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domenica 25 febbraio 2018

Pensiero del giorno: I disturbi involutivi

https://www.fraternity.it/node/2004

Nei disturbi involutivi c’è scollegamento se non addirittura rottura del filo di collegamento tra l’Io e il Sé; l’asse Io-Se è alterato; è presente un sensazione dolorosa di lontananza o di allontanamento dal proprio Sé spirituale.

I disturbi involutivi accompagnano la sofferenza del processo regressivo e di involuzione. I sintomi hanno in questo caso un significato veramente patologico.

Il soggetto, per paura di affrontare il passo maturativo da compiere, regredisce verso un’immagine di sé più povera rispetto alla precedente.

Di fronte all’ansia del conflitto tra tendenze regressive e progressive, il soggetto rimuove il polo maturativo e cerca di lenire l’ansia, indietreggiando e cercando di organizzarsi in un punto regressivo rispetto al livello evolutivo potenzialmente raggiungibile (e probabilmente interiormente già raggiunto).

La malattia si configura allora come una forma di organizzazione patologica della sofferenza: una strutturazione statica priva di dinamismo al suo interno, un progetto patologico che permette di mantenere un certo grado di coesione interna (sintesi ristretta e parziale), un meccanismo di difesa dal rischio di una destrutturazione e disorganizzazione psichica (rischio che il soggetto pare intravedere nei momenti di sfasamento-assestamento del suo procedere evolutivo).

Roberto Assagioli - Psicosintesi

sabato 23 luglio 2016

Possedere se stessi (Roberto Assagioli)

POSSEDERE SE STESSI – IL DOMINIO DEGLI ELEMENTI CHE COMPONGONO LA PERSONALITA’

All’opera di scoperta di tutto quanto si agita in noi seguono necessariamente il dominio e la gestione delle differenti istanze della psiche. In altri termini noi possiamo decidere di non essere dominati da tutto quello con cui il nostro io s’identifica; noi possiamo dominare, dirigere e utilizzare tutto quello con cui c’identifichiamo. Ogni volta che un contenuto entra nel campo di coscienza noi possiamo decidere se subirlo oppure usarlo. Se dico “Io sono triste” divento perciò stesso triste. Mi identifico, o al contrario posso prendere atto che della tristezza è entrata nel campo di coscienza e decidere cosa farne. A questo scopo l’esercizio di disidentificazione è uno strumento di impareggiabile efficacia. Possiamo definire la disidentificazione come il distacco, consapevolmente effettuato, da vissuti, emozioni, parti, ruoli, pensieri, ideologie e così via. In altri termini si tratta di lasciar cadere un certo habitus mentale che costituiva la nostra precedente identità, proprio come un vestito vecchio, per indossarne uno nuovo e del tutto differente, si tratterà di un abito fatto su misura da noi stessi per quel momento esistenziale e maggiormente adeguato alle circostanze. Possiamo definirla anche come un’attitudine volontariamente scelta atta a liberarci da emozioni, desideri, immagini, ruoli eccetera dei quali altrimenti potremmo diventare “schiavi”. La disidentificazione, in termini semplici, distingue l’essere dall’avere: ciò che si ha da ciò che si é. Essa conduce a due importanti risultati: a) l’osservazione consapevole di un qualunque contenuto che si presenti alla coscienza, sia esso un’emozione, un pensiero, o una formazione più complessa com’è appunto una parte, detta anche subpersonalità, fa sì che l’individuo non ne sia travolto, o agito come si dice in termini psicologici, ma al contrario possa gestirlo; b) la presa di distanze da tali contenuti è già sufficiente, spesso, a togliere loro la forza d’urto sulla coscienza stessa, pensiamo per esempio all’effetto che la rabbia produce sull’essere umano. In effetti, si nota come già l’atto di osservare produce una diminuzione, una perdita di forza dell’identificazione. Tale presa di distanza, o distacco che dir si voglia, inoltre, è allo stesso tempo sia una conseguenza dell’esercizio che una premessa importante per poter osservare, e porta inevitabilmente alla scoperta dell’Io quale Centro unificatore e all’osservazione distaccata dei mutevoli contenuti della coscienza. La disidentificazione ci permette di relativizzare quello che tendiamo, per un processo identificativo inconscio, ad assolutizzare. Alla disidentificazione segue di necessità l’autoidentificazione con la quale s’intende l’identificazione consapevole col Centro che abbiamo definito IO. Essa è il momento in cui, dopo esserci disidentificati dai vari contenuti di cui abbiamo parlato sopra, emerge il “centro di pura autocoscienza e di volontà”. L’autoidentificazione è la fase del processo complessivo che sposta l’identificazione da un contenuto, per sua natura mutevole e relativo, all’Io – Centro di coscienza, stabile, fisso, uguale a se stesso, dallo strumento al possessore dello strumento stesso, dall’avere all’essere. Trasformazione di se stessi e sintesi dei vari aspetti (in altri termini formazione o ricostruzione della personalità intorno al nuovo Centro). L’importante processo della disidentificazione dalle dinamiche interne e d’autoidentificazione nell’Io è il punto centrale della psicosintesi di Assagioli e non solo, essendo questo un metodo conosciuto, sotto altri termini, in molte scuole di pensiero e religiose occidentali e orientali. Le dinamiche psicologiche ci muovono all’azione e al perseguimento dei nostri scopi, in una parola costituiscono il nostro carattere e determinano il comportamento. Sono energie reali, poiché sappiamo che è reale ciò che agisce, ciò che produce effetti. Nessuno, infatti, può mettere in dubbio che la rabbia, il desiderio, l’innamoramento, la volontà e così via, ci spingono all’azione e producono degli effetti, esattamente come l’elettricità, il calore, le onde elettromagnetiche e via dicendo. Detto questo, ripetiamo ancora una volta che nell’essere umano esiste una molteplicità di tendenze, d’energie differenti, solo in parte armonizzate e spesso in conflitto. Possiamo a buona ragione affermare che spesso siamo dei veri e propri “campi di battaglia”, dove ogni tendenza presente in noi cerca di manifestarsi e di raggiungere i suoi fini, in contrasto e spesso anche contro la nostra stessa volontà. In altri termini, ogni singola parte di noi ha una sua volontà e tende ad esprimersi, malgrado noi. Potremmo fare milioni di esempi, ma ci basta ricordare tutte le volte che siamo tristi o arrabbiati senza sapere perché, o insoddisfatti senza che apparentemente non ci manchi nulla. Noi però possiamo dirigere e controllare tutte queste forze che si agitano in noi con l’uso consapevole e intelligente della volontà e l’utilizzo di tecniche adatte. Possiamo così riassumere il processo che dalla presa di coscienza porta alla trasformazione delle dinamiche psichiche: sono consapevole di essere arrabbiato, il solo sforzo di conoscermi porta ad osservarmi osservandomi mi distacco, o disidentifico, dalla rabbia e la osservo da una certa distanza il solo fatto di osservarmi, inoltre, smorza la forza della mia rabbia, vale a dire che mi rende capace di dominarmi, ma posso fare di più: a) posso anche comprendere cosa e perché mi ha fatto arrabbiare b) infine, decido come utilizzare l’energia della rabbia. Posso per l’appunto trasformarla. Nella trasformazione le energie sono utilizzate per scopi differenti e liberamente scelti rispetto a quelli verso i quali s’indirizzerebbero spontaneamente. Basta un esempio per convincerci che questo è possibile. Riprendiamo in esame la rabbia, non si può negare che un individuo arrabbiato possiede un’energia tremenda che può creare molti danni. Una prima trasformazione volontaria consiste nel dirigerla ed utilizzarla per scopi utili o innocui, sfogando l’eccesso d’energia in un’attività fisica, e qui la scelta è molto ampia. Potremmo usare l’energia della rabbia anche in modo indiretto e sostitutivo, simbolico direi, scrivendo per esempio una lettera alla persona che ci ha fatto arrabbiare nella quale esprimiamo liberamente il nostro vissuto, senza però spedirla. Dello stesso genere è il cosiddetto “appagamento sostitutivo” che produce una sorta di catarsi o purificazione delle passioni. Lo troviamo già nell’antica Grecia nell’identificazione degli spettatori con i personaggi e le situazioni delle tragedie e delle commedie, e al giorno d’oggi nel tifo per le squadre di calcio, nella visione di film che coinvolgono lo spettatore e in qualche modo scaricano le pulsioni aggressive, almeno in alcuni casi, mentre in altri le stimolano e possono indurre alcuni a mettere in atto ciò che vedono. Questo apre un vasto campo di dibattito e ricerca di cui non possiamo occuparci qui. Possiamo elevare il livello d’utilizzo delle energie aggressive ad esempio discutendo, sia direttamente con l’avversario (sia esso politico, intellettuale, professionale, eccetera), sia indirettamente attraverso la satira politica, le barzellette, la comicità, che costituiscono uno sfogo almeno entro certi limiti, ma purtroppo possono produrre altri danni. Come quello indesiderabile di mettere in ridicolo l’altro o distruggergli la reputazione, o l’immagine, che sono poi la stessa cosa. Un modo più innocuo è il gioco competitivo che però utilizza la mente, come gli scacchi o giochi simili. Come si vede, esistono molte possibilità di trasformazione, si tratta di scegliere quella più consona a noi, al nostro temperamento, alle circostanze e così via. Di queste e di molto altro si tratta nell’articolo La trasformazione delle energie psichiche. Siamo giunti, per concludere, all’ultimo punto del percorso della Psicosintesi che è La realizzazione del Se.

