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lunedì 27 febbraio 2017

Come Formulare Autosuggestioni Efficaci - Tu Sei Luce!


La suggestione (o autosuggestione, se auto-indotta) è un potentissimo strumento a tua disposizione per comunicare con l’inconscio.
Essa può essere definita come l’induzione di un’idea o di un pensiero e può avere diverse caratteristiche.
Molto semplicisticamente, la suggestione può essere volontaria o involontaria.
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sabato 23 luglio 2016

Possedere se stessi (Roberto Assagioli)

POSSEDERE SE STESSI – IL DOMINIO DEGLI ELEMENTI CHE COMPONGONO LA PERSONALITA’

All’opera di scoperta di tutto quanto si agita in noi seguono necessariamente il dominio e la gestione delle differenti istanze della psiche. In altri termini noi possiamo decidere di non essere dominati da tutto quello con cui il nostro io s’identifica; noi possiamo dominare, dirigere e utilizzare tutto quello con cui c’identifichiamo. Ogni volta che un contenuto entra nel campo di coscienza noi possiamo decidere se subirlo oppure usarlo. Se dico “Io sono triste” divento perciò stesso triste. Mi identifico, o al contrario posso prendere atto che della tristezza è entrata nel campo di coscienza e decidere cosa farne. A questo scopo l’esercizio di disidentificazione è uno strumento di impareggiabile efficacia. Possiamo definire la disidentificazione come il distacco, consapevolmente effettuato, da vissuti, emozioni, parti, ruoli, pensieri, ideologie e così via. In altri termini si tratta di lasciar cadere un certo habitus mentale che costituiva la nostra precedente identità, proprio come un vestito vecchio, per indossarne uno nuovo e del tutto differente, si tratterà di un abito fatto su misura da noi stessi per quel momento esistenziale e maggiormente adeguato alle circostanze. Possiamo definirla anche come un’attitudine volontariamente scelta atta a liberarci da emozioni, desideri, immagini, ruoli eccetera dei quali altrimenti potremmo diventare “schiavi”. La disidentificazione, in termini semplici, distingue l’essere dall’avere: ciò che si ha da ciò che si é. Essa conduce a due importanti risultati: a) l’osservazione consapevole di un qualunque contenuto che si presenti alla coscienza, sia esso un’emozione, un pensiero, o una formazione più complessa com’è appunto una parte, detta anche subpersonalità, fa sì che l’individuo non ne sia travolto, o agito come si dice in termini psicologici, ma al contrario possa gestirlo; b) la presa di distanze da tali contenuti è già sufficiente, spesso, a togliere loro la forza d’urto sulla coscienza stessa, pensiamo per esempio all’effetto che la rabbia produce sull’essere umano. In effetti, si nota come già l’atto di osservare produce una diminuzione, una perdita di forza dell’identificazione. Tale presa di distanza, o distacco che dir si voglia, inoltre, è allo stesso tempo sia una conseguenza dell’esercizio che una premessa importante per poter osservare, e porta inevitabilmente alla scoperta dell’Io quale Centro unificatore e all’osservazione distaccata dei mutevoli contenuti della coscienza. La disidentificazione ci permette di relativizzare quello che tendiamo, per un processo identificativo inconscio, ad assolutizzare. Alla disidentificazione segue di necessità l’autoidentificazione con la quale s’intende l’identificazione consapevole col Centro che abbiamo definito IO. Essa è il momento in cui, dopo esserci disidentificati dai vari contenuti di cui abbiamo parlato sopra, emerge il “centro di pura autocoscienza e di volontà”. L’autoidentificazione è la fase del processo complessivo che sposta l’identificazione da un contenuto, per sua natura mutevole e relativo, all’Io – Centro di coscienza, stabile, fisso, uguale a se stesso, dallo strumento al possessore dello strumento stesso, dall’avere all’essere. Trasformazione di se stessi e sintesi dei vari aspetti (in altri termini formazione o ricostruzione della personalità intorno al nuovo Centro). L’importante processo della disidentificazione dalle dinamiche interne e d’autoidentificazione nell’Io è il punto centrale della psicosintesi di Assagioli e non solo, essendo questo un metodo conosciuto, sotto altri termini, in molte scuole di pensiero e religiose occidentali e orientali. Le dinamiche psicologiche ci muovono all’azione e al perseguimento dei nostri scopi, in una parola costituiscono il nostro carattere e determinano il comportamento. Sono energie reali, poiché sappiamo che è reale ciò che agisce, ciò che produce effetti. Nessuno, infatti, può mettere in dubbio che la rabbia, il desiderio, l’innamoramento, la volontà e così via, ci spingono all’azione e producono degli effetti, esattamente come l’elettricità, il calore, le onde elettromagnetiche e via dicendo. Detto questo, ripetiamo ancora una volta che nell’essere umano esiste una molteplicità di tendenze, d’energie differenti, solo in parte armonizzate e spesso in conflitto. Possiamo a buona ragione affermare che spesso siamo dei veri e propri “campi di battaglia”, dove ogni tendenza presente in noi cerca di manifestarsi e di raggiungere i suoi fini, in contrasto e spesso anche contro la nostra stessa volontà. In altri termini, ogni singola parte di noi ha una sua volontà e tende ad esprimersi, malgrado noi. Potremmo fare milioni di esempi, ma ci basta ricordare tutte le volte che siamo tristi o arrabbiati senza sapere perché, o insoddisfatti senza che apparentemente non ci manchi nulla. Noi però possiamo dirigere e controllare tutte queste forze che si agitano in noi con l’uso consapevole e intelligente della volontà e l’utilizzo di tecniche adatte. Possiamo così riassumere il processo che dalla presa di coscienza porta alla trasformazione delle dinamiche psichiche: sono consapevole di essere arrabbiato, il solo sforzo di conoscermi porta ad osservarmi osservandomi mi distacco, o disidentifico, dalla rabbia e la osservo da una certa distanza il solo fatto di osservarmi, inoltre, smorza la forza della mia rabbia, vale a dire che mi rende capace di dominarmi, ma posso fare di più: a) posso anche comprendere cosa e perché mi ha fatto arrabbiare b) infine, decido come utilizzare l’energia della rabbia. Posso per l’appunto trasformarla. Nella trasformazione le energie sono utilizzate per scopi differenti e liberamente scelti rispetto a quelli verso i quali s’indirizzerebbero spontaneamente. Basta un esempio per convincerci che questo è possibile. Riprendiamo in esame la rabbia, non si può negare che un individuo arrabbiato possiede un’energia tremenda che può creare molti danni. Una prima trasformazione volontaria consiste nel dirigerla ed utilizzarla per scopi utili o innocui, sfogando l’eccesso d’energia in un’attività fisica, e qui la scelta è molto ampia. Potremmo usare l’energia della rabbia anche in modo indiretto e sostitutivo, simbolico direi, scrivendo per esempio una lettera alla persona che ci ha fatto arrabbiare nella quale esprimiamo liberamente il nostro vissuto, senza però spedirla. Dello stesso genere è il cosiddetto “appagamento sostitutivo” che produce una sorta di catarsi o purificazione delle passioni. Lo troviamo già nell’antica Grecia nell’identificazione degli spettatori con i personaggi e le situazioni delle tragedie e delle commedie, e al giorno d’oggi nel tifo per le squadre di calcio, nella visione di film che coinvolgono lo spettatore e in qualche modo scaricano le pulsioni aggressive, almeno in alcuni casi, mentre in altri le stimolano e possono indurre alcuni a mettere in atto ciò che vedono. Questo apre un vasto campo di dibattito e ricerca di cui non possiamo occuparci qui. Possiamo elevare il livello d’utilizzo delle energie aggressive ad esempio discutendo, sia direttamente con l’avversario (sia esso politico, intellettuale, professionale, eccetera), sia indirettamente attraverso la satira politica, le barzellette, la comicità, che costituiscono uno sfogo almeno entro certi limiti, ma purtroppo possono produrre altri danni. Come quello indesiderabile di mettere in ridicolo l’altro o distruggergli la reputazione, o l’immagine, che sono poi la stessa cosa. Un modo più innocuo è il gioco competitivo che però utilizza la mente, come gli scacchi o giochi simili. Come si vede, esistono molte possibilità di trasformazione, si tratta di scegliere quella più consona a noi, al nostro temperamento, alle circostanze e così via. Di queste e di molto altro si tratta nell’articolo La trasformazione delle energie psichiche. Siamo giunti, per concludere, all’ultimo punto del percorso della Psicosintesi che è La realizzazione del Se.

