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sabato 12 gennaio 2013

Evoluzione della coscienza di uomini e donne...

Uno dei sensi evolutivi della coscienza umana di questo periodo storico sembra essere che: le donne stanno diventando più forti (più maschili) e gli uomini stanno diventando più sensibili (più femminili). Il prossimo passo sarà un maggiore equilibrio maschile-femminile, femminile-maschile.

domenica 7 ottobre 2012

Incarnare il frutto delle nostre stirpi (Le Passeur) (08)


D'accordo con Urantia-Gaia pubblichiamo...

Incarnare il frutto delle nostre stirpi

Dal Traghettatore (Le Passeur).
La coscienza che si risveglia è il frutto più bello nell’uomo dell’influenza del nuovo ciclo cosmico. Sebbene riguardi tutti, senza nessuna eccezione, non è, in alcun caso, vissuto e fecondato allo stesso modo da ognuno di noi. Il risveglio è totalmente in funzione di ciò che è l’essere,  lui stesso è la somma di tutto ciò che ha integrato o no, nel corso delle sue numerose esperienze di vita, durante la storia delle sue incarnazioni nel ciclo terrestre che si sta concludendo. Poco importa la coscienza spirituale che possa ostentare l’essere, la natura delle sue credenze, del suo mestiere, delle sue fonti di interessi, o della sua “intelligenza” secondo quelli che considerano in modo restrittivo l’intelligenza in funzione ad una semplice e ridicola misura del quoziente intellettuale.
Ciò che conta è ciò che è nella vita.
E’ giusto con gli altri?
E’ onesto con se stesso e con gli altri?
E’ chiaro nel suo modo di essere?
Ha fatto lo sforzo di aguzzare la propria coscienza per capire le conseguenze dei suoi atti e delle sue parole?
Quell’uomo lì presenta le caratteristiche di un essere che è stato in grado di evolvere nel corso delle sue incarnazioni, e grazie alla legge di risonanza  vivrà piuttosto con facilità gli aspetti manifestati del grande cambiamento.
Uno scalino ancora più avanti, l’uomo è consapevole della natura influente dei propri pensieri e delle proprie emozioni?
E dunque ha imparato una certa padronanza?
Esprime il cuore perché E’ nel cuore e non perché ha bisogno di compensare ciò che gli è mancato un tempo.
Detto in un altro modo, ha guarito le proprie ferite più profonde e dunque è stato in grado un giorno di guardarle dritto in faccia?
Costui è fra quelli che con la loro presenza e il loro esempio, più che con l’espressione, aiuteranno i precedenti a salire l’ultimo scalino dove consolideranno la propria autonomia. Il passaggio si farà in modo naturale, non perché c’è un giudizio divino, come tante religioni hanno mentito su questo argomento, ma perché ciò che porta in lui lo rende capace di ricevere ed integrare più luce ancora rispetto a quello precedente.
Prendiamo per semplificare la decisione di chiamare “luce” la nuova energia in cui stiamo entrando. Abbiamo vissuto finora con una piccola lampadina di 3 watt per illuminare le nostre vite e da qualche anno l’intensità della luce è aumentata progressivamente fino ai 30 watt attuali. Era in qualche modo un approccio “con le buone” per darci il tempo di abituare i nostri sguardi a più luce e scoprire un po’ della caverna. Certi si sono preparati a ricevere di più essendo consapevoli del cambiamento, avendo alzato la testa per vedere più lontano grazie a questa luce aumentata e sono diventati così consapevoli di ciò che non vedevano fino a lì. Altri hanno mantenuto la testa bassa, gli occhi inchiodati a “raso terra” sulle routine di cui godono o di cui soffrono senza riuscire a rivelare i segni di un cambio salvatore. Questi sono i più numerosi.
Adesso, stiamo per fare un salto luminoso ed è verso “un sole” che stiamo per girare i nostri sguardi. Che lo vogliamo o no, la nuova luce inonderà la terra la cui frequenza vibratoria si sarà alzata e stabilizzata al livello adeguato del nuovo scrigno che ha deciso di essere e di offrirci. E’ il gioiello magnifico del proprio scrigno e siamo gli invitati privilegiati che accoglie. Bisogna capire bene che non è un colpo di bacchetta magica che rivelerà tutto questo. La terra e tutto il sistema solare attraversano una zona del cosmo che è l’oceano in cui tutto è immerso in questa luce. Noi che viaggiamo sul vascello Urantia-Gaia abbiamo dunque approdato le periferie illuminate di questa zona, qualche anno fa, e il salto di cui parlo sarà dell’ordine della luce che scaturisce alla fine di un’eclisse. Si parla né più né meno di una trasmutazione.  Dunque, questa luce sarà qui per tutti e ognuno riceverà ciò che è in grado di assorbire da questa energia colossale, ciò che avrà un po’ la funzione naturale di distribuire le destinazioni secondo ciò che ognuno può assimilare. Si capisce, una buona parte di quelli che non hanno fatto il necessario durante le proprie numerose vite per prepararsi a accogliere tale energia non la sopporteranno. Andranno quindi presto o tardi a  completare la propria esperienza lì dove la propria vibrazione li porta, fino al giorno in cui al loro turno saranno pronti a evolvere col favore di un nuovo ciclo.
