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mercoledì 14 ottobre 2015

Sport e Vita (Omraam Mikhaël Aïvanhov)

http://www.prosveta.it/
Pensiero del mercoledi 14 ottobre 2015
Prove sportive
Analogia con le difficoltà della vita quotidiana
La corsa ad ostacoli, lo sci, le gare automobilistiche, le scalate in montagna ecc. sono sport difficili che esigono una quantità di sforzi, di pazienza e resistenza, ma sono anche sport pericolosi. Eppure molti uomini e donne non esitano a praticarli, e quanto interesse, quanta ammirazione suscitano in coloro che li guardano! Perché? Perché le prove sportive, che sono giochi, sono a immagine delle difficoltà che noi tutti dobbiamo affrontare nella vita quotidiana: correre, saltare, lottare, nuotare, scalare montagne… Allora, dal momento che questi giochi sono a immagine dei problemi che occorre risolvere tutti i giorni, perché non considerare i nostri problemi quotidiani come dei giochi? D'ora in avanti, quando vi trovate davanti a una difficoltà, anziché sentirvi oppressi e irritati, dite a voi stessi: «Ecco un’altra occasione per realizzare un’impresa: come devo comportarmi per superarla?». Sì, sono sfide come queste che dovete lanciare a voi stessi di tanto in tanto, e vedrete che non solo le prove vi appariranno più facili da sopportare, ma inoltre ad ogni vittoria attingerete nuova fiducia in voi.
Omraam Mikhaël Aïvanhov
FONTE: Pensiero del giorno - Omraam Mikhaël Aïvanhov - Edizioni Prosveta

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mercoledì 11 luglio 2012

L'assertività

L'assertività è una caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l'interlocutore.
I presupposti necessari per un comportamento assertivo sono: una buona immagine di sé (autostima); un'adeguata capacità di comunicazione; una libertà espressiva; buona capacità di rispondere alle richieste e alle critiche; la capacità di dare e di ricevere apprezzamenti e di dirimere i conflitti.

A volte l'assertività rischia di essere giudicata negativamente perché le persone solide e sicure di sé possono venire percepite in modo troppo aggressivo. Ma l'assertività, se bilanciata con altre importanti qualità, può aiutare ad eccellere in molte cose sul lavoro e nella vita privata.
Come promuovere il lavoro di squadra ad esempio. La performance di un team può aumentare se i membri sono in grado di esprimere punti di vista "impopolari". Utilizzare la fiducia in se stessi per creare un'atmosfera che induca anche le altre persone a parlare chiaramente è un "plus" non indifferente.
Oppure permette di guidare il cambiamento. Per un cambiamento costruttivo occorrono iniziative coraggiose. Essere assertivi aiuta a rompere le resistenze che spesso nascono quando si è chiamati a compiere uno sforzo di questo tipo.
Alla base però occorre agire assolutamente con integrità. Se unita all'onestà, l'assertività  da  il coraggio di difendere ciò che si ritiene giusto. 


giovedì 31 maggio 2012

Coraggio Speranza Fiducia

Portiamo nei nostri cuori,
i cuori delle persone
coinvolte nel terremoto
dell'Emilia Romagna
e immaginiamo di irradiare

CORAGGIO

SPERANZA

FIDUCIA

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Immagine:
http://blog.donnamoderna.com/donna-mamma/files/2011/03/arcobaleno.jpg


mercoledì 14 marzo 2012

Sogni...



 Sogni: malgrado tutto, noi ci rialzeremo.

 

Quando non si facessero più sogni audaci,
anche le azioni audaci sulla Terra cesserebbero.

I sogni audaci sono il carburante indispensabile
per il motore del Fare.

I sogni audaci sono la miccia d'oro
per la forza vitale dell'Essere.

Ciò che non si può sognare
non si può fare.

Rialzatevi!
Non impeditevi di sognare,
seminate ovunque i sogni più belli,
i sogni più audaci
sorti dall'Anima con un ruggito.

 

 Clarissa Pinkola Estès
tratto da: "Forte è la Donna" pag.54.


 


Con affetto,
Tomoe.