Roberto Assagioli

Articoli Correlati: http://www.visionealchemica.com/?s=Roberto+Assagioli
Roberto Assagioli Principi e Metodi della Psicosintesi Terapeutica Astrolabio Ubaldini Edizioni € 18
Roberto Assagioli Psicosintesi Astrolabio Ubaldini Edizioni € 11
Roberto Assagioli Lo sviluppo transpersonale Astrolabio Ubaldini Edizioni € 18
Roberto Assagioli L’Atto di Volontà Astrolabio Ubaldini Edizioni € 16
Paola Giovetti Roberto Assagioli Edizioni Mediterranee € 12.95

http://www.visionealchemica.com/possedere-se-stessi-il-dominio-degli-elementi-che-compongono-la-personalita/ -- gReader

lunedì 27 giugno 2016

Ogni volta che avete un nuovo problema da risolvere, provate con queste tre chiavi. (Omraam Mikhaël Aïvanhov)

Ogni volta che avete un nuovo problema da risolvere, 
provate con queste tre chiavi.

« Automaticamente, distrattamente, ogni giorno introducete delle chiavi nelle rispettive serrature, senza vedere che con quel gesto ripetete, simbolicamente, il lavoro dello spirito (la chiave) nella materia (la serratura). Allora, decidetevi a studiare che cos’è una chiave e che cos'è una serratura, e avrete delle chiavi per aprire certe serrature alle quali finora non avevate mai pensato. Sì, le orecchie, la bocca, le narici, gli occhi: ecco alcune serrature; e anche il cervello stesso è una serratura. Quando ne avrete preso coscienza, sarete in possesso di chiavi che aprono le porte della natura, ma anche alcune porte in voi stessi.
E cosa sono l’intelletto, il cuore e la volontà? Sono porte attraverso le quali circolano i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre energie; e le chiavi per aprire queste porte sono la saggezza, l’amore e la verità. La saggezza apre l’intelletto, l’amore apre il cuore, e la verità apre la volontà. 
Ogni volta che avete un nuovo problema da risolvere, provate con queste tre chiavi. Non ci riuscite con la prima? Provate con la seconda! Neppure la seconda apre? Provate con la terza! Se saprete come operare, è impossibile che una di queste tre chiavi non finisca per risolvere il vostro problema.  »

Omraam Mikhaël Aïvanhov

venerdì 3 giugno 2016

Il Gusto della Fatica (di Mister Loto)

Il gusto della fatica


Oggi il gusto della fatica è molto sottovalutato. 
Quando ero più giovane c’era una canzone che mi piaceva molto ma che, essendo fuori dal repertorio della maggior parte delle radio, era molto raro ascoltare. Non so perché non comprai mai un disco che la contenesse però ricordo che, ogni qual volta avevo l’occasione di sentirla, dato la lunga attesa, mi pareva bellissima. Un giorno lasciai anche dei soldi ad un sassofonista che la suonava in una trafficata via di Roma e che da allora, la suonava per me quando mi vedeva tra i passanti, facendomi un regalo che mi rendeva davvero felice, almeno per qualche minuto. 
Poi è arrivato il computer ed internet. Ho avuto modo di avere finalmente quella canzone tutta per me, senza alcuna attesa ed ho potuto ascoltarla ancora ed ancora, fino ad averne la nausea. Ora non apprezzo più quelle note come prima, non hanno più magia. 
Credo che questo accada spesso, ultimamente. Bruciamo tutto e subito, non c’è più attesa, non c’è più il gusto della fatica per ottenere qualcosa, non c’è un motivo per guardare al futuro con determinazione, per fare volentieri dei sacrifici. Persino in amore, dove l’aspettativa era in grado di creare da sola una grande gioia, tutto è diventato veloce e scontato perdendo così, insieme all’attesa, parte del suo grande valore emozionale. 
Ci mancano degli obiettivi sani da raggiungere, ci manca la volontà di fare sacrifici per quello in cui crediamo. Ci manca il saper assaporare il gusto della fatica. Ciò che abbiamo, di solito, lo abbiamo avuto subito, senza alcuna soddisfazione ed a tutto il resto ci rassegniamo facilmente, galleggiando nella nostra indolenza. Senza il gusto della fatica stiamo rischiando di uccidere la nostra capacità di alimentare i sogni e penso sia la cosa peggiore che si possa fare ad un essere umano. 
Quello che si ottiene con il tempo e spesso con i sacrifici, ha un sapore unico: quell’emozione incredibile che soltanto la realizzazione dei sogni sa dare e che in pochi hanno il privilegio di provare ancora nel proprio cuore. 
E allora prendiamoci il tempo di costruire, passo dopo passo, i nostri successi e puntiamo il più in alto possibile senza avere alcun timore. Cerchiamo di tanto in tanto di ricercare il gusto della fatica, dando ancora modo ai nostri sogni di esistere e di rendere la nostra vita bellissima.


http://feedproxy.google.com/~r/misterloto/rss/~3/38GcdkWuj3g/il-gusto-della-fatica.html -- gReader

giovedì 7 gennaio 2016

Se semini, raccoglierai...





Se semini lavoro, raccoglierai benessere. 

Se semini sorrisi, raccoglierai gioia.

Se semini gentilezza, raccoglierai amore.

Se semini curiosità, raccoglierai conoscenza.

Se semini comprensione, raccoglierai saggezza.

Se semini ideali, raccoglierai valori.

Se semini armonia, raccoglierai bellezza.

Se semini volontà, raccoglierai potere.

Se semini, raccoglierai... 


 .:. Resalvato  


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mercoledì 16 dicembre 2015

Ottimismo e pessimismo...




Alla domanda se io sia pessimista o ottimista, 

rispondo che la mia conoscenza è pessimista, 

ma la mia volontà e la mia speranza sono ottimiste. 

- Albert Schweitzer

sabato 19 settembre 2015

Nuotare... Volare...


Un Amico mi ha detto:
 "Se non vuoi soccombere ai flutti della vita 
devi imparare a nuotare 
ma se non vuoi bagnarti 
devi imparare a Volare". 

.:.

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Immagine: http://digimedia.libero.it/liberadi.volare/profilo 

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domenica 23 agosto 2015

Volontà Amore Intelligenza

    

   VOLONTA'      

Risultati immagini per volontà amore intelligenza

         AMORE             INTELLIGENZA 
.:.

Un giusto Equilibrio tra 

Volontà, Amore e Intelligenza 

sembra la Formula migliore per ogni cosa.


...

sabato 11 gennaio 2014

Che la tua Volontà ti conduca al Tempio della Luce (Crowley)

Aleister Crowley

Aleister Crowley

 

Aforismi di Aleister  Crowley sulla Volontà

Scruta a fondo tutti gli ideali da cui gli uomini rifuggono, poiché la verità dissolverà ogni paura

Erra per eccesso di coraggio anziché di prudenza, la base dell'onore è osare grandemente, come dice Orazio: MUORI IN PIEDI

La grezza volontà fisica è la creatrice dei sogni dell'uomo comune: nel meditare devi distruggere ogni pensiero con l'accoppiarlo al suo opposto, del pari purifica te stesso a mezzo di un completo soddisfacimento di questa volontà corporale sulla via della castità e santità. Conseguito questo interno silenzio del corpo, può avvenire che la volontà vera parli in sogni veridici; poiché è scritto che Egli dà nel sogno a coloro che ama. Preparati dunque su questa via, come un buon cavaliere.

Al termine di questa via segreta sta un giardino ove per te è stata preparata una casa di pace. Perché su colui che è puro nel corpo il signore dona un sonno solare o lucido, nel quale si muovono immagini di pura luce, formate dalla vera volontà.

E' necessario che tu scopra questa volontà vera, perché tu sei nato nella malattia: ove sono molte false o pervertite volizioni; son crescenze mostruose, parassiti e vermi, che a te aderiscono per vizio di eredità o di ambiente, o per cattivo addestramento.
E le più sottili e terribili, nemiche implacabili, distruttive della volontà tua, minaccia e tirannide per il tuo stesso Io, sono gli ideali e valori da schiavi, la falsa religione, falsa etica, falsa scienza.

Tutti i fenomeni sono effetto di un conflitto, la differenza di due eguali, il separarsi di Maschio e Femmina, una passione fra opposti, un principio debole e uno forte.

Integra la tua natura con nuove spose (mates) su ogni piano dell'essere, affinché tu divenga il perfetto microcosmo, immagine senza difetto di tutto ciò che è.
... Le ripetute combinazioni o connubi, ingenerano l'assuefazione, tanto da non seguirne più l'estasi... l'amante non trova più gioia nell'amplesso con l'amata dopo che l'originaria attrazione fra i due si è placata attraverso ripetute unioni. Poiché questa attrazione è un antagonismo e quanto maggiore è la polarità tanto più selvaggia è la forza del magnetismo e la quantità di energia che si libera mediante l'amplesso.
... Devi sempre cercare quelle cose che per te sono veleno in massimo grado, per fartele tue mediante l'amore. Ciò che respinge, che disgusta, devi assimilartelo sulla via dell'integrazione. Tendi strenuamente a quell'unione con l'universo, la cui realizzazione deve distruggerti completamente, tanto che resti il non-essere che era al principio.
Tale via è quella dell'intensificazione di ogni unità della tua energia, su ogni piano.