Nel frattempo, quelli che vogliono ancora oscurare tutto quaggiù e gli incoscienti che servono i loro interessi, per avidità o per indifferenza, proseguono la distruzione metodica della terra. Non faremo l’inventario, ci vorrebbe una vita, ma mentre in un grande silenzio mediatico la contaminazione nucleare venuta dal Giappone e l’inquinamento petrolifero dal golfo del Messico vanno avanti, una moltitudine di zone di inquinamento e di distruzioni intensive brulicano un po’ dappertutto sopra e sotto la superficie di Gaia.  E’ così da più di un secolo e l’impresa di sabotaggio diventata metodica e crescente in questi ultimi decenni è ora demenziale. Bisogna vedere con lucidità che la maggior parte degli esseri umani se ne disinteressa, dal momento che siano in grado di consumare l’energia necessaria al superfluo che decora le loro esistenze.  E’ un fatto, e ci sono delle conseguenze. Questa incoscienza e questa indifferenza alle leggi di armonia che prevalgono nei mondi evoluti fanno che all’ora in cui una nuova energia di vita sostituisce la vecchia,  l’ante-umanità dovrà in una maniera o nell’altra conoscere un riequilibrio della bilancia. Tutto ciò è affare di equilibrio delle energie in gioco, in nessun caso di morale e ancora meno di castigo. Tutt’al più la morale è in questo senso il riflesso della legge universale tradita.
Ci sono diversi modi di riequilibrare i meccanismi di scambi tra i regni viventi tra cui il pianeta, in quanto entità, non è il minore. L’uomo, già, può diventare consapevole e cambiare attitudine. E’ ciò che sta accadendo, ma purtroppo non per la maggior parte e con un ritmo troppo lento per bastare a che tutto si svolga con dolcezza, prima del grande salto programmato. Gaia invece è lei stessa maestra a bordo e sta manovrando. Tenendo conto dell’ambiente generale e delle enormi eggregore negative accumulate dall’umanità nei suoi strati aerei e sotterranei, le valvole abituali probabilmente non basteranno, ed è molto probabile che dovrà aggiustare le energie in maniera più drastica.
Non ho un’idea ben precisa di quello che sarà, e spero ancora che ciò che fu annunciato molto tempo fa e confermato diverse volte da allora non succederà. C’è urgenza ma sono certo che fino all’ultimo momento, prima che le lancette si posizionano facendo click sui quadranti del grande orologio cosmico, è ancora possibile cambiare anche solo un po’ l’ordine delle cose. Fino alla fine, le linee del tempo possono essere saltate individualmente e collettivamente. Ecco perché bisogna tuttora avere una fede creatrice  in questa possibilità. Vedo troppi esseri in risveglio rallegrarsi di ogni nuova catastrofe naturale in cui vedono il segno del grande finimondo. Non è un’attitudine responsabile, non fa che contribuire alla confusione delle anime che la nutrono e alla paura di quelli che scoprono la situazione senza averne l’illuminazione.
Invece di aspettare il cataclisma maggiore che verrà contando ogni giorno i punti, è senza alcun dubbio più costruttivo girarsi in sé verso il mondo della pace e dell’armonia che si spera vedere sorgere dalla luce, ancorandola in ogni istante del suo quotidiano, attraverso lo sguardo che portiamo su tutto e le mani che ci posiamo con amore. Non basta proclamare ciò che si vuole, bisogna vederlo realizzato e sostenerne con perseveranza l’intenzione. Qualsiasi cosa sia, fate tutto quello che fate amando ciò che fate, e qualcosa d’immenso arriverà in voi e per tutti. Forse non è troppo tardi per addolcire la transizione collettiva.
Le parole veicolate dal “New Age” sono state spesso ingannatrici e non a caso. Si parla sempre di ascensione, ciò che alla fine rimanda sempre all’idea che si scala verso qualcosa di più alto, di più etereo. L’ascensione è soltanto quella della frequenza vibrazionale che si accorda (o si sintonizza) su una dimensione anch’essa più alta in frequenza. In realtà, nell’incarnazione, abbiamo a che fare con una discesa. Ai fianchi degli altri regni viventi di cui è la semplice natura, ogni artigiano della luce in questo mondo è il ripetitore della sostanza di energia che tira dall’alto al basso. Ognuno riceve e emette la propria firma energetica che è il frutto della sua storia e delle sue stirpi stellari che viene a incarnare qui. E’ dall’alto che portiamo in ogni cellula dei nostri corpi e di quello della terra una parte della luce che illuminerà il prossimo ciclo di Gaia e di tutto ciò che porterà in quel momento.
E’ un ancoraggio profondo e solido che si effettua di cui siamo i traghettatori talvolta consapevoli e spesso inconsapevoli. Poco importa il modo con cui l’immaginiamo, possiamo visualizzarlo come vogliamo, ciò che conta è materializzarlo nelle nostre vite e in ogni giorno concretamente, e di smettere di aspettare segni e di divulgare belle idee, delle grandi parole e dei concetti eterei che risonano soltanto nel nostro immaginario e mai nei nostri atti.
Non ho niente contro l’immaginario, al contrario, vedo sempre di più fino a che punto è uno dei modi di espressione favorito dalla propria anima quando prova a comunicarci qualcosa. Ma perfino l’immaginario può ancorarsi e dunque perfettamente incarnarsi nella materia. Verrà un momento in cui ogni cosa sarà percepita dai diversi piani con i quali interferiamo direttamente, e ci modelleremo il nostro posto in coscienza. La vita è dappertutto e riveste  tante forme che è un fuoco d’artificio, le dimensioni che ci circondano sono multipli e la nostra multidimensionalità ne investe una parte tra cui certe sono accessibili fin da oggi. Come i racconti per bambini l’hanno sempre detto, basta credere per vedere…
Fraternamente,
© Il Traghettatore – 04.09.2011 – Tradotto da Stéphanie - Versione originale francese
http://www.urantia-gaia.info > La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione di non associarlo a fini commerciali, di rispettare l’integralità del testo e di citare la fonte.


