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martedì 21 maggio 2019

XXII Raduno della Rete Italiana Ecovillaggi

XXII Raduno della Rete Italiana Ecovillaggi https://ecovillaggi.it/appuntamenti/252-xxii-raduno-della-rete-italiana-ecovillaggi.html

sabato 30 dicembre 2017

Il Sasso Miracoloso (G. I. Gurdjieff)

Il Sasso Miracoloso (G. I. Gurdjieff)

https://www.meditare.net/wp/racconti/il-sasso-miracoloso-gurdjieff/

lunedì 22 aprile 2013

Buone Notizie! (038)

Buone Notizie! (038)

“Il vaso contiene l'acqua... ed è l'acqua che dovete bere,
non serve a nulla adorare il vaso...
purtroppo invece, l'umanità tende ad adorare il vaso
e a dimenticare l'acqua…”
Jiddu Krishnamurti

 

VOLONTARIATO
Giornata globale di servizio della gioventù - 26-28 aprile
 
GYSD_2013_JPEG.jpgLa Giornata globale di servizio della gioventù è la più grande celebrazione annuale dei giovani volontari, in cui milioni di giovani provenienti da più di 100 paesi in 6 continenti realizzano migliaia di progetti di miglioramento della comunità. Ho la speranza che deriva in gran parte dalla mia conoscenza che il futuro di questo pianeta si trova nella grande energia, l’entusiasmo e l’impegno dei giovani in tutto il mondo. Jane Goodall.
Da www.goodnewsagency.org.

 

ECOLOGIA
Il re degli alberi vive a Taiwan 
Ha piantato 270mila alberi nel giro di trent'anni, pari a circa 130 ettari, per far fronte alla deforestazione che Taiwan ha subito nell'ultimo secolo. Si chiama Lai Pei-yuan ed è già stato ribattezzato "re degli alberi". Lai Pei-yuan è un imprenditore taiwanese di 57 anni che ha avuto successo nel settore immobiliare e dei trasporti. Oggi ha cambiato vita e nelle fotografie appare come un moderno cowboy, cappello blu, stivali e gilet grigio. Solo che al posto di far pascolare il bestiame, Lai pianta alberi. Negli ultimi trent’anni ne ha messi a dimora 270mila coprendo di verde un versante montano di 130 ettari, vicino a Taichung, a Taiwan. Un’attività che gli è valsa il titolo di “re degli alberi”.

Per ogni un nuovo bimbo un albero sarà piantato 
ENTRA IN VIGORE UNA NUOVA LEGGE CHE RIGUARDERA’ NON SOLTANTO I NEONATI MA ANCHE I BAMBINI ADOTTATI. Una vecchia legge dei primi anni ’90 che, purtroppo, non ha mai visto un’adeguata applicazione se non nei (rari) casi in cui ha potuto contare sulla disponibilità e sulla sensibilità ambientale di qualche amministratore locale: il suo nome era “legge Rutelli” ed introduceva l’obbligo di piantare un giovane albero ogni qual volta in cui un nuovo nato veniva registrato all’anagrafe.


Camminare sui monti e in natura aumenta creativita' 50%  
Distacco da strumenti tecnologici, iphone e pc aiuta cervello. - Fare 'hiking', ossia camminare in salita in montagna o sui sentieri di parchi naturali, senza avere per le mani ne' un Iphone ne' un computerino o un Tablet, aumenta le capacità di pensiero creativo sino al 50%.
La notizia viene da un nuovo curioso studio americano, che ha esaminato 56 individui, divisi in 8 separati gruppi che sono stati inviati rispettivamente nelle montagne e nei campi dell' Alaska, del Colorado, del Maine o dello Stato di Washington.

USA: trovano 13.000 dollari e li restituiscono al legittimo proprietario 
Due fratelli dell’Oregon, Katie e Ryan Moi, hanno rinvenuto per strada un sacco contenente ben 13.000 dollari, ma hanno deciso – senza alcuna esitazione – di restituirlo al legittimo proprietario. I due stavano viaggiando in auto per le strade di Eugene (cittadina dell’Oregon dove risiedono), quando hanno trovato un sacco abbandonato in mezzo alla strada, pieno zeppo di banconote da 100 dollari e appartenente alla “Reliable Credit” – una società dell’Oregon che eroga prestiti e credito al consumo. Anche se quel denaro li avrebbe aiutati a risolvere parte dei loro problemi finanziari (sono entrambi ex-alcolisti, Katie studia ancora e Ryan sta cercando di mettersi in proprio), i due fratelli hanno deciso di consegnare il sacco alla “Reliable Credit”. “Non potevamo tenerlo,” ha dichiarato Kate alla stampa, “quando mi hanno rubato il computer portatile, è stata una pessima sensazione. Non potrei mai fare lo stesso a qualcun altro”. E per la loro onestà sono stati ricompensati: la “Reliable Credit” ha regalato loro due carte di credito (nonché un nuovo PC per Katie) e offerto loro un lavoro. Fonte:  ABC News

 

 Ieri è storia. Il domani mistero. L’oggi è un dono.
RIFLETTERE 2Ecco perché si chiama "presente"! Vivi intensamente ogni attimo e non lasciarti rattristare da ciò che non c'è più (il passato), né impensierire da ciò che non c'è ancora (il futuro).
Conosci certamente il detto 'Carpe diem'. Esistono due possibili traduzioni per "carpe": una è cogliere (da cui "cogli l'attimo"), l'altra è fruttificare. Se scegli la prima senza quantomeno accostarle la seconda, finirai con l'ammazzarti di fatica logorandoti in una vendemmia inutile: la frenesia di cogliere quanti più attimi possibili, infatti, ti impedirà di gustarteli. Ed essi andranno sprecati. Se invece impari a mettere a frutto i deliziosi momenti che cogli (pochi o tanti che siano, non importa), ne sarai completamente appagato. Perché del cibo conta soprattutto il sapore e tutto ciò che ci sta intorno (ad es. il piacere della convivialità). Ogni istante è prezioso (e una volta perso, non tornerà mai indietro), e non va sprecato.