... E poiché i ceppi sono antichi e grevi e le tue membra rattrappite e distorte, avendo rotti tali ceppi, va piano per un breve tempo, finché l'antica elasticità ritorni e tu possa camminare, correre e saltare naturalmente e con gioia.

CHE LA TUA VOLONTA' TI CONDUCA AL TEMPIO DELLA LUCE

Fonte:  www.animalibera.net

Immagine:  http://robedachiodi.associazionetestori.it

martedì 7 gennaio 2014

Le 12 Leggi del Karma (Tu Sei Luce)

Fonte: http://tuseiluce.altervista.org/blog

 

Nell’eternità abbiamo bisogno di un sistema che ci faccia evolvere e crescere in modo che possiamo raggiungere il fine ultimo, ovvero l’illuminazione, quello stato in cui non ci sono più ostacoli al flusso delle informazioni, alla saggezza, all’amore e all’armonia che provengono dalla Sorgente. Ecco perché esistono le leggi karmiche. Molte religioni ne hanno dato una interpretazione particolare e le hanno utilizzate per introdurre la paura, per sfruttare la gente e instillare il sentimento di impotenza in miliardi di persone. Invece l’obiettivo è proprio l’opposto: infondere speranza di pace e gioia. Fare del bene porta altro bene; lo stesso vale per il male.

A. Causa-effetto

1. Raccogli ciò che hai seminato.
Grande legge del karma.

Ciò che dai ti ritorna indietro per l’eternità. Ecco perché siamo responsabili di tutte le nostre azioni nel tempo e nello spazio.

2. Attrai ciò che sei, non ciò che vuoi.

Quello che sogniamo e desideriamo può essere creato se lavoriamo innanzitutto su noi stessi, rimuovendo la polvere karmica, i blocchi e il sabotaggio. La legge dell’attrazione fa coppia con la legge della creazione. Il tuo contributo influenza il risultato. Ciò che ti circonda (quello che attrai e ciò che fa parte della tua vita) è un indizio della tua intima natura.

3. Ciò a cui opponi resistenza persiste.
Legge dell’umiltà.

Ciò a cui opponi resistenza riflette chi sei dentro. Sei perso nell’illusione e neghi chi sei? La nostra zona d’ombra è la parte di noi che sopprimiamo e che torna a ossessionarci innescata da circostanze che ci portano a giudicare e a condannare.

4. Ovunque tu vada lì ti troverai.
Legge della crescita.

Se non cambi, niente cambia. Ovunque tu vada porterai con te la tua zona d’ombra. Fuggire via da una sfida significa posporre il tuo processo di crescita. Se non trovi il coraggio di confrontarti amorevolmente e di dire la verità sei destinato a soffrire per sempre. I cambiamenti appresi lentamente, fatti con il cuore, sono quelli più duraturi.

B. Azione personale

5. Ogniqualvolta c’è qualcosa di sbagliato, c’è qualcosa di sbagliato in noi.
Legge dello specchio.

Stai dando il tuo contributo e stai facendo la differenza in modo amorevole?
Ogni cosa sul tuo cammino è uno specchio per guardarti dentro. Se fuori c’è confusione e inquietudine, penetrando in profondità dentro di te risolvi il problema.

6. Anche le azioni più insignificanti acquistano importanza nel momento in cui le compi.
Legge della sincronicità.

Impara la disciplina e l’umiltà. Tutti contiamo e siamo un tutt’uno. È il lungo periodo che conta. Ricordati che verrai messo alla prova e che devi ancora gestire le conseguenze delle tue azioni passate. Perciò magari fai tutto come si deve ma le cose continuano a non funzionare. Resta in carreggiata, alla fine la ricompensa è la crescita che hai ottenuto.

7. Non puoi pensare a due cose contemporaneamente.
Legge della direzione e dei motivi.

Hai motivi reconditi, un secondo fine, o pensi al di là di te stesso? Le incongruenze sono la principale causa di autosabotaggio. La paura del successo e la gelosia degli altri ci impediscono di andare avanti

8. Se credi che una cosa sia vera, allora talvolta nella vita devi dimostrarlo.
Legge della volontà.

Fai molta attenzione a ciò in cui credi e lavora costantemente sulle tue convinzioni negative e sulle cose negative che dici. Non parlare mai male di te perché è come se ti lanciassi addosso una maledizione. Paura di lavorare sodo? Datti da fare o chiudi il becco.

C. Storia e risultati

9. Legge del qui e ora .

Lascia andare il passato e vai avanti. Concentrati sul luogo in cui ti trovi e su ciò che devi fare dentro di te per evolverti e progredire. Continua a lasciare andare il passato, perdona, dimentica e ricordati le lezioni che hai imparato.

10. Più le cose cambiano, più restano immutate.
Legge del cambiamento.

La storia si ripete finché non impari le lezioni che cambiano il percorso. Le lezioni vengono dimenticate, ma la saggezza rimane e viene espressa nel nuovo comportamento. Ciò che attrai è diverso o ha un effetto diverso.

11. Se ti focalizzi sulle cose buone nella tua vita, ne accadranno altre.
Legge della pazienza e della ricompensa.

Sei focalizzato su ciò che non hai? Cerchi le cose superficiali e appariscenti anziché quelle essenziali? La felicità deriva dal realizzare ciò che sei destinato a compiere, a prescindere da quanto possa essere semplice o grandioso. Non c’è niente di male a sognare in grande, ma la tua felicità non dovrebbe dipendere dalla realizzazione dei tuoi sogni. La felicità si trova lungo il cammino, non nel suo completamento.

12. Ciò con cui contribuisci ti viene restituito.
Legge del valore e dell’ampliamento.

Il tuo contributo amplia o fa decrescere il tutto. Il valore è l’energia estesa. In molti scelgono la comfort zone della mediocrità, smettono di interessarsi e di imparare cose nuove. Si identificano con il loro lavoro e con i risultati del passato. Il cervello è programmato per un processo di crescita illimitato. Gran parte delle malattie della terza età sono causate dalla pigrizia che ci coglie durante la vecchiaia. Devi tenere allenato il fisico, mangiare sano e mettere costantemente alla prova il cervello con nuovi compiti, nuovi studi. Non smettere mai di evolverti.

Il tuo lavoro karmico interiore
Leggi questo capitolo ancora una volta finché non ti rendi conto che devi interiorizzare questi principi ed esprimerli nella tua esistenza. Scrivi ciò sui cui devi lavorare. Fotocopia o stampa i 12 principi e leggili quotidianamente.

Estratto dal libro: Lascia che Sia Karma Positivo per migliorare la Vita, il Lavoro, e avere Fortuna

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Karma e Reicarnazione – Il Karma e la Reicarnazione stanno acquisendo sempre maggiore importanza. E’ sempre crescente il numero di persone che ammette di avere principi di ricordi di vicende, stati d’animo o immagini di vite passate. La reincarnazione indica la rinascita in un altro corpo dell’anima o spirito di un individuo, dopo la sua morte fisica. Karma invece è un termine sanscrito che indica la legge di causa-effetto che regola la vita di tutto ciò che è manifesto nell’universo, vincolando le anime al ciclo di morti e rinascite detto appunto reincarnazione.

 


domenica 10 febbraio 2013

Parole senza tempo sull'evoluzione della coscienza umana (Gurdjieff)


Quelle che seguono sono parole pronunciate circa un secolo fa da G. I. Gurdjieff, riportate da Ouspensky in 'Frammenti di un insegnamento sconosciuto', e ci fanno comprendere come in cento anni l'uomo sia cambiato ben poco...anzi...




- ...Progresso e civiltà, nel senso reale di questa parola, possono apparire soltanto al termine di sforzi coscienti. Non possono apparire come risultato di azioni incoscienti e meccaniche.

...E' precisamente nelle manifestazioni incoscienti e involontarie che sta tutto il male..

Il più grande errore consiste nel credere che vi sia un'unità permanente nell'uomo...l'evoluzione è il risultato di una lotta cosciente (Gurdjieff affermava che solo la frizione interiore tra il 'sì' e il 'no' può cristallizzare un principio di volontà dentro di noi).

