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lunedì 1 luglio 2013

Buone Notizie! (040) La Felicità è…

La felicità è... un cucciolo caldo
La felicità
è accarezzare un cucciolo caldo caldo,
è stare a letto mentre fuori piove,
è passeggiare sull'erba a piedi nudi,
è il singhiozzo dopo che è passato.
La felicità è…
Charlie Brown - Charles M. Schulz


La fabbrica autogestita che accoglie profughi 
Scambiare aiuto e amicizia. Prima di essere lavoratori siamo persone. Accade quando uno spazio occupato per eventi culturali comincia a promuovere iniziative con mamme, papà e bambini (al Cinema Palazzo ad esempio), quando una bottega del commercio equo si occupa di precari oppure quando un bar di un paesino francese si mette a organizzare la consegna di prodotti biologici e corsi di cucito, ma anche quando un grande movimento spontaneo di protesta di studenti, disoccupati e precari, accoglie la rabbia degli anziani (è accaduto con i nonni indignados). Improvvisamente, si guardano gli altri,

Aree protette e biodiversità
Marina di Grosseto: dai ragazzi i semi della speranza per dare nuova vita alla pineta andata a fuoco
Gli alunni della quarta e quinta elementare e della prima media di Marina di Grosseto hanno messo a dimora quasi 500 pinoli. Un piccolo gesto di "riparazione" per ricreare un ecosistema distrutto dall'uomo. Gli alunni della quarta e quinta elementare e della prima media di Marina di Grosseto, insieme agli studenti dell'Istituto Agrario "Leopoldo II di Lorena" di Grosseto, hanno messo a dimora quasi 500 pinoli che sono stati raccolti direttamente dagli studenti nella parte di pineta non bruciata durante l'incendio dello scorso 18 agosto. L'iniziativa è stata a marchio Legambiente ,in collaborazione con Comune e Provincia di Grosseto.

Sette idee ‘luminose’ che aiutano i più poveri
Portare l’elettricità nei villaggi dell’Africa e dei paesi più poveri del mondo promuovendo l’energia solare come risorsa energetica sociale aperta a tutti: è questo l’obiettivo delle tante associazioni umanitarie e delle Nazioni Unite che di recente hanno affrontato l’argomento nel rapporto ‘Sostenibilità ed equità’ in cui sostanzialmente si invoca l’accesso universale alle energie rinnovabili. Ecco una selezione di sette invenzioni e iniziative che potrebbero trasformare nel giro di pochi anni questo auspicio in realtà.

Riflessioni e sorrisi 
SteinaUn po' d'umorismo rende l'animo leggero.
Raccolta di buoni articoli per riflettere e per sorridere.




Le buone notizie fanno bene a te e al tuo business
good-newsLe notizie negative diffuse dai media sono la principale causa di ansia. Le buone notizie invece, come dimostrato recentemente da una serie di studi scientifici, hanno un ruolo attivo nel produrre benessere e nel contrastare spirali crescenti di negatività. Ciò ne sottolinea il potenziale come strumento di marketing – orientato a migliorare il sentimento generale del consumatore, il suo orientamento al consumo e il posizionamento del marchio – in particolare nel mezzo di una crisi economica. Il Professor Prof. Giuseppe Riva, direttore scientifico di Buone Notizie Communication Farm e Direttore del magazine per Ipad di Buone Notizie, sarà al Positive Business Forum per discutere e presentare una serie di casi di successo che dimostrano la capacità del positive marketing di attivare il coinvolgimento attivo del consumatore nei confronti del brand, aumentandone il valore.
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Se conoscete qualche buon sito che pubblica Buone Notizie fatemelo sapere.
Grazie! ;-)
Ho dovuto cancellare il sito  Buone Notizie punto it perché veniva segnalato come portatore id malware!

giovedì 12 aprile 2012

Adolescenza - Essere Non essere Apparire Nascondersi

Il mistero della VITA che si affaccia all'autoconsapevolezza

Riporto ampi stralci di due articoli:

1. Quella voglia di crescere e il bisogno di essere protetti  (che prende lo spunto, per parlare dell'adolescenza, da un fatto di cronaca) perché mi ha riportato a galla un pensiero simile al suo: non dimenticarsi di essere stati giovani, adolescenti. Anch'io m'ero ripromesso di non farlo, ma poi, in parte l'ho dimenticato.
2. Viviamo in un'epoca in cui se non piaci non esisti perché collegati al tema dell'identità, dell'essere e del non essere, dell'avere e dell'apparire.

