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venerdì 5 aprile 2013

Usi le parole degli angeli?



"Usi le parole degli angeli?" http://feedly.com/k/12mAAAm


“Le parole gentili 
possono essere brevi e facili da dire, 
ma la loro eco è infinita.” 
Madre Teresa di Calcutta

sabato 8 dicembre 2012

Il potere generativo della forza, la via verso i “Guerrieri di Luce”

Fonte: www.pierangeloraffini.com

In una battaglia, chi vorresti al tuo fianco?

Bene… quella persona devi diventare tu.

L’energia e la forza hanno un potere enorme: creano.

La forza, nelle sue mille manifestazioni – fisica, mentale, progettuale – genera.

Può creare un mondo migliore. Così come la sua assenza uccide.

Un corpo morto è privo di forza. Un corpo ammalato ha poca forza. Un corpo pieno di forza può alzare un masso. Un corpo pieno di forza assieme ad una mente lucida e concentrata possono vincere le sfide più incredibili.

Quando entri in palestra o nel campo, che tu pratichi pallavolo, calcio, karate, kickboxing, davvero non importa cosa… ricorda sempre che stai andando a lavorare sul tuo corpo o sulla tua mente, per potenziarle, giorno dopo giorno, sino ad arrivare a toccare il cielo. Pensaci mentre compi il passo che separa il “fuori” dal “dentro”. Intendo proprio fisicamente. Considera quel territorio come un luogo sacro e ti ripagherà.

Pensaci mentre ti stai cambiando, o mentre indossi la tua divisa da allenamento. Se acuisci la tua percezione, sentirai lo stesso flusso di coscienza che provavano i guerrieri prima di una battaglia. E’ un rito ancestrale. E’ un omaggio alla forza e alla luce contro il male e il buio. Non a caso, un grande scrittore e pensatore (Coelho) ha chiamato le persone dotate di forza fisica e mentale “Guerrieri di Luce”.

Il “guerriero della luce”,  un’entità latente presente in tutti gli uomini, che si risveglia in noi quando vogliamo perseguire un sogno e comprendere il miracolo della vita.

Il “Manuale del guerriero della luce” è un libro di Paulo Coelho. Il volume, ad eccezione del prologo e dell’epilogo, è una raccolta di testi e include proverbi e pensieri criptici, estratti dal Tao Te Ching di Laozi e da Chuang Tzu, dalla Bibbia, dal Talmud e altre varie fonti ed è scritto sotto forma di brevi enunciati filosofici, che toccano direttamente l’essenza spirituale di chi persegue una causa o combatte. “Un guerriero della luce pensa contemporaneamente alla guerra e alla pace”.

Allora ti rendi conto che non stai solo giocando a picchiare un sacco, o fare un kata, o colpire un pallone a pallavolo, a calcio. Stai coltivando il tuo essere supremo, la tua luce interiore. Se lo capisci, tutto cambia.

L’energia personale trasuda da persone minute come Madre Teresa di Calcutta, così come da atleti fisicamente potenti che trovano lo spirito per salire sul ring, resistere a colpi massacranti e controbattere.

La troviamo in chi si dedica agli altri, a ricercare, ad esplorare l’universo o la mente. La troviamo in chi si impegna nell’aiutare gli altri.

Ogni giorno in cui ci dedichiamo energie alla nostra crescita spirituale, fisica, mentale, è un omaggio alla vita. La nostra forza aumenta.

E ogni volta che ne facciamo buon uso, qualcuno in cielo ringrazia.

Anche una pianta o un insetto sono immersi in questo viaggio chiamato vita, ma, a differenza di noi, non possono riflettere su di sé o sul senso da dare al viaggio. Se sia meglio o peggio per loro, non lo sappiamo. Ci sono pro e contro. Per quanto mi riguarda, dato che questa occasione che mi viene data una sola volta, voglio sfruttarla. E so che per lottare serve forza, quantomeno, forza di spirito.

Se ci è data una “possibilità” di farlo, non la dobbiamo sprecare.

