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lunedì 4 giugno 2012

L’aspetto spirituale dell'Austerità

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Buona Volontà MondialeBollettino che mette in evidenza l’energia di buona volontà negli avvenimenti mondiali
Bollettino 2012 N° 2


La gioia più grande emana dall’austerità.
- Serie Agni Yoga
L’austerità economica può essere una “benedizione mascherata”.
Se consideriamo il sentiero della rinuncia auto-imposta alla ricchezza materiale per scopi spirituali, possiamo trovare lezioni importanti che aiuteranno l’umanità a evitare gli estremi del lusso e della povertà che attualmente affliggono il mondo.

La storia dimostra che tempi di austerità possono riuscire a trasformare popoli e nazioni. Per esempio Sparta, la città-stato dell'antica Grecia, è diventata famosa per la bravura militare dei suoi cittadini attraverso il loro stile di vita austero. Dal nome di tale città, la parola “spartano” si è evoluta ed è ancora oggi usata per denotare la frugalità e l'auto-negazione. Ironicamente, è proprio la Grecia sta oggi vivendo alcune tra le più gravi difficoltà economiche e che viene sottoposta a “programmi di austerità”, ma lo sono anche molti altri paesi oberati dai debiti.
Poiché questa contingenza economica sta portando sacrifici a così tante persone, austerità è una parola che pochi vedrebbero in luce positiva, associandola principalmente con lo squallore economico, la perdita dello standard di vita cui si era abituati, e tutto senza che si profili alcun obiettivo di compensazione. Ma c'è un altro tipo di austerità che, se volontariamente applicato, ha un valore incomparabile nel perseguire l'obiettivo spirituale. Naturalmente, questa è ben magra consolazione per coloro che sono attualmente privati di mezzi per vivere dignitosamente, ma l'importante differenza è che l'austerità spirituale è applicata per libera scelta – in questo caso non è dunque un'imposizione sgradita. Qui non si vuole indicare la strada dell'ascesi o del praticante raja yoga a tutti coloro che stanno soffrendo dell'attuale crisi economica mondiale, ma è interessante riflettere sulla pratica dell'austerità nella spiritualità per vedere se può esserci almeno qualche ricompensa spirituale per chi ne è colpito.
“Praticare l'austerità” in sanscrito si definisce “Tapasya”, e per mezzo di esso lo yogi lavora per liberare la propria mente dai desideri mondani, ripulendo uno spazio all'interno dei quale la secolare accumulazione di forze che lo tengono avvinto al mondo fisico viene “bruciato”, consentendo alla coscienza di salire senza impedimenti verso l'obiettivo spirituale prefigurato. Tapasya letteralmente significa bruciare o surriscaldare, diventare, come recita un'affermazione spirituale, ”un punto di fuoco sacrificale focalizzato all'interno dell‟ardente volontà di Dio”. Il sentiero dello yogi può essere troppo estremo per la maggior parte delle persone, ma un certo controllo o limitazione dei sensi e degli appetiti materiali è essenziale per creare lo spazio interiore necessario a esplorare la propria vera identità. I ritiri spirituali stanno diventando sempre più forme popolari per sviluppare Tapasya, spesso provvedendo il silenzio e il digiuno nel proprio regime. Praticare l'austerità prevede una scelta cosciente di sopportare alcuni privazioni senza lamenti, attaccamento o avversione. Fondamentale è lo stato della mente quando si decide di sottoporsi a questa osservanza.
Quello che chiamiamo il mondo occidentale sta entrando in un periodo di austerità, per lo meno dal punto di vista finanziario, ma in realtà molte nazioni, in particolare quelle in via di sviluppo e a basso reddito, da molti anni vivono in condizioni assai peggiori di povertà e privazione. Deve infine sorgere la realizzazione che l'instabilità finanziaria ed economica di tipo “boom/recessione” sarà sempre la protagonista nel mondo, fino a quando le nazioni sceglieranno la struttura economica “basata sull'avidità” e non una delle benefiche organizzazioni per il bene complessivo. Alcuni economisti pensavano che il modello “boom/recessione” fosse stato sradicato dall'economia dei giorni nostri, ma questa polarità riflette il dualismo della condizione psicologica collettiva dell‟umanità e come tutte le altre coppie di opposti non le si potrà sfuggire fino a quando non s'imboccherà la via spirituale che sta in mezzo.