domenica 2 ottobre 2011

Angeli Custodi

Oggi 2 ottobre si celebrano gli Angeli Custodi


Trascrivo per voi questa luminosa poesia di Sri Aurobindo, dedicata agli Angeli.
Con affetto,Tomoe.


I BAMBINI DAGLI OCCHI DI SOLE


Ho visto i luminosi pionieri dell'Onnipotente 
al confine dove il cielo si volge verso la vita,
scendere le scale d'ambra della nascita; 
i precursori di una Divina moltitudine.
Essi venivano sul Sentiero della Stella del Mattino,
nella piccola stanza della vita mortale. 

Li ho visti attraversare la penombra di una età
i bambini dagli occhi solari
portatori di una meravigliosa Aurora,
i grandi creatori dal calmo aspetto. 

Li ho visti gli abbattitori delle barriere del mondo
i lottatori contro il destino nato dalla paura.
Li ho visti i lavoratori della Casa degli Dei,
i messaggeri di ciò che non può essere comunicato,
gli architetti dell'immortalità. 

Li ho visti cadere nella sfera umana,
con i volti ancora luminosi della gloria immortale,
con voci che ancora parlavano con i pensieri di Dio,
con corpi resi splendenti dalla Luce dello spirito. 

Portavano la Magica Parola, il Mistico Fuoco,
la dionisiaca Coppa della Gioia.

Li ho visti, i bambini che rendono l'uomo migliore,
coloro che cantano uno sconosciuto inno dell'Anima.
Ho sentito l'eco dei loro passi nei corridoi del tempo.
Ho visto gli alti sacerdoti della Saggezza,
della dolcezza, della Potenza e della Felicità Celeste,
i rivelatori delle vie solari della Bellezza,
i nuotatori delle acque tempestose dell'Amore,
i danzatori che aprono le porte d'oro del Nuovo Tempo.

