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domenica 26 febbraio 2012

C’è Un Cervello Nel Cuore, E Può Toglierci Dai Guai…



C'è un cervello nel Cuore: lo ha scoperto la Neurocardiologia. Cominciamo un viaggio tra le scienze e le discipline che stanno rivelando i mille segreti di questo meraviglioso centro dell’essere umano.

Il cuore e la resilienza

Il cuore non è solo il centro della nostra fisiologia: è stato dimostrato che è anche il nostro più potente generatore di frequenze, quelle che influenzano e informano tutte le cellule del nostro corpo.
L’Istituto HeartMath svolge ricerche da venti anni sulle emozioni e sull’intelligenza del cuore, nonché sulla resilienza e sulla coerenza energetica.
Per resilienza si intende la capacità di un organismo o di un sistema di adattarsi a condizioni avverse e a stress, anche estremi. In quest’epoca, in cui condizioni particolarmente critiche crescono in maniera esponenziale e sollecitano continuamente le persone, la resilienza è un fattore cruciale. Ed è fondamentale capire come possiamo svilupparla.
Gli studi sull’HRV hanno portato proprio allo sviluppo di tecniche e tecnologie molto efficaci per aiutarci a creare più resilienza e a migliorare la salute mentale, emotiva e fisica, malgrado intense condizioni di stress.
La coerenza energetica è uno stato ottimale in cui il cuore, la mente e le emozioni operano in sincronia ed armonia. Alcune persone provano questo allineamento tra mente, emozione e fisiologia in particolari stati: ad esempio può accadere ad un individuo in profondo rilassamento, o ad un monaco in meditazione, o ad un atleta durante un allenamento intenso.
La ricerca mostra chiaramente che un maggior livello di coerenza corrisponde a uno stato più efficiente e armonico, dal punto di vista cardiovascolare, nervoso, ormonale e immunitario. Ma Heartmath si è spinto oltre.

La scienza del cuore

Per secoli, tante culture hanno considerato il cuore come la fonte delle emozioni migliori, come l’amore, il coraggio, la generosità. Presso l’Istituto di HeartMath (IHM), sono stati esplorati scientificamente i meccanismi fisiologici con cui il cuore comunica con il cervello, come influenza l’elaborazione delle informazioni, delle percezioni, delle emozioni.
L’osservazione scientifica ha dimostrato che il cuore è molto di più di quello che crediamo e che non è affatto una semplice pompa, come siamo abituati a considerarlo.
Il muscolo cardiaco è, in sostanza, un centro complesso, auto-organizzato, di elaborazione dati, con una propria mente, che comunica costantemente con il cervello, con il sistema nervoso e con tutta la nostra fisiologia, influenzando profondamente ogni organo, in un complesso intreccio di messaggi e feedback.

La scienza del cuore

Il cuore intelligente

Giovanni e Beatrice Lacey, negli anni tra il 1960 e gli anni ’70, hanno scoperto che il cuore comunica con il cervello in modo tale da influenzare significativamente il modo in cui percepiamo e reagiamo al mondo.
Prima di loro, ricerche sul cuore erano state condotte da Walter Cannon; ma Cannon dimostrò soltanto, come era facilmente intuibile, che i cambiamenti nelle emozioni sono accompagnati da cambiamenti nella frequenza cardiaca, nella pressione sanguigna, nella respirazione e nella digestione.
I coniugi Lacey andarono ben oltre: realizzarono che questo motore della circolazione sanguigna sembrava avere una sua logica, una sua mente, che spesso divergeva da quella del sistema nervoso autonomo; soprattutto capirono che è l’organo predominante.
Infatti il cuore inviava messaggi significativi al cervello, dei veri e propri comandi, che influenzavano tutto il comportamento di una persona.