È una possibilità che non tutti sfruttano: sviluppare piena autocoscienza su chi sei, chiedersi che significato ha il tuo esistere. Che valore hanno le tue azioni. Giorno dopo giorno.

In altre parole, la volontà di dare senso al tuo viaggio.

Per rendere positivo il viaggio ci sono tante cose da imparare. Alcune facili, alcune difficili. Credo sia bene imparare partendo dalle piccole cose.

Ad esempio, alzarsi la mattina. Alzarsi e sentire la “sacralità” del fatto di essere vivi non è solo un vago sentimento, ma è una competenza – una precisa competenza  o abilità mentale- qualcosa che quindi possiamo apprendere, possiamo sviluppare. Anche solo questa micro-competenza ci offre la grande possibilità di dare un “colore” del tutto particolare all’inizio di un giorno, vada come vada il resto della giornata. E se applichiamo questo atteggiamento all’intera vita, ne potranno emergere grandi cose.

Il gesto quotidiano dell’alzarsi con il quale iniziamo a rendere omaggio ad un viaggio che a noi è stato permesso, e a tanti è stato negato.

Di questo omaggio, la vita, dobbiamo essere fieri.

Quando passi dal fuori al dentro, e persino mentre ti avvicini al campo o alla palestra o al tuo Dojo, rifletti su questo. Senti la sacralità di ogni tuo passo, di ogni tuo respiro, di ogni tuo movimento.

Sai che non sei li solo per giocare. Sai che stai seguendo la tua “via” dove apprendi a migliorarti e potenziarti. Poi, dirigi la tua potenza verso fini positivi e per migliorare il mondo e aiutare cause giuste.

Per diventare guerrieri di luce, non serve altro.

Di: dott. Daniele Trevisani – Mental Trainer & Coach –
Facebook address https://www.facebook.com/humanpotentialcoaching – Sito personale www.studiotrevisani.it

Note articolo:
© Articolo elaborato dall’autore, con modifiche, dai volumi di Daniele Trevisani “Personal Energy” www.studiotrevisani.it/hpm3 e “Il Potenziale Umano” www.studiotrevisani.it/hpm2 – Franco Angeli editore, Milano

Fonte: www.pierangeloraffini.com  (Grazie!)


 

domenica 25 dicembre 2011

Madre Teresa § Nel cuore del mondo

 

Madre Teresa:  "Nel cuore del mondo"

SULLA COMPASSIONE

Non sapremo mai quanto può fare 
un semplice sorriso

Non ricorriamo a bombe e cannoni per conquistare il mondo. Ricorriamo all'amo­re e alla compassione.
La pace inizia con un sorri­so. 
Sorridete cinque volte al giorno a qualcuno cui in realtà non avreste la minima intenzione di sor­ridere.
Fatelo per la pace.
Sorridiamoci a vicenda.
Non è sempre facile.
A volte ho difficoltà a sorri­dere alla mia consorella, ma allora prego.

C'è molta sofferenza nel mondo, moltissima.
La sofferenza materiale è la sofferenza di chi ha fame, di chi non ha una casa, di chi è malato, ma conti­nuo a ritenere che la sofferenza più profonda sia quella di chi è solo, di chi non si sente amato, di chi non ha nessuno.
Sono giunta a rendermi conto sempre più intimamente che la peggior malattia che un qualsiasi essere umano possa mai speri­mentare è quella di non essere desiderato
.

In questi tempi di sviluppo, il mondo intero corre e ha una gran fretta.
Ma vi sono quelli che cadono lungo il percorso e non hanno la forza di proseguire.
Sono questi coloro di cui dobbiamo preoccuparci.

Dobbiamo essere molto sinceri nei nostri vi­cendevoli rapporti, e avere il coraggio di accettar­ci a vicenda come siamo.
Non sorprendiamoci, né preoccupiamoci dei nostri errori; cerchiamo e tro­viamo invece ciò che c'è di buono nel nostro pros­simo.
 
