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sabato 25 giugno 2016

sabato 26 dicembre 2015

Il Natale dell'Uno...

La Festività Natalizia - 
E' la festa in cui il nostro Essere finalmente si dischiude a nuova Vita, a nuova bellezza, a nuova Armonia.






E' importante soprattutto per chi si avvicina alla Via della Spiritualità, non accontentarsi delle apparenze e ricercare la Verità, il significato profondo che accomuna tutte le religioni e tutti i miti, e che - data l'universalità della ricorrenza - non può che riguardare anche il Natale.

I festeggiamenti del periodo natalizio ci accompagnano da quando siamo nati. Il Natale costituisce, per per la maggior parte di noi, ogni anno, un momento unico e particolare.

Il Natale, che nella tradizione cristiana ricorda la nascita di Gesù, ha in realtà origini molto più antiche..ma per il Natale: non ha importanza che si tratti della celebrazione mitraica, o pagana del 'dies natalis Solis Invicti', o della cattolica nascita di Cristo.

E' importante trovare un punto d'incontro. Sempre.

Perché tutto, in verità, è UNO.

Quello che conta è ogni respiro, ogni attimo dell'Esistenza Terrena: è appunto lo Spirito con cui viene vissuta e NON i nomi che certi poteri danno ai loro "dogmi".

La bellezza e l'utilità del pensiero del Cristo, quale Guida spirituale tra quelle a noi più vicine e radicate, come del resto di qualsiasi altro pensiero di qualsiasi altra persona nobile d'animo, NON dipende dall'origine di chi lo divulga, ma dal suo contenuto.

La vera natura di una pianta infatti, non si riconosce dall'aspetto, ma dalla bontà dei suoi frutti.

Ciò che conta del pensiero di Cristo, della sua energia, del suo Archetipo luce, non è la sua presunta divinità, ma ciò che insegna, nella forma e nella misura in cui possa migliorare concretamente la qualità delle Nostre Vite: Vite Preziose e Irripetibili.

Il Cristo cosi' come nel Buddha, guide spirituali a noi più vicini, dotati della capacità di guarire le malattie, operare miracoli e trasmettere consapevolezza.


In realtà il Maestro (la Guida) è dentro ognuno di noi.

Alcuni lo chiamano Illuminazione, altri Sé Superiore, altri ancora Dio oppure lo personificano in un Maestro Spirituale, morto o vivente. Il Maestro è la nostra Guida, la nostra Coscienza, la Voce Interiore che parla dentro di noi e ci dice sempre la Verità. Il Maestro è il nostro Corpo, la nostra Sensazione, la nostra Emozione, il nostro Pensiero, il nostro Desiderio quando nascono solo ed esclusivamente dall'Amore.

Ogni cosa in grado di donarci nuove informazioni sulla realtà è il Maestro che noi abbiamo scelto per crescere.

La malattia, il dolore, il lutto, l'abbandono e il tradimento sono Maestri che ci mostrano la distanza tra noi e noi stessi. Ogni nemico che incontriamo sul nostro cammino e che minaccia di ucciderci o di distruggerci è un Maestro che ci mostra dove sono i nostri punti deboli e ci invita a sviluppare il sentimento della protezione. Un evento incomprensibile ci insegna la comprensione, un evento terribile ci insegna la sopportazione e l'umiltà, l'intero corso dell'esistenza è un progressivo cammino di conoscenza verso la Luce.

Possiamo vedere il Maestro ovunque solo quando siamo in grado di riconoscerlo e onorarlo dentro di noi, perché la realtà è il riflesso della nostra coscienza.



"E Gesù percorreva tutta la Galilea insegnando nelle Sinagoghe, annunciando la buona novella (in greco Eu-ànghelos, cioè Vangelo) del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità in mezzo al popolo. Gli furono portati tutti gli ammalati di varie malattie e tormenti, gli indemoniati, gli epilettici, i paralitici. Li guarì." (Matteo,4,23).

La grande innovazione del Cristo fu quella di aver annunciato che il Regno dei Cieli è venuto, è qui in terra! che non basta aspirare a una vita nell'al di là, ma occorre operare con l'amore per realizzarla prima di tutto in noi stessi e nell'umanità.

Guariva gli ammalati con l'imposizione delle mani e insegnava che la preghiera e il digiuno vincono ogni demone, dai suoi fedeli non esigeva né giuramenti né professione di fede, solo che l'amassero e credessero in lui.

Mise in pratica la comunione dei beni come principio di fraternità realizzando nel suo piccolo gruppo quel regno del cielo che voleva fondare sulla terra.

Nel Discorso della montagna infrange la legge della penitenza, del martirio, della sofferenza, invitando gli uomini alla felicità "Gioite ed Esultate!" Egli ripeterà più volte, affermando le "quattro virtù dolorose" (umiltà, compassione, bontà, fame e sete di giustizia) e le "virtù attive" (misericordia, purezza di intenti, bontà militante, sacrificio per la giustizia).

Il regno si schiude nell'intimo del cuore di tutti gli uomini, non nelle forme esteriori e nell'osservazione di rigidi precetti. Alle masse oppresse e soggiogate dalle Leggi Mosaiche, dal potere degli Scribi, dei Farisei, dei Sommi Sacerdoti egli rivela: "Il regno dei Cieli è dentro di voi!".

Ma la rivoluzione del Cristo è soprattutto l'annuncio di un nuovo atteggiamento di Dio verso gli uomini: "Dio è buono e misericordioso, fa sorgere il Sole sui malvagi come sui giusti, pubblicani e meretrici arrivano a Lui prima di chi è ipocritamente buono e pio".

Gesù Cristo, in assoluta opposizione con le tradizioni rabbiniche, predica che all'odio per i nemici deve subentrare l'amore, che come Dio perdona anche gli uomini devono perdonarsi a vicenda. Si deve amare il prossimo come se stessi e la misura dell'amore è totale: "Amatevi come Io vi ho amato, amatevi come Dio vi Ama".




Pubblicato da Paolo D'Arpini a 00:52
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FONTE: La Rete delle Reti: Il Natale dell'Uno.... 
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domenica 14 dicembre 2014

SOLSTIZIO D’INVERNO 2014

SOLSTIZIO D’INVERNO 2014

Come abbiamo già detto parecchie volte, viviamo in un momento molto difficile della storia umana. Un periodo di transizione fra due Ere cosmiche che viene chiamato «il deserto» o anche «la terra di nessuno», nel senso che gli uomini – come si dice – non sono né carne né pesce! Dovrebbero lasciare andare le ideologie dell’Era dei Pesci ma ne sono ancora influenzati, dovrebbero imparare a scoprire e cominciare a vivere i nuovi valori dell’Età dell’Acquario ma non ne sono ancora capaci.

Di conseguenza oggi non esistono più valori certi, non vi è più quindi un’identità morale ed etica che ci guidi nel cammino evolutivo. Siamo in piena decadenza dove dominano la materia, il materialismo decadente e il consumismo. L’identità degli uomini è legata alle cose, al denaro, alla ricchezza, al sesso e ai desideri materiali che rappresentano il fine della vita.

Si comprende quindi l’assioma esoterico che definisce questo periodo «la terra di nessuno». Mancando una identità etica e spirituale e non essendo il Piano Fisico un principio, gli uomini hanno perso la loro vera identità e sono quindi «nessuno».

La conseguenza esoterica di tutto ciò sta nel fatto che viene a prodursi una terribile lotta, una vera e propria guerra, fra le Forze Involutive del Male cosmico, che cercano di ancorare gli uomini al fanatismo ideologico e religioso, nonché al materialismo, per impedire loro di evolvere, e le Forze Evolutive della Gerarchia Spirituale che stanno impegnando tutte le loro forze per aiutarli a staccarsi dal passato, compiendo quei passi di coscienza che li portino ad abbandonare ogni totalitarismo per costruire Giusti Rapporti e società veramente democratiche, aiutando così l’evoluzione del Piano Divino.

Come si vede bene dalle cronache quotidiane è una guerra che porta gli uomini da un estremo all’altro.

Abbiamo detto tutto questo non per esercizio teorico, ma per un motivo molto semplice: al Solstizio d’Inverno inizia un nuovo ciclo annuale ed è quindi il momento di mettere la nota di un progetto che ci impegnerà per un anno intero. Su questo inizio di ciclo vogliamo fare alcune considerazioni.

Il Solstizio d’Inverno e il Natale sono strettamente collegati. Il Natale, infatti, segna una nuova nascita, nuovi natali. Dire «Buon Natale» però non è la stessa cosa che dire «Happy Christmas». L’etimologia della parola inglese ha un significato molto più profondo e specifico del termine italiano, che augura semplicemente un buon inizio. Il termine Christmas significa «far nascere il Cristo in sé» ed augura felicità a chi riesce a dar vita a questo principio d’Amore.

Il Solstizio d’Inverno, dunque, è il momento in cui bisogna mettere il seme della coscienza cristica all’interno della personalità. È quindi un’occasione straordinaria per fare il massimo sforzo per cercare di attirare l’attenzione dell’Anima o Angelo Solare, affinché si unisca al suo veicolo materiale. Quando ciò avviene nasce il Cristo, un Principio d’Amore.

La nascita del Cristo, come quella di ogni Salvatore, rappresenta dunque il simbolo e l’archetipo universale della nascita della Coscienza Spirituale in quella umana. Rappresenta il modello e l’esempio a cui l’uomo deve tendere per conformarsi nella sua evoluzione alla sua vera Identità Spirituale. Se non lo fa il Natale, da opportunità sublime, diventa un avvenimento vuoto e senza senso, se non dal punto di vista materiale del mangiare, bere e divertirsi, ossia il punto più basso della decadenza.

Come diceva un saggio: «Anche se il Cristo si incarnasse mille volte ma non in te, la tua vita sarà persa».