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Quella voglia di crescere e il bisogno di essere protetti

di Vera Montanari
Com’è difficile essere un adolescente. Un giorno sei un adulto e mal sopporti regole, divieti, genitori e prof. e il giorno dopo sei un bambino in balia del mondo.
Gli adolescenti non sono bambini, sono ragazzi, quasi adulti e soprattutto sono molto sensibili (permalosi?). Ci siamo passati tutti da quel periodo infame e meraviglioso e quindi tutti sappiamo di cosa si parla. Qualcuno poi se l’è dimenticato, qualcuno l’ha cancellato. Io, invece, ancora difendo l’adolescente che è in me con grande determinazione perché sono affascinata da quel momento della vita, quando tutto deve ancora succedere e tu non sai come sarà, ma aspetti, con ansia, voglia e un po’ di paura.
In generale, salvo cioè pochi fortunati, sono anni duri, difficili, faticosi, ma insieme entusiasmanti. In nuce sei già quello che sarai, ma che fatica liberarsi di quel bozzolo. E che solitudine. Nonostante gli amici, nonostante i genitori (in quest’ordine, sia chiaro) e anche nonostante le prime cotte o i primi amori. Tutto è sublime e tragico.
Improvvisamente scopri che hai un corpo, per la prima volta ti “vedi” davvero e, impietoso come solo un adolescente sa essere, ti misuri con i tuoi limiti, i tuoi difetti, quelli fisici (che tragedie, ma ve lo ricordate?), quelli psicologici e anche tutti quelli che non hai…  
E che tua madre ti ripeta che non sei grassa, che il seno è della misura giusta, che sei intelligente, non cambia una virgola della tua percezione (negativa, ovviamente). Però se a confortarti è un’amica, allora se ne può parlare.
E quanto si parla… Alla fine della scuola, ogni giorno, accompagnavo la mia amica Gioia a casa. Poi lei riaccompagnava me. E di nuovo io lei… Quando arrivavo a casa il pranzo era freddo e mia madre furibonda, ma questo non mi impediva certo, appena finito di mangiare, di telefonarle per riprendere le chiacchiere interrotte.
Ma una domanda continua a straziarci il cuore: perché non ha parlato con sua madre delle attenzioni morbose dello zio? Semplice: perché gli adolescenti non si confidano con i genitori. Sarebbe come tornare piccoli, una regressione inaccettabile. Chissà cosa le passava per il capo, forse temeva che non le avrebbero creduto. Forse pensava di potersela cavare da sola. Non riesco neppure a immaginare lo strazio di sua madre, se non per un punto: poteva aiutarla e non ci è riuscita.
Perché è questa la paura più orribile per chiunque abbia un figlio: vorresti difenderlo da tutto e tutti. E sai che non potrai. [1]
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Gli adolescenti e il rapporto con lo specchio