Sii gentile nelle tue azioni.
Non credere di essere l'unico capace di svolgere un lavoro efficiente, un lavoro degno di essere esibito.
Ciò ti rende duro nel giudicare gli altri che forse non possiedono le stesse doti.
Fa' del tuo meglio e confida che gli al­tri facciano del loro meglio.
E sii fedele nelle pic­cole cose perché è in esse che risiede la tua forza.

 



This work is licensed under a Creative Commons license.

lunedì 7 novembre 2011

La forza dell'amore

[Fonte: www-mr-loto.it]:

La forza dell'amoreAl mondo esistono numerose forze che, interagendo sulle esistenze degli uomini, ne alterano il corso; queste forze possono essere positive oppure non esserlo affatto ma, in ogni caso, siamo tutti soggetti alla loro influenza. E' sufficiente pensare a quante persone cambiano il proprio paese o addirittura Stato per lavoro o per una gratificazione professionale oppure a tutti coloro che, di fronte a delle situazioni impreviste o a degli incidenti di percorso, cambiano radicalmente i propri progetti o rinunciano ai propri sogni.
Ogni giorno, di fronte alle infinite possibilità che la vita ci offre, modifichiamo i nostri luoghi, i nostri desideri ed i nostri piani. Se quello che salta agli occhi maggiormente sono i cambiamenti dovuti alle forze del male ( basta pensare a tutto quello che riescono a smuovere nelle misere vite umane il denaro, il potere ed il sesso ...) esiste una sola forza in grado di far girare il mondo e di cambiare totalmente la vita di una persona: l'amore. E non è retorica. Nessun altra forza può premere così fortemente sul nostro animo come la forza dell'amore.
Pensate a quanti e quali sacrifici l 'amore ci rende in grado di affrontare: genitori che si spaccano la schiena per permettere ai propri figli di studiare, coniugi che assistono i loro compagni nelle gravi e lunghe malattie, amici che combattono per aiutarsi nei momenti difficili e mille altri esempi che abbiamo sotto il naso ogni giorno ma che spesso non riusciamo a vedere. L'amore opera incessantemente.
Un sacerdote una volta mi disse che la gloria di Dio è sulla croce: solo con il tempo ho capito che è davvero nelle prove più difficili e davanti agli ostacoli che sembrano più insormontabili che l'enorme potenza dell'amore si manifesta, perché davanti a quello che spaventa moltissimo solo chi prova veramente amore riesce ad andare avanti imperterrito nei propri propositi.
In poche parole è proprio là dove qualunque altra forza smette di agire sulle nostre motivazioni che l'amore "spinge" al massimo.

Un giornalista che aveva seguito Madre Teresa di Calcutta per una delle sue giornate dedite ai poveri tra la sofferenza, la miseria e la fatica, una volta le disse:

"Non farei quello che fa lei per tutto il denaro del mondo!"
e lei gli rispose: "… neppure io!".


 

domenica 20 marzo 2011

Tenere o non tenere un Blog?