 

 


Link di Buone Notizie:
- http://www.goodnewsagency.org/it/home.php
-
http://www.buonenotizie.it/
- http://www.cacaonline.it/
- http://www.jacopofo.com/
- http://www.repubblica.it/solidarieta/
- http://goodnews.ws/
- http://it.notizie.yahoo.com/good-news/
- http://www.corriere.it/cronache/speciali/2012/buonenotizie/
- http://www.tuttogreen.it/
- http://logopsicosofia.blogspot.it/

 


domenica 3 febbraio 2013

Le famiglie di anime si posizionano (Le Passeur) (09)

D'accordo con Urantia-Gaia pubblichiamo...

Le famiglie di anime si posizionano

Dal Traghettatore (Le Passeur).
Per molti di coloro che si sono risvegliati in questi ultimi anni o in questi ultimi mesi e che hanno affrontato un sincero lavoro di guarigione dal proprio ego, due delle leggi naturali di armonia, la sincronicità e l’abbondanza, si applicano con un’accelerazione constante che ha fatto un salto in avanti queste ultime settimane. Quelli avranno notato fino a che punto i desideri formulati in sé trovano una risposta sempre più rapida e a che punto le sincronicità si moltiplicano, specialmente per quanto riguarda gli incontri  fatti  e le informazioni che li raggiungono. Le famiglie di anime si completano ogni giorno un po’ di più, nella semplicità di ritrovi gioiosi, senza bisogno di fare molto ne di organizzare delle comunità. I tempi sono cambiati,  ciò che importa, è che la connessione inizi di nuovo sul piano terrestre tra le anime, che il legame fisico nell’incarnazione sia stato ristabilito.
E’ una vera rete energetica che si crea tra gli esseri, ognuno di loro ha il proprio posto geografico da qualche parte. Questa “rilegatura” è importante. Abbiate spesso nel cuore e nei vostri pensieri coloro che rivedete come sempre conosciuti, poiché sono loro che avete incrociato dopo tante vite. Questo mantiene in coscienza una rete sui piani sottili, che ha la sua importanza nello scenario in gioco.
E’ importante essere molto attenti ai segni che ci circondano e contribuiscono a informarci personalmente. I diversi piani si avvicinano, ciò significa che le dimensioni stanno per compenetrarsi sempre di più, ciò crea intorno a noi delle aperture discrete la maggior parte del tempo, sono tanti accessi ai livelli di informazioni inusuali. Questa discrezione implica un’attenzione particolare, ma chiunque è attento non può ignorare queste aperture, anche se si avverano  talvolta molto fugacemente. Ma mano che passeranno i mesi, c’è da scommettere che l’accesso a questi piani si stabilizzerà e sarà molto più evidente per un numero maggiore di persone. Queste aperture sono l’espressione della multidimensionalità di cui abbiamo spesso parlato e verrà un momento in cui realizzeremo con stupore con quali parti (al plurale) giochiamo, in parallelo su alcuni di questi piani.
E’ ovviamente una percezione che turberà profondamente quelli che non hanno la minima idea di ciò che significa e non sono familiarizzati neppure soltanto con l’idea dell’esistenza di questi altri livelli di realtà. L’esperienza potrà essere traumatizzante per loro e provocare un numero alto di “menti che vanno in tilt”. Rassicurare sarà la parola d’ordine e l’esempio di qualcuno di sereno, in questa nuova percezione della realtà, sarà un balsamo per gli esseri disorientati.
Queste aperture danno un colore che prefigura la natura del mondo diversificato, che sarà il nostro molto presto. Vivere al di fuori dalla quarantena che ci fu imposta significa non solo frequentare di nuovo collettivamente – e non solo in modo eccezionale – degli esseri e dei piani che non solo si armonizzeranno tra di loro, ma bisogna che l’uomo riprendi il pieno senso delle sue responsabilità di essere vivente che emette ininterrottamente delle energie, tra l’altro sotto forme di pensieri ed emozioni, che hanno un impatto su tutte le altre forme di vita e su ogni piano che ci sono legati su diversi livelli. E’  l’incoscienza di tutto ciò che ha reso necessaria finora la messa in quarantena del nostro mondo.
Dall’incoscienza del giovane cane pazzo che rovescia tutto ciò che incontra sul suo passaggio, stiamo per passare alla coscienza vasta del nostro ambiente grazie a una percezione aumentata di quest’ultimo e alla conoscenza delle leggi fondamentali che dirigono la vita nell’universo. Molto semplicemente ci  sottometteremo poiché sapremo  profondamente che sono giuste e piene di amore. Sarà l’inizio di una saggezza che ci è mancata a lungo.
Nel frattempo, l’onda che sta arrivando deve liberare un mondo per permette che ne nasca uno nuovo, non può essere diversamente. Come l’ho detto in un precedente articolo, niente si costruirà sulle ceneri del vecchio mondo. Nelle strutture, ciò che sarà stato cancellato lo sarà perché non sarà in grado di adattarsi a ciò che viene, ciò che non sarà cancellato avrà la capacità di adattarsi e di evolvere. Lo stesso, per gli esseri umani, quelli la cui vibrazione non può adattarsi, partiranno. Per essere chiaro, queste partenze corrispondono al desiderio delle anime di reincarnarsi in condizioni pressappoco simili a quelle della terra, che avranno lasciato per completare la propria esperienza, certe in mondi di dualità, altre nei mondi unificati ma con vibrazioni più basse di quelle della nuova terra. In ogni modo, presto o tardi, ognuno evolve risalendo verso la fonte come il salmone nel torrente. E’ il grande mistero della vita, possa rimanere tale.
Non pensate che su sette miliardi di esseri umani, non ce ne siano che abbiano fatto altre scelte delle vostre. E’ logico e non aiuterà nessuno aggiungere del pathos alla situazione, quando arriverà il momento di constatare delle onde di partenze importanti. Una volta che le scelte sono state fate al livello dell’anima dei destini da seguire durante la transizione, sono stati decisi da ognuno secondo ciò che c’è di meglio per la propria evoluzione personale. E’ ciò che non bisogna perdere di vista. Se ci sono lacrime, che siano illuminate dalla coscienza di tutto ciò e dalla certezza che quelli che hanno delle affinità, si rivedranno molto presto, in un’altra maniera e con un altro livello di coscienza.
Per quanto riguarda Gaia non sarà mai più ciò che è stata durante questa lunga età delle tenebre vissuta al nostro fianco, la cosmogonia indiana la nomina il “Kali Yuga”. L’avvento di un’età d’oro è un evento considerevole di cui non ci è tuttora possibile capire la giusta misura. Tutt’al più, negli istanti di percezione privilegiata, c’è in fondo al nostro cuore il profumo discreto di una vecchia memoria che ci ricorda in un modo sottile cose già vissute durante questi tempi di felicità. Questo lontano profumo ha tuttavia il potere di placare in un modo potente i nostri cuori. Immaginate un po’ ciò che sarà la piena coscienza ritrovata in quest’Eldorado.
I tempi a venire saranno fonte di elettroshock nell’umanità incosciente, soprattutto non versate nell’idea diffusa dalle religioni di un qualsiasi castigo. Ciò che sopraggiungerà sarà il frutto della legge della risonanza e nient’altro. All’ora del punto zero degli orologi, le energie emesse dall’insieme dell’umanità tornano come un boomerang. In mezzo al collettivo, ciò che ognuno è oggi determinerà la forza e la qualità di energia che riceverà. Come è stato detto e ridetto più volte, ognuno andrà dove lo porta la propria vibrazione e tutto sarà giusto così. Questi shock non genereranno soltanto paura, avranno innanzitutto la capacità di innescare una presa di coscienza. Ed è ciò che sarà per molti indecisi. Bellissime cose si profilano all’orizzonte di questo breve periodo in cui tutto vacillerà. Aprite le braccia con leggerezza e trovate il vostro equilibrio naturale senza timore di cadere. Sapete ciò che va via, sapete ciò che arriva e sapete che ne fate parte dall’inizio alla fine.
Fraternamente,
© Il Traghettatore – 07.09.2011 – Tradotto da Stéphanie - Versione originale francese
http://www.urantia-gaia.info > La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione di non associarlo a fini commerciali, di rispettare l’integralità del testo e di citare la fonte.