...L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione della coscienza, e la coscienza non può evolvere inconsciamente.
L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione della volontà, e la volontà non può evolvere involontariamente.
L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione del suo potere di fare, e fare non può essere il risultato di 'ciò che accade'.

...Lo sviluppo dell'uomo si effettua secondo due linee parallele: sapere ed essere...il sapere dipende dall'essere.

...In modo particolare nella civiltà occidentale si ammette che un uomo possa avere un vasto sapere, essere autore di grandi scoperte, ed abbia allo stesso tempo il diritto di essere un povero piccolo uomo egoista, cavilloso, meschino, invidioso, vanitoso, ingenuo e distratto...

In Occidente si ritiene che il sapere non dipenda dall'essere...accordano un valore massimo al sapere ma non accordano alcun valore all'essere, e non si vergognano del livello inferiore del loro essere. Non comprendono neppure ciò che questo significhi...

Allorché il sapere sorpassa di troppo l'essere, esso diventa teorico, astratto, inapplicabile alla vita. Esso può anche diventare nocivo, perché invece di servire la vita e aiutare le persone nella lotta contro le difficoltà, questo sapere comincia a complicare tutto. Di conseguenza non può che apportare nuove difficoltà, nuovi turbamenti ed ogni tipo di calamità che prima non esistevano.

...Non si comprende più che il livello del sapere è determinato dal livello dell'essere...Un cambiamento della natura del sapere è impossibile senza un cambiamento nella natura dell'essere.

Preso in sé, l'essere di un uomo presenta molteplici aspetti. Quello dell'uomo moderno si caratterizza soprattutto per l'assenza di unità in se stesso e per l'assenza di una benché minima traccia di quelle proprietà che specialmente ama attribuirsi: la lucidità di coscienza, la volontà libera, un Ego permanente, o 'Io', e la capacità di fare.

Sì, per stupefacente che ciò possa sembrarvi, vi dirò che la caratteristica principale dell'essere di un uomo moderno, e ciò spiega tutto ciò che gli manca, è il sonno...vi diverrà allora evidente che un uomo, se vuole realmente conoscere, deve innanzitutto riflettere sulla maniera di svegliarsi, cioé sulla maniera di cambiare il suo essere.

Esteriormente l'essere dell'uomo ha molti differenti aspetti:
attività o passività, veracità o malafede, sincerità o falsità, coraggio e vigliaccheria, autocontrollo e sfrontatezza, irritabilità, egoismo o disposizione al sacrificio, orgoglio, vanità, presunzione, assiduità, pigrizia, senso morale, depravazione;
tutte queste caratteristiche e molte altre compongono l'essere di un uomo.

Ma tutto questo nell'uomo è interamente meccanico. Se egli mente significa che non può fare a meno di mentire. Se dice la verità significa che egli non può fare a meno di dire la verità, e così per tutto.
Tutto accade.
Un uomo non può fare niente, né interiormente né esteriormente.
...Per questo sono rari gli uomini che possono ricevere il vero sapere. -



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mercoledì 2 gennaio 2013

La RINASCITA dell’umanità


 
 

 

Bozza di Eva Martinez Olalla

Il mio augurio per il 2013 è di rinascere a tutti quelli che lo vogliono.

Dal 21/12/2012 si sta diffondendo nel mondo e in Italia, in particolare, un profondo senso di rinascita.
E’ successo qualcosa infatti durante il solstizio d’inverno 2012, un fenomeno annunciato, ma non compreso prima e quindi inatteso. Un evento straordinario ha coinvolto non il centro della galassia, bensì il Cuore della Terra, il CRISTALLO che è nel Suo Centro. Ero in Germania la notte tra il 20 e il21 dicembre e poi, come previsto, il 22 ho partecipato al convegno “Coraggio per il Futuro” (Mut zur Zukunft!) a Monaco di Baviera. Anche in Germania c’è un crescente interesse per il rinnovamento profondo del pianeta,  “la renovatio mundi” come la chiamava Giordano Bruno. E’ stato molto bello sentire l’intesa che c’è tra tutti quelli che la vogliono; c’è stato un lungo applauso a scena aperta quando ho invitato a sentirsi “cittadini del mondo” partecipi della sua e, soprattutto, della propria evoluzione.

Non c’è stata la fine del mondo come era ovvio: c’è stata la fine dei tempi secondo me, cioè l’inizio della RIVELAZIONE che da ora in poi procederà a ritmi sempre più accelerati, della MUTAZIONE della materia che compone tutto il sistema solare e quindi anche i nostri corpi e cervelli, cioè i nostri modi di pensare, sentire e sognare.

E’ la nascita della VOLONTA’ e della collaborazione tra gli uomini. E’ la vera ricchezza grazie alla quale possiamo finalmente realizzare in pratica ciò che vogliamo, senza chiedere i mutui alle banche né combattere contro qualcuno, E’ l’utopia, la prosperità, il benessere di tutti e del tutto, il ritorno all’età dell’oro.
Oggi puoi scegliere se rimanere nel ruolo di semplice spettatore o di passare a quello di attore protagonista dell’EVENTO da sempre annunciato: la RINASCITA del genere umano. Sarà sempre più rapida, ma non sarà facile. Sono richiesti coraggio, professionalità e intelligenza, oltre l’ingrediente essenziale: l’Amore per la Vita, la COSCIENZA che la VITA è “l’unica Forza che anima infiniti mondi” come scrive Bruno, è l’EROS che anima gli universi ed è anche la VERITA’ che tanti ancora cercano di nascondere: il ruolo regale della VITA che svela la nostra umana e individuale immortalità.

Questo mondo è una matrix, una realtà cibernetica basata su valori virtuali che diventano reali perché gli uomini li reputano tali. Tra i presunti “valori” il denaro che non nasce in natura e che tutti considerano come il problema principale. Non è così, secondo me. Il problema principale è la sessualità vilipesa, controllata e slegata dalle emozioni, la non parità tra le due forze nucleari che l’essere umano sente come eros e tanatos. Ne parlerò in un seminario che terrò prima a Roma, domenica 20 gennaio 2013, e poi vicino a Milano (Cinisello Balsamo), domenica 27 gennaio 2013.
Nel frattempo sto concludendo il mio libro BABY SUN REVELATION, il cui tema è la relazione intima tra tutte le forze universali e l’essere umano che è il centro, il perno dell’Universo Organico Infinito.
Come alcuni sanno è un romanzo che descrive l’evoluzione umana e la rivoluzione solare che stiamo attraversando. Il mio sforzo è stato quello di renderlo il più semplice possibile, fruibile per tutti, leggero, ma anche capace di illustrare l’essenza profonda degli attuali fenomeni che i media o trascurano oppure usano per suscitare dibattiti sterili. Prossima ormai alla sua conclusione, mi sto chiedendo come pubblicarlo, in modo tale da diffonderlo al meglio tra chi vuole partecipare e così contribuire all’evoluzione di tutto il genere umano. Sto cercando un editore, dotato di coraggio, sincerità e professionalità, disposto a collaborare con me alla sua pubblicazione, distribuzione e diffusione.
L’augurio per tutti rimane quello già detto: la RINASCITA.

Giuliana Conforto


domenica 30 dicembre 2012

Una volontà indomita

La forza non deriva dalla capacità fisica. Deriva da una volontà indomita.
Mahatma Gandhi

sabato 8 dicembre 2012

Il potere generativo della forza, la via verso i “Guerrieri di Luce”

Fonte: www.pierangeloraffini.com

In una battaglia, chi vorresti al tuo fianco?

Bene… quella persona devi diventare tu.

L’energia e la forza hanno un potere enorme: creano.

La forza, nelle sue mille manifestazioni – fisica, mentale, progettuale – genera.

Può creare un mondo migliore. Così come la sua assenza uccide.

Un corpo morto è privo di forza. Un corpo ammalato ha poca forza. Un corpo pieno di forza può alzare un masso. Un corpo pieno di forza assieme ad una mente lucida e concentrata possono vincere le sfide più incredibili.

Quando entri in palestra o nel campo, che tu pratichi pallavolo, calcio, karate, kickboxing, davvero non importa cosa… ricorda sempre che stai andando a lavorare sul tuo corpo o sulla tua mente, per potenziarle, giorno dopo giorno, sino ad arrivare a toccare il cielo. Pensaci mentre compi il passo che separa il “fuori” dal “dentro”. Intendo proprio fisicamente. Considera quel territorio come un luogo sacro e ti ripagherà.

Pensaci mentre ti stai cambiando, o mentre indossi la tua divisa da allenamento. Se acuisci la tua percezione, sentirai lo stesso flusso di coscienza che provavano i guerrieri prima di una battaglia. E’ un rito ancestrale. E’ un omaggio alla forza e alla luce contro il male e il buio. Non a caso, un grande scrittore e pensatore (Coelho) ha chiamato le persone dotate di forza fisica e mentale “Guerrieri di Luce”.