Roberto Assagioli

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lunedì 7 gennaio 2013

Trasmutazione e sublimazione delle energie sessuali (di Roberto Assagioli)

Un articolo equilibrato, lucido e sempre valido.

 Fonte: www.esonet.it:

Trasmutazione e sublimazione delle energie sessuali
di Roberto Assagioli (vedi scheda autore) - tratto da Rassegna Medica «L'Economia Umana», che lo stampò nel Vol. 6 del Nov.-Dic. 1964.
© copyright by Esonet.it

Il problema del sesso, il problema di un sano comportamento nei riguardi dell'istinto sessuale si è sempre presentato all'umanità sin dagli inizi della civiltà. Ma, per varie ragioni il problema del sesso è oggi divenuto più impellente e viene affrontato pubblicamente e in modo consapevole.
La crisi esistente nei rapporti fra i sessi non è un fatto isolato ma fa parte, e anzi si potrebbe forse dire che costituisca l'aspetto principale, della crisi generale che travaglia il mondo moderno.
I principi morali e religiosi sui quali era stata fondata la nostra civiltà, le leggi ed i costumi che erano ammessi ed accettati (anche se non sempre messi in pratica) hanno perduto, o vanno rapidamente perdendo, il loro prestigio, il loro potere normativo e regolatore; le giovani generazioni si ribellano, e spesso violentemente, contro di essi. La causa principale di tale crisi sta nel fatto che, mentre sono andati diminuendo il fervore religioso e la indiscussa accettazione delle concezioni teologiche e morali del passato, si è cercato di imporre quelle concezioni e quelle norme con severa autorità, con proibizioni e condanne.
Così nel campo sessuale prevaleva la tendenza a considerare gli istinti biologici e le passioni umane fondamentalmente cattivi ed impuri. Di conseguenza il metodo usato nei loro riguardi era quello della condanna e della repressione. L'intero tema del sesso era considerato sconveniente, e si cercava di mantenere i giovani nella ignoranza il più a lungo possibile.

L'indebolirsi delle concezioni su cui si basava quell'atteggiamento e la constatazione dei suoi cattivi effetti sulla salute e sul carattere, hanno suscitato vari movimenti di rivolta. Vi è stato dapprima il «ritorno alla natura» celebrato da Rousseau e dai suoi seguaci. In seguito, la glorificazione del sentimento da parte dei movimenti romantici; la celebrazione delle concezioni edonistiche ed estetiche dell'antica Grecia e del Rinascimento. Allo stesso tempo vi sono state l'ondata di materialismo filosofico e pratico e la rivolta individualistica contro la società e le sue norme (Ibsen, ecc.). A tutto ciò si è aggiunto l'esteso influsso esercitato da Freud e dai suoi seguaci, i quali hanno molto insistito sugli effetti dannosi della repressione sessuale. Tutto questo ha concorso a stimolare e giustificare la soddisfazione incontrollata degli istinti ed impulsi, l'abbandono ad ogni passione, l'appagamento di ogni capriccio.

Ma il risultato di questa «liberazione» non ha prodotto l'attesa felicità e soddisfazione.
Mentre è valsa ad eliminare alcuni dei danni e delle sofferenze dei precedenti eccessi o atteggiamenti opposti, ha prodotto altre complicazioni, sofferenze e conflitti. I fautori dell'appagamento sessuale non regolato si sono accorti, o stanno accorgendosi, che gli eccessi sono, di necessità, seguiti da disgusto e da stanchezza, che istinti e passioni, anche quando non siano frenati da considerazioni morali, spesso non possono venire appagati per mancanza del compagno o di condizioni adatte.
Inoltre, spesso i vari istinti e le varie passioni vengono a conflitto tra loro, sì che l'indulgere all'uno richiede la repressione dell'altro. Ad es. l'indulgere all'istinto sessuale può cozzare con l'istinto di conservazione, creando un urto fra la sessualità e la paura.
Anche un esagerato senso di auto-affermazione (sia esso costituzionale o l'ipercompensazione derivante da un complesso di inferiorità) può creare conflitti, sia con l'istinto di conservazione fisica e la conseguente paura dei rischi, sia con l'istinto sessuale, cioè fra la ricerca del piacere e la brama del potere.

La mancanza di principi direttivi stabili, di una salda scala dei valori, rende l'individuo malsicuro, lo priva della fiducia in se stesso e lo rende influenzabile e dipendente da altri e dalle circostanze esterne. Ma i principi e le aspirazioni morali e spirituali non possono venire tanto facilmente eliminati, come molti sembrano ritenere; essi perdurano nell'inconscio e sono insiti, latenti nella vera natura spirituale dell'uomo. Quando vengono violati, essi, consciamente od inconsciamente, insorgono protestando e creando forti conflitti.

Questo quadro della situazione è stato tracciato, per chiarezza, in modo schematico; in realtà ci troviamo ora in un periodo di transizione, di confusione e di tendenze contrastanti.
In alcuni luoghi ed ambienti le vecchie condizioni persistono tenacemente; le vecchie concezioni, i vecchi metodi sono tuttora usati ed imposti ai giovani e questo suscita conflitti, non di rado violenti, fra le generazioni. In altri invece gli adulti hanno, più o meno di buon grado, «abdicato» ed ai bambini e ai giovani viene lasciata ampia libertà senza alcun intervento educativo.
Ma neppure questo metodo ... o assenza di metodo, adottato soprattutto in America, ha dato risultati soddisfacenti: anzi ha non di rado conseguenze molto dannose. Perciò recentemente i migliori educatori e i genitori più consapevoli ed avveduti cercano di assumere atteggiamenti più comprensivi, ed usare metodi più equilibrati e più adeguati alle condizioni attuali.

Vediamo come, in questo quadro generale, si inserisca il problema del comportamento nel campo sessuale. Si potrebbe ritenere che una soluzione di compromesso fra il rigore eccessivo e la troppa indulgenza (sia da parte degli educatori, sia da parte degli stessi giovani) potrebbe essere quella giusta. Ma tale soluzione, pur evitando i maggiori inconvenienti di quelle estreme, non basta a risolvere i difficili problemi della vita sessuale.

Vi è però un'altra alternativa, vi è un modo più dinamico e costruttivo per affrontare quei problemi che, pur senza risolverli pienamente, può in molti casi dare risultati molto soddisfacenti.

Questo metodo si basa su di una proprietà fondamentale delle energie biologiche e psicologiche: la loro possibilità di trasmutazione.