di Resalvato .:.
Navigando su internet avevo incontrato un blog che mi aveva subito attratto per la saggezza, il tono gentile e comprensivo e per gli argomenti interessanti. Frequentandolo avevo finito per trovare un amico: ci accomunava (e ci accomuna) lo stesso tono di scrittura e gli interessi, ma, più che altro, sentivo (e sento) una forte affinità di anima.
Allora mi aveva colpito il fatto che lui aveva solo da poco reso pubblico il suo blog: prima lo teneva solo per se stesso, come un quaderno, un diario di appunti di viaggio di un'anima alla ricerca di se stessa. Non sapeva se avrebbe continuato a tenerlo ancora pubblico e, infatti, mi ero accorto che da qualche settimana non pubblicava più niente e, controllando, risultava che il blog era adesso "chiuso". Ci sono rimasto male: temevo di "perdere" qualcuno che ritenevo (e ritengo) un amico.
Via mail chiedo notizie.
Mi dice che preferisce così perché tenere il blog pubblico stava alimentando e inorgogliendo il suo ego personale.
Questa sola, semplice spiegazione potrebbe essere occasione per tante riflessioni sui valori di questa nostra epoca dove conta più l'apparire che l'essere. Dove si cerca, con ogni mezzo (!) di farsi notare, di avere fama, successo (sesso) e denaro e il valore di un uomo viene dato dai soldi e, purtroppo, pure dal numero di amici (virtuali) su FB.
Una motivazione così squisita e nobile è veramente rara (purtroppo) ma fa comunque sperare perché ci sono uomini che cercano di alimentare l'anima più che la personalità.
Queste riflessioni mi hanno spinto a scrivere alcune considerazioni sul tenere o non tenere un blog. Lo farò in modo schematico, elencando i motivi per tenerlo e i motivi per non tenerlo. Ovviamente possono variare da persona a persona e anche nel tempo e il loro valore non è assoluto: sono solo delle ipotesi che ognuno può verificare, integrare, ampliare o ridurre, ecc. Alla fine proveremo a trarre delle conclusioni oppure lasceremo la questione aperta...
MOTIVI PER TENERE UN BLOG
MOTIVI PER NON TENERE UN BLOG
1. Passione per internet e la scrittura o l'organizzazione, o la creatività
A. Aver poco tempo a disposizione
2. Avere qualcosa da dire e volerlo dire.
B. Aver paura di scrivere o non aver niente da scrivere.
3. Volersi confrontare con le idee degli altri.
C. Aver paura del giudizio su ciò che si scrive
4. Comunicare dei contenuti che possono essere utili.
D. Il blog potrebbe non essere seguito da nessuno e quindi causare delusione.
5. Pubblicare qualcosa di utile anche per poche o una sola persona.
E. Il blog potrebbe essere seguito e ciò potrebbe inorgoglire l'Io personale.
6. La focalizzazione sullo scrivere potrebbe migliorare l'ordine mentale.
F. La focalizzazione mentale  potrebbe diventare monotematica e ossessiva e, addirittura, potrebbe creare dipendenza.
7. Scrivere le proprie cose e conservarle  libera la mente dalla necessità della memoria, per cui è più disponibile per altre cose
G. La focalizzazione necessaria nella gestione può togliere tempo a cose più importanti e indispensabili (lavoro, relazioni, vita interiore, meditazione, servizio, ecc.)
8. Alcune ricerche dicono che  tenere un blog migliora la propria autoimmagine: Se scriviamo cose che sono migliori di come noi pensiamo di essere, col tempo, anche noi possiamo migliorare la nostra immagine (ved. anche punto E).
H. Desiderio di rivalsa o di vendetta verso qualcuno: scrivere contro...
9. Scrivere, pubblicare e sapere che qualcuno ci legge ci costringe ad usare la mente e gli strumenti espressivi in modo corretto, intelligibile e comunicabile: migliora il funzionamento, l'organizzazione  della mente.
I. Desiderio di vita più interiore senza necessità di comunicare, per non inorgoglirsi
10. Trovare degli amici in base alle affinità e agli interessi comuni.
L. Non avere le conoscenze tecniche minime necessarie.
11. Altri Fattori sconosciuti.
M. Altri Fattori sconosciuti.
12. .:. N. .:.
13. ... O. ...

Tantissimi altri motivi si possono trovare, ma per adesso bastano questi.
Questa tematica, viste le tipologie di blog che qui vengono tacitamente evocate (crescita personale, spiritualità e simili), rimanda alla problematica della spinta all'azione "esterna", oltre a quella interna; alla necessità che le "conquiste" interiori vengano condivise a beneficio di tutti; alla dinamica tra vita contemplativa e vita attiva e alla necessità di equilibrio tra loro; all'azione sulla realtà "dall'interno", ma anche "dall'esterno".
E' chiaro che ognuno può vivere periodi in cui può prevalere uno degli aspetti, periodi in cui si trovano in equilibrio e periodi di ricerca di nuovi equilibri.
La consapevolezza di queste dinamiche può aiutarci nel cammino...
Buon cammino a tutti noi...
Per chi volesse approfondire la tematica dello Scrivere inserisco alcuni link utili.