Il “guerriero della luce”,  un’entità latente presente in tutti gli uomini, che si risveglia in noi quando vogliamo perseguire un sogno e comprendere il miracolo della vita.

Il “Manuale del guerriero della luce” è un libro di Paulo Coelho. Il volume, ad eccezione del prologo e dell’epilogo, è una raccolta di testi e include proverbi e pensieri criptici, estratti dal Tao Te Ching di Laozi e da Chuang Tzu, dalla Bibbia, dal Talmud e altre varie fonti ed è scritto sotto forma di brevi enunciati filosofici, che toccano direttamente l’essenza spirituale di chi persegue una causa o combatte. “Un guerriero della luce pensa contemporaneamente alla guerra e alla pace”.

Allora ti rendi conto che non stai solo giocando a picchiare un sacco, o fare un kata, o colpire un pallone a pallavolo, a calcio. Stai coltivando il tuo essere supremo, la tua luce interiore. Se lo capisci, tutto cambia.

L’energia personale trasuda da persone minute come Madre Teresa di Calcutta, così come da atleti fisicamente potenti che trovano lo spirito per salire sul ring, resistere a colpi massacranti e controbattere.

La troviamo in chi si dedica agli altri, a ricercare, ad esplorare l’universo o la mente. La troviamo in chi si impegna nell’aiutare gli altri.

Ogni giorno in cui ci dedichiamo energie alla nostra crescita spirituale, fisica, mentale, è un omaggio alla vita. La nostra forza aumenta.

E ogni volta che ne facciamo buon uso, qualcuno in cielo ringrazia.

Anche una pianta o un insetto sono immersi in questo viaggio chiamato vita, ma, a differenza di noi, non possono riflettere su di sé o sul senso da dare al viaggio. Se sia meglio o peggio per loro, non lo sappiamo. Ci sono pro e contro. Per quanto mi riguarda, dato che questa occasione che mi viene data una sola volta, voglio sfruttarla. E so che per lottare serve forza, quantomeno, forza di spirito.

Se ci è data una “possibilità” di farlo, non la dobbiamo sprecare.

È una possibilità che non tutti sfruttano: sviluppare piena autocoscienza su chi sei, chiedersi che significato ha il tuo esistere. Che valore hanno le tue azioni. Giorno dopo giorno.

In altre parole, la volontà di dare senso al tuo viaggio.

Per rendere positivo il viaggio ci sono tante cose da imparare. Alcune facili, alcune difficili. Credo sia bene imparare partendo dalle piccole cose.

Ad esempio, alzarsi la mattina. Alzarsi e sentire la “sacralità” del fatto di essere vivi non è solo un vago sentimento, ma è una competenza – una precisa competenza  o abilità mentale- qualcosa che quindi possiamo apprendere, possiamo sviluppare. Anche solo questa micro-competenza ci offre la grande possibilità di dare un “colore” del tutto particolare all’inizio di un giorno, vada come vada il resto della giornata. E se applichiamo questo atteggiamento all’intera vita, ne potranno emergere grandi cose.

Il gesto quotidiano dell’alzarsi con il quale iniziamo a rendere omaggio ad un viaggio che a noi è stato permesso, e a tanti è stato negato.

Di questo omaggio, la vita, dobbiamo essere fieri.

Quando passi dal fuori al dentro, e persino mentre ti avvicini al campo o alla palestra o al tuo Dojo, rifletti su questo. Senti la sacralità di ogni tuo passo, di ogni tuo respiro, di ogni tuo movimento.

Sai che non sei li solo per giocare. Sai che stai seguendo la tua “via” dove apprendi a migliorarti e potenziarti. Poi, dirigi la tua potenza verso fini positivi e per migliorare il mondo e aiutare cause giuste.

Per diventare guerrieri di luce, non serve altro.

Di: dott. Daniele Trevisani – Mental Trainer & Coach –
Facebook address https://www.facebook.com/humanpotentialcoaching – Sito personale www.studiotrevisani.it

Note articolo:
© Articolo elaborato dall’autore, con modifiche, dai volumi di Daniele Trevisani “Personal Energy” www.studiotrevisani.it/hpm3 e “Il Potenziale Umano” www.studiotrevisani.it/hpm2 – Franco Angeli editore, Milano

Fonte: www.pierangeloraffini.com  (Grazie!)


 

giovedì 20 settembre 2012

Cosa decido io veramente nella mia vita?

bivio

Sul tema della coscienza non si finisce mai di scoprire nuovi, interessanti e problematici aspetti. Negli ultimi anni, ad esempio, i neuroscienziati hanno scoperto che il nostro cervello prende delle decisioni e sa quello che deve fare prima che le sappia l’Io! In altre parole la scelta di agire in un modo o in un altro viene presa alcuni decimi di secondo prima che noi se ne prenda coscienza e si forma quindi in base a motivazioni e desideri in larga parte inconsapevoli e mediati da una molteplice quantità di influenze interne, vedi le nostre esperienze passate, ed esterne come l’ambiente culturale e l’ambiente in cui viviamo.
Vediamo cosa dice a proposito il fisico e genetista Edoardo Boncinelli: “Tutto nasce dalla consapevolezza che la mente sia fatta per l’azione e non per l’inazione, e che elabori in continuazione processi largamente inconsci finalizzati a comunicare alla coscienza del soggetto ciò che desidera e che cosa si deve fare di più appropriato nelle diverse circostanze della vita… Siamo responsabili di molte nostre decisioni, soprattutto di natura culturale e intellettuale, ma non di tutte, né delle più importanti per la vita di ogni giorno.” (Le Scienze, novembre 2010)

Tags: Cervello, Conoscenza, Coscienza, Edoardo Boncinelli, inconscio, Io, Neuroscienze
Pubblicato in: Conoscenza, Coscienza, Psicologia e Psicoterapia | 18-9-2012 at 08:25 Elio Occhipinti


martedì 31 luglio 2012

Auriga

Con Volontà, Intelligenza e Amore
Guida i tuoi pensieri,
Orienta i tuoi Desideri,
I tuoi Sentimenti e le tue Emozioni,
Compi le tue Azioni.

 

L’anima viene raffigurata come un cocchio su cui si trova un auriga, un guidatore che governa una coppia di cavalli alati. Questi due cavalli sono in conflitto fra di loro. L’auriga cerca di governare la coppia di cavalli, e quando non ci riesce l’anima precipita sulla terra, si incarna in un corpo e così perde la visione delle essenze. Solo grazie all’Eros, l’Amore, a taluni è possibile recuperare la dimensione razionale ed esistenziale del “bello in sé” e delle altre essenze ideali.
Utilizzando questo mito Platone descrive lo stato ideale e perfetto in cui vorrebbe vivere.
Il cavallo bianco e quello nero rappresentano rispettivamente i guerrieri, che hanno in se stessi inclinazioni spirituali (positive), come l’onore, l’amicizia, il coraggio e la lealtà e rappresentano il thumos, che ha sede nel cuore, e gli agricoltori e artigiani, che invece hanno in se stessi gli istinti passionali e sensuali, come il cibo, la sessualità, ed i piaceri legati al nostro essere sensibili, animali, rappresentano l’epithumeticos, che ha sede nel ventre.
L’auriga ha invece il compito di far procedere appaiati i due cavalli in uno stato di armonia ed equilibrio. Esso è simbolo della ragione. Nello stato ideale l’auriga viene sostituito dai filosofi, ovvero quelli che hanno già visto tutte le idee, e che più e meglio di tutti sanno e possono governare lo stato in giusta maniera.
Giovanni Tosto (2)

 

Link
- (1) http://it.wikipedia.org/wiki/Auriga_(attivit%C3%A0)
- (2) http://www.iperbole.bologna.it/mito_della_biga_alata.htm
- (3) http://greciaantica.blogspot.it/2010/05/platone-il-mito-della-biga-alata-fedro.html

Immagini
(1) http://4.bp.blogspot.com
(2) http://greciaantica.blogspot.it/2010/05/platone-il-mito-della-biga-alata-fedro.html
(3) http://www.mdig.com.br/index.php?itemid=13981


mercoledì 11 luglio 2012

L'assertività

L'assertività è una caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l'interlocutore.
I presupposti necessari per un comportamento assertivo sono: una buona immagine di sé (autostima); un'adeguata capacità di comunicazione; una libertà espressiva; buona capacità di rispondere alle richieste e alle critiche; la capacità di dare e di ricevere apprezzamenti e di dirimere i conflitti.