martedì 1 gennaio 2013

Modelli comportamentali

Nelle comunità oltre ai modelli evolutivi della coscienza possono passare inavvertitamente anche alcuni comportamenti nevrotici personali.

giovedì 26 luglio 2012

Le ultime ore della notte


Sempre più persone stanno facendo esperienza di situazioni difficili ravvicinate. La sensazione condivisa, in linea generale, è che gli eventi negativi siano in aumento. E in effetti è così.

Ma se dirigiamo la nostra attenzione in modo positivo, tuttavia, possiamo accorgerci che sono aumentate anche le occasioni di crescita e guarigione.

Questo accade perché è accelerata la frequenza del tempo. Tutto procede più velocemente.

Se da una parte aumentano le prove, dunque, dall'altra aumentano anche gli aiuti e le risorse. Alcune persone, ad esempio, stanno affrontando le proprie crisi economiche e/o emotive (c'è differenza?) con rinnovata creatività e capacità di reinventarsi.

Questa velocità ci mette a contatto con la conseguenza delle nostre scelte e ci chiede di agire con maggiore responsabilità, sia come individui sia come gruppo. Sappiamo bene, infatti, che occorre impiantare una nuova cultura, dove economia e politica recuperino l'aspetto etico, cioè l'attenzione alle persone.

La Rinascita non verrà dall'alto, dai politici, dai "salvatori". Ma verrà "dal basso", dalla gente comune.

La Rinascita siamo noi ogni volta che ascoltiamo il buon senso, e non la paura... ogni volta che ascoltiamo il bene delle persone, e non l'egoismo.

Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di avere vinto.
(Giordano Bruno)


Per partorire una nuova cultura dobbiamo essere uniti, sostenerci, non fare il gioco di chi ci vuole schiavi, timorosi e quindi divisi.


Occorre, come primo luogo, che siamo uniti dentro di noi. Che recuperiamo l'integrità dei nostri valori, la capacità di scegliere e non di re-agire compulsivamente.

E occorre che siamo uniti fuori, costruendo rapporti con le persone attraverso il nostro esserci, la nostra compassione, la nostra capacità di dare e ricevere.


E se piccoli uomini ci deridono, rispondiamo con la forza delle nostre azioni. Quanti di noi, invece, si preoccupano di conservare cose, schemi di pensiero e approvazione, e per questo rinunciano all'agire?
Volenti o nolenti oggi siamo sfidati a lasciar andare il vecchio mondo.

Siamo pronti per il cambiamento?


In realtà l'unica risposta possibile è che dobbiamo essere pronti.

Se accettiamo la sfida dell'esistenza, sapendo di essere parte di un mistero che non possiamo "controllare", ma che possiamo vivere, allora permettiamo a noi stessi di essere istruiti velocemente per attraversare questo spazio-tempo accelerato.