VITA ATTIVA E VITA CONTEMPLATIVA


"La vera vita interiore infonde ardore alla vita attiva..."
Madre Teresa di Calcutta, Con la parola e con l'esempio, pag. 76

 

Né la virtù si può possedere come un'arte qualunque che, una volta imparata, si possa metter da parte: bisogna ch'essa, per esistere, sia tutta in pratica; poiché un'arte, anche quando non la si eserciti, la si ritiene per le sue nozioni tecniche, e la virtù invece esiste soltanto nell'uso che se ne fa; ed il più alto uso che si possa farne è quello di governare un popolo e di perfezionarsi in quelle nobili pratiche di cui si fa gran parlare dovunque. Ma, un perfezionarsi, intendiamoci, non puramente oratorio sibbene effettivo. Tutto quel che di giusto e di bello dicano i filosofi, non è che l'effetto e la conferma della virtù di coloro che sono stati legislatori dei popoli. Da chi infatti nasce il senso della devozione o la fede religiosa? Da chi emana il diritto delle genti e quello stesso che si chiama diritto civile? Donde nascono la giustizia, la fede, l'equità? Donde il pudore e la continenza e l'odio d'ogni turpitudine e il desiderio della bellezza e della gloria? Donde la fortezza nelle fatiche e nei pericoli? Certo da coloro che, dopo aver ispirato queste virtù agli uomini con le loro dottrine, parte ne confermarono col costume e le altre sancirono con le leggi. Si racconta persino che Xenocrate, filosofo dei più generosi, essendogli stato chiesto in che cosa ai suoi alunni giovassero le sue dottrine, rispondesse: "nel sapere essi fare spontaneamente quel che loro imporrebbero le leggi" . Quel cittadino dunque che sa costringere tutto un popolo con l'impero e la minaccia delle leggi a far quello che i filosofi potrebbero persuadere con le loro dottrine soltanto a pochi alunni, è dunque da preferire a quegli stessi maestri che sanno soltanto dimostrare la teorica bontà delle leggi. Quale mai squisita eloquenza di questi ultimi potrebbe essere anteposta ad un ordine civile ben costituito per istituzioni e per costume? Come infatti io trovo preferibili di gran lunga, per dirla con Ennio, "le città grandi e imperiose" ai villaggi e ai castelli, così trovo preferibile, per la sicura conoscenza delle cose politiche, chi quelle città abbia governato con saggezza e con autorità a chi sia sempre rimasto lontano dai pubblici affari. E, poiché ci entusiasma in particolar modo l'idea d'accrescere le forze del genere umano, e volgiamo ogni nostro pensiero e ogni nostra fatica ad accrescere la sicurezza e il benessere della vita umana, spinti a questo piacere dagli impulsi stessi della nostra natura, procediamo sicuri per quella via che fu sempre cara ai nostri grandi, e non diamo retta a coloro che vorrebbero suonarci la ritirata e far retrocedere quelli che si son già di buon tratto avanzati. (Cicerone, De re publica I, 2)

Il Mosè tra la Vita attiva e la Vita contemplativa
Roma, San Pietro in vincoli, Tomba di Giulio II, Michelangelo e Aiuti, 1542-45
Mosè tra la Vita attiva e la Vita contemplativa.
Sulla destra,  La vita attiva (Lia) con gli attributi iconografici della corona e dello specchio.
Sulla sinistra, La Vita contemplativa (Rachele) in gesto di preghiera.
[Fonte: tomba+Giulio+II+Michelangelo]