Sono qui.
Camminano fra noi per mutare la sofferenza in gioia,
per giustificare la Luce sul volto della Natura. 

 


 

Sri Aurobindo, ”I bambini dagli occhi di sole”.
Poesia inserita nel poema "Savriti", Edizioni Mediterranee, Roma 1996

 

 

 


giovedì 29 settembre 2011

Sintesi degli opposti § Maschile e Femminile

Riceviamo da Tomoe e pubblichiamo.

.:.

...Dalla penna di una poetessa e scrittrice italiana emergente, che sempre cerca dio e qualche volta lo trova...


Che belli
Che belli quando si stringono nei cappotti e camminano veloci, quando si toccano la barba spariti nei pensieri, quando la barba se la fanno e storcono la bocca, arricciano il naso, si tagliano e imprecano allo specchio.
Che belli quando riparano qualcosa e non ci riescono e ci devono riuscire, quando ostentano ostinazione, quando ci guardano di nascosto, quando ci guardano e moltiplicano gli occhi dappertutto, quando ridono fortissimo, quando cucinano due uova e usano diciotto pentole, quando ti fanno un regalo e sono imbarazzati, quando mentono e si vede e quando sono sinceri e non si vede, quando non li capiamo e pensavano che fosse facile, quando hanno fame e tutto il resto può aspettare, quando sono sensibili agli alberi e alle foglie, quando tengono in braccio un neonato come dodici uova, quando giocano, quando guardano un’altra donna e poi dicono mavà, quando sono riservati e noi pensiamo che siano timidi, quando sono sfacciati e noi pensiamo che non lo siano e invece lo sono, quando ti dicono ti amo e abbassano la voce, quando sono eccitati e fanno finta di ascoltare, quando non hanno voglia di ascoltare e ti sorridono lontanissimi, quando perdono la pazienza e la ritrovano come nuova.
Che belli quando sanno di fieno, talco e tabacco, che belli quando dormono scomposti che sembra siano caduti dal ventesimo piano, quando cantano, quando hanno silenzi circondati da filo spinato, quando indovinano, quando ci sorprendono, che belli quando ti guardano e capisci che stanno per baciarti.
Che belli gli uomini coi loro gesti e il loro camminare.

Che belle

Che belle quando fanno spiraline di capelli, assorte nelle loro pagine, quando sono innamorate e ridono di più anche con gli occhi. Certi gesti come passare un dito sotto il colletto di una camicia, mettersi due mani dietro al collo, sfiorarsi il profilo delle labbra mentre pensano al computer, accavallare le gambe, togliersi i grilli dalla testa e rimetterceli di corsa. Amare i loro figli, dimenticarsi le merende e ricordarsi di comprare il latte una volta a casa.
Che belle quando si mettono lo smalto o quando si mangiano le unghie, quando dicono ora vado e restano ancora un poco, quando decidono di restare ed invece vanno via. Come mi piacciono i loro capelli veri, tinti, lisci, mossi, stirati, phonati, legati, corti, lunghi, spettinati. I profumi che si portano dietro, le loro scarpe. Le ciglia pesanti di mascara e il kajal colato dal freddo, senza trucco, poco trucco e molto truccate.
Che belle quando inseguono un ideale e lo raggiungono, quando lottano per le cose, le cause, il giusto. Quando trovano il tempo di combattere e non si arrendono nemmeno all’evidenza. Quando leggono i messaggi dei loro telefoni e sorridono al display, quando si arrabbiano e gridano soprane, sovrane e sbagliano i respiri, quando credono alle parole minuscole dei foglietti delle creme antirughe, quando mangiano il pollo con le mani e bevono vodka nei bicchieri di carta e vino e cocktail alla frutta. Quando piangono rigando le guance, quando sono stanche e si addormentano nel metro, quando baciano con gli occhi aperti, quando cominciano una dieta, un libro, un discorso.
Che belle che sono quando minacciano cento volte di lasciarlo e lo lasciano per sempre in una volta sola, quando perdono il filo del discorso e lo ritrovano dove non pensavano di averlo lasciato.
Che belle che sono le donne, coi loro gesti e il loro camminare.

di Cecilia Resio
http://rapida.wordpress.com/ http://www.sapereignorante.com/?cat=14
Con affetto,Tomoe.

martedì 13 settembre 2011

Sintesi degli Opposti § Per tutto c’è un momento (Qoelet, 3)

[Fonte]

Per tutto c’è un momento, un tempo, per ogni cosa sotto il sole.