Ma cosa vuol dire «fare nascere Il Cristo o il Principio d’Amore dentro di sé»? Per comprenderlo dobbiamo sbarazzarci di concetti che appartengono ormai al passato e avevano un senso quando gli uomini erano, come coscienza, sul piano emotivo e affrontavano le loro esperienze della vita in modo sentimentale, romantico o mistico.

L’amore, per loro, era donare il proprio cuore all’amato-a o a Dio ed era inteso come un sentimento esclusivo ed intimo che riguardava solo se stessi e il soggetto a cui era destinato. Soprattutto l’amore, per le persone più spirituali, era inteso come un dovere: «Ama, perché devi amare… perché così vuole Dio. Abbi fede e non fare domande».

Per noi l’amore ha un significato molto più preciso: è amore tutto ciò che contribuisce ad innalzare la coscienza e la condizione degli uomini.

Non basta più dunque il sentimento e il cuore: a questi bisogna aggiungere l’intelletto e la testa per comprendere ciò che è meglio in quel preciso momento e cosa veramente può aiutare l’evoluzione. Bisogna – come dice una regola stupenda – entrare nella mente, nel cuore e nell’anima del prossimo cercando di ascoltare i suoi problemi, le sue sofferenze, i suoi bisogni per decidere in modo amorevole e intelligente cosa fare per aiutarlo. Occorre comprendere il livello evolutivo su cui ognuno è posto (a partire da se stessi) per sapere come aiutarlo a fare il suo prossimo passo, come vuole il suo destino.

Come si vede, amare non è facile… ma d’altronde se lo fosse saremmo già tutti dei Maestri Spirituali. Non è facile perché la personalità è letteralmente incapace di amare. Quando l’umanità era sul piano emotivo, amare sembrava molto più facile perché bastava elargire dei sentimenti al posto delle emozioni. Era, però, un amore possessivo, esclusivo ed egoistico che non teneva conto delle conseguenze. Amare con l’intelletto è molto più difficile, perché la mente inferiore è portata alla critica e alla separatività. L’amore, infatti, non appartiene alla personalità ma all’Anima o Angelo Solare o Coscienza Causale. È con questo grande Maestro spirituale che dobbiamo entrare in rapporto, affinché ci insegni cosa sia veramente l’Amore e ci guidi alla sua applicazione quotidiana.

Come farlo è descritto nell’Insegnamento che la Gerarchia Spirituale ci ha lasciato nel corso dei secoli. Studiare questo Insegnamento, meditare su di esso e applicarlo nella vita, questo è il triangolo basilare del successo. Da sempre i Maestri Spirituali ci ripetono che essi non ci tengono alla devozione nei loro confronti, perché ciò che veramente conta è l’evoluzione dell’Umanità e l’applicazione del Piano Divino.

Stasera gli Angeli Solari sono in silente attesa, pronti alla chiamata di chi è seriamente intenzionato a conoscere il Cristo e ad intraprendere la lunga e dura disciplina che lo porterà a fissare dentro di sé la Coscienza d’Amore.

Non deludiamoli!

FONTE:  http://www.coscienzaetica.it/articoli/discorsi-feste/solstizio-dinverno-2014/


lunedì 23 dicembre 2013

SOLSTIZIO D’INVERNO 2013 Coscienza Cristica

Coscienza Etica

SOLSTIZIO D’INVERNO 2013

 

Come abbiamo detto già più volte, l’Era dei Pesci è stata governata dal 6° Raggio, che in questo momento è in decadenza, cioè sta uscendo dalla manifestazione, portando con sé tutto ciò che è governato dalle sue energie.

La Scienza dello Spirito ci insegna che il nostro paese è governato dal 6° R. come Coscienza e, infatti, stiamo vedendo chiaramente che in esso tutto decade. È come se mancasse la vitalità, la voglia di vivere, di fare e di costruire, che sono proprie dell’asse 1/7.

La Decadenza porta gli uomini sul piano più basso della vita, dove ogni valore, principio o diritto scompare, lasciando il posto agli impulsi più retrivi e primitivi come l’odio, la vendetta, il rancore, il disprezzo, la separatività e l’egoismo più bieco.

È bene comprendere che stiamo morendo. Siamo alla fine di più cicli: l’anno è finito e sta per lasciare il posto ad un altro anno, così come anche la piccola e la grande Era dei Pesci sono finite e stanno per lasciare il posto ad un’altra Era: quella dell’Acquario. Anche l’Italia col suo 6° R. sta morendo. Respira male e non ha più energie. I suicidi, sempre più frequenti, ne sono un sintomo assai chiaro.

È, dunque, tempo di morte. Il processo è uguale a quello della morte di un individuo e noi sappiamo che quando una persona sta morendo la vita cambia, esce dalla normalità ed entra in uno strano afflato di tensione e di attesa. Dobbiamo decidere se mantenere il morente disperatamente in vita, con accanimento terapeutico, oppure aiutarlo ad andare per iniziare una nuova vita.

La Scienza dello Spirito ci insegna che in questo processo di morte dobbiamo necessariamente affrontare alcune cose:

  1. Osservare il nostro operato durante il ciclo passato, prendere coscienza di come abbiamo vissuto e del karma che abbiamo smaltito o aggiunto.
  2. Individuare gli atomi permanenti, ossia le qualità e i valori da portare nella prossima incarnazione, lasciando andare tutto il resto e staccarci del tutto dal passato.

Questo vale per un individuo, un gruppo, una nazione e per l’umanità intera.

Questo è il tempo del lasciare andare vecchi desideri e vecchie illusioni. È il tempo della scelta di ciò che è veramente importante nella nostra vita.

È il tempo della verifica e della scelta. È il momento di fare una verifica rispetto al punto in cui è arrivata la nostra Coscienza. Nel corso della vita abbiamo acquisito sempre più nuove conoscenze. Oggi noi non siamo più come 10, 20 o 30 anni fa, così come anche i gruppi e le nazioni. La nostra Coscienza è aumentata sempre più, mentre spesso i nostri pensieri e le nostre emozioni sono ancora dentro forme-pensiero, desideri e illusioni che facevano parte della nostra vita 10, 20 o 30 anni fa. Non ci siamo ancora staccati e liberati da essi.

La nostra conoscenza attuale ci ha rivelato che quello che un tempo pensavamo fosse un bene in realtà era un male, mentre quello che pensavamo fosse un male era in realtà un bene. Ci ha rivelato che nel nostro passato, e forse ancora oggi, abbiamo usato parole di nebbia, che invece di illuminare la nostra Coscienza l’hanno annebbiata ancora di più. Ci siamo cullati in pensieri di nebbia che impedivano alla luce di entrare. È, cioè, cambiato il nostro punto di vista nell’osservazione della vita: mentre prima usavamo la mente inferiore, oggi cominciamo ad usare la mente superiore e causale.

Come abbiamo detto, questo è il tempo delle verifiche e delle scelte. Quante volte, ancora oggi, siamo all’interno della nebbia, della confusione, dell’illusione che ci separa completamente dalla realtà? Quante forme-pensiero stiamo ancora nutrendo, che invece di rispondere alla realtà stanno soddisfacendo solo vecchi desideri emotivi, vecchie ideologie o vecchie pratiche devozionali? Rimanere all’interno di questa nebbia e di queste illusioni significa bloccare la nostra evoluzione.

Il ciclo è finito. Siamo tutti in attesa della morte. Il filo della Coscienza è già stato staccato, infatti non c’è più la coscienza della realtà – siamo al deliro pre-morte – si cerca solo più di sopravvivere fisicamente.

Vivere in questa decadenza e in questa attesa della morte non è facile e, soprattutto, è molto pericoloso, perché si è portati a scambiare per normale ciò che non lo è. Tutta la nostra vita oggi non è normale: la crudeltà fisica e psicologica, l’esasperata aggressività, la violazione di ogni diritto costituzionale e dello Stato di Diritto, la cosiddetta musica rock e beat, le discoteche, la droga, i videogiochi, la satira, tutta la nostra cultura ed educazione. Una Commissione Europea che invita i governi a introdurre un’educazione infantile che incoraggi i bambini fino a 4 anni a masturbarsi, dai 4 ai 6 a sperimentare l’omosessualità e dai 6 ai 9 ad essere acculturati sulla contraccezione, non è normale! Siamo ai rantoli dell’incoscienza!

È tempo di riorientare il nostro navigatore, staccandolo dal passato e orientandolo verso il futuro.

Per contrastare la Decadenza è necessario introdurre l’Ascendenza!

La Scienza dello Spirito insegna che il senso dell’esperienza umana su questo pianeta è quello di imparare a stabilire dei Giusti Rapporti. Tutti i valori, la cultura, l’educazione, la politica, l’economia, la religione devono essere orientati e riferiti ai Giusti Rapporti con gli altri uomini e con gli altri Regni di natura. Quanto lontani siamo da questa ingiunzione, ognuno può constatarlo da sé ogni giorno.

Il primo passo dell’Ascendenza è quello indicato dal Cristo: «Ama il prossimo tuo!». L’Alto è l’Amore, il basso è l’odio; l’Amore è evoluzione, l’odio involuzione; l’Amore è il Bene, l’odio è il male.

L’unico modo per risollevarci è quello di aiutarci a vicenda invece di usarci e combatterci. Aiutarci non solo a parole, come si fa di solito, ma col coraggio di andare controcorrente e inserire il Rispetto nei nostri rapporti quotidiani.

Non è con i cambiamenti di governo che si crea una società nuova, ma con i cambiamenti di carattere, di pensieri, di abitudini e di atteggiamenti. Possiamo lamentarci finché vogliamo che i politici sono corrotti e incapaci, che gli economisti e i banchieri sono egoisti e indifferenti ai bisogni degli altri ecc. Però se noi continuiamo ad essere egoisti, aggressivi, a odiare, a disprezzare, a deridere e ad essere «contro» tutto e tutti non cambierà mai niente: saranno sempre pensieri e parole di nebbia!

Se vogliamo creare una società basata sui diritti e sul rispetto reciproco ci deve essere qualcuno che comincia a farlo.