Mentre era in cammino con i suoi discepoli Gesù entrò in un villaggio e una donna che si chiamava Marta, lo ospitò in casa sua. Marta si mise subito a preparare per loro, ed era molto affaccendata. Sua sorella invece, che si chiamava Maria, si era seduta ai piedi del Signore e stava ad ascoltare quel che diceva.
Allora Marta si fece avanti e disse: "Signore, non vedi che mia sorella mi ha lasciata da sola a servire? Dille di aiutarmi! Ma il signore rispose: Marta, Marta, tu ti affanni e ti preoccupi di troppe cose. Una sola cosa è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore e nessuno gliela porterà via.
[Luca 10, 38-42]
“Marta” e “Maria”, vita attiva e vita contemplativa raggiungono una naturale e armoniosa sintesi nell’esistenza di chi, avendo scoperto il Sentiero, ricerca la sua vera natura e il Senso più profondo del suo Essere al mondo. [Sul Sentiero, Parte Terza, pag. 9]
___
P.S.
Dopo alcuni giorni che avevo pubblicato questo post mi sono accorto che il mio stile di scrittura era adesso influenzato dal ricordo di quello del mio caro amico. Come un paradosso: adesso che lui non pubblica più, io mi sento in dovere di portare avanti quel suo modo di scrivere così calmo e pacato ma preciso e utile perché ne resti traccia e modello su internet...
.:.

sabato 27 novembre 2010

Il senso e il non-senso della vita

Qual è per lei il senso della vita?
Non c’è significato nella vita tranne quello che le diamo noi. Costruiamo la vita con ogni atteggiamento e azione. Gran parte della gente lo fa inconsciamente, ma potremmo goderci meglio la vita se queste decisioni fossero fatte con maggior consapevolezza. Quando faccio un errore, il che avviene spesso, realizzo che non ero consapevole dei miei atti né vi avevo riflettuto. Vi è un costante gioco tra il vivere pienamente il momento presente e l’essere attenti a quello che facciamo; la maggior sfida della vita è di mantenere questi due processi, danzando dall’uno all’altro e senza tralasciarne nessuno.
Fonte: Riflessioni: Il senso della vita. Intervista a Stanley Krippner

Il non-senso della vita
Guardandosi attorno, ci si accorge che la grandiosità delle domande che la gente si pone è inversamente proporzionale alla loro capacità di capire le eventuali risposte. Le cosiddette “domande di senso” costituiscono l’esempio tipico: invece di domandarsi come funziona un telefonino, ci si chiede qual è il senso della vita. E non ci si accontenta della risposta che non solo il senso non c’è, ma che non ha neppure senso chiedersi se ci sia.
A voler essere sensati, bisognerebbe precisare che il senso è una proprietà delle frasi del linguaggio, e non delle cose del mondo.
Fonte: Blog di Piergiorgio Odifreddi

Il senso della vita
Ma la Verità è che il senso della vita esiste. Esso è lo sviluppo della coscienza qualitativo e quantitativo. Lo sviluppo qualitativo comprende il perfezionamento intellettuale ed etico, nonché l’affinarsi della consapevolezza. Quello quantitativo è l’accrescimento diretto della quantità dell’energia della consapevolezza fine.
Fonte: http://ecopsicologia.swami-center.org/senso-della-vita-dell-uomo

Qual è il senso della domanda: “Qual è il senso della vita?”
Questa benedetta domanda si può tradurre così:
“Qual è lo scopo dato a me dalla vita?”
“Quali sono i significati che gli esseri umani danno alla vita?”
“Quale senso trovo nella vita?”
Ma orpo, queste domande non sono mica intercambiabili! Solo io vedo le differenze? Prova a scoprirle anche tu, come nelle due vignette quasi identiche della Settimana Enigmistica...
Fonte: http://www.sensodellavita.it 

Ha scoperto anche il senso della sua vita?
Sì: aiutare le persone a trovare il proprio scopo. Che non sono di solito gli obiettivi che pensano.
Fonte: http://www.metronews.it/news-italia/mel-gill-nell-al-di-l-ho-trovato-il-senso-della-vita

Ogni uomo dovrebbe guardare dentro di sé per imparare il significato della vita.
Non è qualcosa che si scopre: è qualcosa che si deve modellare.
Antoine de Saint Exupéry

Inno alla vita
di Madre Teresa di Calcutta

La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantala.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è la vita, difendila.