Forte è la Donna 
Nell’intervista che l’autrice Patrizia Pinkola Estes ha rilasciato a Leonetta Bentivoglio per Repubblica  si legge:
In Forte è la Donna narro il mio primo incontro con lei. Sono cresciuta vicino al lago Michigan, e una volta, a cinque anni, mentre i miei genitori erano distratti, presi a correre verso l’ immensa distesa d’ acqua perché vidi che sulla sua superficie s’ innalzava una “bellissima signora”. Quell’ apparizione, che mi salvò miracolosamente dall’ annegamento, mi portò a toccare con mano il suo immenso potere. In tutta la mia vita, che adesso volge verso i settant’ anni, ho sperimentato spesso la straordinaria capacità di soccorrimento della Grande Madre. Noi camminiamo in due mondi: spirituale e terreno. L’ uno è energia vitale, l’ altro è il luogo in cui quella forza animatrice può manifestare la sua creatività. A volte il fango si sovrappone alla spiritualità, come emerge dalle caratteristiche di sopraffazionee intolleranza assunte dalle religioni. Ma è solo un diaframma interposto tra noi e la nostra facoltà di percepire quel nucleo spirituale.
…La Donna Selvaggia si basa, come la Madre Benedetta, su una vita creativa espansa e continua. Sono tante le persone svuotate da significati vitali a causa di un’ offesa inferta a quella realtà istintuale generatrice di forza umida, inseminante e libera, e riflessa in opere e in stili di vita ricchi di corpo e d’ anima.

 

martedì 13 marzo 2012

Coraggio...

Rifiutati di cadere.






Se non puoi rifiutarti di cadere,
rifiutati di restare a terra.
Se non puoi rifiutarti di restare a terra,
leva il tuo cuore verso il cielo,
e come un accattone affamato,
chiedi che venga riempito,
e sarà riempito.






Puoi essere spinto giù.
Ti può essere impedito di risollevarti.
Ma nessuno può impedirti
di levare il tuo cuore
verso il cielo!
Soltanto tu... 




E' nel pieno della sofferenza
che tanto si fa chiaro.

 


Colui che dice che nulla di buono da ciò venne,
ancora non ascolta.


 



 Di Clarissa Pinkola Estés . 


 



Con affetto,

Tomoe.

domenica 3 luglio 2011

L’arte di affrontare i problemi

di Sonia Angioi [Fonte]
“Vivere bene il nostro oggi fa di ogni ieri un sogno di felicità e di ogni domani una visione di speranza”
(Lorenz)
La nostra felicità dipende dalla capacità di affrontare le sfide che la vita ci lancia.
Uno storico, Arnold Toynbee, parlava di Legge della sfida e della risposta. Egli riteneva che la chiave per capire la storia, la nascita ed il tramonto delle civiltà fosse l’azione di questa legge. Toynbee era convinto che se una civiltà, trovandosi di fronte ad una terribile sfida che minacciava la sua esistenza, le andava incontro con coraggio e decisione e riusciva a sopravvivere, le energie sprigionate da questo sforzo portavano quella civiltà a nuove vette di arte, letteratura e di ogni aspetto della cultura.
Questa legge è presente in ognuno di noi. Quando guardiamo in faccia i problemi, quando rifiutiamo di lasciarci sconfiggere, quando decidiamo con determinazione di rispondere all’attacco, scopriamo in noi risorse ed energie nascoste che neanche sapevamo di possedere.
Con questo non voglio dire che tutti i guai siano semplici da risolvere. Alcuni dispiaceri possono sconvolgerci, certi problemi possono angosciarci.
E’ anche vero comunque che le difficoltà rendono l’individuo più grande o più piccolo.
Sotto il peso dei problemi alcuni crollano, altri segnano un goal.
C’è qualcosa di esaltante nel fatto di concepire il problema come forza dinamica della nostra esistenza. Ma bisogna saperlo affrontare. Bisogna saper rispondere. Tutti sono capaci di navigare con il vento favorevole. E' quando il mare s’infuria che diventa indispensabile l’arte di navigare, cioè di capire veramente il mare.
Quando nel corso della nostra vita insorge il problema, ciò che più conta è l’arte di vivere, cioè di capire il ruolo che il problema può avere nella vita. Indubbiamente le avversità, spesso, fanno piazza pulita di tratti o caratteristiche indesiderabili del nostro carattere. Il pessimismo, l’orgoglio, l’insicurezza, la timidezza, ovvero esempi di qualità negative, ci tengono lontani dalle persone e dai nostri obiettivi più ambiti. Sono come barriere che ci imprigionano e bisogna abbatterle prima di poter amare ed essere amati, prima di visualizzare una meta e decidere di raggiungerla.
Non esiste una ricetta per affrontare tutti i problemi perché non esistono due problemi uguali.
Guardiamo in faccia la realtà. Non imitiamo lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia, sperando che il problema svanisca da solo.
Più teniamo la testa sotto la sabbia, più la situazione si fa difficile. Guardiamo dunque il problema in faccia, analizziamolo, sezioniamolo. Forse non è così minaccioso come ci sembra. E anche se lo è, diciamoci:
“Ok. Ecco la sfida. Sono pronto a rispondere e a vincere!”.
Dopo aver esaminato il problema ci dobbiamo muovere in qualche direzione. L’azione è una grande creatrice di fiducia. Forse l’azione che intraprenderemo avrà successo o forse dovrà essere seguita da azioni diverse o da rettifiche.
Ma qualsiasi azione è meglio della totale assenza di azioni. Perciò non aspettiamo che il problema ci intimorisca o ci travolga. Facciamo una mossa!