Fino a quando non si abbraccerà coscientemente e non si percorrerà gioiosamente questo sentiero di austerità spirituale, le coppie di opposti continueranno a somministrarci dure ma eque lezioni. Perché il cambiamento sociale e, in definitiva, l'evoluzione si verificano attraverso le calamità e le crisi, se non riescono attraverso la scelta consapevole. Quindi è meglio imparare le lezioni della dualità e scegliere quanto prima la via di mezzo, e poi, una volta scelta coscientemente, la gioia potrà accompagnare l'azione del rilascio dal fardello delle cose materiali. Le attuali misure di austerità quindi hanno del potenziale positivo nel ridurre l'eccessivo consumismo e nel guidare la gente a pensare più creativamente al futuro.
Ci sono molti esempi di persone e gruppi che stanno indicando la via in quest'area. Il Voluntary Simplicity Movement fondato da Duane Elgin, ad esempio, chiama l'umanità a smetterla di vivere con il pilota automatico e a effettuare deliberatamente scelte di cambiamento della vita. Questo implica liberarci dalle attività non essenziali che permeano la vita moderna, così da rendere possibile il vivere secondo i nostri più importanti obiettivi e valori. Le priorità della nostra cultura consumistica e orientata al lavoro spesso vanno in direzione opposta a ciò che ci arricchiste e ci ispira. Le vite “semplificate”, dicono, spesso sono esaltate dalle scelte di ridurre i consumi, e di volgersi ad attività che hanno un effetto positivo sui rapporti, la vita familiare, il servizio e l'ambiente.
Non è troppo idealistico che molte persone oggi siano profondamente preoccupate del benessere degli altri sul pianeta in un modo che non si era mai avuto prima. Per soddisfare i bisogni che comporta questo nuovo riconoscimento in evoluzione del vivere in un “unico mondo”, è essenziale che i valori e le qualità spirituali come giustizia, compassione e fratellanza non siano più soltanto astrazioni, ma si trasformino nella trama del tessuto della vita di tutti i giorni.
L'interiore e l'esteriore, il mondo soggettivo e quello oggettivo devono essere collegati a formare un tutto – rapporti umani, sistemi economici, sociali ed ecologici – in modo che tutto quello che si manifesta nel mondo esterno del vivere quotidiano sia diretto coscientemente da un apprezzamento soggettivo della completezza, dell'unicità dello spirito umano e della condivisione nella Vita Una.
Da questo è possibile comprendere che la benevolenza e l'austerità spirituale sono un'unica e sola cosa. Per i più ricchi nel mondo, coloro che hanno educazione, vocazioni e abilità, le azioni benevolenti stanno diventando sempre più comuni, come testimoniano i tanti atti di generosa donazione e servizio, che piantano i semi perché emerga un modo di vita più disciplinato, altruista e soddisfacente. Per alcuni di questi donatori e filantropi questo dare forse non significa sacrificio personale, e forse è solo una percentuale del reddito, che non incide realmente sulla qualità della vita. Tuttavia, l'attuale tendenza mostra che molti di coloro che danno si stanno personalmente coinvolgendo nella distribuzione del loro denaro o delle loro abilità, e stanno scoprendo i primi barlumi della gioia divampante che caratterizza il sentiero della vera austerità.
Man mano che quest'attitudine si intensifica in una vita governata dall'energia della buona volontà e della compassione, soffrendo in termini di perdita personale e negazione, automaticamente decade per essere sostituita da un impegno positivo con il mondo e l'identificazione con l'anima di tutti.
L'obiettivo da raggiungere supera tutto il resto, e a caratterizzare la coscienza arriva un perfezionamento e una semplificazione della vita personale per vivere per il bene degli altri e di tutto ciò che vive sul pianeta. La coscienza di una tale persona di buona volontà è quindi saldamente trasformata nel fuoco di Tapasya, poiché essa ha messo un piede, anche se involontariamente, sul sentiero del vero yogi.
Fonte
- http://www.lucistrust.org/it/service_activities/world_goodwill