Essa è analoga alle trasmutazioni che avvengono continuamente fra le energie fisiche: l'elettricità che si trasmuta in calore (stufe) ed in movimento (motori), il calore che si trasmuta in elettricità (macchine termo-elettriche), ecc. Vi è poi in chimica il processo della sublimazione, nel quale, per opera del calore, una sostanza solida passa allo stato gassoso lasciando in fondo al recipiente le scorie, e poi si solidifica in forma cristallina.

La vera natura del processo psicologico di trasmutazione e sublimazione non è ben nota, ma lo stesso può dirsi riguardo alle energie fisiche e chimiche. Così, ad esempio, non possiamo affermare di conoscere esattamente la natura essenziale dell'elettricità; però ne sappiamo abbastanza riguardo al suo modo di agire, alle sue manifestazioni ed alle leggi che la regolano, da poterla utilizzare in modi numerosi e spesso complicati ed ingegnosi, quali quelli della radio e della televisione.
Lo stesso avviene nel campo psicologico. Non è necessario accertare la natura essenziale delle energie psicologiche e delle loro trasmutazioni al fine di utilizzarle mediante una crescente conoscenza delle leggi che le regolano e servendosi di metodi opportuni e validi basati su quelle leggi. Possiamo perciò procedere senza pregiudiziali teoriche all'esame delle norme che debbono essere seguite per utilizzare le pulsioni sessuali che non possiamo o non vogliamo appagare.

La prima norma consiste nell'adottare un atteggiamento obiettivo verso la sessualità, cioè che da un lato sia esente dalle tradizionali reazioni di paura, di falso pudore, o di condanna, e dall'altro sia libero dal fascino che esercita, fascino accresciuto artificialmente dal lavorio dell'immaginazione e dagli stimoli delle pubblicazioni e dei film che sfruttano ignobilmente la sessualità a scopi di lucro.
L'istinto sessuale, come ogni altro, non è per se stesso né buono né cattivo. È una funzione biologica e come tale non è immorale, ma si potrebbe dire pre-morale. È una funzione della massima importanza poiché assicura la continuità delle specie animali e dell'umanità. 
Negli animali è soggetta ad una naturale, ciclica auto-regolazione. Nell'umanità civilizzata quella funzione si è andata complicando per varie ragioni: il suo crescente collegamento con varie funzioni psicologiche, quali l'emozione, i sentimenti, l'immaginazione e gli influssi delle norme morali e degli usi sociali, l'hanno in parte inibita, in parte stimolata, in modo eccessivo, innaturale, talvolta anche morboso.
L'atteggiamento obiettivo verso il sesso deve perciò essere duplice:
- da un lato si devono eliminare le condanne e le paure eccessive che, come ha dimostrato la psicoanalisi, hanno per effetto di reprimere l'impulso sessuale nell'inconscio;
- dall'altro occorre mantenere un calmo ma fermo dominio, seguito da un attivo processo di trasmutazione, in tutti quei casi in cui la sua naturale espressione non sia possibile o desiderabile.

I processi di trasmutazione e sublimazione psicologica erano noti ed usati anche nel passato. Per parlare soltanto dell'Europa, essi sono descritti sotto i veli di un complesso e talvolta oscuro simbolismo negli scritti degli alchimisti medievali sui quali Jung ha fatto interessanti studi. Altri dati importanti si possono trovare in vari libri di ascetica e mistica; sono stati citati ed acutamente commentati da Evelyn Underhill nel suo libro Mysticism.

Venendo ai tempi moderni e alla indagine scientifica del tema, ricordiamo la seguente importante dichiarazione del Freud: «Gli elementi dell'istinto sessuale sono caratterizzati dalla capacità di sublimazione, di sostituire il loro fine sessuale in un altro di tipo diverso e socialmente più degno. Alla somma di energie in tal modo acquistata per le nostre creazioni psicologiche dobbiamo probabilmente i più alti risultati della nostra cultura». (Freud, Uber Psychoanalyse. Lepzing und Wien -Deutike, 1910, pp. 61-62) [1].
Tale affermazione è doppiamente importante. In primo luogo mostra chiaramente il fondamentale errore di considerare l'aspetto fisico ed istintivo della sessualità separatamente ed indipendentemente dai suoi vari aspetti psicologici, fra cui quelli emozionali. Eppure questo errore viene commesso da vari studiosi dominati da preconcetti materialistici. Un esempio tipico di ciò sono le ben note Relazioni Kinsey sul comportamento sessuale. Una simile considerazione puramente zoologica è del tutto unilaterale, e, mentre è stata raccolta una copiosa massa di fatti, l'aver trascurato o negato il loro rapporto vitale con gli aspetti psicologici del sesso, che è quello veramente umano, vizia le conclusioni tratte da quei fatti.
Già mezzo secolo fa James Hinton aveva argutamente osservato che trattare del grande fatto dell'amore sessuale soltanto dal lato fisico sarebbe come pensare, durante un concerto di Sarasate, solo alle budella di gatto e alle code di cavallo usate per le corde del violino e per i crini dell'arco (vedi il libro di Mrs. Havelock Ellis, Three Modern Seers, Hinton, Nietzsche and Carpenter - Stanley Paul and Co., London, 1910).

Se indaghiamo qual è la natura della sessualità, troviamo che essa ha tre aspetti principali:

1. sensuale: il piacere fisico prodotto dall'unione dei corpi;

2. affettivo: l'unione di due personalità;

3. creativo: la concezione di un nuovo essere.

Ognuno di questi tre aspetti può essere trasmutato o sublimato in modi consoni alla sua natura specifica.

La trasformazione delle energie sessuali ed affettive può avvenire in due direzioni.

a) La prima può essere detta «verticale».
Quando l'espressione fisica dell'amore è impedita, le sue manifestazioni emotive possono essere accentuate ed elevate fino a raggiungere talvolta un alto livello di amore ideale «platonico».
Ma anche indipendentemente dagli ostacoli alla libera e piena espressione dell'amore, una sua trasformazione avviene in modo normale e spontaneo fra i coniugi armonicamente uniti. Dapprima predominano per lo più le manifestazioni sessuali e passionali, ma nel corso degli anni e dei decenni questi aspetti si calmano e tendono a produrre o alimentare, sentimenti di tenero affetto, mutua comprensione, apprezzamento e comunione.

Un tipo specifico di sublimazione «verticale» si trova nelle vite dei mistici di ogni tempo, luogo e religione.
Le loro autobiografie offrono dati molto interessanti sulla natura di tale processo, delle sue crisi, e sulle vicissitudini e sofferenze che implica, così come sulle gioie che ne compensano gli strenui sforzi. Si può spesso notare i vari stadi attraverso cui il loro amore umano, viene gradatamente riorientato e trasmutato in amore per un Essere superiore, quale il Cristo, o per Dio medesimo.
Alcuni usano ampiamente il simbolismo dell'amore umano e parlano di «fidanzamento», «nozze» ed unione spirituale. In termini psicologici si può esprimere ciò come il rapporto sempre più stretto, ed infine l'unione, la sintesi fra l'io o sé personale ed il Sé spirituale. Il primo rappresenta il polo femminile o negativo; il secondo il polo positivo, maschile.

Ma prima di procedere dobbiamo soffermarci ad esaminare alcune confusioni ed incomprensioni che esistono su questo fatto.

Mentre il processo di trasmutazione e sublimazione può essere spesso osservato, non è lecito dedurne che l'amore spirituale sia «semplicemente» prodotto dalla sublimazione, né che sia possibile «spiegare» una manifestazione psicologica o spirituale superiore rintracciandone le supposte origini biologiche o istintive. Non è giusto considerare il misticismo quale un prodotto od un sottoprodotto del sesso, come hanno tentato di fare alcuni studiosi.
Da un lato troviamo molte persone, la cui normale vita sessuale è inibita, nelle quali non vi è alcun segno di misticismo; dall'altro vi sono esempi di persone che vivono una vita sessuale normale e si formano una famiglia, mentre allo stesso tempo hanno esperienze mistiche genuine.

La vita e la coscienza spirituale appartengono ad uno specifico livello psicologico ed hanno una «qualità» loro propria e non derivata.
Le energie trasmutate si elevano ad essa dal «basso» apportando un contributo di vitalità e di «calore», per così dire, ma non creano né spiegano la vita superiore.