Come si suol dire: "Lo sforzo rinforza" ma deve essere consapevole ed orientato.
Condivido totalmente tutto il contenuto di questo post, il fine e il linguaggio, efficace e sintetico. Grazie Sonia.
Dedica particolare a P. e I.
Resalvato


mercoledì 22 giugno 2011

Una Benedizione per i Sensi

Ho chiesto la forza...
e Dio mi ha dato delle sfide per rendermi forte.

Ho chiesto la saggezza...
e Dio mi ha dato problemi da risolvere.

Ho chiesto la prosperità...
e Dio mi ha dato cervello e muscoli per lavorare.

Ho chiesto il coraggio...
e dio mi ha dato pericoli da superare.

Ho chiesto l'amore...
e Dio mi ha dato persone nei guai da aiutare.

Ho chiesto dei favori...
e Dio mi ha dato delle opportunità.

Non ho ricevuto niente di quello che volevo,
ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno.


 

Anima amica. (Anam Cara). Il libro della saggezza celtica

Tratto da:
Anima Amica (Anam Cara )
Il libro della Saggezza Celtica
di John O'Donohue
Tea, 2000

Gli antichi celti possedevano un senso molto raffinato e profondo dell'amicizia, che esprimevano attraverso l'immagine sublime dell'anam cara, l'anima-amica, una persona speciale a cui poter svelare i segreti più intimi della propria vita e con cui sancire un legame spirituale eterno. Prendendo ispirazione da questo concetto antico, John O'Donohue esplora e rivela l'antica saggezza dei celti. L'autore, affrontando temi fondamentali quali il mistero dell'amicizia, la sublimità dei sensi, la pienezza della solitudine, la vecchiaia come raccolto interiore, intende portare nuova speranza e nuova fede a tutti quegli uomini e quelle donne alla ricerca della vera spiritualità.

.:.

Riceviamo da Giacomo e pubblichiamo.


domenica 19 giugno 2011

Le vie del Sé



“Per prima cosa tutti voi non dovete credere a nulla,
e secondo non dovete fare nulla che non comprendete”
(Georges I. Gurdjieff)


C’è veramente bisogno di imparare le vie del Sé, di diventare sempre più intimi con i pensieri del cuore, di allenare la mente a lavorare con questi pensieri. E’ necessario accentuare la positività riguardo alle nostre capacità, è necessario accrescere la nostra compassione, andare verso la tolleranza, è necessario andare verso la creatività personale e verso la manifestazione dei nostri talenti: insomma dobbiamo avere una maggiore fiducia nel futuro.

Molti pensano che la conoscenza e la saggezza porteranno molti frutti spirituali, ma l’obiettivo diventa insostenibile se non sono rafforzate e illuminate dall'amore umano. Per questo il primo apprendimento è l’amore, ma quando si impara tramite cognizioni, queste ci rendono amabili e seducenti poiché aiutano l’esibizione della personalità e dell’intelligenza, ma la persona diventa sterile e fredda, poiché è priva dell’amore che trasforma l’erudizione in comprensione.

Nella cultura cinese vi è il simbolo taoista dello Yin e Yang, in cui il cerchio è diviso in una parte nera che ha un punto bianco al suo centro e una parte nera che ha un punto bianco: questo simbolo afferma che è vero che si distingue il nero dal bianco, ma la realtà è frutto di quell’equilibrio. Così dovremmo vedere la parte oscura di noi stessi, cioè la parte che percepiamo come la più miserabile.