C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?

Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini, perché si occupino in essa.
Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ma egli ha messo la nozione dell’eternità nel loro cuore,
senza però che gli uomini possano capire l’opera compiuta da Dio dal principio alla fine.

Ho concluso che non c’è nulla di meglio per essi, che godere e agire bene nella loro vita;
ma che un uomo mangi, beva e goda del suo lavoro è un dono di Dio.

Riconosco che qualunque cosa Dio fa è immutabile; non c’è nulla da aggiungere, nulla da togliere.
Dio agisce così perché si abbia timore di lui.

Ciò che è, già è stato; ciò che sarà, già è; Dio ricerca ciò che è già passato.
Ma ho anche notato che sotto il sole al posto del diritto c’è l’iniquità e al posto della giustizia c’è l’empietà.
Ho pensato: Dio giudicherà il giusto e l’empio, perché c’è un tempo per ogni cosa e per ogni azione.
Poi riguardo ai figli dell’uomo mi son detto: Dio vuol provarli e mostrare che essi di per sé sono come bestie.
Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli;
c’è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell’uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità.
Tutti sono diretti verso la medesima dimora: tutto è venuto dalla polvere e tutto ritorna nella polvere.
Chi sa se il soffio vitale dell’uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra?
Mi sono accorto che nulla c’è di meglio per l’uomo che godere delle sue opere, perché questa è la sua sorte.
Chi potrà infatti condurlo a vedere ciò che avverrà dopo di lui?

(Qoelet, 3)


martedì 21 giugno 2011

Il rapporto di coppia nella Nuova Era

Fonte: Il rapporto di coppia nella Nuova Era


Nell'Era dell'Acquario, il rapporto di coppia è tra le tappe più importanti della nostra evoluzione interiore, perché implica la scoperta e l'accettazione, dentro ognuno di noi, della nostra parte maschile e di quella femminile, per raggiungere innanzi tutto all'interno quel senso di unità e di fusione armonica con l'"esterno" che costituisce da sempre una delle mete più elevate della ricerca spirituale. In tal senso, il compagno o la compagna che ci siamo scelti ci fanno da specchio, ossia sono l'esteriorizzazione rispettivamente della nostra parte maschile e della nostra parte femminile.  Se dunque abbiamo dei rapporti conflittuali con l'altro sesso, probabilmente è proprio perché non accettiamo la nostra parte maschile, se siamo donne, o femminile, se siamo uomini.

Da questo punto di vista, è importante imparare a considerare il nostro compagno o la nostra compagna i nostri "maestri", perché, se cerchiamo di comprenderli e di accettarli, riusciamo a comprendere e ad accettare l'"altra metà" di noi stessi (e non a caso si chiama la persona amata "la mia metà"). 
Vale senz'altro la pena di tentare, perché l'unione di Yin e Yang che si verifica in un rapporto di coppia armonioso permette il superamento dell'ego e la nascita di un equilibrio superiore.

ALLA RICERCA DELL'ARMONIA COSMICA
Anche gli antichi mistici orientali parlano simbolicamente di unione ed equilibrio di forze del Cielo (maschili) e della Terra (femminili), da cui scaturisce un'armonia cosmica. Secondo un'antica espressione popolare ispirata al Tantra (lo "Yoga dell'amore") indiano, "Shiva (il principio maschile) senza Shakti (il principio femminile) è un cadavere". Per quanto bella e significativa, però, l'espressione citata, è sintomo di una cultura (sia orientale sia occidentale) che finora ha quasi sempre considerato la donna in funzione dell'uomo, e quindi ha più o meno teso ad usare l'energia maschile, quella più aggressiva, che rappresenta la nostra capacità di pensare ed agire concretamente
nel mondo fisico, per reprimere e controllare l'energia femminile, dolce e ricettiva, che si esprime attraverso l'intuito, l'amore e la comprensione. Questo condizionamento culturale ha prodotto degli stereotipi che abbiamo davanti agli occhi ogni giorno. Da una parte, abbiamo il "maschio" tradizionale, che è stato abituato a negare ed a reprimere il proprio aspetto femminile, assumendo degli atteggiamenti freddi, controllati e repressivi nei confronti delle donne, dalle quali è segretamente terrorizzato perché gli ricordano l'aspetto femminile che lui tenta di negare.
 Dall'altra, c'è la "femmina" tradizionale, che utilizza la sua energia maschile per negare e reprimere la forza femminile insita in lei, il che la rende inerme, sottomessa agli uomini, priva di un equilibrio emozionale ed incapace di esprimere la propria forza, perché timorosa che, se l'uomo la scoprisse, la lascerebbe.