Neurocardiologia: la scienza del cuore che pensa

Mentre i Laceys stavano compiendo le loro ricerche in psicofisiologia, un piccolo gruppo di ricercatori nel campo cardiovascolare si unirono ad alcuni neurofisiologi, dando il via ad una nuova disciplina detta Neurocardiologia, che da allora ha fornito indicazioni estremamente importanti sul sistema nervoso del cuore e su come il cervello e il cuore comunicano attraverso il sistema nervoso.
Dopo approfondite ricerche, uno dei primi pionieri della neurocardiologia, il Dr. J. Andrew Armour, nel 1991 introdusse il concetto di ”cervello del cuore”.
Il suo lavoro dimostrò che il cuore ha un complesso sistema nervoso intrinseco molto sofisticato, un “piccolo cervello” appunto, una rete intricata di diversi tipi di neuroni, neurotrasmettitori, proteine ​​e cellule, molto simili a quelli trovati nel cervello.
Nel libro “Neurocardiology”, il Dr. Armour e il Dr. Jeffrey Ardell, forniscono una panoramica completa della funzione del sistema nervoso intrinseco del cuore: il quale contiene circa 40.000 neuroni, detti neuriti sensori; essi rilevano gli ormoni circolanti, la chimica corporea, la frequenza cardiaca e la pressione.
Tutto si traduce in impulsi neurologici che dal sistema nervoso del cuore viaggiano fino al cervello, attraverso diverse vie; per gli stessi canali passano anche i segnali del dolore e le sensazioni. E queste infermazioni entrano nel cervello attraverso una porta d’ingresso che si trova nel tronco cerebrale.

Il Brain Heart

Il cervello del cuore

Il sistema nervoso cardiaco è costituito da gangli complessi: si tratta di neuriti multifunzionali, distribuiti in tutto il cuore, sensibili a molti tipi di input sensoriali provenienti dall’interno del cuore stesso e dal resto dell’organismo.
Una volta che le informazioni sono trattate dai neuroni del cuore, i segnali appropriati sono inviati ai nodi senoatriale e atrioventricolare. Così, in normali condizioni fisiologiche, il sistema nervoso intrinseco del cuore gioca un ruolo importante in gran parte del controllo di routine della funzionalità cardiaca, indipendentemente dal sistema nervoso centrale.
Il Dr. Armour ei suoi colleghi hanno dimostrato che il sistema nervoso intrinseco del cuore è vitale per il mantenimento della stabilità cardiovascolare e che senza di esso, il cuore stesso non può funzionare correttamente.
  
Usare il Cervello del Cuore
La Soluzione Heartmath per Trasformare lo Stress
Ama e Calma il tuo Cuore - CD
Holotherapy Manipura Chakra - CD
[Fonte]
(Grazie!)

domenica 27 marzo 2011

Neuroni a specchio

di Jacopo Fo

Grandi notizie censurate:
i neuroni a specchio ti cambiano la vita! Subito!!!

Esperimento neuroni a specchio

 

La scoperta dei neuroni a specchio è stata realizzata dal team del Professor Rizzolatti dell'Università di Parma.
Ne avevo sentito parlare ma non avevo minimamente capito l’importanza di questo evento.
Si tratta di una di quelle notizie da apertura di tutti i tg che invece è passata sotto censorio silenzio.
Come molte grandi scoperte è in gran parte dovuta a un colpo di fortuna. I ricercatori stavano monitorando i movimenti di una scimmia, mentre afferrava una banana; impiegavano dei sensori collegati al cervello.
In una pausa dell’esperimento uno sperimentatore prese una banana e la mangiò.
Gli strumenti registrarono l’attivazione delle stesse aree del cervello della scimmia che entravano in funzione quando lei prendeva realmente una banana.
All’inizio si credette a un errore degli strumenti ma ripetendo l’esperimento si verificò che la reazione era reale.
Con parecchi test si è poi dimostrato che anche l’essere umano ha meccanismi simili. Se vediamo una persona compiere un’azione si attivano le stesse aree cerebrali che useremmo se compissimo noi quell’azione. Anzi, l’umano ha una super dotazione di neuroni a specchio, presenti in varie aree della nostra materia grigia. Nessun animale ha questa capacità altrettanto sviluppata. E, come vedremo, essa amplifica le nostre capacità di comunicare e di creare collaborazione. Secondo alcuni proprio i neuroni a specchio sarebbero tra gli elementi essenziali che ci hanno permesso di realizzare livelli di comunicazione così complessi.

Per leggere tutto l'articolo vai al seguente indirizzo:  
http://www.jacopofo.com/grandi-notizie-censurate-neuroni-specchio-rivoluzione-scientifica