Il terzo aspetto della sessualità, quello creativo, può essere sublimato nella direzione «verticale» promovendo e favorendo il processo di rigenerazione, di auto-creazione (psicosintesi spirituale) nel quale consiste lo sviluppo, l'evoluzione psicospirituale dell'essere umano.

b) La seconda specie di trasmutazione può essere detta «orizzontale» o estroversa. Anche questa si può attuare in tre modi.

1. Il primo consiste nel trasferimento verso altri piaceri dei sensi, dal semplice godimento dei cibi, al gioioso contatto con la natura ed ai piaceri estetici, all'apprezzamento del bello mediante la vista e l'udito.

2. Il secondo modo è un'estensione o allargamento del sentimento d'amore verso una sola persona fino ad includere un numero sempre più grande di esseri umani. Così l'amore si espande per circoli concentrici i quali includono gruppi sempre più vasti. Nel suo aspetto di compassione, si riversa sui sofferenti, poi procede ad una ulteriore trasmutazione e diviene un impulso ad attività sociali e umanitarie. Esso si manifesta anche come cameratismo ed amicizia verso coloro con i quali esista una comunanza di scopi e di attività. Infine, può raggiungere sfere sempre più ampie fino ad irradiarsi come amore fraterno verso tutti gli uomini e ancor più oltre, verso tutte le creature viventi.

3. La terza specie di trasmutazione delle energie sessuali è quella che si compie come attività creativa di natura artistica o intellettuale.

Il grande filosofo Arthur Schopenhauer ha così affermato questo fatto:
«Nei giorni e nelle ore in cui la tendenza alla voluttà è più forte ... appunto allora anche le più alte energie spirituali possono venire intensamente suscitate; esse restano inattive quando la coscienza ha ceduto alla bramosia; ma mediante un valido sforzo la loro direzione può essere mutata, e allora la coscienza invece che da quelle brame tormentose viene occupata dall'attività delle più alte energie intellettuali e spirituali».

Sembra che vi sia una profonda somiglianza fra l'energia sessuale - il cui fine naturale è la creazione fisica - e le energie creative operanti ad altri livelli dell'essere umano. La creazione artistica è uno dei modi nei quali più facilmente e spontaneamente si attua la sublimazione. Possiamo trovarne numerosi esempi nelle biografie di grandi artisti, scrittori e musicisti. Ne citeremo soltanto uno, particolarmente significativo.
Come è noto, Richard Wagner ebbe un appassionato amore per una donna maritata, Matilde Wesendonck, alla quale dava lezioni di musica e nella quale trovava una comprensione ed una devozione per il suo genio, che gli mancavano da parte della moglie Minna. Dopo breve tempo essi decisero di rinunciare a realizzare il loro amore, e Wagner lasciò Zurigo ed andò, o piuttosto fuggì, a Venezia. Dapprima era disperato ed aveva idee di suicidio, ma ben presto egli si mise a scrivere il testo e la musica del Tristano e Isotta, in una specie di frenesia creativa. Egli portò a termine l'opera entro pochi mesi, durante i quali scrisse molte lettere a Matilde ed anche un diario, dedicato a lei, che vennero pubblicati dopo la morte di lui. Leggendoli si può chiaramente notare il graduale raffreddamento della sua passione, via via che questa si estrinsecava nella poesia e nella musica dell'opera. Quando questa fu compiuta egli aveva talmente superato la passione che poté scrivere a Matilde in termini piuttosto tepidi e superficiali. In seguito egli le fece anche una breve visita puramente amichevole. 
Wagner fu cosciente di quel processo di sublimazione e lo promosse consapevolmente, come risulta da una lettera a Liszt: «Poiché nella mia vita non ho mai goduto la vera felicità dell'amore, voglio fare un monumento a questo bellissimo fra tutti i sogni, nel quale l'amore dovrà esser pienamente appagato, dal principio alla fine. Sto elaborando un "Tristano e Isotta"».

La trasmutazione e sublimazione è quindi un processo che spesso si svolge spontaneamente, ma esso può venir promosso e favorito in modo consapevole e deliberato, mediante l'applicazione delle leggi scoperte dalla psicologia dinamica moderna e l'uso delle tecniche basate su queste leggi.

Ecco alcuni dei metodi per raggiungere quello scopo :

1. Un saldo e cosciente dominio delle energie da trasmutare, evitando però ogni condanna e ogni timore riguardo ad esse, che potrebbero produrre la loro repressione nell'inconscio. Il non condannare gli impulsi istintivi, non vuol dire non riconoscere la propria responsabilità per le conseguenze individuali e sociali di uno sfogo non regolato. Il dominio e la trasmutazione (e questo vale anche per le energie combattive e gli impulsi aggressivi) possono esser favoriti da attività fisiche, come un'intensa attività muscolare, e da speciali esercizi di respirazione ritmica. Un mezzo più elevato ed efficace consiste nel considerare e riconoscere ogni essere umano quale un «Tu» da rispettare ed apprezzare, o meglio, da amare, e non un «oggetto» per l'appagamento dei nostri impulsi e desideri, un «qualcosa» da dominare, possedere o sfruttare. Questo giusto rapporto verso i nostri simili, questo rispetto della personalità umana è alla base di ogni coscienza spirituale ed è stato efficacemente riaffermato da Martin Buber nel suo libro «I and Thou».

2. L'evocazione, lo sviluppo e l'espressione di tutti gli aspetti dell'amore personale e spirituale - amore per il proprio compagno o compagna; amore per gli altri, dai prossimi ad una cerchia sempre più vasta; compassione verso gli infelici ed i sofferenti d'ogni genere (tutti quelli che sono negli ospedali, nei manicomi, nelle prigioni...); amore rivolto verso l'alto, verso Esseri superiori e verso Dio. Si deve promuovere soprattutto l'espressione dell'amore mediante dimostrazioni affettive e partecipazioni ad attività altruistiche ed umanitarie.

3. La decisa proiezione del proprio interesse, della propria aspirazione, del proprio entusiasmo in un'attività creativa che attiri ed assorba le nostre energie. A questo scopo possono servire varie tecniche espressive, quali il disegnare, lo scrivere, le movenze (danza, ecc.) ed ogni genere di attività inventive e costruttive, anche di carattere pratico e tecnico.

4. L'uso di simboli. Questi hanno un grande potere di attrazione su tutte le nostre energie, coscienti ed inconsce, e favoriscono in modo specifico il processo di trasmutazione. Jung ha affermato che «lo strumento psicologico che trasmuta l'energia è il simbolo» (Contributions to Analytical Psychology, 1928). Molti e vari sono i simboli che hanno un'azione anagogica (elevatrice). Fra i più efficaci «modelli» ideali umani, possono venire usati due tipi di essi, diversi, anzi in un certo senso opposti. Un uomo può visualizzare un eroe, un saggio, un santo o un essere umano-divino quale il Cristo, oppure l'immagine di una donna ideale quale la Beatrice dantesca o la Madonna. A sua volta una donna può prendere quale «modello» il più alto tipo di femminilità che possa immaginare, oppure l'immagine di un Uomo ideale. Il potere di tali immagini è espresso nel detto indiano: «Il Gange (fiume sacro) purifica quando sia visto e toccato, ma gli Esseri santi purificano col solo venir ricordati».
Un simbolo efficace è la pianta di loto che trasmuta il fango e l'acqua dello stagno nella forma e nei colori del suo fiore, mediante la propria vitalità e l'azione dei raggi del sole. Il simbolo del moto di ascesa viene usato dal Desoille nel suo metodo del «Rêve éveillé». Il Kretschmer ha indicato varie tecniche immaginative per promuovere il processo di sublimazione. Altri simboli di trasformazione si producono nei sogni e nel disegno libero. Jung ed i suoi discepoli (specialmente E. Harding e F. Wickes) li hanno studiati ed applicati ampiamente.

5. La compagnia, in intima comunione, di persone o gruppi che abbiano attuato o cerchino di attuare la sublimazione. Come vi sono catalizzatori chimici, così vi sono i «catalizzatori umani», il cui influsso e irradiazione, e l'«atmosfera» spirituale che creano, promuovono o facilitano molto le trasformazioni psicologiche.