Continua a leggere QUI


(di Giampiero Cara e Annalisa Antodicola)


sabato 30 ottobre 2010

Il Linguaggio del Tramonto e le Religioni

05-12-06_1651
    
Nel Tramonto
di
Anna Pinzuti
Vieni, sediamoci qui tenendoci per mano,
ognuno nel suo silenzio..
lasciamo correre i pensieri in questo cielo
che cambia colore.
Guarda... gabbiani....
volano alti senza perdere mai di vista il mare.
Voliamo anche noi amore...
di un volo dolce e tenero...
senza perderci mai di vista.
Con le mani intrecciate
proviamo a parlare al nostro cuore...
con semplicità spogliandoci del pudore
rimaniamo così...
vestiti solo della nostra anima con
le mani nelle mani aspettando la sera.
.:.
 
Tutti conoscono i colori del tramonto,
ma pochi ne conoscono il canto.
Non basta guardare, molti non sanno vedere.
Tere - Tratto dalla mia anima
La luna disse al sole "TI AMO"
Il sole arrossì e nacque il tramonto
Antonio Cirillo


Non è una colpa desiderare un attimo di pace almeno al tramonto della vita.
John le Carré
La luce rossastra del tramonto illumina ogni cosa con il fascino della nostalgia: anche la ghigliottina.
Milan Kundera
L'amore finisce quando un fiore torna ad essere un fiore, una stella una stella, un tramonto un tramonto.
Anonimo

Quando guardo un tramonto e mi emoziono,
non mi domando a che velocità gira la Terra
o a che distanza è il Sole o quanto sono grandi.
Amo quel momento. Punto.
Non c’è da capire, c’è d’amare.
Fabio Volo, E’ una vita che ti aspetto
.:.
La maggior parte delle frasi sul tramonto sono poetico-romantiche, ma alcune accennano alla possibilità di poterlo "vedere" in modo diverso.
Come descriverebbero il tramonto?
    • un artista
    • un poeta
    • uno scrittore
    • un innamorato
    • uno scienziato
    • un religioso
    • un marinaio
    • un politico
    • un bambino
    • una madre
    • un climatologo
    • un ...
    • una...
Lo stesso fenomeno, lo stesso evento verrebbe descritto in modi diversi da diverse tipologie e per diversi scopi.
Le stesse persone possono descriverlo in modo diverso, in situazioni, in condizioni diverse, in base al loro stato d’animo, allo stato e al livello della loro coscienza.
Il tramonto, comunque, non è mai lo stesso: in giorni diversi, in stagioni diverse, si presenta in modo diverso (nuvole, pioggia, vento, rosso, grigio, rosa, raggi di luce...) e, non solo, se provate a fotografarlo dovete far presto perché cambia rapidamente. Ma purtuttavia è e rimane sempre un tramonto anche se si presenta in aspetti diversi e viene visto in maniere diverse. Si tratta sempre del tramonto.
Ho fatto l’esempio del tramonto perché credo che nessuno si preoccupa se viene visto in modi diversi.
Si accetta la diversa descrizione del tramonto perché non coinvolge proprie idee, convinzioni, identità.

Ma per altri argomenti non è così.
In particolare in ambito religioso. Il problema di alcune religioni (istituzioni religiose, gerarchie religiose) è di pretendere di essere i soli depositari del solo linguaggio per descrivere ciò che viene definito "Dio", e di "pretendere" (spesso) che anche tutti gli altri condividano questo linguaggio e questa  definizione.
Allora, per favorire il dialogo e la comprensione reciproca, accettiamo noi la descrizione che gli altri fanno del proprio Dio. Cerchiamo di essere NOI, per primi ad accettare le definizioni degli altri, poi cerchiamo di trovare un modo, un linguaggio comune, delle descrizioni accettabili anche dagli altri e quindi tendere a ciò che unisce, accantonando (anche provvisoriamente) ciò che divide.
Per il Tuo Dio. Dice un saggio orientale

Link di approfondimento:
- Linguaggio ed evoluzione della coscienza


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