sabato 31 marzo 2012

Buone Notizie! (002)

BUONE NOTIZIE! (02) SABATO 31 MARZO 2012


Il padre nella psiche femminile

Quanto influisce il padre nell'evoluzione psicologica di una donna? Risposta ad una delle domande centrali della psiche femminile in cui si annoda il rapporto con se stesse e quello con l'altro sesso


Buddha: 11 Nuove Frasi Illuminanti

“Per quante parole sante tu possa aver letto, per quante tu ne possa aver pronunciato, cosa mai potranno fare di buono se non agisci in base ad esse? 

Dove si trovano i ricordi nel cervello?
In generale, la memoria dichiarativa (per esempio ricordare un numero) risiede nelle aree della corteccia, mentre quella procedurale (per esempio come si va in bicicletta) dipende da altre regioni, come i gangli della base.



Costruiamo insieme una società armonica
Siamo tutti in prigioneLa prigione è il sistema socio-politico-economico-finanziario.
Le mura del carcere, le celle e le sbarre, sono fatti di consumismo, competizione, egoismo, sfruttamento e individualismo. In una parola: "materialismo".





sabato 24 marzo 2012

Siamo Tutti in Prigione

 

L'illusione, che attualmente avvolge l'umanità in una fitta nebbia, nasconde alla moltitudine degli individui la visione dei muri e delle sbarre dell'enorme prigione in cui vive credendo di essere libera.

La prigione è il sistema socio-politico-economico-finanziario.

Le mura del carcere, le celle e le sbarre, sono fatti di consumismo, competizione, egoismo, sfruttamento e individualismo. In una parola: "materialismo".

Il 90% della popolazione mondiale è imprigionata fra quelle mura ed è tenuta in quella situazione di cattività dal 10% di individui che sono i carcerieri, e che detengono l'85% della ricchezza del pianeta.

Il paradosso è che la gente incarcerata crede di essere libera e si scontra contro quelli che sono nella stessa prigione, nell'illusione di ritagliarsi uno spazio proprio, un piccolo recinto di pseudo-potere. Ma non sa che quello spazio ottenuto a discapito dell'altro è solo una briciola nel cortile dell'ora d'aria all'interno del carcere.

Rivendicazioni operaie o di categoria, proteste e proposte di aggiustamento della condizione di lavoro ed esistenziale fanno parte di quello sforzo, ma sono tutte mirate solo a stare un po' meglio in prigione. Ciò è comprensibile poiché è l'effetto dell'istintivo spirito di adattamento di ogni essere umano che, anche in gruppo organizzato, cerca di ottenere miglioramenti della condizione di vita. Ma tutto ciò serve soltanto a mantenere lo stato di schiavitù, l'un contro l'altro, in una guerra tra poveri o prigionieri.

Quello a cui stiamo assistendo in questo periodo, non solo a livello nazionale, bensì mondiale, è l'apparente sforzo di attutire gli effetti dello squilibrio economico-finanziario per salvare il sistema (di imprigionamento) mediante un sacrificio di massa. È come se ai carcerati fosse imposto di rinunciare all'ora d'aria e ai pasti per sostenere l'apparato carcerario che li imprigiona. In realtà la dinamica che è in atto mira a compiere un ennesimo giro di vite per restringere la libertà e l'attività dei popoli.

Vista dalla prospettiva dei carcerieri è una precisa operazione per prosciugare quel poco di dignità e sostentamento che ancora anima i prigionieri. Vista dalla prospettiva dei pochi che si sono liberati è un criminale piano di annientamento del potere creativo dell'umanità, ottenuto mediante l'abbrutimento e la barbarie.

Ma, chi sono i "carcerieri" e chi sono i "liberi"?

I carcerieri sono, senza alcun dubbio, quelli che hanno progettato il piano di costrizione e costruito il carcere fondato su un sistema di controllo, camuffato da apparente benessere, denominato "scambio di ricchezza". Ciò che, in realtà, viene scambiata non è la ricchezza ma la scarsità. Una scarsità sapientemente mantenuta un poco al di sopra del livello di guardia, quel tanto da consentire una perenne lotta di sopravvivenza tra i carcerati senza provocarne la rivolta.

Carceriere è il sistema bancario, quello che ha stabilito che lo scambio è attuato mediante il denaro che esso stesso immette e centellina. Quel sistema che, sul debito, ha creato l'impero di potere per cui, impoverendo le masse, le controlla.

Ora la domanda sorge spontanea: perché l'umanità carcerata sacrifica la propria dignità nell'illusione di ottenere un miglioramento di condizione che, se avverrà, sarà comunque, all'interno del carcere?

Perché non mette a frutto le poche risorse che le restano per progettare un piano di fuga, di liberazione di massa? Non sarebbe più logico, proficuo ed evolutivo?

A questo punto occorre introdurre i "liberi".

I "liberi" sono ex carcerati che hanno elaborato un piano di evasione e, individualmente, sono fuggiti dal carcere. Per compiere tutto il percorso hanno dovuto prima risvegliarsi e divenire coscienti della condizione di prigionia, poi intravedere oltre le sbarre la vera realtà, quella al di là della sofferenza e della schiavitù di tutte le forme di seduzione materiale.