L'importanza ed il valore delle trasmutazioni e della sublimazione dovrebbero venire sempre più riconosciuti e l'uso di esse favorito al massimo grado nell'educazione, nella psicoterapia ed in ogni disciplina di auto-formazione e di sviluppo spirituale. 
Quei processi possono venire paragonati alla regolazione delle acque di un grande fiume; col risultato di impedire disastrose inondazioni o la formazione di zone paludose malsane nel terreno circostante.
Con adeguati incanalamenti e chiuse, sarà permesso ad una parte delle acque di raggiungere in sicurezza e non ostacolate la loro naturale destinazione, mentre una quantità sempre crescente verrà trasformata in elettricità per essere usata come forza motrice a scopi agricoli e industriali.
In modo simili, le energie istintive, che, con le loro irruzioni, o con le loro attività celate nell'inconscio, producono incalcolabili sofferenze individuali e sconvolgimenti sociali, possono divenire fonti di grande valore umano e spirituale.

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Note

1. Molti altri psicologi hanno riconosciuto la realtà della sublimazione psicologica e ne hanno trattato più o meno ampiamente. Fra essi citeremo Havelock Ellis, McDougall, Hadfield. Uno studio accurato con numerose citazioni e dati bibliografici si trova nel vol. Sublimation di J. Trevor Davies. In Italia, - oltre a un nostro articolo pubblicato nel 1911 nella Rivista di Psicologia, - Sante De Sanctis ha trattato della sublimazione nei capitoli IV e V del suo libro La Conversione Religiosa (Bologna, Zanichelli

venerdì 4 gennaio 2013

L’inconscio in azione

Scrive Groddeck:

FREUD tile JUNG 300x282 L’inconscio in azione
Non è sorprendente che non ci ricordiamo più niente dei nostri primi tre anni di vita?… Non ho ancora incontrato nessuno che si ricordi i suoi primi passi, il modo in cui ha imparato a parlare, a mangiare, a vedere, a capire. Eppure sono degli eventi importanti. [...] Perché dimentichiamo tutto questo? In realtà noi non scordiamo per nulla quei primi tre anni; il loro ricordo non fa che lasciare il nostro conscio per continuare a vivere nell’inconscio dove resta tanto tenacemente che tutto quello che facciamo deriva da questo tesoro di reminiscenze inconsce: camminiamo come abbiamo imparato a fare a quell’epoca, mangiamo, parliamo, proviamo le stesse sensazioni di allora. Esistono dunque dei ricordi che sono scacciati dal conscio, pur essendo di vitale importanza e che, proprio perché indispensabili, sono conservati nelle regioni del nostro essere che abbiamo battezzato col nome d’inconscio.

Che cosa s’intende dunque per “inconscio”?

Per Freud è quell’insieme di processi che non pervengono alla coscienza e perciò sono impossibili da controllare.
In seguito Jung introdusse il concetto di “inconscio collettivo”, il serbatoio del patrimonio dell’umanità, degli archetipi.
Wilfred Bion, psicanalista britannico, affermava che «i fenomeni che hanno origine dall’inconscio, dipendono da come si sono sedimentate le tracce di esperienze precoci che risalgono fino alla primissima infanzia e dal ruolo che in tali circostanze ha svolto la madre (o il sostituto eventuale)».
Per il maestro zen vietnamita Thich Nhat Hanh, l’inconscio farebbe parte della “coscienza profonda” dell’essere umano, la cui funzione è quella di conservare i “semi” positivi e negativi seminati da noi stessi, dai nostri genitori, dall’educazione ricevuta, dai nostri antenati e dalla società.
Per il medico e psicanalista tedesco Georg Groddeck, il corpo intero parla attraverso tutti i suoi organi, tutte le sue funzioni e le malattie segnalano delle ferite! Esse sono un autentico relais verso le profondità del nostro essere.
Tutti questi signori e molti altri ancora non sono degli illustri sconosciuti: hanno speso la loro vita a indagare nelle profondità dell’essere umano e, se sono arrivati all’incirca alle stesse conclusioni, bisognerebbe forse accordar loro un qualche credito e non ignorarne le intuizioni e le implicazioni che ne derivano.
Anche se non si tratta di un’entità misurabile oggettivamente, l’inconscio non solo esiste, ma sembra avere una sua funzione ben precisa.
Finché il microscopio non fu inventato, i microbi non erano visibili ma non per questo non esistevano e non agivano su di noi!

Tratto da “La Medicina del Futuro” di Giorgio Mambretti, Uno Editori, clicca qui

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Nota di Resalvato:
Roberto Assagioli,
con la sua Psicosintesi ha introdotto i concetti di inconscio inferiore, inconscio medio e inconscio superiore...

giovedì 8 marzo 2012

LA BELLEZZA DEL SOMARO.

In questi giorni ho avuto l’occasione di vedere un piccolo film-commedia:

Locandina La bellezza del somaro

La Bellezza del Somaro”, che si trova con facilità nelle  videoteche e che secondo me è davvero un bel film originale e che offre molti spunti di riflessione.
La regia è di  Sergio Castellino,al suo secondo ruolo di regista dopo il film "Non ti muovere", tratti entrambi dagli scritti di sua moglie, Margaret Mazzantini, autrice de: Il catino di zinco (Premio Opera Prima Rapallo-Carige),
Manola, Non ti muovere (Premio Strega e Premio Grinzane Cavour), Zorro. Un eremita sul marciapiede, Venuto al mondo (Premio Campiello) e Nessuno si salva da solo.




"La bellezza del somaro", ispirato ad un suo racconto breve ed interamente sceneggiato dalla stessa Mazzantini, oltre ad essere un elogio alla semplicità, alla sincerità e al non cercare artifizi intellettuali e sociali quando non ce n'è bisogno, è una riflessione su una generazione e sui suoi rapporti con quelle che l'hanno preceduta e seguita ( i propri figli e i propri padri ).
E' sulla figura vertebrante del Padre che gira vorticosamente il film, in un crescendo di confusione, dettata dall'assenza di un genitore che faccia il padre, che  detti le regole e in modo coerente incarni i valori che "fanno crescere" davvero e, in una parola, la propria autorevolezza e l' assunzione di respons-abilità ( abilità a rispondere a...) verso la nuove generazioni.
Il film critica veracemente e grottescamente l’ incapacità di certi genitori di "fare da genitori a se stessi" e quindi di essere guida ed educatori.
Perché i giovani chiedono riferimenti forti cui ispirarsi e nel film risultano più maturi e consapevoli dei loro genitori di mezz’ età.La generazione degli adulti, protagonisti del film, è quella di chi ha vissuto gli anni '60 e '70, in pieno boom economico.
E che, come citato nel film, ha cominciato ad inquinare il mondo con le bottiglie di plastica, ma ha anche vissuto eventi di grande intensità come Woodstock e ideali forti trasmessi da figure carismatiche come Martin Luther King.



Emblematica la battuta «Non valevamo un cazzo come figli e adesso non valiamo un cazzo nemmeno come genitori».


Film consigliato, soprattutto a tutti quegli pseudo-intellettuali che denigrano “la bellezza del somaro”.
Cioè quella della semplicità:
l’uomo semplice, inteso in senso Psicosintetico, non è infatti il sempliciotto. 




”L’obyvatel, l’uomo semplice -come afferma Fabio Guidi, analista psicosintetico- ha un suo intrinseco valore, quando è dotato della capacità di percepire la vita in modo non pesantemente deformato dai condizionamenti culturali e familiari. L’obyvatel è un uomo di ‘buon senso’, che come tale non si lascia irretire dai pregiudizi collettivi. Allo stesso modo di un animale non reso fiacco dalla cattività, è una persona realmente ‘adattata’, cioè capace di rispondere alle esigenze della vita, mentre l’adattamento dell’homo normalis riflette invece la tendenza a perdere se stesso nell’appartenenza sociale e nell’anonimato collettivo. Il suo adattamento nevrotico si basa, in definitiva, su un equilibrio precario.
In considerazione di tutto ciò, Gurdjieff tiene a sottolineare che un
obyvatel ha la possibilità di evolvere, al contrario di molti dei cosiddetti intellettuali e ‘cercatori della verità’, da lui definiti ‘lunatici’ o ‘vagabondi’. Sono proprio costoro - indaffarati come sono a stare a naso in su a guardare il cielo - a disprezzare più di ogni altro le qualità pragmatiche, ‘telluriche’, dell’uomo semplice.