Viviamo in un'epoca in cui se non piaci non esisti

di Elisabetta Leslie Papacella ragazza-allo-specchio2.jpg

Oggi non si può essere brutti. Se non piaci la socializzazione è a rischio. Questo è il problema per molti adolescenti che non prendono proprio in considerazione la possibilità che la socializzazione passi anche attraverso il carattere, la capacità individuale di creare relazioni e non solo attraverso l’aspetto fisico. La paura di essere brutti, di non piacere, può assumere dimensioni inquietanti. Il giudizio degli altri diviene un imperativo categorico. Non ci si guarda più con i propri occhi, quelli degli altri divengono il metro che stabilisce se siamo giusti o no. E’ da come li percepisce l’esterno che i ragazzi imparano piano piano a decidere di se stessi. Se l’amica ci ha guardato con sussiego, se i ragazzi hanno riso su un dettaglio, su un vestito, via, si cambia subito. Se i dettagli sono purtroppo quelli del corpo, allora la cosa diviene più complessa. Ma anche qui si fa strada subito l’idea di poter intervenire per soddisfare il giudice esterno. Si può ricorrere alla chirurgia.
Purtroppo il normale disagio adolescenziale che ha fatto parlare di sé poeti, scrittori, psicologi, viene visto al pari di un difetto fisico. Può essere estirpato, tolto come un brutto naso che viene rifatto. Poi può essere un seno da rifare, poi gli zigomi, le labbra e si può andare avanti all’infinito nel corpo che può essere rifatto in ogni dettaglio. Si spera in questo modo di supplire alle difficoltà legate alla crescita.
Si pensa così che aderendo ad un modello di bellezza si sia accettati. Se ciò accade il gioco è fatto. Si è a tutti gli effetti ammessi nel sociale, si è all’altezza. Se si ha una vita relazionale intensa di contatti – e non di vere relazioni – i ragazzi hanno l’idea di essere dentro, di essere giusti, di avere consenso.
Dunque, il consenso passa attraverso il fisico. Se corrispondi a certe misure a determinati connotati fisici, allora non devi temere l’esclusione. Non essere considerati, cercati, nell’adolescenza può essere drammatico. Si ha la sensazione di non esistere. A questi ragazzi si è insegnato a non accettare il proprio corpo, a non accettare l’imperfezione. Alla chirurgia estetica si affida così il proprio disagio esistenziale sperando che venga estirpato. L’idea della personalità perfetta assomiglia al fisico perfetto. Il proprio carattere, la proprio personalità è affidata ad un fisico perfetto perché rifatto secondo canoni suggeriti dall’esterno.
Una omologazione che azzera le differenze, che annienta le personalità, che crea ragazzi privi di carattere in balia delle mode del momento. Sempre più preoccupati di capire “come gira il vento” per adeguarsi, piuttosto che cercare di capire il loro carattere, i loro desideri, le loro inclinazioni.
Allora il disagio normale dell’adolescenza, la fatica di convivere con gli ostacoli della vita, il normale sapersi accettare arreca una grande paura, dalla quale si crede di poter guarire ricorrendo a pillole o chirurgie che fanno guarire da se stessi. La paura di essere considerati sfigati è così ossessiva che il corpo è diventato il nuovo status symbol. Chi non ha avuto la fortuna di nascere bello ha il dovere di fare qualcosa per migliorarsi sennò non è considerato. Questa omologazione porta alla mediocrità e a scontare un costante senso di inadeguatezza che viene supportato e costantemente sottolineato ogni qualvolta essere belli viene collegato a nuove immagini a nuovi modi di dover essere.
Gli adolescenti di una volta potevano essere brutti, magari erano molto simpatici, oggi si passa l’esame solo se si è belli. L’amicizia stessa dipende dall’aspetto. Si decide dall’aspetto se quel ragazzo o ragazza potrà essere congeniale ad un gruppo di persone oppure no. Ciò vuol dire che non si ha la possibilità di far sentire chi sei, che fai, che pensi, poiché se non hai il fisico giusto la faccia bella e alla moda non ti viene data neanche la possibilità di essere ascoltato.  [2]








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Essere (chi essere? come essere? essere accettato!), non essere (non avere alcuna identità! non esistere! essere rifiutato, disconfermato!), apparire (pur di "avere" l'illusione di una identità!?), omologarsi pur di appartenere, di far parte di... di sentire delle persone simili? Nascondersi per paura di essere ferito, per paura di soffrire...
L'adolescenza è immagine della coscienza umana che dovrebbe "crescere" continuamente. Gli insegnanti cercano di ricordarselo ma lo dimenticano; lo dimentichiamo tutti: vogliamo seppellire un periodo difficile. che non è altro che il simbolo della conflittualità dell'animo umano. Si dice che la coscienza si può evolvere all'infinito: l'adolescenza ne è un modello temporalmente limitato. Abbiamo fretta di diventare grandi credendo, sperando di superare così velocemente, tutti i problemi insiti inevitabilmente, naturalmente, nel processo di crescita, di sviluppo della coscienza. L'adolescenza diventa il simbolo concentrato della crescita continua, dell'evoluzione continua della coscienza, dell'accettare l'inevitabile fase della dualità umana.
Alcuni grandi uomini, però, testimoniano che, come dopo l'adolescenza viene l'età adulta, così dopo la fase della dualità e dei conflitti, viene (si conquista) la fase dell'unità, della sintesi (che se pur progressiva e continua) è sempre una fase in cui si vive uno stato di coscienza diverso dalla duplicità.
Capiremo meglio l'adolescenza quando l'umanità vivrà meglio questa fase cruciale della vita, quando si saprà di più, si accetterà di più, si vivrà meglio, con gioia e con l'entusiasmo del cuore il processo di "crescita" e di sviluppo della coscienza.
Ricordiamoci che esiste un'altra fase della vita in cui i cambiamenti ormonali, fisiologici influiscono moltissimo sul corpo e sullo spirito.
Chiamerò (con sottile ironia) quest'altra fase "Seconda Adolescenza" perché a tutti quelli che la vivono non piace il nome "Terza Età" e tantomeno Vecchiaia e non si riesce a trovare un altro termine  che non faccia sempre comunque riferimento all'età: Età dell'Oro, della Saggezza e così via. Non piace nemmeno (ovviamente) "Senescenza" che sarebbe l'opposto di adolescenza. Ma di questa seconda fase ne parleremo in un altro articolo.
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Fonti:
[1] http://blog.graziamagazine.it/blog/2010/10/12
[2] http://www.loccidentale.it/articolo