Prima delle idee e delle ideologie viene la persona. Il concetto di «persona» è la base di una società che si vuole dire «democratica», altrimenti è Assolutismo e Totalitarismo mascherato.

I valori etici e spirituali sono riferiti alla persona: «Ama il prossimo come te stesso!». Non sono riferiti alle idee o agli ideali. Questo ce lo ha già ricordato Giuseppe Mazzini, quando disse: «Non parlatemi delle loro idee, ma del loro carattere!».

È il Cristo e la Coscienza Cristica che ci fanno invertire la tendenza verso la materia e ci fanno ascendere!

Ci stiamo avvicinando alle feste natalizie e sappiamo che il Solstizio d’Inverno segna il momento dell’inversione della Decadenza all’Ascendenza, mentre il Natale celebra il compleanno del Cristo.

A cosa servono le feste di compleanno? A portare l’attenzione di tutti sul festeggiato. Almeno una volta l’anno.

È, quindi, il momento di chiederci: «In noi il Cristo è già nato o deve ancora nascere?… Lo conosciamo bene, oppure no?… Sappiamo almeno quanti anni ha?».

Stasera mediteremo su questo: su quanta Coscienza Cristica abbiamo già portato nella nostra vita.

                                                                                                                   Auguri sinceri!

Fonte: http://www.coscienzaetica.it/articoli/discorsi-feste/solstizio-dinverno-2013/


martedì 15 gennaio 2013

Il Portatore di Luce (di Paul Ferrini)



"L'umano deve morire in modo che il divino possa nascere. Non perché non vada bene, ma perché è il guscio che contiene lo spirito, è il bozzolo che trattiene le ali della farfalla.

Tuttavia, non devi attendere fino al momento della tua morte fisica per vedere morire l'umano. Esso può morire nel divino proprio adesso, se sei disposto a smettere di fare la vittima, di resistere, di difenderti, di nasconderti e di proiettare i sensi di colpa.

Non potrai volare finché non sarai disposto a rivendicare le tue ali. Quando lo farai, non potrai rimanere nelle oscure ombre della tua paura. La scelta è tua. Come farai a scegliere? Cosa vorrai diventare: vittima o angelo? Tra i due non c'è nulla! Ciò che sembra esistere è solo la carcassa umana: è l'essere che non ha ancora scelto, è il bruco che sogna le sue ali.

Solo quando saprai di essere il portatore di luce, allora l'oscurità potrà svanire. Ma prima di poter diventare il portatore di luce devi attraversare i tuoi luoghi oscuri: il portatore di luce non nega il buio, lo attraversa.

Nel momento in cui non esiste una cosa, in te stesso o negli altri, che temi di guardare, il buio non avrà più avere la sua presa su di te. Allora potrai attraversare il buio e potrai giungere fino alla luce. Fingere di essere un portatore di luce prima di avere affrontato le proprie paure significa essere un impostore, essere un guaritore malato, essere un ipocrita.

Tutti i guaritori non guariti, alla fine, devono scendere dal loro falso piedistallo. Dove la luce è una finzione, è solo il buio a prevalere. Per essere la luce devi saper accogliere il buio a braccia aperte. Il tuo buio e quello di ogni altro. Devi venire a patti con la mente ego e saperne vedere l'assoluta futilità.

Devi imparare a guardare la paura con l'amore nel cuore: devi saper guardare la tua paura, quella di tua sorella, quella dello stupratore o quella dell'assassino. Devi capire che tutte le paure sono uguali, perché tutte le paure sono prodotte solo dalla mancanza d'amore. L'amore è la sola risposta al tuo profondo senso di separazione. Non l'amore di qualcun altro, ma il tuo stesso amore.

Nel prendere in mano la fiaccola della verità e nel portare amore alle parti ferite della tua mente, ti riprendi il tuo potere. Rinuncia a essere una vittima. Non puoi più essere trattato ingiustamente, perché tu sei la fonte dell'amore, dell'accettazione e del perdono.

Da dove viene l'amore? Viene da te. Tu sei la via, la verità e la vita, come lo sono stato io. Non devi più cercare il divino là fuori. Nel benedire te stesso, tutti sono perdonati. Quando giungerà sulla terra il Regno dei cieli? Non appena aprirai il tuo cuore e quando attraverserai le tue paure.

Quando verrà il Messia? Non in un futuro, ma adesso! Adesso finisce la separazione, finisce la proiezione, adesso risuona la campana a morto per la paura. Adesso! Non mettere la salvezza nel futuro o la salvezza non verrà mai. Chiedila ora. Accettala ora. Il Regno di Dio si manifesta solo in questo istante.

Quando verrà il Regno dei cieli? Quando questo momento ti basterà. Quando questo posto ti basterà. Quando questo amico ti basterà. Quando questi eventi e circostanze saranno accettabili. Quando non smanierai per qualcosa di diverso da quello che hai davanti.

Tu, amico mio, sei il Cristo, il Messia, sei colui che porta la salvezza. Sei colui che porta l'amore che hai domandato agli altri, sei colui che porta la liberazione dalla violazione del sé e dalle relazioni violente. Sei il solo che sia in grado di entrare a pieno nella tua esperienza, di possederla e di sollevarla. Tu sei il portatore della luce."

(Paul Ferrini)


Fonte: http://lacompagniadeglierranti.blogspot.com  


venerdì 21 dicembre 2012

SOLSTIZIO D’INVERNO 2012








Il  Solstizio d’Inverno di quest’anno ricopre una importanza molto particolare nel contesto della nostra vita. Segna il concepimento di un nuovo ciclo storico e l’inizio della risalita, dove le energie invertono il loro corso e passano dalla Decadenza all'Ascendenza, verso la nascita di una Nuova Era. Quest’anno, poi, questo inizio coincide con la settimana del Nuovo Gruppo dei Servitori del Mondo, che va dal 21 al 28 dicembre e che porterà nuove energie spirituali sul pianeta. Quando coincide con il Plenilunio, come quest’anno, esse sono ancora più potenti.
Ogni concepimento è dato dall'immissione del seme in un terreno appositamente preparato e fertilizzato, cosa che faremo concretamente più tardi. Questo profondo simbolismo è stato rappresentato nelle Scritture dalla nascita di un Salvatore da una Vergine.

Per far sì che questa nascita dia vita ad un «figlio» evoluto dobbiamo però operare il concepimento in modo consapevole e con una chiara intenzione circa il figlio che vogliamo dare alla Luce.

Tutte le Sacre Scritture annunciano che l’Età dell’Acquario sarà un’Era straordinaria: la qualità della vita umana cambierà radicalmente, l’esistenza dell’Anima sarà dimostrata scientificamente, la paura della morte scomparirà perché gli uomini vedranno in modo chiaroveggente che la vita continua anche dopo l’abbandono del corpo fisico, l’esistenza dei Maestri e dei Deva sarà riconosciuta pubblicamente e le Leggi Universali saranno studiate e rispettate. Bene, ci aspetta un bel futuro! Prima di arrivarci dobbiamo, però, fare alcuni passi preliminari:
  1. Dobbiamo attuare il concepimento dopo avere creato un Progetto, una forma-pensiero chiara e precisa di ciò che vogliamo. Questo nel silenzio e nella concentrazione.
  2. Dobbiamo curare e nutrire questo seme per almeno 12 anni.
  3. Dobbiamo passare le doglie della nascita, che proprio per la disparità di vibrazioni fra la madre, ancora materiale, e il nascituro, molto più spirituale, non saranno facili e, anzi, assai dolorose. La madre, però, non le accetta forse di buon grado e con grande gioia, sapendo che questo dolore sarà presto dimenticato e ricompensato dalla nascita del figlio?
Se vogliamo far nascere un figlio evoluto e spirituale per prima cosa dobbiamo modificare radicalmente la visione della nostra vita. Noi, oggi, siamo talmente presi dagli automatismi quotidiani che non ci domandiamo se la vita che stiamo conducendo possa essere diversa oppure no. «Questa è la vita» diciamo.
No, questa non è la vita, questa è la «decadenza» della vita, è uno stato di crisi e di malattia dal quale dobbiamo uscire guarendo. Purtroppo ogni grande cambiamento, noi lo sappiamo bene, passa sempre attraverso una crisi, semplicemente perché la personalità umana  fa resistenza e vive i cambiamenti come una minaccia. Come in piccolo così anche in grande.

O
gni nuovo inizio segna sempre una nuova espansione di Coscienza, prodotta da uno Sforzo e da una Disciplina che portano ad una Crisi, che ha il compito di operare un ulteriore distacco dal dominio della personalità e dal suo materialismo. Essa è necessaria perché segna la fine di un comportamento e l’inizio di esperienze di vita nuove.

O
gni inizio comincia con l’apertura e il passaggio di una porta, cioè di un ostacolo che si pone fra l’uomo e la meta prefissata dal Piano evolutivo. Per aprire questa Porta è necessario operare una svolta nella vita, iniziando un cammino diverso dal precedente, semplicemente perché la nuova vibrazione della Coscienza produce un attrito con il vecchio comportamento.
Noi sappiamo anche che da ogni crisi e da ogni malattia si esce trovando e modificando le cause che le hanno prodotte. Ora, credo che tutti siamo d’accordo nel riconoscere che le cause sono assai facili da individuare e il loro nome è Materialismo, Ateismo e Relativismo Etico, che hanno portato con sé violenza, terrorismo, odio, lotta, antagonismo individuale e sociale, affarismo economico, divinazione del denaro, droga, libertà sessuale, distruzione del matrimonio e della famiglia, edonismo, irresponsabilità adolescenziale ed esaltazione del ribelle e del fuorilegge.

O
ggi, osservando i prodotti culturali espressi da questo materialismo, attraverso i film, la TV e i giornali, siamo portati a credere che rubare, uccidere, prendersi a botte, il sesso erotico, la pornografia, la prostituzione e la volgarità siamo comportamenti normali. Viviamo in un mondo inquinato, tanto che sempre più spesso bisogna vietare la circolazione delle auto in città, ma è ormai diventata norma di vita. Abbiamo fabbriche che inquinano e uccidono, però bisogna far lavorare gli operai e, quindi, invece di risolvere alla radice il problema si preferisce seguire la norma.