Una volta evasi hanno progettato un "piano di fuga" per poter poi vivere in una terra di nessuno, ai margini del sistema (carcere).

Loro sono finalmente liberi e coscienti che quella libertà non è fine a se stessa, ma necessaria al piano di liberazione di massa, affinché quella terra di nessuno diventi la Nuova Terra per gli uomini di buona volontà
. 
I liberi sono, così, non solo i testimoni del fatto che liberarsi è possibile, ma anche i pionieri che aiuteranno tutti gli altri prigionieri a farlo. Sono loro a conoscere la via di liberazione perché l'hanno costruita con le loro mani e hanno elaborato un piano infallibile.

Si sono riuniti e, anche se agiscono apparentemente sparsi, hanno deciso di infiltrarsi di nuovo nel carcere (avendo sempre disponibile la via di fuga), e, all'interno di esso, istruire i prigionieri, loro fratelli, in modo da attrezzarli non per compiere la fuga, ma per demolire il carcere stesso.

Gli strumenti di liberazione sono quelli indicati dalla propria saggezza.

1) Primo fra tutti non cadere nel tranello della tentazione.
I prigionieri, infatti, sono costantemente tentati dalle seducenti forme che i carcerieri proiettano sull'illusorio schermo del cinema carcerario.
Immagini di benessere, opulenza, prestigio, fama, lusso ma, soprattutto, di una infinità di oggetti luccicanti che abbagliano i carcerati come gli specchietti abbagliano le allodole.

La tentazione è la madre di tutte le seduzioni. Mette i prigionieri nella condizione di desiderare sempre qualche cosa di più nell'illusione di migliorare la propria esistenza, mentre, in realtà, li induce a fraintendere il possesso di cose come crescita di sé e del sistema carcere. Ma l'accumulo di cose non è crescita né tantomeno benessere.

La crescita è soprattutto interiore. Crescere dentro, in consapevolezza, significa mutare il comportamento esteriore e scegliere quei pensieri, sentimenti e azioni che produrranno un effetto benefico nelle relazioni umane e, quindi, anche nello scambio di beni.


2) Secondo
, non cadere nel trabocchetto della 
distribuzione della cosiddetta ricchezza.
I carcerieri, dopo aver proiettato il film, lanciano nella mischia gli oggetti luccicanti in modo che i detenuti si accapiglino per possederli. Ma quei poveretti non sanno che quegli oggetti non sono la ricchezza, bensì un pallido riflesso di latta scambiato per oro.

La vera ricchezza è interiore. Un uomo interiormente ricco dei valori dell'onestà, della cooperazione, della fratellanza, non sarà mai povero e non diverrà mai schiavo o prigioniero. Ciò che deve essere distribuito è l'amore per il fratello, per la terra, l'ambiente e la vita tutta. Distribuendo amore si distribuisce la vera ricchezza e si pongono le basi per il regno del benessere e dell'abbondanza.


3) Terzo, non credere alla menzogna della separatività.
Nella prigione ognuno è tenuto separato perché tenda a desiderare qualche cosa solo per sé. Convincendolo che così si distinguerà dagli altri e potrà divenire più importante, più potente, più ricco. Di fatto il carceriere sa che, tenendo isolati i prigionieri, li renderà soli e impotenti. L'essere umano, invece, non è fatto per vivere da solo. Egli ha un ancestrale slancio verso l'aggregazione e l'unione. Sa, nel suo profondo, che "l'unione fa la forza" e che, solo insieme agli altri, può liberare la potenza creativa che è celata dentro di sé come scintilla di quel divino che pervade tutta l'esistenza.

Uniti dalla forza dell'amore incondizionato che si manifesta come perfetta comprensione dell'intima relazione di tutte le creature, gli individui che si riconosceranno in una sola anima, riusciranno a disintegrare le mura, le celle e le sbarre del carcere e, insieme, salvando anche i carcerieri, procederanno liberi da condizionamenti e illusioni per ristabilire il piano di fratellanza.

Coscienti di quel proposito d'amore che ad ogni causa fa corrispondere un appropriato effetto, sapranno costruire, con la giusta causa, una società finalmente in pace. Senza più barriere di classe, di razza e di pensiero edificheranno la civiltà del bene comune e del reciproco aiuto, riconoscendo il valore e la dignità di tutti.