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Articoli correlati:
-
http://www.funzioniobiettivo.it (Riporta molti link)
- Lo stile-di-vita-si-sceglie-a-16-anni
- http://it.wikipedia.org/wiki/Adolescenza
- Adolescenza_bioenergetica. Il corpo che diventa adulto
- L'età-ingrata
- Angoscia-e-disagio-adolescenziale
- Un-giorno-questo-straniamento-ti-sara-utile
- I figli crescono-Adolescenza (Parte Prima)
- I figli crescono-Adolescenza (Parte Seconda)
- I figli crescono-Adolescenza (Parte Terza) Il Gruppo dei pari
- Se-neuroni-e-psicologia-non-bastano-a-farci-capire-i-nostri-figli
- Depressione-e-adolescenza
L'adolescente in psicoanalisi




mercoledì 21 marzo 2012

L'Unicorno di porcellana

Gran Prize Winner of The
Philps Tell It Your Way Competition

E' un cortometraggio  che ha vinto il concorso "Ditelo con le vostre parole". 
Il filmato doveva essere di tre minuti e non doveva superare le 6 parole.
Erano le condizioni fissate da Ridley Scott.
Ha vinto questo film.

Una meraviglia di sensibilità e di bellezza!

Poetico, commovente, significativo, bello!
Oggi, guarda caso, è il World Poetry Day

(Grazie a Vittorio per la segnalazione)

[Fonte]


lunedì 8 agosto 2011

Tragicom § L'Aiuto Provvidenziale

di Resalvato

Autunno inoltrato. Dopo una giornata di pioggia torrenziale resto bloccato con l'auto in una strada di campagna: avanti non posso andare perché pieno d'acqua, indietro nemmeno perché le ruote slittano in salita.
Ho dimenticato a casa il telefonino.
Mi viene di urlare e di disperarmi per la mancanza di attenzione e di previsione.
Dopo alcuni tentativi di tornare indietro falliti, resto lì, quasi paralizzato, dentro la macchina.
Dopo un secolo rimetto in moto e provo ancora una volta: niente da fare le ruote girano a vuoto e schizzano fango da tutte le parti.
Scendo disperato e cerco intorno qualcosa che possa fare presa sotto le ruote: pietre, qualche ramo. Niente da fare la macchina non si muove. Maledico il momento in cui ho deciso di passare per quella strada (pensavo si potesse passare facilmente anche se c'erano dei segnali che dicevano strada sdrucciolevole)...
Non so più cosa fare. Chiedo aiuto al cielo... agli angeli, ma non sono molto convito.

Dopo un altro secolo una macchina "da fuoristrada" viene verso di me: MIRACOLO! E' ARRIVATO L'AIUTO!
Il signore scende dal fuoristrada e si avvicina con fare indifferente: chiedo se ha una corda per tirarmi fuori ma dice che non ce l'ha, però ha il telefonino e me lo presta per fare qualche telefonata.
MA NON RICORDO NESSUN NUMERO. Ho un blocco. Non ricordo niente. Il signore dice che gli dispiace ma non può rimorchiarmi. Io penso che lui non voglia sforzare la sua macchina. Passano dei momenti interminabili in cui non succede niente.