Coloro che per migliaia di anni hanno tenuto il pianeta avvolto nelle tenebre, tremano, perché sanno che il cambiamento è alle porte. La loro unica speranza di boicottare il processo è tenerci nella paura, nello sconforto, nella negatività. Ogni mezzo diviene lecito.

Come possiamo fare?

In realtà le "istruzioni per l'uso" sono da sempre disponibili dentro di noi. Molti già lo intuiscono: sanno che dovrebbero fare delle cose (piccole e/o grandi), ma non ascoltano se stessi.

Sanno ciò che è bene o è male, ma rimandano al futuro il momento per prendere una posizione.

Sanno che c'è di più oltre quella porta, ma non cercano la chiave per aprirla perché l'ignoto fa più paura della certezza di una vita automatica.

Proviamo ad ascoltarci.

Senza la fretta della superficie, del consumismo.

Senza l'indolenza e la staticità della pigrizia.

Proviamo ad ascoltare le istanze che abbiamo dentro.


In ogni situazione, da soli o con gli altri, nella nostra quotidianità o nel confronto con situazioni più grandi, chiediamoci: 
- "Questo è ciò che reputo giusto?" 
- "Cosa voglio veramente?" 
- "Se fossi una persona saggia, cosa sceglierei di fare?" 
E in risposta, agiamo.


Non è vero che nulla cambia, e soprattutto non lo è in questo periodo dove tutto è davvero possibile. Le Leggi del Tempo, infatti, indicano in quest'epoca il momento opportuno per il sorgere di un nuovo giorno: sono le ultime ore della notte.


Ma l'alba non ci pioverà dal cielo per venirci a salvare. 
L'alba siamo noi, e solo noi possiamo farla accadere.






Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell'illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco.
(Giordano Bruno)

sabato 26 maggio 2012

Comunità Intenzionali ed Ecovillaggi

Storia del fenomeno comunitario
Il fenomeno delle comunità intenzionali (che al contrario delle comunità spontanee — borghi, paesi, città — sono nuclei umani, di dimensioni generalmente contenute, che nascono dall’intenzione di realizzare obiettivi comuni di vario ordine e grado) prende corpo, storicamente, a partire soprattutto da istanze di natura “religiosa”. Da un’insopprimibile vocazione di ricerca di liberazione, di verità, al di fuori del tracciato battuto dalla “massa”. In alcuni casi sarebbe forse più corretto parlare di un’istanza di natura gnostica, della ricerca, cioè, di una conoscenza salvifica. A questo proposito credo meriti menzionare che Bill Metcalf, sociologo americano esperto dell’argomento, addita come prima, documentata comunità intenzionale Homakoeion, fondata da Pitagora in sud Italia nel 52 a.C, grossomodo contemporanea delle comunità essene con le quali, come vedremo, aveva alcuni elementi in comune.

Per leggere tutto l’articolo vai su Presentazione

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Links "Comunita' intenzionali ed ecovillaggi in Italia"

Links "Networks comunitari italiani"

Links "Comunita' intenzionali ed ecovillaggi in Europa"

Links "Comunita' intenzionali ed ecovillaggi nel mondo"

Links "Network comunitari internazionali"

 

Fonte: http://viverealtrimenti.blogspot.it


mercoledì 11 aprile 2012

Perché un'associazione spirituale viva (di Massimo Scaligero)

 

Quasi mezzo secolo fa, nel 1963, veniva data alle stampe una delle opere più intense e luminose di Massimo Scaligero: Dell’Amore Immortale.
Nata da una profonda esperienza personale e interiore, l’opera è dedicata all’Amore spirituale e a tutti coloro che consapevolmente o inconsciamente vi anelano, e contiene due appendici di enorme importanza per comprendere il significato e la grandezza dell’opera del Maestro:
- La fonte di questo insegnamento e
- Perché un’associazione spirituale viva.
Se nella prima vengono indicati ai discepoli i rischi dell’intellettualismo e della ‘sistemazione dialettica’ della Via spirituale - che non è sapere, anche se passa attraverso la mediazione del sapere, ma è movimento interiore dell’anima umana individuale che si desta - nella seconda, riportata integralmente qui di seguito, viene messo in guardia chiunque voglia intraprendere la via dell’indagine spirituale insieme ad altri ricercatori, sui pericoli e gli inganni in agguato in ogni forma di associazionismo spirituale o presunto tale.
Un testo nato da intime e dolorose esperienze personali, ancor oggi attualissimo. Un prezioso decalogo per chi riconosca che un lavoro comune fondato sulla fedeltà allo Spirito e sulla fraternità verso i propri compagni di percorso, non può che essere “l’esperimento di una relazione umana tra esseri che già unisca una sintonia secondo il superumano”.

Prefazione di Piero Cammerinesi

PERCHÉ UN’ASSOCIAZIONE SPIRITUALE VIVA
da Dell’Amore Immortale
di Massimo Scaligero

Perché un’associazione scientifico-spirituale viva, le occorre ogni giorno la materia prima che ne giustifichi l’esistenza: lo spirito. Quando questo venga meno, l’associazione può sussistere solo in quanto qualcosa che non è lo spirito ne prende il posto, tuttavia continuando a operare come fosse lo spirito. Anzi, allora appunto opera con la sicurezza propria a tutto ciò che si fonda sulla propria esteriore organizzazione. 
L’associazione è l’esperimento di una relazione umana tra esseri che già unisca una sintonia secondo il superumano. Poiché l’associazione consegue al riconoscimento concorde di un’ascesi, proprio per questo non può essere il presupposto dell’attività ascetica.
L’organizzazione non può prevalere sull’idea. Il modo di organizzarsi non deve condizionare il lavoro spirituale, non deve essere ciò che suscita le coesioni o i contrasti spirituali. Il modo di organizzarsi fa parte dell’attività spirituale, nella misura in cui si attui come ricerca della forma esteriore, e non come ciò che possa indicare o determinare i valori. Compito difficile, richiedendo la presenza del conoscere di cui ci si ritiene portatori per il fatto dell’associarsi: onde ininterrottamente la modalità esteriore venga distinta dal contenuto interiore.
Le coesioni e i contrasti, infatti, dandosi come moti dell’anima, non possono che riferirsi ai temi della conoscenza e alle forme dell’ascesi: non dovrebbero mai impegnare lo spirito e condurlo a tensioni inferiori. Ma se questo avvenga, avviene per essere conosciuto, e conosciuto per essere superato, per virtù di slanci più profondi, che sono momenti ulteriori dell’ascesi che si persegue.