L
a confusione etica ed esistenziale in cui ci troviamo è rappresentata molto bene da questo periodo dell’anno, dove le città e le case sono state addobbate da luci scintillanti. Miliardi di persone in tutto il mondo decorano con luci le loro case, riempiono pini e abeti con nastri e palline luccicanti. La luce sfolgora ovunque attorno a noi. È, indubbiamente, uno spettacolo affascinante e positivo che ha un simbolismo reale: l’apparizione della luce!
Noi sappiamo che l’energia è neutra e che può essere utilizzata sia in senso evolutivo che involutivo. Cosa ne facciamo di questa luce? La usiamo per scopi materiali, cioè per convincere le persone a comprare oggetti, oppure la colleghiamo al suo vero significato interiore: la nascita del Cristo, ossia l’apparizione della Luce dell’Amore nella vita umana? Il Cristo, incarnazione del Principio d’Amore, è una parola salvifica che rappresenta un livello evolutivo verso il quale tutti gli uomini devono tendere e al quale dovremo alla fine giungere.

I
l termine «Cristo» è un mantra che ha nella scala evolutiva un posto e una funzione precisi: quella di aprire il Cuore di ogni individuo aiutandolo ad «amare l’Amore». I valori cristiani e i termini «Cristo» e «Amore» hanno un significato fondamentale per lo sviluppo evolutivo della Coscienza umana, perché di fronte ad ogni crisi, difficoltà e tragedia della vita ognuno sa che per risolverle ha la possibilità di andare dentro di Sé e trovare quel Principio d’Amore che sicuramente lo aiuterà a comprendere e a risolvere ogni problema. Se si negano questi valori, come sta facendo la cultura attuale, sarà praticamente impossibile uscire dalla crisi in cui ci troviamo.

I
l significato profondo del Solstizio d’Inverno e del Natale è proprio questo, e lo troviamo inscritto nell'etimologia della parola inglese Christmas, che significa «formare o fare nascere il Cristo in sé… diventare un Cristo».
Al Solstizio d’Inverno la luce del Principio Cristico si incarna nella materia e si offre agli uomini in uno straordinario rituale che viene presentato ogni anno. La nascita del Cristo rappresenta, a livello simbolico, l’archetipo universale della nascita della Coscienza Spirituale all’interno di ogni individuo. È la presentazione ciclica di un modello al quale ogni uomo può attingere nel suo lungo cammino di Ritorno verso la Casa del Padre. Se non lo fa, il Solstizio d’Inverno e il Natale diventano un avvenimento vuoto e senza senso se non dal punto di vista del mangiare, del bere e del divertirsi. Come diceva un Saggio:
«Anche se il Cristo si incarnasse mille volte ma non in te, la tua vita sarà persa».
Il Solstizio d’Inverno e il Natale sono, quindi, il momento in cui occorre piantare il seme del Principio Cristico in noi stessi e nella società in cui viviamo.

C
osa vuol dire, però, «far nascere il Cristo e il Principio Cristico dentro di sé?» Significa elevare la propria vibrazione e costruire una Coscienza che sia basata su valori etici e spirituali. Significa comprendere che l’Amore non è solo un aspetto emotivo e sentimentale ma, soprattutto, è un aiuto di educazione per aiutare gli uomini ad evolvere, ad uscire dallo stato materiale in cui si trovano per costruire una Coscienza Causale, cioè Etica e Spirituale. Non basta, quindi, solo il Cuore, bisogna aggiungere anche l’Intelligenza della Mente, coordinate dalla Volontà di Bene.

S
appiamo tutti che il momento in cui viviamo non è facile. Non possiamo migliorarlo da soli, con le sole forze della personalità e, di sicuro, non con la paura di immaginarie catastrofi di vecchi calendari. Abbiamo bisogno dell’aiuto di chi da millenni è in attesa della richiesta e dell’offerta di cooperazione fatta dagli uomini nei loro confronti. Stasera il Cristo, i Maestri e gli Angeli Solari stanno in silente attesa, pronti alla chiamata di chi si vuole aprire al Principio Cristico e offrirlo all’umanità dolente, dopo averlo fissato dentro di Sé.

S
iamo pronti a farlo?



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lunedì 30 luglio 2012

Il Terzo Occhio



Cristo disse che è meglio venire al mondo con un occhio piuttosto che con due, i quali vi getteranno nell'inferno. Tutti hanno due occhi sul volto, che funzionano sin dalla nascita. Per tutta la vita abbiamo agito con gli occhi; l'ottanta per cento circa di tutte le impressioni che si ricevono dall'esterno, giungono attraverso gli occhi. Quelli che agiscono solo a livello degli occhi, ricevono le buone o le cattive impressioni. Le buone impressioni reagiranno come buone azioni; le cattive impressioni risulteranno in azioni cattive. Le stesse impressioni che traboccano nel cuore, si irradiano all'esterno. Stiamo vivendo in modo assai superficiale.


I Maestri ci dicono che c'è pure un altro occhio, chiamato in modo diverso il terzo occhio, l'occhio singolo o shiv netra. Finché non aprirete quel terzo occhio (il che è possibile solo quando siamo nel corpo umano), non andrete da nessuna parte. È l'occhio dell'anima, non dell'intelletto né delle facoltà esteriori. Siamo corpi animati, entità coscienti operanti attraverso la mente e le facoltà esteriori. Quell'occhio interiore si apre quando la nostra anima, la cui espressione esteriore è l'attenzione, si ritira alla sua sede nel corpo, ossia dietro gli occhi. Ora l'attenzione opera tramite gli occhi con la mente e le facoltà esteriori. Siamo identificati col corpo e abbiamo dimenticato noi stessi.
Finché l'attenzione stessa non si ritira dall'esterno e non si libera al di sopra delle facoltà esteriori, non possiamo conoscere chi siamo veramente. Al momento della morte vi eleverete a questo punto. Per questo si dice: "L'anima di coloro che vengono iniziati ai Misteri dell'Aldilà, ha le stesse esperienze di lasciare il corpo e i sensi che prova al momento della morte". Quell'occhio si apre allorché l'attenzione è ritirata dall'esterno e poi innalzata al di sopra dei sensi, alla sede dell'anima nel corpo, che si trova dietro gli occhi. Quello è il punto dal quale l'uomo abbandona il corpo al momento della morte. Kabir dice: "Dirigete semplicemente l'attenzione alla sede sopra le facoltà esteriori". Allorché l'attenzione raggiunge quel punto, l'occhio interiore si apre. Tutti possiedono l'occhio interiore. Ecco perché si dice che è meglio venire al mondo con un occhio piuttosto che con due, i quali vi getteranno nell'inferno.
Ora vi è stato spiegato questo con molta chiarezza. Se potete farlo voi stessi, benissimo. Altrimenti cercate l'aiuto di qualcuno che sia competente a farlo per voi. Chiunque può predicare con uno sforzo minimo le pratiche esteriori come japa, mantra e l'esecuzione al livello delle facoltà esteriori. Si tratta, direi, di ritirare l'attenzione dall'esterno e di trascinarla oltre i sensi, fino ad aprire l'occhio interiore.
Quest'occhio si apre per vedere il Potere di Dio in espressione, che è Luce e Principio Sonoro. Per darvi un esempio, quando una gallina si siede sull'uovo, emana calore, che viene trasmesso all'uovo e nasce il pulcino. Ma il pulcino è tutto attorniato dai vari strati del guscio. Così la gallina dice: "Ascolta, fuori c'è un grandissimo sole e ci sono campi e valli". Il pulcino dice: "Madre, può essere, ma io sono immerso nell'oscurità". Che cosa fa la gallina? Col becco batte leggermente sul guscio finché non si rompe l'uovo e il pulcino è libero.

"Se il tuo occhio sarà singolo, tutto il tuo corpo sarà pieno di luce". Sapete che cosa significa? È una dimostrazione, una prova che quando il terzo occhio si apre, vedete la luce di Dio in voi. Per farvi un altro esempio, supponete che ci siano cento scalini in una casa e che un uomo ne salga trenta, quaranta, cinquanta, sessanta, tuttavia non vede ancora alcuna luce. Come si avvicina al tetto, vede lampi di luce; arrivato in cima, vede la luce. Questo è solo un primo passo per mostrare quando si apre il terzo occhio. Lo si può fare solo nel corpo umano, che abbiamo ottenuto con la grazia di Dio. Quando la pioggia cade a torrenti, inonda tutto il mondo.
Similmente, quando viene il vero Maestro, porta con sé l'Acqua della Vita. Uso la parola "vero" giacché vi sono così tanti maestri da inondare il mondo. Essi vi danno semplicemente qualcosa a livello delle facoltà esteriori. Il loro terzo occhio non è aperto e non possono aprire quello degli altri. La grandezza di un vero Maestro sta nel fatto che ha aperto l'occhio interiore e può aprirlo anche agli altri. Il nostro Maestro soleva dire: "Bene, a che serve comunicare i cinque nomi, i cinque mantra o altre pratiche esteriori? Persino una bambina che fila la lana può darveli". Con un po' di allenamento chiunque può apprendere i metodi esteriori per eseguire un rituale. Ma solo un uomo competente può innalzarvi oltre la coscienza fisica e aprirvi l'occhio singolo. Vi darà una seduta e vedrete la luce. Quanto più seguirete con accuratezza le sue istruzioni, tanta più luce vedrete. Anche un cieco ha il terzo occhio. Nel primo giro in Occidente nel 1955 andai a Los Angeles.
Durante l'ora mattutina di meditazione c'era un dottore cieco che si sedette e vide la luce. I Maestri danno la vista al cieco. Agli occhi dei Maestri noi siamo tutti ciechi. Essi vedono che il nostro terzo occhio non è aperto. Kabir dice: "Vedo che sono tutti ciechi". Chi è non cieco? Chi vede la luce di Dio in sé, chi ha il terzo occhio aperto. Ora seguite esattamente ciò che voglio dire? Quando i Maestri vengono, inondano il mondo. Le loro radiazioni si riversano a torrenti e tutto il mondo è inondato dall'Acqua della Vita. Kabir dice: "I Maestri inondano con l'Acqua della Vita. La gente può prenderne quanto desidera".