lunedì 17 gennaio 2011

Sessualità Amore Anatomia Fisiologia


Il Papa e l’educazione sessuale  di Jacopo Fo  
Non ha detto che educare al sesso è sbagliato, ma che è necessario che si educhi anche all’amore.
E’ giusto! Mi dà fastidio quando per attaccare un avversario si storpiano le sue parole. Non è utile. Come si può negare che per un adolescente sia essenziale capire il miracolo dell’amore nel suo complesso e non solo la meccanica dell’unione fisica? Ed è indiscutibile che la mancanza di un’educazione sentimentale provochi consumismo sessuale a vagoni.
Le feste di B. sono piene di ragazze eticamente distrutte e sprovviste di una cultura amorosa. Le tv di B. ci inondano di messaggi di mercificazione sessuale, di consumismo erotico parossistico. Tutta roba che (concordo con il Papa) fa male all’anima e allontana il godimento estatico dell’unione spirituale e amorosa.
A questo punto mi viene la curiosità di andare a vedere come sia un manuale di educazione sessuale cattolico, in linea con i dettami della Chiesa. Ma non trovo nulla. Né in rete, né alla Libreria Paolina, e la suora che funge da commessa mi dice che non ce ne sono. Ma come? Insisto e alla fine troviamo un vero manuale di educazione sessuale cattolico, edito dalla San Paolo: Amarsi corpo e anima di Ferdinando Bombelli. Sicuramente un bel testo pieno di consigli positivi sull’amore, ma sul sesso si dice veramente poco.
Una cosa importante però la trovo: l’imene non è segno di verginità, ci sono donne che ne sono sprovviste o che hanno un imene talmente fragile che si lacera accidentalmente. Un’informazione che se fosse diffusa salverebbe migliaia di donne dall’accusa di non essere vergini. Del resto si dice bene poco. E una serie di informazioni essenziali, ormai ampiamente accettate dal mondo scientifico, non vengono neppure nominate. Nessun accenno a: frigidità maschile (assenza di orgasmo durante l’eiaculazione), fisiologia del piacere maschile (clitoride maschile, Punto L maschile ecc.), Punto G femminile, importanza delle contrazioni del muscolo pubococcigeo per la salute, il piacere e la fertilità femminile, eiaculazione femminile e prostata femminile (fotografata dal professor Jannini nel 1996). Non mi dilungo su questi temi che sono trattati ampiamente su www.sessosublime.it.
E allora mi dico: vogliono spacciare queste informazioni brutalmente incomplete come educazione sessuale? Ok, l’informazione sessuale deve educare anche ai sentimenti… Ma qui ci si rifiuta di fornire elementari, quanto poco conosciute informazioni anatomiche! Non si capisce che buona parte dei disastri sessuali e amorosi derivano proprio da questa paura selvaggia della semplice anatomia? Non si dovrebbe considerare il corpo umano un tempio dell’opera di Dio da conoscere e glorificare? Strano, perché dall’Enciclica del 1979 fa parte della dottrina della Chiesa l’idea che non solo la fecondazione, ma anche il piacere sia un elemento essenziale del matrimonio.
Il Papa ha detto che vuole un’informazione sessuale legata all’educazione sentimentale ma nei fatti non c’è nessuno sforzo per diffondere l’educazione sessuale…
Mi dedico a una ricerca più approfondita in rete e finalmente trovo un sito che parla di catechismo, fede e amore. E scopro un gruppo cattolico, che si occupa di educazione e missioni e che si ispira a un prete incredibile, don Paolo Leggeri. Egli durante la guerra aveva aiutato molti ebrei a fuggire dalle persecuzioni. E per questo viene prima arrestato e poi deportato in un campo di concentramento nazista. Liberato nel 1945, torna a Milano e qui, nel 1948, fonda il primo consultorio matrimoniale in Italia, per diffondere l’educazione sentimentale e sessuale. Era convinto che fosse fondamentale che le famiglie fossero un luogo d’amore.
E qui trovo un manuale che desta stupore scritto dalla dottoressa Angela Bottani. Ad esempio, si rompe un tabù secolare dichiarando l’esistenza della frigidità maschile: “Eiaculazione infatti non è sinonimo di orgasmo: c’è infatti una patologia della eiaculazione e una patologia dell’orgasmo”. E si contesta certa sessuologia arcaica affermando che la vagina è un’area orgasmica… siamo quasi all’ammissione dell’esistenza del Punto G. Ma si va oltre, sostenendo addirittura che l’uso durante l’amplesso dei muscoli pubococcigei è importante per l’appagamento della donna e facilita la fecondazione: “Muscolo che dobbiamo imparare a conoscere se vogliamo raggiungere quella unione che chiamo complementare… un muscolo volontario, di grande importanza nel parto, che dobbiamo tonificare con esercizi di contrazione…”.
Sono cose che quando le scrissi più di 20 anni fa su Tango, supplemento dell’Unità, provocarono una serie di reazioni feroci tra i comunisti… Leggerle su un sito cattolico trovo che sia scioccante (e molto positivo). Speriamo che il Papa non si accorga di questi cristiani che non censurano la fisiologia umana… Rischiamo che li scomunichi.
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Fonte:
- http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/12/il-papa-e-l%E2%80%99educazione-sessuale/86031/
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