Articolo di: Edoardo Conte
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lunedì 19 dicembre 2011

SOLSTIZIO D’INVERNO 2011

[Fonte]:

Ci troviamo in un momento molto particolare della storia dell’umanità. Un momento che si presenta di rado nel corso dell’evoluzione individuale e collettiva. Siamo, cioè, in una fase di passaggio fra due grandi Cicli o Ere, sia di 2.160 anni che di 25.920 anni. Questa fase è chiamata il «Deserto» o la «Terra di Nessuno» non solo perché ogni valore etico è sparito dalla nostra vita, ma anche perché è necessario lasciare andare tutto ciò che non è essenziale al prosieguo della vita.

Oggi stiamo vivendo non solo una crisi economica, ma la crisi strutturale dell’intero sistema di vita che ci ha governati finora. Un sistema basato sullo sviluppo dell’«io», dell’individualismo egoista ed egocentrico; un sistema basato sul 6° Raggio, con il suo Desiderio di Possesso e di Piacere, che ha stravolto completamente la Legge Naturale e il rispetto del Piano Evolutivo. Stiamo vivendo la fine di una cultura materialista alla quale manca completamente la visione della Legge e siamo arrivati alla fine di un Consumismo che ha come nota particolare la soddisfazione di ogni più piccolo desiderio materiale.

Questa fase di passaggio è governata dalla Bilancia, che regge tre pilastri fondamentali della vita umana: la Legge, il Sesso e il Denaro, verso i quali richiede precise scelte equilibrate.

Nel passato ciclo molti uomini, a causa di Chiese e Religioni assolutiste e tiranniche, si sono ribellati non solo ad esse ma anche alla stessa Divinità, alle sue Leggi e al suo Piano Evolutivo. Alla nota messa dal Cristo, all’inizio dell’Era dei Pesci, «Sia fatta la Tua Volontà», hanno risposto con il «Sia fatta la mia volontà… perché io sono libero di fare ciò che voglio». Hanno dato vita a rapporti individuali, familiari, di gruppo e sociali basati sul Piacere e sul Desiderio emotivo e adolescenziale, contrapponendosi alla Legge che chiede all’uomo di creare e non di divertirsi.

Una coppia, una famiglia, un gruppo, una cultura, una morale non sono il risultato di rapporti che hanno come fine il piacere emotivo o lo stare bene insieme, ma lo sviluppo della Coscienza. Sono, cioè, strumenti che la Legge ha dato all’uomo per creare, per fare figli fisici e di Luce, affinché il Piano del nostro grande organismo planetario possa compiersi e la Legge di Evoluzione sia rispettata.

Gli antichi dicevano: «Contra facta ne quide Deus», nemmeno Dio può modificare i comportamenti umani, oppure: «Veritas filia temporis», la verità è figlia del tempo, per significare che gli uomini hanno voluto farsi una loro morale separata dall’Etica. Una morale che soddisfacesse i loro desideri e li liberasse dai loro Doveri e dalle loro responsabilità verso l’Organismo nel quale sono stati inseriti.

La cultura materialista della nostra società ha perso completamente il Senso Esoterico e il rapporto con la Divinità. Lo dimostra il fatto che nell’ambiente in cui siamo inseriti abbiamo paura di parlare della Scienza dello Spirito e delle Leggi Universali, come se fossero una cosa bizzarra ed estrosa… anormale! In realtà è questa cultura materialista che è anormale, rispetto al Piano e alla Legge di Evoluzione.

Nelle fasi di passaggio il Piano riporta la Legge al governo dell’evoluzione e, attraverso crisi e catastrofi, aiuta gli uomini a fare si che la Verità ritorni ad essere figlia della Legge Naturale e sia riproposta tramite i valori dell’Etica, in modo che la Morale e l’Etica ritornino ad essere unite nel loro aiuto verso lo sviluppo della Coscienza umana.

La Scienza dello Spirito insegna che gli opposti non sono la Pace e la Guerra, ma la Pace e il Cambiamento, sono fra la Pace che vuole mantenere lo status quo e il Cambiamento necessario affinché il Piano Evolutivo possa procedere. La Pace è stato l’ideale dell’epoca atlantidea, mentre quello attuale è la manifestazione del Piano, che avviene tramite cambiamenti continui di civiltà culture e valori. È quando l’uomo resiste e rifiuta il cambiamento che la Legge lo aiuta mediante crisi appropriate, che hanno lo scopo di riportare l’evoluzione umana a seguire le Leggi Universali.