La modalità organizzativa in quanto tale esige soltanto soluzioni logiche, in ordine a intese che siano forme della basale intesa interiore. Se la modalità organizzativa suscita contrasti, non va commesso l’errore di credere che il motivo sia appunto il modo dell’organizzarsi, ma occorre avvertire che nell’ordine spirituale qualcosa non va, e soltanto il riveduto rapporto con esso può illuminare il senso delle divergenze. Le quali dovrebbero essere contemplate come segno dell’ulteriore lavoro spirituale, non come ciò che deve divenire valore spirituale: non come ciò che deve determinare movimento ulteriore dell’associazione.
Ma è chiaro che un simile rapportare il fatto al pensiero intuitivo - che è l’insegnamento della Filosofia della Libertà - può essere il compito di orientatori secondo lo spirito. E non sempre gli organizzatori, i propagatori e i dialettici sono coloro in cui lo spirito esprime il suo potere di orientamento.
Si tratta del fatto associativo più difficile, perché non può avere basi nel mondo che esiste, ma in quello che verrà, ossia fuori del mondo che già esiste. Basi che vanno ogni giorno ricreate, essendo puramente interiori; mentre le associazioni ordinarie sono possibili su basi che sono il passato dell’umanità, la società quale già è, il mondo già fatto, la necessità esistenziale, la natura.

Un’associazione spirituale è un organismo invisibile che si proietta sul piano visibile come forza risolutrice dei contrasti propri alla relazione egoica: contrasti che sono previsti, anzi necessari come materia dell’opera unificatrice, e come sostanza dinamica dell’azione associativa.
Ma avviene sempre che la relazione egoica prevalga, e imiti lo spirituale, per sussistere in quanto stato di fatto egoico in veste spirituale: che è l’unificazione astratta, organizzativa o accademica, propria alle associazioni profane. Ciò si verifica per l’affievolimento delle coscienze, in quanto l’insegnamento originario venga via via trasformato in formule, in regole, in sentenze, in nozioni particolari, di cui si fanno propinatrici persone che furono vicine al “maestro” e che assumono la funzione di maestri riguardo ai nuovi venuti, trasmettendo qualcosa che vorrebbe valere come un insegnamento più riservato e più efficace di cui si presumono depositari: con ciò distraendo il discepolo dal contatto con il vero insegnamento: che può vivere soltanto in quanto divenga esperienza, e come tale produca la continuità inestinguibile.
Ciò che può essere insegnato deve produrre tale continuità: non può essere accademica filiazione, bensì il fiorire di un ramo dell’albero sempre verde.
L’insegnamento originario non patisce organizzazione scolastica o accademica, che non sia mediazione di continuo riconosciuta, e perciò o superata o estinta: di continuo ricreata dall’intimo come un ideare inesauribile. Onde l’organizzazione abbia l’esistenza unicamente giustificata dalla presenza di ciò che deve essere organizzato.

Allorché l’organizzazione presume impersonare l’idea, per cui la sistemazione e la formulazione esteriore tendono a valere nella loro astratta determinazione come il segno tangibile dell’idea, questa è stata smarrita, e un altro contenuto opera al suo luogo. Si agisce riguardo alla dottrina originaria secondo il “realismo” proprio al sapere attuale, a cui sono sufficienti la sistemazione logica e l’astratto apprendimento perché le sue verità siano trasmesse, essendo “cose”, non idee viventi.

L’associazione spirituale si inizia per lo spirito e, a un dato momento, prevalendo in essa gli organizzatori, diviene inavvertitamente condizione allo spirito. O si è in essa o non si è nello spirito, come se lo spirito fosse luogo, accademia, situazione esteriore. È l’ideale di coloro che identificano lo spirito con un fare spirituale, come se vi fosse un fare che potesse essere vero fuori dallo spirito.

In un organismo spirituale, l’idea in quanto vivente, ossia in quanto forza formatrice, giustifica la forma: altrimenti la forma è già alterazione dello spirituale, proprio perché forma ortodossa, fedele ai dettami custoditi come principi, come tradizione; in cui non la libertà determina il lavoro associativo, ma la legge, che dovrebbe riguardare solo il modo associativo. La legge, che ha sempre la facies della moralità, non la moralità.
Il mondo esteriore ha bisogno di leggi, regole, istituzioni: sono quelle leggi che, invecchiando mentre l’uomo cammina, costituiscono la forza dei “farisei” di ogni tempo, e il motivo della lotta ideale dei pochi che in ogni epoca tendono a rinnovarle, pur obbedendo ad esse.

Diversa è la situazione di un’associazione spirituale, dato che la sua regola è per un incontro umano che rifletta l’incontro interiore: non contempla la mera convivenza esteriore.
Essa è un evento sovrasensibile a cui si intende dare supporto umano. Vi confluiscono due forze: uno “spontaneo” impulso a incontrarsi, e la determinazione cosciente nello sperimentare lungo il tempo l’incontro. A questa esperienza si tenta dare organizzazione esteriore: giusta, necessaria in quanto sia sempre il convergere delle due forze accennate.