E’ invece molto più diffusa l’immagine di una guerra tra i guerrieri della luce e i guerrieri dell’oscurità: è invece nella corretta interpretazione del simbolo taoista che dovremmo fare il riequilibrio tra i due aspetti. E’ in questo riequilibrio che va inquadrato il lavoro da compiere sul sé ombra. E’ assolutamente impossibile negare l’aspetto predatore dell’animo umano, come è impossibile negare di poter provare gelosia, cupidigia, invidia odio e vendetta e tutti gli altri difetti e vizi, ma sappiamo anche che noi siamo tutt’altro e molto di più.

Nel lavoro sul riequilibrio tra le tendenze più infime a cui può giungere l’animi umano, perciò dagli abissi interiori fino alle vette delle aspirazioni più nobili è stato collocato il lavoro che l’uomo, sommo artigiano dell’architetto celeste, deve saper compiere su se stesso. E’ davvero una grande conquista vedere il lato oscuro del sé come una risorsa e non come un difetto, e sentire che abbiamo un cuore potente e coraggioso, perciò sentirsi come un leone che è capace di dominare. Questo è il passaggio che gli sciamani chiamano la scelta dell’animale totem a cui assomigliare, poiché dobbiamo scegliere se diventare il cacciatore-totem oppure il predatore assassino.

L’animale totem può muoversi furtivamente nei sogni e tornare indietro per riferire le notizie di altri mondi e di altre dimensioni, così può aiutarci nella nostra ricerca di verità. E allora tutti gli aspetti del nostro sé ombra non appaiono poi così sudici o disgustosi se usiamo il potenziale creativo ed evolutivo delle nostre tendenze interiori, e se li vediamo come aiutanti nella nostra ricerca.

I lati oscuri come quelli luminosi sono influenzati non dalla natura dell’essere, ma dalle emozioni che li alimentano, per questo va raffinato il livello delle emozioni facendo chiarezza sul miscuglio di emozioni che offusca e opprime la nostra mente. Per questo dovremmo egualmente raffinare i nostri desideri fisici e il nostro desiderio di ricerca della conoscenza. In questo modo passiamo dal regno del dualismo yin e yang al ritmo dell’armonioso fluire dell’energia che circola liberamente in tutti i nostri chakra.

Finché non c’è il riequilibrio dei nostri lati oscuri con quelli luminosi vedremo le persone come catalizzatori negativi o positivi, infatti vedremo bianco o nero a seconda delle proiezioni che faremo sul mondo esterno e sulle persone, che è il modo indiretto di lanciare fuori il nostro lato luminoso e oscuro. Dobbiamo vedere in modo positivo anche quei momenti di buio in cui pensiamo che non possiamo farcela, perché nel momento vediamo che c’è un cattivo atteggiamento nel modo in cui siamo coinvolti, quindi abbiamo l’opportunità di migliorarlo.

Osserviamo quei pensieri e quei meccanismi che sono alla base dei pensieri, osserviamo i commenti che facciamo riguardo a quel tipo di pensieri, poiché spesso vi sono giudizi che vengono emessi sulla qualità del pensiero. Scopriremo che possono esistere delle voci che devono essere messe in un archivio segreto della memoria più profonda, ma queste voci non devono rimanere confuse con le voci che ci parlano tramite il sogno e tramite la riflessione.

In un archivio segreto e inaccessibile vanno rinchiuse le voci che parlano con parole che non sono le nostre, cioè tutte le voci dei genitori, dei guardiani e dei censori, dei profeti e delle autorità esteriori, perché l’unica voce che dobbiamo ascoltare, quando facciamo il riequilibrio interiore è una presenza interiore amorevole e compassionevole. Ma le vie dell’amore sono difficili, per cui spesso sono usate le forme del trauma per richiamare alla coscienza gli elementi che ci indeboliscono in modo che il dolore diventa un fissativo che rafforza l’attenzione su quello che ci distorce e confonde.

L’equilibrio del sé richiede il coraggio di superare sfide molto dolorose, ma nulla possiamo fare se non siamo innamorati di noi stessi, poiché è necessario innamorarci di noi stessi per poter vedere con compassione all'alternarsi di luce e di ombre che sono nelle eclissi del bene e del male presenti nel carattere di tutti. Un sé che è squilibrato produce un blocco energetico e quindi un tipo di energia che funziona come catalizzatore per il tipo di lezione di cui l’entità ha bisogno per apprendere la lezione che è necessaria allo sblocco e quindi all'evoluzione.