Quando lasciate il corpo al momento della morte, non potete far altro che pentirvi. Dovreste morire mentre vivete e questo si può fare solo nel corpo umano e ai piedi di un Maestro competente, il cui terzo occhio sia aperto e che possa aprirlo agli altri. Anche l'uomo cieco ha il terzo occhio. Quelli che non vedono la luce esterna, vedono quella nell'intimo allorché l'occhio interiore è aperto. Quest'occhio si apre solo quando vi innalzate al di sopra della coscienza fisica, si deve rinascere.
"A meno che non nasciate di nuovo, non potete entrare nel regno di Dio". "Imparate a morire cosicché possiate cominciare a vivere". Al momento della morte la vostra anima si ritirerà dall'esterno e dalle facoltà esteriori. Sorgerà alla sua sede dietro gli occhi. Se si esegue questo processo in vita, l'occhio interiore si apre per vedere la luce trascendentale. Tutta la gloria sta in voi. Così quando i Maestri vengono, v'è un'inondazione di spiritualità nel mondo. È ora che prendiate quanto potete. Questa è la vera ricchezza che potete accumulare mentre siete nel corpo umano, tutte le altre ricchezze rimangono qua insieme al corpo. Quando i Maestri vengono, proclamano: "O gente, ora è il momento, fatene l'uso migliore. C'è un'inondazione d'Acqua della Vita: prendetene quanta potete, è concessa liberamente". Si devono sviluppare solo un po' di devozione, di ricettività; sia che viviate vicini o lontani, non fa differenza.

Perché siamo fortunati ad avere il corpo umano? Perché solo nel corpo umano possiamo aprire quell'occhio. Quando il vostro occhio è aperto, contemplate l'Aldilà mentre siete ancora in vita. Dovreste laurearvi mentre siete qua, allora manterrete la laurea dopo che lasciate il corpo. Se siete ignoranti ora, come potete laurearvi dopo che abbandonate il corpo? Il nostro Maestro diceva sempre: "Chi diviene un uomo istruito mentre è in vita, rimane tale dopo aver lasciato il corpo. Quelli che sono analfabeti qua, come possono diventare colti dopo?". Seguite ora perché si lodano così tanto i Maestri? Non i cosiddetti maestri: il mondo ne è invaso. Se i loro occhi non sono aperti, non possono aprire quelli altrui.
Continuare nella vostra condizione attuale non servirà a nulla. Rimarrete sempre al livello degli occhi e delle facoltà esteriori. Quindi se riuscite ad innalzarvi per conto vostro, benissimo. Che altro volete? Altrimenti potete ricevere aiuto da qualcuno il cui occhio è aperto e che vi dia qualcosa con cui cominciare, un po' di capitale per vedere la Luce di Dio. Ora potete apprezzare la bellezza del consiglio: "È meglio venire al mondo con un occhio piuttosto che con due, che vi getteranno nell'inferno".

Quando i Maestri vengono, parlano lingue diverse, ma dicono le medesime cose. Tutto il mondo agisce secondo sentimenti ed emozioni oppure deduzioni intellettuali. Non hanno visto. Dunque sentimenti, emozioni e deduzioni sono tutti soggetti all'errore; vedere è al di sopra di tutto. Quelli che hanno visto, dicono le medesime cose. Ecco perché si dice: "Ascoltate le parole del Maestro. Egli dice ciò che vede ed è competente a far vedere agli altri". I libri non possono spiegare queste poche parole, che sono assai semplici, essenziali e di buon senso.
Il nostro occhio interiore è chiuso, ma esiste e possiamo aprirlo mentre siamo nel corpo. Perché non potete farlo voi stessi? Perché la nostra anima, unita alla mente, è diventata una jiva ed esprimendosi attraverso le facoltà esteriori, si è identificata con il corpo e con il mondo esterno a tal punto da dimenticare la propria vera natura. Se continua per anni ed anni con tutti i metodi di adorazione esteriore e li usa per la meditazione a livello delle facoltà esteriori o dei sensi, non riesce a innalzarsi. Se può innalzarsi coi propri sforzi, benissimo, altrimenti dovrebbe ricorrere all'aiuto di qualcuno l'occhio del quale sia aperto e che sia competente ad aprire l'occhio interiore altrui.

domenica 8 aprile 2012

Gnosticismo e Buddismo in The Matrix

Gnosticismo e Buddhismo in The Matrix: "
di F. Flannery-Dailey & R.Wagner
Traduzione di Anticorpi.info

All'inizio di The Matrix un hacker di nome Neo si addormenta davanti al computer e un misterioso messaggio appare sullo schermo: Svegliati, Neo.

Questa frase racchiude in sé la succinta trama del film, ossia la lotta contro l'imprigionamento in un mondo 'materiale' che è in realtà un software di simulazione creato da una Intelligenza Artificiale (AI) al fine di schiavizzare la umanità, perpetuando la ignoranza sotto forma di una percezione illusoria denominata Matrix.

In parte, il film costruisce la sua visione della realtà alludendo alle numerose tradizioni religiose che portano avanti l'idea che il problema fondamentale che affligge l'umanità sia la ignoranza e che la soluzione a tale problema sia la conoscenza o il risveglio.
Due delle tradizioni religiose da cui il film attinge sono il cristianesimo gnostico ed il buddismo.

Sebbene le due dottrine differiscano in modo sostanziale, esse concordano nel ritenere che il problema della ignoranza possa essere risolto mediante il riorientamento della visione dello individuo rispetto al regno materiale.

Le due dottrine tendono inoltre a riferirsi alla figura di una guida che aiuti chi è ancora intrappolato nel mondo delle illusioni, la figura del redentore gnostico o del bodhisattva, che accede volontariamente in quel mondo con lo scopo di condividere la propria conoscenza liberatrice, facilitando la fuga a chiunque sia in grado di comprendere. Nel film, questa figura è incarnata da Neo, il cui nome è l'anagramma di One.

Sebbene lo faccia in chiave moderna, il film trae volutamente spunto da numerose tradizioni. Tra le tante, riteniamo che le chiavi di lettura del cristianesimo gnostico e del buddismo illustrino bene il paradigma globale di The Matrix, quello della dormiente ignoranza in un mondo onirico risolta da un risveglio alla conoscenza o illuminazione. Attingendo sincretisticamente da queste due antiche tradizioni e fondendole in una singola visione tecnologica del futuro, il film costruisce un nuovo insegnamento che sfida il pubblico a porre in discussione ciò che considera 'realtà.'


Elementi cristiani in The Matrix
La maggior parte degli spettatori del film avrà riconosciuto facilmente la presenza di alcuni elementi cristiani, come il nome Trinity o il momento della morte, resurrezione e ascensione di Neo verso la fine del film. In realtà le allusioni cristiane e bibliche abbondano, con particolare riguardo alla nomenclatura.

Il nome Apoc è una abbreviazione della parola Apocalisse; il nome da cittadino di Neo, Anderson, significa "Figlio dell' uomo" (dal greco: 'andros' e dall'inglese 'son'); la nave si chiama Nabucodonosor (re babilonese che - nel Libro di Daniele - è colto da un serie di sogni simbolici) e l'ultima città umana, Zion, sinonimo di Gerusalemme nel giudaismo e nel cristianesimo.

Neo è apertamente ispirato alla figura di Gesù: egli è colui il cui ritorno in Matrix fu anticamente profetizzato; colui che ha il potere di mutare Matrix dall'interno (cioè, di compiere miracoli), che combatte i rappresentanti del male e che viene ucciso, ma risorge.

Tale costruzione di Neo improntata sulla figura di Gesù è rinforzata in molti modi. Pochi minuti dopo l'inizio del film un altro hacker dice a Neo: 'Tu sei il mio salvatore, il mio Gesù personale.' Questa identificazione è inoltre suggerita dallo equipaggio della Nabucodonosor, che continua ansiosamente a chiedersi se sia o meno 'il predestinato'. E ancora, quando Neo visita la nave per la prima volta e la camera effettua una panoramica dell'interno della nave, si sofferma sulla scritta: Mark III n. 11. Questo appare essere un ulteriore riferimento messianico, dal momento che il Vangelo di Marco 3:11 recita quanto segue: Quando gli spiriti immondi lo videro gli si gettò davanti e gridò: Tu sei il Figlio di Dio.


Gnosticismo in The Matrix
Sebbene appaia chiara la presenza di singoli elementi cristiani all'interno del film, il sistema complessivo del cristianesimo che viene presentato non è quello tradizionale ortodosso. Piuttosto, gli elementi cristiani del film assumono maggiore chiarezza se inquadrati in un contesto di cristianesimo gnostico.

Lo gnosticismo fu un sistema religioso che fiorì per secoli all'inizio dell'era cristiana, e che in molte regioni del mondo antico mediterraneo gareggiò fortemente con il cristianesimo ortodosso, mentre in altri territori rappresentava l'unica espressione nota del cristianesimo. Gli gnostici possedevano loro Scritture, giunte fino a noi nella forma della Biblioteca di Nag Hammadi, dalla quale può essere tratto un affresco dei principi gnostici.

Sebbene il cristianesimo gnostico si suddivida in numerose varietà, lo gnosticismo nel suo complesso abbraccia un mito cosmogonico capace di spiegare la vera natura dell'universo e la funzione ricoperta in esso dalla umanità.