A volte l'assertività rischia di essere giudicata negativamente perché le persone solide e sicure di sé possono venire percepite in modo troppo aggressivo. Ma l'assertività, se bilanciata con altre importanti qualità, può aiutare ad eccellere in molte cose sul lavoro e nella vita privata.
Come promuovere il lavoro di squadra ad esempio. La performance di un team può aumentare se i membri sono in grado di esprimere punti di vista "impopolari". Utilizzare la fiducia in se stessi per creare un'atmosfera che induca anche le altre persone a parlare chiaramente è un "plus" non indifferente.
Oppure permette di guidare il cambiamento. Per un cambiamento costruttivo occorrono iniziative coraggiose. Essere assertivi aiuta a rompere le resistenze che spesso nascono quando si è chiamati a compiere uno sforzo di questo tipo.
Alla base però occorre agire assolutamente con integrità. Se unita all'onestà, l'assertività  da  il coraggio di difendere ciò che si ritiene giusto. 


sabato 31 marzo 2012

La trasformazione interiore

 
di Anthony De Mello
Come trasformare il vostro essere?
Cosa dovete fare?
Nulla!
Perché il vostro essere si trasformi, dovete vedere. Vedere qualcosa che vi trasformi.
Nessuno cambia lavorando su se stesso. Voi sapete riparare molte cose e questo è un grande dono.
Quando però tentate di riparare le persone, con ogni probabilità avrete dei problemi.
Voi non dovete fare nulla; dovete vedere le cose in modo nuovo. Il cambiamento avviene attraverso il vedere.
La metánoia, il pentimento, poiché il regno di Dio è arrivato! Pentirsi non significa piangere per i propri peccati; pentirsi significa vedere tutto in modo nuovo, cambiare idea, trasformare il cuore.
Come quell'uomo che disse a sua moglie:
"Ho cambiato testa!".
E quella esclamò:
"Grazie a Dio! Spero che questa funzioni meglio!".
È così! Letteralmente, un'altra testa, un altro modo di vedere le cose. Un nuovo modo di vedere tutto. Questa è la trasformazione di cui sto parlando.
Quando ciò avviene, cambierete, voi, le vostre azioni, la vostra vita.
Questo è il fuoco! Di cosa avete bisogno per vedere le cose in modo nuovo?
Non c'è bisogno di forza, non si richiede di essere utili; non ci vuole fiducia in se stessi, né forza di volontà, né sforzo.
Ci vuole buona volontà, per pensare a ciò che non è abituale, buona volontà per vedere qualcosa di nuovo. E ciò è l'ultima cosa che l'essere umano vuole.
Gli uomini non vogliono vedere nulla di differente da quello che hanno sempre visto. Perciò Gesù incontrò tante difficoltà quando annunciò la sua Buona Novella. Non solo perché era buona. Agli uomini non piace ascoltare cose buone. Vogliono soffrire, vogliono sentirsi miserabili, per non sapere. Inconsapevolmente gli uomini vogliono produrre la sofferenza. A loro non piace la parte buona della Buona Novella. A loro non piace la parte nuova della Buona Novella!
Siete pronti a vedere le cose in modo diverso?
Attenzione: non accettate tutto ciò che vi dico solo perché ve lo sto dicendo io, altrimenti non ne riceverete alcun beneficio. Quanto vi dirò non ingoiatevelo.
Mi piace molto quel detto di Buddha:
"Monaci e discepoli non devono accettare le mie parole per rispetto".
Bisogna fare come l'orefice con l'oro: lo brunisce, lo leviga, lo intaglia, lo lega. Così si fa. Ci si deve mantenere aperti, recettivi e sempre pronti a domandare, a pensare autonomamente. In caso contrario si cade nell'immobilismo, nel pregiudizio mentale. Noi non vogliamo questo.
Soffrite?
Avete problemi?
Detestate tutti i minuti della vostra vita?
Vi sono piaciute le vostre ultime tre ore, ogni secondo delle ultime tre ore?
Se la risposta è no, se la risposta è che state soffrendo e vi agitate, allora avete davvero dei problemi. In voi c'è qualcosa che non va bene. Qualcosa di serio.
State dormendo, siete morti!

ILLUMINAZIONE
Scommetto che la maggior parte di voi ascolta per la prima volta un discorso di questo tipo. Di solito si ripete che è naturale avere problemi, che soffrire è umano. In questo caso è meglio che vi spieghi cosa è la sofferenza!
Distinguiamo anzitutto: voi potete avere dei dolori e soffrire, oppure avere dei dolori e non soffrire.
Un maestro venne interpellato da un suo discepolo:
"Cosa ha significato per te l'illuminazione?".
Ed egli:
"Prima dell'illuminazione, spesso mi sentivo depresso; dopo l'illuminazione continuo a sentirmi depresso!".
Ma c'è una grande differenza.
Soffrire significa lasciarsi risucchiare dall'abbattimento. Questa è la sofferenza. È bene chiarirlo fin dall'inizio. Soffrire significa lasciarsi sconvolgere dal dolore, dallo scoraggiamento, dall'angoscia.
Mentre imparate a pregare, continuerete a essere soggetti allo scoraggiamento, all'angoscia. Saranno come le nuvole che passano in cielo e voi vi identificherete con le nuvole. Ma voi potete essere il cielo, senza identificarvi con nuvole.
Queste continueranno ad andare e venire come prima: "Prima dell'illuminazione, spesso mi sentivo depresso; dopo l'illuminazione continuo a sentirmi depresso!".
Secondo voi da dove proviene la sofferenza?
Secondo alcuni dalla vita stessa. La vita è dura, la vita è difficile!
I cinesi hanno un detto meraviglioso:
"In tutto l'universo non c'è nulla di così crudele come la natura. Nessuno vi si può sottrarre. Ma chi provoca le catastrofi non è la natura, ma il cuore dell'uomo, da dove scaturisce il sentimento".
La vita non è difficile; voi la rendete tale.
A New York qualcuno mi ha raccontato che una tribù africana non conosceva alcuna forma di esecuzione capitale. Sapete cosa facevano? I condannati venivano maledetti, messi al bando ed esiliati; nel giro di una settimana l'uomo o la donna morivano. Semplicemente morivano.
Voi direte:
"Li uccidevano! La sentenza d'esilio li uccideva!".
No, No. Sapete perché?
Se voi e io venissimo esiliati, soffriremmo un poco, ma non moriremmo. Allora si suicidavano? Il modo di vivere l'esilio è ciò che li uccideva.
Avrete già sentito parlare di quegli studenti che prendono gli esami sul serio tanto che se non li superano si suicidano? Se voi e io venissimo respinti, non arriveremmo a suicidarci. Secondo voi cosa spinge questi giovani al suicidio? Il non aver superato l'esame? No; la loro reazione al fatto di non aver superato l'esame.
Quando programmate un picnic e si mette a piovere, cosa vi mette di malumore? La pioggia? Oppure la vostra reazione? La consapevolezza di questo fatto lascia sbalordite le persone che per decenni hanno pregato, ma senza mai rendersene conto. Questo è uno dei rischi insiti nella preghiera: può impedire che arriviate al fuoco.
Adesso, pensate a qualcosa che vi sta turbando in questi giorni. O a qualcosa che vi ha turbati qualche giorno fa. Riflettete!
E cercate di capire che la vostra inquietudine non è causata dall'esterno, dal singolo episodio, dalle cose, dal fatto che qualcuno è morto, avete commesso un errore, avete avuto un incidente, avete perso il lavoro o del denaro. Nulla di tutto ciò provoca il vostro malumore. Esso ha la sua causa nel modo con cui reagiamo all'avvenimento, alla persona, alla cosa che ci scuote. Se un'altra persona si trovasse al nostro posto, molto probabilmente non si contrarierebbe.
Voi si, perché? Dobbiamo fare qualcosa per voi! Non però con la realtà in quanto tale, anche se la maggior parte delle persone darebbe la testa per cambiare la realtà.
(Anthony De Mello)

domenica 8 gennaio 2012

Dall’Homo Sapiens all’Homo noeticus

[Fonte] :
Leonardo. Proportions of Man.jpg
Quando immaginiamo il futuro della Terra, ci troviamo di fronte a un paradosso: da un lato è difficile pensare che l' «Homo sapiens» non continuerà a essere l'unico padrone del pianeta Terra, ma dall'altro è ugualmente difficile immaginare, data la vastità delle distruzioni in atto, quale sarà il futuro della Terra se continuerà il dominio dell'Homo sapiens.


Nel corso della nostra indagine per scoprire se e come l'illuminazione può risolvere la crisi attuale, ci siamo imbattuti in un affascinante pensatore che ha osato spingere la sua immaginazione al di là di questo paradosso, arrivando a una soluzione nientedimeno che evolutiva.