Poi, si avvicina una Panda rosso-scura piuttosto vecchiotta. Si ferma e scende un ragazzo con un fucile da caccia. Mi conosce, è  un vecchio compagno di scuola di mia figlia. Mi dice che in quel posto spesso capita di rimanere impantanati.  Prova un paio di volte anche lui ma non riesce a superare la salita viscida. Stiamo lì a parlottare sul da farsi ma non emergono soluzioni. Poi il ragazzo dice che una volta lui ha tirato fuori la sua Panda risalendo la strada a marcia indietro. Io non me la sento di farlo perché mi fa male il collo a stare girato e poi sono molto teso. Chiedo al ragazzo se lui se la sente: dice di si. Riusciamo a girare la macchina e il ragazzo parte a tutto gas a marcia indietro e, con qualche sobbalzo, riesce a superare la salita e a portare la macchina su terreno sicuro.

Io sono emo-zio-na-ti-s-si-mo. Mi rendo conto che da solo non sarei mai riuscito a risolvere il problema e avrei dovuto lasciare la macchina in mezzo alla strada e sarei dovuto andare a piedi a chiedere aiuto (una decina di Km).
Ringrazio il ragazzo che però si schernisce e dice che non è niente, ma per me è stato un aiuto importantissimo.
GLIENE SARO' GRATO PER TUTTA LA VITA.

Ringrazio l'universo per l'aiuto provvidenziale, insperato, impensato,  che mi è arrivato.
Ringrazio per l'aiuto degli altri che non sappiamo bene come, ma arriva.
Rifletto che, in fondo, non siamo mai soli! Gli eventi, delle volte, sono imperscrutabili. Siamo aiutati! Questo ci spinge a promettere che Aiuteremo!

Ma questo, è un caso accadutomi un paio di anni fa e lo racconto solo adesso perché oggi me ne è accaduto un altro, meno angosciante per la verità, ma identico nella dinamica dell'aiuto.

Tornavo a casa in macchina per la strada normale, e tutto sembrava calmo. Non pensavo a niente di particolare (forse  a cosa avrei mangiato a pranzo) ma mai che la macchina potesse avere dei problemi! Fatto sta che la macchina, una quindicina di giorni prima, aveva fatto i capricci e l'acceleratore funzionava solo al minimo e con molte tensione e pazienza ero riuscito a portare la macchina dal meccanico che l'indomani me la ridà dicendo che è un problema all'elettronica dell'acceleratore, che l'hanno aggiustato ma non è sicuro che non rifaccia lo stesso scherzo.
Bene per 15 giorni è andato tutto bene, oggi mentre me ne torno tranquillo tranquillo verso casa dopo aver fatto un  bellissimo giro lungo il lago Trasimeno, arrivato a Moiano (a circa 5 Km da casa) si ripresenta il blocco dell'acceleratore. Con santa pazienza metto le doppie frecce e procedo a 10 Km l'ora tenendomi sulla destra. Avrò fatto non più di 500 metri ma alla prima salita ripida la macchina non ce la fa e io mi accosto sulla destra facendo segno con la mano a quello che mi seguiva di superarmi.
Riprovo a mettere in moto e a ripartire ma niente da fare: mi riaccosto qualche metro più avanti e penso cosa fare: dovrò provare a telefonare a Della Lena (questa volta il telefonino ce l'ho!) e dirgli di venirmi a prendere, ma è sabato pomeriggio, l'officina è chiusa e temo che magari non trovo nessuno. E' un primo pomeriggio di metà giugno e fa un certo caldo. Già mi immagino di farmi un po' po' di strada a piedi sotto il sole ma magari, penso, spero che Della Lena verrà a prendermi. Forse inconsciamente ripenso a quanto accadutomi un paio di anni fa...

Mentre tutti questi pensieri si ingarbugliano nella mia mente (e sembra un tempo lunghissimo!), la seicento azzurra che mi aveva appena superato, ritorna indietro e si ferma proprio vicino a me e mi chiede se ho bisogno di aiuto. Non riconosco subito chi è alla guida ma è il figlio di Leopoldo (non ricordo mai se il suo nome è Raffaele o Emanuele, sono due fratelli che si chiamano così). Non potete immaginare la mia contentezza! Ecco un'altra volta (dopo circa due anni) che arriva l'aiuto inaspettato!

Ringrazio Emanuele, parcheggiamo la macchina in un posto vicino più sicuro e lui mi accompagna a casa. Lo ringrazio tanto e gli dico che è un angelo venuto dal cielo. Lui sorride e gli dico che gli sono debitore, ma anche lui, come l'altro ragazzo qualche anno fa, si schernisce e dice che non è niente. Io invece sono molto molto grato.