A differenza che nell’associazione ordinaria, nella quale il principio o la regola dell’associarsi vengono dedotti dal fatto associativo, nell’associazione spirituale questo è la conseguenza di un lavoro interiore e, riguardo a ciò che presenta di contingente e di umano, diviene materia di un cosciente sperimentare. In tal senso esso può essere regolato da uno statuto di volta in volta rinnovabile, e le cui idee sono il segno della relazione morale conseguita. È tuttavia un regolamento che riguarda unicamente le modalità dell’associarsi, fuori della pretesa che esso valga a determinare il significato o il valore del lavoro spirituale.

La società essendo anzitutto una “fratellanza invisibile”, non è detto che la società visibile la incarni veramente, essendo questa una meta, non un punto di partenza. Non dovrebbe commettersi l’errore di credere che la società sia vera solo per il fatto che esiste: il suo esistere è appunto il limite che l’idea, in quanto viva presenza, risolve. Altrimenti si cade nell’astrattezza della moderna sociologia, per la quale il dato di fatto è il principio dell’indagine, ignorando l’attività interiore che pone il dato di fatto, e consente l’indagine: onde la realtà sociale è ridotta al suo più pedestre livello, ossia a meno di ciò che essa stessa è come esperienza sensibile.
Non dovrebbe essere commesso l’errore di credere vera la società esistente, vera potendo essere soltanto quella che si fa e dovrà farsi. Non può essere vera quella la cui organicità sia reale in quanto conforme allo statuto, per cui chi è in ordine con lo statuto è in ordine anche spiritualmente.

Un’associazione spirituale non può che essere accordo di anime secondo l’esigenza della libertà attuata come momento vivente del pensiero. Ma anche in tal caso l’accordo non è qualcosa di già fatto, bensì da farsi. L’aspirazione alla libertà è un evento che va attuandosi: non è un fatto, o una cosa che si abbia una volta per tutte: è la creazione sempre nuova, perché ogni volta rivelante il suo segreto.
Principio per la cui inosservanza anche i migliori si perdono, anche i migliori divengono meccanizzatori dello spirituale.

L’associarsi è un tendere a coltivare lo spirito di comunità, in quanto si sia individui singolarmente operanti per lo spirito. La cooperazione individuale è la vita dell’associazione: così la fraternità coltivata nell’esperienza della comunità diventa potenza dell’individualità, perché è la prova obiettiva dell’egoismo. L’essere insieme con gli altri e dimenticare se stessi, attuando ciò non per diminuzione di coscienza di sé bensì per suo ampliamento, è la più alta educazione dell’“io”: dato che ordinariamente l’essere insieme di gruppi o crocchi o associazioni, è sempre inevitabilmente per il denominatore comune inferiore. Sempre ciò che v’è di più basso li unisce.

Il pericolo è perciò l’inversione del reale processo unitivo, ossia il ricadere nell’“anima di gruppo”: quella che caratterizza le associazioni profane e i partiti: nei quali occorre la rinuncia alla libertà interiore perché si dia la partecipazione degli individui, e in tal senso il loro accordo. (I partiti e le associazioni profane, su un piano di ingenuo realismo o di esteriore primitivismo, sia pure intellettualmente brillanti, preparano oscuramente un impulso alla comunità, mediante la cooperazione di esseri non ancora realmente pronti all’esperienza cosciente dell’individualità e della libertà: impulso la cui interna positività può essere assunta concretamente dallo “Spirito del tempo” ( “l’Antico dei giorni” della Bhagavad Gitâ - ove questo possa operare attraverso i preparatori delle vere comunità).
Onde seria è la responsabilità dell’associazione spirituale che venga meno all’impegno per cui è sorta, in quanto non fornisce al mondo che si va organizzando in gruppi, in associazioni, in comunità, il modello che gli urge: anzi, ne imiti inconsapevolmente l’interno modo di associarsi: politico, diplomatico, fatto di abili combinazioni di coesioni e di consensi.

Il movimento esoterico deve essere la condizione del movimento associativo. Quando coloro che presumono dirigerlo non sono qualificati ad attuare un simile rapporto, è inevitabile che il contrasto interno si verifichi nella forma di contrasto umano.
La ragione per cui un’associazione spirituale possa avere contrasti interni andrebbe riconosciuta come la conseguenza dell’intendimento dei suoi componenti di superare tutto ciò che possa presentarsi come contrasto dovuto al fatto dell’associarsi.
Il contrasto è sempre il segno di ciò che deve essere conosciuto, e che si chiedeva di conoscere come ciò che va superato: esso non può che essere risolto da soluzioni esteriori come separazioni o alleanze: forme di una crisi che non si sa cogliere nel mondo delle idee. Crisi di metodo, o della formazione interiore, crisi della giusta ispirazione, o della comunione con l’insegnamento originario.
Ma le soluzioni esteriori sembrano superare la crisi, la quale permane sotto lo strato degli accomodamenti, delle dichiarazioni di fraternità, delle riprese accademiche, delle conferenze, delle manifestazioni ridondanti di fasto attivistico-organizzativo e di spirituale esibizione.

Quando si ritrova l’accordo che è il fittizio accordo, perché fondato non sull’intesa spirituale ritrovata attraverso il sacrificio e la conoscenza, bensì su accomodanti compromessi, ossia su coesioni che sembrano interiori ma sono mondane, su accostamenti umani che non sono segni di incontro spirituale ma di egoico interesse: un simile accordo sarebbe meglio che non ci fosse.
È l’accomodamento della natura umana, assetata di soddisfazione spirituale, bramosa di incensare e di essere incensata: l’accordarsi della natura, mediante le forme dialettiche capaci di rivestirne le tendenze, con ciò che dal basso domina il mondo attuale. È l’accordo secondo convenienza.