Secondo il ricercatore della consapevolezza John White, benché tutte le tendenze siano contrarie, la Terra e l'umanità possono davvero avere un promettente futuro insieme. Ma l'essere umano che parteciperà a questo futuro sarà un primate molto diverso da quello che conosciamo oggi. White lo chiama "homo noeticus": il gradino successivo dell'evoluzione.

Chiamato alla vita spirituale nel 1963 da un'esperienza spontanea di ciò che egli chiama "la realizzazione di Dio", John White non ha mai avuto difficoltà a dire di essere illuminato, salvo precisare, subito dopo, "ma solo un po". E negli ultimi ventisette anni, quel "solo un po" è stato ciò che ha alimentato il suo insaziabile interesse verso l'esplorazione del potenziale umano più elevato. Chiedetegli dei suoi risultati in questo campo, e l'ultima cosa che vi sentirete raccontare è l'esperienza di illuminazione che ha dato il via al suo cammino. Prima sentirete parlare della sua amicizia con l'astronauta dell'Apollo 14 Edgar Mitchell, la cui esperienza spirituale nella capsula spaziale lo ha portato a fondare, insieme a White, l'Istituto di Scienze Noetiche, oggi noto in tutto il mondo.

Poi sentirete parlare del manoscritto ricevuto nel 1974 da un giovane scrittore che faticava ad affermarsi, Ken Wilber, intitolato The Spectrum of Consciousness. Il libro fece una tale impressione su White che egli fece di tutto per pubblicarlo, cosa che gli riuscì trentatré editori e quattro anni dopo, dando l'avvio all'ascesa di Wilber, che oggi è uno dei più autorevoli pensatori spirituali dell'era moderna.

Scrittore freelance ed editore di gran parte dei suoi libri, White potrebbe raccontare anche di aver pubblicato decine di articoli e oltre quindici libri, tra cui L’incontro tra scienza e spirito, A Practical Guide to Death and Dying e le antologie Kundalini, Evolution and Enlightenment e What is Enlightenment? Nel suo prossimo libro, Enlightenment 101, White descrive come, secondo le sue ricerche ed esperienze, la razza umana sta già attraversando un mutamento evolutivo.

Vivere tra le avanguardie dell'esplorazione della consapevolezza, in compagnia dei più importanti pensatori spirituali, ha donato a White un punto di vista unico sul nostro potenziale umano più elevato, nonché uno sguardo penetrante su quello che potrebbe essere il futuro della nostra specie. Tuttavia, alla fine White ammette che la sua fiducia nel nostro potenziale evolutivo non è dovuta alle sue ricerche e ai suoi studi, bensì a quella prima esperienza spirituale avvenuta nel 1963.
Come egli racconta,
"Ci fu una rivoluzione nella mia consapevolezza che mi portò a scorgere l'illusorietà dell'io separato e la realtà del Sé autentico. Fu un momento di consapevolezza cosmica. La percezione di un io corporeo venne completamente spazzata via, e restò solo l'«io» dell'universo, del cosmo. Tutto ciò non mi donò una sorta di onniscienza, ma un insieme di certezze. Sapevo al di là di ogni dubbio cosa ero, perché stavo qui, dove stavo andando e qual era la strada verso casa, verso Dio. E ho visto anche che esisteva qualcosa di simile a una natura umana, per cui ciò che era possibile per me lo era per tutti. Ho visto nel mio passato e nel mio futuro, il passato e il futuro di tutta l'umanità".

Lo scorso autunno, nel nostro centro nel Massachussetts occidentale, abbiamo avuto il piacere di una cortese visita di John White, proveniente dalla sua casa nel Connecticut. Quel pomeriggio egli ha condiviso con noi la sua visione di un'umanità illuminata.

Craig Hamilton:
Molti futurologi, scienziati e pensatori sociali ritengono che l'umanità stia affrontando una crisi evolutiva. Prevedono trasformazioni potenzialmente devastanti nei prossimi decenni, quando la sovrappopolazione, la rapida globalizzazione e la sperimentazione tecnologica renderanno ancora più precario l'equilibrio su cui si basa la vita della nostra specie e del pianeta in generale. Molti autorevoli pensatori hanno affermato che, data l'enormità delle sfide che ci attendono, l'unica soluzione che può forse andare alla radice del problema è di tipo spirituale, ovvero è una trasformazione della consapevolezza. Cosa pensi di questa idea? L'illuminazione può salvare il mondo?

John White:
L'illuminazione è la sola cosa che può salvare il mondo. La sola cosa.
Quando lavoravo con l'astronauta dell'Apollo 14 Edgar Mitchell, l'idea era che l'Istituto per le Scienze Noetiche, da lui fondato nel 1972 e del quale ero il Direttore dell'Educazione, avrebbe studiato la mente umana per applicare le scoperte in questo campo ai problemi dell'umanità. Ed, dopo aver avuto un'epifania. o esperienza religiosa, mentre la capsula spaziale scendeva sulla Terra, aveva capito chiaramente che i problemi che assillavano l'umanità non facevano parte del mondo naturale.
Le divisioni sociali, le lotte, i conflitti e tutti i problemi politici..., egli aveva capito che quei problemi, sorgevano nel contesto della mente, o della consapevolezza umana, e voleva studiare quest’ultima per risolvere quei problemi alle radici. Come ha detto Einstein, non puoi risolvere un problema al livello che l'ha originato: devi andare un livello sopra. Quindi, questa era la speranza dell'Istituto di Scienze Noetiche: comprendere meglio la natura della consapevolezza e capire fino a che punto potevamo trascendere la condizione alla base di tutti i problemi che l'umanità si trova di fronte. Senza questa comprensione, è facile che ci ritroviamo a essere nulla più che un granello di polvere nel cielo notturno, o un pianeta moribondo dove le specie sono morte.
Quindi, sì, abbiamo di fronte molte crisi, ma le mie indagini recenti e la mia esperienza personale mi dicono che riusciremo a superarle. Questo fa parte del grande disegno della creazione, del fine intelligente dell'universo. Dio non ci ha condotto attraverso cinque milioni di anni di evoluzione umana per spegnerci così. Abbiamo i mezzi, il potenziale per affrontare questa crisi in modo intelligente, in linea con la nostra spinta teleologica verso la trascendenza dell'io.
Ma per quello che posso vedere, tutto ciò non è assolutamente certo. Il nostro pianeta potrebbe subire un'overdose, per così dire. Ma non credo che arriveremo a quel punto: abbiamo superato moltissime crisi nella nostra lunga storia, e vedo diversi segnali promettenti secondo cui riusciremo a superare anche queste. In realtà, come ha detto un mio amico, "La parola inglese «Hope», speranza, è un acronimo per «Help Our Planet Evolve», sostieni l’evoluzione del nostro pianeta". E io ho grandi speranze.

Craig Hamilton:
Nel tuo prossimo libro, affermi che in realtà l'umanità si sta evolvendo verso una nuova e più elevata forma di vita, che riuscirà a trascendere molte delle difficoltà di oggi. Hai definito questa nuova ed evoluta forma di umanità "Homo noeticus". Cos'è l'homo noeticus?

John White:
L'homo noeticus è il termine che uso per indicare quella che considero una forma di umanità più elevata che sta emergendo oggi sul pianeta, caratterizzata non da mutamenti genetici, bensì noetici. In altre parole, la consapevolezza è il principio fondamentale per definire l'homo noeticus. Esiste una radicale trasformazione della consapevolezza che contraddistingue l'homo noeticus, un passaggio dalla centratura sull'io a quella su Dio. L'homo noeticus potrà assomigliare molto al Tizio e al Caio che oggi camminano per le strade di New York, ma sarà caratterizzato da una profonda trasformazione della consapevolezza. E tale trasformazione della consapevolezza fa parte del processo dell'illuminazione.
Non ho una lista antropologica di caratteristiche che definiscono l'homo noeticus. Se fossimo stati vivi quando stava apparendo l'uomo di Cro-Magnon, come avremmo potuto distinguere quest'ultimo dall'uomo di Neanderthal? Fisicamente, avevano praticamente lo stesso aspetto. Ma col senno di poi possiamo dire che il Cro-Magnon era un tipo di essere umano nuovo e superiore, caratterizzato dal fatto di essere il primo artista, che dipingeva caverne e scolpiva sculture femminili. Il Cro-Magnon ha inventato l'arco e la freccia, le prime armi del mondo dopo le semplici pietre. E ci sono altre caratteristiche che contraddistinguono il Cro-Magnon dal Neanderthal.
Lo stesso avviene con l'homo noeticus. I segni distintivi che secondo me indicano la piena appartenenza all'homo noeticus sono di base conseguenze del passaggio dalla centratura sull'io a quella su Dio. Quest'ultima riconosce la presenza del divino in ognuno e opera nel mondo su questa base. In essa non esiste competizione, bensì cooperazione, e il processo di pensiero non è del tipo semplice, lineare, sequenziale, o/o, ma è a più livelli, integrato e inclusivo. E dal punto di vista delle emozioni, non troverai né odio né vizi né alcuno dei sentimenti non virtuosi che creano tanta sofferenza, dolore, morte e distruzione nel mondo di oggi. Si può dire che è possibile sapere che l'homo noeticus è la forma-vita dominante sul pianeta grazie all'assenza di guerre, di oppressione, di competizione, di avidità, di cupidigia e di altri vizi che hanno molto contribuito a creare la condizione umana odierna.