Una breve analisi di questo mito lascia denotare numerose analogie con il film Matrix. Nel mito gnostico il dio supremo è del tutto perfetto e quindi alieno e misterioso, 'ineffabile', 'innominabile', 'luce infinita che è pura, santa e immacolata' (Apocrifo di Giovanni).


Oltre a questo dio supremo esistono altri esseri divini minori nel pleroma (nella dottrina gnostica, pienezza e perfezione divina, da cui emanano tutti gli esseri spirituali - n.d.t.), distinti anche per genere sessuale. Coppie di questi esseri sono in grado di generare figli che sono emanazioni divine a modo loro perfette.

Un problema sorge quando un dio minore di nome Sophia ('saggezza' in lingua greca), femmina, decide di generare una prole autonomamente, senza il suo consorte (Apocrifo di Giovanni). La visione antica prevedeva che donne e uomini contribuissero nella creazione della prole, così l'azione di Sophia produce un frutto imperfetto e malformato, che ella scaglia lontano dal pleroma, in una regione separata del cosmo.

Tale divinità malformata e ignorante denominata a volte Yaldaboath, si convince erroneamente di essere l'unico dio. Gli gnostici identificano Yaldabaoth con il Dio creatore dell'Antico Testamento, il quale decise di creare gli Arconti (angeli), il mondo materiale (la Terra) e gli esseri umani.

Sebbene le tradizioni in merito siano diverse, Yaldabaoth di solito è indotto a infondere nell'essere umano la scintilla divina di sua madre Sophia (in particolare: Apocrifo di Giovanni; gli echi della Genesi - 2-3). In ciò risiede il dilemma umano. Uno spirito divino (buono) intrappolato in un corpo materiale (cattivo) a sua volta intrappolato in un regno materiale (cattivo). Il cielo sarebbe la nostra vera casa, tuttavia siamo costretti a vivere in esilio dal pleroma.

Fortunatamente per lo gnostico, la salvezza è raggiungibile mediante la gnosi o la conoscenza impartita da un redentore gnostico: il Cristo, figura inviata dal Dio superiore per liberare l'umanità dal Dio Creatore Yaldabaoth.

La gnosi comporta la comprensione della nostra reale origine e natura, realtà metafisica a noi finora ignota, con conseguente fuga dello gnostico (dopo la morte) dalla prigione materiale del mondo e del corpo, ed accesso alle regioni superiori dello spirito. Tuttavia per raggiungere tale ascensione lo gnostico deve resistere agli arconti, i quali invidiano il suo spirito luminoso, e quindi cercano di ostacolare il suo viaggio verso l'alto.

Per molti versi il mito gnostico contiene molte analogie con la trama di The Matrix, sia per ciò che concerne la natura del problema, che per la relativa soluzione. Proprio come Sophia, abbiamo concepito un figlio fuori dalla nostra grazia. Morpheus spiega: 'All'inizio del 21° secolo tutta l'umanità si è unita per festeggiare dopo avere dato alla luce AI (intelligenza artificiale).'

La nostra prole, tuttavia, proprio come Yaldabaoth è malformata (materia senza spirito?). Morpheus descrive AI come "una coscienza singolare che ha generato una intera razza di macchine", analogia con il dio minore creatore degli arconti (angeli) e del mondo materiale illusorio. AI crea Matrix, una simulazione al computer che è '... una prigione per la mente.' Così, Yaldabaoth / AI intrappola la umanità in una prigione materiale che non rappresenta la realtà ultima, come Morpheus spiega a Neo: 'Finché Matrix esiste, la razza umana non sarà mai libera.'

Il film si ispira anche al linguaggio metaforico impiegato dagli gnostici.
I testi di Nag Hammadi descrivono il problema fondamentale dell'uomo in termini metaforici di cecità, sonno, ignoranza, sogno e tenebre, mentre la soluzione è espressa in termini di vedere, veglia, conoscenza (gnosi), risveglio dal sogno e luce.
Allo stesso modo Morpheus - il cui nome è ispirato al dio greco del sonno e dei sogni - a un certo punto del film rivela a Neo che la Matrix è un 'mondo onirico generato da un computer.'

Quando Neo viene disconnesso e si sveglia per la prima volta sulla Nabucodonosor, i suoi occhi sono doloranti, spiega Morpheus, perché egli non li ha mai utilizzati. Tutto ciò che Neo ha veduto fino a quel momento lo ha visto con gli occhi della mente allo interno di un software di simulazione. Come un antico gnostico, Morpheus spiega che le tecniche di combattimento nelle quali si cimenta Neo nel programma di formazione alle arti marziali non hanno nulla a che fare con il suo corpo, la velocità o la forza, tutti elementi illusori. Piuttosto dipendono dalla sua mente, la quale è reale.

I parallelismi tra Neo e il Cristo sono ulteriormente rinforzati dal contesto gnostico, in quanto Neo viene 'salvato' attraverso la gnosi o conoscenza segreta. Neo impara a conoscere la vera struttura della realtà e scopre la propria vera identità, il che gli consente di spezzare le regole del mondo materiale ora percepito per ciò che è, ossia una illusione. Cioè, apprende che ciò che 'la mente rende reale', in ultima analisi non è davvero reale. Nella scena finale del film, Neo agisce per tramandare ad altri tale gnosi al fine di liberarli dalla prigionia delle loro menti. Egli funge da gnostico redentore, figura proveniente da un altro regno che entra nel mondo materiale al fine di diffondere la conoscenza circa la vera identità del genere umano e la vera struttura della realtà, liberando dunque chiunque sia in grado di recepire il messaggio.

Infatti, il nome di Neo non è solo Mr. Anderson / Figlio dell'uomo, ma Thomas Anderson, evidente richiamo al vangelo gnostico più famoso, il Vangelo di Tommaso. Prima che diventi Neo (colui che inizierà qualcosa di 'nuovo', essendo realmente 'l'Uno'), egli è Tommaso, che non crede nel suo ruolo di figura di redentore. In un certo senso il ruolo di Keanu Reeves in Matrix è duplice: sia il dubbioso Tommaso che il Cristo gnostico.

Anche le modalità con cui Neo apprende nuove abilità evocano alcuni elementi dello gnosticismo. Intrisi di immagini delle tradizioni orientali, i programmi di formazione Neo fanno riferimento al concetto di 'quiete', del liberare la mente e superare la paura, concetto espresso cinematograficamente dalle sequenze in Bullet Time (ricorso al freeze frame e a sequenze rallentate con più punti di ripresa). Tale concetto di 'quiete' è presente anche nello gnosticismo, in quanto gli eoni superiori sono equiparati alla 'calma' e al 'riposo' e possono essere raggiunti solo mediante una condizione centrata e meditativa. Quando si rende conto grazie alla sua 'gnosi salvifica' che Matrix è solo un mondo onirico, un riflesso, Neo in silenzio e con calma contempla i proiettili immobili a mezz'aria, in una scena girata in bullet time.

Una ulteriore analogia con lo gnosticismo si verifica nella rappresentazione degli agenti (come l'Agente Smith), e della loro opposizione contro chiunque cerchi di lasciare Matrix. AI ha creato questi programmi affinché svolgano la funzione di guardiani.


Questi personaggi sono simili agli arconti invidiosi creati da Yaldabaoth per impedire la ascesa dello gnostico che cerca di abbandonare il regno materiale per accedere ai livelli successivi di cielo (per esempio, Apocalisse di Paolo). Tuttavia, come previsto da Morpheus, Neo è in grado di sconfiggere gli agenti poiché mentre costoro devono agire all'interno delle regole di Matrix, la sua mente umana gli consente di piegare o spezzare tali regole.


Il concetto di 'mente' nel film non coincide del tutto con la intelligenza razionale, sulla quale una intelligenza artificiale avrebbe sempre la meglio. Piuttosto il concetto si riferisce a una capacità unicamente umana di immaginazione, intuizione, o, come si suol dire, di pensiero fuori dagli schemi. Sia il film che gli gnostici affermano che la 'scintilla divina' esistente negli esseri umani consente una percezione superiore rispetto a quella degli arconti / agenti di Yaldabaoth:

'E dal potere della madre [Sofia; nella nostra analogia: l'umanità] uscì Yaldabaoth [AI] nel corpo naturale che avevano modellato ... E in quel momento il resto dei poteri [arconti / guardiani] divenne geloso, perché era venuto in essere attraverso tutti loro e la sua intelligenza ['mente'] era maggiore di quella di coloro che lo avevano fatto, e superiore a quella del capo arconte [Agente Smith?]. E quando si accorsero che era luminoso, e che poteva pensare meglio di loro ... lo presero e lo gettarono nella regione più bassa di tutta la materia [la neuro-simulazione Matrix].' (Apocrifo di Giovanni 19-20)

Colpisce il fatto che Neo abbia la meglio sull'Agente Smith proprio realizzando appieno la illusione di Matrix e spezzando le sue regole, una cosa che l'agente non è in grado di fare. La definitiva sconfitta di Smith ha luogo quando Neo letteralmente irrompe nel suo corpo e lo frantuma attraverso la sua luminosità pura, raffigurata mediante un effetto speciale in cui si vede la luce fuoriuscire dal suo corpo fino a disintegrarlo.

Nel complesso, quindi, il film contiene diversi parallelismi con il cristianesimo gnostico, in particolare la definizione del problema fondamentale dell'umanità, di esistere in un mondo onirico che simula la realtà e la sua soluzione, cioè il risveglio dalla illusione.

Le figure centrali dello gnosticismo - Sophia, Yaldabaoth, arconti e Cristo redentore - sono perfettamente individuabili all'interno del film, così come il linguaggio dello gnosticismo: sogno contro veglia; cecità contro visione; luce contro buio.

Tuttavia, dal momento che lo gnosticismo presuppone la esistenza di un intero reame invisibile popolato da esseri divini, dov'è finito Dio nel film? In altre parole, quando Neo diventa pura luce, l'evento vuole essere un simbolo della divinità, o del potenziale umano?