Le riflessioni sono tante ma tante,  ma ciò che emerge è senz'altro la gratitudine.
Ricordo anche storie raccontatemi da qualche amico che aveva ricevuto aiuto da persone "sconosciute" e in modo inaspettato, come se in fondo, c'è sempre qualcuno che ti possa aiutare. Noi pensiamo che l'aiuto possa venire da persone conosciute o da parte di amici, ed è vero che, in fondo i due ragazzi che mi hanno aiutato mi conoscevano ma, senz'altro, io non ero un loro amico. Certo la ragazza che le si buca la ruota trova sempre uno sconosciuto che l'aiuta ma quando l'aiuto arriva a te, ti sempre una cosa straordinaria,  forse perché non pensi che tu possa essere aiutato disinteressatamente da qualcuno...

Comunque queste cose lasciano il segno e ti fanno riflettere.
Bisogna riconoscere, accettare sia la bella passeggiata, che il guasto, sia la preoccupazione e l'ansia che l'aiuto inaspettato.
Noi abbiamo delle idee preconcette su come dovrebbe essere la vita: tutta rose e fiori, senza spine, senza concime, senza potature, senza annaffiature, senza zappare la terra.
Siamo noi che abbiamo idee sbagliate su ciò che è, e deve essere la vita!
Siamo noi che rifiutiamo tutti gli opposti che la vita comporta.
Siamo noi che dobbiamo operare la sintesi in noi stessi, sorridere agli eventi mutevoli della vita e allora forse si  produrranno reazioni diverse e più armoniche e, paradossalmente allora, solo allora, la vita sembrerà, potrà essere come la immaginiamo...

A voi sono mai successe cose come queste?

Una mia amica mi raccontò che una volta l'ha fermata la polizia. Lei non aveva l'assicurazione aggiornata. Dovevano farle 900 € di multa e sequestrarle la macchina. Lei ha cercato di convincere i poliziotti, ha telefonato all'agenzia (era colpa loro che non l'avevano rinnovata!), comunque è riuscita a convincere i poliziotti che l'indomani avrebbe portato in Questura il tagliando rinnovato e quindi le fanno solo una multa di € 60.
Bene questi sono i fatti, ma ve li racconto perché è interessante l'interpretazione data dalla mia amica: era contenta perché per fortuna i poliziotti erano stati come "angeli" che l'avevano avvertita in tempo evitando così un danno maggiore! Perché, se non se ne accorgeva, poteva essere fermata lontano da casa (l'indomani doveva partire per un viaggio) e probabilmente non avrebbe potuto risolvere il problema. Quindi, in definitiva, sentiva come se fosse stata aiutata...

Vi viene in mente qualcosa di simile che è accaduta proprio a voi o a vostri amici?

 


venerdì 20 maggio 2011

I 18 PRINCIPI DEL DALAI LAMA

 

 

 

 

 

 

  1. Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.
  2. Quando perdi, non perdere la lezione.
  3. Segui sempre le 3 "R": Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.
  4. Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.
  5. Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.
  6. Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.
  7. Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo.
  8. Trascorri un po' di tempo da solo ogni giorno.
  9. Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.
  10. Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.
  11. Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.
  12. Un'atmosfera amorevole nella tua casa dev'essere il fondamento della tua vita.
  13. Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.
  14. Condividi la tua conoscenza. E' un modo di raggiungere l'immortalità.
  15. Sii gentile con la Terra.
  16. Almeno una volta l'anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.
  17. Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l'uno dell'altro.
  18. Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.

    (Dalai Lama) ♥♥♥
    Fonte: ॐ Open Your Mind ॐ

sabato 23 aprile 2011

Messaggio di Clarissa Pinkola Estes

Terra mani 22 aprileCoraggio! Ispirazione!di Clarissa Pinkola Estes

 

 

 

 

 
 Amici miei, non smarrite il cuore. 
Noi siamo stati fatti per questi tempi. 
Ultimamente ho sentito che molti sono profondamente confusi e con ragione. 
Sono preoccupati per le vicende del nostro mondo di oggi. 
Sono tempi, i nostri, di stupori quotidiani e di rabbia spesso giustificata per il degrado di ciò che maggiormente sta a cuore alle persone civili e idealiste.