Anche alla nostra Associazione è richiesto un cambiamento. L’Associazione internazionale Pax Cultura è nata durante l’ultima guerra, con l’intento di promuovere una cultura della pace e della salvaguardia delle opere d’arte, pertanto è una forma-pensiero che appartiene al passato e fa parte di un ciclo che sta per concludersi.

Il prossimo anno, il fatidico 2012, terminerà questo vecchio ciclo dei Pesci di 25.920 anni, iniziato ancora in epoca atlantidea, poi si ricomincerà a risalire e a mettere le basi per l’inizio del nuovo ciclo di 2.160 e 25.920 anni dell’Acquario, che sarà basato su valori completamente nuovi e diversi dal precedente, come quelli legati al Gruppo-Organismo, al Servizio e allo sviluppo della Coscienza Etica.

È per tutti questi motivi che noi non ci sentiamo più in assonanza con la forma-pensiero associata al nome «Pax Cultura», con la quale, comunque, abbiamo fatto una esperienza veramente bella e arricchente per 12 anni. Abbiamo, quindi, deciso di scegliere uno strumento più assonante e consono al tipo di lavoro che svolgiamo e che è richiesto dalla necessità del momento.

Per decisione unanime stasera anche noi pianteremo il seme per la nascita di una nuova Associazione, che si chiamerà COSCIENZA ETICA e che avrà come compito il concretizzare e il manifestare i valori che possono aiutare gli uomini a creare un’unione fra Morale ed Etica affinché possano essere vissute concretamente nella loro vita quotidiana.

Che la Coscienza Cristica di Amore ci assista tutti quanti!


Francesco Varetto

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sabato 1 ottobre 2011

Futurama § Il Futuro del nostro Futuro

[Fonte]:

Il Nostro Futuro sarà Positivo?

Una delicata miscela di spiritualità, filosofia, evoluzione, medicina, biologia, psicologia, economia, ecologia, religione, antica saggezza, salute olistica, studi culturali, storia politica e fisica quantistica, riunite per spiegare a che punto gli esseri umani siano arrivati e dove è ora necessario che vadano per poter realizzare l’umanità.

Di cosa si tratta? Di Evoluzione Spontanea, il nuovo libro di Bruce Litpon. Un’opera per chiunque si senta a disagio rispetto all’attuale stato delle vicende del mondo: collasso economico, catastrofi ambientali, guerre incessanti, crisi del sistema sanitario. Di fronte a questi problemi a volte ci sentiamo impotenti e non possiamo far altro che chiederci se gli esseri umani siano destinati alla stessa fine dei dinosauri.

Bruce LiptonTuttavia Bruce Lipton, assieme al coautore Steve Bhaeman, ci presenta un futuro positivo e ottimistico e ci mostra la strada per ottenerlo. Mettono in discussione lo status quo nel contesto di una competizione di lunga data tra materialismo e spiritualità. Ai tempi dei cacciatori-raccoglitori, gli esseri umani godevano dell’equilibrio o armonia tra il regno materiale e quello spirituale. In seguito abbiamo seguito un cammino nel regno spirituale che ha visto la creazione di molte diverse religioni, quindi la religione ha ricevuto delle sfide significative dalla scienza, via via che ai fenomeni quotidiani venivano fornite risposte scientifiche. Alla fine, la scienza è diventata la nuova religione, l’enfasi si è trasferita sulla ricerca di una comprensione materialistica della natura.

È difficile per noi immaginare che per colpa di una credenza scientifica una volta si potesse finire imprigionati o stigmatizzati dalla Chiesa, ma al giorno d’oggi a volte è la mancata adesione al credo della scienza che viene considerato un reato degno di punizione, o come minimo di esclusione dall’establishment scientifico.
La nostra credenza in una scienza materialistica meccanica potrebbe essere ciò che ha condotto il mondo al suo stato attuale.

La visione materialistica della natura è stata alimentata dalla fisica darwinistica e newtoniana. Tuttavia, a quanto pare, la selezione casuale o la sopravvivenza del più adatto non corrispondono alla realtà della vita, ma sarebbe più preciso dire che gli esseri umani si sono adattati al loro ambiente per poter sopravvivere. A sua volta, la legge del moto di Newton, pur avendo reso possibili molti progressi tecnologici nel regno materiale, non riesce neanche ad iniziare a spiegare il funzionamento delle cose a livello subatomico.