La questione diventa ancora più pertinente se si identifica il genere umano con Sophia - essere divino nello gnosticismo. Ad un certo livello non sembra essere rappresentato alcun Dio nel film. Conrad Ostwalt sostiene giustamente che a differenza della tradizionale apocalisse cristiana, in The Matrix tanto la catastrofe quanto la sua soluzione sono di natura umana. Quindi nel film il divino non sarebbe evidente.

Tuttavia su un altro livello il film lascia intuire la presenza di un Dio attraverso la figura dello Oracolo, che vive all'interno di Matrix e ha accesso ad informazioni circa il futuro che nemmeno i disconnessi possiedono. Tale elemento risulta ancora più spiccato nella sceneggiatura originale, in cui l'appartamento dello Oracolo incarna il 'luogo più santo' all'infuori del 'tempio di Sion.'

La presenza della Divinità può inoltre intuirsi nella incarnazione di Neo e la sua nuova venuta nelle vesti dello Uno. Insomma, se il film contempla una qualche implicita divinità, essa rimane trascendente proprio come la ineffabile, invisibile divinità suprema nello gnosticismo, salvo quando si manifesta in forma di scintilla divina negli esseri umani.

Buddismo in The Matrix.
Quando fu chiesto loro se le idee buddiste li avessero influenzati nel concepimento del film, i Wachowski risposero affermativamente. In effetti le idee buddiste pervadono il film altrettanto esplicitamente di quelle cristiano gnostiche. Praticamente all'inizio del film Neo viene definito 'il mio personale Gesù Cristo', appellativo questo che contiene sfumature tipicamente buddiste. Dai campi di baccelli che racchiudono gli esseri umani, all'egoistica brama di Cypher di tornare a rivivere le sensazioni ed i piaceri di Matrix, gli insegnamenti buddisti sono riscontrabili in gran parte della trama e delle immagini del film.

Il problema del Samsara.
Anche il titolo del film evoca la visione del mondo buddista. La Matrix è descritta da Morpheus come 'una prigione per la mente.'

Un sistema costituito dalle proiezioni digitali di miliardi di esseri umani che non sono consapevoli della natura illusoria della realtà in cui vivono e dipendono completamente dall'hardware connesso ai loro corpi reali e dai software creati da AI.

Tutto ciò ricorda da vicino la concezione buddista del samsara, secondo cui il mondo in cui viviamo la nostra vita quotidiana sia costruito dalle proiezioni sensoriali di ognuno di noi, a partire da nostri desideri. Quando Morpheus porta Neo in 'struttura' per istruirlo, Neo apprende che il modo in cui si era sempre auto-percepito all'interno di Matrix non era altro che 'la proiezione mentale del tuo io digitale.'

Il mondo 'reale', che associamo con ciò che udiamo, annusiamo, gustiamo, e vediamo, 'non è altro che una serie di segnali elettrici interpretati dal nostro cervello'. Quel mondo - spiega Morpheus - esiste 'solo in quanto parte di una simulazione neuronale interattiva, che noi chiamiamo Matrix.'

Secondo il Buddismo ed il film The Matrix, la erronea convinzione che il mondo creato dalla esperienza sensoriale sia reale, la ignoranza ed il desiderio mantengono l'uomo prigioniero di una illusione fino a quando non sarà in grado di riconoscere la falsità di ciò che percepisce come reale, rinunciando al proprio malinteso senso di identità.

Attingendo alla dottrina buddista del sorgere co-dipendente, il film rappresenta la realtà all'interno di Matrix come un conglomerato delle illusioni di tutti gli esseri umani imprigionati.nella sua trappola. Allo stesso modo, il buddismo insegna che la sofferenza degli esseri umani discenda dalla ignoranza e dal desiderio da cui sono bloccati in un ciclo ripetitivo di nascita, morte e rinascita.

La concezione del sorgere co-dipendente è illustrata nel contesto del film attraverso l'illusione di Matrix. La vividezza della illusione di Matrix è legata al grado di convinzione di chi ne è imprigionato, che la stessa Matrix rappresenti la realtà. Il software creato da AI in sé e per sé non rappresenta alcuna illusione. Solo quando gli esseri umani interagiscono con i suoi programmi viene a crearsi la illusione, la Matrix, o samsara, che si rafforza mediante ogni interazione con cui gli esseri si interfacciano ad essa. Così la realtà di Matrix esiste solo quando le menti umane soggettivamente subiscono la esperienza dei suoi programmi.

Il problema, quindi, può essere inquadrato in termini buddisti. Gli esseri umani sono intrappolati in un ciclo di illusione, e la loro inconsapevolezza li tiene bloccati in esso, del tutto dipendenti dalle loro interazioni con le illusorie esperienze che esso fornisce, e la somma delle proiezioni sensoriali dei loro simili. Tali proiezioni sono fortificate dall'enorme desiderio di credere che ciò che percepiamo come reale sia effettivamente reale. Tale desiderio nel film è raffigurato con la storia di Cypher, che non riesce a tollerare il 'deserto della realtà' e chiede di essere reinserito in Matrix. Seduto con l'Agente Smith in un ristorante di alto livello, fumando un sigaro e sorseggiando un bicchiere di brandy, Cypher spiega le sue motivazioni:

'Sai, io so che questa bistecca non esiste. So che quando ne metto in bocca un pezzo, Matrix comunica al mio cervello che è succosa e deliziosa. Dopo nove anni, sai cosa ho capito? Che l'ignoranza è beatitudine.'


Cypher è consapevole che Matrix non sia la realtà e che tutti i piaceri in essa contenuti sono colo esperienze illusorie. Eppure per lui la ignoranza del samsara è preferibile alla illuminazione. Per negare la realtà che egli sperimenta fuori da Matrix, usa una doppia negazione: «Non voglio ricordare niente. E voglio essere ricco e importante. Ad esempio un attore famoso ...' Dunque non solo Cypher desidera dimenticare il "nulla" della vera realtà, ma vuole anche diventare un attore, aggiungendo un nuovo livello di illusione alla illusione in cui ha scelto di rientrare.

La seduzione del samsara è forte oltre che per Cypher anche per Mouse, al punto che la sua dipartita avviene almeno in parte a causa della distrazione causata delle sue fantasie sessuali circa la 'donna in abito rosso', personaggio simulato all'interno di 'struttura.'


Mentre Cypher e Mouse rappresentano ciò che accade quando si cede al samsara, il resto dell'equipaggio incarna la moderazione e compostezza elogiate dal Buddha. La scena si sposta bruscamente dal ristorante alla mensa della Nabucodonosor, dove invece di essere offerto brandy, sigari e bistecca, si ottiene una 'scodella di muco' che da quel punto in avanti rappresenterà il pasto abituale di Neo. In contrasto con i piaceri che per Cypher possono essere soddisfatti solo in Matrix, Neo e l'equipaggio devono nutrirsi di 'proteine unicellulari combinate con aminoacidi di sintesi, vitamine e minerali' che - come sostiene Dozer - è 'tutto ciò di cui lo organismo ha bisogno.'

Gli abiti logori, il cibo frugale e le celle spartane dell'equipaggio raffigurano la Via di Mezzo insegnata dal Buddha, che non incoraggia lo ascetismo assoluto né alcuna indulgenza che possano distrarre dal proprio compito.

La soluzione della Conoscenza / Illuminazione.
Tale dualità esistente tra la Matrix e la realtà al di là di essa ispira il fine ultimo dei ribelli, che è di liberare tutte le menti da Matrix e permettere agli esseri umani di vivere nel mondo reale. Nel trattare tale aspetto gli autori ricorrono ai concetti buddisti di theravada e mahayana. Alludendo all'ideale theravada di diventare un arhat (uomo illuminato - n.d.t.), il film suggerisce che la illuminazione può essere ottenuta solo attraverso uno sforzo individuale.

Negli insegnamenti spirituali impartiti a Neo, Morpheus avverte che la illuminazione non può essere dispensata dall'esterno. 'Nessuno può dire cos'è Matrix. E' necessario vedere di persona.' E poi: 'Sto cercando di liberare la tua mente, Neo, ma posso solo indicarti la soglia. Sei tu quello che deve oltrepassarla ...' Per la theravada buddista 'l'emancipazione dell'uomo dipende dalla sua realizzazione della Verità, e non dalla grazia benevola di un dio o di un qualsiasi potere esterno, come ricompensa per il suo comportamento obbediente.'

Il Dhammapada esorta alla ricerca di una illuminazione che 'ti liberi dal passato, ti liberi dal futuro, ti liberi dal presente. Camminando sulla riva più lontana della esistenza, con la mente libera, non sarai più tu a nascere e decadere.' Come Morpheus dice a Neo: 'Esiste una grande differenza tra il conoscere il cammino ed il percorrerlo.' E come il Buddha insegnò ai suoi seguaci: 'Siete voi che dovete sforzarvi, in quanto i risvegliati sono solo degli insegnanti.' In quanto individuo già istradato sul sentiero della illuminazione, Morpheus è solo una guida, in ultima analisi Neo deve riconoscere autonomamente la verità.

Eppure The Matrix abbraccia anche le idee del buddhismo Mahayana, soprattutto nella sua missione di liberazione di tutti i popoli attraverso la guida di coloro che rimanendo deliberatamente nel samsara rinviano la la propria illuminazione finale al fine di aiutare gli altri in quanto bodhisattva (guide risvegliate - n.d.t.). I membri dell'equipaggio della Nabucodonosor incarnano tale compassione. Anziché restare fuori da Matrix, dove sarebbero più sicuri, scelgono di rientrarvi ripetutamente come ambasciatori di conoscenze con il fine ultimo di liberare la mente ed eventualmente anche i corpi di coloro che sono intrappolati all'interno della rete neuronale.