Non è difficile comprendere quanto si sta dicendo: ognuno di noi avrà senz’altro incontrato, nella propria vita, che ne so, un contadino sprovvisto di cultura - uno di quelli che mai leggeranno questo articolo - e che manifesta un modo di pensare e un comportamento improntati alla coerenza, alla rettitudine e alla
solidità. In tale occasione, ci saremo anche sorpresi e avremo fatto una considerazione del tipo “ma guarda! una persona così modesta, così ignorante, possiede più saggezza di tanti intellettuali di mia
conoscenza!” .

 

In questo caso, la figura dell’uomo semplice, del Saggio che rompe gli schemi cristallizzati degli altri personaggi e mette in moto nuovi processi evolutivi, in modo imprevedibile, surreale e splendidamente autentico, è magistralmente interpretato da Enzo Jannacci e fa stupire, pensare, commuovere come solo i poeti  e gli artisti sanno fare…
Di Jannacci , tra l’altro, è uscita una biografia molto avvincente e intrigante, scritta dal figlio Paolo, che ne delinea un ritratto intenso, esilarante e profondo: “Aspettando al semaforo. L'unica biografia di Enzo Jannacci che racconti qualcosa di vero”, casa editrice Mondadori.

Ordina questo libro su IBS 


Un caldo abbraccio!
Tomoe. ;)

Testo consigliato:
L'ORIGINALITÀ DELL'ADULTO. VERSO IL PRIMATO DELL'ALTRO


http://www.riflessioni.it/psicosintesi/malinteso-psicosintesi-obyvatel.htm

venerdì 11 novembre 2011

Psicosintesi - Coscienza e Identità

Una riflessione metaforica, quasi un sogno
di alma

Mi piace pensare all'esplorazione della psiche umana e dell'inconscio come a quella di una terra sconosciuta.
Come coloro che hanno fatto la storia di questa esplorazione, anche noi stessi, nella nostra individualità, possiamo e dovremmo cercare di mantenere un atteggiamento scientifico e libero dai preconcetti.
Se notare i meccanismi proiettivi o identificativi a livello emotivo è relativamente facile, è molto più insidioso riconoscerli a livello mentale. La mente razionale può veramente distrarci e privarci di una visione chiara e libera.
Immaginiamo quindi di trovarci di fronte a questa vasta terra, di cui ancora non possiamo cogliere l'estensione e le caratteristiche, ma che ci attrae e ci incuriosisce.
Siamo pronti a prendere appunti e registrare dati, ma anche a sperimentarne le caratteristiche sulla nostra persona.
Non sappiamo ancora quali creature la abiteranno, che tipo di caratteristiche avrà il terreno, di cosa avremo bisogno per sopravvivere, ma il coraggio di esplorarla non ci manca.

Partiamo, sapendo che il nostro primo obbiettivo è di raggiungere un punto da cui poterla osservare in ogni direzione, un centro indisturbato e sicuro.
Abbiamo una vaga idea di dove possa trovarsi, ne abbiamo sentito parlare, abbiamo qualche indicazione che è stata condivisa da chi è venuto prima di noi. Ma su questo bisogna fare attenzione. Il racconto di un altro è filtrato dalla lente della sua percezione e della sua storia personale e noi stessi, nel momento in cui lo recepiamo, lo coloriamo dei nostri contenuti. Il risultato è un riferimento che ci può portare all'illusione di aver trovato ciò che stavamo cercando, perché potremmo semplicemente ricoprire di quelle caratteristiche il primo luogo vagamente somigliante che troviamo. Succede in continuazione, uno scienziato è talmente ansioso di ottenere un certo risultato, che si trova a riportare erroneamente i risultati dei suoi esperimenti. Per questo è importante il confronto con l'altro, con coloro che stanno svolgendo la stessa ricerca, perché ci può permettere di riconoscere questo meccanismo. Allo stesso modo però, proprio come quando il campo morfogenetico o la forma-pensiero legata ad una certa scoperta si crea e si attiva e due scienziati ai due estremi del globo terrestre arrivano alla stessa conclusione quasi contemporaneamente, il lavoro degli altri crea il terreno favorevole per il nostro.
Una volta trovata la nostra bussola, quindi, e aver riconosciuto la forza magnetica verso cui dirigerci, dovremo solo affrontare la strada. Non sarà un percorso lineare, probabilmente prevedrà momenti di avvicinamento alla meta per poi perdersi in improvvise deviazioni. Incontreremo la popolazione locale, tutte quelle identità che sono nate e cresciute dentro di noi attraverso la nostra storia. E ci accorgeremo che, come in ogni ecosistema che si rispetti, ci sono state quelle che sono rimaste mere ombre e quelle che hanno trovato un ambiente favorevole e si sono sviluppate acquisendo potere.
Ma un bravo esploratore non si lascia ammaliare dall'oggetto del suo studio. Dobbiamo quindi registrare le nostre osservazioni, riconoscere e identificare ognuna di queste creature, imparare a conoscerne ogni caratteristica e abitudine, ed i suoi eventuali meccanismi di mimesi. Se non stiamo attenti potrebbero darci indicazioni sbagliate o contradditorie, timorose di perdere il potere che hanno acquisito sull'ambiente circostante.
Non smettiamo mai di consultare la nostra bussola.
Infine riusciremo a raggiungere il nostro obbiettivo, il nostro punto di osservazione preferenziale. Si ergerà come un altipiano in una landa ampia e rigogliosa, e dalla sua cima potremo finalmente guardarci intorno. In lontananza potremo vedere altri altipiani, altre terre che li circondano, e stormi di uccelli, esuli forme-pensiero, che vi volano attraverso, oltre i confini dati dalla diversità della vegetazione. Finalmente potremo osservare la popolazione che abita la terra che ci circonda in maniera più chiara. Noteremo movimenti e comportamenti che prima non avevamo percepito, scorgeremo sentieri che prima ci erano parsi nascosti o non collegati affatto.
Al centro dell'altopiano potrebbe esserci un ampio lago, sulla cui sponda si apre l'entrata di una miniera.
Se siamo esploratori seri e responsabili, decideremo di addentrarci nei suoi tunnel solo con l'attrezzatura adatta. Le miniere contengono fonti di energia utili o pietre che possono essere lavorate fino a mostrare la loro bellezza, ma sono anche luoghi in cui è facile avere incidenti o ritrovarsi incoscienti a causa della mancanza di ossigeno. Per questo sarebbe importante andare in cordata o in compagnia di qualcuno che ne conosce le insidie e può guidarci nelle situazioni più buie. Bisogna ricordare sempre che le miniere, nei livelli più profondi, sono collegate tutte tra loro, e non si sa mai cosa possa abitare quei corridoi e seguirci senza che ce ne accorgiamo.
Ma anche il singolo esploratore può comunque addentrarsi nei livelli meno profondi, e raccogliere materiale utile per la sua ricerca. E' importante non farsi affascinare troppo dal contenuto di questi luoghi, fino a dimenticare ciò che c'è all'esterno. Saremo in grado, quindi, di raccogliere ciò che ci serve, non un peso troppo grande per le nostre spalle e portarlo fuori per osservarlo alla luce del sole.
Se ci sedessimo sulla riva del lago potremo osservare con calma questi contenuti, accorgendoci di come ciò che sottoterra ci sembrava strano e spaventoso sia semplicemente qualcosa di semplice coperto dalla polvere e dai sedimenti del tempo, e se aspettassimo che la superfice dell'acqua si calmi, fino a diventare uno specchio perfetto, li vi si rifletterebbe il sole sopra di  noi. Più tempo trascorreremo in questo luogo, osservando la vita che si svolge intorno a noi e documentando le nostre osservazioni, comprendendo le leggi e le dinamiche che la regolano, più avremo il desiderio di qualcosa di più particolare.
E in un giorno senza nuvole magari, in maniera inaspettata, potremo avere il desiderio, osservando il lago, di costruire un pontile, per arrivare al centro della calma distesa
d'acqua e goderne la quiete. Costruire ponti non è un lavoro facile! E sicuramente avremo bisogno di tutta la nostra pazienza e costanza per cercare gli alberi giusti, lavorarli nei componenti che ci servono e incastrarli fino a creare un passaggio sicuro e stabile, adatto al nostro cammino.
Ma una volta che il nostro pontile sarà completo, niente potrà descrivere l'emozione di percorrerlo fino alla fine, e una volta lì, semplicemente sdraiarsi ad osservare il sole sopra di noi, e guardarlo direttamente e non più rifesso nell'acqua, sentire il calore dei suoi raggi che ci scaldano e ci ripagano di tutto lo sforzo fatto durante il nostro viaggio. E più tempo trascorreremo ad osservare il sole, meno timore avremo della notte. Fino al giorno in cui, dopo un tramonto silenzioso, ci ritroveremo ad osservare la volta stellata.
E rimarremo senza fiato alla realizzazione che tutte quelle stelle sono come il nostro sole, e riempiono tutto l'universo e che lo spazio che possiamo esplorare è più vasto di quanto avessimo mai immaginato.
A questo punto, nella storia dell'uomo, c'è stato chi è tornato indietro a raccontare del suo viaggio, e chi invece è andato avanti e la sua storia è stata raccontata da altri. Ci sono poi uomini che sentono la vocazione di esplorare anche le terre che li circondano, o di aiutare e preparare nuovi esploratori. C'è chi fa la guida, e chi semplicemente ascolta i racconti e aiuta ad organizzare i dati raccolti da un singolo individuo. Ogni essere umano può aprire nuovi sentieri. E la rete che ci collega farà si che ognuno possa sempre ritrovare la via del ritorno.