L’evoluzione interiore del sé si compie tramite tutte le lezioni che vengono imparate, ma questo non ha nulla a che vedere con la precisione con cui si eseguono i compiti o con il livello di miglioramento di questa precisione. Il miglioramento è nell’essere dell’entità, nel modo in cui essa reagisce, nella libertà e nella spontaneità con cui offre il suo amore, nella cura che dedica a coloro che pensa, nelle cose con cui occupa la sua mente, e negli ideali e nei sogni che gli stanno a cuore: il miglioramento dell’essere è nella capacità di creare luoghi di luce a cui può spingere il suo spirito.

Questo è il motivo per cui scrivono che l’equilibrio non giunge per coloro che si illudono di dirigere con abilità e con precisione la loro vita ma giunge per chi sa amare profondamente. Per questo motivo nessun equilibrio e nessuna saggezza viene dal pensare di avere come unico fine l’equilibrio stesso, poiché nessuno conosce se stesso fino in fondo, in quanto il sé è sempre cieco. Ricercare l’equilibrio è il fine, ma può nascondere l’insidia nell’orgoglio di credere di possedere la saggezza, perciò diventa l’arroganza del possesso delle verità assolute.

Siamo parte dell’energia, siamo un aspetto della consapevolezza, noi siamo un magma incandescente che si raffredda perdendosi nelle false concezioni del mondo che ci privano della nostra potenza. Per questo le nostre azioni possono perdere la loro efficacia e possiamo divenire dei continenti sconosciuti a noi stessi se crediamo di conoscere ciò che possiamo diventare. Ricordiamoci che siamo la scintilla di una luce più grande, che è molto più grande di quanto si possa percepire e che è in continuo miglioramento, poiché siamo in una realtà che è in espansione.

L’uomo teme di guarire dalla dualità, poiché vede l’evoluzione che è una via infinita come un percorso che richiede lo sforzo della volontà e l’esercizio di crescenti competenze, perciò l’uomo teme il suo risveglio, poiché non ama sottoporsi alla disciplina. Dobbiamo sapere che l’uomo muore solo quando gli diventa impossibile di poter lavorare al suo raffinamento, perciò solo l’amore per il nostro raffinamento ci deve dare la gioia di continuare.

L’uomo non deve sentirsi imperfetto e indegno perché il peccato non esiste, infatti l’uomo pecca solo quando non riesce a destarsi dal sonno, perciò non può colpire il suo bersaglio. L’uomo vive addormentato nei suoi sensi offuscati, per questo dobbiamo ricordare che è l’amore per questo lavoro che ci offre la gioia di fare. L’uomo deve migliorarsi perché ama farlo e perché deve sentire nel cuore, nella mente e nello spirito l’amore di essere il fiume armonioso che scorre verso l’oceano.

Buona erranza
Sharatan

Fonte: http://lacompagniadeglierranti.blogspot.com/2011/06/le-vie-del-se.html

sabato 23 aprile 2011

Messaggio di Clarissa Pinkola Estes

Terra mani 22 aprileCoraggio! Ispirazione!di Clarissa Pinkola Estes

 

 

 

 

 
 Amici miei, non smarrite il cuore. 
Noi siamo stati fatti per questi tempi. 
Ultimamente ho sentito che molti sono profondamente confusi e con ragione. 
Sono preoccupati per le vicende del nostro mondo di oggi. 
Sono tempi, i nostri, di stupori quotidiani e di rabbia spesso giustificata per il degrado di ciò che maggiormente sta a cuore alle persone civili e idealiste.