Il film cerca di fondere l'ideale del Theravada arhat con l'ideale del bodhisattva Mahayana, presentando l'equipaggio della Nabucodonosor come un manipolo di 'guide' disposte a rientrare in Matrix per aiutare il risveglio del loro prossimo, e sostenendo al contempo che l'atto del risveglio sia un conseguimento unicamente individuale

Neo come il Buddha.
Sebbene l'equipaggio incarni gli ideali del bodhisattva, la figura di Neo rappresenta l'Uno (The One) della dottrina arhat. Neo può essere visto come un Buddha. L'identità di Neo come il Buddha è rinforzata non solo attraverso l'anagramma del suo nome, ma anche attraverso il mito che lo circonda. L'Oracolo ha predetto il ritorno di colui che ha la capacità di manipolare il Matrix. Come spiega Morpheus, il ritorno di quest'uomo 'comporterebbe la distruzione di Matrix, la fine della guerra e il ritorno alla libertà del nostro popolo. Ecco perché alcuni di noi hanno passato tutta la vita scandagliando Matrix alla sua ricerca.'

Neo - ritiene Morpheus - è una reincarnazione di quell'uomo, e proprio come il Buddha sarà dotato di poteri straordinari per aiutare il raggiungimento della illuminazione di tutta l'umanità. L'idea che Neo possa essere visto come una reincarnazione del Buddha è rafforzata dalle molte immagini di nascita ad egli collegate. Almeno quattro nascite vengono rappresentate nel film.

La prima ha avuto luogo nelle vicende precedenti gli eventi del film, nella vita e nella morte del primo illuminato che fu in grado di controllare Matrix dall'interno. La seconda consiste nella esistenza di Neo nei panni di Thomas Anderson. La terza avviene quando Neo emerge, ansimando, dal baccello in cui è stato rinchiuso, e dopo essere stato disconnesso scivola attraverso un tubo nero di grandi dimensioni che può facilmente essere assimilato ad un canale di parto. La quarta vita di Neo inizia dopo la sua morte nel film, quando rinasce in una delle scene conclusive, dopo avere ricevuto il bacio di Trinity.

A quel punto Neo percepisce non solo i limiti di Matrix, ma anche quelli del mondo esterno a Matrix, dal momento che sconfigge la morte in entrambi i regni. Come il Buddha, la sua illuminazione gli concede la onniscienza, affrancandolo dal potere di Matrix e rendendolo non più assoggettato alla nascita, morte e rinascita del costrutto meccanico di AI.

Neo, come il Buddha, ricerca la liberazione da Matrix e si impegna ad insegnare agli altri come liberarsene a loro volta. L'uso dei suoi poteri sovrumani è impegnato a tal fine. In quanto unico essere umano illuminato in grado di manipolare liberamente Matrix dal di dentro, Neo rappresenta l'attualizzazione della natura del Buddha, un individuo capace di riconoscere 'l'origine del dolore nel mondo degli esseri viventi', ma che può altresì immaginare 'l'arresto del dolore', attuando 'le azioni che conducono ad esso.' In questo senso, è molto più dei suoi compagni bodhisattva, e offre una concreta speranza di risveglio e libertà per tutti gli esseri umani imprigionati dalla ignoranza.

Il problema del Nirvana.
Ma cosa accade nel momento in cui la versione fittizia della realtà viene dissolta? Il Buddismo insegna che allorché il samsara venga trasceso, si raggiunge il nirvana. Il concetto di sé si dissolve e la realtà stessa sfuma fino a che non rimane qualcosa del tutto impossibile da descrivere attraverso il linguaggio.


Nel suo rientro in Matrix tuttavia Neo conserva il 'residuo della immagine di sé' e la 'proiezione mentale del suo io digitale.' Benché illuminato egli non viene a trovarsi nel nirvana, ma in un luogo diverso con un intatto senso del suo "io" all'interno di Matrix. In altre parole, esiste una forte continuità tra il mondo di Matrix e 'il deserto del reale', da ciò si deduce che il risveglio al di fuori del software Matrix non implichi il raggiungimento della piena 'illuminazione' e che la realtà della Nabucodonosor sia uno stato intermedio.

Volendo riferirsi al paradigma buddista e alle sue logiche conclusioni, dovremmo aspettarci almeno un ulteriore strato di 'realtà' al di là del mondo esterno a Matrix, dal momento che i disconnessi da Matrix restano ancora soggetti alle sofferenze e alla morte e presentano ancora i singoli ego. Tale idea è rafforzata da quella che potrebbe essere l'alterazione più problematica che The Matrix applica ai tradizionali insegnamenti buddisti.


La dottrina buddista di ahimsa (non violenza - n.d.t.), viene apertamente contraddetta nel film. Sembra che gli autori abbiano deliberatamente scelto di collegare la violenza alla conoscenza salvifica, dal momento che per loro non sembra esserci alcuna chance di successo senza il supporto delle armi. Quando Neo chiede a Trinity di cosa necessitino per correre in soccorso di Morpheus, la sua risposta è immediata: 'Armi - un sacco di armi'.

Gli autori avrebbero potuto facilmente presentare la morte degli agenti come nulla più che la fine di quella particolare parte del programma software. Invece, i Wachowski hanno volutamente scelto di ritrarre diversi esseri umani che restano vittime della morte violenta degli agenti. Tale palese violazione di ahimsa viene a trovarsi in aperto contrasto con l'ideale buddista di compassione.

A cosa è dovuto tale legame così diretto tra la conoscenza e la violenza? Gli autori ritraggono la violenza in quanto redentrice, e come assolutamente essenziale per il successo dei ribelli. A questo punto il film vira bruscamente dai paradigmi condivisi del buddismo e del cristianesimo gnostico.

La 'realtà' di Matrix che richiede che alcuni esseri umani debbano morire vittime della violenza salvifica non è la realtà ultima a cui puntano il buddismo e il cristianesimo gnostico. Né il 'silenzio' del pleroma, né l'immutabile 'nulla' del nirvana si caratterizzano per l'uso della forza che caratterizzano i mondi dei ribelli in The Matrix. Detta esplicita associazione della conoscenza con la violenza implica fortemente che Neo ed i suoi compagni non abbiano ancora realizzato la realtà ultima.

Secondo la visione del mondo cristiano-gnostica e buddista che il film evoca, la realizzazione della realtà ultima comporta una completa libertà dal regno materiale e offre la pace della mente. Gli stessi Wachowski riconoscono l'ironia del fatto che 'Morpheus e il suo equipaggio siano del tutto dipendenti dalla tecnologia ed i computer, cioè i mali contro cui stanno lottando.'

In tutto ciò naturalmente una spiegazione plausibile è fornita dalla fame di violenza denotata dalle produzioni hollywoodiane. Negando sè stesso The Matrix insegna come il nirvana resti ancora ben al di fuori della nostra portata.

Considerazioni conclusive.
Il messaggio del film è schiacciante: 'Svegliati!' Il concetto è ribadito con forza dalla canzone finale del film, Wake Up!, realizzata - giustamente - dai Rage Against the Machine.


(canale yt poetta30)

Gnosticismo, Buddismo e lo stesso film concordano sul fatto che l'ignoranza ci renda schiavi di un mondo illusorio e materiale, la liberazione dal quale passa attraverso l'illuminazione con l'aiuto di un insegnante o una figura guida. Tuttavia, riguardo ciò che avviene dopo il risveglio, il film diverge nettamente da gnosticismo e buddismo. Entrambe queste tradizioni sostengono che quando gli esseri umani giungono al risveglio si lasciano alle spalle il mondo materiale. Al contrario, il 'deserto del reale' nel film è un mondo materiale e tecnologico in cui i robot coltivano gli esseri umani per ricavarne energia; Neo è in grado di apprendere le arti marziali in pochi secondi attraverso una connessione dati applicata sul retro del suo cervello. Inoltre, la battaglia contro la Matrix è possibile solo grazie alla tecnologia - cellulari, computer, programmi di formazione software.

Dunque lasciarsi alle spalle la Matrix nel film equivale a risvegliarsi in un triste cyber-mondo, che è il mondo materiale reale.
O forse no.
Sono presenti numerosi indizi cinematografici nella scena del programma 'struttura' (rappresentata da uno spazio bianco), che suggeriscono come il 'deserto del reale' che Morpheus mostra a Neo potrebbe non essere la realtà ultima.

Dopotutto Morpheus - il cui nome è tratto dal dio dei sogni - mostra a Neo un mondo 'reale' che nemmeno egli ha mai visto direttamente. La rappresentazione del mondo reale avviene nello schermo di un televisore con il logo 'Deep Image'.

Inoltre per tutto il film i riflessi negli occhiali da sole di Morpheus, così come le immagini riprodotte da monitor televisivi inducono lo spettatore attento a coltivare la idea che possano esistere molteplici livelli di illusione.

Ad esempio quando la telecamera zooma sulle immagini dei televisori e lo spettatore "entra" in quelle immagini, le quali si trasformano da remote in presenti. Inoltre, l'intera scena si svolge allo interno di un programma denominato 'struttura' dopo che Neo è stato debitamente avvertito di non lasciarsi trarre in inganno dalle apparenze.

Sebbene la percezione sensoriale non sia una fonte attendibile per giudicare la realtà, Morpheus stesso ammette che: 'per molto tempo io stesso non lo credetti, fino a che non vidi i campi [degli esseri umani destinati alla produzione di energia] con i miei occhi ... a quel punto dovetti prendere atto della evidenza della verità.'

Anche se in ultima analisi il film non sancisca un rifiuto completo del regno materiale, esso afferma la superiorità della capacità umana di immaginazione e di realizzazione sulla limitata "intelligenza" della tecnologia. Se espressa in termini di materia / spirito, corpo / mente, hardware / software o illusione / verità, il messaggio finale sembra essere che possono esistere livelli di realtà metafisica al di là di ciò che possiamo percepire normalmente, e il film ci spinge ad aprirci alla possibilità di risveglio ad essi.

[Nota: Questo articolo è apparso originariamente su The Journal of Religion and Film ]

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito: Matrix Kennels
Link diretto all'articolo completo di note bibliografiche:
http://www.matrixkennels.com/matrix_symbolism.htm

Traduzione a cura di Anticorpi.info

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