo morto mezz'ora dopo la nascita. È ...8 anni fa
-
Stati Uniti e Pakistan: crisi di un rapporto asimmetrico - L’anno era il 2004. Nello studio ovale della casa Bianca sedeva George W. Bush, ad Islamabad governava il generale Pervez Musharraf, autore di un colpo di ...8 anni fa
-
Censura Rai, le caviglie di Mercalli sono bellissime! E i suoi occhi azzurri… - [image: Censura Rai, le caviglie di Mercalli sono bellissime! E i suoi occhi azzurri…] Attori, presentatori, cantanti, stanno dimostrando di avere la sch...10 anni fa
-
18 Semplici Pensieri per Superare i Momenti Difficili - Nessuno percorre il lungo viaggio della vita senza perdere una persona amata, affrontare difficoltà apparentemente insormontabili, incorrere in fallimenti...11 anni fa
-