La nostra attuale visione materialistica della medicina è già arrivata a una triste conclusione. A seconda dello studio a cui preferite credere, la medicina convenzionale è ormai il primo o il terzo killer d’America. La medicina non ha più nulla a che fare con la salute, ma è principalmente motivata dal profitto finanziario.
Le compagnie farmaceutiche hanno quasi raggiunto il limite di ciò che può essere fatto con le “terapie” di sintesi.
Ciò è reso evidente dalla mancanza di nuovi farmaci innovativi in grado di aiutare davvero le persone. Le compagnie farmaceutiche sono state obbligate a cambiare tattica, e adesso si dedicano piuttosto a diffondere informazioni fuorvianti e inventare malattie allo scopo di generare profitti che soddisfino gli azionisti.

La visione secondo cui soltanto la materia ha un peso ha portato alla mappatura del genoma umano, ma anche alla sorprendente affermazione che il codice genetico degli esseri umani non è più esteso di quello di un verme! La complessità di un individuo, dunque, non è determinata unicamente dai suoi geni.
Arrivare a toccare le polarità dei regni materialistico e spirituale ci ha insegnato molto, e il nostro prossimo salto evolutivo potrà consentirci di fare pieno uso delle attuali e future tecnologie, ma solo se accetteremo l’assoluta realtà del campo.
E il campo è il termine usato dai fisici contemporanei per descrivere un’invisibile matrice energetica, o quello che Einstein descrisse come “l’unico ente di governo della materia”.

La scienza convenzionale ha già avviato un’inversione di rotta in direzione della spiritualità attraverso la sua investigazione della meccanica quantistica e del campo. Ad esempio, da un certo tempo sappiamo che le particelle subatomiche sono influenzate dal mero atto di osservazione nei loro confronti. Questo è il punto a cui la fisica convenzionale si trova attualmente, e ciò non rappresenta tanto un allontanamento dai principi scientifici, quanto piuttosto un progresso della scienza destinato ad includere le realtà dell’azione del campo sulla materia. Sotto la nube oscura del darwinismo, gli umani si sono sentiti impossibilitati ad evitare il triste destino incombente. Ma una comprensione del percorso fatto e del nostro vero potenziale può influenzare l’Evoluzione Spontanea ormai indispensabile.

[Articolo di Denis Arcangeli, per Libera il Libro, Macroedizioni]

Pubblicazioni di Bruce Lipton


Intervista Esclusiva a Bruce Lipton - DVD
La Biologia delle Credenze

Evoluzione Spontanea
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La nuova scienza che ci restituisce i nostri poteri – 4 ore Video con intervista esclusiva

La Biologia delle Credenze
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Collegare tutto insieme

Natura, Cultura e il Potere dell'Amore - DVD
La biologia dell'educazione consapevole dei figli

lunedì 26 settembre 2011

Il Progresso nella vita dell'umanità

[Fonte]