Quando la “conformizzazione” è in atto, e la volontà individuale automatizzata dall’insegnamento accademico, i soci tengono allo statuto - a quello già esistente o a quello da riformare - come a ciò che è più importante: per poter dipendere da esso, per essere in una regola a cui conformare l’organizzazione che, in quanto insieme di membri, viene considerata organismo spirituale. Sempre per la tentazione di fissare lo spirito come una cosa che possa tenersi in mano e non abbia a sfuggire, e sia riferibile a un luogo, a una sede, a un gruppo, a un conferenziere che porga le verità come oggetti palpabili e conservabili.

La materia della scienza spirituale viene allora scambiata per l’idea che in tale materia si esprime come nella contingente sua forma: il sapere viene preso per il conoscere. Non si è teso a vivere nel moto di pensiero che si è proiettato in quella forma: impegno che non va richiesto ai principianti e ai meno provveduti, ma certamente a coloro che presumono dirigere l’associazione.

Ora avviene che proprio i meno provveduti riguardo a tale esigenza, in quanto più provveduti del “realismo” o senso organizzativo della cosa, o della materia scambiata per l’idea, i più provveduti di quel patente sapere che persuade gli ingenui o i primitivi, epperò del talento pratico e dialettico richiesto dal profano modo di associarsi del mondo attuale, dov’è richiesto tutto fuorché una gerarchia dei valori: avviene che proprio costoro prendano le redini del movimento.

Quando i dirigenti di una presunta associazione spirituale tengono alla loro funzione di dirigenti e ad avere le fila del movimento, e giungono perfino ad adoperarsi per conseguire ciò, e inoltre si impegnano a provvedere a tutte le manifestazioni esteriori e accademiche che convincano riguardo alla verità o alla necessità del loro insegnamento, cercando di smorzare le voci discordi e di documentare di volta in volta l’immancabile buona riuscita delle manifestazioni, secondo uno stile politico ormai generalmente invalso: è chiaro che il movimento che essi dirigono non è più movimento spirituale ma qualcosa in cui è in atto l’alterazione del contenuto originario, in una forma più seria che quella materialistica, svolgendosi sotto l’insegna dello spirito. Nella veste del sovramateriale, esso è lo stesso movimento dialettico del materialismo: che suscita sentimenti di fede, non atti di pensiero; emozioni personali, non idee; visionarismo, non visione; nozioni e argomentazioni, non conoscenza: la conoscenza non potendosi disgiungere dalla libertà.

È il surrogato dello spirito che, affermato, propagato e voluto con la facile volontà con cui si tende alle cose fisiche, dona anche forze. Ma sono forze che potenziano l’ego. Forze con le quali si acquisisce autorità sui nuovi discepoli, ai quali si insegna la libertà dialettica, ma si toglie la libertà, perché li si vincola con una serie di norme, sentenze, doveri, rivelazioni, formule di un’ortodossia avuta in retaggio e fissata una volta per tutte, per giudicare chi sia o non sia nella cittadella dello spirito.
Donde uno stato inconsapevole di presunzione nei riguardi degli altri, nei riguardi di dottrine o correnti che non si è avuto neppure la correttezza di conoscere: e una mania di convertire il prossimo in quanto si presume essere portatori di ciò che può migliorarlo. Mentre solo il nostro miglioramento, se è vero, può migliorarlo.

Nell’associazione spirituale, il mondo dei semplici, degli umili o degli sprovveduti - quello che va ordinariamente a costituire la massa di manovra dei politicanti di tutte le correnti - può essere aiutato soltanto da coloro che abbiano il coraggio della fedeltà all’idea originaria e perciò attingano all’inesauribile.
Perché il bene è l’idea che si attua e il male l’idea che non si attua. Il male è il fatto che vuole operare in luogo dello spirito, ed apparire il bene afferrabile: come cosa. Che sarà sempre illusoriamente afferrata.
Il male è tutto ciò che come fatto, istituzione, organizzazione e natura, opera in luogo dell’idea originaria, in quanto il suo essere fatto si traduce immediatamente in valore interiore per via di forze che di esso consentono all’uomo soltanto l’apparire sensibile. Mentre l’apparire è il limite di un movimento ab interiore, che lo spirito dovrebbe riconoscere come proprio: non il limite che condiziona lo spirito.

Un’associazione spirituale che creda di operare spiritualmente in quanto spaziale e temporale fatto associativo, è già un’associazione contro lo spirito. Essa non può fare lo spirito, bensì lo spirito fare di essa qualcosa. Non possono essere gli organizzatori esteriori dell’associazione i produttori dello spirito che giustifichi l’organizzazione, ma solo esseri che coltivino l’iniziazione, con ciò essendo i veri organizzatori: non condizionati né dall’appartenere all’associazione né dal non appartenervi: soprattutto non affetti dalla brama di essere dirigenti dell’associazione.
L’associazione deve avere il suo corpo, il suo organamento, la sua vita esteriore: ma l’associazione che si coltiva nell’invisibile, non quella per la quale la determinazione visibile sia divenuta ragion d’essere.

In verità, lo spirito non soffre obbligazioni, o schemi umani: esso è come “il vento che non si sa dove vada né d’onde spiri”: per cui là dove la norma e la legge non gli chiudano il varco, ma siano la norma e la legge che esso ogni volta esige e crea, esso è presente per una consequenzialità estremamente semplice. Là dove trova ostruzione, esso non potendo passare, cerca altre vie.
Non avendo passaggi obbligati, il suo sentiero è quello dell’infinita libertà.