Avete ragione nelle vostre valutazioni.
L'arroganza e la presunzione cui alcuni si sono ispirati nell'approvare atti efferati contro bambini, vecchi, gente semplice, i poveri, gli indifesi, i bisognosi, toglie il fiato.
Nonostante ciò, vi sollecito, vi chiedo, vi domando per favore di non inaridire lo spirito piangendo per questi tempi difficili.
Soprattutto non perdete la speranza.
Specialmente perché siamo stati fatti per questi tempi.
Per anni abbiamo imparato, praticato, ci siamo allenati proprio in attesa di incontrarci esattamente sul campo di questo impegno. Sono cresciuta nella zona dei Grandi Laghi e so riconoscere una barca capace di tenere il mare quando ne vedo una.
In quanto ad anime risvegliate, in acqua non ci sono mai state barche più capaci di quanto ce ne siano ora nel mondo. E sono tutte molto ben equipaggiate e capaci di inviarsi segnali l'un l'altra come mai nella storia dell'umanità.
Guardate oltre la prua, ci sono milioni di barche di anime virtuose con voi in acqua.
Anche se la superficie è sferzata da ogni onda in questa tempestosa agitazione, vi assicuro che le lunghe assi di legno che compongono il vostro scafo provengono da una foresta più grande. E' risaputo che il legno ben venato tiene testa alle tempeste, resiste, regge e avanza nonostante tutto. In ogni periodo buio c'è la tendenza a perdersi d'animo per quanto è sbagliato o non sanato nel mondo.
Non focalizzatevi su questo.
C'è anche la tendenza a indebolirsi indugiando su ciò che è fuori dalla propria portata, su ciò che non può ancora esserci.
Non focalizzatevi lì.
Questo è "mancare il vento e non alzare le vele".
Noi siamo necessari, ecco tutto quello che possiamo sapere ora.
Ed anche se incontriamo resistenza, più sarà così, più incontreremo grandi anime che ci saluteranno, ameranno e guideranno e le riconosceremo quando compariranno.

Non avevate detto di credere?
Non avevate detto di ascoltare una voce più grande?
Non avevate chiesto la grazia?
Non vi ricordate che essere nella grazia significa sottomettersi a una voce più grande? Il nostro compito non è quello di migliorare il mondo intero tutto in una volta, ma quello di prodigarsi per migliorare la parte del mondo nel nostro raggio d'azione.
Ogni piccola e pacifica cosa che un'anima può fare per aiutare un'altra anima, per assistere una parte di questo povero mondo sofferente, sarà d'immenso aiuto.
Non ci è dato sapere quale sarà l'azione o chi farà in modo che la massa critica penda verso il bene durevole.
Ciò di cui c'è bisogno per un cambiamento sostanziale è una miriade di azioni, aggiungendo, aggiungendo ancora, aggiungendo di più, in continuazione.
Sappiamo che non tocca a "tutti sulla Terra" portare giustizia e pace, ma solamente a un piccolo e determinato gruppo che non si arrenderà alla prima, alla seconda o alla centesima raffica di vento. Una delle azioni più rasserenanti e potenti che potete fare per intervenire in un mondo in tempesta è stare in piedi e mostrare la vostra anima. Un'anima sul ponte nei momenti bui risplende come l'oro. La luce dell'anima lancia scintille, emette bagliori, fa segnali di fuoco, attizza ciò che è appropriato.
Mostrare il faro dell'anima in tempi oscuri come questi è essere tenaci e mostrare compassione verso gli altri e sono entrambe azioni di immenso ardimento e grandissima necessità. Le anime angosciate prendono luce dalle altre anime che sono completamente accese e che la mostrano spontaneamente.
Se volete calmare il tumulto, questa è una delle cose più potenti che potete fare. Ci sarà sempre un momento in cui vi sentirete scoraggiati. Io stessa ho provato lo scoraggiamento molte volte nella vita, ma non gli tengo il posto, non lo prendo in considerazione. Non gli permetto di mangiare nel mio piatto.
Il motivo è questo: fin nelle ossa so' una cosa, come la sapete voi. Ed è che non ci può essere disperazione quando ricordate il perché siete venuti sulla Terra, di Chi siete al Servizio e Chi vi ha mandato qui.
Le buone parole che diciamo e le buone azioni che facciamo non sono nostre: sono parole e azioni dell'Uno che ci ha portati qui.