BIBLIOGRAFIA
R. Assagioli - Psicosintesi per l'armonia della vita
P. Ferrucci - Introduzione alla Psicosintesi
P. Legrenzi - Storia della Psicologia
P. Ferrucci - Crescere. Teoria e Pratica
R. Assagioli - Per vivere meglio
E. Fromm- Avere o essere

 


 

sabato 8 ottobre 2011

Associazione Culturale "LE PLEIADI" Formia

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04023 Formia (LT) Via Vitruvio, 144

Tel. 3334897559, 3391425059
http://logopsicosofia.blogspot.com

 

Le Pleiadi è un’associazione culturale,
apolitica, aconfessionale e senza scopo di lucro.

 

 

L'Associazione è stata fondata nel febbraio del 1999. Le sue finalità principali sono:

  • Promuovere un nuovo rapporto con la cultura in tutte le sue espressioni, per favorire l’armonizzazione dell’essere umano e la pace a livello personale, interpersonale e sociale.
  • Diffondere opere culturali che evochino le qualità migliori dell’animo umano.
  • Favorire il processo di sviluppo che va dalla co-scienza individuale alla coscienza di gruppo.


      L'associazione propone fra le sue attività:

      • Serate culturali 
      • Un Percorso di Meditazione
      • Corsi di Musicosophia
      • Attività in collaborazione con l'Associazione Bandiera della Pace
      • Attività in collaborazione con l'Associazione Arte & Co.
      • Sportello d'Ascolto: Counseling psicosintetico
      • Counseling in Floriterapia

      Il Centro dispone anche di una Libreria di testi selezionati per favorire la ricerca interiore, la conoscenza e la trasformazione di sé e per ritrovare il gusto della lettura e la passione per la cultura.

       

      L’Associazione Le Pleiadi opera in stretta collaborazione con il Centro Studi di Etica Vivente di Città della Pieve.

       

      Molte delle attività dell’Associazione sono basate sulla Psicosintesi. La Psicosintesi  è un sistema (teorico e pratico) ideato dallo psichiatra e psicoterapeuta Roberto Assagioli (1888-1974) fin dagli inizi del 1900 ed ora conosciuto e diffuso in tutto il mondo. È una concezione integrale dell’essere umano ed un metodo di autorealizzazione. I temi principali sono: le subpersonalità, l’integrazione della personalità attorno ad un centro unificatore, l’io personale, la volontà e le funzioni psichiche, il modello ideale, la disidentificazione, la trasmutazione delle energie, la sintesi, lo sviluppo delle qualità superiori, l’espansione della coscienza, la meditazione, il super-cosciente e il Sé transpersonale. La Psicosintesi opera nei seguenti campi: psicoterapia, integrazione e sviluppo della personalità, educazione, rapporti interpersonali e sociali, counseling.

       

      Counseling in Floriterapia
      Destinato a tutti coloro che vogliono ritrovare uno stato di benessere psico-fisico-spirituale. L’uso dei Fiori di Bach permette, in un contesto di ascolto attivo empatico, la chiarificazione e comprensione del vissuto del momento per poi favorire la trasformazione del disagio esposto (paura, ansia, sfiducia…) nelle corrispondenti qualità (coraggio, fiducia...).
      Colloqui individuali su appuntamento: Rose Hofmann tel. 3391425059

      Sportello d’Ascolto
      È rivolto a tutti coloro che desiderano migliorare la qualità della propria vita e delle proprie relazioni.
      Uno spazio in cui il counselor, attraverso l'ascolto attivo empatico, accoglie l'Altro e la sua storia con calore e sensibilità accompagnandolo a riconoscere le proprie aspirazioni e far affiorare le forze creative della vita atte a favorire la trasformazione e la realizzazione di Sé. Colloqui individuali su appuntamento: Elisabetta Palumbo tel. 3283667537

       

       

      L'ammasso aperto delle Pleiadi

       

       

      Il nome "Le Pleiadi"

       

       

      Calendari Attività


      Concerti
       

      image_thumb3

      22 Agosto 2011
      Itri,
      Castello Medioevale

      Concerto d'Estate
      "La Musica degli Angeli


      [Link]

                      LE DODICI NOTTI SACRE - 6 GENNAIO
      6 Gennaio 2011
      Itri, Aula Consiliare
      Concerto dell'Epifania
      "Le Dodici Notti Sacre"

      [Link]

       

      image_thumb1

      22 Agosto 2010
      Itri,
      Castello Medioevale
      Concerto "Il Ritmo del Tempo"
      Estate: Il Trionfo e lo Splendore
      Autunno: Il Cambiamento e il Distacco

      [Link] 


      lunedì 13 dicembre 2010

      Futurama § Link Futuro

      IL FUTURO DELL’UMANITA’

      Premessa
      In base al principio di indeterminazione l’osservatore influenza il fenomeno osservato.
      Le leggi della psicosintesi dicono che i pensieri, le immagini, le idee tendono a realizzarsi.
      Se vogliamo un futuro migliore, per l’umanità e il pianeta, possiamo, e dobbiamo immaginarlo migliore.
      Gli attuali catastrofismi di molti film, se da una parte sensibilizzano le persone verso i problemi esistenti, dall’altra favoriscono la concretizzazione di ciò che mostrano.
      I nostri fantasmi interiori tendono a manifestarsi se gli diamo troppo attenzione. [Solaris (http://it.wikipedia.org/wiki/Solaris_(film_2002)]. 
      Nei film di fantascienza viene mostrato un ipotetico sviluppo tecnologico, ma poche volte uno sviluppo della coscienza, delle dinamiche affettive, sentimentali, mentali. Tranne Solaris (http://it.wikipedia.org/wiki/Solaris_(film_1972); (film_2002), Inception (2010) e altri che adesso non ricordo.

      In  questo post sono inseriti dei link che parlano del futuro. Sono elencati in ordine casuale.
      La maggior parte dei link che ho trovato sono basati sullo sviluppo tecnologico, ma ce n'è qualcuno davvero curioso!

      planets align800

      LINK:

      venerdì 3 dicembre 2010

      Futurama § Immaginazione creativa...