Craig Hamilton:
Quali sono i segni che scorgi nel mondo di oggi e che ti hanno portato alla conclusione che stia nascendo l'homo noeticus, che stiamo davvero evolvendoci?

John White:
Nel mio libro L’incontro di scienza e spirito elenco una lunga lista di fattori che, presi insieme, mi dicono che nel mondo è in atto una profonda trasformazione della consapevolezza. Non che tutti questi fattori siano globalmente presenti, ma possiamo considerare ogni aspetto delle attività umane di oggi e vedere cose, movimenti, gruppi, prospettive che non sono semplicemente contrari allo status quo, ma che indicano una via nuova e più elevata al di là di quest'ultimo. L'economia, l'istruzione, la politica, gli affari militari: tutte le attività umane stanno mostrando segni, qui e là, dell'apparizione di qualcosa che non solo le trascende, ma proietta un'influenza che trasforma ulteriormente quei domini.
Nella gente è diffusa la volontà di crescita, che si sta manifestando in molti modi: fisico, mentale e spirituale. Guardiamo come la specie umana sta superando ogni limite nei campi dell'atletica e dell'esplorazione planetaria. Per la prima volta padroneggiamo l'esplorazione sottomarina al punto che è possibile scendere con l'autorespiratore per centinaia di metri, o anche più in basso grazie a mezzi tecnologici come i sottomarini o i batiscafi. Quindi, stiamo superando i limiti dell'esplorazione oceanica e atmosferica tramite i viaggi spaziali, gli aerei ultraleggeri e i vari tipi di sport aerei. E gli stessi sport fisici sono diventati realtà che cento anni fa non sognavamo neppure. I record vengono battuti in continuazione, man mano che miglioriamo i programmi di allenamento e il tipo di alimentazione.
Inoltre, gran parte del mio bagaglio culturale è fatto di parapsicologia, di ricerca psichica. Vedo quest'ultima come una conseguenza di un risveglio della consapevolezza dell'umanità, grazie al quale la gente vuole conoscere meglio se stessa, a un livello più profondo o elevato. Per la prima volta in tutta la storia umana, esiste un vasto riconoscimento pubblico del potenziale psichico delle persone. E questo trova un'applicazione molto pratica nel movimento per la salute olistico, o alternativo. Dappertutto, la specie umana sta superando i limiti della nostra condizione fisica, mentale e spirituale.
Quindi, questi sono alcuni fattori.

Craig Hamilton:
È giusto definire l'homo noeticus illuminato, così come l'illuminazione viene tradizionalmente intesa?

John White:
L'homo noeticus sarebbe quello che definisco il primo stadio dell'illuminazione, in cui esiste una trasformazione psicologica, un mutamento radicale della consapevolezza, dalla centratura sull’io a quella su Dio. Ma questo deve avvenire anche a livello fisiologico.
Molti anni fa, ho enunciato quella che ritengo la prima legge della noetica: "Il corpo segue la consapevolezza". Ebbene, quando c'è un mutamento radicale della consapevolezza, "moksha", si creano le basi per il perfezionamento di tutti gli aspetti delle nostre attività. E ne segue necessariamente, nel gran disegno dell'evoluzione umana (così come lo vedo io), la trasformazione del corpo stesso, del corpo e della mente, che sono inferiori allo spirito.

Craig Hamilton:
Secondo te, quanto siamo lontani da quella trasformazione della consapevolezza che può davvero prepararci ai radicali cambiamenti futuri? Quale percentuale di persone si deve evolvere nell'homo noeticus prima di poter sperare di cambiare le cose e acquisire una prospettiva più vasta su questi problemi?

John White:
Per come la vedo io, la piena emersione dell'homo noeticus (cioè la sua affermazione come forma-vita dominante sul pianeta) richiede ancora molte centinaia di anni, come minimo. Questo, per noi che stiamo seduti in questa stanza con un orologio al polso, sembra un lungo periodo di tempo. Ma dal punto di vista antropologico o evolutivo, equivale a un batter d'occhio.
In teoria, la prima forma di vita sulla Terra è emersa dal brodo primordiale quattro miliardi di anni di fa, e ha dominato per uno o due miliardi di anni. La seguente e più elevata forma di vita ha dominato per un periodo più breve, e ogni nuova forma di vita ha prevalso per un periodo sempre più limitato. In altre parole, l'emersione di forme più elevate sta aumentando. Dunque, quando si arriva al livello dell'uomo, stiamo parlando di io e te seduti in questa stanza grazie al fatto che appena cinque milioni di anni fa i nostri progenitori hanno assunto la posizione eretta in mezzo alle pianure africane. E il Neanderthal è apparso trecentomila anni fa; il Cro-Magnon, da trentacinque a quarantamila anni fa; l'Homo sapiens sapiens, l'uomo moderno, diecimila anni fa.
Se la noetica, piuttosto che la genetica, governerà il cambiamento evolutivo (come secondo me avverrà d'ora in poi), grazie al potenziale delle comunicazioni di massa e delle tecnologie delle informazioni assumeremo davvero il controllo della nostra evoluzione. Avremo la possibilità di disseminare informazioni per creare trasformazioni. E quindi penso non solo che questo mutamento sta avvenendo, ma che la sua velocità è in costante accelerazione. Tuttavia, ci vogliono ancora molte centinaia di anni prima che l'homo noeticus sia davvero la forma-vita dominante. Ma non dobbiamo pensare che passeranno trecento anni prima che affronteremo tutte le crisi globali che abbiamo di fronte. Un essere trasformato nel mondo può trasformare centinaia e migliaia di persone.

Craig Hamilton:
Come hai detto, esiste ovviamente una quantità enorme di segni positivi, e un numero crescente di persone sta cercando di avere una maggiore consapevolezza sulle sfide che abbiamo di fronte. Ma hai anche fatto notare come la maggioranza dell'umanità sembra tuttora bloccata in una visione del mondo estremamente materialista, egocentrica e governata dall'interesse a breve termine.
Hai scritto: "Dire semplicemente che l'umanità può accelerare la sua evoluzione non è la stessa cosa che convincerla a farlo, o fargli capire che deve farlo".
Qual è secondo te il fattore principale che convincerà gli esseri umani a rispondere alla chiamata evolutiva, trasformando se stessi?

John White:
Evidenzierei due fattori.
Uno è la presenza di maestri illuminati nel mondo, il cui stesso essere irradia il messaggio. Nel loro esempio, abbiamo la dimostrazione del potenziale umano.
Secondo, abbiamo l'aumento delle sofferenze, e la sofferenza è la prima grazia. È il modo in cui la natura ci dà un calcio, sul piano astrale, quando non vogliamo imparare attraverso mezzi più gentili. Se non ci lasciamo guidare dall'attrazione, verremmo guidati dalla repulsione. E, probabilmente, le cose sono sempre andate così.
Il livello di sofferenza è molto alto in certe aeree del mondo, mentre in altre è assai elevato il livello di consapevolezza del nostro potenziale di trasformazione: per questo è in atto un processo sinergetico nel quale coloro che sono illuminati, risvegliati e compassionevolmente preoccupati per le sofferenze del mondo, stanno rivolgendo la loro attenzione alla cura immediata e concreta di tali sofferenze. Ecco perché affermo di essere molto, molto fiducioso: perché vedo questa trasformazione avvenire davanti ai miei occhi.

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John White. L'incontro di scienza e spirito. Pratiche. 2001. ISBN: 8873807119
Ken Wilber. Lo spettro della coscienza. Crisalide. 1993. ISBN: 8871830261

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John White. Kundalini, Evolution, and Enlightenment. Paragon House. 1990. ISBN: 1557783039
John White. What Is Enlightenment? Exploring the Goal of the Spiritual Path. Paragon House. 1995. ISBN: 1557787263


Copyright originale "What is Enlightenment" magazine www.wie.org
Traduzione di Gagan Daniele Pietrini.
Copyright per l'edizione italiana: Innernet.


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