COMMENTARIO DELLA BUONA VOLONTÀ MONDIALE
N° 27 IL PROGRESSO NELLA VITA DELL’UMANITÀ
IL PROGRESSO PASSATO
Uno sguardo all’indietro, sulle relativamente poche migliaia di anni di storia scritta, restituisce un'immagine doppia dell’intensità della lotta umana verso qualche forma di miglioramento o libertà, a cui si aggiunge l'inevitabile marcia verso la caduta e l'oblio.
Questo è meravigliosamente espresso nella poesia di Shelley “Ozymandias”, con la sua raffigurazione della statua spaccata nel deserto - tutto quello che rimane di un fiero regnante e del suo risplendente impero.
Nel suo affascinante libro A Short History of Progress, Ronald Wright fa un’ampia disamina di molte delle civiltà e culture che sono nate, esistite e infine scomparse nell’oblio. Sebbene tutte le civiltà siano uniche, egli evidenzia schemi ricorrenti nel loro emergere e svilupparsi e nelle circostanze che portarono alla loro definitiva scomparsa. Una delle interessanti idee che esplora è quella della “trappola del progresso”.
Ogni civiltà inizia con una “dote di capitale” dall’ambiente. Fino a quando la civiltà vive dei suoi mezzi – in altre parole, sull’investimento prodotto dal capitale e non sul capitale in sé, essa può - ed è quello che avviene in qualche caso - continuare indefinitivamente, poiché vive in armonia con il mondo naturale. Ma non appena comincia a vivere al di là dei suoi mezzi e comincia a erodere il suo capitale, secondo uno schema comune, la sua fine è inevitabile.
Un esempio perfetto di questo è la civiltà sull’Isola di Pasqua nel Pacifico, dove le persone, in qualche punto tra il XV e il XVI secolo divennero vittime del proprio stesso successo. Una popolazione in espansione pose sotto sforzo crescente l’ambiente naturale dell’isola. Sempre più si tagliarono gli alberi originariamente copiosi, per trarne legno per le case, le canoe e soprattutto per il trasporto e l'erezione delle statue, o Moai, per le quali l’isola va famosa.
L’analisi delle stratificazioni annuali dei laghi nei crateri dell'isola mostra come non ci siano stati più depositi di polline degli alberi dopo l'inizio del XV secolo. In altre parole, a un certo momento di quel periodo gli isolani tagliarono l’ultimo albero. Quando le risorse cominciarono a scarseggiare, i vari clan sull’isola iniziarono a combattersi per quel che restava; e quando arrivarono gli esploratori europei alla metà del XVIII secolo la popolazione dalle originali 10.000 unità si era ridotta a 2.000.
Un altro esempio citato da Wright è l'Atene del VI secolo a.C. in cui, in contrasto con la mancata previdenza degli isolani di Pasqua, ci fu una consapevolezza di un simile problema futuro causato dall’insensato taglio delle foreste. Almeno due governanti – Solone prima e più tardi Pisistrato – provarono a risolvere i potenziali problemi: prima vietando le coltivazioni sui fianchi delle colline; e poi offrendo sovvenzioni per creare uliveti che avrebbero stabilizzato il suolo. Ronald Wright nota con ironia che “come con simili sforzi al giorno d’oggi i fondi e la volontà politica non furono all’altezza dell’obiettivo”.
Per chi guarda dal di fuori, questi esempi sembrano come uno schema di vita da cui l’umanità non può sfuggire.
Inevitabilmente ci spingono a chiederci se collettivamente siamo su un tracciato a precipizio che finirà in disastro per la nostra attuale umanità che sta dilapidando il proprio capitale ad allarmante velocità.
Ma per chi guarda dall’interno questi e molti altri esempi sono meglio visibili come esperimenti, nei quali i motivi che portarono al successo o furono la causa del fallimento sono riconosciuti e compresi, e le lezioni apprese contribuiscono gradualmente allo sviluppo di un carattere più responsabile e amorevole, sul livello individuale come su quello comunitario.
Forse sarebbe utile se ci focalizzassimo sul progresso umano come processo duplice.
1. C’è in primo luogo una componente materiale.
Questa ci è molto familiare, particolarmente in Occidente, dove il progresso materiale è stato una delle sue straordinarie realizzazioni. Infatti, a partire dal Rinascimento europeo, l’ingegno e la volontà di sapere dell'uomo hanno insieme precipitato tra le molte altre cose una impressionante espansione della scoperta, dell’invenzione e della realizzazione scientifiche e tecnologiche. Non lo si può mettere in dubbio. L’umanità ha un enorme debito con i servitori in questo campo, che hanno elevato l’aspettativa di vita umana e gli standard di vita, ed hanno enormemente sviluppato la conoscenza e le capacità scientifiche. Ai tempi nostri, per esempio, abbiamo la capacità di nutrire e occuparci in modo opportuno di ogni altra persona del mondo. Il fatto che non lo facciamo non è assolutamente un problema di risorse o capacità tecnica, in questo momento; è un problema di mancanza di visione e insufficiente volontà politica – entrambi qualità del cuore.
2. Questo ci porta a prendere in esame la seconda dimensione parallela del progresso umano, che abbraccia il lato spirituale della vita e copre il perfezionamento emotivo, lo sviluppo del pensiero inclusivo piuttosto che separativo, il risveglio etico e un crescente senso di responsabilità universale, tutte cose che possono essere descritte come espansione di coscienza. È questa seconda dimensione che è cruciale. Quale progresso possiamo identificare qui? Perché è evidente che se non progrediamo spiritualmente tanto quanto materialmente, ogni altro progresso è una lama a doppio taglio. Per tutti i suoi enormi benefici, il progresso materiale spesso ha significato, e continua a significare che siamo stati solo capaci di sviluppare più modi manipolativi per costruire imperi, per sfruttare distruttivamente l’ambiente e per inventare molto modi terribili per ucciderci tra di noi. Specialmente ai tempi nostri, il progresso materiale sta creando la nemesi dell’umanità nella forma della nostra crescente minaccia all’integrità dell’intera biosfera del pianeta. Nell’opinione di alcuni questo mette in questione il progresso futuro e anche la continuazione della razza umana.
terra fragile
Per approfondire:
- http://www.lucistrust.org/it/service_activities/world_goodwill/newsletter


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