Il male è l’idea che non si attua, il bene l’idea che si attua. Il male è l’idea che si finge attuata: il fatto che si scambia per l’idea, e il relativo modo di pensare e operare di cui tale scambio ha bisogno: cioè l’attivismo, che sostituisce l’attività del pensiero.
Onde il gruppo, o l’associazione, ritorna il gruppo o l’associazione non afferrabile realiter: esso si ricostituisce con coloro che permangono fedeli all’idea primamente intuita. Esso può anche affiorare come gruppo visibile che fuori dell’accademia svolge la sua opera, non definendosi, non tagliando né facendo ponti, non cercando alleanze né contrasti: lasciando liberi nella loro decisione coloro che hanno bisogno di segni esteriori per conoscere termini o confini dello spirito.

Il gruppo o i gruppi si riformano secondo incontri dell’anima e comunioni individuali: si riaffermano anche come organismi esteriori, per virtù del loro ritrovare la forma invisibile. Essi sono l’associazione spirituale che, per esistere, non ha bisogno della determinazione esteriore: ma perciò la sua determinazione esteriore può essere la forma visibile dello spirito: onde l’associarsi non sia il modo di sfuggire lo spirito. Perché soltanto dove lo spirito non viene sfuggito è la fraternità.

L’associarsi, come fatto esteriore, è già un moto di fuga dallo spirito da cui sorge: che dallo spirito deve essere ripercorso perché sia effettivamente il suo movimento. Onde sia il moto della fraternità da cui muove, non la finzione della fraternità, in cui immediatamente cade. Che per ora è il livello in cui la fraternità sta lottando per sbocciare nel mondo.

Massimo Scaligero

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[Riceviamo da Vittorio e volentieri pubblichiamo]


venerdì 7 ottobre 2011

L'Apologo del Barbiere

Riceviamo da Piera e pubblichiamo.
Un giorno un fioraio va da un barbiere per un taglio di capelli. Dopo il taglio, chiede il conto, e il barbiere risponde:
"Non posso accettare soldi da voi, sto facendo il servizio gratuito per la comunità di questa settimana".
l fiorista è molto contento, saluta calorosamente e lascia il negozio. La mattina dopo, quando il barbiere va ad aprire il suo negozio, trova un cartello con sopra “grazie” e una dozzina di rose davanti alla saracinesca.
Più tardi, un poliziotto passa dal barbiere, anche lui per un taglio di capelli, e quando cerca di pagare il conto, il barbiere di nuovo risponde:
"Non posso accettare soldi da voi, sto facendo il servizio gratuito per la comunità di questa settimana".
Il poliziotto, felice, lascia il negozio. La mattina dopo, il barbiere si vede recapitare  un vassoio con una dozzina di ciambelle calde  e un biglietto con la scritta “Grazie”.
Poi, un politico, venuto per un taglio di capelli, va per pagare il conto e il barbiere di nuovo gli risponde:
"Non posso accettare soldi da voi, sto facendo il servizio gratuito per la comunità di questa settimana".
Il politico, felicissimo di questa notizia, lascia il negozio.
La mattina dopo, quando il barbiere va ad aprire, trova davanti al negozio una dozzina di altri parlamentari in fila, in attesa di un taglio di capelli gratuito.

E questo, amici miei, illustra la differenza fondamentale tra i cittadini del nostro paese e i politici che la gestiscono.
I politici sono come i pannolini: hanno bisogno di essere cambiati spesso... e per lo stesso motivo!

mercoledì 9 marzo 2011

La Comunità e il Buonsenso di un'oca...

Oche in volo

Il prossimo autunno, quando vedrete le oche selvatiche puntare verso sud per l’inverno in formazione di volo a V, potrete riflettere su ciò che la scienza ha scoperto riguardo al motivo per cui volano in quel modo. Quando ciascun uccello sbatte le ali, crea una spinta dal basso verso l’alto per l’uccello subito dietro. Volando in formazione a V, l’intero stormo aumenta l’autonomia di volo di almeno il 71 per cento rispetto ad un uccello che volasse da solo.

Coloro che condividono una direzione comune e un senso di comunità, arrivano dove vogliono andare, più rapidamente e facilmente, perché viaggiano sulla spinta l’uno dell’altro.

Quando un’oca si stacca dalla formazione, avverte improvvisamente la resistenza aerodinamica nel cercare di volare da sola, e rapidamente si rimette in formazione per sfruttare la potenza di sollevamento dell’oca davanti.

Se avremo altrettanto buon senso di un’oca, rimarremo in formazione con coloro che procedono nella nostra stessa direzione.

Quando la prima oca si stanca, si sposta lateralmente e un’altra oca prende il suo posto alla guida.

È sensato fare a turno nei lavori esigenti, che si tratti di persone o di oche in volo verso sud.

Le oche gridano da dietro per incoraggiare quelle davanti a mantenere la velocità.

Quali messaggi mandiamo quando gridiamo da dietro ?

Infine (e questo è importante) quando un’oca si ammala o viene ferita da un colpo di fucile ed esce dalla formazione, altre due oche ne escono insieme a lei e la seguono giù per prestare aiuto e protezione. Rimangono con l’oca caduta finché non è in grado di volare oppure finché muore; e soltanto allora si lanciano per conto loro, oppure con un’altra formazione, per raggiungere di nuovo il loro gruppo.

Se avremo il buonsenso di un’oca, ci sosterremo a vicenda in questo modo.

(Autore ignoto - tratto da "Brodo Caldo per l'Anima" di Jack Canfield e Mark Victor Hansen, Vol. 2, pp. 288-289)

 

 

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Riceviamo da Paola Costanza e Pubblichiamo
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Link:
- Il volo delle oche
- Il-senso-della-comunità-parte-1
- Il-senso-della-comunità-Parte 2

 

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