Ama la vita
...
Amala quando ha senso
o quando sembra non averne nemmeno un po'

.:.

Sfera del dovere. Il suo richiamo giunge da una sfera di coscienza nettamente umana, non più prevalentemente animale come quella istintiva. Si estende a tutte le categorie di esseri umani cui impone, vita dopo vita, l’adempimento rigoroso del dovere. “Fare il proprio dovere”, cosa che non suscita né molte lodi né grande stima, è il primo passo nello sviluppo di quel principio divino che chiamiamo senso di responsabilità, indizio del crescente dominio dell’anima. L'adempimento del dovere, il senso di responsabilità, il desiderio di servire, sono tre aspetti di una stessa cosa: il discepolato allo stadio embrionale. Possono essere parole dure per chi è immerso nel travaglio, apparentemente senza speranza, dell’adempimento del proprio dovere; è arduo rendersi conto che questo dovere, che pare incatenare alla monotonia apparentemente ingrata e senza senso della vita quotidiana, è invece un processo scientifico che conduce a fasi d'esperienza superiori, e infine all’Ashram del Maestro.
Fonte: A.A. Bailey, Trattato dei Sette Raggi, vol. V, Guarigione esoterica, Nuova Era Editrice, Roma 1974,  pag. 316-317

Forse la sovrapproduzione, la competizione, la deformazione del senso della vita finiranno per portare l’umanità in un vicolo cieco, dove sarà costretta a fermarsi a riflettere.
Fonte: Mondo del Fuoco vol. 2, Editrice Nuova Era, Roma 1986,  § 141

Lo spirito maturo, che sceglie consapevolmente la via del Servizio, conosce la gioia della coscienza che si espande e l’ardente lotta per conquistare la Coscienza Superiore. Conosce la gioia di compiere la Volontà superiore. Conosce la gioia della scoperta e il senso della vita, e nel tempo stabilito, conoscerà l’eccelsa bellezza del sacramento finale.
Fonte: Lettere di Helena Roerich 1929–1935, vol. I, Istituto Cintamani, Roma 2007, pag. 34

In antico il senso della vita era inteso in modo più profondo. Tutte le pur notevoli scoperte contemporanee non solo non hanno diretto l'attenzione ai fondamenti della vita, ma per lo più hanno indirizzato il pensiero al campo della meccanica. Bisogna sforzarsi invece di rivolgerlo alle basi essenziali dell'esistenza. Il livello mentale degli antichi filosofi sarebbe da raffrontare con le tendenze razionali degli scienziati odierni. A prescindere dalla conoscenza di molte questioni scientifiche, quelli sapevano esporre formule vitali di profondo significato. E' essenziale che l'arte di pensare risalga oltre le condizioni esteriori, che sono fattori secondari nella vita.
Fonte: Fratellanza, Casa Editrice Nuova Era, Roma,  § 510

giovedì 30 settembre 2010

Dai il meglio di te...

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L'uomo è irragionevole,
illogico, egocentrico
NON IMPORTA, AMALO
Se fai il bene, 
ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA' IL BENE
Se realizzi i tuoi obiettivi, 
troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA, REALIZZALI

Il bene che fai
verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA' IL BENE

L'onestà e la sincerità
ti rendono vulnerabile
NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO

Quello che per anni hai costruito
può essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI

Se aiuti la gente,
se ne risentirà
NON IMPORTA, AIUTALA

Da' al mondo il meglio di te,
e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA' IL MEGLIO DI TE
______________________

Fonte:
Da una scritta sul muro a Shishu Bhavan, la Casa dei bambini di Calcutta
Attribuita a Madre Teresa di Calcutta.

Ricorda vagamente "Se" di Kipling, ma non importa. 
Non importa se qualcuno penserà che è troppo idealista.
Leggerla fa bene al cuore e questo è sufficiente per pubblicarla
Immagine
- http://s236.photobucket.com/albums/ff2/EmoIsWhatWeAim4/
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