Con questo spirito, spero che scriverete questo sulla vostra parete: 

"Una grande nave ormeggiata nel porto è indubbiamente al sicuro, 
ma non è per questo che le grandi navi sono state costruite".
Che questo vi giunga con molto amore e con la preghiera di ricordare da Chi voi venite e Perché siete venuti su questa bellissima e
necessaria Terra. 

Clarissa Pinkola Estes, Ph.D.
Autrice del best seller "Donne che corrono coi Lupi".

   That we call the biginning is often the end
And to make an end is to make a biginning.
The end is where we start from.
T.S.ELIOT, Little Gidding, da Four Quartets


Traduzione:Ciò che noi chiamiamo l'inizio è spesso la fine.
E creare una fine è creare un inizio.
La fine è là da dove noi partiamo.






Riceviamo da Rita e pubblichiamo
Sono stata incoraggiata da questa lettura e la condivido con voi.
Non smarrite il cuore, amici miei....






.:.



domenica 10 aprile 2011

Segni sulla sabbia, segni nell'aria

160 - Urusvati sa che il grande Maestro soleva tracciare segni sulla sabbia, che poi cancellava. I discepoli ne stupivano e un giorno domandarono perché non scrivesse in modo più duraturo. Egli allora tracciò una linea nell’aria e rispose: "Questa è la legge permanente. Nulla potrà distruggere questo segno".
Così insegnava il potere del pensiero
Si diceva che i segni nello spazio sono luminosi come lampi. Il Maestro non lo negava, ed ebbe a dire che un giorno si sarebbe imparato a trasmettere segni a grande distanza: ma i discepoli non poterono capirne il senso.

Disse anche: "Attenti ai pensieri negativi. Si rivolteranno contro di voi e vi copriranno di una lebbra orrenda. Quelli buoni invece salgono e vi innalzano. Dovete capire che l’uomo porta in sé luce salutare e tenebra mortale".

Altre Sue parole:
"Ora ci lasciamo, ma torneremo a riunirci, vestiti di Luce. Nel regno della Luce gli abiti non si comprano, poiché li si crea a volontà. E non vale la pena restare troppo attaccati alla Terra, se gli Amici migliori ci attendono colà con gioia".

Disse: "Non lagnatevi di ciò che presto perisce, poiché abiti immortali vi attendono".
Disse: "Ecco perché avete paura della morte: nessuno vi ha detto che si passa in un mondo migliore".
E anche: "Sappiate che i veri amici continuano a lavorare assieme là come prima in Terra".

Così il grande Pellegrino insegnava continuamente i valori eterni e il potere del pensiero, ma i Suoi Precetti erano compresi da pochi. Parlava in modo semplice e conciso eppure pochi tenevano a mente ciò che diceva. Nella Nostra Dimora la concisione è apprezzata: i suoi geroglifici si incidono netti nello spazio.

da: Sovramundano I - 160

Tratto da:
-
http://www.esonet.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1312

Immagine:
-
N. Roerich, Tibet: Near_the_Brahmaputra

.:.

giovedì 3 marzo 2011

Amicizia e attendibilità

Costui è attendibile come le sue dichiarazioni d'amicizia con Gheddafi!

Ma bisogna capirlo: se nessuno lo ama (veramente) per quanti sforzi faccia, un amico, almeno, deve pur dirlo di averlo!

Le amiche... basta comprarle!

venerdì 24 dicembre 2010

Gratitudine

 




Un Guerriero della Luce
non dimentica mai la
Gratitudine.  
Durante la lotta è stato aiutato dagli
Angeli.
Le forze celestiali
hanno messo ogni cosa al proprio posto,
permettendo a lui di dare il meglio di sé.
I compagni commentano: "Com'è fortunato!"
Perciò quando il sole tramonta, si inginocchia
e ringrazia il Manto Protettore che lo circonda.
La sua gratitudine
non è però limitata al mondo spirituale:
egli non dimentica mai gli
Amici
perché il loro sangue si è mescolato al suo
nel campo di battaglia.
Un Guerriero non ha bisogno
che qualcuno gli rammenti
l'aiuto degli altri:
se ne ricorda da solo e divide con loro la ricompensa.
Dal "Manuale del Guerriero della Luce"
di Paulo Coelho



 

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Riceviamo da Ines e pubblichiamo

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