      IL FUTURO DELL’UMANITA’
      In base al principio di indeterminazione l’osservatore influenza il fenomeno osservato.
      Le leggi della psicosintesi dicono che i pensieri, le immagini, le idee tendono a realizzarsi.
      Se vogliamo un futuro migliore, possiamo e dobbiamo immaginarlo migliore.
      Gli attuali catastrofismi se, da una parte sensibilizzano le persone verso i problemi esistenti, dall’altra favoriscono la concretizzazione di ciò che mostrano.
      I nostri fantasmi interiori tendono a manifestarsi se gli diamo troppo attenzione:  Solaris (1972), Solaris (2002).
      Nei film di fantascienza viene mostrato, quasi esclusivamente, un ipotetico sviluppo tecnologico, e poche volte uno sviluppo della coscienza, delle dinamiche affettive e  sentimentali, delle possibilità della mente. In alcuni casi  vengono presentate le dinamiche psicologiche (per lo più di derivazione psicoanalitica): Inception (2010) .
       

       

       
      Testo

      Imagine
      di John Lennon

       

      Lingua originale

      Traduzione italiana letterale

      Imagine there's no heaven
      It's easy if you try
      No hell below us
      Above us only sky
      Imagine all the people
      Living for today...

      Immagina non ci sia il paradiso
      E' facile se ci provi
      Nessun inferno sotto di noi
      Sopra di noi solo il cielo
      Immagina tutta la gente
      Che vive il presente...

      Imagine there's no countries
      It isn't hard to do
      Nothing to kill or die for
      And no religion too
      Imagine all the people
      Living life in peace...

      Immagina non ci siano paesi
      Non è difficile farlo
      Niente da uccidere o per cui morire
      E nessuna religione perfino
      Immagina tutta la gente
      Che vive la vita in pace...

      You may say I'm a dreamer
      But I'm not the only one
      I hope someday you'll join us
      And the world will be as one

      Puoi dire che sono un sognatore
      Ma non sono il solo
      Spero che un giorno ti unirai a noi 
      Ed il mondo sarà come Uno.

      Imagine no possessions
      I wonder if you can
      No need for greed or hunger
      A brotherhood of man
      Imagine all the people
      Sharing all the world...

      Immagina niente possedimenti
      Mi chiedo se ci riesci
      Senza necessità di avidità o brama
      Una fratellanza di uomini
      Immagina tutta le gente
      Condividere tutto il mondo ...

      You may say I'm a dreamer
      But I'm not the only one
      I hope someday you'll join us
      And the world will live as one

      Puoi dire che sono un sognatore
      Ma non sono il solo
      Spero che un giorno ti unirai a noi 
      E che il mondo vivrà come Uno.

       


      Versione italiana di Gino Paoli
      Immagina nel mondo
      la gente senza dei
      e senza più l'inferno
      e il cielo sopra noi.
      Immagina che il mondo
      sia dell'umanità.
       
      Immagina un bel mondo
      senza nazioni e idee
      nessuno da ammazzare
      per fede o per bontà.
      Immagina un bel mondo 
      che viva in pace puoi?
       
      Potrai dire che sogno
      che è soltanto utopia
      ma può darsi che un giorno
      sia per tutti così.
       
      Immagina soltanto 
      la generosità
      la fratellanza, il sogno
      l'amore e la poesia
      Immagina il tuo mondo
      che vive in armonia.
       
      Potrai dire che sogno
      che è soltanto utopia
      ma può darsi che un giorno
      sia per tutti così.
      ...
      Potrai dire che sogno
      che è soltanto utopia
      ma può darsi che un giorno
      sia davvero così.


      Commenti dal web

      [http://www.youtube.com/comment_servlet?all_comments=1&v=db-hgFoYLeo]


      Secondo me comunque lui intendeva dire che ognuno deve stare in pace e lasciare altrettanto in pace gli altri, per quanto riguarda la religione io credo che intendesse qualcosa come credi in te stesso, è in te che c'è la vera forza, non cercare tutto questo altrove perché ha sempre creato dei problemi, vedi guerra santa, crociate ecc. [v13tt13]

      Da wikipedia "Il testo del brano viene solitamente letto in chiave pacifista, ma lo stesso Lennon ammise che i contenuti del testo di Imagine la avvicinano più al Manifesto del partito comunista che a un inno alla pace. Lennon affermò che il brano era "anti-religioso, anti-nazionalista, anti-convenzionale e anti-capitalista, e viene accettato solo perché è coperto di zucchero". In parole ci piace una canzone che è tutto, men che pacifista? [SalentoIntraLuCore]

      Io sono cattolico e non mi riesco sinceramente a immaginare un mondo senza religione! [kekkosina]

      @kekkosina pensa che una persona lo ha ucciso perché la pensava come te! Comunque, credo tu debba approfondire un po' di più il concetto... dice semplicemente di credere in ciò che vogliamo senza recare danno agli altri. Io personalmente credo in Dio, ma nella storia le religioni hanno portato solo guerra. [LatteConNesqik]

      Lui intendeva che non ci dovrebbero essere religioni nel senso che non non ci dovrebbe essere la chiesa...la famiglia tradizionale che ti porta in chiesa perché molte volte la conseguenza di questa è non credere + in Dio...lui diceva che ognuno poteva credere o non credere in qualsiasi cosa. [gorbian91]

      Chi ha ucciso John è stato un fanatico di nome Mark David Chapman. Non incolpiamo la chiesa laddove non c'entra niente. [SalentoIntraLuCore]

      @SalentoIntraLuCore La Chiesa è un'istituzione corrotta e mal funzionante, che crea più danni che benefici. Gesù l'ha fatta fondare in modo che il suo messaggio di pace venisse diffuso, ma purtroppo questo obiettivo non è stato raggiunto. Persone disturbate mentalmente come Chapman, dalla Chiesa hanno solo ricevuto una messaggio distorto e alterato di quel che era il pensiero di Cristo (perfettamente accolto invece da Lennon). Risultato? Chapaman si è sentito in dovere di punire il peccatore. [TheAlbix91]

      Il ritornello è fantastico racchiude un messaggio speciale. [Mrzappetta1]

      Ad ogni modo ritengo che, come molti sotto di me sottolineano, il vero significato della canzone non sia propriamente politico. Lennon voleva diffondere il suo messaggio di Pace e Fratellanza elevandosi dalla politica tradizionale. [Soulstorm892]

      Un grande artista che con le sue canzoni trasmetteva la pace nel mondo, un grande cantante che ha fatto parte di uno dei più famosi gruppi musicale.[antonypalms]

      I privilegi terreni nelle mani pochi, sono controllati e salvaguardati dalle armi e dalle religioni, queste ultime, ci illudono con improbabili paradisi e inferni sopra e sotto di noi. L'unico paradiso sarebbe quello che possiamo costruirci insieme sulla terra, ma l'inferno da maggiori garanzie di profitti per le classi dominanti. John vorrebbe chiederci se tutto questo lo vogliamo cambiare, se da sogno farlo divenire realtà. [vvaaj]

      E triste pensare che uno come lui, civile nei suoi pensieri, buono e affidabile, comprensibile e altruista... sia stato ucciso... E come si fosse ucciso in ciascuno di noi la fede in un mondo più buono per tutti... [acsiniagogu]

      Non si possono uccidere i sognatori... non muoiono mai, soprattutto chi è riuscito a creare tali melodie immortali... [ematuti]

      Inizio a dubitare che il mondo un giorno sarà migliore... ma quando ascolto questa canzone inizio a sognare insieme a te... John grazie... grazie di tutto, grazie perché mi fai sognare, grazie perché mi fai emozionare... grazie per aver fatto di me una persona migliore... ti voglio bene, mi manchi [LadyLennon1983]

      ______________________________________________
      Secondo me John Lennon, che ha scritto altre canzoni su questi temi, con l'immaginazione e la musica poteva davvero cambiare il mondo.

      Link:
      - Chi-ha-ucciso-john-lennon?
      - John Lennon, trent'anni anni dopo

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