Avete ragione nelle vostre valutazioni.
L'arroganza e la presunzione cui alcuni si sono ispirati nell'approvare atti efferati contro bambini, vecchi, gente semplice, i poveri, gli indifesi, i bisognosi, toglie il fiato.
Nonostante ciò, vi sollecito, vi chiedo, vi domando per favore di non inaridire lo spirito piangendo per questi tempi difficili.
Soprattutto non perdete la speranza.
Specialmente perché siamo stati fatti per questi tempi.
Per anni abbiamo imparato, praticato, ci siamo allenati proprio in attesa di incontrarci esattamente sul campo di questo impegno. Sono cresciuta nella zona dei Grandi Laghi e so riconoscere una barca capace di tenere il mare quando ne vedo una.
In quanto ad anime risvegliate, in acqua non ci sono mai state barche più capaci di quanto ce ne siano ora nel mondo. E sono tutte molto ben equipaggiate e capaci di inviarsi segnali l'un l'altra come mai nella storia dell'umanità.
Guardate oltre la prua, ci sono milioni di barche di anime virtuose con voi in acqua.
Anche se la superficie è sferzata da ogni onda in questa tempestosa agitazione, vi assicuro che le lunghe assi di legno che compongono il vostro scafo provengono da una foresta più grande. E' risaputo che il legno ben venato tiene testa alle tempeste, resiste, regge e avanza nonostante tutto. In ogni periodo buio c'è la tendenza a perdersi d'animo per quanto è sbagliato o non sanato nel mondo.
Non focalizzatevi su questo.
C'è anche la tendenza a indebolirsi indugiando su ciò che è fuori dalla propria portata, su ciò che non può ancora esserci.
Non focalizzatevi lì.
Questo è "mancare il vento e non alzare le vele".
Noi siamo necessari, ecco tutto quello che possiamo sapere ora.
Ed anche se incontriamo resistenza, più sarà così, più incontreremo grandi anime che ci saluteranno, ameranno e guideranno e le riconosceremo quando compariranno.

Non avevate detto di credere?
Non avevate detto di ascoltare una voce più grande?
Non avevate chiesto la grazia?
Non vi ricordate che essere nella grazia significa sottomettersi a una voce più grande? Il nostro compito non è quello di migliorare il mondo intero tutto in una volta, ma quello di prodigarsi per migliorare la parte del mondo nel nostro raggio d'azione.
Ogni piccola e pacifica cosa che un'anima può fare per aiutare un'altra anima, per assistere una parte di questo povero mondo sofferente, sarà d'immenso aiuto.
Non ci è dato sapere quale sarà l'azione o chi farà in modo che la massa critica penda verso il bene durevole.
Ciò di cui c'è bisogno per un cambiamento sostanziale è una miriade di azioni, aggiungendo, aggiungendo ancora, aggiungendo di più, in continuazione.
Sappiamo che non tocca a "tutti sulla Terra" portare giustizia e pace, ma solamente a un piccolo e determinato gruppo che non si arrenderà alla prima, alla seconda o alla centesima raffica di vento. Una delle azioni più rasserenanti e potenti che potete fare per intervenire in un mondo in tempesta è stare in piedi e mostrare la vostra anima. Un'anima sul ponte nei momenti bui risplende come l'oro. La luce dell'anima lancia scintille, emette bagliori, fa segnali di fuoco, attizza ciò che è appropriato.
Mostrare il faro dell'anima in tempi oscuri come questi è essere tenaci e mostrare compassione verso gli altri e sono entrambe azioni di immenso ardimento e grandissima necessità. Le anime angosciate prendono luce dalle altre anime che sono completamente accese e che la mostrano spontaneamente.
Se volete calmare il tumulto, questa è una delle cose più potenti che potete fare. Ci sarà sempre un momento in cui vi sentirete scoraggiati. Io stessa ho provato lo scoraggiamento molte volte nella vita, ma non gli tengo il posto, non lo prendo in considerazione. Non gli permetto di mangiare nel mio piatto.
Il motivo è questo: fin nelle ossa so' una cosa, come la sapete voi. Ed è che non ci può essere disperazione quando ricordate il perché siete venuti sulla Terra, di Chi siete al Servizio e Chi vi ha mandato qui.
Le buone parole che diciamo e le buone azioni che facciamo non sono nostre: sono parole e azioni dell'Uno che ci ha portati qui.

Con questo spirito, spero che scriverete questo sulla vostra parete: 

"Una grande nave ormeggiata nel porto è indubbiamente al sicuro, 
ma non è per questo che le grandi navi sono state costruite".
Che questo vi giunga con molto amore e con la preghiera di ricordare da Chi voi venite e Perché siete venuti su questa bellissima e
necessaria Terra. 

Clarissa Pinkola Estes, Ph.D.
Autrice del best seller "Donne che corrono coi Lupi".

   That we call the biginning is often the end
And to make an end is to make a biginning.
The end is where we start from.
T.S.ELIOT, Little Gidding, da Four Quartets


Traduzione:Ciò che noi chiamiamo l'inizio è spesso la fine.
E creare una fine è creare un inizio.
La fine è là da dove noi partiamo.






Riceviamo da Rita e pubblichiamo
Sono stata incoraggiata da questa lettura e la condivido con voi.
Non smarrite il cuore, amici miei....






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